Regola di san BenedettoLettura quotidiana della Regola di san Benedetto Colui che per gravi colpe è scomunicato dall’oratorio e dalla mensa, quando il divino Ufficio nell’oratorio ha termine, se ne giaccia prostrato avanti la porta dell’oratorio: non dica nulla, [2] ma solo stia lì prosteso, col capo volto a terra, ai piedi di tutti i fratelli che escono dall’oratorio. [3] E ciò continui a fare finché l’abate giudicherà sufficiente la soddisfazione. [4] Quando poi ne avrà avuto dall’abate l’invito, vada e si getti ai suoi piedi, e quindi ai piedi di tutti, perché preghino per lui. [5] E allora, se l’abate ne darà licenza, venga riammesso in coro al suo posto o a quello che l’abate avrà stabilito, [6] sempre però a condizione che non osi nell’oratorio a solo cantare né recitare salmo o lezione o altro, se l’abate non gli dia un ulteriore permesso. [7] E in tutte le Ore, quando l’Opera di Dio finisce, si prostri a terra nel posto dov’è. [8] E così soddisfaccia finché l’abate ancora una volta non gli ordini di cessare ormai da questa penitenza. [9] Quelli poi che per colpe lievi sono scomunicati solo dalla mensa, facciano la soddisfazione nell’oratorio fino al comando dell’abate, [10] e la ripetano finché egli dia la benedizione e dica: Basta. Scrivi per segnalare, per commentare, per correggere e qualsiasi altro motivo! © Realizzato nel monastero cistercense della
Certosa di Firenze. |
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