Ritorna alla pagina principale

Mons. Luciano Monari

Vescovo di Brescia

Ordina per data Ordina per tema Documenti in formato compresso

  31/12/1995   Messa di ringraziamento per fine anno  Così siamo arrivati alla fine di questo anno che il Signore ci ha regalato. E naturalmente ci chiediamo come vivere la conclusione di un anno e l’inizio di un anno nuovo. La prima cosa che viene in mente è naturalmente il ringraziamento. 
  25/12/1995   Notte di Natale  Ci sono molti personaggi nel Vangelo che abbiamo ascoltato: sembra che Luca si sia quasi divertito a metterli in ordine di importanza. Si incomincia da quello che è più importante di tutti che è Cesare Augusto, imperatore di Roma e quindi praticamente padrone del mondo; dopo di lui viene Quirino, governatore della Siria, quindi di tutto il Medio Oriente secondo un’autorità certamente non paragonabile ad oggi, ma insomma una persona importante dal punto di vista politico. Per terzo viene Giuseppe che era della casa e della famiglia di Davide, viene da Nazareth della Galilea, quindi da un posto che non ha nessuna importanza e anche lui, Giuseppe, è una persona senza grande importanza; viene da una stirpe nobile, quella di Davide, ma è ormai una nobiltà decaduta. Per quarta viene Maria, sua sposa, che è di una condizione inferiore dal punto di vista sociale, non appartiene nemmeno a una stirpe particolarmente nobile. Ultimo, quello che vale meno di tutti, il Bambino, che non ha naturalmente nessuna rilevanza dal punto di vista sociale. Il Bambino che viene avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia. 
  25/12/1995   Messa vespertina di Natale  Nella Messa di questa notte la liturgia ci ha fatto ascoltare il racconto del Natale secondo il Vangelo di Luca, quello famoso: di Betlemme, dei pastori, degli Angeli, del Bambino deposto nella mangiatoia. È quella narrazione che ricordiamo tutti, che incontriamo nel presepe e che ci colpisce per la semplicità e la vivacità del racconto. Questa sera, invece, nell’ultima Messa di Natale, la Liturgia ci dà il prologo del Vangelo di S. Giovanni. Prologo solenne, straordinariamente ricco e alto, ma che non lascia quasi niente all’immaginazione. Non c’è la capanna, né il presepe, non c’è il Bambino, non ci sono i pastori, non c’è niente di tutto questo. 
  24/12/1995   Messa vespertina nella Vigilia  C’è un elenco di una quarantina di persone che costituiscono la genealogia di Gesù da Abramo fino a Giuseppe. E sembrano naturalmente una lista noiosa, che non dice niente di particolare; ma in realtà, nella prospettiva di Matteo e nella esperienza di Israele, tutte queste genealogie hanno un significato grande. [1] Genealogia. Prospetto degli antenati di una persona o di una famiglia, ordinato in maniera ascendente (albero g.) o discendente (tavola g.). Nella Bibbia si trovano numerose tavole genealogiche, al punto da costituire “l’armatura della storia primitiva” (cf DBM-Cl). I popoli nomadi danno molta importanza ai vincoli di sangue, ma nelle liste procedono con grande libertà: per esempio, si può dire che uno “genera” un bisnipote o un popolo. Di Gesù abbiamo due diverse genealogie, che non bisogna tentare di armonizzarle secondo la nostra mentalità. Matteo ci dà tre serie di 14 generazioni: a) da Abramo, il padre di Israele, a Davide; b) da Davide all’esilio, e c) dall’esilio a Giuseppe, sposo di Maria. La sua intenzione è quella di dimostrare la discendenza da Davide, dal quale doveva venire il Messia. Luca la dispone in ordine ascendente, partendo da Giuseppe, che legalmente era il padre di Gesù, e risalendo fino ad Adamo, con un’intenzione evidentemente universalistica: Gesù è unito a tutto il genere umano. In entrambi, ciò che conta è l’intenzione teologica, non la documentazione storica dei particolari. 
  23/12/1995   Messaggio natalizio alla comunità diocesana  Carissimi, sento il desiderio di entrare nelle vostre case con questo breve messaggio, per augurare a tutti voi un Santo Natale. È il primo che vivrò a Piacenza, e vorrei fosse l’occasione per tutti noi di scorgere al di là delle tenebre della tristezza e della sofferenza che spesso avvolgono la nostra vita, la luce che brilla sul volto del bimbo Gesù, nato per noi, segno di speranza e di gioia per tutti gli uomini. 
  21/12/1995   Natale del CEIS  Ho accettato l’invito a partecipare a questa Eucarestia per celebrare insieme con voi la Speranza che ci viene dalla rivelazione e dall’amore di Dio, che ci permette, come diceva don Giorgio Bosini, di ripartire ogni giorno da capo, con la fiducia del Signore di potere camminare con il suo amore, che apre sempre una strada, un cammino per noi che in certi momenti è faticoso ma che è un cammino di vita. 
  17/12/1995   Giornata diocesana della Carità  Due volte l’anno il sacerdote può indossare nella celebrazione dell’Eucaristia i paramenti di colore rosaceo: nelle terze domeniche d’Avvento e di Quaresima. Per la Chiesa sono i tempi di preparazione e di attesa, cioè i tempi della penitenza. Attendiamo il Natale, la venuta del Signore, quindi dobbiamo sentire il desiderio del Signore che viene come un senso di mancanza. Il senso del sentire la mancanza del Signore ci arricchisce e ci aiuta allargare il cuore e a dilatare il desiderio perché il Signore che viene possa essere accolto da un cuore disponibile. La celebrazione di oggi, come terza domenica di Avvento, è dominata dall’attesa, ma innanzitutto dalla grande gioia perché questa attesa avrà un compimento pieno nell’amore della bontà del Signore. 
  12/12/1995   Associazione Volontari Ospedalieri  In questo tempo di Avvento le letture sono scelte in un modo molto semplice. La prima lettura è generalmente un profeta, anzi finora è sempre stato il profeta Isaia, e del profeta la liturgia sceglie i brani che annunciano il compimento di una promessa di Dio. 
  08/12/1995 Seminario di Bedonia,  Anniversario del Seminario di Bedonia  Luciano Monari, Anniversario del Seminario di Bedonia (199512081) Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 08 dicembre 1995 Id: Monari:199512081 Tra i problemi che impegnano il mio servizio episcopale quello forse più urgente e difficile è la scarsità delle vocazioni presbiterali. La Chiesa di Piacenza-Bobbio ha una lunga e grande tradizione di vita cristiana; le nostre parrocchie sono state per secoli terreno fertile per la nascita e la maturazione di scelte di consacrazione. Ne sono un segno eloquente i seminari della diocesi: Piacenza, Bedonia, Bobbio, per non parlare del Collegio Alberoni. Strutture antiche e significative che ancor oggi offrono accoglienza e si rivelano centri importanti per la vita della Chiesa piacentina. Ma purtroppo strutture vuote di seminaristi. 
  08/12/1995   Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria  Nel libro di Abacuc al cap. 1 c’è scritto: «Dio ha degli occhi così puri – così limpidi – che non possono vedere il male» (Ab 1, 13a). Veramente è così: Dio è luce senza ombra di tenebra, è amore senza mescolanza di odio, è verità senza menzogna. Quindi, davanti a Dio l’unico atteggiamento e possibilità di resistere, è la santità dell’essere trasparente e puro così come Lui. 
  08/12/1995 , Seminario, Giornata del Seminario.1995  Invito per la Giornata del Seminario  Luciano Monari, Invito per la Giornata del Seminario (199512082) Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 08 dicembre 1995 Id: Monari:199512082 Con serenità, ma anche con apprensione, indirizzo alla Chiesa di Piacenza-Bobbio l’invito a celebrare venerdì 8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione, la giornata del Seminario. 
