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Certosa di Firenze

Refettorio

Lungo il corridoio che unisce il chiostro dei monaci con quello dei conversi si trova il refettorio.

Confinante con la sala capitolare, l’ambiente si sviluppa parallelamente alla chiesa monastica. Originariamente aveva una copertura a due spioventi sostenuti da capriate, come testimonia la posizione delle finestre murate alla fine del XV secolo. Solo molto più tardi fu realizzato il tetto che copre sia il refettorio che i locali posti sull’altro lato del lungo corridoio che porta al chiostro grande. Della struttura trecentesca rimane solo un rosone in pietra forte, visibile dal loggiato superiore del chiostrino dei conversi.

L’ambiente fu radicalmente ristrutturato negli anni 1494-1495 per volere di don Leonardo Buonafè. Venne realizzata la copertura a volta lunettata con 18 peducci eseguiti da Piero di Giovanni della Bella e da Matteo di Cecco, su modello di Benedetto da Maiano. Il pulpito, realizzato nel 1495 sempre dagli stessi artisti, costituisce oggi il principale elemento decorativo del refettorio.

Questo ambiente serviva per i monaci solo nelle festività, poiché abitualmente i pasti erano consumati nella cella.