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Mons. Luciano Monari

Vescovo di Brescia

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01/01/2002  Concelebrazione Eucaristica  Celebriamo questa Eucaristia in ricordo e suffragio di tutte le vittime dell’attentato dell’11 settembre. Chiaramente nello stesso tempo celebriamo l’Eucaristia per chiedere con insistenza al Signore che doni la pace ai nostri giorni, che doni a noi uomini la saggezza e il coraggio di costruire la pace e di trovare le strade giuste che ci conducono ad una convivenza più vera e più umana tra tutti gli uomini. 
01/01/1996 Presentazione delle linee del programma pastorale (199609271)  Quello che ci ricordava ieri don Pino Scabini: «Quel sogno di un Presbiterio che si assuma la responsabilità della guida pastorale della diocesi in solido»; questo sogno potrà essere realizzato lentamente, richiederà tutta una serie di invenzioni e di esperimenti, ma credo che ce lo dobbiamo portare dentro al cuore. Dobbiamo tentare di arrivare ad una comunione così profonda e così piena da sentirci e da essere effettivamente corresponsabili della guida pastorale della diocesi, s’intende intorno al Vescovo, per questo non ci sono problemi, ma la responsabilità l’abbiamo tutti insieme come Presbiterio. 
25/09/1995 Liturgia delle ore (199509251)  Luciano Monari, Liturgia delle ore (199509251) Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 25 settembre 1995 Serie: Convegno Tre giorni del clero 2 Id: Monari:199509251 Credo che il discorso per S. Paolo sia molto semplice: il debito l’ho nei confronti di Dio; il mio amore verso gli altri è il modo in cui rispondo all’amore creativo e originario di Dio. Siccome da Dio ho ricevuto tutto; siccome è l’amore di Dio che mi fa vivere e respirare; siccome ogni istante e ogni ricchezza della mia vita viene dalla sua grazia; allora io ho un debito di tutta la vita nei confronti del Signore che pago attraverso l’amore fraterno, perché è questo quello che Dio vuole. 
01/01/1996 La situazione pastorale della diocesi (19960307)  La situazione pastorale della diocesi e scelte per il cammino futuro 
01/01/1996 Presentazione delle linee del programma pastorale (19960927)  La prima cosa è un ringraziamento a tutti voi, a tutti quelli che hanno partecipato a questi tre giorni di Aggiornamento del clero. Di ringraziamento perché è una esperienza di comunione fraterna e di cooperazione nel nostro ministero. Vorrei che questi giorni li consideraste non solo come degli aggiornamenti individuali (uno ne ha voglia e viene qui e ascolta) ma come uno di quegli strumenti (che dovranno essere ancora arricchiti e approfonditi) per fare del nostro Presbiterio una comunione anche nel servizio. 
07/03/1996 La situazione pastorale della diocesi e scelte per il cammino futuro (199603071)  Luciano Monari, La situazione pastorale della diocesi e scelte per il cammino futuro (199603071) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 07 marzo 1996 Serie: Aggiornamento del clero 1996 Id: Monari:199603071 Vorrei iniziare con un ringraziamento al Signore e a voi. Sono sei mesi che sono a Piacenza in mezzo a voi e sono contento di esserci. Fare il Vescovo mi piace, lo faccio volentieri, e credo che di questo debbo ringraziare il Signore e il Presbiterio di Piacenza-Bobbio, che sento vicino e fraterno, in quanto non ho provato difficoltà o tensioni nell’inserimento. Mi viene sempre in mente quel versetto della lettera agli Ebrei, dove l’autore dice: «Obbedite ai vostri capi e state loro sottomessi, perché essi vegliano su di voi, come chi ha da renderne conto; obbedite, perché facciano questo con gioia e non gemendo: ciò non sarebbe vantaggioso per voi» (Eb 13, 17). Io credo di poter dire che faccio questo servizio con gioia, e ne devo essere riconoscente al Signore e anche a voi. 
20/03/1997 L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa (19970320)  Luciano Monari, L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa (19970320). Presentazione del documento della Pontificia Commissione Biblica Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 20 marzo 1997 Id: Monari:19970320 Il documento della Pontificia Commissione Biblica che debbo cercare di presentare è costruito fondamentalmente così: c’è un’introduzione, che spiega il perché di un documento di questo genere, e poi quattro capitoli. 
20/03/1997 L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa (19970320)  Luciano Monari, L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa (19970320). Presentazione del documento della Pontificia Commissione Biblica Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 20 marzo 1997 Id: Monari:19970320 Il documento della Pontificia Commissione Biblica che debbo cercare di presentare è costruito fondamentalmente così: c’è un’introduzione, che spiega il perché di un documento di questo genere, e poi quattro capitoli. 
20/03/1997 L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa (19970320)  Luciano Monari, L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa (19970320). Presentazione del documento della Pontificia Commissione Biblica Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 20 marzo 1997 Id: Monari:19970320 Il documento della Pontificia Commissione Biblica che debbo cercare di presentare è costruito fondamentalmente così: c’è un’introduzione, che spiega il perché di un documento di questo genere, e poi quattro capitoli. 
20/03/1997 L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa (19970320)  Luciano Monari, L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa (19970320). Presentazione del documento della Pontificia Commissione Biblica Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 20 marzo 1997 Id: Monari:19970320 Il documento della Pontificia Commissione Biblica che debbo cercare di presentare è costruito fondamentalmente così: c’è un’introduzione, che spiega il perché di un documento di questo genere, e poi quattro capitoli. 
01/01/1998 La Missione popolare (19980924)  Questo messaggio dovrebbe servire come un invito alla missione; provo a spiegarlo. 
01/01/1998 La parrocchia, soggetto di missione (19980923)  Pietro insiste, da una parte sul preparare la nostra mente, i progetti e i desideri all’azione, quindi dobbiamo fare, impegnarci, programmare e realizzare; ma poi dà come regola fondamentale per l’impegno cristiano «il fissare ogni speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù Cristo si rivelerà». 
01/01/1999 Riflessioni sull’itinerario di servizio pastorale (19990930)  Nella mia riflessione riprendo molte delle cose che avevo già detto a Pianazze con alcuni nuovi e particolari complementi. 
01/01/1999 Riflessioni sull’itinerario di servizio pastorale (19990930)  Nella mia riflessione riprendo molte delle cose che avevo già detto a Pianazze con alcuni nuovi e particolari complementi. 
01/01/1999 Riflessioni sull’itinerario di servizio pastorale (19990930)  Nella mia riflessione riprendo molte delle cose che avevo già detto a Pianazze con alcuni nuovi e particolari complementi. 
01/01/1999 Riflessioni sull’itinerario di servizio pastorale (19990930)  Nella mia riflessione riprendo molte delle cose che avevo già detto a Pianazze con alcuni nuovi e particolari complementi. 
01/01/2000 La responsabilità dei preti di essere vivi, vivaci e vitali (20000927)  Desidero legare le riflessioni che tenteremo di fare a quanto abbiamo ascoltato ieri da mons. Corti, al suo richiamo di responsabilità di essere vivi, vivaci e vitali. “Responsabilità”, perché è qualche cosa che viene chiesto a noi come risposta a quei doni che Dio non cessa di comunicare alla sua Chiesa e a donare a ciascuno di noi; riconoscere questi doni in noi e negli altri significa che il Signore risorto è ancora presente, attivo e operante nella sua Chiesa; da qui inevitabilmente deve nascere in noi un senso di responsabilità. 
01/01/2000 Il compito specifico dei presbiteri nel comunicare il Vangelo in un mondo che cambia (20000926)  Benvenuti e buona festa di S. Vincenzo, è una festa a cui siamo attaccati per il legame al Collegio Alberoni, ma poi per il servizio grande che S. Vincenzo ha fatto al Presbiterato: la formazione dei preti. Quindi mettiamo sotto la sua intercessione anche il cammino che facciamo con il desiderio di poter avere un grande numero di vocazioni e dei seminaristi che fanno un cammino serio di accostamento al presbiterato, così come S. Vincenzo De’ Paoli aveva insegnato. 
01/01/2001 Celebrazione domenicale (20010116)  Vi invito a leggere la Lettera apostolica che il Papa ci ha mandato al termine del Giubileo: la “Novo Millennio ineunte”. Mi piacerebbe che diventasse – ma è una decisione che poi dobbiamo prendere insieme – il nostro Programma pastorale per il prossimo quinquennio, per avere davanti una prospettiva abbastanza ampia. 
27/09/2002 Relazione conclusiva (200209271)  Luciano Monari, Relazione conclusiva (200209271) Data Copyright: 2002 Data pubblicazione: 27 settembre 2002 Id: Monari:200209271 Il fatto di trovarci insieme ci aiuta a sentirci coinvolti in un’unica azione. L’azione pastorale della Diocesi è una sola, gestita da tutto il Presbiterio insieme e attorno al Vescovo. La percezione di questa unità dell’impegno pastorale è preziosa, perché l’impegno sia vissuto nel modo più corretto e più efficace. 
01/01/2003 Il prete e il Programma Pastorale (20030925)  Avevo già detto in Consiglio Presbiterale che la diminuzione del numero di preti ci costringe a rivedere e a rendere essenziale il nostro servizio, a rinunciare ad alcune attività per non essere schiacciati dal peso troppo grave dei servizi. 
24/09/2004 Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia (Monari 200409241)  Luciano Monari, Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia (Monari 200409241) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 24 settembre 2004 Id: Monari:200409241 Anzitutto un benvenuto a ciascuno. Il modo giusto di cominciare sarebbe quello di ringraziare il Signore per voi, per il presbiterio, ringraziare per il canto, per tutti i servizi che compite dentro la nostra Chiesa, ma soprattutto per quel volto di presbiterio che significa la rivelazione dell’amore pastorale di Cristo. 
27/09/2005 Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo (20050927)  Quello che presento è la Traccia di riflessione in preparazione al Convegno ecclesiale di Verona, che si terrà dal 16 al 20 ottobre dell’anno prossimo. Cos’è questo Convegno e questa traccia? 
06/06/2006 La speranza che anima la fede (20060606)  Dopo gli anni ‘70, dedicati ad Evangelizzazione e sacramenti, gli anni ‘80, Comunione e comunità, e gli anni ‘90, Evangelizzazione e testimonianza della carità, ora il programma traccia le linee per Comunicare il vangelo in un mondo che cambia. 
27/09/2006 L’Itinerario della Iniziazione Cristiana (20060927)  Tento come riesco di collocare il cammino pastorale di quest’anno dentro l’itinerario che stiamo percorrendo da un po’ di tempo, cioè quello della Iniziazione Cristiana nel suo complesso. Evidentemente c’è una dimensione fondamentale di Iniziazione Cristiana che è quella sacramentale – Battesimo, Cresima, Eucaristia –; questo è l’itinerario fondamentale della iniziazione alla pienezza della vita cristiana. 
27/09/2006 L’Itinerario della Iniziazione Cristiana (20060927)  Tento come riesco di collocare il cammino pastorale di quest’anno dentro l’itinerario che stiamo percorrendo da un po’ di tempo, cioè quello della Iniziazione Cristiana nel suo complesso. Evidentemente c’è una dimensione fondamentale di Iniziazione Cristiana che è quella sacramentale – Battesimo, Cresima, Eucaristia –; questo è l’itinerario fondamentale della iniziazione alla pienezza della vita cristiana. 
27/09/2006 L’Itinerario della Iniziazione Cristiana (20060927)  Tento come riesco di collocare il cammino pastorale di quest’anno dentro l’itinerario che stiamo percorrendo da un po’ di tempo, cioè quello della Iniziazione Cristiana nel suo complesso. Evidentemente c’è una dimensione fondamentale di Iniziazione Cristiana che è quella sacramentale – Battesimo, Cresima, Eucaristia –; questo è l’itinerario fondamentale della iniziazione alla pienezza della vita cristiana. 
27/09/2006 L’Itinerario della Iniziazione Cristiana (20060927)  Tento come riesco di collocare il cammino pastorale di quest’anno dentro l’itinerario che stiamo percorrendo da un po’ di tempo, cioè quello della Iniziazione Cristiana nel suo complesso. Evidentemente c’è una dimensione fondamentale di Iniziazione Cristiana che è quella sacramentale – Battesimo, Cresima, Eucaristia –; questo è l’itinerario fondamentale della iniziazione alla pienezza della vita cristiana. 
26/04/2007 La regola di vita del prete (200704261)  Parto da una pagina di Fromm nel suo libro “Arte di Amare”, quando arriva alla conclusione per indicare la pratica dell’“Arte di amare”, dove dice che sono necessarie alcune scelte di fondo, e ne fa l’elenco… 
26/04/2007 L’Aggiornamento del Clero (200704262)  A questo discorso sulla “Regola di vita” aggiungo due parole sull’“Aggiornamento”. Abbiamo un documento che il Consiglio Presbiterale ha prodotto e produce sulla formazione permanente del clero che credo sia prezioso e possa diventare una specie di “legge quadro” nel cammino della formazione permanente del clero. 
26/04/2007 L’Aggiornamento del Clero (200704262)  A questo discorso sulla “Regola di vita” aggiungo due parole sull’“Aggiornamento”. Abbiamo un documento che il Consiglio Presbiterale ha prodotto e produce sulla formazione permanente del clero che credo sia prezioso e possa diventare una specie di “legge quadro” nel cammino della formazione permanente del clero. 
26/04/2007 L’Aggiornamento del Clero (200704262)  A questo discorso sulla “Regola di vita” aggiungo due parole sull’“Aggiornamento”. Abbiamo un documento che il Consiglio Presbiterale ha prodotto e produce sulla formazione permanente del clero che credo sia prezioso e possa diventare una specie di “legge quadro” nel cammino della formazione permanente del clero. 
26/04/2007 L’Aggiornamento del Clero (200704262)  A questo discorso sulla “Regola di vita” aggiungo due parole sull’“Aggiornamento”. Abbiamo un documento che il Consiglio Presbiterale ha prodotto e produce sulla formazione permanente del clero che credo sia prezioso e possa diventare una specie di “legge quadro” nel cammino della formazione permanente del clero. 
01/01/1996 Consulta diocesana delle aggregazioni laicali (19960130)  Desidero firmare quello che ha detto adesso don Carlo Tarli, per tutte le parole che ha rivolto a noi come segno e significato della nostra Eucarestia di questa sera: ha parlato del mistero della sintesi di comunione ed è proprio il mistero dell’unità che vorrei esercitare con il massimo di fedeltà. Vorrei appartenere a ciascuna delle vostre comunità e movimenti, ed essere sempre lo stesso Vescovo che crede nella Parola del Signore e cerca di obbedirla con tutto se stesso. Vorrei che nella varietà dei carismi, dei doni, dei ministeri, delle esperienze e dei cammini che il Signore suscita nella Chiesa di Piacenza-Bobbio, ci sia questa unità profonda di guardare insieme verso il Signore, e il sapere che il Signore è l’essenziale e tutto il resto, che fa parte della nostra esperienza di vita, è in funzione della lode e santificazione del suo nome. 
01/01/2001 Assemblea delle aggregazioni laicali (20010408)  La prima cosa che volevo dire è la gioia perché ci siete così tanti, avete parlato esprimendo il cammino che lo Spirito fa fare a ciascuno di voi e a ciascuno dei vostri gruppi, associazioni, movimenti, cammini e esperienze di fede. 
01/01/2001 Costruiamo insieme la comunione (20011014)  La comunione è una ricchezza proprio perché ci viene gratuitamente dal Signore: siccome Dio stesso è comunione, il dono della comunione è l’autocomunicazione di Dio; è Dio che dona se stesso e offre all’uomo la ricchezza di vita del suo stesso Spirito, perché l’umanità possa esprimere e crescere in questa comunione. 
20/12/2006 Consulta Diocesana per le Aggregazioni laicali (20061220)  Inoltre ricordava Tettamanzi al Convegno di Verona che il comandamento dell’amore del prossimo, “Ama il prossimo tuo come te stesso”, può essere declinato, anzi secondo lui deve essere declinato, anche a livello di Associazioni e Movimenti, per cui vorrebbe dire: “Ama la aggregazione degli altri come la tua”. 
01/09/1997 Una comunità in festa per i 50 anni di sacerdozio del suo prete (199709012)  Luciano Monari, Una comunità in festa per i 50 anni di sacerdozio del suo prete (199709012) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 01 settembre 1997 Id: Monari:199709012 Voglio ricordare la festa del mio giubileo sacerdotale celebrato il 25 maggio u.s., non tanto perché il Bollettino parrocchiale è “la memoria storica” dei principali avvenimenti della vita della parrocchia, ma soprattutto per sottolineare che la giornata è stata una grande festa di famiglia vissuta con gesti semplici sì ma con tanto affetto da parte dei sacerdoti e dei parrocchiani che, soprattutto durante la Celebrazione eucaristica, hanno voluto dire il loro grazie al Signore per i 50 anni di sacerdozio del loro prete che ne ha messo 25 a servizio del Regno di Dio in questa parrocchia. 
24/05/2003 Benedizione e scopertura del monumento: al Beato S. Padre Pio da Pietralcina (200305241)  Luciano Monari, Benedizione e scopertura del monumento: al Beato S. Padre Pio da Pietralcina (200305241) Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 24 maggio 2003 Id: Monari:200305241 C’è un mistero in ogni opera d’arte fatta bene. Diceva all’inizio don Riccardo che questo monumento a Padre Pio deve e vuole essere un inno alla fede, e vuole innalzare l’attenzione e l’animo di tutti coloro che lo guardano verso il Signore. 
04/07/2003 Il nuovo organo Giani (Monari 200307041)  Luciano Monari, Il nuovo organo Giani (Monari 200307041) Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 04 luglio 2003 Id: Monari:200307041 Con la conclusione dell’opera di restauro delle canne ottocentesche dell’organo Lingiardi ed il loro inserimento nel nuovo organo, si può affermare che è stato riportato al suo splendore originario uno degli strumenti più preziosi e significativi presenti nelle nostre chiese di Piacenza. 
01/01/2004 Inaugurazione ufficiale del Polittico restaurato (20040527)  Cielo e terra, Dio e l’uomo, il Creatore onnipotente e la debole creatura. Il grande polittico della cattedrale sembra volere unire in una sintesi armonica quello che, di per sé, apparirebbe infinitamente distante. 
01/01/2004 Via Crucis di Francesco Martani (20040821)  Nel resoconto della vita di Gesù che ci è offerto dai Vangeli, il racconto della Passione ha un posto speciale. Tanto che uno studioso famoso, parlando del vangelo secondo Marco, lo indicava come “racconto della passione di Gesù con una lunga introduzione”. 
13/11/2004 La scultrice Ada Tassi completa il nostro altare (20041113)  Bisogna che dica una parola anch’io volentieri, per ringraziare quelli che hanno lavorato per quest’opera, a cominciare evidentemente dalla Scultrice, ma poi don Giancarlo Conte e tutta la parrocchia. 
15/08/2006 Gli ovali lignei raffiguranti i misteri del Rosario (200608151)  Luciano Monari, Gli ovali lignei raffiguranti i misteri del Rosario (200608151) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 15 agosto 2006 Id: Monari:200608151 La preghiera cristiana è risposta all’azione di Dio. E l’azione di Dio si compie in avvenimenti concreti della storia: la liberazione di Israele dall’Egitto, l’alleanza di Mosè… la vita di Gesù, la sua morte e risurrezione. Per questo le immagini hanno un valore immenso per la nostra religione. 
30/09/2006 L’anima del Novecento (200609301)  Luciano Monari, L’anima del Novecento (200609301) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 30 settembre 2006 Id: Monari:200609301 Si giustifica, così, il tentativo – forse ardito – che la nostra Diocesi vuole compiere: mettersi in ascolto dell’umanità che si esprime in questi artisti con le loro ricerche stilistiche e tecniche, con le loro domande, le loro questioni aperte, le loro poetiche, le loro affermazioni a volte ostentatamente perentorie – tutto raccolto nelle loro opere. 
30/09/2006 L’anima del Novecento (200609301)  Luciano Monari, L’anima del Novecento (200609301) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 30 settembre 2006 Id: Monari:200609301 Si giustifica, così, il tentativo – forse ardito – che la nostra Diocesi vuole compiere: mettersi in ascolto dell’umanità che si esprime in questi artisti con le loro ricerche stilistiche e tecniche, con le loro domande, le loro questioni aperte, le loro poetiche, le loro affermazioni a volte ostentatamente perentorie – tutto raccolto nelle loro opere. 
30/09/2006 L’anima del Novecento (200609301)  Luciano Monari, L’anima del Novecento (200609301) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 30 settembre 2006 Id: Monari:200609301 Si giustifica, così, il tentativo – forse ardito – che la nostra Diocesi vuole compiere: mettersi in ascolto dell’umanità che si esprime in questi artisti con le loro ricerche stilistiche e tecniche, con le loro domande, le loro questioni aperte, le loro poetiche, le loro affermazioni a volte ostentatamente perentorie – tutto raccolto nelle loro opere. 
30/09/2006 L’anima del Novecento (200609301)  Luciano Monari, L’anima del Novecento (200609301) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 30 settembre 2006 Id: Monari:200609301 Si giustifica, così, il tentativo – forse ardito – che la nostra Diocesi vuole compiere: mettersi in ascolto dell’umanità che si esprime in questi artisti con le loro ricerche stilistiche e tecniche, con le loro domande, le loro questioni aperte, le loro poetiche, le loro affermazioni a volte ostentatamente perentorie – tutto raccolto nelle loro opere. 
14/06/2010 Ogni uomo è chiamato (20100614)  Ogni uomo è chiamato a essere l’artista della sua vita. Così c’insegnava un nostro professore di dogmatica. L’esistenza dell’uomo è fatta di materiali concreti, visibili: il corpo, le azioni, i rapporti sociali. Tocca all’uomo immettere in questa realtà materiale un’anima, un pensiero, un progetto: proprio quello che normalmente fa un artista. 
01/01/1996 Ancora su Dio (19960527)  Nella lettera ai Romani san Paolo parla di Dio qualificandolo come «colui che giustifica» (Rm 4, 5). Vuol dire: Dio è colui che, con il suo amore e il suo perdono, rende giusto l’uomo, il peccatore. È famosa la controversia che divise cattolici e protestanti al tempo della riforma: è sufficiente la fede per giustificare il credente (come dicevano i protestanti) o sono necessarie le opere (come volevano i cattolici)? Non voglio entrare ora in questa discussione squisitamente teologica. M’interessa invece cercare di capire quale grande problema stia dietro alla semplicissima frase: «Dio è colui che giustifica». 
01/01/1996 Ascoltare il sangue (19960610)  Il 23 maggio u.s. scorso il Ministero degli Esteri francese ha reso noto il comunicato n. 44 del GIA (Gruppo Islamico Armato) trasmesso in precedenza da una radio del Marocco. Il comunicato ricordava il fallimento delle trattative aperte col governo francese e concludeva così: “Fedeli al nostro impegno, abbiamo tagliato la gola ai sette monaci… Lode a Dio… Ciò è stato eseguito questa mattina (cioè il 21 maggio)”. Terminava così tragicamente un dramma iniziato due mesi prima, col sequestro di sette monaci trappisti dei monastero dì Tibhirine, vicino a Mèdèa, in Algeria. Ma chi erano questi monaci? e perché sono stati uccisi? 
01/01/1996 Beati coloro che pur non avendo visto crederanno (19960414)  «Pace a voi!» (Gv 20, 19). È il primo messaggio che il Risorto dà ai suoi discepoli. Anche a noi egli offre il segno dei chiodi, il suo corpo spezzato e il suo sangue versato, e ci esorta ad accogliere con fede la sua parola: «Beati quelli che pur non avendo visto crederanno» (Gv 20, 29). È questa beatitudine, fonte di pace, che invochiamo dal Risorto. 
01/01/1996 Desidero incontrarvi uno per uno (199601011)  Luciano Monari, Desidero incontrarvi uno per uno (199601011) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 01 gennaio 1996 Id: Monari:199601011 Mons. Monari ha inviato nei giorni scorsi una lettera ai presbiteri della Chiesa di Piacenza-Bobbio. Il capo della diocesi, dopo quattro mesi dall’inizio del suo ministero di vescovo, traccia una del suo lavoro e programma quanto si propone di realizzare nei prossimi mesi con l’aiuto dei sacerdoti. 
01/01/1996 Gli auguri di Natale del nostro Vescovo (19961225)  Articolo apparso sul notiziario parrocchiale “Voce amica” della Parrocchia di Settima del Natale 1996. Riportiamo alcuni brani degli auguri del nostro Vescovo Mons. Luciano Monari che ha indirizzato alla Comunità Diocesana di Piacenza Bobbio. 
01/01/1996 La colletta per la Terra Santa (19960323)  Carissimi, la Congregazione per le Chiese Orientali, mi ha inviato una lettera in cui vengo invitato a sostenere l’iniziativa della “Colletta per Gerusalemme”, che tradizionalmente si compie, nella maggior parte delle Chiese, il Venerdì Santo. 
01/01/1996 Le risposte di Cristo di fronte alla tentazione (19960225)  Anche quest’anno, con il tempo della Quaresima, la Chiesa ci incita a ritornare a Dio con “tutto il cuore”, prendendo coscienza della grazia del Battesimo attraverso un cammino di ascolto, di preghiera, di penitenza e di carità. 
01/01/1996 Lezioni di volo (19960422)  La prima inquietante domanda, riguarda i genitori. Che cosa può averli spinti a permettere a Jessica un’esperienza così inadatta a lei, alla sua età? Il giorno dopo la tragedia la madre di Jessica ha dichiarato: «Glielo lascerei rifare subito. Voi non avete idea di che cosa quest’esperienza significasse per Jessica». 
01/01/1996 Parliamo di mine… (19960520)  Gl’Inglesi le chiamano land mines, mine terrestri, ma in italiano usiamo un’espressione molto più eloquente: mine antiuomo. A Ginevra, dal 22 aprile al 3 maggio si è tenuta una Conferenza internazionale con l’intento di prendere in considerazione questo tipo di armi e di bandirne totalmente la produzione, il commercio, l’uso. 
01/01/1996 Per due mostrine in meno… (19960603)  Giovedì 16 maggio u.s. Mike Boorda, 56 anni, si è suicidato con un colpo di pistola al petto. Il fatto ha impressionato l’opinione pubblica americana perché Boorda era al vertice della marina dal marzo 1994. Veniva dalla gavetta, come si dice; aveva incominciato a 17 anni arruolandosi come volontario e aveva salito uno dopo l’altro tutti i gradini della carriera militare. Per questo motivo e per il suo carattere cordiale godeva l’ammirazione e l’affetto di molti. 
