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Fontevivo

 

Storia

Fu la prima filiazione diretta di Chiaravalle della Colomba, quindi appartenente alla linea di Clairvaux, dove i Cistercensi si insediarono i primi di maggio del 1142 , in una località allora in territorio di Pieve Cusignano, frazione di Fidenza e lontano da essa 13 chilometri; la donazione delle terre ai Cistercensi era da parte del Vescovo di Parma Lanfranco e di Delfino, figlio del marchese Oberto Pelavicino. Il nome Fontevivo (Fons vivus) deriva proprio dal fatto che in tale località vi era una sorgente d’acqua perenne.

I monaci bianchi si misero subito all’opera di risanamento e miglioramento delle terre e l’abbazia presto si consolidò; il suo primo abate rispondeva al nome di Viviamo, al quale il Papa Lucio II inviò una Bolla di conferma dei possedimenti del convento datata 28 giugno 11442. La sua importanza è messa in luce anche dal fatto che ebbe una figlia, nel 1146, il monastero già benedettino di San Giusto di Tuscania, decaduto nell’osservanza e nella consistenza patrimoniale, bisognoso quindi di essere riformato.

Nel 1497 entrò a far parte della Congregazione Italiana di San Bernardo, ma l’Istituto della Commenda ne aveva già alquanto ridotto il numero dei monaci; nel 1518 Leone X la unì alla Congregazione Cassinese di San Paolo fuori le mura, e tale fatto significò per Fontevivo la cessazione della sua esistenza quale abbazia cistercense. A loro volta i Benedettini la abbandonarono nel 1893. Nel frattempo la maggior parte dei fabbricati conventuali furono trasformati o demoliti dai nobili di Parma e Piacenza, all’epoca dei Farnese, per costruirvi un luogo di villeggiatura autunnale, un collegio, rimasto in funzione fino al 1890 circa. Oggi rimane solo la chiesa, molto ben conservata, quale parrocchia col titolo di San Bernardo.

Architettura

Le uniche notizie in merito a tale chiesa si ricavano dal testo del Negri e la sua descrizione non può che appoggiarsi a tale fonte dato che la pianta ripresa da Dimier è poco significativa dal punto di vista degli elementi architettonici. Sia quest’ultimo che Van der Meer datano genericamente la fabbrica al XII sec., e solo Dimier è più “preciso” nell’affermare che probabilmente essa fu iniziata alla fine del XII sec.

L’impianto, come sottolineato da Bedini, è alquanto monumentale: la struttura è basilicale a tre navate, composte di sei campate oblunghe e con un transetto molto vasto, su cui si aprono quattro cappelle rettangolari fiancheggianti, due per parte, un coro, quasi quadrato, ma non molto sviluppato in profondità. Il sistema dei supporti è alternato e regge volte a crociera, cordonate sulla navata centrale e, come dice testualmente Negri «in parte anche lisce sulle altre», tutte impostati su pilastri cruciformi. Come a Chiaravalle della Colomba, anche qui questi ultimi presentano il motivo delle semicolonne pensili a ricevere la spinta delle coperture sui pilastri “carichi”.

La copertura delle ali del transetto e del coro è analoga a quella delle navate e così quella delle quattro cappelle absidali. A proposito di queste ultime, bisogna sottolineare come nella pianta fornita da Dimier siano leggibili solo due cappelle fiancheggianti il coro, ciascuna di dimensioni abbastanza accentuate e il fatto che Negri parli invece di quattro cappelle è da attribuire ad una diretta conoscenza dell’edificio e all’analisi delle aperture di tali ambienti, in quanto altrimenti non si spiegherebbe la sicurezza con cui afferma ciò. Sicuramente non ha potuto prendere quale termine di paragone la chiesa di Chiaravalle della Colomba, poiché essa in origine aveva solo una cappella per lato.

La copertura del piedicroce è alquanto particolare: vi è infatti una cupola impostata su quattro archi tondi, segnata sull’intradosso da una raggiera di costole in laterizio che si dipartono da una sorta di “stella centrale”. I quattro costoloni diagonali scendono continui fino all’innesto con le rispettive colonnine dei pilastri compositi, mentre le altre Otto, due per ogni spicchio, si interrompono su peducci in pietra, impostati all’interno dell’irregolare circonferenza individuante l’imposta della cupola, e che segnano i pennacchi sferici. Negri giustifica tale complicata soluzione come il probabile tentativo di mediazione di due tipi di copertura (quello della crociera semplice con quello del tiburio su base ottagonale), originato da incertezze d’ordine statico.

