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Mons. Luciano Monari

Vescovo di Brescia

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  31/12/1996   Ultimo giorno dell’anno  È naturalmente giusto, un dovere, chiudere un anno della nostra vita con un rendimento di grazie al Signore. Ed è giusto prima ancora di pensare a tutti e singoli gli avvenimenti che abbiamo conosciuto in questo anno. 
  31/12/1996   Ultimo giorno dell’anno  È naturalmente giusto, un dovere, chiudere un anno della nostra vita con un rendimento di grazie al Signore. Ed è giusto prima ancora di pensare a tutti e singoli gli avvenimenti che abbiamo conosciuto in questo anno. 
  31/12/1996   Ultimo giorno dell’anno  È naturalmente giusto, un dovere, chiudere un anno della nostra vita con un rendimento di grazie al Signore. Ed è giusto prima ancora di pensare a tutti e singoli gli avvenimenti che abbiamo conosciuto in questo anno. 
  31/12/1996   Ultimo giorno dell’anno  È naturalmente giusto, un dovere, chiudere un anno della nostra vita con un rendimento di grazie al Signore. Ed è giusto prima ancora di pensare a tutti e singoli gli avvenimenti che abbiamo conosciuto in questo anno. 
  29/12/1996   Il bambino cresceva e la grazia di Dio era con lui  Le letture della Messa ci propongono l’esperienza di Abramo e Sara, di Maria e Giuseppe come specchio nel quale possiamo riconoscere il senso della famiglia cristiana. 
  26/12/1996 Parrocchia di S. Pietro a.  Visita pastorale  Saluto tutta la comunità di Pontenure con il vostro parroco don Pierluigi. Sono contento di fare con voi la festa di S. Stefano e di riscoprire con voi la gioia delle radici cristiane che sono state ricordate prima e che sono così robuste in questa comunità di Pontenure. Sono contento di vivere con voi quello che diceva prima don Pierluigi: la gioia della nostra povertà, dell’essere piccola cosa, quindi offriamo al Signore quello che siamo perché manifesti Lui la sua ricchezza e la sua forza. Quando gli strumenti sono deboli l’azione di Dio si manifesta ancora più potente e creativa, più capace di generare delle realtà di fede e di carità. 
  25/12/1996   Gli auguri di Natale del nostro Vescovo  Articolo apparso sul notiziario parrocchiale “Voce amica” della Parrocchia di Settima del Natale 1996. Riportiamo alcuni brani degli auguri del nostro Vescovo Mons. Luciano Monari che ha indirizzato alla Comunità Diocesana di Piacenza Bobbio. 
  24/12/1996 Natale 1996, Messaggi.Natale  Il Messaggio del Vescovo  Luciano Monari, Il Messaggio del Vescovo (199612241) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 24 dicembre 1996 Id: Monari:199612241 “Festa dell’inverno” oppure “festa della luce”. Così potrebbe apparire il Natale agli occhi secolarizzati dell’uomo d’oggi. E qualche ragione ci sarebbe. Il 21 dicembre è il solstizio d’inverno. Il sole ha terminato la sua corsa verso sud e ora si trova allo zenit rispetto al tropico del Capricorno; si ferma un attimo, quasi indeciso, poi inverte la marcia verso nord. 
  24/12/1996   Eucaristia notte di Natale  Secondo una tradizione interpretativa le fasce che avvolgono il bambino Gesù nella mangiatoia, alludono alle bende che avvolgeranno il corpo del crocefisso deposto dalla croce, e la mangiatoia prefigura come un simbolo, il sepolcro nel quale il corpo di Gesù sarà deposto; potrebbe sembrare di cattivo gusto, unire in questo modo la nascita e la morte, il Natale con la Passione. Di “cattivo gusto” perché rischia di rompere l’incanto e la poesia del Natale. 
  22/12/1996 Giornata diocesana della Carità, Avvento,Omelie._A04, Omelie  Giornata diocesana della Carità  Luciano Monari, Giornata diocesana della Carità (1996122201) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 22 dicembre 1996 Id: Monari:1996122201 Nella liturgia di questa IV domenica di Avvento, Maria santissima ci insegna a prepararci correttamente al Natale che viene, con la sua disponibilità alla parola del Signore e la sua obbedienza al progetto di salvezza di Dio. 
  22/12/1996   IV Domenica di Avvento  Tra l’oracolo di Natan (1ª lettura) e il Vangelo passano mille anni. E sono anni di sconvolgimenti gravi: la monarchia davidica scompare e anche l’autonomia politica di Israele è solo un ricordo nostalgico; gli israeliti sono dispersi ormai in tutto il mondo e non si può nemmeno sognare una loro completa riunificazione. Eppure c’è ancora una parola di Dio, anzi una promessa che si ricollega esplicitamente alle parole di Natan a Davide: nascerà un bambino che “sarà grande”; sarà chiamato “figlio dell’Altissimo”; “il trono di Davide suo padre… regnerà per sempre”. 
  21/12/1996   Giornata diocesana della Carità  Domenica 20 ottobre u.s., abbiamo celebrato nelle nostre comunità cristiane la Giornata Missionaria Mondiale. Per l’occasione il Santo Padre ha inviato il tradizionale messaggio, che si apriva con queste parole di Gesù, riferite nel libro degli Atti degli Apostoli: «Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra» (Atti 1,8). Sono convinto che tale forza animi anche la nostra Chiesa di Piacenza-Bobbio, la quale è chiamata continuamente a porre in atto segni visibili che attestino l’azione dell’amore di Dio nella vita del mondo e dell’uomo, in particolare per chi è povero e indifeso. 
  21/12/1996 Natale 1996  Messaggio natalizio  Carissimi, anche quest’anno desidero entrare nelle vostre case attraverso questo messaggio natalizio, perché avrei piacere che vi giungesse il mio augurio più cordiale e sincero: il Signore riempia il vostro cuore di gioia e di pace! 
  15/12/1996   III Domenica Avvento a. B  Questa terza domenica di Avvento è nota come la domenica “Gaudete” a motivo dell’antifona di ingresso presa dalla Lettera ai Filippesi: “Rallegratevi nel Signore, sempre, ve lo ripeto, rallegratevi”. E a questo invito è la nostra Chiesa che risponde cantando la sua gioia per l’opera del Signore… 
  14/12/1996   III Domenica di Avvento  Mons. Luciano Monari, Vescovo “Testimonianza, testimoniare” sono i termini chiave del Vangelo di oggi, termini che definiscono la missione di Giovanni il Battista: egli non è la luce, ma solo un testimone della luce; non è in lui che si deve credere, ma attraverso di lui; non è il Cristo, ma solo una voce che invita a preparargli la strada; battezzata, ma solo perché attraverso il suo Battesimo sia rivelato colui che sta in mezzo a Israele come non conosciuto. 
  08/12/1996 , Avvento,Omelie.Immacolata Concezione,Omelie_A02, Omelie, Avvento,Omelie.Immacolata Concezione,Omelie_A02, Omelie  Eccomi, sono la serva del Signore  Luciano Monari, Eccomi, sono la serva del Signore (199612082) Data Copyright: 08 dicembre 1996 Data pubblicazione: 08 dicembre 1996 Id: Monari:199612082 “Immacolata Concezione” significa che, dal primo istante del suo concepimento, Maria e stata preservata da ogni macchia di peccato. Detto in modo positivo: Maria é stata posta da Dio nello spazio della redenzione fin dall’inizio della sua esistenza; ella non ha mai conosciuto – nemmeno per un attimo – la condizione misera del peccato e della morte spirituale. 
  08/12/1996 Ordinazione al diaconato permanente di Antonio Artusi e Roberto Pignataro_x000d_ , Omelie.Immacolata Concezione,Antonio Artusi , Roberto Pignataro, Omelie, Omelie.Immacolata Concezione,Antonio Artusi , Roberto Pignataro, Omelie  Immacolata Concezione  Luciano Monari, Immacolata Concezione (199612081) Data Copyright: 08 dicembre 1996 Data pubblicazione: 08 dicembre 1996 Id: Monari:199612081 Vorrei proprio che Antonio e Roberto imparassero a memoria il vangelo che oggi abbiamo ascoltato e che lo custodissero per tutta la loro vita come un grande dono del Signore, come il senso della loro vita e della loro vocazione. Di fatto, il brano che abbiamo ascoltato racconta la vocazione di Maria Santissima che comprende in sé la vocazione della Chiesa e di ciascuno di noi. In che modo? 
  08/12/1996 Seminario di Bedonia  Omelia  Centocinquant’anni fa nasceva il Seminario di Bedonia e noi oggi facciamo festa come si fa per gli anniversari, anche se c’è un paradosso, perché celebriamo la festa di un Seminario che è senza seminaristi. E verrebbe da dire: “Ma vale ancora la pena festeggiarlo? Vale ancora la pena continuare a chiamarlo Seminario?”. 
  07/12/1996   Giornata diocesana per il Seminario  Carissimi, come è nella tradizione della Chiesa di Piacenza-Bobbio, domenica 8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione, sarà celebrata la Giornata Diocesana del Seminario, momento di particolare importanza per riconoscere il valore e il servizio di tale Istituzione, luogo in cui sono cresciuti numerosi sacerdoti che hanno servito e servono la nostra Chiesa e dove si formano attualmente i nostri futuri presbiteri. 
  07/12/1996 , Santuario di Caravaggio, Pellegrinaggi,Santuario di Caravaggio  Pellegrinaggio al Santuario di Caravaggio  Luciano Monari, Pellegrinaggio al Santuario di Caravaggio (199612071) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 07 dicembre 1996 Id: Monari:199612071 Un banchetto di nozze è segno di festa e, quindi, di gioia. Molti pensano alla vita come ad una festa di Nozze e questo è molto bello. Spesso, però, si esaurisce la fonte dalla quale la gioia e la felicità scaturiscono. La festa è compromessa. Nascono le preoccupazioni per qualche cosa che dovrebbe esserci, ma manca. Cala la tristezza, talvolta il dramma. Fanno irruzione nell’animo le ansie che non solo non migliorano la situazione, ma l’aggravano. Viene di pensare se non esista un’altra “fonte”, dal cui getto si possa attingere serenità e gioia. 
  05/12/1996 Scuola della Parola ; 3  Tu sei il cristo!  Siamo ad un momento importante del nostro cammino di fede, alla sequela del Vangelo secondo Marco. Ci viene proposto la professione di fede di Pietro, come stimolo e modello per la nostra professione di fede. 
  05/12/1996 Vicari di zona, Vicari di Zona  Incontro Vicari di zona  Luciano Monari, Incontro Vicari di zona (199612051) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 05 dicembre 1996 Id: Monari:199612051 Nel rapporto con il presbiterio non ho trovato grosse difficoltà e di questo ringrazio molto il Signore. Ringrazio molto il Signore per le comunità che ho trovate, anche se piccole hanno mostrato un fervore e un senso di fede di grande comunione. Le piccole comunità presentono sofferenze che vengono dalla prospettiva di rimanere senza il prete residente; il fatto che questo crei sofferenza, per certi aspetti è anche molto positivo, esprime un riconoscimento del ministero del prete e della sua indispensabilità nella comunità cristiana. 
  01/12/1996 , Zona Alta Val Tidone , Visita Pastorale  A conclusione della Visita Pastorale  Luciano Monari, A conclusione della Visita Pastorale (199612011) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 01 dicembre 1996 Id: Monari:199612011 L’ho detto fin dall’inizio del mio servizio episcopale e lo ripeto con forza: non ho altro desiderio che di annunciare il vangelo e sono contento di poter contare per questo sulla collaborazione dei miei preti. Sono convinto che proprio per questo è il servizio più prezioso che possiamo offrire alla gente: ai malati come agli anziani, ai giovani come ai piccoli, Spero che il tempo possa consolidare e confermare quei legami di conoscenza e di affetto che si sono formati in questi giorni e che affidiamo fiduciosamente al Signore. 
  01/12/1996   State attenti e vigilate perché non sapete il momento   
  01/12/1996 IX Giornata mondiale AIDS , 1996, AIDS, Giornata mondiale contro l’AIDS,1996  Veglia di preghiera  Luciano Monari, Veglia di preghiera (199612012) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 01 dicembre 1996 Serie: IX Giornata mondiale AIDS 1996 Id: Monari:199612012 La domanda è questa: è possibile mantenere la fede in un Dio potente e buono quando si fa l’esperienza del limite, della miseria, della malattia, della paura e della morte? Perché il termine della “fede” non è semplicemente l’esistenza della vita in generale ma di un Dio buono che vuole la mia vita in concreto e s’interessa di me e della mia esistenza 
  27/11/1996   Convegno dei Sacristi  Sono contento di celebrare questa Eucarestia con voi per dirvi la stima e l’affetto della Chiesa. Quello che voi compite è un ministero. “Ministero” vuol dire: un servizio per l’edificazione della Chiesa. E “della Chiesa” vuol dire: per l’edificazione del popolo di Dio. È vero che avete a che fare con i muri della chiesa, con le porte e con tutte queste cose, ma in realtà il servizio non è fatto alla chiesa come edificio ma al popolo di Dio che si raccoglie nell’edificio della chiesa. Al popolo di Dio che lì impara a pregare, ad esprimersi come comunità, a vivere la solidarietà, la festa e la gioia dell’incontro con il Signore. 
  23/11/1996   Festa di ringraziamento dei Coltivatori diretti  Rivolgo un saluto affettuoso a tutti voi, che siete venuti per celebrare l’Eucarestia e onorare questo grande e austero monaco Irlandese, che più di 1300 anni fa ha portato nelle nostre terre il Vangelo insieme con alcune tecniche di coltivazione. Un particolare grazie alle autorità che rendono questa celebrazione più solenne e significativa, anche dal punto di vista sociale del mondo nel quale noi viviamo; è come riconoscere un debito che la nostra società ha nei confronti di S. Colombano. 
  23/11/1996   Vedere Gesù Cristo nei nostri fratelli  Il senso della storia del mondo e della vita dell’uomo si decide nel rapporto con Gesù Cristo; e il rapporto con Gesù Cristo si decide nel rapporto coi fratelli. Questi sono i due messaggi essenziali del grande affresco del giudizio che chiude la sezione escatologica del vangelo di Matteo. 
  17/11/1996 , Talenti, Spiritualità  Servo fedele, partecipa alla gioia del tuo padrone  Luciano Monari, Servo fedele, partecipa alla gioia del tuo padrone (199611171) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 17 novembre 1996 Id: Monari:199611171 Che cosa sono i talenti? I doni spirituali? O le doti che l’uomo ha ricevuto dal Signore? O le qualità particolari di ciascuno? Matteo non lo spiega esplicitamente; e ha un motivo. Invece di fermarsi a interpretare la singola immagine dei talenti egli vuol farci cogliere il dinamismo del racconto; è da questo dinamismo, infatti, che emerge con chiarezza l’insegnamento del Signore. 
  10/11/1996 , Pianello,Alta Val Tidone, Visita Pastorale  Incontro con le associazioni e i gruppi parrocchiali  Luciano Monari, Incontro con le associazioni e i gruppi parrocchiali (199611102) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 10 novembre 1996 Id: Monari:199611102 Esprimo la partecipazione della comunità cristiana al cammino che i diversi gruppi e associazioni tentano di fare, con grande senso di corresponsabilità. Dio ha sognato una comunità «una», con un vincolo forte in amore. Per questo è fondamentale mettersi al servizio perché l’umanità intera vada verso la comunione e l’amore. È per noi un dovere il collaborare con tutti quelli che hanno a cuore il benessere dell’uomo e i rapporti di fraternità. 
