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Mons. Luciano Monari

Vescovo di Brescia

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  12/11/1989   Beatitudini in Maria  È a prima vista il racconto molto semplice di una visita di amicizia di affetto tra parenti. Maria va a trovare Elisabetta in un momento delicato della sua vita, come è il momento della gravidanza e del parto. Ma, dice il Vangelo di Luca, questa visita, questo incontro contiene in se una ricchezza più grande di quella che ci si potrebbe aspettare perché appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo; Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «benedetta tu fra le donne e Benedetto il frutto del tuo grembo». 
  05/11/1989 Il discorso della montagna ; 7  Veglia Penitenziale  Non facciamo in questa celebrazione l’esame di coscienza, che pure è importante quando ci si prepara al Sacramento della penitenza; non lo facciamo perché lo abbiamo già fatto nelle meditazioni passate. Abbiamo meditato le “beatitudini”, il cap. 5 di Matteo e lì di materiale per l’esame di coscienza ce n’è fin troppo. Invece, vale la pena che recuperiamo il senso e la gioia del perdono di Dio, perché ci vuole anche questa per celebrate il Sacramento della penitenza. Non basta che ci guardiamo allo specchio per dire c’è qualcosa di sporco da pulire. Dobbiamo guardare al Signore e dire c’è qualcosa di bello da ricevere in dono; c’è un amore, c’è un perdono, una grazia che il Signore ci vuole fare e alla quale possiamo e dobbiamo aprire il nostro cuore. 
  04/11/1989 Il discorso della montagna ; 4  2ª Omelia  “Io sono il buon pastore” è una affermazione che distingue naturalmente Gesù dai pastori falsi, da quelli per esempio che sono rappresentati dalla figura del mercenario. A questi pastori aveva fatto riferimento in particolare il profeta Ezechiele con un oracolo in cui Dio stesso interveniva a lamentarsi dei pastori di Israele (per pastori di Israele venivano intesi i Re prima di tutto, poi i sacerdoti e i profeti) ai quali Dio aveva affidato la cura del suo gregge, la cura del suo popolo, ma che invece, dice il profeta Ezechiele, anziché pascolare il gregge hanno pascolato se stessi. 
  04/11/1989 Il discorso della montagna ; 6  Vita cristiana  Abbiamo preso come versetto guida quello che dice «(…) Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei Cieli…». E spiegavamo: Gesù prende come termine di confronto la giustizia degli scribi e dei farisei, non perché sia una giustizia scarsa, ma proprio perché è una giustizia abbondante e proprio per questo diventa il termine di confronto più utile e più provocante perché ci costringe, non a misurarci con delle cose da poco, ma con delle esigenze grandi. 
  04/11/1989 Il discorso della montagna ; 8  La preghiera cristiana  Avevamo tralasciato ieri nella meditazione quella inserzione che Matteo ha fatto dentro al discorso della preghiera richiamando il Padre Nostro. E allora, prima di andare avanti, bisogna che due paroline le spendiamo per questa preghiera che abbiamo già commentato altre volte, che però è così importante per noi perché non è solo una preghiera, ma è la regola della preghiera cristiana. E siccome la preghiera esprime l’identità di una persona, dentro al Padre Nostro c’è il senso del Cristianesimo. 
  03/11/1989 Il discorso della montagna ; 2  Il Regno dei Cieli è vicino  Come sempre bisogna che facciamo una introduzione come esortazione agli esercizi, e allora parto da una mezza paginetta che ho trovato in un giornale poco tempo fa: una diagnosi sulla condizione nostra sul nostro modo di vivere. Dice: sta succedendo qualcosa di strano alla nostra capacità di attenzione; molti di noi non guardano più la televisione, noi la sfioriamo soltanto, passando da un canale all’altro ogni volta che raggiungiamo la soglia della noia. Nessuno fa solo una cosa alla volta; è nata una nuova cultura che nasce dal presupposto che la nostra capacità di attenzione sia pari a quella di una pulce. Abbiamo preso l’abitudine di farci vendere quattro prodotti diversi nei tre minuti di uno spot pubblicitario. 