  06/12/1995 Scuola della Parola ; 3  Padre, venga il tuo Regno  Gesù ci insegna a pregare: «Padre, venga il tuo regno» (Lc 11, 2); cioè “fa venire il tuo regno”; “Padre, vieni a regnare e a regnare sopra di noi”. E naturalmente questa preghiera si collega con l’annuncio che abbiamo ascoltato nel Vangelo: “Il regno di Dio è vicino”. L’espressione “vicino” vuol dire che ne puoi cominciare a fare l’esperienza. È sufficiente che tu allunghi il braccio per afferrare il regno di Dio; tu apra il cuore per riceverlo, cioè può diventare esperienza concreta della tua vita. 
  03/12/1995 Giornata di spiritualità per sposi e famiglie  L’attesa e l’accoglienza di Gesù in Maria e Giuseppe  I brani proposti sono notissimi e naturalmente cercano di esprimere il mistero della esperienza concreta che Maria ha vissuto nel cammino della fede, fino alla maternità divina; cammino condiviso, secondo la sua vocazione, da Giuseppe. 
  03/12/1995 Giornata di spiritualità per sposi e famiglie  L’attesa e l’accoglienza di Gesù in Maria e Giuseppe  I brani proposti sono notissimi e naturalmente cercano di esprimere il mistero della esperienza concreta che Maria ha vissuto nel cammino della fede, fino alla maternità divina; cammino condiviso, secondo la sua vocazione, da Giuseppe. 
  03/12/1995 Giornata di spiritualità per sposi e famiglie  L’attesa e l’accoglienza di Gesù in Maria e Giuseppe  I brani proposti sono notissimi e naturalmente cercano di esprimere il mistero della esperienza concreta che Maria ha vissuto nel cammino della fede, fino alla maternità divina; cammino condiviso, secondo la sua vocazione, da Giuseppe. 
  03/12/1995 Giornata di spiritualità per sposi e famiglie  L’attesa e l’accoglienza di Gesù in Maria e Giuseppe  I brani proposti sono notissimi e naturalmente cercano di esprimere il mistero della esperienza concreta che Maria ha vissuto nel cammino della fede, fino alla maternità divina; cammino condiviso, secondo la sua vocazione, da Giuseppe. 
  01/12/1995   Decreto di Costituzione del Consiglio Presbiterale diocesano   
  01/12/1995   Messaggio per la Giornata mondiale di lotta contro l’AIDS  La giornata di riflessione sul tema della lotta contro l’Aids, che si ripete da alcuni anni, trova i cristiani di Piacenza attenti e sensibili al problema. Da alcuni anni, infatti, opera nella nostra diocesi, alle porte della città, una casa di accoglienza per i malati di Aids, intitolata alla memoria del caro don Giuseppe Venturini. 
  18/11/1995 Convegno ministri straordinari della comunione  Il giorno del Signore  Anzitutto desidero sottolineare che i Ministri straordinari della Comunione sono una delle espressioni più belle della pastorale nella diocesi di Piacenza-Bobbio; sono convinto che, se voi fate bene il vostro dovere, date un aiuto enorme per tutta la comunità cristiana. 
  17/11/1995 Scuola della Parola ; 2  Padre, sia santificato il tuo nome  La preghiera inizia con la decisione di stare davanti a Dio. Non basta quindi decidere di recitare una formula e nemmeno di partecipare a una celebrazione, non basta riflettere a qualche cosa che riguardi Dio e nemmeno riflettere a noi stessi. Bisogna arrivare a decidere di stare davanti al Signore, di lasciarci guardare e radiografare da Lui. È vero che siamo sempre sotto lo sguardo del Signore, lo siamo anche indipendentemente dalla nostra volontà; ma la preghiera nasce quando, liberamente accettiamo e stiamo, sotto lo sguardo del Signore: ci lasciamo vedere, conoscere, giudicare e correggere da Lui. 
  11/11/1995 Linee pastorali anno 1995-96  Ascolto, annuncio, edificazione della Chiesa  Il Vescovo per operare ha bisogno di strumenti che sono il Presbiterio e tutto il tessuto di ministerialità che sostiene la Chiesa diocesana. Di questo tessuto voi siete in qualche modo i rappresentanti. Quindi, un Consiglio Pastorale significa un’espressione della comunione e corresponsabilità che unisce intorno al Vescovo, tutti i battezzati. Di questo vi ringrazio perché siete un sostegno, un conforto e anche una promessa per il Vescovo. 
  09/11/1995   Decreto di riconoscimento della Comunità Monastica «Abbazia N.S. della Trinità»  Decreto di riconoscimento della Comunità Monastica «Abbazia N.S. della Trinità» 
  05/11/1995 Ecco, io faccio nuove tutte le cose ; 7  5ª Meditazione  Il libro dell’Apocalisse, la rivelazione di Dio, di Gesù Cristo, termina con la descrizione della Gerusalemme futura, che è il compimento della storia umana secondo il progetto Dio. Quello che Dio vuole, quello che Dio compirà è descritto naturalmente con immagini che non sono una cronaca anticipata della fine ma sono immagini che tentano di introdurre dentro a questo mistero che rimane nel cuore di Dio, nella libertà e volontà di Dio. 
  05/11/1995 Ecco, io faccio nuove tutte le cose ; 4  Omelia  Il Vangelo che abbiamo ascoltato finisce proprio sul più bello perché c’è un buon proposito, il proposito di Zaccheo, che dice: «Do la metà dei miei beni ai poveri e se ho frodato qualcuno restituisco quattro volte tanto». 
  05/11/1995 Ecco, io faccio nuove tutte le cose ; 8  Liturgia Penitenziale  Il Libro dell’Apocalisse inizia praticamente con sette lettere scritte ad altrettante chiese dell’Asia minore, si comincia dalla chiesa di Efeso, che era la capitale di provincia di Asia, poi si fa una specie di piccolo viaggio missionario andando verso il nord, a Smirne e a Pergamo, per poi andare verso l’interno e sud, a Tiatira, a Sardi, a Filadelfia e a Laodicea; e a queste chiese vengono rivolte alcune parole che sono: a volte di apprezzamento, cioè di riconoscimento di quello che di bello, di buono, di santo viene vissuto nelle comunità cristiane; e a volte invece di rimprovero, per cui queste comunità vengono messe di fronte alle esigenze della parola di Dio, alle esigenze di Gesù Cristo come loro Signore e vengono invitate a convertirsi. 
  04/11/1995 Ecco, io faccio nuove tutte le cose ; 5  3ª Meditazione  I protagonisti chi sono? Abbiamo visto che viene fuori ad un certo punto un drago, un serpente, che è il drago antico, il satana s’intende. Poi questo serpente, questo drago si ferma sulla spiaggia del mare, e dal mare viene fuori una bestia e il drago dà il suo potere alla bestia. Poi dalla terra viene fuori una seconda bestia, la quale sostiene il potere della prima, diventa la propagandista della prima, costringe la terra ad ammirare e ad adorare la prima bestia. 
  04/11/1995 Ecco, io faccio nuove tutte le cose ; 6  4ª Meditazione  Quella vittoria di Michele sul drago che era stata annunciata nel capitolo 12 porta frutto, e il frutto è l’intervento finale di Dio che ha come sempre due risvolti: un aspetto di giudizio in cui viene eliminato tutto ciò che è ingiusto, idolatra e negativo dal punto di vista di Dio e dal punto di vista dell’uomo (e nei capitoli dal 15 al 19 viene annunciato esattamente questo giudizio: la eliminazione di Babilonia la grande), e il secondo aspetto, che è naturalmente quello conclusivo, è l’aspetto invece di salvezza. 