01/01/1996 Portiamo insieme la responsabilità della Pastorale (19960224)  Saluto con soddisfazione grande la pubblicazione di un giornale per tutti catechisti della diocesi. Non c’è bisogno che ridica la mia stima e la riconoscenza per voi catechisti: costituite una delle espressioni più belle e promettenti della pastorale diocesana. 
01/01/1996 Resta con noi perché si fa sera (19960421)  Quante volte camminiamo sulle strade di questa vita avviliti e delusi, come i due discepoli di Emmaus. Ed ecco che anche per noi Gesù si accosta con la sua parola e il pane spezzato perché i nostri occhi si aprano alla fede e possiamo ritrovare la gioia di camminare con il cuore che arde di luminosa speranza. 
01/01/1996 Se mi amate, osservate i Comandamenti (19960512)  La Pasqua, piena obbedienza di Gesù alla volontà del Padre, pone il Signore in una condizione di perenne intercessione a favore dei suoi discepoli, – e questa intercessione si concretizza nella richiesta e nel dono del Paraclito (Difensore – Consolatore) che viene definito «Spirito di verità». Ma poiché la verità (cioè la rivelazione dell’amore del Padre per noi) è Gesù stesso, lo Spirito Santo appare come colui che introduce nella piena conoscenza di Cristo e lo fa amare e servire. 
01/01/1996 Tu, con la T maiuscola (19960513)  Capita a volte che domande apparentemente semplici si rivelino poi le più difficili. Come per quella domanda che mi è stata fatta da alcuni giovani: “Chi è Dio per te?”. Dovrebbe essere un interrogativo semplice per una persona religiosa: se un vescovo non ha chiaro chi sia Dio, che vescovo è? Ma il problema nasce dalle due ultime parole: “per te”. 
01/01/1996 Una parabola strana (19960617)  Obiezione di un ragazzo di vent’anni: “Non è logico. Mi sono innamorato e sono davvero felice. Ho imparato ad amare, sono cresciuto nel dialogo, nell’affetto, nella fedeltà agli impegni. È un’esperienza esaltante di cui non posso che essere grato alla vita. Eppure è un’esperienza destinata a finire. Perché? Non è logico. E se non è logico, faccio fatica a riconoscere la presenza di Dio nel mio amore; lui non potrebbe fare un mondo assurdo”. 
01/01/1996 Vedere Gesù Cristo nei nostri fratelli (19961124)  Il senso della storia del mondo e della vita dell’uomo si decide nel rapporto con Gesù Cristo; e il rapporto con Gesù Cristo si decide nel rapporto coi fratelli. Questi sono i due messaggi essenziali del grande affresco del giudizio che chiude la sezione escatologica del vangelo di Matteo. 
01/01/1996 Vergini per paura, per reazione o per amore? (19960429)  “Perché, dopo che la liberazione sessuale aveva affrancato da antichi retaggi, si assiste a questo recupero del valore della verginità? È l’esito di una maggiore maturità o l’indice di nuove paure? Ed è un aiuto o un ostacolo a vivere meglio il rapporto con i propri partner?”. Così il supplemento a uno dei maggiori quotidiani italiani inizia la sua inchiesta su un fatto inatteso: la riscoperta della verginità come valore da parte dei giovani. Il tema sembra interessante, ma lo svolgimento si dimostra piuttosto sorprendente. La conclusione è questa: la verginità praticata oggi, nella nostra società, ha essenzialmente due volti: il timore dell’Aids e l’opposizione generazionale. 
01/06/1996 Conosciamo la Bibbia! (199606011)  Luciano Monari, Conosciamo la Bibbia! (199606011) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 01 giugno 1996 Id: Monari:199606011 Una delle carenze più vistose e frequenti fra i cattolici è la scarsa conoscenza dei testi biblici, tant’è che basta qualche argomentazione di un modesto testimone di Geova per mettere in crisi e disorientare tanti fedeli. Per dare il nostro modesto contributo al fine di colmare tale lacuna, proponiamo da questo numero alcuni commenti a testi della Sacra Scrittura, scritti dal nostro vescovo, mons. Luciano Monari, noto biblista. 
24/06/1996 Quel comune senso del pudore (199606242)  Luciano Monari, Quel comune senso del pudore (199606242). La riflessione del Vescovo Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 24 giugno 1996 Id: Monari:199606242 Poche cose sembrano variare nel tempo o nelle diverse civiltà come il senso del pudore. Il mio professore di filosofia al liceo lo prendeva come dimostrazione che non esistono leggi universali ed eterne. “Vedete – diceva – come sono mutati nel tempo gli usi e i costumi. Quello che qualche anno fa sarebbe apparso scandaloso viene ora accettato tranquillamente (era il periodo in cui andavano di moda le gonne a sacco!). E come si potrebbe immaginare una regola per il pudore che vada bene tanto per l’Occidentale come per chi vive nel cuore dell’Africa nera?”. Dunque – questa era la conclusione – il pudore è solo un’invenzione culturale che può mutare secondo i tempi e i luoghi e le cui forme non possono essere considerate assolute. 
01/01/1997 Un orizzonte che abbraccia il mondo (19970115)  I Vescovi della Regione e il XXIII Congresso Eucaristico Nazionale 
01/01/1997 Vi invito a prepararvi al nostro incontro con la preghiera e la riflessione (199706012)  Luciano Monari, Vi invito a prepararvi al nostro incontro con la preghiera e la riflessione (199706012) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 01 giugno 1997 Id: Monari:199706012 Lettera Pastorale “Vi invito a prepararvi al nostro incontro con la preghiera e la riflessione” 
31/05/1997 A Pianazze corso di esercizi spirituali per sacerdoti predicato dal vescovo (199705311)  Luciano Monari, A Pianazze corso di esercizi spirituali per sacerdoti predicato dal vescovo (199705311) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 31 maggio 1997 Id: Monari:199705311 A questi esercizi attribuisco una grande importanza, perché il presbiterio diocesano è un’unità in cui l’azione di ogni prete deve saldarsi con l’azione degli altri. Tutto diventa possibile se insieme riusciamo a cogliere lo scopo del nostro lavoro di servizio, in modo che l’attività di ciascuno venga inserita dentro a questo progetto comune, di cui in qualche modo è garante il Vescovo. Il cammino che dobbiamo fare insieme lo dobbiamo fare in religioso ascolto della Parola di Dio e quindi nell’ascolto di tutti. 
15/06/1997 In missione per essere testimoni (199706151)  Luciano Monari, In missione per essere testimoni (199706151) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 15 giugno 1997 Id: Monari:199706151 Siamo tutti convinti che la Chiesa deve mettersi in stato di missione; che la missione non è una delle tante scelte pastorali possibili, ma è la consegna primaria, alla quale la Chiesa non può mai sottrarsi, per nessun motivo. Ebbene, oggi ci si offre un’opportunità grande che non possiamo perdere. La nostra terra vive di una tradizione cristiana antica, che ha lasciato segni profondi nel modo di pensare e di agire della gente e questa tradizione può essere un buon punto di partenza per il passaggio a una fede più personale e consapevole. 
14/12/1997 Un’unica possibilità: andare avanti (199712141)  Luciano Monari, Un’unica possibilità: andare avanti (199712141) Data Copyright: 14 dicembre 1997 Data pubblicazione: 14 dicembre 1997 Id: Monari:199712141 Tenterò quindi di fare una piccola riflessione su che cosa vuol dire, da un punto di vista del Vangelo, la carità, l’amore fraterno: è l’atteggiamento di solidarietà e di condivisione nei confronti di chi si trova in una condizione peggiore. Parto con quel brano del Vangelo, che tutti voi conoscete, il cap. 10, 25-37 di San Luca: 
14/12/1997 Un’unica possibilità: andare avanti (199712141)  Luciano Monari, Un’unica possibilità: andare avanti (199712141) Data Copyright: 14 dicembre 1997 Data pubblicazione: 14 dicembre 1997 Id: Monari:199712141 Tenterò quindi di fare una piccola riflessione su che cosa vuol dire, da un punto di vista del Vangelo, la carità, l’amore fraterno: è l’atteggiamento di solidarietà e di condivisione nei confronti di chi si trova in una condizione peggiore. Parto con quel brano del Vangelo, che tutti voi conoscete, il cap. 10, 25-37 di San Luca: 
14/12/1997 Un’unica possibilità: andare avanti (199712141)  Luciano Monari, Un’unica possibilità: andare avanti (199712141) Data Copyright: 14 dicembre 1997 Data pubblicazione: 14 dicembre 1997 Id: Monari:199712141 Tenterò quindi di fare una piccola riflessione su che cosa vuol dire, da un punto di vista del Vangelo, la carità, l’amore fraterno: è l’atteggiamento di solidarietà e di condivisione nei confronti di chi si trova in una condizione peggiore. Parto con quel brano del Vangelo, che tutti voi conoscete, il cap. 10, 25-37 di San Luca: 
14/12/1997 Un’unica possibilità: andare avanti (199712141)  Luciano Monari, Un’unica possibilità: andare avanti (199712141) Data Copyright: 14 dicembre 1997 Data pubblicazione: 14 dicembre 1997 Id: Monari:199712141 Tenterò quindi di fare una piccola riflessione su che cosa vuol dire, da un punto di vista del Vangelo, la carità, l’amore fraterno: è l’atteggiamento di solidarietà e di condivisione nei confronti di chi si trova in una condizione peggiore. Parto con quel brano del Vangelo, che tutti voi conoscete, il cap. 10, 25-37 di San Luca: 
01/01/1998 Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete! (19980906)  I discepoli hanno visto Gesù pregare e gli chiedono che insegni anche a loro. Certo, sanno già pregare; la preghiera è pane essenziale del corredo di educazione di ogni ebreo. E tuttavia c’è qualcosa che solo Gesù può insegnare, un modo nuovo di rivolgersi a Dio, una nuova esperienza di preghiera: «Insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli». 
01/01/1998 Dobbiamo convertirci (19980204)  Pubblicheremo a “puntate” le preziose ed importanti risposte date dal Vescovo Monari agli interventi dei membri del Consiglio Pastorale e degli Operatori di Pastorale durante l’incontro del febbraio scorso riguardanti alcuni problemi più urgenti per la vita del cristiano e di una comunità parrocchiale. 
01/01/1998 È morto il Cardinale Casaroli (19980609)  L’illustre porporato concittadino è morto a Roma nella notte tra lunedì 8 e martedì 9. Il porporato, uno dei cinque cardinali piacentini attualmente viventi, nativo di Castelsangiovanni è deceduto nella Capitale. 
01/01/1998 La Pellegrina (19980606)  La casa accoglienza per malati di AIDS “Don Venturini ha compiuto cinque anni” Significative parole nella lettera inviata dal vescovo mons. Monari per la circostanza celebrativa – Un solenne rito religioso è stato celebrato dal vicario generale mons. Lanfranchi con folta partecipazione di pubblico. 
01/01/1998 Preti, laici e parrocchia (199802041)  Continuiamo a proporre ai parrocchiani le forti riflessioni del nostro Vescovo fatte durante la Visita Parrocchiale su temi particolarmente attuali per la vita della Chiesa e per la nostra Comunità parrocchiale. 
01/11/1998 La parrocchia in ascolto (1998110121)  Luciano Monari, La parrocchia in ascolto (1998110121) Data Copyright: 01 novembre 1998 Data pubblicazione: 01 novembre 1998 Id: Monari:1998110121 Il cristianesimo non è una dottrina che cerca di rispondere al bisogno religioso dell’uomo. Il cristianesimo pretende di essere l’irruzione di Dio nella storia; pretende di essere la rivelazione dell’amore di Dio per noi. La Bibbia non è il cammino dell’uomo che sale le pendici dell’Olimpo per arrivare là dove abitano degli dei e finalmente percepire qualche cosa della bellezza di Dio. Per niente! La Bibbia è Dio che è venuto in cerca dell’uomo. La direzione è opposta. 
01/01/1999 Articolo-intervista al vescovo mons. Luciano Monari (19990207)  Articolo-intervista al vescovo mons. Luciano Monari di Pietro Boglioli apparso sul quotidiano di Piacenza “Libertà” del giorno 7 febbraio 1999. Titolo dell’articolo: “Società cinica, non facciamoci travolgere” 
01/01/1999 Convegno degli operatori di pastorale familiare (19991009)  La pastorale prematrimoniale in ogni sua articolazione, costituisce uno dei capitoli più urgenti, importanti e delicati di tutta la pastorale familiare. Tale pastorale si trova di fronte ad una svolta storica. Essa è chiamata ad un confronto chiaro e puntuale con la realtà e ad una scelta: o rinnovarsi profondamente o rendersi sempre più ininfluente e marginale. 
01/01/1999 Missione e Giubileo (19990201)  Il segno più caratteristico che accompagna tradizionalmente la celebrazione dei Giubilei è il pellegrinaggio: ci si reca a Roma per visitare le tombe degli Apostoli o ci si reca in altri luoghi santi designati a questo scopo per ricevere il dono della remissione dei peccati, attraverso la celebrazione del Sacramento della penitenza, la partecipazione all’Eucaristia, l’esercizio di pratiche diverse di pietà. 
01/01/2000 Buon Natale: ma ce lo meritiamo? (20001224)  Ho ricevuto una lettera interessante. Ricorda anzitutto lo stupore e la gioia perché nel Natale Dio si è fatto vicino a noi, ci ha trattati da figli donandoci, con un amore quasi incredibile, il suo stesso Figlio. Poi aggiunge: “Mi viene spontaneo chiedermi: ma questa umanità lo merita?”. Questa umanità è quella delle violenze gratuite, degli egoismi contrapposti, del rifiuto dell’altro: può meritarsi il dono del Natale? 
01/01/2000 Il caso: “Occuparsi del prossimo” (20001229)  È necessario amare per vivere, quindi. Ma chi devo amare? Vista l’impossibilità di amare tutti, chi è l’altro che mi riguarda? Domanda antica e sempre nuova, di fronte alla quale non è possibile fuggire: il rifugio dell’indifferenza è dell’egoismo ne sarebbero l’alternativa. Una parabola, narrata da Gesù ad uno scriba ci può aiutare ad accogliere una proposta che può diventare una risposta. 
01/01/2000 Peccato originale: chi ci crede ancora? (20000915)  Peccato originale; chi ci crede ancora? 
21/01/2000 Vi invito ad abbonarvi al Nuovo Giornale (200001211)  Luciano Monari, Vi invito ad abbonarvi al Nuovo Giornale (200001211) Data Copyright: 2000 Data pubblicazione: 21 gennaio 2000 Id: Monari:200001211 Come già avete avuto modo di vedere, con l’anno nuovo il nostro settimanale diocesano ha cambiato direttore e veste tipografica; si propone inoltre di rinnovarsi anche nei contenuti e nell’attenzione a tutte le realtà, per essere sempre più strumento di conoscenza e formazione. 
21/04/2000 Vi racconto chi è quel Dio appeso ad una croce (200004211)  Luciano Monari, Vi racconto chi è quel Dio appeso ad una croce (200004211) Data Copyright: 2000 Data pubblicazione: 21 aprile 2000 Id: Monari:200004211 Fa impressione ascoltare la professione di fede che il vangelo di Marco pone sulla bocca del centurione romano dopo la morte di Gesù: «Veramente quest’uomo era figlio di Dio» (Mc 15,39). Sono parole decisive per il Vangelo, ma nello stesso tempo parole che hanno un suono paradossale: Figlio di Dio, un crocifisso! Mettetevi nei panni di un Romano che considerava la crocifissione come il supplizio degno di uno schiavo; dunque: Figlio di Dio, uno schiavo! 
01/01/2001 Dialogo con Ettore Gotti Tedeschi sulla Bibbia (20011128)  Dialogo con Ettore Gotti Tedeschi sulla Bibbia e la sua traduzione, sulla presunzione dei laici e le responsabilità dei credenti. 
01/01/2001 Giornata Nazionale delle Migrazioni (20011116)  La Giornata delle Migrazioni di quest’anno è segnata dal messaggio carico di speranza e di incoraggiamento del Santo Padre, ma anche dai fatti di New York, che gettano una luce problematica sui rapporti tra le persone, e che facilmente sottopone all’accusa di “buonismo” coloro che pensano possibile l’incontro tra culture e religioni diverse. 
01/01/2001 Il Vescovo agli studenti: “Siate luce del mondo” (20010924)  La chiesa cittadina di San Francesco era gremita, questa mattina, di studenti delle scuole superiori che hanno preso parte alla celebrazione eucaristica che il vescovo monsignor Luciano Monari, assistito da insegnanti di religione, ha presieduto per loro. È ormai un appuntamento importante di ogni inizio anno scolastico entrato nella tradizione e che, di volta in volta, appare sempre più sentito dai giovani. 
01/01/2002 Celebrazione Eucaristica (20021109)  Novembre. L’aria è pura, fredda, penetrante. I boschi si espongono ai raggi inclinati del sole. Alberi e cespugli, già ammassi informi di verde, hanno ora profilo e personalità. Il tempo ha fretta e par che le stagioni siano solo improvvisi spazi di ore, ce lo ricorda quel senso di caducità che sospira dietro ogni albero, dietro ogni cespuglio. 
01/01/2002 Fatti per pensare (20021220)  Nessun uomo sceglie di nascere. Al massimo può rifiutare la vita, è Dio che l’ha chiamato ad esistere. Gesù è l’uomo che ha accettato del tutto, senza riserve, la vita così come Dio Padre gliel’ha donata. L’ha accolta nella gioia e nella sofferenza. Sempre con fiducia e abbandono. 
01/01/2002 La bellezza come espressione visibile del bene (20020529)  Giovanni Paolo II nella Lettera rivolta a tutti gli artisti (1999), facendo eco alla celebre affermazione “la potenza del bene si è rifugiata nella natura del bello” (Platone), ha dichiarato che la “bellezza è in un certo senso l’espressione visibile del bene, come il bene è la condizione metafisica della bellezza”. 
01/01/2002 La parola di Dio al centro della vita della comunità (20020322)  Non c’è dubbio che la comunione ecclesiale ha nell’ascolto della parola di Dio la sua origine e la sua norma. Ripensate all’assemblea del popolo di Israele ai piedi del Sinai. Gli israeliti che erano usciti dall’Egitto erano gente che non aveva una memoria storia, il senso della propria identità, una legge che regolasse la sua esistenza. Al monte Sinai Dio parla… 
01/01/2002 Nessuno è escluso dal Natale (20021224)  Il problema vero è riuscire a fare il Natale che sia davvero Natale. E perché questo avvenga i doni, l’albero, le luci, il pranzo in famiglia possono certamente servire, ma non bastano. Bisogna entrare dentro a quello che il Natale significa per noi e forse lo si può riassumere in una frase famosa dei primi tempi della Chiesa. 
01/01/2002 Per costruire la pace eliminare gli squilibri (20021011)  Ai troppi scenari di guerra che imbruttiscono il mondo c’è il rischio se ne aggiunga nel prossimo futuro uno nuovo: quello dell’Iraq. L’amarezza è grande. Ogni opzione di guerra, infatti, è una sconfitta grave dell’umanità, un segno negativo che ci rende più difficile credere nell’uomo e sperare in un futuro di pace. 
01/01/2002 Quella polvere che a Pasqua diventa eterna (20020331)  È facile “sentire” il Natale. La nascita di un bambino, per di più in contesto di povertà, suscita sempre commozione e tenerezza. È più difficile “sentire” la Pasqua perché qui siamo di fronte a qualche cosa di difficilmente immaginabile. 
01/01/2002 Recuperare il senso del sacro (20020912)  Nel ricordo dell’11 settembre l’immagine più preziosa che vogliamo custodire nel cuore con immensa riconoscenza è quella dei Vigili del Fuoco di New York che, senza esitare, si sono gettati netta loro azione di servizio pur sapendo che, con ogni probabilità, molti di loro avrebbero perduto la vita. 
01/07/2002 Il malato non deve restare solo (200207011)  Luciano Monari, Il malato non deve restare solo (200207011). La consolazione è una guarigione Data Copyright: 2002 Data pubblicazione: 01 luglio 2002 Id: Monari:200207011 È attraverso la presenza accanto a noi di altre persone – alle quali possiamo dire quello che siamo, sappiamo e desideriamo – che nasce dentro al nostro cuore la consolazione che è una forma di guarigione… 
01/01/2003 Assemblea generale del Vescovi italiani (20031121)   
01/01/2003 Dare ai piacentini il senso dell’identità (20030127)  Capita a volte, salendo in macchina verso te prime colline piacentine di voltarsi indietro e fermarsi un attimo a contemplare da lontano la città. E viene spontaneo, allora, immaginare il complesso di gioie e di sofferenze, di speranze e di delusioni che sono racchiuse in quel cerchio di case, di piazze, di cortili. 
01/01/2003 Dare ai piacentini il senso dell’identità (20030127)  Capita a volte, salendo in macchina verso te prime colline piacentine di voltarsi indietro e fermarsi un attimo a contemplare da lontano la città. E viene spontaneo, allora, immaginare il complesso di gioie e di sofferenze, di speranze e di delusioni che sono racchiuse in quel cerchio di case, di piazze, di cortili. 
01/01/2003 Dare ai piacentini il senso dell’identità (20030127)  Capita a volte, salendo in macchina verso te prime colline piacentine di voltarsi indietro e fermarsi un attimo a contemplare da lontano la città. E viene spontaneo, allora, immaginare il complesso di gioie e di sofferenze, di speranze e di delusioni che sono racchiuse in quel cerchio di case, di piazze, di cortili. 
01/01/2003 Dare ai piacentini il senso dell’identità (20030127)  Capita a volte, salendo in macchina verso te prime colline piacentine di voltarsi indietro e fermarsi un attimo a contemplare da lontano la città. E viene spontaneo, allora, immaginare il complesso di gioie e di sofferenze, di speranze e di delusioni che sono racchiuse in quel cerchio di case, di piazze, di cortili. 
01/01/2003 Famiglia e società (20030203)  Sulla Libertà del 27 dicembre scorso, in un “Intervento” è stata proposta una riflessione sul progettato “patto per la famiglia” o “per le famiglie”. La tesi era essenzialmente questa: ci troviamo di fronte a una trasformazione profonda della realtà sociale della famiglia. (1) Roberto Giannuli (Direzione federale del Partito dei Comunisti italiani); “Un patto per la famiglia o un patto per le famiglie?”. In riposta all’intervento su Libertà del 14 dicembre 2002 di Giuseppe Magistrali (Docente di Organizzazione dei Servizi sociali. Università di Ferrara) dal titolo “Un patto per sostenere le famiglie”. 
01/01/2003 Famiglie, perché non scegliere la scuola cattolica? (20030613)  Sono ben noti l’interesse e la preoccupazione dei vescovi per la Scuola cattolica. Il motivo non è difficile da comprendere. L’educazione è trasmissione di valori che sono stati elaborati attraverso la storia delle generazioni passate e che vengono consegnati ai giovani come un patrimonio consolidato che li aiuti a pensare e progettare in proprio il loro futuro. 
01/01/2003 Ha scommesso sempre sull’uomo (20031016)  Il Papa è malato. Ma quanto? La televisione ci manda le immagini del pellegrinaggio a Pompei, dell’Angelus, e i giornalisti scrivono: vuole tornare in Polonia? Farà altri viaggi? 
01/01/2003 Ha scommesso sempre sull’uomo (20031016)  Il Papa è malato. Ma quanto? La televisione ci manda le immagini del pellegrinaggio a Pompei, dell’Angelus, e i giornalisti scrivono: vuole tornare in Polonia? Farà altri viaggi? 
01/01/2003 Ha scommesso sempre sull’uomo (20031016)  Il Papa è malato. Ma quanto? La televisione ci manda le immagini del pellegrinaggio a Pompei, dell’Angelus, e i giornalisti scrivono: vuole tornare in Polonia? Farà altri viaggi? 
01/01/2003 Ha scommesso sempre sull’uomo (20031016)  Il Papa è malato. Ma quanto? La televisione ci manda le immagini del pellegrinaggio a Pompei, dell’Angelus, e i giornalisti scrivono: vuole tornare in Polonia? Farà altri viaggi? 
01/01/2003 La Famiglia soggetto della pastorale (20031205)  Il Sacramento del matrimonio costituisce il centro dell’azione formativa di questo anno pastorale. Dico alcune cose che mi sembrano particolarmente importanti. 
01/01/2003 Ma è davvero Natale? Sì se lo viviamo da “salvati” (20031224)  Che sia davvero Natale? Il calendario direbbe di sì: venticinque dicembre; non ci sono dubbi. Spiego allora il perché della domanda. 
01/01/2003 Maggio festa della mamma (20030401)  «Nato da donna» (Gb 14,1; 15,14; Gal 4,4); questa espressione nel vocabolario biblico indica la persona umana e ne dice la radicale e originaria dipendenza. Posso essere forte, sano, giovane, intelligente quanto voglio; posso sentirmi libero e padrone del mondo ma ho ricevuto in dono la vita da qualcun altro, da una donna; quella donna mi ha portato in seno per nove mesi, mentre crescevo e cercavo di prepararmi a vivere. 
01/01/2003 Nella Pasqua il mondo ha trovato la vita: è la via del donare (20030420)  Può servire il confronto con questo mito per cogliere tutta la novità del messaggio pasquale. La Pasqua dice, infatti, che Dio non ha creato l’uomo per la morte, ma per la vita. Che la morte appare una tragedia definitiva a motivo del peccato dell’uomo e cioè di quella scelta libera con la quale l’uomo preferisce la morte alla vita, il male al bene, la menzogna alla verità. 
01/01/2003 Quando le notizie hanno un’anima aprono al mondo (20030223)  Quando un fatto diventa notizia passa attraverso una trasformazione profonda: da avvenimento esterno al quale concorrono alcuni protagonisti diventa una parola che stabilisce un dialogo tra lo scrittore e i lettori. 
01/01/2003 Quando le notizie hanno un’anima aprono al mondo (20030223)  Quando un fatto diventa notizia passa attraverso una trasformazione profonda: da avvenimento esterno al quale concorrono alcuni protagonisti diventa una parola che stabilisce un dialogo tra lo scrittore e i lettori. 
01/01/2003 Quando le notizie hanno un’anima aprono al mondo (20030223)  Quando un fatto diventa notizia passa attraverso una trasformazione profonda: da avvenimento esterno al quale concorrono alcuni protagonisti diventa una parola che stabilisce un dialogo tra lo scrittore e i lettori. 