  10/11/1996 , Omelie  Incontro con le autorità e associazioni  Luciano Monari, Incontro con le autorità e associazioni (199611101) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 10 novembre 1996 Id: Monari:199611101 «A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo andategli incontro!» (Mt 25,6). Secondo il Vangelo la nostra vita è un’attesa di questo appuntamento: il traguardo della nostra vita sarà l’incontro con il Signore che verrà come uno “sposo” per donare la gioia e la pienezza della sua vita a tutti coloro che l’hanno atteso. 
  10/11/1996   Visita pastorale   
  09/11/1996   Vegliate perché non sapete il giorno né l’ora  Al centro della parabola c’è una festa di nozze alla quale vengono invitate alcune ragazze, le dieci vergini. La festa vuole creare un’atmosfera di gioia come si conviene al Regno di Dio e l’invito deve suscitare uno stupore riconoscente: lo sposo ha pensato a noi e gode di averci attorno nel momento più intenso della sua gioia. Tutto bello; eppure l’atmosfera del racconto non è allegra ma tesa, preoccupata. Perché? 
  03/11/1996 Il terzo millennio ; 8  5ª Meditazione  Concludiamo allora il cammino legato a quel versetto della lettera agli Ebrei che abbiamo posto come tema: «Cristo è lo stesso ieri, oggi e nei secoli». Abbiamo richiamato il Gesù della storia, nella sua forza misericordiosa nell’aiuto e nell’amore con cui Gesù ha accolto gli uomini, l’abbiamo ritrovato nel presente della nostra esistenza, ed era il discorso di ieri. 
  03/11/1996 Il terzo millennio ; 7  4ª Meditazione  Terminava allora il Vangelo secondo Matteo con quella promessa: «Ecco, io sotto con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». Bisognerebbe chiedersi in che modo o come vuole intesa questa presenza di Gesù con noi, in quali esperienze lo possiamo incontrare, fare nostro. Naturalmente le risposte sarebbero tantissime e qualche cosa cercheremo dì vedere questa sera, qualche cosa anche domattina. 
  03/11/1996 Il terzo millennio ; 6  Omelia  Il profeta Malachia ha un monito e un’ammonizione dura rivolta ai sacerdoti e il Vangelo di Matteo parla della deformazione della vita religiosa che si manifesta nella esperienza degli scribi e dei farisei, dove gli scribi erano gli insegnanti autorizzati della legge e i farisei erano quelli che si assumevano impegni religiosi particolari. Quindi, di per se, la prima lettura e il Vangelo dovrebbero riguardare me e i preti soprattutto, sono parole abbastanza dure rivolte a noi. 
  03/11/1996 Il terzo millennio ; 9  Via Crucis  La riflessione che conclude la Via Crucis ci serve anche di preparazione al Sacramento della Penitenza e ci serve per alcuni motivi che sono: Primo: il fatto che se prendiamo la Via Crucis non come la commemorazione di qualche cosa che riguardava altre persone, Gesù di Nazaret, la gente del suo tempo, ma se la prendiamo come uno specchio nel quale rileggere la nostra vita e la nostra esperienza, ci permette di non banalizzare il male. 
  02/11/1996   Il più grande di voi sia il vostro servo  Nella comunità cristiana erano entrati comportamenti che oggi chiameremmo «mondani»: ricerca dei primi posti, esercizio inflessibile, incoerenza. Difetti che si annidano dovunque l’uomo possa esercitare un potere. Per questo il testo di Matteo conserva il suo valore anche oggi; è uno specchio che mette a nudo le nostre incoerenze e ci richiama alla logica del Vangelo. Essere religiosi è certo una cosa buona, ma non mette al sicuro da ogni rischio; bisogna saperlo per approntare i rimedi. 
  02/11/1996 Il terzo millennio ; 5  3ª Meditazione  Ci diceva allora la lettera agli Ebrei che «Gesù Cristo è lo stesso ieri oggi e nei secoli». Nelle prime meditazioni abbiamo tentato di richiamare qualche lineamento del Gesù Cristo di ieri cioè la forza della sua parola che guarisce, la sua presenza come presenza liberante per gli uomini, il suo amore umano come traduzione in termini storici dell’amore eterno e infinito di Dio e la serietà di questo amore che lo conduce fino a donare la sua vita in un atto che, ricordavamo, è nello stesso tempo obbedienza radicale a Dio, fiducia in Dio anche nella morte e amore verso i fratelli senza riserve: «Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine». 
  02/11/1996 Il terzo millennio ; 4  Commemorazione di tutti i fedeli defunti  Giobbe era un uomo onesto che aveva fatto solo del bene, integro addirittura, quindi non gli mancava niente per una realizzazione umana anche dal punto di vista etico e invece la vita gli aveva portato via tutto. Gli aveva portato via i beni materiali, poi gli aveva portato via i figli, poi gli aveva portato via la salute, poi gli aveva portato via qualunque tipo di conforto da parte degli amici. E Giobbe moriva abbandonato da tutti senza nemmeno che si riconoscesse la sua onestà, la sua giustizia, perché colpito così dalla malattia e dalla sfortuna e dalla disgrazia appariva agli occhi di tutti un maledetto da Dio, uno che Dio aveva colpito a causa di misteriosi ignoti peccati che doveva avere; doveva aver fatto qualche cosa di grave se Dio lo colpiva in questa maniera. 
  01/11/1996 Apocalisse  Meditazione su L’Apocalisse  Cercheremo di meditare sull’Apocalisse di Giovanni. Il lavoro importante degli esercizi consiste nella lettura dell’Apocalisse, almeno di alcuni testi fondamentali. Le parole che io dico dovrebbero servire per riuscire a cogliere meglio il significato fondamentale del libro e per evidenziare alcune cose che, altrimenti, potrebbero passare inosservate; la meditazione però fatela sul libro dell’Apocalisse. 
  01/11/1996 Il terzo millennio , 1, Esercizi spirituali, Esercizi spirituali per giovani e adulti,1996  Il terzo millennio  Luciano Monari, Il terzo millennio (199611010). Gesù Cristo, unico salvatore ieri, oggi e per sempre Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 01 novembre 1996 Serie: Il terzo millennio 1 Id: Monari:199611010 
  01/11/1996 Il terzo millennio ; 1  Solennità di Tutti i Santi  Anche se è buona regola e giustificata nell’omelia porre al centro il Vangelo, e oggi la pagina delle Beatitudini è quanto mai nota e suggestiva, tuttavia io ho scelto la prima lettura, il brano dell’Apocalisse, per introdurre la riflessione che poi ciascuno potrà fare anche sul Vangelo. 
  01/11/1996 Apocalisse  Meditazione su L’Apocalisse  Cercheremo di meditare sull’Apocalisse di Giovanni. Il lavoro importante degli esercizi consiste nella lettura dell’Apocalisse, almeno di alcuni testi fondamentali. Le parole che io dico dovrebbero servire per riuscire a cogliere meglio il significato fondamentale del libro e per evidenziare alcune cose che, altrimenti, potrebbero passare inosservate; la meditazione però fatela sul libro dell’Apocalisse. 
  01/11/1996 Apocalisse  Meditazione su L’Apocalisse  Cercheremo di meditare sull’Apocalisse di Giovanni. Il lavoro importante degli esercizi consiste nella lettura dell’Apocalisse, almeno di alcuni testi fondamentali. Le parole che io dico dovrebbero servire per riuscire a cogliere meglio il significato fondamentale del libro e per evidenziare alcune cose che, altrimenti, potrebbero passare inosservate; la meditazione però fatela sul libro dell’Apocalisse. 
  01/11/1996 Apocalisse  Meditazione su L’Apocalisse  Cercheremo di meditare sull’Apocalisse di Giovanni. Il lavoro importante degli esercizi consiste nella lettura dell’Apocalisse, almeno di alcuni testi fondamentali. Le parole che io dico dovrebbero servire per riuscire a cogliere meglio il significato fondamentale del libro e per evidenziare alcune cose che, altrimenti, potrebbero passare inosservate; la meditazione però fatela sul libro dell’Apocalisse. 
  28/10/1996   Alle comunità cristiane  Ringrazio con tutto il cuore il Signore per la belle esperienza di fede e di comunione che ci ha concesso di vivere in occasione della Visita pastorale. Ho trovato comunità cristiane vive, raccolte attorno ai loro preti con affetto e docilità. Mi sembra di potere dire che ho visto l’opera del Signore nella vostra terra; per questo lo ringrazio e lo benedico. 
  26/10/1996   Questo è il più grande comandamento della Legge  Alla domanda dei farisei: «Qual e il più grande comandamento della legge?» (v 36), Gesù risponde indicando il testo famosissimo di Dt 6,5: «Amerai il Signore Dio tutto con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente». E fin qui, tutto bene: chi avrebbe potuto contestarlo? 
  24/10/1996   Celebrazione Eucaristica  Che cosa significa questa Visita pastorale? Perché il Vescovo viene a Caminata? Prima di tutto viene per un motivo molto semplice, per vedere una cosa bella che è la Chiesa: voi piccola assemblea della parrocchia di Caminata siete la presenza della Chiesa in questo luogo. 
  24/10/1996 , Parrocchia di Pianello,Ragazzi, Visita pastorale  Assemblea alunni scuola media  Luciano Monari, Assemblea alunni scuola media (199610241) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 24 ottobre 1996 Id: Monari:199610241 …e comunque deve essere fatto da voi; certo che quelli dovrebbero essere le cose fondamentali in un cammino di crescita e di maturazione. L’uomo è fatto così: nasce piccolo e deve crescere con perseveranza perché praticamente ha sempre da imparare per tutta la vita; vivere è lo stesso che imparare e crescere. Crescere in che dimensione? 
  19/10/1996 , Omelie.AO29, Omelie  Questo è il più grande comandamento della Legge  Luciano Monari, Questo è il più grande comandamento della Legge (199610201) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 19 ottobre 1996 Id: Monari:199610201 La malizia implicita nella domanda di farisei ed erodiani è evidente. Da una parte essi fanno un elogio esagerato della veracità di Gesù per indurlo a compromettersi prendendo posizione senza veli o riserve; dall’altro gli pongono una domanda che non ammette una soluzione chiara. È lecito pagare il tributo ai romani che stanno opprimendo il popolo di Dio? Non si può stare dalla parte dei romani perché questo significherebbe approvare la loro azione oppressiva; non si può stare contro i romani perché questo diventerebbe un comportamento ribelle. 
  17/10/1996 Vicari di zona  Incontro Vicari di zona  Nell’introdurre i lavori il Vescovo mons. Luciano Monari ha espresso le sue impressioni sulla Visita pastorale, avviata nelle zone dell’Alta Val Tidone e dell’Oltrepenice. Queste le sue valutazioni 
  13/10/1996 Parrocchia di S. Antonio a. Cicogni  Visita pastorale  La Parola di Dio annuncia la salvezza per la fine dei tempi: «Il Signore degli eserciti preparerà su questo monte…» (Is 25,6a), vengono presentate una serie di immagini, per dare un contenuto alla nostra speranza. 
  12/10/1996   Il banchetto di nozze segno di quello messianico  Il banchetto è un’occasione di convivialità che significa gioia condivisa; le nozze aggiungono il senso della festa grande e dell’abbondanza straordinaria; l’invito del re aggiunge infine l’onore. Dunque essere invitati a un banchetto regale di nozze è la massima occasione di gioia e di onore che si possa immaginare. Penseresti allora che chi riceve un invito di genere faccia di tutto per non lasciarsi sfuggire l’occasione. E invece la parabola racconta di invitati che rifiutano l’invito e che accampano tante scuse per non dover partecipare alla festa. 
  12/10/1996   Celebrazione Eucaristica  Dio ha pensato alla vita cristiana come ha un invito a nozze. Perché di solito si pensa alla vita cristiana come a un cammino che è fatto di sacrifici e di rinunce (e sappiamo che queste cose ci sono e le diremo in seguito), però, innanzi tutto la vita religiosa, la vita di fede, è un invito alla gioia. Dio perché ci ha creato? Semplicemente perché la gioia è la vita divina, che è la sua, la voleva comunicare a qualcun altro perché voleva rendere partecipi anche altre persone; così come quando una persona è felice e vuole fare felice gli altri. Così è Dio. 
  12/10/1996 Parrocchia di Busseto, Omelie.AO28, Omelie  Visita pastorale nella parrocchia di Busseto  Luciano Monari, Visita pastorale nella parrocchia di Busseto (199610121). Celebrazione Eucaristica Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 12 ottobre 1996 Id: Monari:199610121 S’intende che Gesù Cristo è presente nell’edificio attraverso il segno del sacramento dell’Eucarestia; ed è presente anche attraverso le persone, i battezzati, i credenti che costituiscono il suo vero corpo: la sua presenza attuale dentro al mondo e dentro alla storia. Allora, questo momento di celebrazione lo vogliamo vivere insieme con gioia per la presenza del Signore con noi, e con speranza perché siccome il Signore è fedele quello che ha iniziato e ha già fatto nella comunità di Busseto lo porterà a compimento. 
  10/10/1996 Scuola della Parola ; 1  Che è mai questo?  La Chiesa è uno spazio in cui le persone, le attività e i progetti ricevono il loro ordinamento dalla Parola di Dio. La Parola di Dio è il seme che produce un albero secondo la sua specie; è un codice che organizza i dati secondo un progetto: il progetto di Dio. 
  07/10/1996 , Zona Alta Val Tidone, Visita pastorale  Assemblea catechisti  Luciano Monari, Assemblea catechisti (199610071). Assemblea catechisti Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 07 ottobre 1996 Id: Monari:199610071 Maria scopre attraverso la sua vocazione il progetto di Dio su di lei. Allora nel contesto del Vangelo di S. Luca ci sono alcune cose che sono chiaramente messe in rilievo. La prima cosa più importante è l’annunciazione che è rivolta a una persona che umanamente conta poco. 
  07/10/1996   Assemblea catechisti  Innanzitutto debbo fare un grosso ringraziamento perché i catechisti sono una delle ricchezze più grosse che noi abbiamo in diocesi. A parte il ministero dei preti, credo che il catechista sia quello che incide di più nella trasmissione della fede e quindi nella costruzione delle comunità cristiane. Rendetevene conto, sentitevi davvero nel cuore dell’attività della Chiesa di Piacenza-Bobbio, nel tentativo che la Chiesa deve fare di maturare la fede, di generare il verbo di Dio, la parola di Dio nel cuore delle persone. Quindi di questo c’è solo da ringraziarvi con tutto il cuore. 
  05/10/1996   La vigna del padrone, i suoi frutti e noi  Una vigna, il padrone, i vignaioli. Sono questi i protagonisti di un racconto che vuole aiutarci a leggere nella fede la storia del popolo di Dio. Anzitutto il rapporto padrone-vigna viene presentato come un rapporto di appartenenza totale; non solo il padrone ha piantato la vigna, ma ha compiuto verso di lei una serie lunga di interventi positivi: siepe, frantoio, torre. Possiamo immaginare che le azioni siano state anche altre (prima lettura); in ogni modo il padrone ha mostrato l’interesse, la premura, l’azione efficace per la sua vigna. 