La fronte, completamente in mattoni, è monocuspidale a due spioventi spezzati e profondamente segnata nei punti di raccordo tra porzione centrale e laterali, da semipilastri poligonali; il raccordo coi fianchi è invece scandito da due lesene rettangolari. Il portale d’accesso, dalla strombatura assai pronunciata, è del tipo “a edicola” ed è coperto da due brevi falde di tetto. Sopra di esso si apre il rosone, abbastanza ampio e con una raggiera di dieci colonnine, circondato da una ghiera lievemente modanata. Come in tutte le chiese di tradizione costruttiva padana-lombarda, anche qui subito sotto il colmo della facciata si sviluppa un fregio ad archetti pensili acuti, al di sotto del quale sta una serie di archi ciechi a tutto sesto di ampiezza maggiore, inclinati, come i precedenti, secondo le direzioni delle falde del tetto; vi è anche un terzo ordine, analogo al primo, ma ad andamento rettilineo e il tutto individua una sorta di timpano al cui centro si apre una piccola finestra a croce. Il motivo ad archetti pensili continua sia sui fianchi che sulle ali del transetto e sull’abside della chiesa, e cosi anche quello delle lesene presenti sulla fronte, si ritrova sul resto dell’edificio, movimentando le superfici murarie con specchiature concluse a tutto sesto che giungono fino a terra.

L’intero fianco destro fu occultato dai fabbricati sei-settecenteschi, ma esso mostra comunque caratteri identici a quelli degli altri lati della fabbrica.

Bibliografia

GALLETTI A., L’abbazia “nullius” di Fontevivo, in "I monasteri italiani della Congregazione sublacense", Roma, 1972, pp. 168-174.

MARIOTTI G., L’abbazia di Fontevivo nel Parmigiano e l’unica sua figlia: l’abbazia di S. Giusto presso Tuscania, in "Archivio Storico della Deputazione di Storia Patria per le Province Parmensi”, XXVII, 1927, pp. 75-188.

Foto

Timpano della chiesa Scorcio della facciata della chiesa Facciata della chiesa Scorcio della facciata della chiesa Facciata della chiesa
Facciata della chiesa Esterno della chiesa Abside della chiesa Scorcio del campanile della chiesa Campanile visto dal chiostro
Portale della chiesa Scorcio della facciata della chiesa Portale della chiesa Portale della chiesa Basamento del portale della chiesa
Capitelli del portale della chiesa Capitelli del portale della chiesa Basamento del portale della chiesa Porta dei conversi Porta della sacrestia
Porta dei monaci Navata centrale della chiesa Navata centrale della chiesa vista dall’ingresso Navata centrale della chiesa vista dall’ingresso Scorcio interno della chiesa
Navata centrale della chiesa Navata centrale della chiesa Navata centrale della chiesa vista dall’altare Navata centrale della chiesa vista dall’altare Capitello della chiesa
Capitello della chiesa Capitello della chiesa Capitello della chiesa Capitello della chiesa Capitello della chiesa
Capitello della chiesa Capitello della chiesa Capitello della chiesa Capitello della chiesa Capitello della chiesa
Capitello della chiesa Capitello della chiesa Volte della chiesa Volte della chiesa Volta della chiesa
Porta dei morti murata Cappella del transetto della chiesa Transetto di destra della chiesa Transetto di sinistra della chiesa Rosone della facciata della chiesa
Rosone della facciata della chiesa Chiostro, lato della chiesa Chiostro, lato della chiesa Scorcio del chiostro verso la chiesa Chiostro, lato del capitolo
Chiostro, lato del capitolo Chiostro, lato del capitolo Chiostro, lato del capitolo Chiostro verso il lato del capitolo Chiostro, lato del capitolo
Chiostro, lato del refettorio Chiostro, lato del refettorio Chiostro, verso il lato del refettorio Chiostro verso il lato dei conversi Esterno del capitolo
Esterno del capitolo Esterno del lato dei monaci Esterno del lato dei monaci Refettorio Refettorio
Affresco di una volta della chiesa Pietra tombale in chiesa    
Fontevivo
Nome completo: San Bernardo di Fontevivo 
Nome originario: Fons-Vivus 
Nomi alternativi:  
 
Ordine originale: Cistercensi 
Ordine attuale:  
Congregazione attuale:  
Filiazione di: Chiaravalle della Colomba
Linea di: Clairvaux
N. di fondazione: (Janauschek): 168 
Stato Giuridico: Abbazia 
Figlie
  1. Giusto, San (20/07/1146-1373)
 
Date
Fondata nel: 1142 
Cistercense nel: 05/05/1142 
Chiusa nel: 1518 
Riaperta nel:  
Richiusa nel:  
Indirizzo
Abbazia di Fontevivo
43010  Fontevivo (PR)
Italia
Regione: Emilia Romagna 
Nazione: Italia 
Diocesi antica: Parmensi
Diocesi attuale: Parmensi
Coordinate:
44.85762725100974, 10.17610377658703
Google Maps wikimapia
Latitudine: 44° 51' 27''
Longitudine: 10° 10' 33''
Contatti
Telefono:  
Fax  
e-mail
Indirizzo Web Web
Wiki    
Stato dell’edificio: Intatto con comunità
Stile dell’edificio: Cistercense primitivo
Visita: Possibile
Attività
Lavori:
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