01/01/2003 Quando le notizie hanno un’anima aprono al mondo (20030223)  Quando un fatto diventa notizia passa attraverso una trasformazione profonda: da avvenimento esterno al quale concorrono alcuni protagonisti diventa una parola che stabilisce un dialogo tra lo scrittore e i lettori. 
01/01/2003 Quelle tragedie che hanno umiliato l’Europa (20030718)  Da un po’ di tempo sta diventando sempre più condivisa la convinzione che alla radice della cultura occidentale, accanto all’eredità della civiltà greco-latina, sta anche la grande eredità dell’ebraismo. 
01/01/2003 Quelle tragedie che hanno umiliato l’Europa (20030718)  Da un po’ di tempo sta diventando sempre più condivisa la convinzione che alla radice della cultura occidentale, accanto all’eredità della civiltà greco-latina, sta anche la grande eredità dell’ebraismo. 
01/01/2003 Quelle tragedie che hanno umiliato l’Europa (20030718)  Da un po’ di tempo sta diventando sempre più condivisa la convinzione che alla radice della cultura occidentale, accanto all’eredità della civiltà greco-latina, sta anche la grande eredità dell’ebraismo. 
01/01/2003 Quelle tragedie che hanno umiliato l’Europa (20030718)  Da un po’ di tempo sta diventando sempre più condivisa la convinzione che alla radice della cultura occidentale, accanto all’eredità della civiltà greco-latina, sta anche la grande eredità dell’ebraismo. 
14/03/2003 Come in uno specchio (200303141)  Luciano Monari, Come in uno specchio (200303141) Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 14 marzo 2003 Id: Monari:200303141 Preoccupazione centrale del Papa, nella sua Lettera sul Rosario, sembra essere quello di richiamare e motivare il “cuore cristologico” di questa preghiera. Basterebbe ricordare i tre capitoli in cui si articola la lettera: “Contemplare Cristo con Maria”, “Misteri di Cristo – Misteri della Madre” – “Per me vivere è Cristo”. (1) “Rosarium Virginis Mariae”. Lettera Apostolica del Sommo pontefice Giovanni Paolo II all’episcopato, al clero e ai fedeli sul Santo Rosario, del 16 ottobre 2002 per l’inizio del venticinquesimo di Pontificato. 
01/01/2004 Grazie per la fiducia che ci dona (20040914)  Il futuro è una dimensione essenziale dell’esistenza umana e il futuro diventa nostro solo attraverso la speranza, la progettazione, la perseveranza nell’impegno. Abbiamo bisogno di questo e la fiducia che lei ripetutamente manifesta ci fa bene, ci stimola ad assumere anche i rischi necessari per pensare e creare una città nuova, dei lavori nuovi, dei rapporti nuovi con le persone. 
01/01/2004 Il servizio che la scuola deve dare (20040920)  In un interessante intervento su “Libertà” Bruno Carrà affronta un problema quanto mai attuale e delicato: il servizio che la scuola deve dare per una corretta integrazione degli immigrati che li inserisca nel nostro contesto di vita e nello stesso tempo rispetti la loro identità culturale. 
01/01/2004 Non ricordate più le cose passate (20040310)  Quando il profeta diceva questa parole, si rivolgeva a delle persone che erano stanche della vita e vivevano ripensando semplicemente al passato, con una nostalgia grande nel cuore ed incapaci di affrontare il tempo, le difficoltà, gli ostacoli della vita che avevano di fronte. 
11/04/2004 La Resurrezione: il germoglio eterno della nuova vita (Monari 200404111)  Luciano Monari, La Resurrezione: il germoglio eterno della nuova vita (Monari 200404111) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 11 aprile 2004 Id: Monari:200404111 Mi sono chiesto: perché mai la Pasqua dovrebbe avere un significato così grande, come si dice: inizio di un mondo nuovo, speranza incorruttibile, vittoria del bene sul male…? In fondo, si potrebbe obiettare, la Pasqua dice solo che Gesù di Nazaret è risorto. 
22/01/2005 Crocifisso nei luoghi pubblici (20050122)  Qualche mese fa, quando scoppiò la polemica per il crocifisso in classe, una persona che stimo mi mandò una lettera esponendo il suo pensiero: si sentiva turbato perché un simbolo prezioso come il crocifisso, segno della fede e quindi di ciò che vi è di più intimo e prezioso nell’esistenza del credente, potesse essere “usato” come strumento ideologico, per propagandare una visione della vita. 
11/02/2005 Conferimento Cittadinanza onoraria a mons. Luciano Monari (20050211)  Il discorso di essere piacentino e di rimanere piacentino sempre, quale sia il cammino che il Signore mi farà fare, per me è una gioia grande per l’esperienza che ho vissuto in questi dodici anni, e soprattutto, come ho sempre detto, per i legami che il Signore mi ha donato di vivere in questi dodici anni. 
20/02/2005 Giornata di spiritualità per coppie di sposi e famiglie (200502201)  Luciano Monari, Giornata di spiritualità per coppie di sposi e famiglie (200502201) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 20 febbraio 2005 Id: Monari:200502201 Questo è il brano, che di per sé, come dicevo, riguarda la fornicazione. Corinto è una città di porto, anzi di porti ne aveva due, uno sull’Egeo e l’altro sullo Ionio; quindi una città di traffici commerciali, una città dal punto di vista morale con tutta una serie di problemi gravi, tra questi anche la fornicazione. 
01/03/2005 Ordinazione diaconale di Silvio Scattaglia (20050301)  Carissimi, «Dai loro frutti li riconoscerete» (Mt 7,20). Questa riflessione sorge spontanea quando dentro una comunità parrocchiale, matura una vocazione a servizio della Chiesa. È la manifestazione della sua vitalità, che rende efficace l’azione dello Spirito, sempre all’opera nel distribuire l’abbondanza dei suoi doni. 
01/07/2005 Sfida decisiva per Piacenza (20050701)  Siamo di fronte ad una trasformazione culturale – legata a quello che viene chiamato il post-moderno – nella quale la visione della comunità umana si frantuma fino a diventare la somma aritmetica dei singoli individui. 
04/09/2005 Una Celebrazione per rendere grazie (200509042)  Luciano Monari, Una Celebrazione per rendere grazie (200509042). 10 anni di episcopato e 40 di presbiterato Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 04 settembre 2005 Id: Monari:200509042 Quaranta anni di sacerdozio e dieci di episcopato impongono un esame di coscienza su immancabili debolezze, pigrizie e omissioni, ma richiamano anche alcuni motivi di consolazione: la gioia di parlare del Signore sempre e comunque, come compito primario del prete e del vescovo; il sostegno che ricevo dalla preghiere dei fedeli della Chiesa di Piacenza e di tutti voi. 
23/12/2005 Il senso del Natale (20051223)  Il profeta Isaia, nella notte di Natale, ci fa sognare in grande. Nasce un Bambino che porta sulle spalle il segno della sovranità. Da questa nascita prende origine il fiume inarrestabile della pace 
01/01/2006 Centenario della morte del Beato Scalabrini (200601011)  Luciano Monari, Centenario della morte del Beato Scalabrini (200601011). Riflessioni conclusive dell’anno Data Copyright: 01 gennaio 2006 Data pubblicazione: 01 gennaio 2006 Id: Monari:200601011 È impressionante la quantità e la qualità degli eventi programmati e realizzati dagli Scalabriniani per celebrare i cent’anni dalla morte del loro fondatore: celebrazioni liturgiche, pellegrinaggio dell’urna del Beato nei sette Vicariati della Diocesi (quasi una Visita Pastorale), inserti mensili sul “Nuovo Giornale”, ritiri, convegno mondiale di giovani, due convegni storici, una “staffetta” podistica da Piacenza a Fino Mornasco, pellegrinaggi, incontri… 
17/05/2006 Sacerdoti, la sfida di una presenza nuova (20060517)  L’«identità missionaria» del sacerdote, ha detto il vescovo, si basa innanzitutto sulla sua relazione con Cristo. 
12/06/2006 Decreto di nomina dei membri del X Consiglio Presbiterale (20060612)   
06/10/2006 L’identikit del prete del duemila (20061006)  Il prete: uomo e discepolo, prima ancora che ministro della Chiesa. Non un professionista del sacro, ma una persona chiamata a crescere in umanità, in sapienza di vita e nella sequela di Cristo. E che non può mai concepire il proprio compito senza un legame stabile e profondo col vescovo e col presbiterio 
06/10/2006 L’identikit del prete del duemila (20061006)  Il prete: uomo e discepolo, prima ancora che ministro della Chiesa. Non un professionista del sacro, ma una persona chiamata a crescere in umanità, in sapienza di vita e nella sequela di Cristo. E che non può mai concepire il proprio compito senza un legame stabile e profondo col vescovo e col presbiterio 
06/10/2006 L’identikit del prete del duemila (20061006)  Il prete: uomo e discepolo, prima ancora che ministro della Chiesa. Non un professionista del sacro, ma una persona chiamata a crescere in umanità, in sapienza di vita e nella sequela di Cristo. E che non può mai concepire il proprio compito senza un legame stabile e profondo col vescovo e col presbiterio 
06/10/2006 L’identikit del prete del duemila (20061006)  Il prete: uomo e discepolo, prima ancora che ministro della Chiesa. Non un professionista del sacro, ma una persona chiamata a crescere in umanità, in sapienza di vita e nella sequela di Cristo. E che non può mai concepire il proprio compito senza un legame stabile e profondo col vescovo e col presbiterio 
15/10/2006 Dacci oggi la nostra speranza quotidiana (20061015)  In realtà, tutti questi programmi sono declinazioni diverse di un unico, decisivo impegno: quello dell’evangelizzazione in Italia. Il Vangelo, che è presente in Italia da duemila anni, richiede di essere annunciato di nuovo, in modo comprensibile, a un mondo complesso e inafferrabile come quello attuale. 
17/10/2006 Testimoni di Gesù risorto speranza del mondo (20061017)  La Chiesa – ammette mons. Monari – è convinta di ricevere questa energia e questa speranza dalla presenza del Cristo risorto. Ma dobbiamo chiederci – ha detto – se le nostre comunità sono capaci di comunicare questo. 
22/10/2006 Solennità di San Antonio Gianelli (20061022)  Ci lamentiamo oggi per la secolarizzazione in atto, per l’anticlericalismo, ma la Chiesa ha affrontato momenti ben più difficili 
04/01/2007 “Preti innamorati” delle persone (200701041)  Se i giovani hanno l’impressione di diventare “meno uomini” facendo il prete – ha proseguito il vescovo – riusciremo ad attirare solo persone che cercano nel sacerdozio un rifugio dalla fatica di vivere 
01/03/2007 L’atteggiamento cristiano di fronte alla vita (200703016)  Luciano Monari, L’atteggiamento cristiano di fronte alla vita (200703016) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 01 marzo 2007 Id: Monari:200703016 Dal punto di vista cristiano il discorso è: l’uomo è più grande di sé perché è immagine di Dio, e in quanto è immagine di Dio non è possibile manipolarlo, quindi non è possibile avere un potere sulla vita umana che definisca quello che la vita umana vuole essere secondo quello che dico io. Il diritto alla vita inerisce alla vita umana stessa. 
01/03/2007 L’atteggiamento cristiano di fronte alla vita (200703016)  Luciano Monari, L’atteggiamento cristiano di fronte alla vita (200703016) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 01 marzo 2007 Id: Monari:200703016 Dal punto di vista cristiano il discorso è: l’uomo è più grande di sé perché è immagine di Dio, e in quanto è immagine di Dio non è possibile manipolarlo, quindi non è possibile avere un potere sulla vita umana che definisca quello che la vita umana vuole essere secondo quello che dico io. Il diritto alla vita inerisce alla vita umana stessa. 
01/03/2007 L’atteggiamento cristiano di fronte alla vita (200703016)  Luciano Monari, L’atteggiamento cristiano di fronte alla vita (200703016) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 01 marzo 2007 Id: Monari:200703016 Dal punto di vista cristiano il discorso è: l’uomo è più grande di sé perché è immagine di Dio, e in quanto è immagine di Dio non è possibile manipolarlo, quindi non è possibile avere un potere sulla vita umana che definisca quello che la vita umana vuole essere secondo quello che dico io. Il diritto alla vita inerisce alla vita umana stessa. 
01/03/2007 L’atteggiamento cristiano di fronte alla vita (200703016)  Luciano Monari, L’atteggiamento cristiano di fronte alla vita (200703016) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 01 marzo 2007 Id: Monari:200703016 Dal punto di vista cristiano il discorso è: l’uomo è più grande di sé perché è immagine di Dio, e in quanto è immagine di Dio non è possibile manipolarlo, quindi non è possibile avere un potere sulla vita umana che definisca quello che la vita umana vuole essere secondo quello che dico io. Il diritto alla vita inerisce alla vita umana stessa. 
21/04/2007 Copra, il vescovo parla ai dirigenti (20070421)  Ci vogliono: disciplina, concentrazione, pazienza e interesse per l’altro. La disciplina si basa sull’ordine. Il pasticcio è che noi viviamo una vita per certi versi complessa: siamo presi da mille cose e ci perdiamo nel disordine delle nostre giornate. Così facendo ci lasciamo vivere, non prendiamo in mano le redini della nostra esistenza. 
12/07/2007 Nove Monsignori Cappellani di Sua Santità (20070712)  Un tale riconoscimento sarebbe spettato a molti altri sacerdoti piacentini ma non potendo, per ovvi motivi, chiederlo per tutti coloro che ne avevano i meriti, è stata rinviata a lungo la richiesta da inoltrare al Papa. 
14/09/2007 Il commiato di Boiardi dal Vescovo Monari (200709141)  Luciano Monari, Il commiato di Boiardi dal Vescovo Monari (200709141) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 14 settembre 2007 Id: Monari:200709141 Una profonda gratitudine per il lavoro svolto nella comunità piacentina, commozione e un abbraccio sincero. 
12/09/2008 Il sapore della Parola (20080912)  All’inizio di un nuovo anno scolastico è bello e significativo che ogni Comunità si ritrovi a pregare e riflettere sul tema della scuola. La scuola va vista e proposta come “evento positivo”, come momento propizio, opportuno e necessario per la crescita individuale e sociale-comunitaria. L’educazione è l’avventura decisiva della vita, quella in cui si decide la forma della persona e della libertà; è “progetto” in cui tutti (ragazzi e adulti, docenti e genitori) si possono spendere bene e con efficacia, nella differenza di ambiti e ruoli; è esperienza unificante che crea sinergie, intese, collaborazioni. Quest’anno viene proposto il tema “Il sapore della parola e le parole del sapere”. 
21/11/2008 Eluana sarà nelle mani del Signore, noi siamo consegnati a deboli mani d’uomo (200811211)  Luciano Monari, Eluana sarà nelle mani del Signore, noi siamo consegnati a deboli mani d’uomo (200811211). Il Vescovo di Brescia affida la sua riflessione al settimanale diocesano Data Copyright: 2008 Data pubblicazione: 21 novembre 2008 Id: Monari:200811211 Probabilmente l’atteggiamento migliore sarebbe la preghiera e il silenzio, la fine delle discussioni e delle polemiche, uno spazio per il pentimento e l’attesa. Ma il silenzio può essere interpretato male, come segno di indifferenza; e allora, seppure con un po’ di disagio, credo sia necessario dire una parola: che sia soprattutto espressione di sofferenza. 
17/01/2009 Commento al testo Atti 9,19-31 (20090117)  Paolo si è convertito; oramai è un discepolo di Gesù e come ogni discepolo gli importa prima di tutto di ascoltare la sua Parola e di compiere la sua volontà. 
23/01/2009 Editoriale di Mons. Luciano Monari (20090123)  È un momento bello e significativo per la vita della nostra Chiesa. Il Papa ha scelto un bresciano come Vescovo per la chiesa sorella di Bergamo e di questa scelta noi siamo fieri. È una fierezza umile, perché sappiamo che non si tratta di premiare doti umane ma di affidare un servizio che solo la grazia di Dio può compiere. 
13/11/2009 L’ideologia genera stoltezza (20091113)  Il vescovo Monari torna sulla sentenza della Corte europea con un intervento sul numero de “La Voce del popolo” in uscita 
13/11/2009 L’ideologia genera stoltezza (20091113)  Il vescovo Monari torna sulla sentenza della Corte europea con un intervento sul numero de “La Voce del popolo” in uscita 
13/11/2009 L’ideologia genera stoltezza (20091113)  Il vescovo Monari torna sulla sentenza della Corte europea con un intervento sul numero de “La Voce del popolo” in uscita 
13/11/2009 L’ideologia genera stoltezza (20091113)  Il vescovo Monari torna sulla sentenza della Corte europea con un intervento sul numero de “La Voce del popolo” in uscita 
08/12/2009 Cristiani non si nasce, si diventa (200912082)  Luciano Monari, Cristiani non si nasce, si diventa (200912082) Data Copyright: 08 dicembre 2009 Data pubblicazione: 08 dicembre 2009 Id: Monari:200912082 Adamo è l’uomo, ogni uomo. È l’uomo che Dio ha creato a sua immagine e somiglianza, al quale ha affidato la cura del giardino di Eden. È l’uomo creato maschio e femmina perché l’amarezza dell’isolamento sia sanata dalla gioia della comunione 
21/04/2011 Fiorisce la vita (201104211)  Naturalmente l’augurio di buona Pasqua non significa solo: possa tu vivere il giorno di Pasqua in serenità e gioia 
01/01/1996 Io sarò con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo (1996061601)  Luciano Monari, Io sarò con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo (1996061601) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 16 giugno 1996 Id: Monari:1996061601 La solennità dell’Ascensione è un invito a guardare in alto e lontano, senza però distogliere l’attenzione alla nostra condizione terrena. Il Signore Gesù, vincitore del peccato e della morte, ci ha preceduti nella dimora eterna per darci la serena speranza che dove è Lui, capo e primogenito, saremo anche noi, sue membra, uniti nella stessa gloria. 
04/11/2007 Chiesa strumentalizzata nel marasma mediatico (20071104)  C’è un modo semplice per creare dal nulla una notizia appetibile: basta prendere le dichiarazioni di una persona pubblica che riesca a suscitare sentimenti forti di simpatia o di antipatia; estrarre da queste dichiarazioni un elemento significativo isolandolo dal contesto; dare l’interpretazione più provocatoria possibile e lanciare la notizia. 
28/11/2007 Il Vescovo su don Baresi (200711281)  Luciano Monari, Il Vescovo su don Baresi (200711281). dolore, ma fiducia che sia fatta rapidamente luce sulla vicenda Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 28 novembre 2007 Id: Monari:200711281 Il dramma di chi è vittima di pedofili non può essere in alcun modo sottovalutato e, tanto meno, eluso, a maggior ragione se coinvolge sacerdoti, ma la delicatezza della situazione di chi si trova accusato di una colpa tanto grave ed è innocente è pure di grande portata. 
17/01/2008 Dramma al Maniva (20080117)  Siamo zittiti dalla tragedia che si è compiuta su questa montagna, le parole fanno fatica ad uscire e all’improvviso ci appaiono chiacchiere, gelano dentro di noi, non riusciamo a dare loro una forma accettabile e rimaniamo muti 
24/04/2010 Un libro dedicato ai bambini con immagini ispirate ai disegni giapponesi “manga” (20100424)  Si tiene oggi, venerdì 23 aprile, presso il Museo diocesano di Genova, la presentazione di un libro dedicato ai bambini, dal titolo “Che santo è?”, che intende far conoscere – attraverso il linguaggio dei cartoni animati e dei disegni giapponesi “manga” – la storia dei santi. 
01/01/1995 Associazione Volontari Ospedalieri (19951212)  In questo tempo di Avvento le letture sono scelte in un modo molto semplice. La prima lettura è generalmente un profeta, anzi finora è sempre stato il profeta Isaia, e del profeta la liturgia sceglie i brani che annunciano il compimento di una promessa di Dio. 
01/01/1995 Messaggio agli Scouts Piacentini (19950908)  Messaggio apparso sul numero unico pubblicato dal Segretariato dello Scoutismo di Piacenza a cura di Bruno Busconi. 
01/01/1997 La donna nella Sacra Scrittura (19970426)  Di fatto avevo promesso di fare una conversazione sulla donna nella Bibbia, poi mi sono trovato davanti un tema diverso: «Ruolo e autorità della donna nella Chiesa». La mia prospettiva originaria era l’antropologia biblica e invece così come è formulato è il tema di ecclesiologia che comprende il diritto canonico e la pastorale, quindi è un’ottica un poco diversa da quella iniziale. Ho tentato di spostare l’obiettivo fin dove sono riuscito, ma può darsi che sia venuto fuori un ibrido ancora un po’ immaturo. Voi portate pazienza, vuol dire che di quelle crepe, di cui si parlava prima, ci sarà un segno anche nel tipo di discorso che io tento di fare. 
01/01/1999 Celebrazione Eucaristica (19991215)  Uno dei nomi che la Bibbia dà al Messia è “germoglio”. Si trova nel cap. 11 di Isaia ed è una delle profezie più esaltanti, perché dice: «Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse»; l’immagine è di un tronco che è stato tagliato dalla cui radice viene però fuori un germoglio nuovo (Is 11,1). Allora credo che non ci sia un momento più bello per ricordare e vivere questo momento di festa del Germoglio che non l’imminenza del Natale, che non il richiamo a quella solennità che ci riporta alla speranza. 
16/09/1999 Incontro con le Associazioni di volontariato (199909161)  Luciano Monari, Incontro con le Associazioni di volontariato (199909161) Data Copyright: 1999 Data pubblicazione: 16 settembre 1999 Id: Monari:199909161 È la prima volta che vedo insieme le cooperative, le associazioni, i gruppi, ecc., e questo credo sia un piccolo segno di un passo avanti verso un confronto che debba diventare sempre più ricco. Quello che hanno detto un po’ tutti – sul bisogno di unità e di confronto trasversale su tutti gli interrogativi e i problemi che la situazione pone e che sta ponendo man mano che andiamo avanti – credo sia positivo. Adesso vediamo quello che sarà possibile fare, però sul bisogno di confronto, di aiuto reciproco e di sostegno, credo che non ci siano dei dubbi. 
01/01/2000 Concelebrazione Eucaristica (20000212)  Sono io che vi ringrazio con tutto il cuore di avermi invitato a questa Celebrazione per la ricorrenza del riconoscimento della vostra Fraternità. Com’è stato ricordato: il Signore sia benedetto per la sua grandezza, per tutte le meraviglie che ha compiuto e continua a compiere nell’esistenza della Chiesa. 
01/01/2003 Il volontariato tra valori e realtà sociale (20030320)  Vi ringrazio perché il Servizio che siete chiamati a fare è prezioso sia dal punto di vista sociale ed evidentemente ecclesiale. Quindi vorrei che sentiste tutto l’incoraggiamento, tutto l’invito e la forza perché prendiate questo servizio con tutta la sua ricchezza e profondità. È un servizio alla persona umana e come tutti i servizi che riguardano la persona acquista un significato e un valore immenso. 
01/01/2004 50 anni di AVIS a Piacenza (20040810)  Con grande piacere saluto tutti i membri della sezione comunale dell’Associazione Donatori Volontari di Sangue in occasione del 50° anniversario di fondazione. Grazie al vostro contributo, nel tessuto sociale culturale del nostro territorio, è cresciuta in questi anni la comprensione del valore umano e civile della donazione di sangue. 
01/01/2004 Anniversario della morte di don Vittorio Pastori (20040919)  Sono passati dieci anni dalla morte del “Vittorione” ed è giusto che la Chiesa piacentino-bobbiese lo ricordi, perché nei suoi confronti la nostra Chiesa ha un debito. Il “Vittorione” è stato un regalo portato a Piacenza da mons. Manfredini. 
01/01/2004 Anniversario di fondazione di “Progetto Uomo” (20040223)  «Gesù è passato in mezzo a noi facendo del bene e sanando tutti quelli che erano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui» (At 10,38). Così si esprimeva San Pietro quando, ricordando l’esperienza fatta con Gesù, ne delineava il ritratto: un guaritore che si è preso cura dell’uomo infermo e ha operato efficacemente per ricondurre l’uomo alla integrità, alla salute. 
01/01/2004 Concelebrazione Eucaristica (20040211)  Dopo aver letto questa “intenzione” ho pensato: «senza di me non potete far nulla», ci ha detto Gesù. Eppure ci ha affidato la sua missione, ci ha chiamati a collaborare, ad affrettare la sua vittoria definitiva con il nostro impegno, come ci ricordava il Papa nella Giornata per la Pace. Senza di Lui non possiamo fare nulla, e niente più di questo ci riempie di sicurezza. Ma Egli – come ci ricorda don Giussani – ha bisogno paradossalmente della decisone libera del nostro cuore per realizzare i suoi desideri. 
11/02/2004 “Progetto Uomo” mette in evidenza il valore della persona (Monari 200402111)  Luciano Monari, “Progetto Uomo” mette in evidenza il valore della persona (Monari 200402111) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 11 febbraio 2004 Id: Monari:200402111 Con grande piacere saluto tutti i membri dell’Associazione “La Ricerca” in occasione del 20° Anniversario del programma terapeutico “Progetto Uomo”. Grazie anche al vostro contributo, nel tessuto sociale e culturale del nostro territorio, è cresciuta in questi anni la comprensione del valore indisponibile di ogni persona, in particolare dell’importanza dell’azione preventiva per arginare forme di disagio nell’ambito del mondo giovanile. 
17/01/2005 Dopo la missione del Vescovo in India (20050117)  Innanzitutto, lo scopo e poi quello che abbiamo fatto. Lo scopo del viaggio era legato al lavoro della Associazione “Un cuore per i bambini”. È una associazione che è stata costituita una decina di anni fa, con lo scopo di aprire in una India, nell’Holy Family Hospital, che è l’ospedale fondato da Madre Giovanna Alberoni, un reparto di cardiochirurgia infantile; quindi trovare le attrezzature e favorire la formazione delle persone, dei medici e degli infermieri. 
10/02/2005 Anniversario del Riconoscimento Pontificio di Comunione e Liberazione (20050210)  Per questo ringrazio il Signore e ringrazio voi: voi per il sostegno che mi date perché ho bisogno di essere accompagnato nel mio servizio; e il Signore per quello che compie in voi, per quella testimonianza che vi fa rendere di fronte al mondo nei luoghi in cui vivete. 