  04/11/1995 Ecco, io faccio nuove tutte le cose ; 3  Omelia  È un insegnamento di buon senso che Gesù ha preso dal Libro dei Proverbi. Si potrebbe dire: «Come fare bella figura in un banchetto» e Gesù insegna che, se vuoi fare bella figura, la cosa più saggia, più intelligente, è quella di non cercare i posti di onore, ma di mettersi all’ultimo posto, perché, in questo caso, sarai invitato a salire più in alto. Dicevo, questa è una regola di buon senso, una regola sapienziale, di quelle che insegnano come vivere bene, come andare in società ricevendo riconoscimenti e apprezzamenti. 
  03/11/1995 Ecco, io faccio nuove tutte le cose ; 2  2ª Meditazione  Nei capitoli 4 e 5 abbiamo visto questa mattina la visione inaugurale dell’Apocalisse e quella che costituisce il fondamento di tutto il resto del libro, perché il veggente, Giovanni, è stato portato in cielo per assistere alla liturgia celeste; e la liturgia celeste contiene in se, in germe, tutto il significato della storia. In quella sovranità di Dio che sta al centro del mondo e della storia, nella consegna del potere divino all’Agnello che sta ritto sul trono con la onnipotenza di Dio e, con la pienezza dello Spirito, con la capacità dell’Agnello di svelare i segreti del disegno di Dio sulla storia e quindi il senso della storia, in tutto questo ci sta il nucleo fondamentale della rivelazione. 
  03/11/1995 Ecco, io faccio nuove tutte le cose ; 1  1ª Meditazione  Beh, questo testo dovrebbe aiutarci a entrare dentro agli esercizi. Che cosa facciamo in questi giorni, che cosa cerchiamo di comprendere, di meditare? Dice l’Apocalisse – rivelazione di Gesù Cristo – questo è il contenuto del libro ed è il contenuto dei nostri esercizi. Quello che Gesù Cristo ha rivelato; anzi quella rivelazione che è lui stesso, la sua persona. Lui è la rivelazione di Dio e in lui ci vengono rivelate alcune verità fondamentali – dice il libro dell’Apocalisse – sulle cose che devono presto accadere, sul senso del futuro, sul senso della storia. 
  01/11/1995 Tutti i Santi  Tutti i Santi  Abbiamo bisogno tutti di speranza per riuscire a vivere, perché nessuno di noi vive solo del presente, di quello che oggi siamo o facciamo, viviamo sempre un po’ tutti del futuro, con dei sogni, delle attese e con dei progetti. Ci deve sempre essere qualche cosa davanti che ci attira e motiva il nostro cammino nella vita, il nostro impegno e la fatica di vivere. La domanda è propria questa: è possibile sperare? Quanto è ampia la speranza dell’uomo? Possiamo sperare solo in qualche successo da raggiungere nelle nostre giornate e settimane? Oppure la speranza può rimanere come un riferimento solido per sempre? Quando la nostra esperienza si scontra con l’insuccesso o si scontra con la morte, significa che la speranza termina? che a questo punto dobbiamo rassegnarci? Abbiamo perso la nostra partita, abbiamo giocato e raggiunto qualche successo, ma alla fine a vincere è la morte? Dobbiamo pensare così? 
  30/10/1995   Siamo qui a riscoprire le radici del Cristianesimo  Il presule giudica fondamentale per i credenti avere una conoscenza diretta del territorio in cui si e svolta la vita di Gesù 
  27/10/1995 Scuola della Parola ; 1  Padre nostro che sei nei cieli  Sentiamo la sorpresa e lo stupore per le parole che i discepoli rivolgono a Gesù, nel vangelo di Luca: «Signore, insegnaci a pregare» (Lc 11,1). Viene spontanea una domanda: Si può insegnare la preghiera? Non è forse la preghiera una effusione spontanea del cuore, per cui nella preghiera lasciamo uscire i nostri sentimenti, i desideri più intimi, personali, profondi? Nell’insegnare la preghiera non c’è il rischio di renderla rigida, di farla crescere secondo delle regole? meccanica, impersonale, non spontanea e sincera? 
  22/10/1995 Giornata missionaria mondiale  Giornata missionaria mondiale  La Giornata Missionaria Mondiale ci apre alle attese di tutti, ci costringe a guardare lontano fino agli estremi confini della terra. 
  08/10/1995 Celebrazione Eucaristica in suffragio ai martiri Saveriani del Burundi  Celebrazione Eucaristica in suffragio ai martiri Saveriani del Burundi  Dice il profeta Abacuc che è un popolo che fa della sua volontà la fonte del diritto, quindi ha sempre ragione, pretende di affermare se stesso in qualunque occasione, tanto che l’empio ingoia il giusto. Di fronte a questa situazione il profeta si ribella 
  28/09/1995 , Visita pastorale  Lettera Pastorale  Luciano Monari, Lettera Pastorale (199509281) Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 28 settembre 1995 Id: Monari:199509281 
  27/09/1995 Convegno Tre giorni del clero , 5, Convegno  Linee pastorali per l’anno 1995-96  Luciano Monari, Linee pastorali per l’anno 1995-96 (199509271). 27 settembre 1995 Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 27 settembre 1995 Serie: Tre giorni del clero 5 Id: Monari:199509271 Alla Chiesa santa di Dio che è pellegrina in Piacenza-Bobbio in particolare ai presbiteri e a tutti gli operatori pastorali: «Ringraziamo sempre Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere, continuamente memori davanti a Dio e Padre nostro del vostro impegno nella fede, della vostra operosità nella carità e della vostra costante speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, Noi ben sappiamo, fratelli amati da Dio, che siete stati eletti da Lui» (1 Ts 1, 2-4). 
  27/09/1995 Convegno Tre giorni del clero , 5, Convegno  Linee pastorali per l’anno 1995-96  Luciano Monari, Linee pastorali per l’anno 1995-96 (199509271). 27 settembre 1995 Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 27 settembre 1995 Serie: Tre giorni del clero 5 Id: Monari:199509271 Alla Chiesa santa di Dio che è pellegrina in Piacenza-Bobbio in particolare ai presbiteri e a tutti gli operatori pastorali: «Ringraziamo sempre Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere, continuamente memori davanti a Dio e Padre nostro del vostro impegno nella fede, della vostra operosità nella carità e della vostra costante speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, Noi ben sappiamo, fratelli amati da Dio, che siete stati eletti da Lui» (1 Ts 1, 2-4). 
  27/09/1995 Convegno Tre giorni del clero , 5, Convegno  Linee pastorali per l’anno 1995-96  Luciano Monari, Linee pastorali per l’anno 1995-96 (199509271). 27 settembre 1995 Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 27 settembre 1995 Serie: Tre giorni del clero 5 Id: Monari:199509271 Alla Chiesa santa di Dio che è pellegrina in Piacenza-Bobbio in particolare ai presbiteri e a tutti gli operatori pastorali: «Ringraziamo sempre Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere, continuamente memori davanti a Dio e Padre nostro del vostro impegno nella fede, della vostra operosità nella carità e della vostra costante speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, Noi ben sappiamo, fratelli amati da Dio, che siete stati eletti da Lui» (1 Ts 1, 2-4). 
