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Sala degli Affreschi di Palazzo Vescovile

Saluti augurali di buon Natale al Vescovo
di tutto il personale della Curia

19 dicembre 2003

I Collaboratori degli Uffici di Curia, ormai composti in maggioranza da laici, e gli Addetti alle varie strutture diocesane centrali, incontrano il Vescovo mons. Luciano Monari per i tradizionali auguri di Natale.

Mons. Antonio Lanfranchi,
Vicario Generale

Il trovarci qui insieme è l’occasione per scambiarci gli auguri di buon Natale con il Vescovo.

Per introdurmi mi rifaccio ad una espressione riecheggiata in questi giorni e che è applicata a Mons. Manfredini: “Che c’entra Gesù Cristo con la matematica?”. Ho notato questa frase. E noi potremmo dire: che c’entra il Natale con il servizio in Curia?

C’entra e molto, perché nel mistero del Natale c’è la sorgente dello stile di vita, che si può riassumere nell’incarnarsi, nello spendersi generosamente, a costruire il Regno di Dio anche attraverso un umile servizio perché l’annuncio della Parola possa camminare. Tante volte si ha più soddisfazione nel “vedere la Parola che cammina nelle comunità”, anziché stare intorno ad un tavolo a elaborare Documenti o spedirli… Però credo che queste cose si integrano. Quindi siamo qui per ringraziare di questa opportunità, e per dichiarare tutta la disponibilità; ecco, vorrei proprio testimoniare il lavoro fatto con passione e generosità da parte di tutti; e alla fine anche a chiedere la benedizione di sua Eccellenza.

Mons. Luciano Monari, Vescovo

Siccome è usuale fare gli auguri al Vescovo, facciamo gli auguri al nuovo vescovo mon. Antonio Lanfranchi – segue un grande applauso dei presenti.

Ce lo portano via, però lo regaliamo volentieri, perché dentro anche al dono del servizio personale c’è il segno della fecondità della grazia del Signore che opera in noi e attraverso di noi.

Gli altri auguri sono evidentemente per voi e sono auguri che vanno insieme con un ringraziamento con tutto il cuore, perché il cammino della Chiesa diocesana piacentina-bobbiese dipende dal servizio di tante persone, dalla disponibilità, dalla generosità, dalla competenza e dall’impegno. Credo che di tutto questo debbo rendere grazie con tutto il cuore; insieme con questo augurio molto semplice.

Nel Vangelo di oggi (cfr. Lc 1, 5-25) c’è la figura di una persona, Zaccaria, che riceve il dono della promessa del Signore e diventa muto.

Se uno va avanti a leggere il Vangelo di Luca trova un’altra persona – Maria, che riceve anche lei la promessa e quando arriva in casa di Zaccaria salutando trasmette la gioia (cfr. Lc 1, 40-41).

La differenza è tutta lì, nel fatto:

  • che Zaccaria ricevendo il dono della grazia non è riuscito a crederci, gli sembrava troppo grande, impossibile.
  • Maria ci ha creduto!
  • Siccome Zaccaria non c’è riuscito a crederci, è diventato muto.
  • Siccome Maria invece ci ha creduto, è diventata portatrice di gioia, dove è andata ha portato la gioia.

Ebbene, vi auguro di credere al Natale! Di crederci con tutto il cuore, perché questa è grazia del Signore. E di crederci in modo fecondo, non solo perché stiate bene voi – ve lo auguro che stiate bene nel Natale, non solo nel giorno ma in tutta la vita che scaturisce dal Natale –, ma che siate capaci anche di trasmettere questa gioia. Che quando stringete la mano, in questi giorni se ne stringono tante, e dite buon Natale, ecco insieme con quelle parole possiate trasmettere qualche cosa della gioia in cui credete, qualche cosa della bellezza, della bontà, del Signore nella quale credete.

Quindi auguri per questo, per voi e per tutti quelli che voi saluterete. E che il Signore vi benedica e vi ringrazi per tutto quello che avete fatto e spero continuerete a fare per la Chiesa diocesana.

Buon Natale con tutto il cuore – segue un grande applauso dei presenti.

* Cv. Documento rilevato come amanuense dal registratore, scritto in uno stile didattico e con riferimenti biblici, ma non rivisto dagli autori.