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Certosa di Firenze

Chiostrino dei fratelli conversi

Dal refettorio ci si immette direttamente nel chiostrino detto dei fratelli conversi (circa 10 x 19 mt.), perché nel loggiato superiore c’erano le loro stanze. Le loro attività erano imperniate attorno a questo chiostro e lungo il corridoio che collega questa parte di monastero al chiostro grande e che rappresenta la principale via di collegamento per tutte le necessità quotidiane.

Probabilmente il piccolo chiostro dei conversi, anche se non era comune nelle certose più antiche, esisteva fin dalla prima edificazione, in quanto le loro celle erano solitamente disposte vicino all’entrata del coro dei conversi, a causa delle funzioni religiose che venivano officiate sia di giorno che di notte.

Nel 1484-1485 fu completamente rinnovato e, da stretta corte trecentesca, fu trasformato in un cortile rinascimentale grazie alla costruzione del loggiato a due ordini. Per armonizzare e proporzionare la stretta pianta rettangolare i loggiati lungo i lati minori furono realizzati più larghi di quelli sui lati maggiori, ottenendo un effetto di dilatazione dello spazio.

Gli interventi ed i restauri successivi non ne hanno alterato l’impianto, per cui la forma attuale è quella della fine del XV secolo. La distribuzione in due ordini di gallerie e la sveltezza delle sequenze architettoniche scandite dal ritmo serrato delle arcate gli conferiscono una certa monumentalità e lo rendono uno degli ambienti più suggestivi e originali di tutta la Certosa.