  27/09/1995 Convegno Tre giorni del clero , 5, Convegno  Linee pastorali per l’anno 1995-96  Luciano Monari, Linee pastorali per l’anno 1995-96 (199509271). 27 settembre 1995 Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 27 settembre 1995 Serie: Tre giorni del clero 5 Id: Monari:199509271 Alla Chiesa santa di Dio che è pellegrina in Piacenza-Bobbio in particolare ai presbiteri e a tutti gli operatori pastorali: «Ringraziamo sempre Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere, continuamente memori davanti a Dio e Padre nostro del vostro impegno nella fede, della vostra operosità nella carità e della vostra costante speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, Noi ben sappiamo, fratelli amati da Dio, che siete stati eletti da Lui» (1 Ts 1, 2-4). 
  27/09/1995 Tre giorni del clero ; 4  Liturgia delle Ore  C’è una differenza nella quantità delle persone a cui si rivolge la misericordia dell’uomo e per cui si rivolge la misericordia di Dio. Dice il Siracide: «La misericordia dell’uomo si rivolge al prossimo», cioè a chi gli è vicino. Invece la misericordia del Signore riguarda ogni essere vivente senza riserve e senza limitazione. 
  25/09/1995 Convegno Tre giorni del clero ; 1  Ufficio divino delle Ore  Ma la Carità rimane un debito: cerchiamo di compierlo e una volta che l’abbiamo compiuto ci rimane ancora come debito. È un debito infinito non pagabile mai del tutto: «perché chi ama il suo prossimo, il suo simile, ha adempiuto la legge». E uno può chiedersi: ma perché devo avere un vero e proprio debito nei confronti degli altri? Che cosa hanno fatto gli altri per esigere da me il mio amore come un debito non pagabile? 
  25/09/1995 Convegno Tre giorni del clero , 2, Aggiornamento del Clero.1995  Liturgia delle ore  Luciano Monari, Liturgia delle ore (199509251) Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 25 settembre 1995 Serie: Convegno Tre giorni del clero 2 Id: Monari:199509251 Credo che il discorso per S. Paolo sia molto semplice: il debito l’ho nei confronti di Dio; il mio amore verso gli altri è il modo in cui rispondo all’amore creativo e originario di Dio. Siccome da Dio ho ricevuto tutto; siccome è l’amore di Dio che mi fa vivere e respirare; siccome ogni istante e ogni ricchezza della mia vita viene dalla sua grazia; allora io ho un debito di tutta la vita nei confronti del Signore che pago attraverso l’amore fraterno, perché è questo quello che Dio vuole. 
  23/09/1995   Un viaggio alle radici della salvezza   
  16/09/1995 , Settimana diocesana della Famiglia  L’amore di Dio trasforma l’uomo  Luciano Monari, L’amore di Dio trasforma l’uomo (199509162) Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 16 settembre 1995 Id: Monari:199509162 L’amore di Dio raggiunge l’uomo concreto, così come è; lo raggiunge nei suoi limiti di egoismo e nei suoi slanci di amore, nei suoi successi gioiosi e nei suoi fallimenti avvilenti; e raggiungendo l’uomo, l’amore di Dio lo trasforma e lo rende specchio della sua generosità e gratuità. 
  16/09/1995 , ACR,  Abbiate Gesù come amico  Luciano Monari, Abbiate Gesù come amico (199509161) Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 16 settembre 1995 Responsabili: Davide Maloberti Id: Monari:199509161 Tu che domanda fai al Vescovo? Sul campo nomadi o sul programma pastorale diocesano? Cose che vanno bene per una conferenza stampa ufficiale, ma non quando sono i bambini e i ragazzi a salire in cattedra per interrogare sua eccellenza. Le domande non lasciano tregua: a che età ha pensato di fare il prete? ha mai odiato Dio? 
  16/09/1995 , Settimana diocesana della Famiglia  L’amore di Dio trasforma l’uomo  Luciano Monari, L’amore di Dio trasforma l’uomo (199509162) Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 16 settembre 1995 Id: Monari:199509162 L’amore di Dio raggiunge l’uomo concreto, così come è; lo raggiunge nei suoi limiti di egoismo e nei suoi slanci di amore, nei suoi successi gioiosi e nei suoi fallimenti avvilenti; e raggiungendo l’uomo, l’amore di Dio lo trasforma e lo rende specchio della sua generosità e gratuità. 
  16/09/1995 , Settimana diocesana della Famiglia  L’amore di Dio trasforma l’uomo  Luciano Monari, L’amore di Dio trasforma l’uomo (199509162) Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 16 settembre 1995 Id: Monari:199509162 L’amore di Dio raggiunge l’uomo concreto, così come è; lo raggiunge nei suoi limiti di egoismo e nei suoi slanci di amore, nei suoi successi gioiosi e nei suoi fallimenti avvilenti; e raggiungendo l’uomo, l’amore di Dio lo trasforma e lo rende specchio della sua generosità e gratuità. 
  16/09/1995 , Scuola, Messaggio  Messaggio agli studenti  Luciano Monari, Messaggio agli studenti (199509163) Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 16 settembre 1995 Id: Monari:199509163 Ora vorrei accogliere nel mio cuore di vescovo i tanti fanciulli, ragazzi e giovani che si apprestano a rientrare nella vita della scuola. È il vostro lavoro quotidiano che ricomincia sotto il segno dell’impegno e della fatica ma anche nella prospettiva di crescita verso traguardi importanti della vita. Il Signore benedica e faccia fruttificare ogni sforzo umano di promozione personale verso la maturità. Ho conosciuto il mondo della scuola prima come alunno e poi come insegnante; per questo vorrei esservi vicino per infondervi tenacia nello sforzo quotidiano del conoscere e del sapere. 
  16/09/1995 , Settimana diocesana della Famiglia  L’amore di Dio trasforma l’uomo  Luciano Monari, L’amore di Dio trasforma l’uomo (199509162) Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 16 settembre 1995 Id: Monari:199509162 L’amore di Dio raggiunge l’uomo concreto, così come è; lo raggiunge nei suoi limiti di egoismo e nei suoi slanci di amore, nei suoi successi gioiosi e nei suoi fallimenti avvilenti; e raggiungendo l’uomo, l’amore di Dio lo trasforma e lo rende specchio della sua generosità e gratuità. 
  09/09/1995   Inizio del ministero episcopale  Eccomi dunque, fratelli carissimi della Chiesa di Piacenza-Bobbio in mezzo a voi per la mia prima omelia in questa stupenda cattedrale che testimonia la fede dei nostri Padri e che sollecita anche noi a una medesima fede. 
  09/09/1995 Convegno di Pianazze , 1995, Convegni  Una Chiesa che vive la comunione è soggetto attivo di una efficace evangelizzazione  Luciano Monari, Una Chiesa che vive la comunione è soggetto attivo di una efficace evangelizzazione (199509091). Seconda relazione Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 09 settembre 1995 Serie: Convegno di Pianazze 1995 Id: Monari:199509091 Il punto di partenza delle mie riflessioni è semplicemente il tema della nuova evangelizzazione, alla quale in questi anni si comincia a fare riferimento abbastanza spesso. Questo naturalmente non vuole dire un nuovo Vangelo. Di vangeli ce n’è uno solo e non ce n’è da inventare alcun altro. San Paolo su questo era decisissimo. «Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anatema!» (Gal 1, 8). Significa che il Vangelo che è stato annunciato è un Vangelo che vale una volta per sempre e non è certamente da cambiare. E in senso stretto non dovrebbe nemmeno parlare di attualizzazione del Vangelo. Si può dire, ma è in senso lato, perché in realtà non è il Vangelo che deve essere attualizzato: è la nostra vita attuale che ha bisogno di essere evangelizzata; è l’incontro tra il Vangelo e la nostra vita che è nuovo rispetto a quello che era cento anni fa, ma perché il materiale concreto, di cui è fatta la nostra vita, è nuovo. Allora il Vangelo che incontra questo materiale nuovo, queste situazioni nuove, produce dei comportamenti e delle esigenze nuove; ma non è tanto il Vangelo che deve diventare presente, è il nostro presente che deve diventare Gesù Cristo, che deve diventare Vangelo. 
