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Falleri

 

Storia

L’abbazia di Santa Maria di Falleri sorge all’interno della cinta muraria di Falerii Novi, città fondata nel 241 a.C. per i deportati della vicina Falerii Veteres (oggi Civita Castellana) distrutta dai Romani perché ribellatasi. Alla fine del X secolo o al principio dell’XI gli abitanti del nuovo centro si trasferirono nella vicina Civita Castellana e probabilmente in quella occasione i Benedettini si insediarono a Falerii Novi e vi eressero un monastero. Secondo alcuni autori la chiesa di Santa Maria esisteva già e costituì il primo nucleo del nuovo complesso, altri ne datano invece la costruzione al XII secolo, attribuendola ai Cosmati, su commissione cistercense, o ai Cistercensi stessi ,una cui colonia proveniente da Saint Sulpice si trasferì nell’abbazia nel 1143.

Negli anni 1183 e 1186, come riportato da due lapidi di cui una oggi perduta, furono consacrati due altari nelle cappelle del transetto. Nel 1355 Falleri fu affidata da papa Innocenzo IV al monastero di San Lorenzo al Verano perché fosse riformata, nel 1392 i suoi terreni passarono all’ospedale di Santo Spirito in Sassia, mentre la chiesa e l’abbazia cadevano in Commenda. Già a questa data probabilmente i Cistercensi non vi risiedevano più e nel 1571 il complesso monastico era in rovina, come osservava il vescovo di Gaeta durante la visita Apostolica a Falleri.

Dopo una serie di passaggi di proprietà, nel 1649 l’abbazia e il suo territorio risultavano proprietà della Camera Apostolica e nel 1786 papa Pio VI li concesse in enfiteusi al Comune del vicino paese di Fabrica che ne divenne poi proprietario. Oggi la chiesa è in rovina e gli ambienti monastici ridotti a casa colonica.

Architettura

L’edificio di Santa Maria, costruita in tufo e marmo, presenta una pianta a T, essendo l’abside poco aggettante dal transetto. Il corpo centrale della chiesa è composto da tre navate separate da un alternarsi di pilastri cruciformi con altri quadrati (nelle prime due campate verso l’ingresso) e (nelle due campate verso il transetto) con colonne. Queste ultime furono messe in opera al posto dei pilastri quadrati dai Cistercensi, che, secondo alcuni autori, volevano differenziare la parte di chiesa occupata dal coro.

In corrispondenza della navata centrale si apre l’abside principale semicircolare, affiancata da due cappelle per lato (anch’esse a terminazione circolare) che si affacciano sui bracci del transetto. Nella parete di sinistra si aprono finestre di luce ridotta mentre le absidi hanno monofore a strombo unico. Il transetto è voltato a botte mentre sulla copertura originaria del corpo centrale, oggi crollata, gli studiosi avanzano ipotesi differenti: volta a botte o a crociera per la navata principale, tetto a falde o volte per quelle laterali. Sull’incrocio tra navate e transetto non c’è tiburio o campanile come invece spesso accade nelle chiese cistercensi. La facciata doveva presentare tre oculi circolari in corrispondenza delle navate e un portico che fu distrutto per apporre il portale cosmatesco. Sulla destra della chiesa due rampe in pietra fanno accedere al piano superiore degli edifici abbaziali, che non formavano però una corte, mancando il completamento a sud.

La scarsità di elementi gotici insieme alla ricchezza di quelli romanici, soprattutto nella decorazione, ha indotto alcuni studiosi a negare a Santa Maria di Falleri una paternità cistercense. Altri invece sostengono che la chiesa rappresenterebbe un esempio di architettura cistercense delle origini ancora molto legata a quell’arte romanica, che, predominante nella zona, avrebbe influenzato i costruttori. Da notare è la parte absidale con le cinque terminazioni semicircolari, caso unico tra le chiese cistercensi italiane

Bibliografia

Monasticon Italiae, I, Roma e Lazio, a cura di F. Caraffa, Cesena 1981, p. 139, sch. 98.

MOLAJONI P., S. Maria di Faleria, in “Arte e Restauro”, XIV, 1937, fasc. 3-4, pp. 5-8.

VALLE A., La chiesa di S. Maria di Faleri, in “Rassegna d’Arte”, 15, 1915, pp. 199 e ss.

VITI G., Faleri, in “D.I.P.”, III, 1976, coll. 1388-1389.

Foto

Veduta Veduta Veduta Veduta Veduta
Esterno Esterno Veduta Ingresso Ingresso
Facciata della chiesa Abside della chiesa Abside della chiesa Interno della chiesa
Oculo dell’abside della chiesa Finestra dell’abside della chiesa Oculo dell’abside della chiesa Oculo dell’abside della chiesa
Falleri
Nome completo: Santa Maria di Falleri 
Nome originario: Falera 
Nomi alternativi:  
 
Ordine originale: Benedettini 
Ordine attuale:  
Congregazione attuale:  
Filiazione di: Sulpice, Saint
Linea di: Pontigny
N. di fondazione: (Janauschek): 189 
Stato Giuridico: Abbazia 
Figlie
 
Date
Fondata nel: 1143 
Cistercense nel: 01/10/1143 
Chiusa nel: 1649 
Riaperta nel:  
Richiusa nel:  
Indirizzo

01034  Fabrica di Roma (VT)
Italia
Regione: Lazio 
Nazione: Italia 
Diocesi antica: Civitatis-Castelli
Diocesi attuale: Civitatis-Castelli
Coordinate:
42.30025652294084, 12.35594328612153
Google Maps wikimapia
Latitudine: 42° 18' 0''
Longitudine: 12° 21' 21''
Contatti
Telefono:  
Fax  
e-mail
Indirizzo Web Web
Wiki   
Stato dell’edificio: Più o meno intatto
Stile dell’edificio: Cistercense primitivo, Romanico
Visita: Possibile
Attività
Lavori:
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