  03/11/1989 Il discorso della montagna ; 1  1ª Omelia  Cerchiamo di comprendere un tantino questo atteggiamento di Gesù di fronte alla legge grande e santa del sabato; una legge che per Israele ha una importanza decisiva, ha un valore addirittura cosmico perché affonda le sue radici nella Creazione stessa: il settimo giorno Dio si è riposato. 
  03/11/1989 Il discorso della montagna ; 3  Le Beatitudini  Proviamo con l’aiuto del Signore con l’aiuto del Signore a commentare questo brano che è un po’ refrattario al commento perché ha bisogno soprattutto di essere interiorizzato; però, siccome serve (serve per coglierne un pochino tutte le dimensioni e le ricchezze) Beh, tentiamo con un pochino anche di paura, incominciando dalla scena in cui colloca questo discorso e che ha un suo significato. 
  03/11/1989 Il discorso della montagna ; 5  La nuova Legge  Con le “beatitudini” abbiamo colto la carta costituzionale del Regno di Dio; e questa carta costituzionale si esprime naturalmente in una serie di esigenze concrete che il Discorso della Montagna mette davanti ai nostri occhi e vorrebbe mettere davanti al nostro cuore. 
  01/11/1989   Significato della Preghiera  Lo scopo di questo ritiro non è tanto imparare delle cose nuove, ma di andare fuori con una decisione più ferma di pregare. La domanda a cui volevo tentare di rispondere è questa: A che cosa serve pregare? Che vuole dire: Perché è importante, nella vita del cristiano, una preghiera proprio caratteristica sua? 
  01/11/1989   La Preghiera: 2  Una prima domanda era: come fare silenzio interiormente? Questa è uscita da molti gruppi perché si diceva che delle volte, quando ci si mette a pregare, è difficile dimenticare le altre attività; uno incomincia a pregare ma gli rimangono in mente le cose che dovrà fare dopo e così via… Qui è chiaro che una soluzione che vada bene per tutti e per sempre è difficile, però alcune cose si possono fare. 
  10/09/1989 La Casa sulla Roccia , 7, Esercizi spirituali, Esercizi spirituali.1989  4ª Meditazione  Luciano Monari, 4ª Meditazione (198909104). Una vita religiosa autentica Data Copyright: 1989 Data pubblicazione: 10/09/1989 Serie: La Casa sulla Roccia 7 Id: Monari:198909104 Abbiamo tentato di cogliere il significato di questa espressione programmatica del discorso della montagna in quelle che vengono chiamate le “antitesi” del cap. 5 di Matteo, che abbiamo interpretato come il compimento della legge mosaica portato da Cristo e legato con la proclamazione e quindi l’ingresso del regno di Dio, della salvezza di Dio nella nostra vita. Ma il discorso non è ancora completo; il cap. 5 ha fatto soprattutto il confronto tra la giustizia del regno e la giustizia dello scriba, cioè di colui che è attento alla lettera della legge con una devozione infinita e ammirevole, ma che si ferma esattamente a quanto la legge richiede. L’inizio del cap. 6 introduce un altro atteggiamento fondamentale del discepolo che potremmo mettere in rapporto con la religiosità farisaica. Come ricordavamo stamattina, la religiosità farisaica non è certamente una religiosità da poco, ma è una religiosità che, nell’ottica di Gesù, ha alcune mancanze che debbono essere corrette. 
  10/09/1989 La Casa sulla Roccia , 9, Esercizi spirituali, Esercizi spirituali.1989  5ª Meditazione  Luciano Monari, 5ª Meditazione (198909105). Quinta Meditazione Data Copyright: 1989 Data pubblicazione: 10/09/1989 Serie: La Casa sulla Roccia 9 Id: Monari:198909105 “Sono passati ormai 18 secoli da quando Gesù Cristo camminava sulla Terra. Ma non si tratta di un fatto come gli altri, i quali una volta passati, si dileguano nella storia e, a lungo andare, cadono nell’oblio. Invece la sua presenza in Terra non diventerà mai un evento del passato, tanto meno qualcosa di sempre più passato, «qualora si trovi ancora la fede sulla terra» (Lc 18, 8); infatti, se questa manca, la vita terrena di Cristo diventa un fatto remotissimo. Ma fin quando esiste un credente, bisogna che egli, per essere divenuto tale, sia stato e, come credente, sia contemporaneo della sua presenza come i primi contemporanei; questa contemporaneità è la condizione della fede o più esattamente essa è la definizione della fede. 
