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Certosa di Firenze

Spiritualità Cistercense

Il monachesimo cistercense, fondamentalmente, si innesta su quello benedettino, in un periodo in cui si avvertiva, con maggiore insistenza, l’esigenza di una riforma monastica nel più ampio contesto di una riforma ecclesiastica , come già esposto nel caso del quasi coevo Ordine Certosino.

Il movimento cistercense, sorto nel 1098 con la fondazione di Cîteaux, intese raggiungere obiettivi concreti: sganciarsi dal mondo feudale che aveva compromesso notevolmente la vita nei monasteri e riportare un più autentico equilibrio tra le componenti fondamentali della Regola benedettina (Opus Dei, lectio Divina, labor manuum). Ciò fu realizzato con un codice giuridico proprio (Carta di Carità e Capitoli Generali), attraverso una reale povertà, testimoniata dal lavoro e dalla semplicità di vita in solitudine. Il tutto fu animato da uno spirito di grande rigore, di uniformità di vita e capacità di adattamento costante alle esigenze, che le mutate condizioni di tempo richiedevano continuamente, destando nei contemporanei ammirazione e anche reazione. Questa fu l’esperienza di vita che i primi cistercensi diffusero gradualmente nelle diverse zone dove si insediarono. Gli ideali, di cui i cistercensi furono portatori, sebbene incentrati su un ascetismo molto severo, furono recepiti molto favorevolmente dai contemporanei; ed in ciò si deve vedere, molto probabilmente la fortuna e la rapida espansione dell’Ordine in tutta Europa, dopo i primi anni di incertezza.

Le esigenze fondamentali della vita monastica, delineate negli statuti dell’Ordine, si possono così riassumere: povertà, uniformità di vita, solitudine, lavoro manuale, semplicità e devozione a Maria.

Per poter vivere in piena libertà, i primi cistercensi ritennero necessario fondare i loro monasteri in luoghi solitari e lontani dalle città, castelli o villaggi. La scelta della solitudine fu loro dettata da una esigenza pratica, ma non fu sempre ed incondizionatamente rispettata.

La riforma cistercense fu realizzata con un proprio stile di vita ed una organizzazione basata sull’istituzione del capitolo generale e sulla legge della filiazione. Il modo di vivere è descritto minuziosamente nei documenti delle origini, che mettono chiaramente in risalto il rigore con il quale veniva esclusa ogni tipo di superfluità.

Le caratteristiche relative alla spiritualità delle origini non resteranno immutabili attraverso i secoli. Evoluzioni e trasformazioni si riveleranno necessarie sia per situazioni diverse che si verranno a creare all’interno dell’ordine, come pure per sollecitazioni dall’esterno allo scopo di rispondere alle mutate condizioni dei tempi. Percorrendo i testi relativi alla spiritualità cistercense si registra questo continuo fenomeno di adattamento mentre erano ancora in vita i tre Santi fondatori, per continuare con maggiore intensità nel corso del secolo XII e XIII.

Ripercorrendo metà del piazzale e la scalinata il turista è accomiatato e a noi resta la speranza di aver dato un momento di sollievo e di riflessione a contatto con l’arte e con Dio.