12/12/2005 Associazione degli Industriali di Piacenza (20051212)  Da parte mia, poiché mi se ne offre l’occasione, provo a offrirvi un qualche motivo di riflessione prendendo lo spunto da un fenomeno che mi sembra allargarsi in questi anni e che seguo con interesse. Da anni hanno cominciato a diffondersi dei “codici etici” che le aziende liberamente si danno, esprimendo i valori ai quali s’impegnano ad attenersi nella loro attività. 
02/12/2006 Intervento di saluto del Vescovo (20061202)  Perché ci lamentiamo un po’ tutti sul fatto che la nostra società ha perso i valori, è disorientata, non sa in che direzione impegnarsi, non ha sufficienti motivazioni per perseverare in un cammino di impegno a favore della persona e a favore di una società un po’ migliore… e tutte queste cose. 
22/02/2007 Messa in ricordo di don Giussani (20070222)  E un prete ha fatto questa domanda: “Come fanno i missionari a insegnare il “Padre nostro”, insegnare ai bambini a dire “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, quando la condizione di quei bambini è di non avere il “pane quotidiano”? È possibile insegnare il “Padre nostro”? 
27/05/2000 Volontari tra la gente (20000527)  Luciano Monari & Valeria Parietti, Volontari tra la gente (20000527). Terza festa provinciale del volontariato Data Copyright: 2000 Data pubblicazione: 27 maggio 2000 Id: Monari:200005272 Anzitutto devo ringraziare quelli che hanno parlato, e quindi dato testimonianza della loro esperienza nel volontariato, e tutti quelli che nel campo del volontariato si esprimono e compiono una dimensione di servizio che ha un valore immenso. Perché girando per gli stand ci si rende conto di quanto il volontariato sia ramificato e arrivi ad incontrare e a rispondere alle diverse situazioni di necessità. 
27/04/1996 Ai componenti del gruppo “Monastero invisibile” (199604271)  Luciano Monari, Ai componenti del gruppo “Monastero invisibile” (199604271) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 27 aprile 1996 Id: Monari:199604271 Tempo fa ho avuto la gioia di conoscere che in Diocesi esiste un gruppo di persone che si preoccupano e pregano per le vocazioni, per tutte le vocazioni, e in modo particolare per le vocazioni di speciale consacrazione: il “Monastero invisibile”. 
01/03/2007 Rispetta i diritti tuoi e di tutti (200703015)  Luciano Monari, Rispetta i diritti tuoi e di tutti (200703015) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 01 marzo 2007 Id: Monari:200703015 Questo modo di intendere la giustizia (essere giusti significa fare la volontà di Dio) è caratteristico della Bibbia ed è in parte diverso dall’uso “normale”, che intende la giustizia come la virtù che inclina a “dare a ciascuno il suo”, cioè a riconoscere in modo effettivo i diritti degli altri. Era questa la concezione di Aristotele e da lui è passata in tutta la storia del pensiero occidentale. 
01/01/1998 Decreto di Erezione del Monastero della Risurrezione (19981208)  Considerata la presenza del gruppo di donne riunite nei locali della parrocchia di San Pietro in Tranquiano di questa Diocesi, che da qualche tempo coltivano il proposito di condividere il proprio cammino di fede nell’esperienza della vita monastica secondo lo spirito di San Benedetto 
01/04/2006 Il bisogno di Speranza (200604011)  Luciano Monari, Il bisogno di Speranza (200604011). L’Augurio pasquale del nostro vescovo Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 01 aprile 2006 Id: Monari:200604011 La Pasqua ci aiuta a vivere perché è la proclamazione che a Gesù Cristo, giusto, è stata resa giustizia. Il venerdì santo è stata l’ora della iniquità, il momento in cui le tenebre dell’odio sembravano prevalere definitivamente; la domenica di Pasqua è la rivelazione della giustizia di Dio. 
21/12/2007 La voce del popolo (20071221)  Nelle quattro settimane di avvento ci siamo messi alla scuola dei profeti per imparare dalle loro promesse a sperare nella salvezza. Ora il Natale ci fa incontrare con la salvezza stessa di Dio; non è più tempo di attesa, ma tempo di contemplazione, di stupore, di gioia per il dono ricevuto: “per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo”. 
01/01/2004 Le notizie appetibili per i “cittadini del mondo” (20040321)  Il primo, naturalmente, è la ricchezza delle notizie che vengono offerte sulla vita della Chiesa. Tutti i giorni una sezione del giornale (titolo: “Catholica”) è dedicata espressamente a questo. Ci è permesso, in questo modo, di conoscere con ampiezza quello che avviene nella Chiesa. 
01/05/2005 Da «Avvenire» la visione cristiana di uomo e vita (20050501)  La censura più insidiosa non è quella operata con un decreto esplicito che mette al bando un’idea o a parola, ma quella ottenuta con il silenzio. In fondo, un divieto afferma implicitamente l’esistenza di quello che combatte; il silenzio, invece, cancella progressivamente, in modo indolore, tutte le tracce. 
16/05/2008 Meno male, e così sia (20080516)  Luciano Monari & Salvatore Natoli, Meno male, e così sia (20080516). Comincia oggi il Festival della Teologia sul tema «Liberaci dal male» Data Copyright: 2008 Data pubblicazione: 16 maggio 2008 Responsabili: Barbara Sartori (Intervistatore) Id: Monari:20080516 È significativo che il primo miracolo di Gesù nel Vangelo di Marco sia un gesto di liberazione. La figura dell’indemoniato è come uno specchio, nel quale siamo chiamati a vedere la nostra condizione. “Uomo” nella concezione biblica vuol dire “immagine di Dio”. Dio chiama l’uomo che ha creato a partecipare alla sua santità. 
01/01/2003 Celebrazione del Mandato (20030919)  Accompagno anch’io le parole di augurio di Chiara Sacchi: lo Statuto nuovo sia davvero l’ingresso di quel fondamentale “cammino di conversione continua”. La vita dell’uomo è sempre un cammino di rinnovamento, e la vita del cristiano è un cammino di rinnovamento nella forza dello Spirito Santo. 
01/01/2003 Chiesa locale e Azione Cattolica: un antico legame che si rinnova (20030404)  Questa riflessione non è nata solo come un ricordo nostalgico degli anni in cui l’Azione Cattolica preparava numerosi laici alla maturità della fede, ma vuole essere piuttosto un tentativo di rispondere ai problemi nuovi che oggi si pongono alla pastorale parrocchiale. 
27/02/2005 Commento alla lettura breve (20050227)  È vero, siamo poca cosa, siamo un popolo umiliato in mezzo alla grande storia degli imperi. Però, c’è una parola di Dio, è una parola che ci critica, che ci condanna per le nostre infedeltà, ma è sempre parola di Dio rivolta a noi. 
14/09/2007 Celebrazione del Mandato (20070914)  Quello che Gesù ha vissuto, negli anni in cui ha predicato e ha operato, non termina, ma continua in una forma nuova attraverso i discepoli. Il Vangelo siete voi, il Vangelo è la vostra vita: «andate fate discepolo». 
07/02/2007 Debitori del Vangelo (20070207)  “Debitori del Vangelo”; l’espressione viene naturalmente dalla lettera ai Romani dove Paolo dice di essere “in debito [del vangelo] verso i Greci come verso i barbari, verso i dotti come verso gli ignoranti”. 
21/10/1997 L’intervento durante il rito di Beatificazione (199710211)  Luciano Monari, L’intervento durante il rito di Beatificazione (199710211) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 21 ottobre 1997 Id: Monari:199710211 Giovanni Battista Scalabrini nacque e fu battezzato l’8 luglio 1839 a Fino Mornasco (Como). Ordinato sacerdote il 30 maggio 1836, fu professore e rettore del seminario diocesano e poi parroco di San Bartolomeo in Como. A 36 anni fu consacrato vescovo di Piacenza il 30 gennaio 1876; resse quella diocesi per trent’anni, fino al 1° giugno 1905, quando il Signore lo chiamò a sé. 
21/10/1997 L’intervento durante il rito di Beatificazione (199710211)  Luciano Monari, L’intervento durante il rito di Beatificazione (199710211) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 21 ottobre 1997 Id: Monari:199710211 Giovanni Battista Scalabrini nacque e fu battezzato l’8 luglio 1839 a Fino Mornasco (Como). Ordinato sacerdote il 30 maggio 1836, fu professore e rettore del seminario diocesano e poi parroco di San Bartolomeo in Como. A 36 anni fu consacrato vescovo di Piacenza il 30 gennaio 1876; resse quella diocesi per trent’anni, fino al 1° giugno 1905, quando il Signore lo chiamò a sé. 
21/10/1997 L’intervento durante il rito di Beatificazione (199710211)  Luciano Monari, L’intervento durante il rito di Beatificazione (199710211) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 21 ottobre 1997 Id: Monari:199710211 Giovanni Battista Scalabrini nacque e fu battezzato l’8 luglio 1839 a Fino Mornasco (Como). Ordinato sacerdote il 30 maggio 1836, fu professore e rettore del seminario diocesano e poi parroco di San Bartolomeo in Como. A 36 anni fu consacrato vescovo di Piacenza il 30 gennaio 1876; resse quella diocesi per trent’anni, fino al 1° giugno 1905, quando il Signore lo chiamò a sé. 
21/10/1997 L’intervento durante il rito di Beatificazione (199710211)  Luciano Monari, L’intervento durante il rito di Beatificazione (199710211) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 21 ottobre 1997 Id: Monari:199710211 Giovanni Battista Scalabrini nacque e fu battezzato l’8 luglio 1839 a Fino Mornasco (Como). Ordinato sacerdote il 30 maggio 1836, fu professore e rettore del seminario diocesano e poi parroco di San Bartolomeo in Como. A 36 anni fu consacrato vescovo di Piacenza il 30 gennaio 1876; resse quella diocesi per trent’anni, fino al 1° giugno 1905, quando il Signore lo chiamò a sé. 
25/03/2009 Causa di beatificazione del Servo di Dio Papa Paolo VI (20090325)  A trent’anni dalla morte del Servo di Dio Papa Paolo VI, avvenuta il 6 agosto 1978, sembra opportuno rendere i fedeli della Chiesa bresciana sempre più consapevoli del fatto che la Provvidenza ha scelto la nostra terra come patria d’origine e di formazione umana e cristiana di Giovanni Battista Montini – Papa Paolo VI 
15/09/2009 Brescia accoglie il Papa (20090915)  Il Papa verrà a visitarci domenica 8 novembre e vivrà con noi una giornata di comunione e di preghiera. 
07/11/2009 L’omaggio alla Chiesa del Concilio (20091107)  Montini ha consacrato la vita al servizio della Chiesa nella convinzione che fosse il modo più concreto per essere discepoli di Gesù. Brescia vive con gioia e fierezza l’aver dato alla Chiesa un pontefice che l’ha guidata nella stagione decisiva del Vaticano II. 
07/11/2009 L’omaggio alla Chiesa del Concilio (20091107)  Montini ha consacrato la vita al servizio della Chiesa nella convinzione che fosse il modo più concreto per essere discepoli di Gesù. Brescia vive con gioia e fierezza l’aver dato alla Chiesa un pontefice che l’ha guidata nella stagione decisiva del Vaticano II. 
07/11/2009 L’omaggio alla Chiesa del Concilio (20091107)  Montini ha consacrato la vita al servizio della Chiesa nella convinzione che fosse il modo più concreto per essere discepoli di Gesù. Brescia vive con gioia e fierezza l’aver dato alla Chiesa un pontefice che l’ha guidata nella stagione decisiva del Vaticano II. 
07/11/2009 L’omaggio alla Chiesa del Concilio (20091107)  Montini ha consacrato la vita al servizio della Chiesa nella convinzione che fosse il modo più concreto per essere discepoli di Gesù. Brescia vive con gioia e fierezza l’aver dato alla Chiesa un pontefice che l’ha guidata nella stagione decisiva del Vaticano II. 
08/11/2009 Il sogno di Paolo VI (200911082)  Luciano Monari, Il sogno di Paolo VI (200911082). Benedetto XVI a Brescia e a Concesio Data Copyright: 2009 Data pubblicazione: 08 novembre 2009 Id: Monari:200911082 Domenica Brescia accoglierà il Papa. Per me, vescovo di questa terra, e per la nostra Chiesa l’arrivo di Benedetto XVI rappresenta un incontro di grazia che si riempie di molteplici significati. Per dirli vorrei rifarmi a due testi del Nuovo Testamento che mi aiutano a capirlo. 
08/11/2009 Saluto del vescovo Luciano Monari al Papa in Piazza Paolo VI (200911083)  Luciano Monari, Saluto del vescovo Luciano Monari al Papa in Piazza Paolo VI (200911083) Data Copyright: 2009 Data pubblicazione: 08 novembre 2009 Id: Monari:200911083 Ma ascoltare oggi il vangelo dalla bocca del successore di Pietro è un dono speciale, del quale siamo grati al Signore e a lei. Abbiamo bisogno di Cristo, della sua Parola, del suo Spirito e in lei riconosciamo con gioia l’apostolo che – mandato dal Signore – lo rende presente in modo efficace. 
01/01/2002 Rito della Benedizione delle Vedove (20020505)  In particolare in questa Eucaristia vogliamo rendere grazie al Signore per il piccolo seme della consacrazione di due vedove al Signore; segno piccolo, ma prezioso per noi, per la fedeltà all’amore che il Signore è venuto ad insegnarci e a donarci; con la speranza evidentemente che questo sia solo il primo seme, il primo passo, per una testimonianza sempre più grande della nostra Chiesa attraverso la consacrazione al Signore. 
01/06/2001 Il Nuovo Giornale (200106011)  Luciano Monari, Il Nuovo Giornale (200106011) Data Copyright: 2001 Data pubblicazione: 01 giugno 2001 Id: Monari:200106011 Può sembrare strano legare una realtà come la benedizione di un edificio che deve servire per le Comunicazioni sociali e per il Centro Missionario, legarlo con questo grande compito di missione che viene dato ai discepoli. 
01/01/1996 La missione nella Bibbia (19960416)  Nel Nuovo Testamento la dimensione missionaria si lega in particolare con le “apparizioni pasquali”. Il Cristo risorto, manifestandosi ai suoi discepoli, prima di tutto rivela la sua identità: c’è una dimensione delle “apparizioni pasquali” che è il riconoscimento di Gesù, i discepoli debbono imparare a vedere il Signore con degli occhi nuovi. Poi, c’è immediatamente una seconda dimensione delle apparizioni, che è il comando di missione: Gesù appare ai suoi e si fa riconoscere, non solo per ristabilire quel rapporto di intimità e di comunione che i discepoli hanno vissuto con lui prima della Passione, ma per affidare ai suoi discepoli la continuazione della sua opera e quindi la missione. Il tema missionario è costante nelle “apparizioni pasquali”. 
11/03/2001 La bibbia nel programma pastorale diocesano (200103111)  Luciano Monari, La bibbia nel programma pastorale diocesano (200103111) Data Copyright: 2001 Data pubblicazione: 11 marzo 2001 Id: Monari:200103111 Obiettivo dell’attività pastorale della Chiesa è offrire ai credenti la possibilità d’incontrare l’evento della salvezza – la Pasqua di Gesù – Gesù Cristo nella sua esistenza di rivelatore e salvatore. Non si tratta, quindi, di creare qualcosa di nuovo, di immaginare un progetto attuale; si tratta, piuttosto, di portare il tempo attuale a contatto con l’evento di salvezza che si è compiuto nella storia dell’uomo “con eventi e parole intimamente connessi tra loro” (DV 2). 
01/01/2002 Conoscere e interpretare la Bibbia (20021001)   
01/01/2002 Il rapporto tra la Parola e la Bibbia (20020927)  Ho due incontri, lezioni, e ho scelto di rispondere a due domande. La Bibbia come Parola di Dio: il rapporto tra la Sacra Scrittura (quindi il testo scritto) e il mistero della Parola di Dio. L’interpretazione della Bibbia: con quali criteri è corretto accostare il testo biblico. 
01/01/2003 Shalom: La pace dalla Bibbia (20031005)  Il primo elemento è evidente, ricordate che Shalom è il saluto normale che gli Ebrei si danno quando s’incontrano, quindi una parola che esprime un augurio. Ma qualcuno potrebbe anche dire che è un pio desiderio: «Ti incontro, e vorrei che tu potessi avere la pace». 
06/02/2003 Parola di Dio, Parola di vita (200302061)  Luciano Monari, Parola di Dio, Parola di vita (200302061). Lettura sapienziale della Bibbia Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 06 febbraio 2003 Id: Monari:200302061 Dice il Concilio nella Dei Verbum (DV) al n. 21: “È necessario che tutta la predicazione ecclesiastica, come la stessa religione cristiana, sia nutrita e regolata dalla Sacra Scrittura”. È un’affermazione importantissima e per noi necessaria per riuscire a capire che cosa vuole essere il cristianesimo. 
12/08/2005 La donna nella Sacra Scrittura (20050812)  Il secondo racconto è quello più sorprendente, è più popolare per certi aspetti, ma anche forse più difficile da cogliere proprio perché sembra una favola. Il racconto è questo: esiste un mondo ancora grezzo; il Signore con la polvere del suolo plasma una statua umana, poi ci soffia l’alito della vita, e questa statua diventa un essere vivente. 
04/02/2006 Bibbia e Liturgia. Due volti della stessa parola (20060204)  Questa fede sta al centro dell’esistenza cristiana e ne determina tutte le dimensioni. Mediante questa risurrezione dai morti, scrive san Pietro, Dio “ci ha rigenerati per una speranza viva, un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce”. 
30/03/2006 Una Bibbia per tutti (200603301)  Luciano Monari, Una Bibbia per tutti (200603301) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 30 marzo 2006 Id: Monari:200603301 Un famoso critico canadese, Northrop Frye, parla della Bibbia come del “grande codice” della nostra letteratura. Intende dire che la Bibbia ha plasmato in profondità l’immaginario dell’uomo occidentale, ed è la sorgente di molte delle forme dette nostre arti. Insomma, se non si conosce la Bibbia, non si può capire né Dante né Shakespeare, né Giotto né Raffaello né Michelangelo. Leopardi sarebbe d’accordo con Frye. Solo aggiunge alla Bibbia anche i poemi omerici. 
01/10/2008 Essenziale leggere tutta la Bibbia (20081001)  È l’umanità gloriosa del Cristo risorto che rende viva ed efficace la parola della Bibbia così come tutta l’economia sacramentale. In Gesù risorto sono risorte tutte le sue parole, tutti i gesti che egli ha compiuto nella sua vita terrena e che hanno contribuito a delineare la sua concreta figura umana; in Lui è risorto e quindi perennemente attuale il dono che egli ha fatto di se stesso sulla croce. 
01/11/2008 La Bibbia in orizzontale e in verticale (20081101)  La Bibbia è libro ispirato, parola di Dio scritta. L’identificazione tra parola di Dio e Bibbia ci viene spontanea ed è, per molti aspetti, corretta. Il Sinodo l’ha ripresa ma ha voluto completarla in due direzioni, una verticale e l’altra orizzontale. 
01/01/1987 Introduzione al Libro di Geremia (19870101)  Dunque, Geremia è di una famiglia sacerdotale, però di una famiglia sacerdotale esclusa dall’ufficio del culto. È dei sacerdoti che dimoravano in Anatòe, e – dice la nota della mia Bibbia – Anatòt è un villaggio a sei chilometri a nord est di Gerusalemme, dove Salomone aveva esiliato il sacerdote Abiatar (o Ebiatar). Abiatar era un sacerdote che al tempo di Davide aveva praticamente il compito fondamentale. di esercitare il ministero. Poi al tempo di Sedecia aveva prevalso la famiglia di Zadoc, e quella di Abiatar era stata in qualche modo emarginata. Geremia vive ad Anatòe, quindi probabilmente viene da questa famiglia sacerdotale antica, con una grande tradizione, ma in qualche modo ai margini della vita ufficiale del culto. 
01/01/1997 Giovanni Battista Scalabrini cent’anni dopo (19971201)  Bibliografia del Beato Giovanni Battista Scalabrini, vescovo di Piacenza 
01/01/1997 Giovanni Battista Scalabrini cent’anni dopo (19971201)  Bibliografia del Beato Giovanni Battista Scalabrini, vescovo di Piacenza 
01/01/1997 Giovanni Battista Scalabrini cent’anni dopo (19971201)  Bibliografia del Beato Giovanni Battista Scalabrini, vescovo di Piacenza 
01/01/1997 Giovanni Battista Scalabrini cent’anni dopo (19971201)  Bibliografia del Beato Giovanni Battista Scalabrini, vescovo di Piacenza 
01/01/2001 Concelebrazione Eucaristica (20011020)  Nel suo bel volume sul Gianelli mons. Poletti cita un’espressione del santo Vescovo che invitava i preti a coltivare una passione buona; e spiegava: «L’uomo senza nessuna passione è un accidioso, anzi un imbecille (nel senso di impotente, inetto). 
11/04/2006 Editto per la continuazione del processo di beatificazione di Don Giuseppe Beotti (20060411)  Accogliendo la petizione del M.R. sac. Domenico Ponzini postulatore della causa di canonizzazione di un presbiterio di questa nostra diocesi di Piacenza-Bobbio, il servo di Dio sac. Giuseppe Beotti, fedele operaio del Vangelo ed eroico testimone della fede. 
08/02/2008 Ulisse Sartini: ritratto di mons. Luciano Monari (20080208)  La vita di una persona è una avventura, è un romanzo che procede anno in anno con trasformazioni, cambiamenti, novità, esperienze, ecc. E un ritratto in qualche modo fissa, cioè fa in anticipo quello che farà la morte. Alla fine la morte conclude il ritratto della nostra persona, della nostra avventura, e rende questo ritratto definitivo, si potrebbe dire eterno. 
01/06/2008 In Nomine Domini (20080601)  Nello scegliere il motto del suo episcopato ciascun vescovo coglie un aspetto privilegiato della sua vita, del suo rapporto con Dio, quasi un punto di osservazione a partire dal quale egli desidera dare unità e significato a tutti i di versi aspetti della sua esperienza di fede e del ministero episcopale. 
13/11/2008 Paolo VI, pensiero alla morte (20081113)  La morte, scrive Paolo VI nel suo testamento, è “maestra della filosofia della vita.” Per ciò la meditazione sulla morte è un esercizio spesso frequentato nella storia del pensiero occidentale. 
01/03/2009 Giacinto Tredici vescovo di Brescia in anni difficili (200903011)  Luciano Monari, Giacinto Tredici vescovo di Brescia in anni difficili (200903011) Data Copyright: 2009 Data pubblicazione: 01 marzo 2009 Id: Monari:200903011 Maurilio Lovatti, Giacinto Tredici vescovo di Brescia in anni difficili, Fondazione Civiltà Bresciana, Brescia 2009, pag. 451, Introduzione di mons. Luciano Monari, vescovo di Brescia 
24/01/2010 Proclamazione di Sant’Angela Merici a patrona secondaria di Brescia (20100124)  È un dono grande per la nostra Chiesa la proclamazione di sant’Angela Merici a patrona secondaria presso Dio della città e diocesi di Brescia; un dono del quale rendiamo grazie al Signore e del quale vorremmo sentire con gioia tutta la responsabilità. 
24/01/2010 Proclamazione di Sant’Angela Merici a patrona secondaria di Brescia (20100124)  È un dono grande per la nostra Chiesa la proclamazione di sant’Angela Merici a patrona secondaria presso Dio della città e diocesi di Brescia; un dono del quale rendiamo grazie al Signore e del quale vorremmo sentire con gioia tutta la responsabilità. 
24/01/2010 Proclamazione di Sant’Angela Merici a patrona secondaria di Brescia (20100124)  È un dono grande per la nostra Chiesa la proclamazione di sant’Angela Merici a patrona secondaria presso Dio della città e diocesi di Brescia; un dono del quale rendiamo grazie al Signore e del quale vorremmo sentire con gioia tutta la responsabilità. 
24/01/2010 Proclamazione di Sant’Angela Merici a patrona secondaria di Brescia (20100124)  È un dono grande per la nostra Chiesa la proclamazione di sant’Angela Merici a patrona secondaria presso Dio della città e diocesi di Brescia; un dono del quale rendiamo grazie al Signore e del quale vorremmo sentire con gioia tutta la responsabilità. 
09/11/2001 Una biografia di Sant’Antonino (200111091)  Luciano Monari, Una biografia di Sant’Antonino (200111091) Data Copyright: 2001 Data pubblicazione: 09 novembre 2001 Id: Monari:200111091 Non abbiamo, e probabilmente non avremo neppure in futuro, una biografia di S. Antonino equiparabile, per completezza e oggettività dei fatti riferiti a quelle dedicate ai santi del nostro tempo. 
09/11/2001 Una biografia di Sant’Antonino (200111091)  Luciano Monari, Una biografia di Sant’Antonino (200111091) Data Copyright: 2001 Data pubblicazione: 09 novembre 2001 Id: Monari:200111091 Non abbiamo, e probabilmente non avremo neppure in futuro, una biografia di S. Antonino equiparabile, per completezza e oggettività dei fatti riferiti a quelle dedicate ai santi del nostro tempo. 
09/11/2001 Una biografia di Sant’Antonino (200111091)  Luciano Monari, Una biografia di Sant’Antonino (200111091) Data Copyright: 2001 Data pubblicazione: 09 novembre 2001 Id: Monari:200111091 Non abbiamo, e probabilmente non avremo neppure in futuro, una biografia di S. Antonino equiparabile, per completezza e oggettività dei fatti riferiti a quelle dedicate ai santi del nostro tempo. 
09/11/2001 Una biografia di Sant’Antonino (200111091)  Luciano Monari, Una biografia di Sant’Antonino (200111091) Data Copyright: 2001 Data pubblicazione: 09 novembre 2001 Id: Monari:200111091 Non abbiamo, e probabilmente non avremo neppure in futuro, una biografia di S. Antonino equiparabile, per completezza e oggettività dei fatti riferiti a quelle dedicate ai santi del nostro tempo. 
01/01/1970 La Fede (19700812)  La fede per un cristiano è qualcosa di decisivo. È una scelta, anzi la scelta più grave e più importante che egli fa nella sua vita, la scelta da cui dipende la sua vita stessa. Ogni scelta che facciamo ha delle conseguenze più o meno profonde nella nostra vita: basti pensare all’importanza della scelta della professione. Da questo dipende se uno troverà o no gusto nel proprio lavoro, se si sentirà “realizzato” o no. 
