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Agrigento

 

Storia

La data di fondazione del monastero di Santo Spirito di Agrigento risale più o meno al 1295 e la fondazione si riferisce alla nobil donna Mardisia Prefolio.

Dalla rivista storica benedettina dei Padri Cistercensi di Casamari rileviamo quanto segue:

«Nel 1299, il 27 agosto, l’agrigentina Mardisia, figlia di Prefolio, sposata a un Chiaramonte (illustre conte di Moliac, Siniscalco del Regno di Sicilia, Procuratore del monastero di S. Spirito) alla presenza di Roberto, abate del monastero di S. Spirito di Palermo e di Taddeo di Aversa, con l’autorità dello stesso figlio Manfredi, metteva il monastero di S. Spirito alle dipendenze dell’Abbazìa di Casamari».

Il monastero di S. Spirito in Agrigento esisteva fin dal 1294, dato che il 23 gennaio 1295, Salvo e Giovanna di Turano donarono al detto monastero due case del borgo di S. Francesco, come risulta dal notaio Pietro Renusio.

Nel 1321, poi, dopo ventidue anni che S. Spirito dipendeva da Casamari, l’abbadessa Donna Chiara e le altre religiose rinnovarono solennemente la loro dipendenza da detta Abbazia.

Verso il 1572 il monastero di S. Spirito non soggiace più alla visita dell’Abate di Casamari e alla fine del XVII e al principio del XVIII secolo non se ne fa più memoria.

Il Signore ebbe una speciale protezione per questo monastero, conservandolo attraverso mille peripezie. Le molte abbazie cistercensi, sia di uomini che di donne, esistenti in Sicilia, andarono tutte in rovina. Solamente questa sopravvive per grazia specialissima di Dio.

Con la soppressione degli Ordini religiosi, il monastero passava giuridicamente alla dipendenza del Vescovo e al Fondo Culto, che l’affidava al Comune di Agrigento per opere di beneficenza.

Come al principio della fondazione, esso era stato aperto per insegnare alle giovani lavoro, cucito e ricamo, così, dopo la soppressione, veniva riaperto allo stesso scopo.

Nel 1894 la comunità contava 19 coriste, 5 converse e 15 altre religiose per il servizio generale del monastero.

Non. avendo più rendite, le monache provvedevano al proprio mantenimento fedeli al loro programma: Ora et Labora

Nell’anno santo 1950, Donna Maria Teresa Rosolia e Donna Maria Benedetta Imperio si recarono a Roma per il Giubileo. A S. Croce in Gerusalemme ebbero modo di avvicinare i Padri cistercensi e l’Abate D. Edmondo Bernardini, al quale esposero il desiderio di essere incorporate nell’Ordine. Il P. Abate le indirizzò all’Arcivescovo di Catania, Mons. Guido Luigi Bentivoglio, cistercense.

Durante la guerra 1940-45, le dodici monache rimaste, per guadagnarsi da vivere aprirono un asilo, un laboratorio di ricamo e ricevettero qualche pensionante.

Il Vescovo Mons. G. B. Peruzzo non vedeva troppo bene l’andamento della Comunità e aveva deciso di sopprimerla, sostituendola con un’altra di un altro Ordine.

La reggente, Sr. Geltrude Palillo, che sostituiva l’Abbadessa defunta, e Sr. Teresa Rosolia si recarono urgentemente a Catania per trattare della soppressione del loro monastero con Mons. Bentivoglio. Egli scrisse subito a Mons. Peruzzo, pregandolo di "non lasciar spegnere la piccola fiamma dell’Ordine cistercense in Sicilia". Mons. Peruzzo accettò, a condizione che fossero mandate altre monache per aiutare questa Comunità. La cosa fu presto fatta.

Il 20 luglio 1953 giungevano ad Agrigento tre giovani monache del monastero di S. Caterina di S. Severino Marche (Macerata). Erano:

Maria Aleide Romagnoli, Maria Mafalda Pascucci e Maria Matilde Cannillo. La prima, col mandato dì Abbadessa, la seconda come Maestra delle Novizie.