  04/10/1996 , Zona Alta Val Tidone, Visita pastorale  Consiglio pastorale  Luciano Monari, Consiglio pastorale (199610041) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 04 ottobre 1996 Id: Monari:199610041 Consiglio pastorale zonale allargato a tutti i Consigli parrocchiali 
  04/10/1996 , Zona Alta Val Tidone, Visita pastorale  Consiglio pastorale zonale  Luciano Monari, Consiglio pastorale zonale (19961004) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 04 ottobre 1996 Id: Monari:19961004 Consiglio pastorale zonale allargato a tutti i Consigli parrocchiali 
  29/09/1996 , Visita pastorale  Decreto di indizione della visita pastorale  Luciano Monari, Decreto di indizione della visita pastorale (199609291) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 29 settembre 1996 Id: Monari:199609291 All’inizio del mio secondo anno di Episcopato nella Diocesi di Piacenza-Bobbio, mosso dal desiderio di conoscere ed amare sempre più la porzione di Chiesa presente in questo territorio, mi accingo a dare inizio alla Visita Pastorale. 
  29/09/1996   Inizio la Visita Pastorale con una grande speranza  È con un po’ di emozione che celebro questa sera l’Eucaristia nella solennità di santa Giustina. Potete facilmente immaginare il motivo: sta per iniziare la mia prima visita pastorale alla diocesi e questo appuntamento suscita in me speranze, desideri, attese. Ho dei desideri grandi. Vorrei che il vangelo di Cristo, sorgente viva di speranza e di gioia, fosse annunciato con la forza dello Spirito a tutti i Piacentini. Vorrei che le comunità cristiane diventassero sempre più consapevoli della loro identità: comunità che hanno come fine il Regno di Dio, come condizione la libertà dei figli di Dio, come statuto il precetto nuovo dell’amore. Vorrei che tutti i battezzati vivessero la loro vita come vocazione del Signore, consapevoli di avere un servizio da svolgere a favore di tutti. Vorrei che la Chiesa piacentina allargasse le braccia verso tutti gli uomini e verso tutti i popoli in modo da testimoniare ai poveri l’autenticità e la forza dell’amore di Dio. Tutto questo vorrei e altre cose ancora. 
  28/09/1996   La volontà di Dio ossia la coerenza nella vita  Due figli ricevono dal padre lo stesso comando: «Figlio, va’ oggi a lavorare nella mia vigna» (Mt 21, 28). Il primo risponde con rispetto e docilità: «Sì, Signore»; il secondo invece con arroganza e con insolenza: «Non ne ho voglia». Si vede come il primo figlio riconosce di essere un subordinato e sa che il padre ha diritto di comandare; per questo lo chiama "Signore". Il secondo figlio invece non tiene conto alcuno dell’autorità paterna. Non c’è dubbio: abbiamo davanti l’immagine di un figlio buono e di un figlio cattivo. Questa è la prima scena della parabola. 
  27/09/1996 Programma pastorale ; 1996  Presentazione delle linee del programma pastorale  Quello che ci ricordava ieri don Pino Scabini: «Quel sogno di un Presbiterio che si assuma la responsabilità della guida pastorale della diocesi in solido»; questo sogno potrà essere realizzato lentamente, richiederà tutta una serie di invenzioni e di esperimenti, ma credo che ce lo dobbiamo portare dentro al cuore. Dobbiamo tentare di arrivare ad una comunione così profonda e così piena da sentirci e da essere effettivamente corresponsabili della guida pastorale della diocesi, s’intende intorno al Vescovo, per questo non ci sono problemi, ma la responsabilità l’abbiamo tutti insieme come Presbiterio. 
  27/09/1996 Programma pastorale ; 1996  Presentazione delle linee del programma pastorale  La prima cosa è un ringraziamento a tutti voi, a tutti quelli che hanno partecipato a questi tre giorni di Aggiornamento del clero. Di ringraziamento perché è una esperienza di comunione fraterna e di cooperazione nel nostro ministero. Vorrei che questi giorni li consideraste non solo come degli aggiornamenti individuali (uno ne ha voglia e viene qui e ascolta) ma come uno di quegli strumenti (che dovranno essere ancora arricchiti e approfonditi) per fare del nostro Presbiterio una comunione anche nel servizio. 
  21/09/1996   Gli ultimi saranno i primi e i primi gli ultimi  Rimaniamo sorpresi davanti alla parabola del Vangelo. Quale giustizia è mai quella che ricompensa ugualmente operai che hanno compiuto lavori diversi? Alcuni hanno lavorato una giornata intera, altri un po’ meno, altri un’ora sola. Hanno ragione gli operai della prima ora quando si lamentano contro il padrone: «[12]Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo». È giusto? 
  10/09/1996   Messa missionaria  Ogni Eucaristia che celebriamo ha una dimensione missionaria, è l’incontro con la liberazione dell’amore di Dio. Dice S. Paolo: «Un amore di Dio che ci spinge a diventare evangelizzatori, a comunicarlo, a trasmetterlo e ad annunciarlo a tutti gli uomini perché tutti lo possano accogliere nella fede» (cfr. 2 Cor 5, 14). Il senso di questa dimensione dell’Eucaristia che iniziamo è quello di renderla il più consapevole e il più personale possibile. 
  09/09/1996   Celebrazione Eucaristica  Benvenuti a questa Eucarestia e appuntamento di inizio dell’anno scolastico. Vogliamo accogliere il dono di un anno nuovo dalle mani del Signore per metterlo di nuovo nelle sue mani; perché il Signore ci aiuti a trasformare la nostra vita e l’esperienza di questo anno che incominciamo, nella logica dell’amore, della comunione fraterna e della risposta gioiosa alla vita. 
  07/09/1996   Il Vescovo insedia ufficialmente mons. Lanfranchi  Carissimo don Antonio, il servizio pastorale che mi è stato chiesto per la Chiesa di Piacenza-Bobbio richiede l’aiuto di molti collaboratori tra i quali, in prima linea, il Vicario Generale col quale condividere tutte le scelte e le attività pastorali. Dopo avere riflettuto e pregato, mi sembra che tu possa svolgere nel modo migliore questo incarico e perciò con questa lettera ti nomino Vicario Generale della diocesi di Piacenza-Bobbio e ti conferisco le attribuzioni previste dalle vigenti leggi canoniche, comprese anche le facoltà che richiedono uno speciale mandato. 
  07/09/1996   Se siete riuniti nel mio nome, io sarò con voi  Nel cap. 18 del Vangelo secondo Matteo il Signore Gesù traccia la regola di vita della comunità cristiana. Questa deve essere una comodità per certi aspetti alternativi al mondo, deve lasciarsi guidare da regole diverse, in modo da manifestare in lei l’azione del Regno di Dio. Come? 
  07/09/1996 Studenti, Messaggi, Scuola  Messaggio del vescovo agli studenti piacentini  Luciano Monari, Messaggio del vescovo agli studenti piacentini (199609071) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 07 settembre 1996 Id: Monari:199609071 Carissimi ragazzi e giovani della diocesi, sta per iniziare un nuovo anno scolastico e desidero rivolgervi alcune parole di saluto e di augurio. All’inizio di un nuovo periodo di vita ci sono sempre tanti sentimenti, tanti pensieri, tante aspettative e tanti desideri: il Vescovo vuole condividere questo momento con voi, con le vostre famiglie, con tutti quelli che lavorano nella scuola con voi e per voi. 
  07/09/1996 Programma pastorale ; 1996  Omelia  Di Gesù è detto che quando era «oltraggiato non rispondeva con oltraggi, e soffrendo non minacciava vendetta» (1 Pt 2, 23a). E ricordavamo ieri che in questo sta un aspetto della sapienza della croce: nella capacità che la croce di Cristo ha avuto di trasformare la cattiveria e l’egoismo degli uomini in un gesto di amore e in un gesto di perdono. 
  06/09/1996 Programma pastorale ; 1996  Omelia  Quando Paolo ha predicato a Corinto, dice: «Non ho saputo niente altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocefisso» (1 Cor 2, 2). Per Paolo, questo annuncio della croce, è l’annuncio di una sapienza divina, misteriosa e nascosta; perché? 
  06/09/1996 Programma pastorale , 1996, Programma pastorale,  Introduzione al programma pastorale  Luciano Monari, Introduzione al programma pastorale (199609061) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 06 settembre 1996 Serie: Programma pastorale 1996 Id: Monari:199609061 Viviamo un momento di trasformazione della vita pastorale nelle nostre comunità. Una vita pastorale che deve sempre più diventare consapevole e delineata secondo un progetto e un programma. Fino a venti o trent’anni fa, la pastorale era una attività già programmata in anticipo; si poteva prendere un manuale con dentro tutti gli elementi fondamentali delle cose che il parroco doveva fare nella sua parrocchia: si trattava di conoscere quello che c’era nel manuale e di metterlo in pratica. 
  04/09/1996 Corso di Esercizi spirituali per giovani ; 9  Quarta Meditazione  Quando l’uomo accoglie l’amore di Dio nella gratuità, attraverso l’atto di fede, Dio gli comunica il suo stesso Spirito, cioè la sua stessa forza di amore, in modo che diventi una creatura nuova, non semplicemente generata dalla carne, ma dal Suo amore. 
  04/09/1996 Corso di Esercizi spirituali per giovani ; 10  Quinta Meditazione  Genere letterario è “raccomandazione ai figli che partono”, quindi vi dico semplicemente alcune cose che spero vi servano per continuare, per tenere in mente qualche cosa di quello che abbiamo vissuto in questi giorni. 
  04/09/1996 Corso di Esercizi spirituali per giovani ; 8  Celebrazione Eucaristica  A Corinto era capitato che i cristiani si erano legati ad alcuni missionari o predicatori, tra cui Paolo, Apollo, Pietro e si erano formate delle specie di piccole sette all’interno della stessa comunità, lacerando in questo modo l’unità sua, della Chiesa, e lacerando – dice s. Paolo – l’unità del corpo di Cristo, perché la Chiesa è il corpo di Cristo. Lacerazioni nel tessuto della Chiesa significano fratture all’interno di quello che non potrebbe essere se non una cosa sola: l’unico corpo del Signore. 
  03/09/1996 Corso di Esercizi spirituali per giovani ; 5  Celebrazione Eucaristica  Vorrei considerare il brano del Vangelo come l’azione attraverso cui Gesù Cristo trae dal cuore dell’uomo la sua identità vera di Figlio di Dio. L’indemoniato è come l’immagine dell’uomo incapace di manifestare la sua identità di “essere” creato a immagine e somiglianza di Dio. È una identità molte volte bloccata, compressa e la libertà dell’uomo è una esperienza da conseguire con fatica. Il Vangelo narra esattamente questo. 
  03/09/1996 Corso di Esercizi spirituali per giovani ; 7  Liturgia penitenziale  Siamo tutti d’accordo sul fatto che nel mondo le cose non vanno bene: ci sono tante realtà storte, ingiuste, false; ci sono situazioni di oppressione, di incomprensione e di umiliazione delle persone. Su questo non abbiamo dubbi. Lo strano è che siamo portati a darne la colpa agli altri, che avranno sì la loro parte di responsabilità, ma in qualche modo ce ne esoneriamo noi. 
  03/09/1996 Corso di Esercizi spirituali per giovani ; 6  Terza Meditazione  Vediamo innanzitutto a che punto siamo nel nostro cammino. Ci eravamo proposti di riscoprire le strutture fondamentali dell’esistenza cristiana e, nelle prime due riflessioni, abbiamo meditato sull’amore di Dio per noi: abbiamo detto che esistere significa essere chiamati alla vita dalla Parola di Dio che esprime il suo amore, la sua volontà di fare vivere; abbiamo riscoperto – nell’esperienza storica di Israele – i segni della presenza storica di Dio che si presenta come “Io-Sono” e che opera un incontro di comunione, di amore, di matrimonio, di fedeltà con il suo popolo. 
  02/09/1996 Corso di Esercizi spirituali per giovani ; 2  Celebrazione Eucaristica  Quando san Paolo andò a predicare a Corinto proveniva dall’esperienza di Atene dove le cose non gli erano andate benissimo: aveva predicato con impegno, aveva ottenuto qualche conversione, ma aveva suscitato un po’ di scherno tra gli ateniesi annunciando la Risurrezione perché questo era un concetto che filosoficamente non poteva reggere e che quindi non veniva accolto volentieri. 
  02/09/1996 Corso di Esercizi spirituali per giovani ; 3  Prima Meditazione  Cominciamo il nostro cammino degli esercizi spirituali dall’inizio: al mattino, quando riapro gli occhi, ricomincio a vivere nel mondo dei colori, delle forme e delle persone e allora debbo capire se questo mondo nel quale vivo mi vuole bene, mi vuole male o è indifferente nei miei confronti. 
  02/09/1996 Corso di Esercizi spirituali per giovani ; 4  Seconda Meditazione  Che cosa vuole dire questo ritornello eterna è la sua misericordia? Misericordia è la traduzione in italiano di una parola ebraica «intraducibile»: hesed. Hesed vuol dire amore leale. Si riferisce certamente al gesto, alla scelta di amare, di fare vivere, ma vuole indicare la fedeltà, la lealtà di questo amore che una volta donato viene custodito con perseveranza. È caratteristico di Dio lo hesed, quello che noi chiamiamo misericordia. Il nostro testo dice che è eterna. 
  01/09/1996   Chi vuole seguirmi prenda la sua croce  Di domenica in domenica il Risorto ci convoca per celebrare la sua Pasqua, per farci partecipi della sua pienezza di vita. La sua Parola brucia come un fuoco dentro di noi. Pietro aveva professato la fede in Gesù come Messia e come Figlio di Dio; adesso si tratta di comprendere esattamente che cosa significhino questi due titoli. Gesù parla di una volontà divina che comporta sofferenza, rifiuto, morte e risurrezione. Pietro si oppone a questo protestando con tutte le sue forze: ciò non deve accadere perché sarebbe la fine, il crollo di tutti i sogni. 
  01/09/1996 Corso di Esercizi spirituali per giovani , 1, Esercizi spirituali.1996  Corso di Esercizi spirituali per giovani  Luciano Monari, Corso di Esercizi spirituali per giovani (199609010) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 01 settembre 1996 Serie: Corso di Esercizi spirituali per giovani 1 Id: Monari:199609010 
  01/09/1996 Corso di Esercizi spirituali per giovani , 1, Esercizi spirituali, Esercizi spirituali.1996  Introduzione  Luciano Monari, Introduzione (199609011) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 01 settembre 1996 Serie: Corso di Esercizi spirituali per giovani 1 Id: Monari:199609011 Io spero che da questi esercizi spirituali vengano fuori delle persone per le quali la scelta di Gesù Cristo è ormai una scelta di vita su cui non c’è bisogno di ritornare, ormai è una scelta fatta. Il problema poi è quello di viverla, con le fatiche, le sofferenze, le cadute – che dobbiamo mettere in conto – ma la scelta è ormai fatta una volta per tutte. 