01/01/2002 Che cosa significa incontrare Gesù Cristo? (20020823)  Le cose che dico pigliatele come inizio di una riflessione, non è una riflessione completa, però per intenderci tento di aprire la strada. Quindi, provo rispondere alle due domande facendo un piccolo itinerario che vorrebbe partire dal delineare alcuni tratti. 
01/01/1990 Chiesa, Giovani e Parola di Dio (19900829)  Si può leggere in questo Vangelo uno dei tanti drammi del potere umano: c’è da una parte Erode, un re che ha in mano il potere, che si scontra con Giovanni il Battista, un profeta. 
29/08/1990 1ª Meditazione (199008291)  Luciano Monari, 1ª Meditazione (199008291). Chiesa, Giovani e Parola di Dio Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 29/08/1990 Serie: Chiesa, Giovani e Parola di Dio 1 Id: Monari:199008291 In questi ultimi anni si stanno verificando alcune rivoluzioni all’interno della Chiesa: si sta passando da una Chiesa istituzione ad una Chiesa comunione. e da una Chiesa che vede il mondo in funzione di sé ad una Chiesa al servizio del mondo. 
29/08/1990 Omelia (199008292)  Luciano Monari, Omelia (199008292). Omelia Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 29/08/1990 Serie: Chiesa, Giovani e Parola di Dio 3 Id: Monari:199008292 È bello che nella S. Messa ci sia il saluto con cui S. Paolo inizia una delle sue Lettere, perché nel saluto c’è come il germe dell’esperienza della Chiesa. 
17/04/2010 Nella Carità… Riscoprirsi comunità (20100417)  Gli esegeti chiamano questi due testi “sommari”: vuol dire che non sono narrazioni di fatti, ma riassunti di uno stile di vita e di esperienza che caratterizza la comunità di Gerusalemme e per comprenderne il significato il valore, bisogna collocarli, naturalmente, nel contesto, capitolo secondo degli atti. 
15/03/1997 L’anziano nella Sacra Scrittura (19970315)  Luciano Monari, L’anziano nella Sacra Scrittura (19970315) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 15 marzo 1997 Id: Monari:19970315 Provo a dire quali sono le linee fondamentali di riflessione sull’esperienza dell’anziano, così come emergono dalla Sacra Scrittura. Naturalmente non aspettatevi che la Bibbia possa o voglia rispondere a tutti i problemi che pone la condizione dell’anziano dal punto di vista sociologico, culturale e pastorale. Noi viviamo in una situazione notevolmente diversa da quella che la Bibbia testimonia, quindi molti problemi la Bibbia non se li è nemmeno posti; quello che ci può dare non è la soluzione a tutti gli interrogativi della vita quotidiana, ma la prospettiva fondamentale di lettura dell’esperienza dell’anziano dentro al progetto di Dio. C’è un progetto di Dio che si chiama “storia di salvezza”, in cui sono coinvolti tutti gli uomini in tutte le loro esperienze ed età; in questo progetto di Dio gli anziani sono certamente coinvolti. 
15/03/1997 L’anziano nella Sacra Scrittura (19970315)  Luciano Monari, L’anziano nella Sacra Scrittura (19970315) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 15 marzo 1997 Id: Monari:19970315 Provo a dire quali sono le linee fondamentali di riflessione sull’esperienza dell’anziano, così come emergono dalla Sacra Scrittura. Naturalmente non aspettatevi che la Bibbia possa o voglia rispondere a tutti i problemi che pone la condizione dell’anziano dal punto di vista sociologico, culturale e pastorale. Noi viviamo in una situazione notevolmente diversa da quella che la Bibbia testimonia, quindi molti problemi la Bibbia non se li è nemmeno posti; quello che ci può dare non è la soluzione a tutti gli interrogativi della vita quotidiana, ma la prospettiva fondamentale di lettura dell’esperienza dell’anziano dentro al progetto di Dio. C’è un progetto di Dio che si chiama “storia di salvezza”, in cui sono coinvolti tutti gli uomini in tutte le loro esperienze ed età; in questo progetto di Dio gli anziani sono certamente coinvolti. 
15/03/1997 L’anziano nella Sacra Scrittura (19970315)  Luciano Monari, L’anziano nella Sacra Scrittura (19970315) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 15 marzo 1997 Id: Monari:19970315 Provo a dire quali sono le linee fondamentali di riflessione sull’esperienza dell’anziano, così come emergono dalla Sacra Scrittura. Naturalmente non aspettatevi che la Bibbia possa o voglia rispondere a tutti i problemi che pone la condizione dell’anziano dal punto di vista sociologico, culturale e pastorale. Noi viviamo in una situazione notevolmente diversa da quella che la Bibbia testimonia, quindi molti problemi la Bibbia non se li è nemmeno posti; quello che ci può dare non è la soluzione a tutti gli interrogativi della vita quotidiana, ma la prospettiva fondamentale di lettura dell’esperienza dell’anziano dentro al progetto di Dio. C’è un progetto di Dio che si chiama “storia di salvezza”, in cui sono coinvolti tutti gli uomini in tutte le loro esperienze ed età; in questo progetto di Dio gli anziani sono certamente coinvolti. 
15/03/1997 L’anziano nella Sacra Scrittura (19970315)  Luciano Monari, L’anziano nella Sacra Scrittura (19970315) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 15 marzo 1997 Id: Monari:19970315 Provo a dire quali sono le linee fondamentali di riflessione sull’esperienza dell’anziano, così come emergono dalla Sacra Scrittura. Naturalmente non aspettatevi che la Bibbia possa o voglia rispondere a tutti i problemi che pone la condizione dell’anziano dal punto di vista sociologico, culturale e pastorale. Noi viviamo in una situazione notevolmente diversa da quella che la Bibbia testimonia, quindi molti problemi la Bibbia non se li è nemmeno posti; quello che ci può dare non è la soluzione a tutti gli interrogativi della vita quotidiana, ma la prospettiva fondamentale di lettura dell’esperienza dell’anziano dentro al progetto di Dio. C’è un progetto di Dio che si chiama “storia di salvezza”, in cui sono coinvolti tutti gli uomini in tutte le loro esperienze ed età; in questo progetto di Dio gli anziani sono certamente coinvolti. 
01/01/1998 Decreto di erezione a Fondazione della “Caritas Diocesana” (19981210)   
01/01/1998 Per ridare una chiesa a Sanski Most (19980307)  Lettera del Vescovo ai parroci e ai catechisti che accompagnano le ragazze ed i ragazzi che riceveranno il sacramento della Cresima. 
01/01/2002 L’incontro diventi portatore di ricchezze (20020118)  Da un po’ di tempo il tema della cultura (e delle culture) sta occupando il centro di un interesse sempre più attento. Ci rendiamo sempre più conto che sul tema della cultura si gioca qualche cosa di centrale per il modo di intendere la vita e la convivenza. 
01/01/2002 L’incontro diventi portatore di ricchezze (20020118)  Da un po’ di tempo il tema della cultura (e delle culture) sta occupando il centro di un interesse sempre più attento. Ci rendiamo sempre più conto che sul tema della cultura si gioca qualche cosa di centrale per il modo di intendere la vita e la convivenza. 
01/01/2002 L’incontro diventi portatore di ricchezze (20020118)  Da un po’ di tempo il tema della cultura (e delle culture) sta occupando il centro di un interesse sempre più attento. Ci rendiamo sempre più conto che sul tema della cultura si gioca qualche cosa di centrale per il modo di intendere la vita e la convivenza. 
01/01/2002 L’incontro diventi portatore di ricchezze (20020118)  Da un po’ di tempo il tema della cultura (e delle culture) sta occupando il centro di un interesse sempre più attento. Ci rendiamo sempre più conto che sul tema della cultura si gioca qualche cosa di centrale per il modo di intendere la vita e la convivenza. 
01/01/2003 Insediamento del nuovo Consiglio Diocesano Caritas (20030523)  Il tentativo della Caritas è di ubbidire “al comando del Signore” e di animare tutta la comunità cristiana, perché sia consapevole di questo «comandamento» e cerchi di viverlo con il massimo di fedeltà e di intensità. 
01/01/2003 Oltre i trent’anni, le sfide, i progetti, la speranza (20031011)  Paolo ha scritto questa “pagina” della sua Lettera per rispondere a un problema dei cristiani di Corinto, che s’interrogano su quali siano i carismi più importanti per la edificazione della comunità. 
01/01/2003 Oltre i trent’anni, le sfide, i progetti, la speranza (20031011)  Paolo ha scritto questa “pagina” della sua Lettera per rispondere a un problema dei cristiani di Corinto, che s’interrogano su quali siano i carismi più importanti per la edificazione della comunità. 
01/01/2003 Oltre i trent’anni, le sfide, i progetti, la speranza (20031011)  Paolo ha scritto questa “pagina” della sua Lettera per rispondere a un problema dei cristiani di Corinto, che s’interrogano su quali siano i carismi più importanti per la edificazione della comunità. 
01/01/2003 Oltre i trent’anni, le sfide, i progetti, la speranza (20031011)  Paolo ha scritto questa “pagina” della sua Lettera per rispondere a un problema dei cristiani di Corinto, che s’interrogano su quali siano i carismi più importanti per la edificazione della comunità. 
15/10/2005 La Caritas per una comunità accogliente (20051015)  Sei amato, riconciliato, perdonato e salvato da Dio, attraverso Gesù Cristo, gratuitamente e non per i tuoi meriti; allora dovrai vivere come una persona salvata e santificata e purificata dalla grazia del Signore. 
14/10/2006 Le fragilità sociali e le Caritas Parrocchiali (20061014)  Il peccato è sempre una forma di egocentrismo, di egoismo, di chiusura, di non apertura all’amore di Dio, di non disponibilità nei confronti degli altri, e quindi inevitabilmente produce una emarginazione, una esperienza di solitudine e di allontanamento dagli altri. 
18/11/2007 Giornata Diocesana della Caritas (20071118)  Viene da Paolo VI la bella espressione “civiltà dell’amore” per indicare la direzione che la famiglia umana è chiamata a prendere se vuole dirigere correttamente la sua marcia verso il futuro. E “civiltà dell’amore” significa una società nella quale l’obiettivo cui si tende è prendersi cura gli uni degli altri, portare gli uni i pesi degli altri, offrire se stessi agli altri come motivo di sicurezza e di fiducia. 
16/11/2008 Giornata Diocesana della Caritas (20081116)  Questi sono i segni con i quali Gesù mostra che Dio è entrato nella storia dell’Uomo. La fedeltà di Dio si manifesta ed inizia il suo cammino nella nostra storia, proprio incontrando i poveri e aiutandoli, incontrando i malati e guarendoli, incontrando gli afflitti e consolandoli. 
10/12/1998 Fondazione di Religione (199812101)  Luciano Monari, Fondazione di Religione (199812101) Data Copyright: 10 dicembre 1998 Data pubblicazione: 10 dicembre 1998 Id: Monari:199812101 Statuto della Fondazione di Religione “Caritas Diocesana di Piacenza-Bobbio” 
01/01/2001 Anniversario dell’apertura della “Pellegrina” (20010529)  La preghiera che abbiamo ascoltato dice che: “Gesù ha ricevuto da Dio Padre il potere sopra ogni essere umano”. Chiaramente il potere di Gesù va inteso in modo corretto, consiste in questo: «Egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato». 
01/01/2001 Anniversario dell’apertura della “Pellegrina” (20010529)  La preghiera che abbiamo ascoltato dice che: “Gesù ha ricevuto da Dio Padre il potere sopra ogni essere umano”. Chiaramente il potere di Gesù va inteso in modo corretto, consiste in questo: «Egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato». 
01/01/2001 Anniversario dell’apertura della “Pellegrina” (20010529)  La preghiera che abbiamo ascoltato dice che: “Gesù ha ricevuto da Dio Padre il potere sopra ogni essere umano”. Chiaramente il potere di Gesù va inteso in modo corretto, consiste in questo: «Egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato». 
01/01/2001 Anniversario dell’apertura della “Pellegrina” (20010529)  La preghiera che abbiamo ascoltato dice che: “Gesù ha ricevuto da Dio Padre il potere sopra ogni essere umano”. Chiaramente il potere di Gesù va inteso in modo corretto, consiste in questo: «Egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato». 
29/05/2003 La Pellegrina un segno da dieci anni (200305291)  Luciano Monari, La Pellegrina un segno da dieci anni (200305291) Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 29 maggio 2003 Id: Monari:200305291 La “Pellegrina” è un’opera-segno. Piccola cosa, quindi un semplice “segno”, che non risolve un delicato problema sociale, e non risponde a tutte le necessità. In dieci anni sono passate dalla “Pellegrina” 68 persone: molte se si pensa al peso di sofferenza, di solitudine e di povertà che queste persone hanno vissuto; quasi niente se si fa il confronto con le immense necessità. 
01/01/1971 Al centro del messaggio di Gesù: la venuta del Regno (19710201)  Gli studiosi sono sempre più d’accordo nell’affermare che al centro della predicazione di Gesù sta l’annuncio del “Regno di Dio” – meglio della “Regalità” o “Sovranità regale” di Dio. Giustamente quindi Marco propone l’insegnamento di Gesù in queste parole: «Il tempo è compiuto, il Regno di Dio è qui; convertitevi e credete al vangelo» (Mc 1, 15). 
01/01/1971 Le azioni di Gesù come portatrici di salvezza (197102152)  Nella prima Meditazione abbiamo detto in pratica due cose: anzitutto che il centro della predicazione di Gesù era il Regno di Dio e la salvezza che questo Regno porta con sé; in secondo luogo abbiamo insistito sul fatto che la venuta del Regno di Dio è legata strettamente con la persona di Gesù. Possiamo legare a queste due affermazioni quanto diremo ora sui miracoli di Gesù: essi sono anzitutto un segno della Salvezza presente in mezzo agli uomini; in secondo luogo essi rivelano il mistero della persona di Gesù. (sono segni “cristologici”). 
01/01/1999 Liberare Dio, cioè la fede secondo Gesù Cristo (19990820)  Le domande che voi avete fatto bisognerebbe passarle una per una, quindi quello che dico pigliatelo come introduttorio, poi, se le relazioni dei gruppi me le date così come sono state esposte, ci riflettiamo sopra e capiterà una qualche occasione per approfondirle. Perché su molte cose sono d’accordo e su alcune no, quindi mi piacerebbe chiarire il dove e il perché. 
17/08/2011 Saldi nella fede (20110817)  La fede ha qualcosa a che fare con lo stato di chi è innamorato. Gli occhi di un innamorato vedono il mondo come gli occhi di tutti: le cose, i colori, le forme, le sfumature; eppure il suo cuore riconosce e risponde a una bellezza che gli altri non colgono. 
18/08/2011 Seconda Catechesi (20110818)  San Policarpo, discepolo dell’apostolo Giovanni, fu vescovo di Smirne all’inizio del secondo secolo. Nell’arena della sua città, subì il martirio, il rogo; era l’anno 155. Al proconsole che gli chiedeva con insistenza di rinnegare Gesù Cristo: “Giura e ti lascio libero. Maledici Cristo!” rispose: “Sono ottantasei anni che lo servo e mai mi ha fatto torto. Come posso bestemmiare il mio re e salvatore?” 
19/08/2011 Testimoni di Cristo nel mondo. 3 (20110819)  Erano impauriti i discepoli di Gesù il giorno di Pasqua. Per darsi coraggio, si erano raccolti insieme nel Cenacolo, disorientati per quanto era accaduto, umiliati per la pessima figura che avevano fatto. 
01/09/1997 Il vescovo ai Catechisti (19970901)  Luciano Monari, Il vescovo ai Catechisti (19970901) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 01 settembre 1997 Id: Monari:19970901 Sussidio. “Profeti e sognatori”. Cammino di formazione dei catechisti della Diocesi di Piacenza-Bobbio per l’anno pastorale 1997/98. 
01/01/2003 Celebrazione della Riconciliazione (20030928)  Voi partite pensando alla vita come una storia da vivere o un romanzo da scrivere. La vita incomincia come un patrimonio che noi riceviamo – dai nostri genitori, dagli antenati, dal luogo in cui siamo vissuti e nati –, e partendo con quel materiale noi cerchiamo di crescere. 
01/01/2003 Diocesi in Festa (20030510)  Dice San Paolo: “La Chiesa è il corpo di Cristo”. E perché ci sia un “corpo” è necessario che ci siano molte membra, ma le molte membra siano legate tra di loro per svolgere la funzione fondamentale del corpo. 
01/01/2001 Siamo per una Chiesa aperta al mondo (20010309)  Credo sia un dovere rendervi partecipi del viaggio che ho fatto in Bangladesh perché possiate sentire, insieme con me, la gioia di vivere la missionarietà della Chiesa. 
18/02/2005 Idee e proposte per le politiche sociali (20050218)  Il mondo cambia con una velocità impressionante, nuove nazioni si presentano sulla scena del mondo con la volontà precisa di essere protagoniste e con i mezzi per esserlo. Penso all’India, alla Cina, e a tutto l’estremo oriente. E questo inevitabilmente costringe anche noi, il “vecchio occidente”, a ridefinire la nostra posizione. 
20/05/2005 Verifica del Corso Cives 2004-05 (20050520)  Voglio dire, se dal punto di vista cristiano sono chiamato a superare il mio individualismo – la affermazione di me stesso, o la difesa di me stesso –, e sono chiamato a costruire con gli altri delle relazioni che siano non solo funzionali di vantaggio (vantaggiose per me), ma siano relazioni di autentico amore e di dono, se questa è la visione cristiana dell’uomo, la radice è la SS. Trinità. 
20/02/2006 La risposta cristiana ai conflitti dentro e fuori di noi (20060220)  “La risposta cristiana ai conflitti dentro e fuori di noi”, che suppone evidentemente che i conflitti non siano fatali, che ci sia la possibilità di affrontarli e in qualche modo di gestirlo in una prospettiva positiva. Naturalmente per trovare la terapia migliore dei conflitti bisogna fare una diagnosi e una eziologia, bisogna riuscire capire da dove vengono questi conflitti. 
23/09/2006 Il prete è un Dono del Signore (20060923)  Noi siamo molto abituati nella nostra vita a ragionare in termini di diritti: siccome siamo persone vive, con una cittadinanza riconosciuta, abbiamo diritto a tante cose. Se ce la cavate provate uscire da questo schema, e a considerare i sacerdoti che servono la Comunità di Gossolengo come pastori, a considerarli non come un diritto ma come un Dono grande e bello del Signore 
07/06/2007 Relazione annuale sullo stato della Diocesi (200706071)  Luciano Monari, Relazione annuale sullo stato della Diocesi (200706071) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 07 giugno 2007 Id: Monari:200706071 Il primo e più importante obiettivo, nel ministero di un vescovo, è senza dubbio alcuno la costruzione del presbiterio. Lo ritengo essenziale per la costruzione del senso della Chiesa locale e mi sembra debba diventare un impegno primario di noi tutti. 
20/07/2007 Porto nel cuore l’amore per voi (20070720)  Papa Benedetto XVI, in seguito alla rinuncia di mons. Giulio Sanguineti, ha nominato mons. Luciano Monari vescovo della Diocesi di Brescia. L’annuncio è stato dato giovedì 19 luglio alle ore 12 nella sala degli affreschi della Curia vescovile di Piacenza dallo stesso vescovo Monari, il quale ha indirizzato alla Diocesi di Piacenza-Bobbio il seguente messaggio. 
20/07/2007 Porto nel cuore l’amore per voi (20070720)  Papa Benedetto XVI, in seguito alla rinuncia di mons. Giulio Sanguineti, ha nominato mons. Luciano Monari vescovo della Diocesi di Brescia. L’annuncio è stato dato giovedì 19 luglio alle ore 12 nella sala degli affreschi della Curia vescovile di Piacenza dallo stesso vescovo Monari, il quale ha indirizzato alla Diocesi di Piacenza-Bobbio il seguente messaggio. 
20/07/2007 Porto nel cuore l’amore per voi (20070720)  Papa Benedetto XVI, in seguito alla rinuncia di mons. Giulio Sanguineti, ha nominato mons. Luciano Monari vescovo della Diocesi di Brescia. L’annuncio è stato dato giovedì 19 luglio alle ore 12 nella sala degli affreschi della Curia vescovile di Piacenza dallo stesso vescovo Monari, il quale ha indirizzato alla Diocesi di Piacenza-Bobbio il seguente messaggio. 
20/07/2007 Porto nel cuore l’amore per voi (20070720)  Papa Benedetto XVI, in seguito alla rinuncia di mons. Giulio Sanguineti, ha nominato mons. Luciano Monari vescovo della Diocesi di Brescia. L’annuncio è stato dato giovedì 19 luglio alle ore 12 nella sala degli affreschi della Curia vescovile di Piacenza dallo stesso vescovo Monari, il quale ha indirizzato alla Diocesi di Piacenza-Bobbio il seguente messaggio. 
01/09/2007 Documento sulla Formazione permanente del clero (20070901)  Il documento che presentiamo è il frutto di un lungo percorso. Il tema ha occupato due incontri del Consiglio presbiterale diocesano, quello di novembre e di dicembre, sulla traccia di una riflessione proposta dalla Commissione per la formazione permanente del Consiglio stesso, ed è stato trattato dai presbiteri negli incontri delle varie zone che si sono tenuti tra le due sessioni del consiglio. 
26/09/2007 Vescovo e preti sono una cosa sola, perché siamo sacramento di Cristo pastore (200709261)  Luciano Monari, Vescovo e preti sono una cosa sola, perché siamo sacramento di Cristo pastore (200709261) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 26 settembre 2007 Id: Monari:200709261 L’incontro con il presbiterio è un momento per me importante, e questa consapevolezza mi diventa sempre più chiara man mano che vado avanti; e cioè che “vescovo e preti sono una cosa sola”, che il ministero presbiterale è un ministero di comunione o altrimenti semplicemente non è, che il primo impegno di un vescovo è la comunione del suo presbiterio. 
01/01/2002 Il Collegio Alberoni, identità e formazione del sacerdote oggi (20020315)  Spiego anzitutto l’ottica in cui si pone la mia riflessione. Preparandola, ho rinunciato a qualsiasi intento di completezza e di documentazione. Non sono andato, per esempio, a riprendere tutti i testi che dal Concilio in poi sono stati dedicati alla formazione dei seminaristi. Sarebbe stata una strada feconda e ricchissima di indicazioni, ma avrebbe richiesto un tempo di ricerca che non mi è consentito. 
01/01/1999 Il Vangelo e le sfide della comunicazione (19990901)  Parto da un interrogativo: è possibile usare i mezzi di comunicazione sociale (i mass media) per evangelizzare? e d’altra parte: è possibile “evangelizzare” i mezzi di comunicazione sociale? Nella Somma di Teologia san Tommaso inizia regolarmente le singole questioni enumerando anzitutto le obiezioni contro la sua tesi: “Videtur quod non” e solo dopo esponendo le motivazioni a favore. 
01/01/2004 L’Etica della Comunicazione (20040331)  Mi sono permesso di aggiustare un tantino il titolo, perché era “Mas-smedia ed etica”, ma dire così significa cercare di affrontare i problemi che dal punto di vista etico pongono i diversi mezzi di comunicazione. 
01/01/2004 L’Etica della Comunicazione (20040331)  Mi sono permesso di aggiustare un tantino il titolo, perché era “Mas-smedia ed etica”, ma dire così significa cercare di affrontare i problemi che dal punto di vista etico pongono i diversi mezzi di comunicazione. 
01/01/2004 L’Etica della Comunicazione (20040331)  Mi sono permesso di aggiustare un tantino il titolo, perché era “Mas-smedia ed etica”, ma dire così significa cercare di affrontare i problemi che dal punto di vista etico pongono i diversi mezzi di comunicazione. 
01/01/2004 L’Etica della Comunicazione (20040331)  Mi sono permesso di aggiustare un tantino il titolo, perché era “Mas-smedia ed etica”, ma dire così significa cercare di affrontare i problemi che dal punto di vista etico pongono i diversi mezzi di comunicazione. 
05/03/2009 Dies accademicus (20090305)  Un giorno un’aquila depose le uova in un nido ben più in alto e oltre il limite dove potevano giungere i serpenti e gli animali che davano loro la caccia. 
01/01/2000 Campagna per la remissione del debito estero (20000602)  Tento di spiegare il significato di questa “Campagna per la remissione del debito estero dei paesi poveri in via di sviluppo”. Il motivo è facilmente comprensibile: il problema della povertà nei paesi in via di sviluppo, soprattutto nel Sud del mondo, è principalmente un problema di investimenti; cioè bisogna riuscire a investire in questi paesi in istruzione, in infrastrutture e in imprese economiche. 
20/04/2005 Conferenza stampa sull’elezione del nuovo Santo Padre Benedetto XVI (200504201)  Luciano Monari, Conferenza stampa sull’elezione del nuovo Santo Padre Benedetto XVI (200504201) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 20 aprile 2005 Id: Monari:200504201 La prima cosa credo sia il significato del valore che ha la elezione di un Papa per la Chiesa, e per una Chiesa particolare com’è la Chiesa di Piacenza-Bobbio. Perché attraverso il Papa, che è successore di Pietro, la Chiesa piacentina-bobbiese e tutte le Chiese locali sono in comunione le une con le altre. 
20/04/2005 Conferenza stampa sull’elezione del nuovo Santo Padre Benedetto XVI (200504201)  Luciano Monari, Conferenza stampa sull’elezione del nuovo Santo Padre Benedetto XVI (200504201) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 20 aprile 2005 Id: Monari:200504201 La prima cosa credo sia il significato del valore che ha la elezione di un Papa per la Chiesa, e per una Chiesa particolare com’è la Chiesa di Piacenza-Bobbio. Perché attraverso il Papa, che è successore di Pietro, la Chiesa piacentina-bobbiese e tutte le Chiese locali sono in comunione le une con le altre. 
20/04/2005 Conferenza stampa sull’elezione del nuovo Santo Padre Benedetto XVI (200504201)  Luciano Monari, Conferenza stampa sull’elezione del nuovo Santo Padre Benedetto XVI (200504201) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 20 aprile 2005 Id: Monari:200504201 La prima cosa credo sia il significato del valore che ha la elezione di un Papa per la Chiesa, e per una Chiesa particolare com’è la Chiesa di Piacenza-Bobbio. Perché attraverso il Papa, che è successore di Pietro, la Chiesa piacentina-bobbiese e tutte le Chiese locali sono in comunione le une con le altre. 