Le tre religiose furono ricevute con gioia dalle monache dì S. Spirito e dagli esponenti del Clero agrigentino.

Dopo alcuni anni di lavoro con la nuova Abbadessa il monastero raggiunge la sua piena affermazione. Anche Mons. Peruzzo manifestava la sua compiacenza verso le monache di S. Spirito per il traguardo felicemente raggiunto.

Ora si trattava di ripristinare la clausura, escludendo dall’ambito monastico le pensionanti e le orfanelle, che nel frattempo erano state accolte, assegnando loro un locale appropriato.

Questo avvenne nel 1963, quando fu costruito il primo piano dell’attuale "Casa di Riposo" per anziani.

L’11 gennaio 1964, dopo un lungo intervallo di trentasei anni, la clausura tornava in vigore, secondo le direttive del Documento pontificio "Sponsa Christi".

Rimaneva la restaurazione dell’edificio, fatiscente per l’usura del tempo. È monumento nazionale.

Oltre a diverse sistemazioni, nel 1972, fu completata una sopraelevazione sul piano principale del fabbricato per avere celle sufficienti per la Comunità.

Al nuovo refettorio, cucina, laboratorio si aggiunse anche una Cappella a pianterreno per facilitare lo svolgimento della vita comunitaria.

Le Cistercensi di Agrigento perseguono il fine della vita contemplativa all’ombra dei sacri chiostri nella preghiera, accompagnata dal canto liturgico, nelle diverse attività, nella serenità e nella pace che è dono di Dio a chi ha abbandonato tutto per seguirlo.

La Comunità di Agrigento è una giovane Comunità che attende rinforzi per restare sempre giovane ed efficiente nell’attuazione dell’Ora et Labora.

Bibliografia

M. CASSONI, Il partenio di S. Spirito di Girgenti in Sicilia, in “Rivista Storica Benedettina”, XVI (1925), pp. 257-272;

P. CAPUTO, I rapporti tra l’abbazia di Casamari e la "Badia Grande" di S. Spirito in Agrigento, in "Notizie Cistercensi”, VII (1974), pp. 129-145;

IDEM, Inedita et rara. “Carta visitationis” della Badia di S. Spirito (Agrigento), in “Notizie Cistercensì”, VIII (1975), pp. 68-99.

Maria Teresa Ragusa, La chiesa del Monastero Cistercense del "Santo Spirito" in Agrigento, Caltanissetta-Roma, Salvatore Sciascia Editore, 2011.

Foto

Veduta antistante Veduta antistante Facciata della chiesa Facciata della chiesa Scorcio della facciata della chiesa
Scorcio della facciata della chiesa Portale della chiesa Navata della chiesa Navata della chiesa Navata della chiesa
Navata della chiesa Particolare dell’altare della chiesa Particolare dell’altare della chiesa Altare laterale della chiesa Scorcio dell’altare della chiesa
Chiostro, lato del capitolo Esterno del capitolo Esterno del capitolo Porta del passaggio
Museo Museo Sala riunioni Passaggio Passaggio
Passaggio Quadro del museo    
Agrigento
Nome completo: Santo Spirito 
Nome originario: B.M.V. et Sancti Spiritus 
Nomi alternativi:  
 
Ordine originale:  
Ordine attuale: Cistercensi 
Congregazione attuale: Monasteria directe Ordini incorporata 
Filiazione di:  
Linea di:  
N. di fondazione: (Janauschek):  
Stato Giuridico:  
Figlie
 
Date
Fondata nel: 1294 
Cistercense nel: 1294 
Chiusa nel:  
Riaperta nel:  
Richiusa nel:  
Indirizzo
Monache Cistercensi Monastero di S. Spirito
Via S. Spirito
92100  Agrigento (AG)
Italia
Regione: Sicilia 
Nazione: Italia 
Diocesi antica:
Diocesi attuale: Agrigento
Coordinate:
37.31112454960927, 13.58370677731716
Google Maps wikimapia
Latitudine: 37° 18' 40''
Longitudine: 13° 35' 1''
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