  31/08/1996 , Dante Grossetti,Omelie.Esequie, Esequie, Omelie  S. Messa nelle esequie di don Dante Grossetti  Luciano Monari, S. Messa nelle esequie di don Dante Grossetti (1996083101) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 31 agosto 1996 Id: Monari:1996083101 Celebriamo questa liturgia di saluto per don Dante, 83 anni, 59 anni di sacerdozio, ha fatto 3 anni di insegnamento in seminario, poi per 2 anni curato ad Agazzano, 30 anni parroco a Viserano, 12 anni parroco a Tuna, poi parroco ancora a Sala Mandelli, fino a 8 anni fa quando ha rinunciato per motivi di salute. Questo è il curriculum del suo passato. Ma don Dante, come noi adesso lo pensiamo? 
  22/08/1996   Molto da dare, molto da imparare  Fratelli carissimi, desidero rendervi partecipi dell’esperienza fatta nel recente viaggio in Brasile dove ho incontrato i missionari piacentini che lavorano all’annuncio del Vangelo in quella terra. È stato un viaggio ricco di esperienze gioiose del quale ringrazio il Signore. 
  18/08/1996 Centenario della Parrocchia Cicogni  Concelebrazione  Dio ha un disegno universale di salvezza; quindi c’è un amore di Dio che si rivolge a ogni creatura umana, senza differenza di pelle e di cultura o dal punto di vista sociale. Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi. 
  16/08/1996   Sagra di San Rocco  Di San Rocco conosco solo tre cose: la prima è che la parte più importante della sua vita è stata un pellegrinaggio a Roma; la seconda che nel corso di questo pellegrinaggio si è incontrato con la realtà della peste e allora ha in qualche modo interrotto il suo cammino per prestare aiuto a quelli che erano colpiti; la terza cosa è che, colpito anche lui dalla peste, mentre si era ritirato vicino a Piacenza, un nobile, Gottardo, gli mandava da mangiare attraverso un cane e questi sono i motivi per cui viene rappresentato con l’abito del pellegrino, con una piaga nella gamba, con un cane vicino che porta un po’ di cibo, di pane, a S. Rocco. 
  03/08/1996 Viaggio di ritorno in autobus  Ringraziamenti  Ringraziamo innanzitutto il Signore perché il viaggio è andato bene: non ci sono stati intoppi e intralci di nessun genere; e anche dal punto di vista etico siamo stati bene. Questo è un piccolo regalo che il Signore ci ha dato. 
  01/08/1996 Missione pastorale in Brasile - Boa Vista  Celebrazione Eucaristica  C’è un problema che alcune volte incontriamo nel vivere l’esperienza della vita. La Chiesa è stata fondata da Gesù Cristo; è la Chiesa di Dio. Quindi, dovrebbe essere perfetta e tutti quelli che sono nella Chiesa dovrebbero essere santi, ma l’esperienza dice che le cose sono diverse. Nella Chiesa c’è il bene e il male, stanno insieme la generosità e l’egoismo. Come si spiega un fatto di questo genere? 
  30/07/1996 Missione pastorale in Brasile, Missioni, Brasile, Omelie  Celebrazione Eucaristica  Luciano Monari, Celebrazione Eucaristica (19960730) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 30/07/1996 Id: Monari:19960730 Tutte e due le letture affermano che c’è qualcosa che non funziona. La città del Signore appare distrutta e abbandonata. Il campo dove il Signore ha seminato la sua Parola è invaso dalla zizzania. Che cos’è successo? è mai possibile immaginare una cosa di questo genere? Geremia dice che i «suoi occhi grondano lacrime notte e giorno» (Ger 14, 17a), perché sta vedendo una situazione che non è comprensibile. Bisognerebbe pensare che la storia fosse sfuggita al potere di Dio. Ma questo è esattamente quello che non si può mai pensare. 
  28/07/1996 , Omelie.AO17, Omelie  Gli angeli separeranno i cattivi dai buoni  Luciano Monari, Gli angeli separeranno i cattivi dai buoni (199607281) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 28 luglio 1996 Id: Monari:199607281 Quanto vale il Regno di Dio? La risposta e evidente: vale tutto. Il Regno di Dio è Dio stesso, e Dio è l’incommensurabile: nulla di tutto ciò che esiste può confrontarsi con lui. Ma, concretamente, quanto siamo disposti a rischiare per il Regno (per Gesù Cristo)? In che misura l’incontro col Regno (con Gesù Cristo) ha cambiato la nostra vita? Le nostre scelte sono motivate dal Regno (da Gesù Cristo)? 
  28/07/1996 Missione pastorale in Brasile, Missioni, Brasile, Omelie  Missione pastorale in Brasile  Luciano Monari, Missione pastorale in Brasile (19960728) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 28 luglio 1996 Id: Monari:19960728 Mi piacerebbe sapere rispondere come i discepoli alla folla, quando Gesù dice: «Avete capito tutte queste cose?» E possono rispondere: «Sì» (Mt 13,51); perché in realtà nelle letture che abbiamo ascoltato ci sono da comprendere delle cose grosse, che se riuscissimo davvero ad entrarci dentro cambierebbero radicalmente la nostra vita. 
  26/07/1996   Missione pastorale in Brasile  L’arca dell’alleanza era stata per secoli il segno più sacro della presenza del Signore in mezzo al suo popolo: «lo sgabello dei piedi di Dio» (1 Cr 28, 2); il trono su cui il Signore sedeva e da cui il Signore usava misericordia al suo popolo. Solo che con la distruzione di Gerusalemme, al tempo di Nabucodonosor, l’arca dell’alleanza scompare. Non si sa dove è finita, probabilmente distrutta, ma la gente continua a chiedersi: dov’è l’arca del Signore? dov’è il segno della presenza del Signore in mezzo a noi? E la gente spera ancora che quest’arca misteriosamente e miracolosamente venga fuori di qualche parte, che ci sia ancora e che sia stata nascosta. 
  24/07/1996   Missione pastorale in Brasile   
  21/07/1996   Il buon seme e la zizzania, ossia il bene e il male  Sono passati duemila anni da quando il regno di Dio è stato annunciato: come mai non è ancora giunto a compimento? Come mai non si è realizzato? Poniamo questa difficoltà al Signore e, come è suo solito, non ci risponde direttamente. Ci porta in un campo a vedere un granello di senapa, così piccolo che si intravede appena sul palmo della mano: eppure ne verrà un albero grande che dà riparo agli uccelli. 
  20/07/1996   Celebrazione Eucaristica  La prima lettura attesta questa usura contro l’ingiustizia sociale fatta dagli uomini insieme con altri. Il motivo è che la terra, i campi e i possessi che si vivono in Israele vanno considerati come dono dell’eredità del Signore. L’uomo li possiede e li gestisce, ma non autonomamente; li deve gestire in modo che appaia l’origine del Signore e che possono essere riconosciuti come dei doni che manifestano bontà, amore, misericordia e provvidenza di Dio nei confronti dell’uomo. 
  15/07/1996   Celebrazione Eucaristica  C’è una dimensione di paradosso, forse anche tragica dentro all’esperienza del Vangelo, ed è quella che è espressa dalla prima frase che abbiamo ascoltato: «Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada» (Mt 10, 34). È naturalmente paradossale perché non c’è dubbio che il Signore è venuto a portare la pace, anzi: «È Lui la nostra pace…, colui che ha fatto dei due un uomo solo…, colui che ha abbracciato il mondo intero con il suo amore e con la sua croce» (cfr. Ef 2, 14-16). 
  14/07/1996 , Missioni, Brasile, Omelie  Missione pastorale in Brasile  Luciano Monari, Missione pastorale in Brasile (199607141) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 14 luglio 1996 Id: Monari:199607141 Come dice Matteo, vediamo se avete «dato di conoscere i misteri del regno dei cieli» (Mt 13,11); se si può dire che sono davvero «beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché sentono» (Mt 13,16); perché le letture di oggi ci fanno una specie di esame sulla nostra percezione della realtà. Guardiamo il mondo e come lo vediamo? 
  13/07/1996 Missione pastorale in Brasile, Missioni, Brasile, Ritiri spirituali  2ª Meditazione  Luciano Monari, 2ª Meditazione (199607132) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 13 luglio 1996 Id: Monari:199607132 Dico alcune cose sul Vangelo di Marco nel suo complesso, che spero possono aiutare ad una lettura attenta del testo che Marco voleva trasmettere ai suoi lettori o ascoltatori. Come punto di partenza parto dal brano della guarigione del cieco a Betsàida che dice: «Giunsero a Betsàida, dove gli condussero un cieco pregandolo di toccarlo. 
  13/07/1996 Salvador di Bahia - Casa di ritiro Figlie della Chiesa  2ª Meditazione  Dico alcune cose sul Vangelo di Marco nel suo complesso, che spero possono aiutare ad una lettura attenta del testo che Marco voleva trasmettere ai suoi lettori o ascoltatori. Come punto di partenza parto dal brano della guarigione del cieco a Betsàida che dice: «Giunsero a Betsàida, dove gli condussero un cieco pregandolo di toccarlo. Allora preso il cieco per mano, lo condusse fuori del villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: Vedi qualcosa? Quegli, alzando gli occhi, disse: Vedo gli uomini, poiché vedo come degli alberi che camminano. Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente e fu sanato e vedeva a distanza ogni cosa. E lo rimandò a casa dicendo: Non entrare nemmeno nel villaggio» (Mc 8, 22-26). Questo è uno dei pochi brani che si trovano solo nel vangelo di Marco, che non hanno dei paralleli in Matteo e in Luca; in pratica sono solo tre piccoli brani: una piccola parabola del cap. 4; poi la guarigione del sordomuto alla fine del cap. 7; e poi questa guarigione del cieco a Betsàida; il resto del Vangelo di Marco è tutto comune con gli altri evangelisti. 
  13/07/1996 Missione pastorale in Brasile, Missioni, Brasile, Missioni, Brasile  Vi chiedo di accompagnarmi con la preghiera  Luciano Monari, Vi chiedo di accompagnarmi con la preghiera (1996071322) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 13 luglio 1996 Id: Monari:1996071322 Siccome sono in partenza per il Brasile desidero fare un saluto a tutta la Chiesa diocesana. Il motivo per cui vado in Brasile, è molto semplice: ho voglia di respirare un pochino di aria cattolica non che a Piacenza non si respiri bene, si respira bene e ci sto bene. 
  13/07/1996 Missione pastorale in Brasile  Missione pastorale in Brasile  Ci sono una serie di ostacoli, di difficoltà, che l’annunciatore del vangelo deve superare per rimanere fedele alla sua missione. 
  13/07/1996 Missione pastorale in Brasile  Missione pastorale in Brasile  Il contesto è sempre l’esortazione di Paolo «a offrire i nostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio» (Rm 12,1). È l’invito a trasformare la nostra vita (il modo dipende da noi che lo tocchiamo con le nostre mani), in qualche cosa che sia degno e gradito a Dio. Così, per esempio, dice Paolo, quando nella nostra vita incontriamo la persecuzione si tratta di trasformarla attraverso la benedizione. La persecuzione è una forza di morte. La benedizione è una forza di vita. Si tratta quindi di vincere la morte con la vita, il male con il bene, di non lasciarci vincere dalla spirale dell’odio e della cattiveria; ma lo spezzare questa spirale con una benedizione più forte. 
  12/07/1996 Missione pastorale in Brasile, Missioni, Brasile, Missioni, Brasile  1ª Meditazione  Luciano Monari, 1ª Meditazione (199607121) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 12 luglio 1996 Id: Monari:199607121 Don Gian Piero Franceschini mi aveva detto che era un ritiro comunitario, quindi la funzione del predicatore è solo di dare qualche contenuto su cui riflettere e poi eventualmente confrontarci insieme. Poi mi aveva detto come tema, La comunione tra le Chiese, solo che c’è gente che può parlare molto più completamente di me, quindi sarei piuttosto nell’atteggiamento dell’ascolto. Speriamo domani di poterlo fare insieme ascoltando l’esperienza e la testimonianza di quelli che sono qui in Brasile. 
  12/07/1996 Missione pastorale in Brasile  Missione pastorale in Brasile  L’insegnamento sulla dimensione dell’annuncio del Vangelo vale anche per la nostra vita. Dice il Vangelo: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi» (Mt 10, 16a). Allora, se siamo “pecore in mezzo ai lupi”, perché ci manda? È meglio che la missione non si compia, perché non dice: sarete come pecore in mezzo ai lupi; ma dice: «vi mando come pecore in mezzo ai lupi». Vuol dire che c’è una volontà esplicita del Signore che comprende quest’esperienza evidentemente di pericolo, perché le pecore in mezzo ai lupi non stanno molto tranquille e né molto bene. Ma il motivo è nato all’inizio del discorso della missione. È troppo importante la missione e l’annuncio del Vangelo per toglierla anche di fronte ai pericoli. Sarà un cammino pericoloso ma si gioca qualche cosa per cui vale anche la pena di rischiare. 
  11/07/1996 Missione pastorale in Brasile  Celebrazione Eucaristica  S. Benedetto, dal punto di vista culturale, è stato un gran trasformatore per l’impegno dei monaci nel lavoro sia manuale che intellettuale. S. Paolo prende la logica dell’impegno cristiano culturale in genere, sia dal punto di vista intellettuale che materiale. 
  10/07/1996 Missione pastorale in Brasile  Celebrazione Eucaristica  Il Vangelo incomincia a presentare Gesù con la speranza e se pensiamo con la fede di credere all’annuncio è perché fin da principio c’è consegnato con autorità e con potenza, quindi la Parola è forza del Signore. Poi ci sono dieci miracoli che Gesù compie che sono raccontati in fila uno all’altro. Gesù quindi non è solo una persona che sta parlando con autorità ma che sa anche agire con forza. La Parola dunque è una potenza. 
  06/07/1996   Solennità di Sant’Antonino  «Se il chicco di grano caduto in terra non muore rimane solo; se muore, produce molto frutto» (Gv 12, 24). È la festa di sant’Antonino, patrono della nostra bella città di Piacenza. Sant’Antonino è un martire, quindi una persona che ha dato la vita per qualcosa – o meglio per qualcuno – in cui credeva. Noi lo veneriamo patrono e quindi lo riconosciamo modello di vita, proprio per la sua fedeltà. 
  06/07/1996   Solennità di Sant’Antonino  «Se il chicco di grano caduto in terra non muore rimane solo; se muore, produce molto frutto» (Gv 12, 24). È la festa di sant’Antonino, patrono della nostra bella città di Piacenza. Sant’Antonino è un martire, quindi una persona che ha dato la vita per qualcosa – o meglio per qualcuno – in cui credeva. Noi lo veneriamo patrono e quindi lo riconosciamo modello di vita, proprio per la sua fedeltà. 
  06/07/1996   Solennità di Sant’Antonino  «Se il chicco di grano caduto in terra non muore rimane solo; se muore, produce molto frutto» (Gv 12, 24). È la festa di sant’Antonino, patrono della nostra bella città di Piacenza. Sant’Antonino è un martire, quindi una persona che ha dato la vita per qualcosa – o meglio per qualcuno – in cui credeva. Noi lo veneriamo patrono e quindi lo riconosciamo modello di vita, proprio per la sua fedeltà. 
  06/07/1996   Solennità di Sant’Antonino  «Se il chicco di grano caduto in terra non muore rimane solo; se muore, produce molto frutto» (Gv 12, 24). È la festa di sant’Antonino, patrono della nostra bella città di Piacenza. Sant’Antonino è un martire, quindi una persona che ha dato la vita per qualcosa – o meglio per qualcuno – in cui credeva. Noi lo veneriamo patrono e quindi lo riconosciamo modello di vita, proprio per la sua fedeltà. 