20/04/2005 Conferenza stampa sull’elezione del nuovo Santo Padre Benedetto XVI (200504201)  Luciano Monari, Conferenza stampa sull’elezione del nuovo Santo Padre Benedetto XVI (200504201) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 20 aprile 2005 Id: Monari:200504201 La prima cosa credo sia il significato del valore che ha la elezione di un Papa per la Chiesa, e per una Chiesa particolare com’è la Chiesa di Piacenza-Bobbio. Perché attraverso il Papa, che è successore di Pietro, la Chiesa piacentina-bobbiese e tutte le Chiese locali sono in comunione le une con le altre. 
Il primo Annuncio (20030314)  Faccio volentieri un tentativo di raccogliere e ordinare almeno alcune delle provocazioni e dei suggerimenti che sono stati offerti in questi giorni. Naturalmente non può che trattarsi di una sintesi provvisoria. 
01/01/1991 Fede e Amore: l’esistenza cristiana secondo S. Giovanni (199101013)  S. Giovanni, presentando negli ultimi versetti del cap. 20°, lo scopo del suo lavoro, dice di aver fatto una scelta fra tutti i segni che Gesù ha compiuto e di avere scritto alcuni di questi segni: «perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome» (Gv 20, 31). 
01/01/1991 Fede e Amore: l’esistenza cristiana secondo S. Giovanni (199101013)  S. Giovanni, presentando negli ultimi versetti del cap. 20°, lo scopo del suo lavoro, dice di aver fatto una scelta fra tutti i segni che Gesù ha compiuto e di avere scritto alcuni di questi segni: «perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome» (Gv 20, 31). 
01/01/1991 Fede e Amore: l’esistenza cristiana secondo S. Giovanni (199101013)  S. Giovanni, presentando negli ultimi versetti del cap. 20°, lo scopo del suo lavoro, dice di aver fatto una scelta fra tutti i segni che Gesù ha compiuto e di avere scritto alcuni di questi segni: «perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome» (Gv 20, 31). 
01/01/1991 Fede e Amore: l’esistenza cristiana secondo S. Giovanni (199101013)  S. Giovanni, presentando negli ultimi versetti del cap. 20°, lo scopo del suo lavoro, dice di aver fatto una scelta fra tutti i segni che Gesù ha compiuto e di avere scritto alcuni di questi segni: «perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome» (Gv 20, 31). 
01/01/1991 Genere letterario e struttura del quarto Vangelo (199101014)  Luciano Monari, Genere letterario e struttura del quarto Vangelo (199101014) Data Copyright: 1991 Data pubblicazione: 01 gennaio 1991 Id: Monari:199101014 Luciano Monari, Genere letterario e struttura del quarto Vangelo (199101011) Data Copyright: 1991 Data pubblicazione: 1/1/1991 Id: Monari:199101011 S. Giovanni, presentando negli ultimi versetti del cap. 20, lo scopo del suo lavoro, dice di aver fatto una scelta fra tutti i segni che Gesù ha compiuto e di avere scritto alcuni di questi segni: «perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome» (Gv 20, 31). 
01/01/1991 Genere letterario e struttura del quarto Vangelo (199101011)  Luciano Monari, Genere letterario e struttura del quarto Vangelo (199101011) Data Copyright: 1991 Data pubblicazione: 1/1/1991 Id: Monari:199101011 Luciano Monari, Genere letterario e struttura del quarto Vangelo (19910101) Data Copyright: 1991 Data pubblicazione: 1/1/1991 Id: Monari:19910101 Ci chiediamo anzitutto quale sia il genere letterario del Vangelo secondo Giovanni. Ci chiediamo cioè quali interessi e preoccupazioni abbiano mosso l’autore a scriverlo. Di Gesù si può scrivere in tanti modi; hanno scritto in un modo i Vangeli sinottici che ci offrono delle narrazioni sulla vita di Gesù, ha scritto S. Paolo in un altro modo dandoci riflessioni teologiche sul mistero di Gesù. 
01/01/1995 La sofferenza e il messaggio biblico su Dio (1995020103)  Il Libro di Giobbe si presenta come un libro sapienziale, si pone, cioè, di fronte al problema della vita, del come vivere bene, e di fronte, naturalmente, al problema della sofferenza. Giobbe è una persona, che soffre e che deve risolvere questo problema in modo positivo, in un modo, che sia a vantaggio della vita, che non sia un cedere alla realtà della morte e tenta un cammino, che è il “suo” cammino. Naturalmente lo presenta come un cammino ideale, che altri possono seguire o cercare di seguire, ma non come l’unico modo di affrontare il problema della sofferenza. I Libri sapienziali non cercano delle verità universali ed eterne, cercano dei risultati positivi, quindi delle strade, che siano utili, senza voler affermare che sono le uniche. Il pensiero biblico non è simile al pensiero greco, che cerca delle leggi o al pensiero, ancora più moderno, scientifico, che cerca delle leggi universali, il pensiero biblico cerca, piuttosto, delle strade utili per affrontare il problema della vita. Proprio per questo Giobbe non è l’unica risposta della Bibbia, non è l’unico modo o l’unica prospettiva in cui la Bibbia ha affrontato questo problema; allora prendiamo in considerazione una specie di panoramica della diverse tipologie, secondo le quali il dolore, la sofferenza, è stata compresa o affrontata. 
01/01/1995 Le interpretazioni del libro di Giobbe (1995020102)  Per orientarsi meglio e per capire le diverse letture che di questo libro sono state offerte dagli interpreti, la prima cosa da tener presente è che il Libro di Giobbe appartiene alla corrente sapienziale. Questo vuol dire che in esso si pongono problemi concreti riguardo al vivere bene, il vivere con successo, ma che si pongono questi problemi, non da un punto di vista speculativo-filosofico, ma da un punto di vista eminentemente pratico. Il problema del dolore può essere affrontato come problema filosofico, allora si tratta di interrogarsi sulla esistenza del dolore, del male in tutte le sue espressioni e di cercare di dare una risposta, che spieghi nel modo migliore tutte le diverse manifestazioni del male. 
01/02/1995 Il Libro di Giobbe: contenuti e struttura (1995020101)  La trama del “Libro di Giobbe” è molto semplice: è la vita di un uomo ricco, onesto, un uomo che vive nella terra di Uz, fuori dalla Palestina e che appare un esempio di vita perfetta, sia dal punto di vista religioso, che dal punto di vista umano. 
01/01/1996 Ascoltatelo! (19960228)  Benvenuti a questo momento del nostro cammino quaresimale di conversione che tutta la nostra Chiesa di Piacenza-Bobbio vuole fare, lasciandosi guidare, correggere e convertire dalla Parola del Signore. È questa Parola che vogliamo accogliere come un dono di illuminazione della nostra vita, perché i nostri comportamenti ne vengano illuminati e rigenerati. Ci prepariamo proprio all’ascolto della Parola del Signore, aprendo il nostro cuore al dono dello Spirito con la preghiera. 
01/01/1996 Consiglio Pastorale Diocesano (19960217)  Dico alcune cose su questo cammino che ci attende verso l’anno duemila; anche se il discorso dovrà essere fatto soprattutto con il prossimo C. P. D. (voi siete scadenti, ma come dice mons. Mario tutti potete essere riconfermati), possiamo impostare adesso il problema. Il quale problema credo consiste soprattutto nella realizzazione di un Programma pastorale che tenga conto del tempo in cui siamo e delle trasformazioni che stiamo vivendo e che presumibilmente vivremo negli anni che si preparano. 
01/01/1996 Convegno dei Sacristi (19961127)  Sono contento di celebrare questa Eucarestia con voi per dirvi la stima e l’affetto della Chiesa. Quello che voi compite è un ministero. “Ministero” vuol dire: un servizio per l’edificazione della Chiesa. E “della Chiesa” vuol dire: per l’edificazione del popolo di Dio. È vero che avete a che fare con i muri della chiesa, con le porte e con tutte queste cose, ma in realtà il servizio non è fatto alla chiesa come edificio ma al popolo di Dio che si raccoglie nell’edificio della chiesa. Al popolo di Dio che lì impara a pregare, ad esprimersi come comunità, a vivere la solidarietà, la festa e la gioia dell’incontro con il Signore. 
01/01/1996 Il Signore è bontà e misericordia (19960327)  Il Signore ci ha dato la gioia di percorrere il nostro cammino quaresimale che avrà il suo culmine nella celebrazione della veglia pasquale. Nella notte di Pasqua che vivremo nelle nostre comunità ci verrà proclamata la Parola del Signore per rigenerare la nostra memoria di fede, verrà annunciato la vittoria di Cristo sulla morte con il preconio pasquale e rinnoveremo la nostra professione di fede battesimale, perché la Pasqua sia l’esperienza del rinnovamento profondo del nostro cuore. 
01/01/1996 Io sono la luce del mondo (19960313)  La festa delle Capanne, ricordava i quarant’anni di cammino di Israele nel deserto; quando l’itinerario del popolo era segnato di giorno da una colonna di nube, e di notte da una colonna di fuoco: luce che illuminava il cammino per Israele. È in questa festa delle Capanne che Gesù proclama: «Sono io la luce del mondo; chi segue me, non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Gv 8, 12). In questo modo usava uno dei simboli religiosi più evidenti e più semplici – la luce – che rischiara il cammino dell’uomo e gli permette di rendersi conto di quale sia la sua situazione e quale direzione possa e debba prendere la sua vita. 
01/01/1996 Se credi vedrai la gloria di Dio (19960320)  Scrive S. Paolo nella prima lettera ai Corinzi: «L’ultimo nemico ad essere sconfitto sarà la morte» (1 Cor 15, 26). Vuol dire che, con l’episodio che abbiamo ascoltato, siamo di fronte alla prova decisiva della fede, al suo confronto con la morte; perché solo se la fede vince questo confronto, offre una salda speranza. Altrimenti tutto quello che di bello la fede ci dona e che abbiamo incontrato negli incontri passati: l’acqua viva che placa il desiderio dell’uomo, la luce che è capace di squarciare le tenebre… tutti questi doni si rivelerebbero effimeri e passeggeri. Bisogna che questo confronto venga vissuto. 
01/01/1996 Se tu conoscessi il dono di Dio! (19960306)  Racconta il Vangelo di Giovanni di una donna che esce di casa con una brocca per andare ad attingere acqua; quando ritorna non ha l’acqua e non ha nemmeno la brocca: ha trovato la fede. 
24/02/1996 Non di solo pane vive l’uomo (199602241)  Luciano Monari, Non di solo pane vive l’uomo (199602241). Itinerario verso la Pasqua Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 24 febbraio 1996 Serie: Itinerario verso la Pasqua 1996 Id: Monari:199602241 Siamo alla prima tappa del nostro cammino verso la Pasqua. È vero che la Quaresima è fatta di penitenza – portiamo il colore viola per indicare esattamente questo – ma il cammino che stiamo facendo è di ritorno a Dio, al Padre; quindi è necessariamente un cammino gioioso. Può essere faticoso perché ci viene richiesta una conversione effettiva, un cambiamento nel modo di pensare e di agire, ma è certamente pieno di gioia; è il Signore che ci attira e che ci spalanca le braccia per aprire il cammino del ritorno. 
24/02/1996 Non di solo pane vive l’uomo (199602241)  Luciano Monari, Non di solo pane vive l’uomo (199602241). Itinerario verso la Pasqua Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 24 febbraio 1996 Serie: Itinerario verso la Pasqua 1996 Id: Monari:199602241 Siamo alla prima tappa del nostro cammino verso la Pasqua. È vero che la Quaresima è fatta di penitenza – portiamo il colore viola per indicare esattamente questo – ma il cammino che stiamo facendo è di ritorno a Dio, al Padre; quindi è necessariamente un cammino gioioso. Può essere faticoso perché ci viene richiesta una conversione effettiva, un cambiamento nel modo di pensare e di agire, ma è certamente pieno di gioia; è il Signore che ci attira e che ci spalanca le braccia per aprire il cammino del ritorno. 
24/02/1996 Non di solo pane vive l’uomo (199602241)  Luciano Monari, Non di solo pane vive l’uomo (199602241). Itinerario verso la Pasqua Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 24 febbraio 1996 Serie: Itinerario verso la Pasqua 1996 Id: Monari:199602241 Siamo alla prima tappa del nostro cammino verso la Pasqua. È vero che la Quaresima è fatta di penitenza – portiamo il colore viola per indicare esattamente questo – ma il cammino che stiamo facendo è di ritorno a Dio, al Padre; quindi è necessariamente un cammino gioioso. Può essere faticoso perché ci viene richiesta una conversione effettiva, un cambiamento nel modo di pensare e di agire, ma è certamente pieno di gioia; è il Signore che ci attira e che ci spalanca le braccia per aprire il cammino del ritorno. 
24/02/1996 Non di solo pane vive l’uomo (199602241)  Luciano Monari, Non di solo pane vive l’uomo (199602241). Itinerario verso la Pasqua Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 24 febbraio 1996 Serie: Itinerario verso la Pasqua 1996 Id: Monari:199602241 Siamo alla prima tappa del nostro cammino verso la Pasqua. È vero che la Quaresima è fatta di penitenza – portiamo il colore viola per indicare esattamente questo – ma il cammino che stiamo facendo è di ritorno a Dio, al Padre; quindi è necessariamente un cammino gioioso. Può essere faticoso perché ci viene richiesta una conversione effettiva, un cambiamento nel modo di pensare e di agire, ma è certamente pieno di gioia; è il Signore che ci attira e che ci spalanca le braccia per aprire il cammino del ritorno. 
01/01/1997 Etica della comunicazione (19971017)  La premessa, anzitutto. Che cosa succede quando io parlo? Succede naturalmente che io comunico delle cose. Conosco alcune notizie e le trasmetto agli altri. Quando lo speaker ci legge per televisione il telegiornale, ci dà le notizie del giorno che noi non conoscevamo. Questa è una prima e fondamentale funzione della parola. Dico delle cose, trasmetto delle notizie. Ma questo non è tutto. Quando parlo, dico anche, inevitabilmente, me stesso. 
01/01/1997 Giornata del laicato (19971121)  Da una parte viviamo certamente un periodo di promozione del laicato. Dal punto di vista storico alcune linee sono indicate e non c’è dubbio che la storia di questo secolo (da cento cinquant’anni a questa parte) sia una dilatazione dell’azione del laicato nella Chiesa; che ha trovato nel Concilio la sua piena consacrazione perché, l’ecclesiologia che si esprime e i documenti conciliari, coglie il valore fondamentale della vocazione cristiana comune (quindi tutti i battezzati) prima delle differenze che nascono da diverse vocazioni. 
01/01/1997 Giornata mondiale della gioventù (19970322)  Interessa a me vivere bene, ma prima di tutto a Dio che io viva in pienezza. C’è una passione di Dio per la vita dell’uomo. “Primato” vuol dire questo: prima ancora che io mi muova e mi impegni a vivere in pienezza la mia esistenza, si è mosso Dio per cercarmi e per fare della mia vita qualche cosa di autentico. 
01/01/1997 Sovvenire al cammino della Chiesa (19970215)  Al Vescovo interessa l’edificazione della Chiesa come comunità di fede, di speranza e di carità; come comunità raccolta dalla parola di Dio e animata dallo Spirito Santo. Questo è il mio interesse e anche la prospettiva dell’intervento che mi è stato chiesto. Il problema è: che cosa ha a che fare questo impegno per l’edificazione della Chiesa, in quanto comunità, con il sostegno economico? Perché evidentemente la maturazione della Chiesa si misura appunto in termini di fede, speranza e di carità, non si misura in termini di organizzazione che possono essere legati in modo stretto ad una realtà economica. Il sostegno economico ha qualche cosa a che fare con l’esperienza di fede della Chiesa? o è qualche cosa di esterno, che si aggiunge? 
01/01/1998 Festa del Sacro Cuore (19980611)  Fratelli carissimi, sono molto contento d’incontrarvi in questo appuntamento annuale col presbiterio al quale, come sapete, tengo moltissimo. Anzitutto perché è giornata della santità sacerdotale e non possiamo dimenticare che questa è la prima, essenziale volontà di Dio per noi: la nostra santificazione. 
01/01/1998 La fatica di crescere nei volti dei bambini e dei giovani (19980214)  Convegno di catechisti, genitori, insegnanti, animatori “La fatica di crescere nei volti dei bambini e dei giovani” 
01/01/1999 Commento al Salmo 51 (19990226)  “Tu non hai ancora considerato seriamente quanto sia grave il peso del peccato”, sono parole di sant’Anselmo di Aosta quando s’interrogava sul perché sia stato necessario che Dio si facesse uomo per la redenzione dell’umanità. 
01/01/1999 Evangelizzazione e comunicazione (19990109)  Il mio imbarazzo viene un po’ dai temi che ci sono stati dati, perché “Evangelizzazione e comunicazione” e “Linguaggio dei media e pastorale” sono due temi che praticamente si equivalgono, e va a finire che sono la stessa cosa, quindi non vorrei ripetere o portare via delle riflessioni a colui che è più esperto di me. Le cose che dico, quindi prendetele semplicemente come un invito alla riflessione, ma con la speranza che molte cose possono poi essere dette con una competenza e una profondità più grande. 
01/01/1999 Festa del Sacro Cuore (19990610)  Ogni presenza diventa una ricchezza per gli altri. Quindi, grazie a tutti voi di esserci, grazie soprattutto a coloro che vengono da lontano. 
01/01/1999 Festa del Sacro Cuore (199906101)  «L’amore di Cristo ci spinge – scriveva san Paolo ai Corinzi – al pensiero che uno è morto per tutti» (2 Cor 5,14). Questo amore è presente nell’Eucaristia, memoria di Gesù, dove abbiamo le motivazioni più salde della Missione. Ed è proprio nell’Eucaristia che trova fondamento anche la fraternità che ci lega e che fa di noi una sola famiglia. 
01/01/1999 Regole e virtù per una politica sociale (19990206)  Convegno regionale Caritas «Dalla parte dei poveri», Regole e virtù per una politica sociale a partire dagli ultimi 
01/01/1999 Sapere e credere: le due ali dello spirito umano (19990216)  La prima osservazione necessaria per accostare correttamente l’Enciclica Fides et ratio (FR), riguarda l’indirizzo della lettera: “Ai vescovi della Chiesa cattolica circa i rapporti tra fede e ragione”. Hai vescovi, cioè alle persone che nella Chiesa hanno il compito di annunciare il vangelo, di guidare la comunità cristiana e di illuminare la fede. Non si tratta, quindi, anzitutto di una lettera rivolta ai filosofi per istruirli sul loro modo di fare filosofia, ma è rivolta ai vescovi perché possano annunciare correttamente la fede. 
01/01/2000 Ai piedi del Crocifisso (20000424)  L’uomo, scrive l’apostolo, non può trovare la propria giustizia attraverso il suo impegno autonomo; deve piuttosto riceverla come un dono da Dio, attraverso la morte di Cristo. Se la morte di Gesù per noi non basta a salvarci, se accanto ad essa dobbiamo mettere altri meriti, allora Cristo è «morto invano» (Gal 2,21). 
01/01/2000 Facciamo di Piacenza una città aperta (20000407)  La presenza in territorio piacentino di numerosi immigrati obbliga la comunità civile, come pure la comunità cristiana, a inventare modi più efficaci di convivenza. Per la comunità cristiana è in questione la sua stessa identità. Si legge infatti nel libro del Levitico: «Tutta la terra è mia e voi siete presso di me come stranieri e ospiti» (Lv 25,23b). 
16/06/2000 Lago di Tiberiade (200006162)  Luciano Monari, Lago di Tiberiade (200006162) Data Copyright: 2000 Data pubblicazione: 16 giugno 2000 Id: Monari:200006162 «Il regno di Dio è vicino» (Mc 1,15), vuole dire: è vicino il momento in cui Dio effettivamente viene a regnare. Quando cambia il re o il governo e quando questo cambiamento è profondo, noi parliamo di rivoluzione. L’ottica di Gesù era esattamente questa: viene Dio a governare la vita dell’uomo, e questo significa che molte cose vengono capovolte. 
01/01/2001 Assemblea dei Presbiteri (20010607)  Esprimo innanzitutto la gioia di incontrarvi ancora una volta in questa giornata del Sacro Cuore di Gesù, come una festa del Presbiterio diocesano; ormai è un appuntamento di famiglia che si unisce alla festa solenne del giovedì santo e ci aiuta a ritrovare la consapevolezza di un vincolo sacramentale che vuole diventare anche un vincolo affettivo e operativo. 
01/01/2001 I diritti dei Migranti (20011109)  Apro molto volentieri queste “Settimane Migratorie” perché hanno un significato bello nel cammino della nostra Chiesa e della nostra Città, un significato di attenzione e di riflessione in modo che quanto viene compiuto sia fatto non in modo episodico ma dopo una riflessione e quindi all’interno di un progetto. D’altra parte, qua in mezzo, se si fa il gioco dell’intruso, io sono l’intruso perché nel problema in senso stretto dei “diritti” sono il meno competente, quindi non ho intenzione di entrare. 
01/01/2001 Il significato ebraico e cristiano della Pasqua (20010320)  Solo se si capisce la Pasqua, si può capire per davvero che cos’è il cristianesimo. E la Pasqua cristiana prende origine dalla Pasqua ebraica. Quest’ultima nasceva dalla confluenza di due feste, una tipica dei pastori e un’altra nata in ambiente agricolo. 
01/01/2001 La separazione e la vita di fede (20011120)  Di per sé basterebbero le parole che abbiamo ascoltato per capire l’importanza di questo incontro: il solo riuscire a intravedere la sofferenza e la fatica di vivere la fede per delle persone che vivono la condizione di separatezza, che sono separate. 
01/01/2001 Una presenza nella società piacentina a servizio della formazione permanente (20011027)  Esprimo la gioia di essere qui perché è una festa e le feste sono uno degli aspetti belli della vita dell’uomo; vogliono dire che l’uomo ha sempre bisogno di qualche cosa di più, che il mangiare e il bere e avere le cose non basta, bisogna festeggiare, che il pranzo diventi una festa, che l’incontro abbia qualche cosa di più ed esprima proprio la gioia dello stare insieme, dello stare in mezzo agli altri. 
15/04/2001 La croce che indica il sentiero della vita (200104151)  Luciano Monari, La croce che indica il sentiero della vita (200104151) Data Copyright: 2001 Data pubblicazione: 15 aprile 2001 Id: Monari:200104151 Un cattedratico americano ha calcolato che la durata giusta della vita di un uomo dovrebbe essere seicento anni. In questo lasso di tempo la persona potrebbe imparare bene le cose essenziali: la matematica e la fisica, l’arte, la letteratura e tutto quello che permette a un uomo di conoscere esaurientemente il mondo in cui vive e quindi di prendere decisioni in modo saggio. 
01/01/2002 Convegno regionale sull’Immigrazione (20021128)  Quello che Pietro rivolge al centurione Cornelio e alla sua famiglia diventerà uno dei momenti fondamentali della storia della Chiesa, perché per la prima volta un pagano verrà accolto nella comunità cristiana senza bisogno di passare attraverso la circoncisione e quindi attraverso l’assunzione della legge di Israele. 
01/01/2002 Convegno regionale sull’Immigrazione (20021128)  Quello che Pietro rivolge al centurione Cornelio e alla sua famiglia diventerà uno dei momenti fondamentali della storia della Chiesa, perché per la prima volta un pagano verrà accolto nella comunità cristiana senza bisogno di passare attraverso la circoncisione e quindi attraverso l’assunzione della legge di Israele. 
01/01/2002 Convegno regionale sull’Immigrazione (20021128)  Quello che Pietro rivolge al centurione Cornelio e alla sua famiglia diventerà uno dei momenti fondamentali della storia della Chiesa, perché per la prima volta un pagano verrà accolto nella comunità cristiana senza bisogno di passare attraverso la circoncisione e quindi attraverso l’assunzione della legge di Israele. 
01/01/2002 Convegno regionale sull’Immigrazione (20021128)  Quello che Pietro rivolge al centurione Cornelio e alla sua famiglia diventerà uno dei momenti fondamentali della storia della Chiesa, perché per la prima volta un pagano verrà accolto nella comunità cristiana senza bisogno di passare attraverso la circoncisione e quindi attraverso l’assunzione della legge di Israele. 
01/01/2002 Il discepolato nel Nuovo Testamento (20020412)  Nel suo bel volume sul discepolo don Giovanni Moioli inizia dando questa definizione: “Il discepolo è colui per il quale l’assoluto dell’uomo è il Regno”. Poi spiega la definizione facendo riferimento a due testi evangelici. 
01/01/2002 Il ruolo della Comunicazione nella pastorale della Diocesi (20020112)  A me piacerebbe riuscire arrivare a presentare al Consiglio Presbiterale questo “progetto, un po’ sviluppato e articolato, dell’impegno della Diocesi nel campo della Comunicazione”. Credo che l’incontro di oggi vada in quella direzione, quindi vi ringrazierei con tutto il cuore. 
01/01/2002 La Parola di Dio sorgente della: formazione della coscienza cristiana (20020831)  Viene espresso l’obiettivo: «arrivare (…) allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo». Viene detto anche chi è l’attore di questa maturazione, e l’attore è Cristo, il Cristo risorto, il Cristo glorificato. Dice Paolo: «è asceso al di sopra dei cieli, per riempire tutte le cose». 
01/01/2002 La Parola nell’azione Liturgica (20020316)  Tento di rispondere brevemente a queste quattro domande: Che cosa succede quando una persona parla? Che cosa succede quando Dio parla? Che cosa succede quando la Parola di Dio è proclamata nella Liturgia? Che cosa succede quando la Parola è proclamata nell’Eucaristia? 
01/01/2002 La Parola nell’azione Liturgica (20020316)  Tento di rispondere brevemente a queste quattro domande: Che cosa succede quando una persona parla? Che cosa succede quando Dio parla? Che cosa succede quando la Parola di Dio è proclamata nella Liturgia? Che cosa succede quando la Parola è proclamata nell’Eucaristia? 
01/01/2002 La Parola nell’azione Liturgica (20020316)  Tento di rispondere brevemente a queste quattro domande: Che cosa succede quando una persona parla? Che cosa succede quando Dio parla? Che cosa succede quando la Parola di Dio è proclamata nella Liturgia? Che cosa succede quando la Parola è proclamata nell’Eucaristia? 