  09/09/1995   Scambio di saluti tra il Sindaco Giacomo Vaciago e il Vescovo mons. Luciano Monari  Ringrazio di cuore lei, signor Sindaco, e tutta la città di Piacenza per l’accoglienza gioiosa che avete voluto donarmi. La intendo rivolta non tanto alla mia persona – in fondo mi conoscete ancora poco – ma a quello di cui sono costituito servo e testimone: Gesù Cristo e il suo Vangelo. 
  08/09/1995   Messaggio agli Scouts Piacentini  Messaggio apparso sul numero unico pubblicato dal Segretariato dello Scoutismo di Piacenza a cura di Bruno Busconi. 
  08/09/1995 Convegno di Pianazze , 1995, Convegno di Pianazze  Io faccio nuove tutte le cose  Luciano Monari, Io faccio nuove tutte le cose (199509081). Prima relazione Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 08 settembre 1995 Serie: Convegno di Pianazze 1995 Id: Monari:199509081 Il documento preparatorio del Convegno di Palermo porta come testo orientativo alcune pagine del libro dell’Apocalisse. Bisogna ritornare su questo libro la cui scelta può apparire piuttosto strana e parziale perché il termine “apocalittico” implica normalmente qualche cosa che è nemico della storia del mondo: è la fine del mondo, è la fine della storia. Allora il problema diventa: è davvero così per il cristianesimo? Il cristianesimo è davvero una dottrina apocalittica? In realtà, come vedremo, le cose stanno in modo diverso. 
  03/09/1995 , Intervista  La vita e la fede, tutta “un’avventura”  Luciano Monari, La vita e la fede, tutta “un’avventura” (199509031) Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 03 settembre 1995 Responsabili: Davide Maloberti Id: Monari:199509031 Articolo Intervista di don Davide Maloberti apparso sul supplemento del settimanale cattolico diocesano “Il Nuovo Giornale” dal titolo “Ecco la tua Chiesa” – Domenica 3 settembre 1995 
  03/09/1995 , Intervista  La vita e la fede, tutta “un’avventura”  Luciano Monari, La vita e la fede, tutta “un’avventura” (199509031) Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 03 settembre 1995 Responsabili: Davide Maloberti Id: Monari:199509031 Articolo Intervista di don Davide Maloberti apparso sul supplemento del settimanale cattolico diocesano “Il Nuovo Giornale” dal titolo “Ecco la tua Chiesa” – Domenica 3 settembre 1995 
  03/09/1995 , Intervista  La vita e la fede, tutta “un’avventura”  Luciano Monari, La vita e la fede, tutta “un’avventura” (199509031) Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 03 settembre 1995 Responsabili: Davide Maloberti Id: Monari:199509031 Articolo Intervista di don Davide Maloberti apparso sul supplemento del settimanale cattolico diocesano “Il Nuovo Giornale” dal titolo “Ecco la tua Chiesa” – Domenica 3 settembre 1995 
  03/09/1995 , Intervista  La vita e la fede, tutta “un’avventura”  Luciano Monari, La vita e la fede, tutta “un’avventura” (199509031) Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 03 settembre 1995 Responsabili: Davide Maloberti Id: Monari:199509031 Articolo Intervista di don Davide Maloberti apparso sul supplemento del settimanale cattolico diocesano “Il Nuovo Giornale” dal titolo “Ecco la tua Chiesa” – Domenica 3 settembre 1995 
  02/09/1995 Palazzo dello Sport  Ordinazione Episcopale di Mons. Luciano Monari  (…) le presentazioni le abbiamo già fatte; rendendo grazie a Dio per i suoi innumerevoli benefici e chiedendo, supplicando, che ci doni l’abbondanza dello Spirito, così come abbiamo vissuto anche insieme un’esperienza intensa di Chiesa attraverso la presenza di numerosi Vescovi e di Cardinali che ringrazio tantissimo nella piena obbedienza al successore di Pietro, al Vescovo di Roma centro della comunione ecclesiale. 
  15/07/1995   Quasi una lettera…  «Nell’esercizio del suo ufficio di pastore il Vescovo diocesano si mostri sollecito nei confronti di tutti i fedeli che sono affidati alla sua cura, di qualsiasi età, condizione o nazione, sia di coloro che abitano nel territorio sia di coloro che vi si trovano temporaneamente, rivolgendosi con animo apostolico anche verso coloro che per la loro situazione di vita non possono usufruire sufficientemente della pastorale ordinaria, come pure verso quelli che si sono allontanati dalla pratica religiosa». Così recita il Codice di Diritto Canonico (can. 383§1). 
  03/07/1995 Meditazione su l’Apocalisse  Meditazione su l’Apocalisse  Cercheremo di meditare sull’Apocalisse di Giovanni. Il lavoro importante degli esercizi consiste nella lettura dell’Apocalisse, almeno di alcuni testi fondamentali. Le parole che io dico dovrebbero servire per riuscire a cogliere meglio il significato fondamentale del libro e per evidenziare alcune cose che, altrimenti, potrebbero passare inosservate; la meditazione però fatela sul libro dell’Apocalisse. 
  03/07/1995 Meditazione su l’Apocalisse  Meditazione su l’Apocalisse  Cercheremo di meditare sull’Apocalisse di Giovanni. Il lavoro importante degli esercizi consiste nella lettura dell’Apocalisse, almeno di alcuni testi fondamentali. Le parole che io dico dovrebbero servire per riuscire a cogliere meglio il significato fondamentale del libro e per evidenziare alcune cose che, altrimenti, potrebbero passare inosservate; la meditazione però fatela sul libro dell’Apocalisse. 
  03/07/1995 Meditazione su l’Apocalisse  Meditazione su l’Apocalisse  Cercheremo di meditare sull’Apocalisse di Giovanni. Il lavoro importante degli esercizi consiste nella lettura dell’Apocalisse, almeno di alcuni testi fondamentali. Le parole che io dico dovrebbero servire per riuscire a cogliere meglio il significato fondamentale del libro e per evidenziare alcune cose che, altrimenti, potrebbero passare inosservate; la meditazione però fatela sul libro dell’Apocalisse. 
  03/07/1995 Meditazione su l’Apocalisse  Meditazione su l’Apocalisse  Cercheremo di meditare sull’Apocalisse di Giovanni. Il lavoro importante degli esercizi consiste nella lettura dell’Apocalisse, almeno di alcuni testi fondamentali. Le parole che io dico dovrebbero servire per riuscire a cogliere meglio il significato fondamentale del libro e per evidenziare alcune cose che, altrimenti, potrebbero passare inosservate; la meditazione però fatela sul libro dell’Apocalisse. 
  28/06/1995   Mons. Monari ringrazia il settimanale diocesano  Ringrazio di cuore lei e tutti coloro che collaborano al “il Nuovo Giornale” per gli auguri e le preghiere con cui avete voluto accompagnare la mia elezione a vescovo della Chiesa di Piacenza-Bobbio. Il Signore vi benedica per il servizio prezioso che avete fatto e continuerete a fare alla Chiesa piacentina-bobbiese. Pregate perché il Signore mi doni di essere un pastore come lui vuole, con mitezza e forza spirituale; che la grazia del Signore supplisca alle mie debolezze e le faccia diventare motivo ancora maggiore di rivelazione della sua gloria. 