  06/07/1996   Venite a me, affaticati ed io vi ristorerò  Può servire, per comprendere il vangelo di oggi, l’attenzione al contesto. Gesù ha proclamato il Regno di Dio con la forza delle sue parole (cfr. Mt 5-7) e con le sue opere (vv 8-9), poi ha predisposto la missione dei suoi discepoli (v 10) perché a tutti potesse giungere l’annuncio della salvezza. Di fronte a questa proclamazione gli uomini hanno preso posizione (v 11), come? 
  29/06/1996   Chi perderà la sua vita per causa mia la troverà  Si rimane sconcertati di fronte alla radicalità del vangelo e viene da chiedersi se sia poi effettivamente praticabile: «Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me» (Mt 10, 37). Com’è possibile immaginare e sentire un attaccamento più forte di quello che unisce naturalmente ai genitori o, addirittura, ai figli? Certo, chi intendesse l’amore per Gesù a un livello di sentimento, si troverebbe in un groviglio insolubile. 
  29/06/1996   Festività di s. Pietro apostolo  Sembra che nel corso del ministero di Gesù ci sia stato un momento di crisi. Dopo le prime reazioni alla predicazione e all’opera di Gesù che è stata positiva e di entusiasmo per la folla, pian piano entrano atteggiamenti di rifiuto e di scetticismo che in qualche modo cambiano l’atmosfera attorno a Gesù. Prima era un’atmosfera entusiasta; poi diventa di sospetto. Da questo momento (che sta verso la metà nella narrazione del Vangelo), Gesù incomincia ad orientare il dono della sua vita verso la passione. Il brano del Vangelo che abbiamo ascoltato si colloca proprio nel contesto di questa crisi. 
  28/06/1996 Il discorso di Paolo a Mileto , 13, Esercizi spirituali,Omelie, Esercizi spirituali.1996  Celebrazione Eucaristica  Luciano Monari, Celebrazione Eucaristica (19960628) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 28/06/1996 Serie: Il discorso di Paolo a Mileto 13 Id: Monari:19960628 Era stata pronunciata la grande promessa di David, che su quel trono non sarebbe mai venuto meno la sua discendenza (cfr. 2 Sam 7, 16); promessa che per Israele doveva essere motivo di sicurezza e di una speranza sempre rinnovata. Viene invece il momento in cui Gerusalemme è assediata… 
  27/06/1996 Il discorso di Paolo a Mileto , 10, Esercizi spirituali, Esercizi spirituali.1996  Il sacramento della Penitenza come risposta alla convocazione di Dio  Luciano Monari, Il sacramento della Penitenza come risposta alla convocazione di Dio (Monari 199606285) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 27 giugno 1996 Serie: Il discorso di Paolo a Mileto 10 Id: Monari:199606285 Le meditazioni che abbiamo condiviso insieme, riflettendo sul cap. 20 degli Atti degli Apostoli con le esortazioni di Paolo agli anziani, servono molto come verifica sulla nostra vita e sul nostro servizio. 
  26/06/1996 Il discorso di Paolo a Mileto , 9, Esercizi spirituali, Esercizi spirituali.1996  Previsione di un futuro ambiguo ma già fin da ora salvato  Luciano Monari, Previsione di un futuro ambiguo ma già fin da ora salvato (199606289) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 26 giugno 1996 Serie: Il discorso di Paolo a Mileto 9 Id: Monari:199606289 Eravamo al momento in cui Paolo esorta gli anziani di Efeso a rendersi consapevoli della loro responsabilità pastorale, perché hanno a che fare con la Chiesa di Dio che è stata acquistata con il sangue del Signore, e perché sono stati collocati al loro posto dallo Spirito Santo. 
  26/06/1996 Il discorso di Paolo a Mileto ; 7  Omelia  Il secondo Libro dei Re dice che è ritrovato nel tempio un libro, che poi è definito il Libro dell’Alleanza. Gli storici affermano che dovrebbe essere il Libro del Deuteronomio o per lo meno la parte centrale del Libro della Bibbia. Quello che è interessante, è il tipo di esperienza che il Libro dei Re racconta. 
  25/06/1996 Il discorso di Paolo a Mileto ; 4  Celebrazione Eucaristica  C’è dunque una porta così stretta che è difficile da trovare. Normalmente si vede la porta grande attraverso la quale si entra nella città che tutti conoscono e per la quale è facile entrare; ma c’è una porta stretta, c’è un sentiero angusto che solo pochi riescono a trovare. 
  24/06/1996 Il discorso di Paolo a Mileto ; 0  Il discorso di Paolo a Mileto  “Il testamento pastorale di Paolo”. Con questo titolo il padre Dupont aveva pubblicato alcuni anni fa un suo ampio commento ad At 20,17-38. Con precisione benedettina aveva esaminato come sotto una grande lente d’ingrandimento tutte le parole, le immagini, le espressioni. Quando la prima volta lessi questo commento ne rimasi affascinato e da allora il discorso di Paolo a Mileto mi è diventato familiare e amico. Veniva spontaneo offrire qualcosa della ricchezza di questo discorso ai miei preti nel corso di esercizi tenuto a Pianazze nel giugno 1996. Dove, infatti, cercare le motivazioni del nostro ministero se non nella Parola di Dio? e quale modello di apostolo migliore di Paolo? 
  24/06/1996 , Pudore, Articoli, Pudore, Articoli  Quel comune senso del pudore  Luciano Monari, Quel comune senso del pudore (199606242). La riflessione del Vescovo Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 24 giugno 1996 Id: Monari:199606242 Poche cose sembrano variare nel tempo o nelle diverse civiltà come il senso del pudore. Il mio professore di filosofia al liceo lo prendeva come dimostrazione che non esistono leggi universali ed eterne. “Vedete – diceva – come sono mutati nel tempo gli usi e i costumi. Quello che qualche anno fa sarebbe apparso scandaloso viene ora accettato tranquillamente (era il periodo in cui andavano di moda le gonne a sacco!). E come si potrebbe immaginare una regola per il pudore che vada bene tanto per l’Occidentale come per chi vive nel cuore dell’Africa nera?”. Dunque – questa era la conclusione – il pudore è solo un’invenzione culturale che può mutare secondo i tempi e i luoghi e le cui forme non possono essere considerate assolute. 
  24/06/1996 Il discorso di Paolo a Mileto , 1, Esercizi spirituali,Omelie.Giovanni Battista (santo).Natività, Esercizi spirituali.1996  Natività di S. Giovanni Battista  Luciano Monari, Natività di S. Giovanni Battista (199606241) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 24 giugno 1996 Serie: Il discorso di Paolo a Mileto 1 Id: Monari:199606241 C’è un progetto del Signore, che è il senso di tutta la sua rivelazione e che è data nella conclusione della prima lettura, quando si dice del servo di Jahwé: «Io ti renderò luce delle nazioni perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra» (Is 49, 6b). C’è stato un itinerario per arrivare a questa ampiezza di prospettiva e l’itinerario è la scelta di Israele come popolo del Signore in alleanza con Lui. Questa scelta aveva come prospettiva la dilatazione universale: Israele è stato scelto perché attraverso di lui la salvezza possa arrivare a tutti gli uomini. 
  22/06/1996 , Giornata per la carità del Papa  Giornata per la carità del Papa  Luciano Monari, Giornata per la carità del Papa (19960622) Titolo originale: 22 Giugno 1996 Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 22/06/1996 Serie: Giornata per la carità del Papa 1996 Id: Monari:19960622 Il 30 giugno è ormai tradizionalmente la giornata di raccolta delle offerte per la carità del Papa. È un’attività che ha radici antiche nella tradizione della Chiesa. Dalla seconda lettera ai Corinzi impariamo che già San Paolo aveva fatto una colletta nelle Chiese della Grecia a favore della Chiesa di Gerusalemme che si trovava in gravi difficoltà. Secondo l’Apostolo, non si trattava solo di un’elemosina, ma di un gesto di comunione col quale si manifestava la verità del legame di fede tra tutti i credenti. 
  22/06/1996   Niente cadrà senza che il Padre lo voglia  Gesù affida ai suoi discepoli il compito di continuare la sua missione: come lui dovranno annunciare il vangelo e come lui dovranno compiere gesti di salvezza (guarigioni ed esorcismi); avranno lo stesso suo potere e la stessa sua autorità. 
  17/06/1996   Una parabola strana  Obiezione di un ragazzo di vent’anni: “Non è logico. Mi sono innamorato e sono davvero felice. Ho imparato ad amare, sono cresciuto nel dialogo, nell’affetto, nella fedeltà agli impegni. È un’esperienza esaltante di cui non posso che essere grato alla vita. Eppure è un’esperienza destinata a finire. Perché? Non è logico. E se non è logico, faccio fatica a riconoscere la presenza di Dio nel mio amore; lui non potrebbe fare un mondo assurdo”. 
  16/06/1996 , Omelie.AO11, Omelie  La messe è molta ma gli operai sono pochi  Luciano Monari, La messe è molta ma gli operai sono pochi (19960616) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 16 giugno 1996 Id: Monari:19960616 La missione di Gesù è prima di tutto quella di raccogliere il popolo di Dio, l’Israele che Dio ha scelto e con cui ha istituito un patto di alleanza. 
  16/06/1996 , Ascensione, Articolo  Io sarò con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo  Luciano Monari, Io sarò con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo (1996061601) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 16 giugno 1996 Id: Monari:1996061601 La solennità dell’Ascensione è un invito a guardare in alto e lontano, senza però distogliere l’attenzione alla nostra condizione terrena. Il Signore Gesù, vincitore del peccato e della morte, ci ha preceduti nella dimora eterna per darci la serena speranza che dove è Lui, capo e primogenito, saremo anche noi, sue membra, uniti nella stessa gloria. 
  13/06/1996   La spiritualità del presbitero  Quello chi ci aspetta nei prossimi mesi e anni ormai lo sapete, cioè le linee fondamentali ci sono. Poi dobbiamo decidere insieme il come vivere la Visita pastorale, la Missione al popolo e l’Annuncio del Vangelo a tutte le categorie di persone e in particolare ai giovani. Non perché i giovani siano più importanti degli altri, ma perché sono quelli con cui è più difficile riuscire a comunicare il Vangelo e quindi coi quali dobbiamo stare particolarmente attenti. Queste sono le cose elementari e credo che ci coinvolgono tutti. Dopo dovremo vedere e decidere insieme il come fare le tappe, le invenzioni in positivo, di attività, e di servizi pastorali. 
  13/06/1996   La spiritualità del presbitero  «Esorto gli anziani che sono tra voi, quale anziano come loro, testimone delle sofferenze di Cristo e partecipe della gloria che deve manifestarsi: pascete il gregge di Dio che vi è affidato, sorvegliandolo non per forza ma volentieri secondo Dio; non per vile interesse, ma di buon animo; non spadroneggiando sulle persone a voi affidate, ma facendovi modelli del gregge. E quando apparirà il pastore supremo, riceverete la corona della gloria che non appassisce» (1 Pt 5, 1-4). 
  10/06/1996   Ascoltare il sangue  Il 23 maggio u.s. scorso il Ministero degli Esteri francese ha reso noto il comunicato n. 44 del GIA (Gruppo Islamico Armato) trasmesso in precedenza da una radio del Marocco. Il comunicato ricordava il fallimento delle trattative aperte col governo francese e concludeva così: “Fedeli al nostro impegno, abbiamo tagliato la gola ai sette monaci… Lode a Dio… Ciò è stato eseguito questa mattina (cioè il 21 maggio)”. Terminava così tragicamente un dramma iniziato due mesi prima, col sequestro di sette monaci trappisti dei monastero dì Tibhirine, vicino a Mèdèa, in Algeria. Ma chi erano questi monaci? e perché sono stati uccisi? 
  09/06/1996   Celebrazione Eucaristica Corpus Domini  Passeremo in mezzo alle vie di Piacenza portando in un ostensorio dorato quello che sembra un pezzo di pane. Questo comportamento in precessione non è strano, anche se i riti religiosi presentano sempre qualche cosa di misterioso. Ma perché portare l’Eucaristia in mezzo alla città? in mezzo alle strade dove la gente vive? in mezzo ai negozi? i bar? ai luoghi dove ci si diverte? Che rapporto ha l’Eucaristia con la vita quotidiana? e con la vita della nostra società? 
  08/06/1996 Corpus Domini, 150° anniversario della morte di S. Antonio Maria Gianelli  Corpus Domini  Nella sua omelia per la festa del Corpus Domini, il Papa ha parlato dell’Eucaristia “come sacramento dell’umano pellegrinaggio”, ed è quello che emerge soprattutto dalla prima lettura. È il discorso che Mosè tiene agli Israeliti prima dell’ingresso nella terra promessa. 
  08/06/1996   Chi mangia la mia carne vivrà in eterno  Nel deserto Dio ha nutrito il suo popolo con la manna; ma i doni del Signore sono sempre il segno di quel dono che è Dio stesso. E l’Eucaristia proclama questo: Dio ci nutre con un pane che viene dal cielo; ma questo pane non è solo un nutrimento materiale o spirituale: è Dio stesso che si dona a noi nel suo Figlio. E Gesù presenta la sua vita come un dono (un sacrificio) capace di procurare la salvezza del mondo; e offre questo dono sotto forma di pane, di nutrimento messo a disposizione del credente. Vengono in mente le parole dell’ultima cena: «Questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi». 
  07/06/1996   Veglia di preghiera  S. Antonio Gianelli, l’8 luglio del 1936 come Vescovo di Bobbio, fece la sua prima omelia sul brano di Giovanni che abbiamo ascoltato, dove dice: «Conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me» (Gv 10, 14). Il Gianelli ha commentato queste parole del Vangelo di Giovanni, tracciando come il ritratto di quello che secondo lui e la Parola di Dio deve essere il Vescovo. 
  03/06/1996   Per due mostrine in meno…  Giovedì 16 maggio u.s. Mike Boorda, 56 anni, si è suicidato con un colpo di pistola al petto. Il fatto ha impressionato l’opinione pubblica americana perché Boorda era al vertice della marina dal marzo 1994. Veniva dalla gavetta, come si dice; aveva incominciato a 17 anni arruolandosi come volontario e aveva salito uno dopo l’altro tutti i gradini della carriera militare. Per questo motivo e per il suo carattere cordiale godeva l’ammirazione e l’affetto di molti. 
  01/06/1996 Commemorazione morte mons. Scalabrini, Giovanni Battista Scalabrini,Omelie.SS. Trinità, Omelie  Commemorazione morte mons. Scalabrini  Luciano Monari, Commemorazione morte mons. Scalabrini (1996060101) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 01 giugno 1996 Id: Monari:1996060101 Oggi è la solennità della SS. Trinità e quindi la Chiesa contempla il volto misterioso ma rivelato di Dio, come volto di amore, di comunicazione e di dono: il Padre e il Figlio nella forza dell’amore dello Spirito Santo, che sono una cosa sola nello scambio perfetto del proprio amore. 