01/01/2002 La Parola nell’azione Liturgica (20020316)  Tento di rispondere brevemente a queste quattro domande: Che cosa succede quando una persona parla? Che cosa succede quando Dio parla? Che cosa succede quando la Parola di Dio è proclamata nella Liturgia? Che cosa succede quando la Parola è proclamata nell’Eucaristia? 
01/01/2002 L’ottica in cui, dal punto di vista cristiano, si pone l’ecumenismo (20020323)  Provo dire alcune parole sull’“ottica in cui, dal punto di vista cristiano, si pone l’ecumenismo”. Il punto di partenza potrebbe essere la “Carta Ecumenica di Strasburgo” (22 aprile 2001), che vuole dare alcune indicazioni di fondo molto semplici ma essenziali sul come le comunità cristiane sentono e vivono l’ecumenismo. 
01/01/2002 L’ottica in cui, dal punto di vista cristiano, si pone l’ecumenismo (20020323)  Provo dire alcune parole sull’“ottica in cui, dal punto di vista cristiano, si pone l’ecumenismo”. Il punto di partenza potrebbe essere la “Carta Ecumenica di Strasburgo” (22 aprile 2001), che vuole dare alcune indicazioni di fondo molto semplici ma essenziali sul come le comunità cristiane sentono e vivono l’ecumenismo. 
01/01/2002 L’ottica in cui, dal punto di vista cristiano, si pone l’ecumenismo (20020323)  Provo dire alcune parole sull’“ottica in cui, dal punto di vista cristiano, si pone l’ecumenismo”. Il punto di partenza potrebbe essere la “Carta Ecumenica di Strasburgo” (22 aprile 2001), che vuole dare alcune indicazioni di fondo molto semplici ma essenziali sul come le comunità cristiane sentono e vivono l’ecumenismo. 
01/01/2002 L’ottica in cui, dal punto di vista cristiano, si pone l’ecumenismo (20020323)  Provo dire alcune parole sull’“ottica in cui, dal punto di vista cristiano, si pone l’ecumenismo”. Il punto di partenza potrebbe essere la “Carta Ecumenica di Strasburgo” (22 aprile 2001), che vuole dare alcune indicazioni di fondo molto semplici ma essenziali sul come le comunità cristiane sentono e vivono l’ecumenismo. 
01/01/2002 Più grande è la carità (20021116)  (…) a un giudice ingiusto e indifferente e cinico com’è quello presentato nella parabola, perché appunto non si tratta di un’allegoria ma di una parabola. Vuole dire: gli elementi del racconto non hanno ciascuno un suo significato autonomo ma è da cogliere solo nel complesso della narrazione considerata unitariamente. 
01/01/2002 Protagonista del nuovo millennio (20020216)  Sono io che devo ringraziarvi perché in realtà oggi mi trovo dalla parte del pubblico; torno in qualche modo a scuola e sono molto contento, perché mi viene offerta l’occasione, insieme a voi, di accostarci ad una figura grande di pensatore e di cristiano che è Newman. 
01/01/2002 Ripartire dalle origini per proiettarsi nel futuro (20021012)  Incomincio come ha iniziato Mons. Nervo con il rendimento di grazie al Signore (cfr. Sal 100), perché credo davvero che il cammino della Caritas, nei trent’anni che abbiamo alle spalle, sia stato un Suo dono ed un frutto grande della novità del Concilio che è il fondamento della Chiesa che stiamo vivendo e dei secoli che abbiamo davanti. 
01/01/2002 Solennità Sacro Cuore (20020606)  La convinzione che in una Chiesa particolare tutti i preti e i diaconi costituiscono un’unità profonda e indissolubile col vescovo – che il vescovo non può far niente senza i preti, né i preti senza il loro vescovo – è uno degli insegnamenti preziosi del Concilio ed è una delle mete primarie che ci siamo proposti fin dall’inizio del nostro cammino insieme. 
21/06/2002 Celebrazioni dei Vespri (200206211)  Luciano Monari, Celebrazioni dei Vespri (200206211) Data Copyright: 2002 Data pubblicazione: 21 giugno 2002 Id: Monari:200206211 Siccome c’è un disegno di salvezza di Dio che riguarda ciascuno di noi, dice san Paolo (nella Lettera ai Romani che abbiamo ascoltato), qualunque cosa possa accadere nella nostra vita può essere trasformata, e Dio la può trasformare in un passo nella realizzazione del nostro cammino. 
01/09/2002 Per una fede adulta matura (200209011)  Luciano Monari, Per una fede adulta matura (200209011). la formazione nella comunità cristiana Data Copyright: 2002 Data pubblicazione: 01 settembre 2002 Id: Monari:200209011 Il Papa, nella Novo millennio ineunte, ci ha ricordato che il nostro programma pastorale come cristiani è la santità. Questo ci aiuta a renderci conto del limite di quello che effettivamente possiamo fare in un’attività pastorale… 
01/11/2002 Gesù Servo, tipo della diaconia della Chiesa (200211011)  Luciano Monari, Gesù Servo, tipo della diaconia della Chiesa (200211011) Data Copyright: 2002 Data pubblicazione: 01 novembre 2002 Id: Monari:200211011 La prima osservazione vorrebbe collocare il tema del servizio al centro della rivelazione biblica; cioè il servizio non è una delle tante cose che sono necessarie per costituire il popolo del Signore, ma anzi ne costituisce l’essenza e lo scopo. 
01/01/2003 Educare alla fede oggi (20030515)  Dunque, il signor Abramo, chiamato da Dio come suo partner in un rapporto di alleanza, ha il compito di trasmettere alla sua famiglia e ai suoi figli la conoscenza e l’impegno con Dio che caratterizzano la sua vita. Quindi non ha un rapporto puramente individuale, ma quello che lui vive è chiamato a trasmetterlo. 
01/01/2003 Essere sposi nel Signore: Una scelta da onorare e amare (20031130)  Provo offrire qualche riflessione su alcuni testi della Scrittura, che spero ci possono aiutare a comprendere la dignità del matrimonio dentro al disegno di Dio. 
01/01/2003 Giornata dei Giovani (20030412)  Nella seconda parte del vangelo secondo Giovanni incontriamo questa figura di discepolo alla quale l’Evangelista non dà mai il nome, lo chiama sempre così: «Il discepolo che Gesù amava». Perché non ci ha detto il nome? Molto probabilmente perché vuole che questo discepolo sia identificato come l’immagine e il modello di ogni discepolo. 
01/01/2003 Il mistero pasquale centro del cammino della vita del cristiano (20030406)  La riflessione riguarda il mettere al centro del nostro cammino il mistero pasquale, che è il centro di tutta la vita del cristiano. Ormai siamo tutti convinti che il mistero pasquale sta al centro della vita cristiana. Sta al centro della liturgia, perché la celebrazione domenicale è sempre celebrazione della Pasqua del Signore. 
01/01/2003 Il significato del pellegrinaggio a Roma (200306181)  Il pellegrinaggio a Roma è più complicato, perché qui evidentemente le memorie che ci interessano sono sommerse da tutta una serie di altre cose bellissime e interessantissime; dal punto di vista artistico e storico e politico sono tutte cose che hanno evidentemente un peso immenso; tutta la tradizione dell’Impero Romano e tutta la storia di Roma sono significative. 
01/01/2003 Intervento del Vescovo sulla “Pacem in terris” (20030428)  È la seconda volta che vengo nel Consiglio Comunale di Piacenza, quindi ormai comincio diventare abituato, ma nonostante questo un po’ di soggezione ce l’ho. Esprimo innanzitutto il ringraziamento perché (come ho detto in tante occasioni) tutte le volte che mi si chiama a parlare di qualche cosa che ha a che fare con il Vangelo mi si fa un piacere grande. 
01/01/2003 La famiglia e l’educazione dei figli (20031107)  Intendo “educazione” come tutto quel complesso di attività, di insegnamenti, di esempi, di esperienze o di direttive con cui una generazione cerca di trasmettere alla generazione successiva le dimensioni fondamentali della sua vita; quindi i valori, le traduzioni, una serie grande di conoscenze, un modo di vivere i rapporti. 
01/01/2003 La famiglia e l’educazione dei figli (20031107)  Intendo “educazione” come tutto quel complesso di attività, di insegnamenti, di esempi, di esperienze o di direttive con cui una generazione cerca di trasmettere alla generazione successiva le dimensioni fondamentali della sua vita; quindi i valori, le traduzioni, una serie grande di conoscenze, un modo di vivere i rapporti. 
01/01/2003 La famiglia e l’educazione dei figli (20031107)  Intendo “educazione” come tutto quel complesso di attività, di insegnamenti, di esempi, di esperienze o di direttive con cui una generazione cerca di trasmettere alla generazione successiva le dimensioni fondamentali della sua vita; quindi i valori, le traduzioni, una serie grande di conoscenze, un modo di vivere i rapporti. 
01/01/2003 La famiglia e l’educazione dei figli (20031107)  Intendo “educazione” come tutto quel complesso di attività, di insegnamenti, di esempi, di esperienze o di direttive con cui una generazione cerca di trasmettere alla generazione successiva le dimensioni fondamentali della sua vita; quindi i valori, le traduzioni, una serie grande di conoscenze, un modo di vivere i rapporti. 
01/01/2003 La Lettera di Paolo ai Romani (200306192)  La lettera ai Romani, che Paolo ha scritta a questa comunità, è la prima dell’elenco delle Lettere di Paolo; non è la prima scritta, anzi qualcuno dice che sia stata l’ultima, però nell’elenco viene messa al primo posto, un po’ perché è la più lunga, e forse anche perché è considerata la più importante. 
01/01/2003 Le istanze educative nel progetto di Bernard Lonergan (20031023)  Non sono uno studioso di Lonergan, parlo volentieri di lui per l’interesse e la simpatia che nutro per questo pensatore canadese, che mi sembra sia straordinario, anche per la riconoscenza che mi porto nel cuore; sono stato suo alunno a Roma negli anni 1962-64 e gli sono rimasto immensamente grato. 
01/01/2003 L’Etica e la fede  L’esposizione del problema nel cammino che tento di fare la prendo innanzi tutto da questo libro di Wolfhort Pannenberg dal titolo “Fondamenti dell’Etica – Prospettive teologiche-filosofiche” 
01/01/2003 L’Etica e la fede  L’esposizione del problema nel cammino che tento di fare la prendo innanzi tutto da questo libro di Wolfhort Pannenberg dal titolo “Fondamenti dell’Etica – Prospettive teologiche-filosofiche” 
01/01/2003 L’Etica e la fede  L’esposizione del problema nel cammino che tento di fare la prendo innanzi tutto da questo libro di Wolfhort Pannenberg dal titolo “Fondamenti dell’Etica – Prospettive teologiche-filosofiche” 
01/01/2003 L’Etica e la fede  L’esposizione del problema nel cammino che tento di fare la prendo innanzi tutto da questo libro di Wolfhort Pannenberg dal titolo “Fondamenti dell’Etica – Prospettive teologiche-filosofiche” 
01/01/2003 Omelia (20030111)  Il brano fa parte dell’apologia che Paolo pronuncia di fronte al prefetto Festo e al re Agrippa; Paolo è in prigione a Cesarea Marittima dopo essere arrestato a Gerusalemme, e gli viene data la possibilità di difendersi. 
01/01/2003 Questo Casaroli mi aiuta (20030626)  Ricordare una figura come quella del Cardinale Casaroli esige una competenza dal punto di vista storico e diplomatico. Non è il mio caso e mi guardo bene, perciò, dall’entrare nel campo ampio e complesso dell’attività di questo grande uomo. A me, come vescovo della Chiesa piacentina che a Casaroli ha trasmesso la fede, spetta un altro servizio più umile: quello di ricordare Casaroli come cristiano e prete. 
01/01/2003 Uomo e donna, uniti da una missione (20031122)  Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie…». Di questo brano non mi interessa tanto la questione dell’indissolubilità del matrimonio, quanto piuttosto una specie di storia teologica del matrimonio e della famiglia che Gesù presenta ai suoi ascoltatori. 
05/04/2003 Sulla guerra in Iraq (200304051)  Luciano Monari, Sulla guerra in Iraq (200304051) Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 05 aprile 2003 Id: Monari:200304051 Le vicende della guerra in Iraq hanno comprensibilmente provocato emozioni e reazioni, discussioni e confronti. Ci siamo tutti interrogati sul significato di ciò che sta succedendo, sulla posizione giusta da prendere. E la domanda coinvolge anche la comunità cristiana in quanto tale. 
12/06/2003 L’esame della situazione della nostra Chiesa (200306123)  Luciano Monari, L’esame della situazione della nostra Chiesa (200306123) Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 12 giugno 2003 Id: Monari:200306123 La situazione religiosa del nostro territorio, in prima approssimazione, sembra buona. La gente continua a chiedere i Sacramenti, anzi si diffondono forme di devozione che fanno rivivere esperienze tradizionali della Chiesa… 
12/06/2003 L’esame della situazione della nostra Chiesa (200306123)  Luciano Monari, L’esame della situazione della nostra Chiesa (200306123) Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 12 giugno 2003 Id: Monari:200306123 La situazione religiosa del nostro territorio, in prima approssimazione, sembra buona. La gente continua a chiedere i Sacramenti, anzi si diffondono forme di devozione che fanno rivivere esperienze tradizionali della Chiesa… 
12/06/2003 L’esame della situazione della nostra Chiesa (200306123)  Luciano Monari, L’esame della situazione della nostra Chiesa (200306123) Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 12 giugno 2003 Id: Monari:200306123 La situazione religiosa del nostro territorio, in prima approssimazione, sembra buona. La gente continua a chiedere i Sacramenti, anzi si diffondono forme di devozione che fanno rivivere esperienze tradizionali della Chiesa… 
12/06/2003 L’esame della situazione della nostra Chiesa (200306123)  Luciano Monari, L’esame della situazione della nostra Chiesa (200306123) Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 12 giugno 2003 Id: Monari:200306123 La situazione religiosa del nostro territorio, in prima approssimazione, sembra buona. La gente continua a chiedere i Sacramenti, anzi si diffondono forme di devozione che fanno rivivere esperienze tradizionali della Chiesa… 
15/06/2003 Il luogo del martirio di San Paolo (200306152)  Luciano Monari, Il luogo del martirio di San Paolo (200306152) Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 15 giugno 2003 Id: Monari:200306152 Paolo era stato arrestato a Gerusalemme perché accusato ingiustamente di avere fatto entrare nel tempio i pagani non circoncisi. Allora c’era stata una rivolta dei Giudei contro di lui e Paolo era stato arrestato dal centurione, il comandante dei soldati romani. 
16/06/2003 Il primo annuncio in parrocchia (200306161)  Luciano Monari, Il primo annuncio in parrocchia (200306161) Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 16 giugno 2003 Id: Monari:200306161 La riflessione che provo a fare sul primo annuncio è strettamente legata alla situazione religiosa e pastorale che stiamo vivendo; non è quindi una riflessione generale, con definizioni precise di tutti gli elementi che entrano nel problema teologico e pastorale del primo annuncio, ma è una riflessione che nasce da una situazione che stiamo vivendo di disagio, perché nella trasmissione della fede ci sentiamo non all’altezza del nostro compito. 
20/06/2003 Discorso finale (200306202)  Luciano Monari, Discorso finale (200306202) Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 20 giugno 2003 Id: Monari:200306202 La seconda cosa è che lo scopo di questo pellegrinaggio era quello un po’ che è stato già ricordato ma che vorrei sottolineare: il conoscere un po’ meglio la nostra Chiesa, rendersi conto di quali sono le sue radici, della storia che ha avuto, delle persone che l’hanno costruita con il loro insegnamento, con l’esempio, la vita e il loro martirio… 
11/10/2003 Considerazioni conclusive (Monari 200310111)  Luciano Monari, Considerazioni conclusive (Monari 200310111) Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 11 ottobre 2003 Id: Monari:200310111 Mi sembra che, da tutte quelle tipologie di parrocchie che mons. Vittorio Nozza ci ha presentato, appaia una medesima necessità, perché in fondo il deficit è lo stesso: la situazione di attività di servizio caritativo ma con mancanza di relazione con le altre cose. 
01/01/2004 Chi cercate? (20040227)  Credo che il senso del cristianesimo è tutto lì. Dice: “Vai a cercarlo in Gesù Cristo”. E “vai a cercarlo lì”, perché Gesù Cristo è una vita umana donata. La vita di Gesù Cristo è “un pane spezzato da mangiare” (cfr. Lc 22,19). Attenzione, il senso è tutto lì: la vita di Gesù Cristo è “pane”, ma un pane spezzato per diventare nutrimento e quindi per morire, anche per perdersi. 
01/01/2004 Come i media parlano della famiglia? (20040124)  Nella logica del Vangelo il materiale di cui la santità è fatta è la vita di tutti i giorni; il lavoro che uno compie, la sua professione, l’impegno quotidiano, è il luogo della santificazione. Questa è una delle cose su cui Francesco di Sales ha insistito più di tutto: sul fatto che la santità è vocazione di tutti i cristiani, è vocazione delle persone sposate proprio attraverso la loro esperienza di matrimonio… 
01/01/2004 È l’amore la parola decisiva (20040305)  Allora, che ci siano delle domande questo è fuori discussione; e che le risposte non siano facili questo è ancora fuori discussione; che però le risposte debbano essere cercate ne sono convinto. “Ne sono convinto” vuole dire che non appartengo alla schiera di quelli che dicono che è importante solo fare delle domande. 
01/01/2004 È l’amore la parola decisiva (20040305)  Allora, che ci siano delle domande questo è fuori discussione; e che le risposte non siano facili questo è ancora fuori discussione; che però le risposte debbano essere cercate ne sono convinto. “Ne sono convinto” vuole dire che non appartengo alla schiera di quelli che dicono che è importante solo fare delle domande. 
01/01/2004 È l’amore la parola decisiva (20040305)  Allora, che ci siano delle domande questo è fuori discussione; e che le risposte non siano facili questo è ancora fuori discussione; che però le risposte debbano essere cercate ne sono convinto. “Ne sono convinto” vuole dire che non appartengo alla schiera di quelli che dicono che è importante solo fare delle domande. 
01/01/2004 È l’amore la parola decisiva (20040305)  Allora, che ci siano delle domande questo è fuori discussione; e che le risposte non siano facili questo è ancora fuori discussione; che però le risposte debbano essere cercate ne sono convinto. “Ne sono convinto” vuole dire che non appartengo alla schiera di quelli che dicono che è importante solo fare delle domande. 
01/01/2004 Festa del Sacro Cuore (200406101)  È sempre con gioia che attendo questo appuntamento annuale del nostro Presbiterio, che è l’occasione anzitutto per incontraci e nello stesso tempo per rendere grazie insieme al Signore, «il Pastore grande delle pecore», come dice san Pietro. 
01/01/2004 Incontro con i giovani del Vicariato 1 (20040312)  Siccome mi hanno chiesto di dare delle risposte, ci provo; però mi piacerebbe che le prendeste come risposte “interlocutorie”, che vuole dire questo: quello che facciamo stasera è l’inizio, vorremmo tentare di fare insieme un cammino che ci aiutasse a trovare insieme le risposte ai nostri interrogativi. 
01/01/2004 Incontro con i giovani del Vicariato 2 (20040206)  Provo a spiegare qual è il senso di tutto questo e parto da un’affermazione banale, me la perdonate: che la Chiesa del futuro siete voi. Allora partendo da questo presupposto il senso è: bisogna che impari il modo di consegnare ai giovani la Chiesa di Piacenza-Bobbio, perché costruiscano la Chiesa del domani. 
01/01/2004 Incontro con i ragazzi della Confermazione e i loro genitori (20040604)  L’esistenza dell’uomo si costruisce giorno dopo giorno. Voglio dire, io sono una persona umana, uomo con la mia libertà, ma proprio perché lo sono lo debbo diventare. Nessuno ha mai realizzato in completo la sua esistenza perché l’esistenza dell’uomo è aperta, come quella di tutti gli esseri viventi. La vita dell’uomo è sempre una trasformazione, fin che l’uomo vive, cambia, cresce, si rigenera. 
01/01/2004 Intervento sul problema del trasferimento dei parroci (20041005)  Ma il cambiamento non è stato facile; si sono mossi sindaci, assessori, associazioni, gruppi di parrocchiani, si sono raccolte firme e fatte petizioni perché il cambiamento non avvenisse, o non avvenisse subito. 
01/01/2004 Introduzione ai lavori (20041025)  Il trovarci insieme è prezioso perché ci aiuta a sentire il senso di corresponsabilità che abbiamo; e il fatto che nel cammino della Diocesi siamo impegnati tutti a trovare le strade giuste, a percorrerle, e a creare anche delle strutture di aiuto reciproco, di sostegno insieme. 
01/01/2004 La Casa della Carità come dilatazione dell’Eucaristia (20040201)  Il tema è la “Casa della Carità come dilatazione dell’Eucaristia”, e allora potrebbe venire da chiedere: che cosa centra questo con il brano che abbiamo ascoltato della “lavanda dei piedi”? Che cosa ha che fare con il mistero e il sacramento grande dell’Eucaristia? 
01/01/2004 La Grazia nel Vangelo di Giovanni (20040606)  Invece nel vangelo di Giovanni si trova nella prima parte per sole tre volte e sempre nel Prologo. Poi il termine “grazia” non viene più adoperato, e questo non vuole dire che non ci sia il tema della “grazia”, ma solo che Giovanni lo esprime in altri modi: sotto la prospettiva fondamentale del “Dono”. Il dono di Dio, il dono di Dio agli uomini, è uno dei temi fondamentali del Vangelo. 
01/01/2004 L’Avventura della Famiglia (20040401)  Il problema, che Paolo aveva da affrontare, era di divisione e di tensioni all’interno della comunità, tra quelli che lui chiama i forti e i deboli. I “forti” sono quelli che hanno una coscienza formata, matura, fortissima anche dal punto di vista intellettuale e che quindi riescono a passare sopra a molte cose. 
01/01/2004 L’Avventura della Famiglia (20040401)  Il problema, che Paolo aveva da affrontare, era di divisione e di tensioni all’interno della comunità, tra quelli che lui chiama i forti e i deboli. I “forti” sono quelli che hanno una coscienza formata, matura, fortissima anche dal punto di vista intellettuale e che quindi riescono a passare sopra a molte cose. 
01/01/2004 L’Avventura della Famiglia (20040401)  Il problema, che Paolo aveva da affrontare, era di divisione e di tensioni all’interno della comunità, tra quelli che lui chiama i forti e i deboli. I “forti” sono quelli che hanno una coscienza formata, matura, fortissima anche dal punto di vista intellettuale e che quindi riescono a passare sopra a molte cose. 
01/01/2004 L’Avventura della Famiglia (20040401)  Il problema, che Paolo aveva da affrontare, era di divisione e di tensioni all’interno della comunità, tra quelli che lui chiama i forti e i deboli. I “forti” sono quelli che hanno una coscienza formata, matura, fortissima anche dal punto di vista intellettuale e che quindi riescono a passare sopra a molte cose. 
01/01/2004 L’educazione in famiglia (20040208)  Parto ancora da una seconda citazione (ma questa volta è brevissima), è una definizione del termine “educazione” in particolare in riferimento all’educazione familiare. Dice sempre questo autore, e che a mio parere è interessante: “L’educazione è il complesso degli atti, medianti i quali i genitori rendono ragione al figlio della promessa che gli hanno fatto mettendolo al mondo”. 
01/01/2004 L’educazione in famiglia (20040208)  Parto ancora da una seconda citazione (ma questa volta è brevissima), è una definizione del termine “educazione” in particolare in riferimento all’educazione familiare. Dice sempre questo autore, e che a mio parere è interessante: “L’educazione è il complesso degli atti, medianti i quali i genitori rendono ragione al figlio della promessa che gli hanno fatto mettendolo al mondo”. 
01/01/2004 L’educazione in famiglia (20040208)  Parto ancora da una seconda citazione (ma questa volta è brevissima), è una definizione del termine “educazione” in particolare in riferimento all’educazione familiare. Dice sempre questo autore, e che a mio parere è interessante: “L’educazione è il complesso degli atti, medianti i quali i genitori rendono ragione al figlio della promessa che gli hanno fatto mettendolo al mondo”. 
01/01/2004 L’educazione in famiglia (20040208)  Parto ancora da una seconda citazione (ma questa volta è brevissima), è una definizione del termine “educazione” in particolare in riferimento all’educazione familiare. Dice sempre questo autore, e che a mio parere è interessante: “L’educazione è il complesso degli atti, medianti i quali i genitori rendono ragione al figlio della promessa che gli hanno fatto mettendolo al mondo”. 
01/01/2004 Libertà. Punto a capo (20040424)  “Come un cristiano può contribuire a rendere gli uomini liberi?”. Oppure la frase può essere: “come può contribuire o riuscire a diventare libero”. 
01/01/2004 Mettono ali come aquile (20040925)  Gesù ha ormai preso la decisione di obbedienza radicale al Padre fino al dono della vita, e Gesù cammina verso Gerusalemme, per dieci capitoli è in viaggio. 
01/01/2004 Non ricordate più le cose passate (20040327)  Gesù nella sua vita, nelle sue parole e nei suoi gesti è la traduzione in esperienza umana del mistero di amore e di tenerezza di Dio. Il perdono che Gesù ha donato ai peccatori rivela quel perdono infinito che Dio manifesta e dona a tutti noi. 
01/01/2004 Rimani con noi Signore (20041021)  È l’“Anno dell’Eucaristia”, allora le Scuole della Parola che faremo in questo tempo avranno come tema alcuni testi eucaristici. Ascolteremo le parole del Papa, e l’invito che il Papa ci fa vivere in questo anno per riscoprire il significato e l’importanza dell’Eucaristia nella nostra vita; e poi ascolteremo la Parola del Signore che ci aiuta a entrare nel mistero con tutta la nostra fede e tutto il nostro desiderio. 
01/01/2004 Se non vi convertite… (20040313)  Stiamo percorrendo il cammino quaresimale seguendo le letture dell’anno C . Ora tutte le letture dell’anno C hanno un filo conduttore della “conversione”. 
01/01/2004 Veglia di preghiera per la vita (20040131)  È un desiderio di aprire il nostro cuore alla comprensione, per quello che ci è possibile, del mistero della vita e della generazione, di quel rapporto misterioso tra genitori e figli che viene dal disegno e dalla volontà del Signore. È come un riscoprire dentro la nostra vita l’identità dell’essere figli. La vita, che noi abbiamo ricevuta da qualcun altro, ci è stata donata con un atto di fede e di speranza, e di questo atto di fede e di speranza ne siamo ciascuno di noi portatori. 