  10/09/1989 La Casa sulla Roccia , 8, Esercizi spirituali, Omelie.CA23, Esercizi spirituali.1989  Omelia  Luciano Monari, Omelia (19890910) Data Copyright: 1989 Data pubblicazione: 10/9/1989 Serie: La Casa sulla Roccia 8 Id: Monari:19890910 Mi piacerebbe poter conoscere, come dice il Libro della Sapienza, il volere di Dio, il suo pensiero, perché questo vorrebbe dire che riesco a orientare correttamente la mia vita, che so dare il giusto valore alle cose; riuscirei anche a capire il perché di tante sofferenze che mi rimangono enigmatiche, riuscirei ad avere una speranza che non delude, che non è pura illusione. Ma come si fa a conoscere il volere di Dio? Perché, dice ancora il Libro della Sapienza 
  09/09/1989 La Casa sulla Roccia , 6, Esercizi spirituali, Discorso della montagna, Esercizi spirituali,1989  3ª Meditazione  Luciano Monari, 3ª Meditazione (198909093). La giustizia del Regno Data Copyright: 1989 Data pubblicazione: 9/9/1989 Serie: La Casa sulla Roccia 6 Id: Monari:198909093 Siamo partiti nelle nostre meditazioni cercando di comprendere la proclamazione del regno di Dio che Gesù viene a portare. Abbiamo detto: il regno di Dio è l’azione di salvezza che Dio liberamente e gratuitamente compie nei confronti dell’uomo, un’azione di salvezza che si può riassumere in Gesù Cristo. Si potrebbe tranquillamente affermare che il regno di Dio è Gesù Cristo, che la presenza di Gesù in mezzo agli uomini realizza l’inizio del regno di Dio. A questa azione di salvezza di Dio deve corrispondere una vita rinnovata, quella vita che in linguaggio evangelico si chiama conversione. Il contenuto concreto di questa conversione è dato dal discorso della montagna. Abbiamo detto, perciò, che il discorso della montagna bisogna leggerlo come l’effetto del regno di Dio nella nostra vita; è la risposta che siamo chiamati a dare al regno di Dio interpretato come dono della sua grazia. All’inizio del discorso della montagna, le beatitudini esprimono i valori di fondo, l’atteggiamento spirituale di fondo che deve accompagnarci in tutta la riflessione. 
  09/09/1989 La Casa sulla Roccia , 5, Esercizi spirituali, Omelie.CA22, Esercizi spirituali.1989, Esercizi spirituali, Omelie.CA22, Esercizi spirituali.1989  Omelia  Luciano Monari, Omelia (19890909). Omelia Data Copyright: 1989 Data pubblicazione: 9/9/1989 Serie: La Casa sulla Roccia 5 Id: Monari:19890909 Cerchiamo di comprendere il significato dell’atteggiamento di Gesù nei confronti della santa legge del sabato. 
  08/09/1989 La Casa sulla Roccia , 4, Esercizi spirituali, Discorso della montagna, Esercizi spirituali.1989, Esercizi spirituali, Discorso della montagna, Esercizi spirituali.1989  2ª Meditazione  Luciano Monari, 2ª Meditazione (198909082). Seconda Meditazione Data Copyright: 1989 Data pubblicazione: 8/9/1989 Serie: La Casa sulla Roccia 4 Id: Monari:198909082 C’è un terzo modo di leggere le Beatitudini ed è quello che vede nelle beatitudini l’identikit del discepolo del regno, il suo programma di vita. Le beatitudini sono, nel vangelo di Matteo, interpretate così, come un programma, qualche cosa che il cristiano deve tentare di realizzare nella sua vita. Chiaramente, siccome modello del cristiano è anzitutto Gesù Cristo, le beatitudini sono 1’identikit di Gesù. I poveri in spirito sono prima di tutto Gesù; gli afflitti e i miti e quelli che hanno fame e sete della giustizia, cioè della volontà di Dio, sono prima di tutto Gesù. Si possono leggere le beatitudini come il disegno, il ritratto di Gesù e come il ritratto ideale del discepolo che dobbiamo tentare di realizzare quotidianamente. 