  01/06/1996 , Bibbia, Articoli  Conosciamo la Bibbia!  Luciano Monari, Conosciamo la Bibbia! (199606011) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 01 giugno 1996 Id: Monari:199606011 Una delle carenze più vistose e frequenti fra i cattolici è la scarsa conoscenza dei testi biblici, tant’è che basta qualche argomentazione di un modesto testimone di Geova per mettere in crisi e disorientare tanti fedeli. Per dare il nostro modesto contributo al fine di colmare tale lacuna, proponiamo da questo numero alcuni commenti a testi della Sacra Scrittura, scritti dal nostro vescovo, mons. Luciano Monari, noto biblista. 
  01/06/1996   Chiunque crede in Lui avrà la vita eterna  Celebrare la Trinità di Dio significa celebrare la storia della nostra salvezza, cioè il mistero di quel Dio grande e misericordioso che è all’inizio del tempo e dello spazio, di quel Dio che si è reso visibile nel suo Verbo fatto carne. 
  29/05/1996   Casa accoglienza don Venturini  La “Casa la Pellegrina”, la “Casa di accoglienza don Venturini”, vuol essere un’opera segno. Non significa fare un segno per far vedere come siamo bravi, ma significa che quello che noi facciamo è di offrire al Signore il materiale della nostra disponibilità, perché il Signore possa manifestare la forza del suo amore. 
  28/05/1996   Parrocchia di S. Paolo Apostolo  Gesù ha insegnato la strada all’uomo ricco che voleva entrare nella vita eterna: «Va, vendi tutto quello che hai, dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi» (Lc 18, 22). Naturalmente una richiesta di questo genere è giustificata dallo scopo: vuoi raggiungere un traguardo, una meta, in questo caso addirittura la vita eterna: la pienezza della vita. Tutto quello che è importante, ha un prezzo, anche la vita eterna e il prezzo è tutto: «Va, vendi tutto quello che hai, dallo ai poveri, poi vieni e seguimi». 
  27/05/1996   Ancora su Dio  Nella lettera ai Romani san Paolo parla di Dio qualificandolo come «colui che giustifica» (Rm 4, 5). Vuol dire: Dio è colui che, con il suo amore e il suo perdono, rende giusto l’uomo, il peccatore. È famosa la controversia che divise cattolici e protestanti al tempo della riforma: è sufficiente la fede per giustificare il credente (come dicevano i protestanti) o sono necessarie le opere (come volevano i cattolici)? Non voglio entrare ora in questa discussione squisitamente teologica. M’interessa invece cercare di capire quale grande problema stia dietro alla semplicissima frase: «Dio è colui che giustifica». 
  26/05/1996   Conferimento S. Cresima  Celebrare la festa della Pentecoste con grande gioia, significa concludere la Pasqua, perché la Pentecoste è il frutto della Pasqua: con la sua morte e resurrezione Gesù Cristo ci dona lo Spirito di santità e di amore di Dio. In questo modo Gesù Cristo rigenera il mondo con una forza di amore più grande che viene da Dio stesso. 
  26/05/1996 , Pentecoste, Liturgia  I discepoli gioirono nel vedere il Signore  Luciano Monari, I discepoli gioirono nel vedere il Signore (1996052601) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 26 maggio 1996 Id: Monari:1996052601 Il giorno stesso di Pasqua, secondo il vangelo di Giovanni, Gesù appare ai suoi discepoli e dona lo Spirito Santo Anzi, lo «soffia» su di loro con un gesto insolito, che sembra richiamare l’attività creatrice di Dio nel Libro della Genesi: Dio «soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente» 
  25/05/1996   Ordinazione Presbiterale di Don Paolo Camminati  La festa delle Capanne, una delle più importanti per gli Ebrei, durava sette giorni e ricordava la permanenza degli Ebrei sotto le tende per i quarant’anni in cui erano stati nomadi attraverso il deserto. Dice S. Giovanni: «Nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce: Chi ha sete venga a me e beva chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno» (Gv 7, 37-38). 
  24/05/1996 Scuola della Parola ; 6  Padre, rimetti a noi i nostri debiti  «Padre, rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori» (Mt 6, 12). In questa preghiera c’è un duplice perdono: chiediamo il perdono di Dio, e ci impegniamo ad offrire il nostro perdono ai fratelli. Queste due dimensioni sono legate tra loro: «rimetti i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori». 
  23/05/1996   Celebrazione Eucaristica  Messa al campo per il personale circense degli spettacoli viaggianti di via Millo 
  20/05/1996   Parliamo di mine…  Gl’Inglesi le chiamano land mines, mine terrestri, ma in italiano usiamo un’espressione molto più eloquente: mine antiuomo. A Ginevra, dal 22 aprile al 3 maggio si è tenuta una Conferenza internazionale con l’intento di prendere in considerazione questo tipo di armi e di bandirne totalmente la produzione, il commercio, l’uso. 
  15/05/1996 Incontro del Vescovo con gli studenti e docenti  Non abbiate paura: varcate la soglia della Speranza  Il tema è stato ripreso nella sua formulazione da alcune espressioni del Papa e dal titolo del suo libro/intervista che aveva rilasciato a Vittorio Messori. Però, ciò che tento di fare non è evidentemente un riassunto di quello che ha già detto il Papa molto meglio di quanto posso fare io, ma si pone in continuità con il suo messaggio per essere una riflessione sulla Speranza, quindi sull’uomo che è la via della Chiesa, sulla Speranza e sul mondo nuovo che scaturisce dalla redenzione di Cristo. 
  13/05/1996 Programma pastorali dei prossimi anni, Vicari pastorali  Primo incontro con i Vicari pastorali di zona  Luciano Monari, Primo incontro con i Vicari pastorali di zona (199605131) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 13 maggio 1996 Id: Monari:199605131 Innanzitutto vi ringrazio per avere accettato questo servizio che si aggiunge a tutti gli altri che avete già da svolgere nella comunità cristiana, un peso per il quale è giusto ringraziarvi, quindi spero di non farvi perdere molto tempo. Per il lavoro che tenteremo di fare, riusciremo in modo efficace se le discussioni che ci vogliono non saranno mai a vuoto, ma che ruotino intorno a problemi concreti e a decisioni da prendere insieme. 
  13/05/1996   Tu, con la T maiuscola  Capita a volte che domande apparentemente semplici si rivelino poi le più difficili. Come per quella domanda che mi è stata fatta da alcuni giovani: “Chi è Dio per te?”. Dovrebbe essere un interrogativo semplice per una persona religiosa: se un vescovo non ha chiaro chi sia Dio, che vescovo è? Ma il problema nasce dalle due ultime parole: “per te”. 
  12/05/1996   Se mi amate, osservate i Comandamenti  La Pasqua, piena obbedienza di Gesù alla volontà del Padre, pone il Signore in una condizione di perenne intercessione a favore dei suoi discepoli, – e questa intercessione si concretizza nella richiesta e nel dono del Paraclito (Difensore – Consolatore) che viene definito «Spirito di verità». Ma poiché la verità (cioè la rivelazione dell’amore del Padre per noi) è Gesù stesso, lo Spirito Santo appare come colui che introduce nella piena conoscenza di Cristo e lo fa amare e servire. 
  06/05/1996   Politica perché no?  Le recenti vicende politiche hanno creato qualche interrogativo riguardo all’atteggiamento della Chiesa. Nelle precedenti consultazioni elettorali i vescovi italiani erano sempre intervenuti chiedendo di mantenere l’unità dei cattolici in campo politico. Nelle ultime elezioni, invece, la Conferenza Episcopale ha assunto una posizione di neutralità di fronte agli schieramenti che si fronteggiavano. Ho seguito scrupolosamente questa direttiva e, a quanto mi risulta, anche i preti hanno fatto lo stesso; c’è stato solo qualche sporadico caso di intervento da parte di qualcuno poco assennato. Perché dico “poco assennato”? 
  05/05/1996   Dice Gesù: «Io sono la via, la verità, e la vita»  Le parole di Gesù sono particolarmente efficaci per contemplare il mistero di Dio. Dice infatti: «Io sono nel Padre e il Padre è in me», «Chi ha visto me ha visto il Padre» (Gv 14, 10.9). È l’effetto stupendo dell’incarnazione il Verbo di Dio, che è una cosa sola con Lui, si è fatto uomo: è diventato visibile, ascoltabile, toccabile. E ora, attraverso un’esperienza di comunicazione con Cristo, ogni uomo può entrare in comunicazione col Padre; la distanza infinita che ci separa da Dio è stata superata dal Verbo che si è fatto uno di noi. 
  29/04/1996   Vergini per paura, per reazione o per amore?  “Perché, dopo che la liberazione sessuale aveva affrancato da antichi retaggi, si assiste a questo recupero del valore della verginità? È l’esito di una maggiore maturità o l’indice di nuove paure? Ed è un aiuto o un ostacolo a vivere meglio il rapporto con i propri partner?”. Così il supplemento a uno dei maggiori quotidiani italiani inizia la sua inchiesta su un fatto inatteso: la riscoperta della verginità come valore da parte dei giovani. Il tema sembra interessante, ma lo svolgimento si dimostra piuttosto sorprendente. La conclusione è questa: la verginità praticata oggi, nella nostra società, ha essenzialmente due volti: il timore dell’Aids e l’opposizione generazionale. 
  27/04/1996 , Monastero invisibile, Associazioni, Monastero invisibile  Ai componenti del gruppo “Monastero invisibile”  Luciano Monari, Ai componenti del gruppo “Monastero invisibile” (199604271) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 27 aprile 1996 Id: Monari:199604271 Tempo fa ho avuto la gioia di conoscere che in Diocesi esiste un gruppo di persone che si preoccupano e pregano per le vocazioni, per tutte le vocazioni, e in modo particolare per le vocazioni di speciale consacrazione: il “Monastero invisibile”. 
  27/04/1996   Ordinazione di Don Guido Biancardi e ammissione all’accolitato di Antonio Artusi e Roberto Pignataro  In pensione ci si va a 65 anni, e a 75 ci vanno anche i preti. E don Guido diventa prete a 77 anni. C’è in questo un paradosso che ci interpella: che significato ha questa ordinazione? La risposta è molto semplice: don Guido diventa prete perché la Chiesa di Piacenza-Bobbio ne ha bisogno, e perché ha le doti per rispondere a questo bisogno della Chiesa; ha le doti intellettuali, umane e spirituali, ha la conoscenza teologica necessaria, ha la possibilità di svolgere un ministero e un servizio autentico. Questo perché il ministero non è mai un premio alla persona o un compenso per qualche cosa di buono che una persona può avere fatto. No. Un ministero è la chiamata a un servizio. 
  27/04/1996   Se uno entra attraverso di me, sarà salvo  Una comunità nata dalla Pasqua Come nasce una comunità cristiana? Ce ne dà una descrizione essenziale la prima lettura: annuncio del Vangelo, conversione, Battesimo, adesione alla comunità. Anzitutto c’è l’annuncio del Vangelo, che Pietro proclama il giorno di Pentecoste: con la risurrezione Dio ha costituito Gesù di Nazaret Signore e Cristo. Questa proclamazione ottiene una risposta: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?» 
  26/04/1996 Scuola della parola ; 5  Padre, dacci oggi il nostro pane quotidiano  «Padre, dacci oggi il nostro pane quotidiano» (Mt 6, 11), con questa domanda, che è la quarta del Padre nostro, sembra cambiare la prospettiva della preghiera. Perché abbiamo cominciato pregando: «Padre, santifica il tuo nome»; «Padre, fa venire il tuo regno, vieni a regnare sopra di noi»; «Padre, compi la tua volontà». Quindi al centro c’era Dio stesso, il suo nome, il suo regno, la sua volontà. Ora diciamo: «Dacci il nostro pane, rimetti a noi i nostri debiti, proteggi noi dalla tentazione, strappa noi dal male» (Mt 6, 11-13); dunque l’attenzione si sposta da Dio a “noi”. 
  25/04/1996   Messa della Cresima  Celebriamo questa Eucarestia con una grande gioia perché è festa, dono del Signore che viene comunicato. È la grazia dell’amore di Dio che entra dentro ai nostri cuori e che ci rende più capaci di amare, di vincere i nostri egoismi e meschinità. 
  24/04/1996   Maria, Vergine in ascolto: modello per la nostra Chiesa  Dopo la relazione del Vescovo, vedasi file m19960424, ha fatto seguito il dibattito con l’intervento degli uditori e risposta del relatore. 
  24/04/1996 Giornata sacerdotale mariana ; 1996  Maria, Vergine in ascolto modello per la nostra Chiesa  Maria: vergine in ascolto – Maria: vergine in preghiera – Maria: vergine madre – Maria: vergine offerente. Queste quattro immagini dovrebbero accompagnarci nel cammino della Missione, in preparazione al duemila. 
  22/04/1996   Lezioni di volo  La prima inquietante domanda, riguarda i genitori. Che cosa può averli spinti a permettere a Jessica un’esperienza così inadatta a lei, alla sua età? Il giorno dopo la tragedia la madre di Jessica ha dichiarato: «Glielo lascerei rifare subito. Voi non avete idea di che cosa quest’esperienza significasse per Jessica». 
  20/04/1996 Emmaus  Resta con noi perché si fa sera  Quante volte camminiamo sulle strade di questa vita avviliti e delusi, come i due discepoli di Emmaus. Ed ecco che anche per noi Gesù si accosta con la sua parola e il pane spezzato perché i nostri occhi si aprano alla fede e possiamo ritrovare la gioia di camminare con il cuore che arde di luminosa speranza. 
  18/04/1996   Le nuove occasioni di dialogo tra fede e cultura  È un saluto che vuole esprimere la riconoscenza all’Università Cattolica, al prof. Garelli e al prof. Lanzetti, per questo appuntamento, perché tutto quanto riguarda la cultura per me è prezioso. L’inserimento della fede dentro alla vita del nostro mondo ci coinvolge profondamente, fa parte della nostra missione e della nostra vocazione l’attenzione alla realtà che ci circonda. Il prof. Garelli e il prof. Lanzetti, se ci aiutano a leggere meglio la situazione nella quale noi viviamo, e a vedere quali sono i punti di forza e di debolezza della nostra presenza come comunità cristiana, ci stanno facendo un servizio grande, del quale a loro noi siamo grati. 
  16/04/1996 La missione nella Bibbia  La missione nella Bibbia  Nel Nuovo Testamento la dimensione missionaria si lega in particolare con le “apparizioni pasquali”. Il Cristo risorto, manifestandosi ai suoi discepoli, prima di tutto rivela la sua identità: c’è una dimensione delle “apparizioni pasquali” che è il riconoscimento di Gesù, i discepoli debbono imparare a vedere il Signore con degli occhi nuovi. Poi, c’è immediatamente una seconda dimensione delle apparizioni, che è il comando di missione: Gesù appare ai suoi e si fa riconoscere, non solo per ristabilire quel rapporto di intimità e di comunione che i discepoli hanno vissuto con lui prima della Passione, ma per affidare ai suoi discepoli la continuazione della sua opera e quindi la missione. Il tema missionario è costante nelle “apparizioni pasquali”. 