  23/06/1995   Con gioia e affetto grande saluto la Chiesa piacentino-bobbiese  Con gioia e affetto grande saluto la Chiesa santa di Dio che vive in Piacenza e Bobbio, unita nell’armonia della fede e della carità attorno al suo presbiterio. Ho accettato volentieri – seppur con un po’ di trepidazione – la chiamata al servizio episcopale in mezzo a voi. 
  21/05/1995   Il ruolo dei laici nella prima Chiesa  Convegno Diocesano Giovani e Ragazzi Azione Cattolica Il punto di partenza, cioè ciò che sta all’inizio e l’opera di Gesù Cristo. La Chiesa nasce da Lui. Non è un’associazione di persone che cercano risposte ad alcuni problemi umani, né un associarsi per trovare il modo migliore di rispondere a bisogni religiosi. La religione cristiana pretende di essere una cosa diversa: pretende di essere l’opera di Dio che viene in cerca dell’uomo e che offre all’uomo una salvezza. L’iniziativa è sua e quindi bisogna dire che l’impostazione del gioco è sua, che dipende da Lui la partita che noi siamo chiamati a vivere e che è Lui che fissa in qualche modo le regole di questa medesima partita. 
  01/02/1995 Il Libro di Giobbe , 1, Giobbe (libro), Conferenze, Giobbe (libro), Conferenze, Giobbe (libro), Conferenze, Giobbe (libro), Conferenze  Il Libro di Giobbe: contenuti e struttura  La trama del “Libro di Giobbe” è molto semplice: è la vita di un uomo ricco, onesto, un uomo che vive nella terra di Uz, fuori dalla Palestina e che appare un esempio di vita perfetta, sia dal punto di vista religioso, che dal punto di vista umano. 
  01/02/1995 Il Libro di Giobbe ; 4  Il problema di Giobbe  Giobbe esprime nei suoi lamenti il desiderio di morire, poi il desiderio di essere lasciato in pace da Dio (che Dio non gli stia sempre addosso), poi, soprattutto, che il suo caso venga discusso. In fondo il desiderio culmine di Giobbe è poter incontrare Dio, per poter vedere chiaro in quello che sta succedendo, per poter avere una spiegazione, se c’è, perché gli sia riconosciuto che ha ragione, se Giobbe questa ragione ce l’ha. 
  01/02/1995 Il Libro di Giobbe ; 2  Le interpretazioni del libro di Giobbe  Per orientarsi meglio e per capire le diverse letture che di questo libro sono state offerte dagli interpreti, la prima cosa da tener presente è che il Libro di Giobbe appartiene alla corrente sapienziale. Questo vuol dire che in esso si pongono problemi concreti riguardo al vivere bene, il vivere con successo, ma che si pongono questi problemi, non da un punto di vista speculativo-filosofico, ma da un punto di vista eminentemente pratico. Il problema del dolore può essere affrontato come problema filosofico, allora si tratta di interrogarsi sulla esistenza del dolore, del male in tutte le sue espressioni e di cercare di dare una risposta, che spieghi nel modo migliore tutte le diverse manifestazioni del male. 
  01/02/1995 Il Libro di Giobbe ; 3  La sofferenza e il messaggio biblico su Dio  Il Libro di Giobbe si presenta come un libro sapienziale, si pone, cioè, di fronte al problema della vita, del come vivere bene, e di fronte, naturalmente, al problema della sofferenza. Giobbe è una persona, che soffre e che deve risolvere questo problema in modo positivo, in un modo, che sia a vantaggio della vita, che non sia un cedere alla realtà della morte e tenta un cammino, che è il “suo” cammino. Naturalmente lo presenta come un cammino ideale, che altri possono seguire o cercare di seguire, ma non come l’unico modo di affrontare il problema della sofferenza. I Libri sapienziali non cercano delle verità universali ed eterne, cercano dei risultati positivi, quindi delle strade, che siano utili, senza voler affermare che sono le uniche. Il pensiero biblico non è simile al pensiero greco, che cerca delle leggi o al pensiero, ancora più moderno, scientifico, che cerca delle leggi universali, il pensiero biblico cerca, piuttosto, delle strade utili per affrontare il problema della vita. Proprio per questo Giobbe non è l’unica risposta della Bibbia, non è l’unico modo o l’unica prospettiva in cui la Bibbia ha affrontato questo problema; allora prendiamo in considerazione una specie di panoramica della diverse tipologie, secondo le quali il dolore, la sofferenza, è stata compresa o affrontata. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile , 10, Giovanni (lettera , 1), Esercizi spirituali, Esercizi spirituali.1995  Guardarsi dagli anticristi e dal mondo  Luciano Monari, Guardarsi dagli anticristi e dal mondo (1995010110). Commento alla I Lettera di Giovanni Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 01 gennaio 1995 Serie: La vita si è fatta visibile 10 Id: Monari:1995010110 Arriviamo così all’ultimo criterio: guardarsi dagli anticristi e guardarsi dal mondo, che abbiamo già visto in 1 Gv 2, 18-28, qui viene ripreso. Gli anticristi sono concretamente i falsi profeti, e guardarsi dai falsi profeti vuol dire rimanere nella fede della Chiesa, quindi ascoltare la testimonianza della Chiesa. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 13  Amore fraterno  Occorre far attenzione alla struttura, perché uno immaginerebbe la frase scritta in modo diverso, per es. così: «(…) se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarlo»: la corrispondenza sarebbe molto giusta. Tuttavia Giovanni ha una prospettiva inversa, discendente: l’amore è dono di Dio verso di noi e deve diventare dono di noi verso gli altri; nasce da Dio, Dio è l’unica origine, da noi deve dilatarsi agli altri. Il che è la struttura fondamentale della vita cristiana: bisogna che voi vi comportiate con gli altri come Dio si comporta con voi. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 17  Alla fonte della fede  “E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio?” (5, 5). Quindi, la fede in Gesù Figlio di Dio è il fondamento di quel “Dio è amore” che troviamo in 4, 8.16; e allora, nella fede che Gesù è il Figlio di Dio c’è la sicurezza dell’amore di Dio per noi, e quindi c’è la vittoria contro il mondo. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile , 4, Giovanni (lettera, 1), Esercizi spirituali, Esercizi spirituali.1995  Guardarsi dagli anticristi  Luciano Monari, Guardarsi dagli anticristi (1995010104). La vita si è fatta visibile Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 01 gennaio 1995 Serie: La vita si è fatta visibile 4 Id: Monari:1995010104 L’ultimo dei quattro criteri che s. Giovanni riprende nella sua lettera è: guardarsi dagli anticristi; il che, in positivo, è la vera professione di fede, la ortodossia. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 12  L’amore del Figlio  L’affermazione: «Dio è amore» viene dalla esperienza di tutta la storia della salvezza e, in particolare, dall’esperienza tipicamente cristiana: «Quello che abbiamo visto e udito, lo annunciamo anche a voi» (1 Gv 1,3). Per capire l’esperienza cristiana, bisogna partire dall’esperienza personale di Gesù. In Gesù, Giovanni ha scoperto un rapporto unico e intimo con il Padre, un rapporto che si esprime nello scambio di amore: «Il Padre ama il Figlio e gli ha dato tutto nelle mani» (Gv 3,35). 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 11  Dio è amore  A questo punto, Giovanni sta come riassumendo quello che ha detto nei capitoli precedenti. I criteri della comunione con Dio li ha enumerati a uno a uno: rompere con il peccato, osservare i comandamenti, e in particolare quello della carità, guardarsi dal mondo, guardarsi dagli anticristi (cioè la vera professione di fede): anzi, li ha descritti a due riprese, nel corso dei primi quattro capitoli. Ora arriva in certo modo alla sintesi, e, certamente, anche all’approfondimento di quanto ha detto prima. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 20  Dio è luce  «Dio è luce»: noi non l’abbiamo inventata, bensì ascoltata da Gesù, non solo dalle parole, ma dalla vita di Gesù, È una di quelle definizioni di Dio che si trovano nel Vangelo e nella 1 Gv; nel Vangelo troviamo: «Dio è Spirito» (Gv 4, 24); nella 1 lettera c’è «Dio è luce» (1 Gv 1, 5) e più avanti: «Dio è amore» (1 Gv 4, 8.16). E come abbiamo già detto: in tutti questi casi, Giovanni non vuol dire quello che Dio è in sé, ma vuole dire quello che Dio è per noi: Dio è la nostra luce, Dio ha illuminato la nostra vita. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 12  L’amore del Figlio  L’affermazione: «Dio è amore» viene dalla esperienza di tutta la storia della salvezza e, in particolare, dall’esperienza tipicamente cristiana: «Quello che abbiamo visto e udito, lo annunciamo anche a voi» (1 Gv 1,3). Per capire l’esperienza cristiana, bisogna partire dall’esperienza personale di Gesù. In Gesù, Giovanni ha scoperto un rapporto unico e intimo con il Padre, un rapporto che si esprime nello scambio di amore: «Il Padre ama il Figlio e gli ha dato tutto nelle mani» (Gv 3,35). 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 15  La perfezione dell’amore  Quell’amore, dunque, che parte da Dio e che, attraverso Gesù, arriva a noi e ci trasforma attraverso l’amore fraterno, raggiunge la sua perfezione nel momento in cui si dilata ad amare senza limiti, ad amare con quella stessa ricchezza che abbiamo ricevuto dall’amore di Dio; in questo caso, dice Giovanni: «noi abbiamo fiducia nel giorno del giudizio, perché come è lui, così siamo anche noi in questo mondo». In altri termini, il cristiano che ama, somiglia a Cristo. Nella sua vita Gesù non ha fatto che amare: «dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine» (Gv 13, 1); in questo si riassume tutto il comportamento di Gesù, tutte le sue scelte, tutte le sue parole e tutti i suoi gesti. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 15  La perfezione dell’amore  Quell’amore, dunque, che parte da Dio e che, attraverso Gesù, arriva a noi e ci trasforma attraverso l’amore fraterno, raggiunge la sua perfezione nel momento in cui si dilata ad amare senza limiti, ad amare con quella stessa ricchezza che abbiamo ricevuto dall’amore di Dio; in questo caso, dice Giovanni: «noi abbiamo fiducia nel giorno del giudizio, perché come è lui, così siamo anche noi in questo mondo». In altri termini, il cristiano che ama, somiglia a Cristo. Nella sua vita Gesù non ha fatto che amare: «dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine» (Gv 13, 1); in questo si riassume tutto il comportamento di Gesù, tutte le sue scelte, tutte le sue parole e tutti i suoi gesti. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile , 1, Lettera di Giovanni. 1, Esercizi spirituali, Esercizi spirituali,1995, Lettera di Giovanni. 1, Esercizi spirituali, Esercizi spirituali,1995  Commento alla Prima Lettera di Giovanni  Luciano Monari, Commento alla Prima Lettera di Giovanni (19950101) Data Copyright: 01 gennaio 1995 Data pubblicazione: 01 gennaio 1995 Serie: La vita si è fatta visibile 1 Id: Monari:19950101 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 3  Guardarsi dal mondo  La comunione con Dio, dice Giovanni, sta anche nel guardarsi dal mondo. Occorre scegliere tra l’amore di Dio e l’amore del mondo, e in questa scelta si verifica la comunione, la realtà del rapporto che l’uomo ha con Dio. Ma, prima di dire questo, Giovanni pone una specie di esortazione ai credenti, per renderli soprattutto consapevoli della ricchezza di vita che possiedono, per fare capire loro che sono nella luce e che vanno incontro alla vittoria, anzi, la vittoria appartiene a loro, Giovanni pone una esortazione di consolazione, che dice: non abbiate paura, la ricchezza di vita vi è stata data, avete la possibilità di camminare e avete già la caparra della vostra vittoria. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 0  Premessa  Questo testo, ricavato direttamente dalle registrazioni di un corso di Esercizi spirituali (16 meditazioni) tenuti in un monastero reggiano, conserva un palese andamento discorsivo in cui la semplicità del «parlato» di don Luciano invita però con forza all’ascolto e alla «ruminazione» della parola di Dio. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 12  L’amore del Figlio  L’affermazione: «Dio è amore» viene dalla esperienza di tutta la storia della salvezza e, in particolare, dall’esperienza tipicamente cristiana: «Quello che abbiamo visto e udito, lo annunciamo anche a voi» (1 Gv 1,3). Per capire l’esperienza cristiana, bisogna partire dall’esperienza personale di Gesù. In Gesù, Giovanni ha scoperto un rapporto unico e intimo con il Padre, un rapporto che si esprime nello scambio di amore: «Il Padre ama il Figlio e gli ha dato tutto nelle mani» (Gv 3,35). 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile , 8, Giovanni (lettera , 1), Esercizi spirituali, Esercizi spirituali.1995  Passare dalla morte alla vita  Luciano Monari, Passare dalla morte alla vita (1995010108). La vita si è fatta visibile Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 01 gennaio 1995 Serie: La vita si è fatta visibile 8 Id: Monari:1995010108 Viene qui ripetuta l’espressione udita all’inizio della lettera: «questo è il messaggio che avete udito fin dal principio», ma mentre all’inizio della lettera si diceva che il messaggio è: «Dio è luce e in lui non ci sono tenebre» (1 Gv 1, 5), qui dice che il messaggio è che «ci amiamo gli uni gli altri» (3, 11). Naturalmente, per Giovanni, queste due cose si richiamano una con l’altra. «Dio è luce» vuol dire che la rivelazione di Dio ha liberato il mondo, un mondo disorientato, che vive nelle tenebre, che quindi non sa dove deve andare; la rivelazione di Dio è stata come una grande luce che ha permesso agli uomini di aprire gli occhi, di capire il senso del mondo, della storia, della vita e delle proprie azioni. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 5  La prospettiva del futuro  A questo punto diventa importante, decisiva, nella 1 Gv la prospettiva del futuro. «Quando apparirà», «alla sua venuta»: è il criterio che ci rimane da capire della vita cristiana. In altri termini, il tempo in cui viviamo è il tempo della assenza di Gesù; Gesù è vissuto alcuni anni sulla terra, ed è stata la sua avventura umana, e c’è un momento in cui questa presenza è come velata, nascosta: è il momento in cui noi siamo adesso. E tuttavia è promesso un futuro per la vita cristiana. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 12  L’amore del Figlio  L’affermazione: «Dio è amore» viene dalla esperienza di tutta la storia della salvezza e, in particolare, dall’esperienza tipicamente cristiana: «Quello che abbiamo visto e udito, lo annunciamo anche a voi» (1 Gv 1,3). Per capire l’esperienza cristiana, bisogna partire dall’esperienza personale di Gesù. In Gesù, Giovanni ha scoperto un rapporto unico e intimo con il Padre, un rapporto che si esprime nello scambio di amore: «Il Padre ama il Figlio e gli ha dato tutto nelle mani» (Gv 3,35). 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 15  La perfezione dell’amore  Quell’amore, dunque, che parte da Dio e che, attraverso Gesù, arriva a noi e ci trasforma attraverso l’amore fraterno, raggiunge la sua perfezione nel momento in cui si dilata ad amare senza limiti, ad amare con quella stessa ricchezza che abbiamo ricevuto dall’amore di Dio; in questo caso, dice Giovanni: «noi abbiamo fiducia nel giorno del giudizio, perché come è lui, così siamo anche noi in questo mondo». In altri termini, il cristiano che ama, somiglia a Cristo. Nella sua vita Gesù non ha fatto che amare: «dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine» (Gv 13, 1); in questo si riassume tutto il comportamento di Gesù, tutte le sue scelte, tutte le sue parole e tutti i suoi gesti. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile , 1, Giovanni (lettera , 1), Esercizi spirituali, Esercizi spirituali.1995  Rompere con il peccato  Luciano Monari, Rompere con il peccato (1995010101). La vita si è fatta visibile Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 01 gennaio 1995 Serie: La vita si è fatta visibile 1 Id: Monari:1995010101 Il primo criterio è il riconoscimento del proprio peccato: certamente non è il criterio più importante, ultimo, definitivo, ma è il primo: bisogna partire da qui. II che è strano, ma significativo: l’incontro con Dio, in Gesù Cristo, per prima cosa ci fa prendere coscienza del nostro peccato, affinché scopriamo, riconosciamo almeno un tantino la santità di Dio e il suo amore, ci accorgiamo di quanto noi siamo diversi, lontani da questa santità, ci accorgiamo del nostro peccato e del nostro egoismo. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 14  Lo Spirito Santo  Quali sono le opere che vengono dallo Spirito? Giovanni ne annuncia tre. La prima è la visione di fede e la testimonianza di Cristo proprio nei discepoli: cioè «noi stessi abbiamo veduto e at testiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo (4, 14). Qui, se si fa l’analisi, c’è qualcosa che crea meraviglia: infatti, si testimonia quello che si vede. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 7  Rompere con il peccato  Giovanni ha esposto nei primi due capitoli della sua lettera i criteri essenziali della comunione con Dio, e andando avanti, li riprenderà: ripeterà che criteri fondamentali della comunione con Dio sono il distaccarsi dal peccato, osservare i comandamenti di Dio, in particolare il comandamento della carità, guardarsi dal mondo e guardarsi dagli anticristi, per una capacità di professione di fede autentica. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 21  Rompere con il peccato  Il primo criterio è il riconoscimento del proprio peccato: certamente non è il criterio più importante, ultimo, definitivo, ma è il primo: bisogna partire da qui. Il che è strano, ma significativo: l’incontro con Dio, in Gesù Cristo, per prima cosa ci fa prendere coscienza del nostro peccato, affinché scopriamo, riconosciamo almeno un tantino la santità di Dio e il suo amore, ci accorgiamo di quanto noi siamo diversi, lontani da questa santità, ci accorgiamo del nostro peccato e del nostro egoismo. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 2  Osservare i comandamenti, soprattutto quello della carità  Abbiamo meditato il primo criterio che Giovanni ci propone per verificare la comunione con Dio, per verificare l’autenticità della nostra esperienza religiosa; ci siamo sentiti dire che il primo criterio è il riconoscimento del nostro peccato. È il primo, ma è ancora un criterio negativo; è un primo passo, è la prima reazione dell’uomo di fronte alla diversità di Dio, alla sua santità. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 18  La cosa sola necessaria  La prima Lettera di Giovanni è stata chiamata “un potente sforzo di concentrazione sull’essenziale”. Ci si chiede e ci si è chiesto in questi anni: cos’è la vita cristiana? Qual è il centro della esperienza di fede di colui che crede in Gesù Cristo? E il motivo si trova nel fatto che apparentemente la vita cristiana può sembrare complessa: ci sono numerose verità di fede che dobbiamo credere, ci sono numerosi comandamenti da mettere in pratica, molte tradizioni ed esperienze del passato da cercare di capire e di vivere, e soprattutto, questo complesso di cose sembra molto intricato. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 19  La cosa sola necessaria  Fa un po’ difficoltà la struttura della sintassi di questo inizio della 1 Gv; ma ci aiuta a sentire lo stupore di Giovanni, il quale ha testimoniato un avvenimento impensabile, ha visto qualcosa di in finitamente grande e consolante, vuole comunicare qualcosa di infinitamente più grande di lui. Allora il primo atteggiamento da ricuperare è lo stupore – lo stupore davanti a quello che è accaduto e che Giovanni ha udito, visto, contemplato, toccato con le sue mani. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 15  La perfezione dell’amore  Quell’amore, dunque, che parte da Dio e che, attraverso Gesù, arriva a noi e ci trasforma attraverso l’amore fraterno, raggiunge la sua perfezione nel momento in cui si dilata ad amare senza limiti, ad amare con quella stessa ricchezza che abbiamo ricevuto dall’amore di Dio; in questo caso, dice Giovanni: «noi abbiamo fiducia nel giorno del giudizio, perché come è lui, così siamo anche noi in questo mondo». In altri termini, il cristiano che ama, somiglia a Cristo. Nella sua vita Gesù non ha fatto che amare: «dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine» (Gv 13, 1); in questo si riassume tutto il comportamento di Gesù, tutte le sue scelte, tutte le sue parole e tutti i suoi gesti. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile , 22, Esercizi spirituali, Giovanni (lettera , 1), Esercizi spirituali.1995  La Preghiera per i peccatori e riassunto dell’epistola  Luciano Monari, La Preghiera per i peccatori e riassunto dell’epistola (1995010122). Commento alla Prima Lettera di Giovanni Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 01 gennaio 1995 Serie: La vita si è fatta visibile 22 Id: Monari:1995010122 Dell’ultimo brano della 1Gv, facciamo solo una parafrasi, perché i temi qui contenuti sono già stati trattati nei capitoli precedenti. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile , 9, Giovanni (lettera , 1), Esercizi spirituali, Esercizi spirituali.1995  Nati dalla verità  Luciano Monari, Nati dalla verità (1995010109). La vita si è fatta visibile Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 01 gennaio 1995 Serie: La vita si è fatta visibile 9 Id: Monari:1995010109 Se c’è quella carità di cui già abbiamo parlato, dice Giovanni, sappiamo di essere «dalla verità»; sappiamo che origine delle nostre azioni non è il capriccio o l’egoismo, e nemmeno la paura o la seduzione del mondo, ma origine delle nostre azioni diventa la verità, quindi la parola di Cristo. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 6  Vivere da figli di Dio  È qui l’inizio della seconda parte della lettera, e come la prima, inizia con l’invito allo stupore. Prima ci siamo stupiti della vita che si è fatta visibile, ora ci stupiamo degli effetti prodotti da questa vita che si è fatta visibile. L’effetto fondamentale è che noi siamo chiamati e siamo figli, figli di Dio. «Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio»; naturalmente, per «Padre» si intende prima di tutto il Padre di Gesù Cristo; ma qui è il meraviglioso: che il Padre di Gesù Cristo è diventato il nostro Padre, il nostro Padre celeste. 
  01/01/1995 La vita si è fatta visibile ; 16  Nati da Dio per la fede  Anche qui siamo al centro del pensiero di Giovanni, il quale riassume cose che abbiamo già ascoltato per tutta la lettera: il legame tra fede e amore, il fondamento dell’amore nella fede, la nascita nuova dell’uomo che avviene nel momento in cui si crede «che Gesù è il Cristo»: una nascita nuova venuta da Dio. «E chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato»: nel momento in cui ami il Padre, ami anche il Figlio; nel momento in cui ami il Signore, ami anche colui per il quale il Signore ha dato la sua vita, e colui che il Signore ha rigenerato nella vita. Il distaccare queste due dimensioni è radicalmente impossibile: amare Dio vuol dire amare tutto quello che Dio ama, condividere la sua stessa forza di amore, l’ampiezza di amore che ha Dio stesso.