  08/09/1989 La Casa sulla Roccia , 3, Esercizi spirituali, Discorso della montagna, Esercizi spirituali,1989  1ª Meditazione  Luciano Monari, 1ª Meditazione (198909081). Prima Meditazione Data Copyright: 1989 Data pubblicazione: 8/9/1989 Serie: La Casa sulla Roccia 3 Id: Monari:198909081 Sapete che il tema di questi esercizi sarà il discorso della montagna, cioè i capp. 5-6-7 del vangelo di Matteo, che costituiscono il primo dei grandi discorsi di questo Vangelo. Il primo Vangelo è caratterizzato proprio da questo; l’Evangelista ha raccolto i detti di Gesù in alcuni, grandi discorsi: anzitutto il discorso della montagna (capp. dal 5 al 7), poi il discorso di missione (nel cap. 10) con tutte le indicazioni di Gesù che riguardano i missionari; il cap. 13 con il discorso in parabole; poi il 18 che contiene l’etica ecclesiale, il tipo di rapporti che si debbono costruire all’interno della comunità cristiana e finalmente i capp. 24 e 25 che sono il discorso escatologico, l’annuncio delle ultime cose. 
  08/09/1989   La Casa sulla Roccia  La “Casa sulla roccia” è il titolo dato alle cinque meditazioni dettate da don Luciano Monari al corso di Esercizi spirituali che nel settembre 1989 – come è ormai consuetudine – si è svolto per alcune parrocchie reggiane al “Centro di spiritualità” di Marola (Reggio Emilia). Il tema è il “discorso della montagna” dei capitoli 5°, 6°, 7° del Vangelo di Matteo. Fonte “La Casa sulla Roccia” testo edito dalla Edizioni San Lorenzo nel mese di Dicembre 1996. 
  08/09/1989 La Casa sulla Roccia , 1, Esercizi spirituali, Esercizi spirituali.1989  Introduzione  Luciano Monari, Introduzione (198909080) Data Copyright: 1989 Data pubblicazione: 8/9/1989 Serie: La Casa sulla Roccia 1 Id: Monari:198909080 Parto da questa diagnosi della nostra condizione perché credo che ci aiuti a capire quanto gli esercizi spirituali siano difficili e necessari. Difficili perché vanno contro la tendenza che ormai è istintiva, spontanea, della nostra attenzione. Ma necessari perché ci permettono di riscoprire dimensioni essenziali della vita. Fare gli esercizi vuole dire fermarsi; vuole dire fare una cosa sola, non due o tre alla volta; vuole dire approfondire i pensieri, non moltiplicarli, passando da uno all’altro, ma prenderne alcuni e sondarli in profondità, gustandoli e assimilandoli. Se è vera la diagnosi che ho letto prima, questo vuol dire andare contro la tendenza della nostra cultura, del nostro modo di pensare, di immaginare. La illustrazione più bella degli esercizi è forse quella che leggiamo nel vangelo di Luca alla fine del cap. 10 
  08/09/1989 La Casa sulla Roccia , 2, Natività di Maria, Esercizi spirituali, Omelie, Esercizi spirituali.1989  Omelia  Luciano Monari, Omelia (19890908). Omelia Data Copyright: 1989 Data pubblicazione: 8/9/1989 Serie: La Casa sulla Roccia 2 Id: Monari:19890908 «Libro della generazione di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo». Con questo primo versetto del suo vangelo Matteo ci suggerisce l’ottica secondo cui dobbiamo e possiamo interpretare la figura del Signore, l’ottica delle promesse di Dio compiute: «figlio di Davide» vuole dire figlio di colui al quale Dio aveva promesso un discendente che si sarebbe seduto sul suo trono; e «figlio di Abramo», vuole dire figlio di colui al quale Dio aveva promesso una discendenza e una benedizione per tutte le famiglie della terra. 
  12/08/1989 Novissimi ; 11  11ª meditazione  E abbiamo fatto attenzione alle immagini che la parola di Dio ci presenta, perché l’insegnamento avviene proprio attraverso delle immagini; ora, le immagini del Paradiso che ci vengono date, sono tutte immagini sociali: non c’è l’idea di una persona sola che trova per conto suo la felicità. C’è invece l’idea di un insieme di persone che nel dialogo e nel loro rapporto trovano il compimento della loro vita. Per esempio, l’immagine classica che il Signore ha usato tante volte, il banchetto, dove non solo si mangia, ma si mangia insieme. Mangiare, per l’uomo, non è solo mettere dentro calorie per vivere, ma è un modo di comunicare con gli altri. Si mangia insieme in famiglia, ci si trova insieme alla stessa tavola; il banchetto è una comunione autentica tra le persone. 