  15/04/1996   Una Pasqua per vivere  “Pasqua o Natale? qual è la festa più importante?”, mi hanno chiesto alcuni studenti dell’“Istituto Tramello”. In teoria la risposta è facile. Il mistero pasquale sta al centro della fede e si può tranquillamente dire che davvero “cristiano” è solo chi crede nella resurrezione di Cristo. Pure nell’immaginario comune il Natale ha un fascino impareggiabile: le luci e il presepe, l’albero e le musiche, i regali e i pranzi di famiglia… La Pasqua appare più povera o, forse, più difficile da capire, da “sentire”. Eppure… 
  14/04/1996   Beati coloro che pur non avendo visto crederanno  «Pace a voi!» (Gv 20, 19). È il primo messaggio che il Risorto dà ai suoi discepoli. Anche a noi egli offre il segno dei chiodi, il suo corpo spezzato e il suo sangue versato, e ci esorta ad accogliere con fede la sua parola: «Beati quelli che pur non avendo visto crederanno» (Gv 20, 29). È questa beatitudine, fonte di pace, che invochiamo dal Risorto. 
  07/04/1996   Dio lo ha resuscitato  Il primo annuncio cristiano, che viene chiamato il Kerigma, proclama la risurrezione di Gesù, tanto che si può dire che è cristiano colui che crede in Gesù risorto dai morti. 
  07/04/1996 , Pasqua,Omelie.AP01, Omelie  Secondo le Scritture doveva risuscitare dai morti  Luciano Monari, Secondo le Scritture doveva risuscitare dai morti (199604071) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 07 aprile 1996 Id: Monari:199604071 L’annuncio pasquale è annuncio gioioso della vittoria sulla morte: “Morte e vita si sono affrontate in un prodigioso duello. Il Signore della vita era morto, ma ora, vivo, trionfa”. E non si tratta di una vittoria parziale, provvisoria, ma totale, definitiva e gloriosa. 
  06/04/1996   Anche noi possiamo camminare in una vita nuova  Nell’annuncio pasquale che abbiamo ascoltato si gioca il senso della nostra vita e il fondamento della nostra speranza. Lo hanno fatto capire le nove letture che sono come la sintesi di tutta la storia della salvezza, dalla creazione del mondo alla risurrezione di Cristo; e sono il riassunto del cammino dell’uomo, il dramma della vita e della morte. Il dramma di una parola di Dio che chiama a realizzare un progetto e che si scontra con il vuoto, con la mancanza di significato di tante esperienze della nostra vita. 
  05/04/1996   Li amò sino alla fine  Secondo il Vangelo di Giovanni, questa è l’ora di Gesù: è il momento in cui si rivela veramente chi sia Gesù, quale sia il significato della sua missione e della sua opera in mezzo agli uomini. Un persona, se vuole capire Gesù, deve ascoltare tutte le parole che nel Vangelo sono ricordate di Lui, deve vedere i suoi gesti e i miracoli che ha compiuto, ma deve soprattutto contemplare la sua “passione”; perché se per ogni uomo sosteniamo che muore perché è nato, di Gesù si può affermare che è nato per morire e che la morte è la sua piena e perfetta realizzazione. 
  04/04/1996 Messa Crismale, Giovedì Santo,Omelie.Messa Crismale, Omelie  Messa Crismale  Luciano Monari, Messa Crismale (19960404) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 04 aprile 1996 Id: Monari:19960404 È con una commozione forte e anche con una grande gioia che presiedo per la prima volta questa Concelebrazione con tutto il mio Presbiterio perché è una delle occasioni più belle in cui la Chiesa di Piacenza-Bobbio si manifesta in tutta la sua pienezza e ricchezza per la presenza del Vescovo, dei preti, di tutto il Presbiterio, dei diaconi, poi sono presenti i religiosi, le religiose e i fedeli laici, nel contesto del giovedì santo che è memoria dell’Eucarestia, per la quale siamo stati ordinati preti. Quindi, memoria del nostro sacerdozio. Saranno consacrati gli oli, quale materia che diventerà strumento della consacrazione a Cristo del popolo di Dio, nei sacramenti del Battesimo, della Confermazione, dell’Unzione degli infermi e dell’ordinazione sacerdotale. Quindi c’è dentro molto del mistero della Chiesa piacentina-bobbiese. 
  04/04/1996 , Giovedì Santo,Omelie.Giovedì santo, Omelie  Messa della Cena del Signore  Luciano Monari, Messa della Cena del Signore (1996040401) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 04 aprile 1996 Id: Monari:1996040401 Il termine Pasqua viene interpretato dalla Bibbia normalmente come “passaggio” e, per gli Ebrei, Pasqua vuol dire essenzialmente il “passaggio” dall’Egitto alla terra promessa; non si tratta solo di uno spostamento geografico, ma è il “passaggio” da una condizione di schiavitù ad una esperienza di libertà; anzi molto di più, la tradizione ebraica parla del “passaggio” del Mar Rosso come del “passaggio” dalle tenebre alla luce e dalla morte alla vita. Tutto questo stava dentro a quel termine semplicissimo che è la Pasqua. 
  31/03/1996 , Avvenire,  Il presente letto da cattolici  Luciano Monari, Il presente letto da cattolici (199603311) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 31 marzo 1996 Id: Monari:199603311 Appello del Vescovo per la Giornata del quotidiano “Avvenire” che vale la pena di conoscere. Il presente letto da cattolici. Dietro le notizie per capirne il reale significato. 
  31/03/1996 Domenica Palme  Spogliò se stesso, facendosi obbediente  Con la Celebrazione di questa Domenica inizia quella settimana che è chiamata «santa» perché fa memoria del vertice della vita di Cristo, cioè della sua morte e risurrezione. Questo mistero è il cuore della nostra fede. Il credente legge sempre il Vangelo alla luce della risurrezione: è del Signore risorto che noi leggiamo la passione; è di colui che ha vinto che leggiamo la sfida e il combattimento. 
  30/03/1996 , Invito.Giovedì Santo, Inviti  Giovedì Santo, appuntamento con la Messa Crismale  Luciano Monari, Giovedì Santo, appuntamento con la Messa Crismale (19960330) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 30 marzo 1996 Id: Monari:19960330 L’appuntamento tradizionale del Giovedì Santo è diventato sempre più importante per il presbiterio diocesano. Tutti i sacerdoti, insieme col vescovo, fanno memoria del sacerdozio di Cristo, rinnovando la coscienza della comunione sacramentale che li lega, ripartono con la forza dello Spirito per annunciare il Vangelo al mondo intero e per servire le comunità cristiane loro affidate. È un momento prezioso di edificazione della Chiesa locale di Piacenza-Bobbio. 
  30/03/1996 Giornata Mondiale della Gioventù , 1996, Giovani  Vieni e seguimi  Luciano Monari, Vieni e seguimi (199603301). Incontro/dibattito con il Vescovo Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 30 marzo 1996 Serie: Giornata Mondiale della Gioventù 1996 Id: Monari:199603301 Il momento centrale dell’incontro è consistito nel dibattito con il Vescovo, introdotto da una serie di provocazioni tratte dal Vangelo e presentate, in modo originale, da alcuni giovani dell’Agesci, con riferimento ai problemi concreti della realtà che ci circonda. Alle domande dei giovani Mons. Monari ha dato, in modo chiaro e amichevole, una risposta, precisando di non voler dare responsi chiusi e definitivi, ma di «rilanciare il gioco», perché nelle sue parole i giovani potessero trarre nuovi spunti di riflessione. 
  30/03/1996 Giornata Mondiale della Gioventù , 1996, Giovani,Omelie, Omelie  XI Giornata Mondiale della Gioventù  Luciano Monari, XI Giornata Mondiale della Gioventù (199603302). Celebrazione Eucaristica Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 30 marzo 1996 Serie: Giornata Mondiale della Gioventù 1996 Id: Monari:199603302 Prima abbiamo parlato noi con domande, risposte, riflessioni e canti; ora l’atteggiamento fondamentale è quello del lasciare parlare il Signore: deve essere Lui a dirigere e guidare il gioco. Tutte le volte che noi ci mettiamo ad ascoltare la Parola del Signore, è come se dicessimo: «Signore, adesso noi ci mettiamo tranquilli, parla Tu, e noi cerchiamo di capire, poi ti risponderemo». Dopo c’è la nostra libertà, la nostra risposta e anche i nostri programmi, ma che nascono da un ascolto fondamentalmente docile della Parola del Signore. Quello che facciamo questa sera è proprio questo: attraverso l’ascolto della sua Parola vogliamo sapere che cosa il Signore ci vuole dire e che cosa si aspetta da noi. 
  27/03/1996 Itinerario verso la Pasqua ; 1996  Il Signore è bontà e misericordia  Il Signore ci ha dato la gioia di percorrere il nostro cammino quaresimale che avrà il suo culmine nella celebrazione della veglia pasquale. Nella notte di Pasqua che vivremo nelle nostre comunità ci verrà proclamata la Parola del Signore per rigenerare la nostra memoria di fede, verrà annunciato la vittoria di Cristo sulla morte con il preconio pasquale e rinnoveremo la nostra professione di fede battesimale, perché la Pasqua sia l’esperienza del rinnovamento profondo del nostro cuore. 
  25/03/1996   Festa del sì dei presbiteri  Con gioia celebriamo questa solennità dell’Annunciazione di Maria Vergine. Vuol dire: il grande evento dell’incarnazione che sta al centro del progetto di Dio sull’umanità e sulla storia del mondo. Vogliamo che il consenso di Maria diventi anche quello della nostra Chiesa e di ciascuno di noi, perché in noi si possa compiere il progetto di salvezza Dio. 
  24/03/1996   Chi vive e crede in me non morirà in eterno  La morte è in grado di distruggere l’esistenza fisica dell’uomo e insieme con questa distrugge i suoi progetti e i suoi desideri. Ma la morte non è in grado di distruggere la vita che Dio dona agli uomini attraverso Gesù. Ecco perché chi crede «non morirà in eterno». Gesù ha confermato questa affermazione con l’ultimo grande segno narrato nel Vangelo di Giovanni: la risurrezione di Lazzaro. Quest’uomo, quattro giorni dopo la sepoltura, viene riportato in vita: esiste dunque e opera nel mondo una forza che si manifesta più grande della morte. 
  23/03/1996 Colletta per la Terra Santa  La colletta per la Terra Santa  Carissimi, la Congregazione per le Chiese Orientali, mi ha inviato una lettera in cui vengo invitato a sostenere l’iniziativa della “Colletta per Gerusalemme”, che tradizionalmente si compie, nella maggior parte delle Chiese, il Venerdì Santo. 
  20/03/1996 Itinerario verso la Pasqua ; 1996  Se credi vedrai la gloria di Dio  Scrive S. Paolo nella prima lettera ai Corinzi: «L’ultimo nemico ad essere sconfitto sarà la morte» (1 Cor 15, 26). Vuol dire che, con l’episodio che abbiamo ascoltato, siamo di fronte alla prova decisiva della fede, al suo confronto con la morte; perché solo se la fede vince questo confronto, offre una salda speranza. Altrimenti tutto quello che di bello la fede ci dona e che abbiamo incontrato negli incontri passati: l’acqua viva che placa il desiderio dell’uomo, la luce che è capace di squarciare le tenebre… tutti questi doni si rivelerebbero effimeri e passeggeri. Bisogna che questo confronto venga vissuto. 
  17/03/1996   Quegli andò, si lavò, e tornò che ci vedeva  Con poche parole l’evangelista Giovanni racconta la “guarigione del cieco nato”: Gesù gli disse: «[7]Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa Inviato). Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva» (Gv 9, 7). Tutto qui; ma l’episodio diventa l’occasione per presentare le tappe di un cammino di fede. Il cieco, guarito dalla malattia fisica, ha bisogno di guarire anche dalle tenebre che avvolgono il suo spirito e ci arriva solo alla fine di un itinerario di rivelazione e di conoscenza, quando torna a incontrare Gesù e gli si prostra innanzi facendo un’esplicita professione di fede: «Io credo, Signore» (v 38). 
  16/03/1996   Il Vangelo, potenza divina che salva  Nella Lettera “Terzo millennio adveniente” il Papa esorta tutta la Chiesa a vivere gli anni che ci separano dal 2000 come un lungo cammino di preparazione al grande giubileo del secondo anno millenario. Naturalmente il numero 2000 non possiede di per sé nessun significato magico né c’interessa sognare qualche avvenimento straordinario che debba aver luogo in quell’anno. 
  16/03/1996 Convegno sui problemi educativi, Convegni  La persona nel disegno di Dio  Luciano Monari, La persona nel disegno di Dio (199603161). IV Convegno sui problemi educativi Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 16 marzo 1996 Id: Monari:199603161 Questo Salmo 8, che mi è stato dato come tema della relazione che debbo esporre, si capisce che è un inno alla grandezza di Dio. Un “inno” vuol dire: si parla di Dio creatore e Signore dell’universo attraverso il tipo di conoscenza che si esprime nella meraviglia e nello stupore. C’è una conoscenza che si esprime semplicemente nel possedere la realtà delle cose attraverso l’intelligenza, ma delle volte la capacità di afferrare la realtà delle cose supera l’intelligenza dell’uomo; allora deve subentrare la meraviglia e lo stupore, che è l’unico modo per aprire l’esistenza e la conoscenza del proprio cuore alle realtà che lo trascende. 
  13/03/1996 Itinerario verso la Pasqua ; 1996  Io sono la luce del mondo  La festa delle Capanne, ricordava i quarant’anni di cammino di Israele nel deserto; quando l’itinerario del popolo era segnato di giorno da una colonna di nube, e di notte da una colonna di fuoco: luce che illuminava il cammino per Israele. È in questa festa delle Capanne che Gesù proclama: «Sono io la luce del mondo; chi segue me, non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Gv 8, 12). In questo modo usava uno dei simboli religiosi più evidenti e più semplici – la luce – che rischiara il cammino dell’uomo e gli permette di rendersi conto di quale sia la sua situazione e quale direzione possa e debba prendere la sua vita. 
  10/03/1996   Se tu conoscessi il dono di Dio!  Nel dialogo con la Samaritana, Gesù cerca di condurre la donna a questa consapevolezza: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: dammi da bere!…» (Gv 4, 10). Conoscere il dono di Dio significa rendersi conto che al di là dei nostri bisogni e dei nostri desideri c’è qualcosa di più grande che possiamo solo ricevere come un dono dalla mano di Dio. 
  07/03/1996 Aggiornamento del clero , 1996, Aggiornamento del Clero.1996  La situazione pastorale della diocesi e scelte per il cammino futuro  Luciano Monari, La situazione pastorale della diocesi e scelte per il cammino futuro (199603071) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 07 marzo 1996 Serie: Aggiornamento del clero 1996 Id: Monari:199603071 Vorrei iniziare con un ringraziamento al Signore e a voi. Sono sei mesi che sono a Piacenza in mezzo a voi e sono contento di esserci. Fare il Vescovo mi piace, lo faccio volentieri, e credo che di questo debbo ringraziare il Signore e il Presbiterio di Piacenza-Bobbio, che sento vicino e fraterno, in quanto non ho provato difficoltà o tensioni nell’inserimento. Mi viene sempre in mente quel versetto della lettera agli Ebrei, dove l’autore dice: «Obbedite ai vostri capi e state loro sottomessi, perché essi vegliano su di voi, come chi ha da renderne conto; obbedite, perché facciano questo con gioia e non gemendo: ciò non sarebbe vantaggioso per voi» (Eb 13, 17). Io credo di poter dire che faccio questo servizio con gioia, e ne devo essere riconoscente al Signore e anche a voi. 
