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Certosa di Firenze

I liquori dei Monaci cistercensi della Certosa di Firenze

I liquori dei Monaci cistercensi della Certosa di Firenze sono prodotti ancora oggi con metodi antichi per distillazione a vapore con fuoco a legna, per infusione e per torchiatura. Le materie prime sono esclusivamente erbe, fiori e radici. I monaci le selezionano con cura e le lavorano con arte come hanno fatto da secoli. Le erbe vengono prima frantumate, miscelate e poi messe in infusione con alcool e acqua per un mese. L’infuso viene mescolato giornalmente per poterne estrarre le essenze; quindi vengono messe nel distillatore assieme al liquido. La sapiente esperienza dei monaci, dosando il fuoco e l’acqua di raffredamento, fa si che il prodotto distillato risulti di qualità eccellente. Dopo la distillazione il prodotto viene messo a stagionare per alcuni mesi. Quando la stagionatura è al punto giusto viene miscelata l’acqua e lo zucchero, aggiunto il distillato e il prodotto viene messo a stagionare in botti di rovere per almeno sei mesi, al termine dei quali viene filtrato e travasato in un’altra botte di rovere per altri tre mesi almeno. L’imbottigliamento viene eseguito con l’ausilio di una imbottigliatrice a mano e le bottiglie vengono chiuse con capsula metallica da una tappatrice meccanica.

Gli infusi si ottengono frantumando le erbe e miscelandole con alcool e acqua per un mese. Questa miscelazione avviene facendo circolare il liquido dal basso verso l’alto per mezzo di una pompa; in seguito avviene la torchiatura e le erbe spremute vengono di nuovo messe in infusione. Questo procedimento si ripete per almeno tre volte. Questi metodi di lavorazione consentono che i liquori prodotti siano di quell’alta qualità ormai riconosciuta da secoli.

Per la grappa la distillazione avviene come per i distillati, adoperando le migliori vinacce del Chianti.