  12/08/1989 Novissimi ; 12  12ª meditazione  Con la parola Novissimi infatti si intendono le ultime realtà della vita dell’uomo che vanno però considerate alla luce del rapporto personale con Dio: per cui, il Paradiso è essenzialmente comunione piena con Dio e coi fratelli, il Purgatorio è la purificazione che l’incontro col Signore comporta nella nostra vita di debolezza, di fragilità e di peccato; l’Inferno è un esito possibile della vita umana, nel rifiuto della comunione con Dio come rovina dell’esistenza dell’uomo che viene così ad essere non realizzata, non compiuta. 
  11/08/1989 Novissimi ; 10  10ª meditazione  Completiamo questa giornata penitenziale con la riflessione sulla misericordia del Signore. 
  11/08/1989 Novissimi ; 9  9ª meditazione  Il nuovo rito della penitenza dice che la preparazione al Sacramento della Penitenza deve essere fatto nella preghiera e nell’ascolto della Parola del Signore. Allora, la celebrazione che vogliamo fare questa mattina è una celebrazione della Parola che serve anche come preparazione al Sacramento della Penitenza. 
  10/08/1989 Novissimi ; 8  8ª meditazione  Abbiamo detto che anche se siamo pentiti, convertiti, rimangono in noi delle sedimentazioni, dei residui: infatti nessuno di noi si possiede del tutto, è trasparente del tutto a se stesso e ciascuno di noi si rende conto di doversi conquistare ogni giorno, di dover crescere, purificarsi, diventare più trasparente. Per togliere tutti i residui che sono in noi, ci vorrebbe un amore così intenso che bruciasse ogni cosa. S. Teresa di Gesù Bambino, nelle sue opere, fa l’ipotesi di una peccatrice a cui il Signore dà un amore così grande di conversione, che di questo amore muore. Questo morire per amore – dice S. Teresa di Gesù Bambino – è già una purificazione piena; non c’è più bisogno di Purgatorio, perché l’amore ha compiuto questo miracolo di purificazione. 
  10/08/1989 Novissimi ; 7  7ª meditazione  Dicevamo che il giudizio va inteso come evento personale, quindi come incontro personale con Dio, e si realizza concretamente nell’incontro con Gesù: il Padre ha messo nelle sue mani ogni giudizio. Inoltre, secondo il Nuovo Testamento, Gesù è la misura dell’uomo ed è la misura della storia umana. In Mt 25, 31-46 ci viene presentato come un affresco anticipato del giudizio finale: il Figlio dell’uomo siede sul trono e tutti gli uomini sono raccolti davanti a lui. 
  09/08/1989 Novissimi ; 6  6ª meditazione  Abbiamo meditato sulla risurrezione di Gesù: sul fatto che Gesù ha assunto il limite della condizione umana portando sopra di sé il peccato dell’uomo, ma ha fatto questo nella piena obbedienza al Padre e in una scelta profonda di amore. Per questo la risurrezione è l’approvazione del Padre nei suoi confronti, è il segno che l’amore è più forte della morte e che l’amore ha in Cristo la capacità di affrontare e di vincere il nostro egoismo e il nostro peccato. 
  09/08/1989 Novissimi ; 5  5ª meditazione  Siamo partiti con il tentativo di aver chiaro il progetto di Dio: è un progetto che si basa sulla somiglianza con lui e che ha come punto di arrivo la comunione piena con lui, quella di cui parla Ap 21. Poi, abbiamo richiamato gli ostacoli che rendono difficile il cammino dell’uomo, che rendono problematica la comunione con Dio: il grande limite della morte, e il peccato. Questi limiti però sono in radice stati vinti da Dio stesso, in Gesù. Gesù Cristo rappresenta per noi il compimento della speranza e il superamento sia della morte sia del peccato. 