  07/03/1996   La situazione pastorale della diocesi  La situazione pastorale della diocesi e scelte per il cammino futuro 
  07/03/1996 Movimento di spiritualità vedovile, Vedove,Francesca Romana (santa), Omelie  Movimento di spiritualità vedovile  Luciano Monari, Movimento di spiritualità vedovile (199603072) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 07 marzo 1996 Id: Monari:199603072 Celebriamo la festa di Santa Francesca Romana e vogliamo come riscoprire davanti al Signore il valore di ogni esperienza, vocazione e condizione di vita, nella quale il Signore ci chiama a vivere, quindi anche il valore della condizione vedovile come possibilità di consacrazione al Signore e di servizio ai fratelli. 
  06/03/1996 Itinerario verso la Pasqua ; 1996  Se tu conoscessi il dono di Dio!  Racconta il Vangelo di Giovanni di una donna che esce di casa con una brocca per andare ad attingere acqua; quando ritorna non ha l’acqua e non ha nemmeno la brocca: ha trovato la fede. 
  03/03/1996 , Quaresima, Omelie._Q02  II Domenica di Quaresima  Luciano Monari, II Domenica di Quaresima (19960303) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 03 marzo 1996 Id: Monari:19960303 Dice il Vangelo che il Signore «portò Pietro, Giacomo e Giovanni su un monte alto, in disparte», e davanti a loro ha manifestato se stesso (Mt 17, 1-2). Vogliamo vivere questa Eucaristia come un momento di intimità con il Signore, uno stare con gioia e sereni davanti a Lui; per accogliere la rivelazione della sua gloria, la forza della sua Parola e del suo Spirito; per potere riceve, in questa Eucaristia, l’energia che ci permette di continuare il cammino quaresimale fino alla Pasqua. 
  03/03/1996 , Quaresima,Trasfigurazione, Omelie._.Q02  Signore, è bello per noi restare qui  Luciano Monari, Signore, è bello per noi restare qui (1996030301) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 03 marzo 1996 Id: Monari:1996030301 Il Vangelo di domenica scorsa ci ha presentato l’inizio del ministero di Gesù: tentato da satana, egli ha rinunciato ad affermare se stesso, i suoi desideri, e ha accettato come legge suprema della sua vita la volontà del Padre. Tutto questo significava, implicitamente, iniziare il cammino verso la Passione. Nel Vangelo di questa seconda domenica Gesù prende con sé alcuni discepoli, sale su un allo monte e lì si trasfigura davanti a loro, manifestando apertamente ai suoi discepoli la sua identità, la sua gloria, cioè la sua unità col Padre. 
  28/02/1996 Itinerario verso la Pasqua ; 1996  Ascoltatelo!  Benvenuti a questo momento del nostro cammino quaresimale di conversione che tutta la nostra Chiesa di Piacenza-Bobbio vuole fare, lasciandosi guidare, correggere e convertire dalla Parola del Signore. È questa Parola che vogliamo accogliere come un dono di illuminazione della nostra vita, perché i nostri comportamenti ne vengano illuminati e rigenerati. Ci prepariamo proprio all’ascolto della Parola del Signore, aprendo il nostro cuore al dono dello Spirito con la preghiera. 
  25/02/1996   Le risposte di Cristo di fronte alla tentazione  Anche quest’anno, con il tempo della Quaresima, la Chiesa ci incita a ritornare a Dio con “tutto il cuore”, prendendo coscienza della grazia del Battesimo attraverso un cammino di ascolto, di preghiera, di penitenza e di carità. 
  24/02/1996 Itinerario verso la Pasqua.1996, Quaresima, Conferenze  Non di solo pane vive l’uomo  Luciano Monari, Non di solo pane vive l’uomo (199602241). Itinerario verso la Pasqua Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 24 febbraio 1996 Serie: Itinerario verso la Pasqua 1996 Id: Monari:199602241 Siamo alla prima tappa del nostro cammino verso la Pasqua. È vero che la Quaresima è fatta di penitenza – portiamo il colore viola per indicare esattamente questo – ma il cammino che stiamo facendo è di ritorno a Dio, al Padre; quindi è necessariamente un cammino gioioso. Può essere faticoso perché ci viene richiesta una conversione effettiva, un cambiamento nel modo di pensare e di agire, ma è certamente pieno di gioia; è il Signore che ci attira e che ci spalanca le braccia per aprire il cammino del ritorno. 
  24/02/1996   Portiamo insieme la responsabilità della Pastorale  Saluto con soddisfazione grande la pubblicazione di un giornale per tutti catechisti della diocesi. Non c’è bisogno che ridica la mia stima e la riconoscenza per voi catechisti: costituite una delle espressioni più belle e promettenti della pastorale diocesana. 
  24/02/1996 Itinerario verso la Pasqua.1996, Quaresima, Conferenze  Non di solo pane vive l’uomo  Luciano Monari, Non di solo pane vive l’uomo (199602241). Itinerario verso la Pasqua Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 24 febbraio 1996 Serie: Itinerario verso la Pasqua 1996 Id: Monari:199602241 Siamo alla prima tappa del nostro cammino verso la Pasqua. È vero che la Quaresima è fatta di penitenza – portiamo il colore viola per indicare esattamente questo – ma il cammino che stiamo facendo è di ritorno a Dio, al Padre; quindi è necessariamente un cammino gioioso. Può essere faticoso perché ci viene richiesta una conversione effettiva, un cambiamento nel modo di pensare e di agire, ma è certamente pieno di gioia; è il Signore che ci attira e che ci spalanca le braccia per aprire il cammino del ritorno. 
  24/02/1996 Itinerario verso la Pasqua.1996, Quaresima, Conferenze  Non di solo pane vive l’uomo  Luciano Monari, Non di solo pane vive l’uomo (199602241). Itinerario verso la Pasqua Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 24 febbraio 1996 Serie: Itinerario verso la Pasqua 1996 Id: Monari:199602241 Siamo alla prima tappa del nostro cammino verso la Pasqua. È vero che la Quaresima è fatta di penitenza – portiamo il colore viola per indicare esattamente questo – ma il cammino che stiamo facendo è di ritorno a Dio, al Padre; quindi è necessariamente un cammino gioioso. Può essere faticoso perché ci viene richiesta una conversione effettiva, un cambiamento nel modo di pensare e di agire, ma è certamente pieno di gioia; è il Signore che ci attira e che ci spalanca le braccia per aprire il cammino del ritorno. 
  24/02/1996 Itinerario verso la Pasqua.1996, Quaresima, Conferenze  Non di solo pane vive l’uomo  Luciano Monari, Non di solo pane vive l’uomo (199602241). Itinerario verso la Pasqua Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 24 febbraio 1996 Serie: Itinerario verso la Pasqua 1996 Id: Monari:199602241 Siamo alla prima tappa del nostro cammino verso la Pasqua. È vero che la Quaresima è fatta di penitenza – portiamo il colore viola per indicare esattamente questo – ma il cammino che stiamo facendo è di ritorno a Dio, al Padre; quindi è necessariamente un cammino gioioso. Può essere faticoso perché ci viene richiesta una conversione effettiva, un cambiamento nel modo di pensare e di agire, ma è certamente pieno di gioia; è il Signore che ci attira e che ci spalanca le braccia per aprire il cammino del ritorno. 
  21/02/1996   Ritornate al Signore vostro  Con l’antico austero rito delle Ceneri, la nostra Chiesa di Piacenza-Bobbio entra nel cammino quaresimale; anche noi entriamo in questo cammino, non per una scelta della nostra volontà, ma per obbedienza al Signore. 
  18/02/1996   Festa patronale  Benvenuti a tutti per la festa di S. Corrado che facciamo insieme. Ringraziamo proprio tutti perché ogni persona che c’è in più aumenta la festa, di cui tutti ne godiamo nel partecipare allo stare insieme e perché vuol dire, proprio quello che ricordava adesso il vostro parroco don Pietro Petrilli, essere edificati come comunità. 
  17/02/1996   Consiglio Pastorale Diocesano  Dico alcune cose su questo cammino che ci attende verso l’anno duemila; anche se il discorso dovrà essere fatto soprattutto con il prossimo C. P. D. (voi siete scadenti, ma come dice mons. Mario tutti potete essere riconfermati), possiamo impostare adesso il problema. Il quale problema credo consiste soprattutto nella realizzazione di un Programma pastorale che tenga conto del tempo in cui siamo e delle trasformazioni che stiamo vivendo e che presumibilmente vivremo negli anni che si preparano. 
  11/02/1996 Giornata Mondiale del malato.1996  Festività Beata Vergine Maria di Lourdes  Mentre entravo mi veniva da pensare: «Sarà bella la Chiesa?». E pensavo non solo all’edificio bello della vostra chiesa di N.S. di Lourdes, ma a voi e a quello che significa oggi il nostro trovarci insieme a celebrare l’Eucarestia; perché qui c’è un po’ tutta la Chiesa di Piacenza, il popolo di Dio in tutta la sua manifestazione con il Vescovo, i preti, i diaconi e i lettori. Ciò che è bello è proprio questo: diversi come siamo per origine, mentalità, età e cultura, però ci troviamo insieme e ci riconosciamo fratelli gli uni degli altri e scopriamo che abbiamo con Dio un rapporto di grande fiducia e di intimità e lasciamo che la Parola del Signore ci faccia diventare una vera comunità cristiana. La Chiesa siamo noi: vescovi e preti ci stanno semplicemente come servizio, e tutti voi. Insieme costituiamo un unico grande popolo. Abbiamo bisogno che i preti e i vescovi celebrino l’Eucarestia, ma lo scopo siete voi; è tutta questa comunità che deve crescere nell’amore fraterno. 
  10/02/1996   Solennità di S. Scolastica  È vero che la nostra presenza vuole essere un ringraziamento alle monache per la loro preghiera che sostiene la nostra Chiesa di Piacenza-Bobbio. Per questo le ringraziamo e chiediamo al Signore l’abbondanza delle grazie per loro, perché il Signore porti a compimento la loro chiamata alla preghiera e alla contemplazione, e lo preghiamo per tutta la nostra Chiesa perché viva di questa preghiera e contemplazione. 
  02/02/1996   Festa della Presentazione del Signore al Tempio  San Luca, nel testo che abbiamo ascoltato, ricorda due leggi che sono scritte una nel libro del Levitico e l’altra nel libro dell’Esodo: la legge della purificazione della puerpera, quaranta giorni dopo la nascita del bambino, per cui si doveva offrire un agnello e una tortora o, se la famiglia era povera, una coppia di tortore, e poi la legge del riscatto, di Mosè, rito per il quale si dovevano pagare cinque sicli. 
  30/01/1996   Consulta diocesana delle aggregazioni laicali  Desidero firmare quello che ha detto adesso don Carlo Tarli, per tutte le parole che ha rivolto a noi come segno e significato della nostra Eucarestia di questa sera: ha parlato del mistero della sintesi di comunione ed è proprio il mistero dell’unità che vorrei esercitare con il massimo di fedeltà. Vorrei appartenere a ciascuna delle vostre comunità e movimenti, ed essere sempre lo stesso Vescovo che crede nella Parola del Signore e cerca di obbedirla con tutto se stesso. Vorrei che nella varietà dei carismi, dei doni, dei ministeri, delle esperienze e dei cammini che il Signore suscita nella Chiesa di Piacenza-Bobbio, ci sia questa unità profonda di guardare insieme verso il Signore, e il sapere che il Signore è l’essenziale e tutto il resto, che fa parte della nostra esperienza di vita, è in funzione della lode e santificazione del suo nome. 
  21/01/1996 Parrocchia di S. Giuseppe operaio_x000d_  Celebrazione eucaristica  Questo è uno di quei momenti in cui è bello fare il Vescovo, trovarsi in mezzo ad una Comunità con tanti bambini e con tanta speranza, con tanto futuro davanti. È una delle cose che allarga il cuore, perché fa vedere quello che il Signore è capace di fare. È in mezzo a noi con le nostre forze. Quindi sono contento di essere qui. 
  19/01/1996 Scuola della Parola ; 4  Padre, sia fatta la tua volontà  Abbiamo pregato con le parole: «Padre, sia fatta la tua volontà» (Mt 6, 10); e il significato è: “Padre, realizza la tua volontà nell’esistenza del mondo e nella nostra”. Nonostante le apparenze forse questa domanda ci inganna e non è facile entrarci dentro. Anzitutto perché c’è quel congiuntivo: «Sia fatta la tua volontà», che sembra esprimere un atteggiamento di rassegnazione. Molte volte pensiamo che la volontà di Dio sia qualche cosa di pesante, di doloroso, che comporta sempre la sofferenza o la croce o il distacco e che ci ripugna, come persone che cercano la gioia; quindi pensiamo a qualche cosa a cui dobbiamo cercare di rassegnarci, andando contro il nostro movimento interiore. Quel “sia fatta la tua volontà” dà, o può dare, il senso della rassegnazione. Ma non è questo il senso della preghiera. 
  13/01/1996 Il Nuovo Giornale  Giornata di sostegno al settimanale diocesano  Così mons. Vescovo richiama l’interesse dei sacerdoti e dei fedeli sulla presenza e il servizio del settimanale diocesano 
  04/01/1996   Celebrazione Eucaristica  Ho desiderato fare questa Messa insieme con voi per il fatto che un giorno il Signore mi ha detto: «Va a dire a tutti che io a loro voglio bene». Allora, il Signore mi ha mandato a Piacenza per dire a tutta la gente, agli uomini, alle donne, ai bambini e agli anziani, che non sono soli nella vita e che Dio è vicino a loro come un Padre che li ama. Il Signore mi ha detto: «Siccome a Piacenza c’è un popolo di nomadi Sinti e forse anche di Rom; devi parlare a loro per dire l’amore e la gioia di Dio; e che Dio è contento della loro esistenza, e che gli sta vicino e li accompagna». Questo in fondo, è il messaggio del Natale. 
  01/01/1996 , Epistole, Articoli  Desidero incontrarvi uno per uno  Luciano Monari, Desidero incontrarvi uno per uno (199601011) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 01 gennaio 1996 Id: Monari:199601011 Mons. Monari ha inviato nei giorni scorsi una lettera ai presbiteri della Chiesa di Piacenza-Bobbio. Il capo della diocesi, dopo quattro mesi dall’inizio del suo ministero di vescovo, traccia una del suo lavoro e programma quanto si propone di realizzare nei prossimi mesi con l’aiuto dei sacerdoti. 
  01/01/1996   Maria SS. Madre di Dio  Liturgicamente la festa del Natale si conclude oggi. È la solennità di Maria Santissima Madre di Dio. Comincia un anno nuovo e quindi è l’Eucarestia che inaugura una nuova porzione del cammino della nostra vita. Infine legato con il primo dell’anno c’è la celebrazione della “giornata mondiale per la pace”, con il messaggio che il Papa ogni anno ci dona. Dobbiamo mettere insieme tutte queste solennità. Pensavo quindi di fare normalmente l’omelia sui testi liturgici e poi, alla fine della Messa, prima della benedizione, provo dire alcune parole sul messaggio che il Papa ci ha donato su questa “giornata mondiale della pace”, con il titolo che conoscete: «Diamo ai bambini un futuro di pace». Così cerchiamo di mettere dentro tutte queste motivazioni e di farle diventare preghiera, lode e ringraziamento al Signore.