  08/08/1989 Novissimi ; 4  4ª meditazione  Siamo partiti cercando di comprendere gli elementi fondamentali del progetto di Dio su di noi, sull’uomo. Abbiamo incominciato anche a vedere le realtà che si oppongono a questo progetto di Dio: e ci sono due realtà diverse che – l’una e l’altra – hanno bisogno di essere vinte, perché il progetto di Dio si compia. Siccome questo progetto è la nostra vita, e Dio vuole che noi partecipiamo alla sua ricchezza di gioia e di amore, a questo progetto si oppone, da una parte, il limite, la morte che corrisponde alla debolezza e alla fragilità della nostra condizione umana, dall’altra – in modo ancor più radicale – si oppone il peccato. Il peccato non è solo limite; è di più: è ribellione, rifiuto, è l’opposizione libera della creatura umana a Dio e al suo progetto. 
  08/08/1989 Novissimi ; 3  3ª meditazione  Quando, nella vita di tutti i giorni, noi cerchiamo di fare non soltanto il nostro interesse o il nostro capriccio, ma la volontà di Dio, allora trasformiamo il mondo e lo rendiamo più simile al progetto di Dio. E questo vale per tutto, per ogni attività umana, da quelle che sembrano più materiali a quelle che sono più spirituali. Prendiamo, per es. quelli che si mettono a costruire una casa: un muratore, un geometra, un architetto, ecc. Progettano una trasformazione del mondo: usano diversi materiali: la terra, il legno, i metalli e li trasformano in una casa. Ora, una casa è un luogo di sicurezza, di intimità, nel quale la famiglia si ritrova; è un luogo di dialogo, un luogo di identità umana. Allora, il mondo, attraverso il lavoro di queste persone, è stato trasformato in sicurezza, in amore, in dialogo. Una casa fatta bene è un inno alla vita, è un aiuto a vivere. 
  07/08/1989 Novissimi ; 1  1ª meditazione  Chiediamo al Signore che ci apra l’intelligenza, ma soprattutto che ci apra il cuore a capire quello che ci vuole insegnare in questi giorni. La domanda fondamentale di questi Esercizi suona così: Che cosa nella vita noi possiamo sperare? È una delle domande fondamentali dell’uomo. Ce ne sono altre, per esempio cosa possiamo sapere: una domanda sulla scienza, sulla conoscenza dell’uomo, sulla capacità di orientarsi; oppure cosa dobbiamo fare: una domanda sulla morale, sul comportamento etico, su quello che è giusto e su quello che è sbagliato. Ma è importante soprattutto questa domanda: Che cosa sperare? Qual è il contenuto della nostra speranza? 
  07/08/1989 Novissimi ; 2  2ª meditazione  E partiamo, come viene quasi spontaneo, dalla conclusione della Bibbia, dal cap. 21 dell’Apocalisse che introduce l’ultima grande immagine della storia del mondo, quella in cui il cammino dell’uomo entra nell’eternità di Dio; «Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi, e il mare non c’era più. Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente che usciva dal trono; ecco la dimora di Dio con gli uomini. Egli abiterà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il Dio con loro e tergerà ogni lacrima dai loro occhi. Non ci sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate. E colui che sedeva sul trono disse: “Io faccio nuove tutte le cose; e soggiunse: scrivi, perché queste parole sono certe e veraci”». (Ap 21,1-5). 
  07/08/1989 , Novissimi, Esercizi spirituali, Esercizi spirituali,1989  Novissimi  Luciano Monari, Novissimi (198908070). I meditazione Data Copyright: 1989 Data pubblicazione: 07 agosto 1989 Serie: Novissimi 1 Id: Monari:198908070 Chiediamo al Signore che ci apra l’intelligenza, ma soprattutto che ci apra il cuore a capire quello che ci vuole insegnare in questi giorni. La domanda fondamentale di questi Esercizi suona così: Che cosa nella vita noi possiamo sperare? È una delle domande fondamentali dell’uomo. Ce ne sono altre, per esempio cosa possiamo sapere: una domanda sulla scienza, sulla conoscenza dell’uomo, sulla capacità di orientarsi; oppure cosa dobbiamo fare: una domanda sulla morale, sul comportamento etico, su quello che è giusto e su quello che è sbagliato. Ma è importante soprattutto questa domanda: Che cosa sperare? Qual è il contenuto della nostra speranza?