06/03/2004 È bello per noi stare qui (Monari 200403061)  Luciano Monari, È bello per noi stare qui (Monari 200403061) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 06 marzo 2004 Id: Monari:200403061 Per capire il racconto della Trasfigurazione vale la pena collegarlo con tutto il resto del Vangelo secondo Luca, perché costituisce una specie di punto culminante o di svolta nel racconto dell’avventura terrena di Gesù. 
29/05/2004 L’uomo di fronte alla sofferenza (Monari 200405291)  Luciano Monari, L’uomo di fronte alla sofferenza (Monari 200405291) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 29 maggio 2004 Id: Monari:200405291 Don Giorgio Bosini mi ha chiesto di parlare della sofferenza e lo faccio volentieri con un po’ di paura, perché la sofferenza è uno di quei temi di cui forse non si potrebbe parlare. 
29/05/2004 L’uomo di fronte alla sofferenza (Monari 200405291)  Luciano Monari, L’uomo di fronte alla sofferenza (Monari 200405291) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 29 maggio 2004 Id: Monari:200405291 Don Giorgio Bosini mi ha chiesto di parlare della sofferenza e lo faccio volentieri con un po’ di paura, perché la sofferenza è uno di quei temi di cui forse non si potrebbe parlare. 
29/05/2004 L’uomo di fronte alla sofferenza (Monari 200405291)  Luciano Monari, L’uomo di fronte alla sofferenza (Monari 200405291) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 29 maggio 2004 Id: Monari:200405291 Don Giorgio Bosini mi ha chiesto di parlare della sofferenza e lo faccio volentieri con un po’ di paura, perché la sofferenza è uno di quei temi di cui forse non si potrebbe parlare. 
29/05/2004 L’uomo di fronte alla sofferenza (Monari 200405291)  Luciano Monari, L’uomo di fronte alla sofferenza (Monari 200405291) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 29 maggio 2004 Id: Monari:200405291 Don Giorgio Bosini mi ha chiesto di parlare della sofferenza e lo faccio volentieri con un po’ di paura, perché la sofferenza è uno di quei temi di cui forse non si potrebbe parlare. 
14/06/2004 Ufficio divino delle Lodi (Monari 200406141)  Luciano Monari, Ufficio divino delle Lodi (Monari 200406141) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 14 giugno 2004 Id: Monari:200406141 Della vita religiosa di un Ebreo faceva parte importante l’esperienza del pellegrinaggio. Siccome c’è un tempio a Gerusalemme, che è il luogo della presenza di Dio in mezzo al suo popolo, diventa naturale che gli Israeliti nelle feste principali vivessero questa esperienza del pellegrinaggio: dell’andare alla ricerca della presenza del Signore. 
21/08/2004 Quel che è accaduto a Soarza dimostra che siamo vuoti e marci (Monari 200408211)  Luciano Monari, Quel che è accaduto a Soarza dimostra che siamo vuoti e marci (Monari 200408211) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 21 agosto 2004 Id: Monari:200408211 Quando un organismo non reagisce più ai virus che lo aggrediscono, vuole dire che l’organismo è malato e, se non si mettono in atto cure violente, non ci sono grosse speranze di recupero. 
07/10/2004 Convegno sulla battaglia di Lepanto (20041007)  Luciano Monari, Convegno sulla battaglia di Lepanto (20041007) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 07 ottobre 2004 Id: Monari:20041007 Era da immaginare che la Messa in latino il sette ottobre avrebbe fatto discutere; e allora, pur controvoglia, è necessario precisare 
16/10/2004 Mi ha mandato a fasciare le piaghe dei cuori spezzati (Monari 200410161)  Luciano Monari, Mi ha mandato a fasciare le piaghe dei cuori spezzati (Monari 200410161). Pastorale unitaria e scelta preferenziale dei poveri Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 16 ottobre 2004 Id: Monari:200410161 Il monitoraggio che è stato fatto – e che è stato presentato molto bene, almeno a me sembra in modo efficace da Massimo Magistrali – credo ci aiuti, cioè ci dà il senso del cammino che è stato fatto, delle difficoltà che ci sono; era un poco mosso secondo la desiderabilità delle risposte, diceva Massimo, però fondamentalmente ci ha dato un quadro prezioso. 
16/10/2004 Osservatorio delle povertà e delle risorse (Monari 20041016)  “La via della carità, secondo san Paolo, è migliore di tutte”; la fede, infatti, tende a operare attraverso la carità e ha nella carità la sua verifica; così la speranza trova nella carità il suo fondamento; l’esistenza cristiana tende irresistibilmente all’amore perché il Dio che abbiamo conosciuto in Gesù Cristo è amore. Su tutte queste cose non ci possono essere dubbi. 
23/10/2004 Veglia di Preghiera (Monari 200410231)  Luciano Monari, Veglia di Preghiera (Monari 200410231) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 23 ottobre 2004 Id: Monari:200410231 Con la Veglia Missionaria vogliamo rinnovare la consapevolezza del compito e della responsabilità che il Signore ha dato alla sua Chiesa; la responsabilità è testimoniare con le parole e con le opere il suo amore e la sua premura nei confronti di ogni uomo. 
27/10/2004 Conclusioni del Vescovo (20041027)  Il padre Bernard Lonergan distingue molto chiaramente l’atto del capire dall’atto del giudicare, dice: “Nell’atto del capire devono venire fuori il massimo di ipotesi anche le più strampalate; dopo si tratta di valutare le ipotesi, vedere se sono realistiche, e scegliere. E la valutazione, la ragionevolezza, viene dopo; e solo attraverso l’atto di ragione si raggiunge la realtà e non con l’atto di intelligenza. L’atto di intelligenza può essere fantasia, immaginazione; ma senza l’atto di intelligenza l’atto di giudizio è vuoto”. 
19/11/2004 Un’occasione per riscoprire una figura santa di Vescovo (20041119)  Nella seconda metà del sec. XIX il Signore ha donato alla nostra Chiesa piacentina un vescovo intelligente e santo come Giovanni Battista Scalabrini. Ne siamo fieri e grati; ma ci rendiamo conto che, come tutti i doni, anche questo chiede a chi lo riceve una risposta, un contraccambio. 
19/11/2004 Un’occasione per riscoprire una figura santa di Vescovo (20041119)  Nella seconda metà del sec. XIX il Signore ha donato alla nostra Chiesa piacentina un vescovo intelligente e santo come Giovanni Battista Scalabrini. Ne siamo fieri e grati; ma ci rendiamo conto che, come tutti i doni, anche questo chiede a chi lo riceve una risposta, un contraccambio. 
19/11/2004 Un’occasione per riscoprire una figura santa di Vescovo (20041119)  Nella seconda metà del sec. XIX il Signore ha donato alla nostra Chiesa piacentina un vescovo intelligente e santo come Giovanni Battista Scalabrini. Ne siamo fieri e grati; ma ci rendiamo conto che, come tutti i doni, anche questo chiede a chi lo riceve una risposta, un contraccambio. 
19/11/2004 Un’occasione per riscoprire una figura santa di Vescovo (20041119)  Nella seconda metà del sec. XIX il Signore ha donato alla nostra Chiesa piacentina un vescovo intelligente e santo come Giovanni Battista Scalabrini. Ne siamo fieri e grati; ma ci rendiamo conto che, come tutti i doni, anche questo chiede a chi lo riceve una risposta, un contraccambio. 
22/11/2004 L’adesione ai Principi dell’etica imprenditoriale (20041122)  Abbiamo bisogno d’imprenditori coraggiosi, saggi e buoni. Coraggiosi perché debbono affrontare le sfide che provengono da un mercato sempre più ampio e aperto e vario e combattuto. Rimanere nel mercato oggi richiede innovazione e determinazione grande. Ma non basta: bisogna che gli imprenditori siano saggi, sappiano cioè analizzare correttamente la situazione e trovare risposte efficaci ai diversi problemi; il che richiede realismo, intelligenza, capacità di valutazione. 
22/11/2004 L’adesione ai Principi dell’etica imprenditoriale (20041122)  Abbiamo bisogno d’imprenditori coraggiosi, saggi e buoni. Coraggiosi perché debbono affrontare le sfide che provengono da un mercato sempre più ampio e aperto e vario e combattuto. Rimanere nel mercato oggi richiede innovazione e determinazione grande. Ma non basta: bisogna che gli imprenditori siano saggi, sappiano cioè analizzare correttamente la situazione e trovare risposte efficaci ai diversi problemi; il che richiede realismo, intelligenza, capacità di valutazione. 
22/11/2004 L’adesione ai Principi dell’etica imprenditoriale (20041122)  Abbiamo bisogno d’imprenditori coraggiosi, saggi e buoni. Coraggiosi perché debbono affrontare le sfide che provengono da un mercato sempre più ampio e aperto e vario e combattuto. Rimanere nel mercato oggi richiede innovazione e determinazione grande. Ma non basta: bisogna che gli imprenditori siano saggi, sappiano cioè analizzare correttamente la situazione e trovare risposte efficaci ai diversi problemi; il che richiede realismo, intelligenza, capacità di valutazione. 
22/11/2004 L’adesione ai Principi dell’etica imprenditoriale (20041122)  Abbiamo bisogno d’imprenditori coraggiosi, saggi e buoni. Coraggiosi perché debbono affrontare le sfide che provengono da un mercato sempre più ampio e aperto e vario e combattuto. Rimanere nel mercato oggi richiede innovazione e determinazione grande. Ma non basta: bisogna che gli imprenditori siano saggi, sappiano cioè analizzare correttamente la situazione e trovare risposte efficaci ai diversi problemi; il che richiede realismo, intelligenza, capacità di valutazione. 
25/11/2004 Omelia (20041125)  Questo tradotto vuole dire. Siete entusiasti perché avete potuto mangiare pane in abbondanza, ma non fermatevi al pane, il dono del pane è solo un segno; quello che conta è il donatore del pane, il vero cibo è Lui. 
20/01/2005 L’Eucaristia Sacramento di Unità (20050120)  Viviamo la “Settimana di preghiera per la unità dei cristiani”, quindi la Celebrazione di questa sera assume un significato particolare. Facciamo nostro il desiderio grande del Signore della unità dei credenti: che siano una cosa sola, come Dio è comunione perfetta del Padre e del Figlio nello Spirito Santo 
20/01/2005 L’Eucaristia Sacramento di Unità (20050120)  Viviamo la “Settimana di preghiera per la unità dei cristiani”, quindi la Celebrazione di questa sera assume un significato particolare. Facciamo nostro il desiderio grande del Signore della unità dei credenti: che siano una cosa sola, come Dio è comunione perfetta del Padre e del Figlio nello Spirito Santo 
20/01/2005 L’Eucaristia Sacramento di Unità (20050120)  Viviamo la “Settimana di preghiera per la unità dei cristiani”, quindi la Celebrazione di questa sera assume un significato particolare. Facciamo nostro il desiderio grande del Signore della unità dei credenti: che siano una cosa sola, come Dio è comunione perfetta del Padre e del Figlio nello Spirito Santo 
20/01/2005 L’Eucaristia Sacramento di Unità (20050120)  Viviamo la “Settimana di preghiera per la unità dei cristiani”, quindi la Celebrazione di questa sera assume un significato particolare. Facciamo nostro il desiderio grande del Signore della unità dei credenti: che siano una cosa sola, come Dio è comunione perfetta del Padre e del Figlio nello Spirito Santo 
31/01/2005 Di che cosa abbiamo bisogno per cambiare? (20050131)  Ma noi sentiamo davvero bisogno di un pastore? Non è vero, piuttosto, che siamo convinti di farcela da noi soli? Sappiamo di non essere un gran che ma conosciamo bene quali sono i nostri desideri, le emozioni che ci attirano e ci fanno sentire vivi. Basta che ci sia data ricchezza sufficiente per comperare tutto quello che desideriamo; per il resto ci arrangiamo, siamo autosufficienti. Davvero? 
10/02/2005 L’identità del volontariato (200502101)  Luciano Monari, L’identità del volontariato (200502101). Valori e azioni sociali per una nuova cittadinanza Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 10 febbraio 2005 Id: Monari:200502101 Vuole dire: imparare a percepire “l’altro come carne mia”, carne nostra. Perché è questa percezione che genera nel cuore dell’uomo il senso di responsabilità, la consapevolezza che dell’altro io debbo prendermi cura, che ciascuno di noi deve prendersi cura della propria vita e della vita di quelli che gli stanno accanto. 
10/02/2005 L’identità del volontariato (200502101)  Luciano Monari, L’identità del volontariato (200502101). Valori e azioni sociali per una nuova cittadinanza Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 10 febbraio 2005 Id: Monari:200502101 Vuole dire: imparare a percepire “l’altro come carne mia”, carne nostra. Perché è questa percezione che genera nel cuore dell’uomo il senso di responsabilità, la consapevolezza che dell’altro io debbo prendermi cura, che ciascuno di noi deve prendersi cura della propria vita e della vita di quelli che gli stanno accanto. 
10/02/2005 L’identità del volontariato (200502101)  Luciano Monari, L’identità del volontariato (200502101). Valori e azioni sociali per una nuova cittadinanza Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 10 febbraio 2005 Id: Monari:200502101 Vuole dire: imparare a percepire “l’altro come carne mia”, carne nostra. Perché è questa percezione che genera nel cuore dell’uomo il senso di responsabilità, la consapevolezza che dell’altro io debbo prendermi cura, che ciascuno di noi deve prendersi cura della propria vita e della vita di quelli che gli stanno accanto. 
10/02/2005 L’identità del volontariato (200502101)  Luciano Monari, L’identità del volontariato (200502101). Valori e azioni sociali per una nuova cittadinanza Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 10 febbraio 2005 Id: Monari:200502101 Vuole dire: imparare a percepire “l’altro come carne mia”, carne nostra. Perché è questa percezione che genera nel cuore dell’uomo il senso di responsabilità, la consapevolezza che dell’altro io debbo prendermi cura, che ciascuno di noi deve prendersi cura della propria vita e della vita di quelli che gli stanno accanto. 
17/02/2005 Il suo volto brillò come il sole (20050217)  Nella prima Domenica di Quaresima siamo stati invitati a rinnovare una scelta di campo, una decisione precisa a favore di un cammino di fede e di conversione. Per questo abbiamo contemplato la “tentazione” a cui il Signore si è sottoposto per la nostra salvezza, e abbiamo fatto nostra la sua decisione, la sua scelta. 
24/02/2005 Se conoscessi il dono di Dio (20050224)  Una professione di fede straordinaria che riconosce la dimensione universale della salvezza che Gesù è venuto a portare. E chiaramente è significativa che questa professione di fede sia fatta da dei giudei scismatici. I samaritani non sono i giudei ortodossi, ma sono separati dal cuore della tradizione giudaica. 
10/03/2005 Togliete la pietra! (20050310)  È evidentemente il confronto decisivo, perché se Gesù non vince questo, tutte le altre vittorie sono parziali ed effimere. Si ridà ad una persona l’integrità fisica, ma evidentemente solo per un po’ di tempo, perché l’arco della esistenza umana tende inevitabilmente alla sconfitta, alla morte. 
19/05/2005 Tutti mangiarono e si saziarono (20050519)  L’adorazione Eucaristica vuole esprimere esattamente questo: ci dona la presenza del Signore nel “pane consacrato”, nel segno dell’Eucaristia, perché la nostra vita possa rimanere continuamente sotto lo sguardo del Signore, e da quello sguardo essere purificata e rigenerata nella speranza. 
09/06/2005 Relazione del Vescovo sulla situazione della Diocesi (200506091)  Luciano Monari, Relazione del Vescovo sulla situazione della Diocesi (200506091) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 09 giugno 2005 Id: Monari:200506091 Il tema che naturalmente ci coinvolge maggiormente è quello dell’Evangelizzazione, della missione, della trasmissione del Vangelo alle generazioni future. Lo sentiamo come il dovere principale della Chiesa e come il compito più urgente. 
16/06/2005 Commento al Salmo 87 (200506161)  Luciano Monari, Commento al Salmo 87 (200506161). In viaggio in pullman verso l’aeroporto Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 16 giugno 2005 Id: Monari:200506161 Quindi tutti i popoli sono nati lì; e Dio, che tiene salda Gerusalemme, attraverso questa protezione della città, custodisce la unità di tutti i popoli, la comunione che tra tutti deve esserci: «[6]Il Signore scriverà nel libro dei popoli: Là costui è nato». Quindi nel “libro di Battesimo” di tutti i popoli c’è scritto: è nato lì a Gerusalemme. 
22/06/2005 Ufficio Divino dei Vespri (200506221)  Luciano Monari, Ufficio Divino dei Vespri (200506221) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 22 giugno 2005 Id: Monari:200506221 La prima è l’affermazione “della sovranità e della unicità di Dio”: c’è un unico Dio, un unico Signore che governa il Cielo e la Terra. Vuole dire che non ci sono altre forze: né sulla Terra, il potere o la ricchezza o simili; e nemmeno nei Cieli, potenze sovraumane che uno potrebbe immaginare con la sua paura o con il suo desiderio; non ci sono potenze di nessun genere che possono prendere il posto di Dio e della sua sovranità. 
17/08/2005 Ricercare la Verità, senso profondo dell’esistenza umana (20050817)  Vengono da lontano i Magi, dall’oriente remoto e misterioso. Hanno affrontato un viaggio che deve essere stato scomodo e pericoloso, come tutti i viaggi lunghi dell’antichità. Immagino un cammino lento – secondo il ritmo di una carovana di cammelli; un cammino costante, appunto come l’andatura dei cammelli. 
18/08/2005 L’Eucaristia (20050818)  Qualcuno va dicendo con insistenza che “l’uomo è quello che mangia”. Vuol dire, in questo modo, che il tipo di cibo e di bevanda con cui l’uomo si nutre, la sua dieta vegetariana o carnivora, influisce su di lui anche a livello psicologico, evidenziando alcune tendenze o bloccandone altre. Non se questo sia vero ed, eventualmente, in che misura. Ma so che questo è certamente vero di quel cibo che è l’Eucaristia se dobbiamo stare alle parole del Nuovo Testamento: chi mangia di Cristo, assume progressivamente la forma di Cristo. 
18/08/2005 L’Eucaristia (20050818)  Qualcuno va dicendo con insistenza che “l’uomo è quello che mangia”. Vuol dire, in questo modo, che il tipo di cibo e di bevanda con cui l’uomo si nutre, la sua dieta vegetariana o carnivora, influisce su di lui anche a livello psicologico, evidenziando alcune tendenze o bloccandone altre. Non se questo sia vero ed, eventualmente, in che misura. Ma so che questo è certamente vero di quel cibo che è l’Eucaristia se dobbiamo stare alle parole del Nuovo Testamento: chi mangia di Cristo, assume progressivamente la forma di Cristo. 
18/08/2005 L’Eucaristia (20050818)  Qualcuno va dicendo con insistenza che “l’uomo è quello che mangia”. Vuol dire, in questo modo, che il tipo di cibo e di bevanda con cui l’uomo si nutre, la sua dieta vegetariana o carnivora, influisce su di lui anche a livello psicologico, evidenziando alcune tendenze o bloccandone altre. Non se questo sia vero ed, eventualmente, in che misura. Ma so che questo è certamente vero di quel cibo che è l’Eucaristia se dobbiamo stare alle parole del Nuovo Testamento: chi mangia di Cristo, assume progressivamente la forma di Cristo. 
18/08/2005 Quel dolore condiviso e redento (200508181)  Luciano Monari, Quel dolore condiviso e redento (200508181) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 18 agosto 2005 Id: Monari:200508181 
30/09/2005 La comunicazione della Parola (20050930)  L’abbraccio di mons. Betori è evidentemente quello dell’amicizia e della giovinezza, di quando eravamo ragazzi, di quando abbiamo studiato in seminario ci siamo preparati a diventare preti, e l’amicizia è uno di quei doni grandi del Signore che non si dimenticano mai, che ci danno una energia grande. 
26/10/2005 Incontro Moderatori, Vicari e Direttori Uffici (20051026)  Il mio intervento è solo per ringraziare di questi giorni, perché sono un momento importante della vita della nostra Diocesi e del Presbiterio. 
27/10/2005 Rigenerati per una Speranza viva (20051027)  I testi che cercheremo di pregare in questi incontri della Scuola della Parola sono presi dalla prima Lettera di San Pietro. Il motivo è che la Lettera è il testo di riferimento di tutta la Chiesa italiana in questo anno che ci prepara al Convegno ecclesiale del 2006 che si svolge a Verona. 
02/12/2005 Il valore e l’importanza del trascendente nella crescita della persona (20051202)  Tento di spiegare quale rilevanza ha nella vita della persona e nella sua maturazione l’apertura al trascendente. Per “apertura la trascendente” intendo l’apertura al mistero della vita che sta oltre quello che possiamo vedere, toccare, sperimentare e controllare. 
02/12/2005 Il valore e l’importanza del trascendente nella crescita della persona (20051202)  Tento di spiegare quale rilevanza ha nella vita della persona e nella sua maturazione l’apertura al trascendente. Per “apertura la trascendente” intendo l’apertura al mistero della vita che sta oltre quello che possiamo vedere, toccare, sperimentare e controllare. 
02/12/2005 Il valore e l’importanza del trascendente nella crescita della persona (20051202)  Tento di spiegare quale rilevanza ha nella vita della persona e nella sua maturazione l’apertura al trascendente. Per “apertura la trascendente” intendo l’apertura al mistero della vita che sta oltre quello che possiamo vedere, toccare, sperimentare e controllare. 
02/12/2005 Il valore e l’importanza del trascendente nella crescita della persona (20051202)  Tento di spiegare quale rilevanza ha nella vita della persona e nella sua maturazione l’apertura al trascendente. Per “apertura la trascendente” intendo l’apertura al mistero della vita che sta oltre quello che possiamo vedere, toccare, sperimentare e controllare. 
02/12/2005 La dimensione caritativa della vita cristiana (200512021)  Luciano Monari, La dimensione caritativa della vita cristiana (200512021) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 02 dicembre 2005 Id: Monari:200512021 Provo a svolgere il tema richiamando soprattutto la prima Lettera di San Giovanni, che è un testo molto semplice, sono poche righe, però vuole esporre i criteri a partire dai quali si verifica la autenticità della fede cristiana. 
09/12/2005 Il Concilio compie 40 anni (200512091)  Luciano Monari, Il Concilio compie 40 anni (200512091). Sono diventato prete in quell’anno che segnava una grande speranza per la Chiesa Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 09 dicembre 2005 Responsabili: Davide Maloberti (curatore) Id: Monari:200512091 Ho studiato a Roma negli anni 1961-68 quindi esattamente gli anni del Concilio. Il clima era quello di una straordinaria speranza. Sembrava che tutto fosse possibile e che ogni giorno si aprissero prospettive nuove di vita, desideri, attese. 
14/12/2005 Veglia d’Avvento rivolta a tutti i giovani (200512141)  Luciano Monari, Veglia d’Avvento rivolta a tutti i giovani (200512141) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 14 dicembre 2005 Id: Monari:200512141 È l’incontro di due madri, Maria ed Elisabetta, tutte e due testimoni della grazia di Dio che vivono la maternità come un dono straordinario… 
14/12/2005 Veglia d’Avvento rivolta a tutti i giovani (200512141)  Luciano Monari, Veglia d’Avvento rivolta a tutti i giovani (200512141) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 14 dicembre 2005 Id: Monari:200512141 È l’incontro di due madri, Maria ed Elisabetta, tutte e due testimoni della grazia di Dio che vivono la maternità come un dono straordinario… 
14/12/2005 Veglia d’Avvento rivolta a tutti i giovani (200512141)  Luciano Monari, Veglia d’Avvento rivolta a tutti i giovani (200512141) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 14 dicembre 2005 Id: Monari:200512141 È l’incontro di due madri, Maria ed Elisabetta, tutte e due testimoni della grazia di Dio che vivono la maternità come un dono straordinario… 
14/12/2005 Veglia d’Avvento rivolta a tutti i giovani (200512141)  Luciano Monari, Veglia d’Avvento rivolta a tutti i giovani (200512141) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 14 dicembre 2005 Id: Monari:200512141 È l’incontro di due madri, Maria ed Elisabetta, tutte e due testimoni della grazia di Dio che vivono la maternità come un dono straordinario… 
17/12/2005 Il Vescovo incontra gli operatori sanitari (Monari;200512171)  Luciano Monari, Il Vescovo incontra gli operatori sanitari (Monari;200512171) Titolo originale: mo171205 Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 17 dicembre 2005 Id: Monari;200512171 Sono venuto qui perché dovevo soprattutto ascoltare, e l’ho fatto molto volentieri. Quindi evidentemente mi guardo bene dall’insegnare qualche cosa a qualcuno, perché dentro al mondo della Sanità ci sono medici, infermieri, volontari, personale diverso, e lo sanno esattamente che cosa è. 
27/12/2005 Testimoni di Cristo Risorto (20051227)  È un testo densissimo che possiamo parafrasare così: risuscitando Gesù Cristo dai morti, Dio fa di noi delle creature nuove; questa novità si esprime concretamente in una speranza nuova cioè in una nuova direzione e un nuovo traguardo della vita. 
30/12/2005 Il Beato Scalabrini continua a prendersi cura della nostra Diocesi (20051230)  È impressionante la quantità e la qualità degli eventi programmati e realizzati dagli Scalabriniani per celebrare i cent’anni dalla morte del loro fondatore: celebrazioni liturgiche, pellegrinaggio dell’urna del Beato nei sette Vicariati della Diocesi… 
19/01/2006 Pietre vive (20060119)  Quella Parola che il Signore ci rivolge ci aiuta a prendere coscienza di quello che siamo, della nostra identità, della nostra vocazione, del rapporto che abbiamo con Lui, del rapporto che dobbiamo cercare di avere con tutti i nostri fratelli. 
09/03/2006 Hai brillato e la tua luce ha vinto la mia cecità (20060309)  Quindi Gesù viene collocato insieme a quei grandi mediatori della rivelazione divina che sono stati i profeti, i taumaturghi, Mosè come legislatore; ci sono somiglianze grandi tra questi personaggi e Gesù. 
15/03/2006 Ricerca scientifica e visione cristiana della vita (20060315)  Parto dal “confronto tra scienza e fede” e da quei punti che, ricordate molto bene, hanno scandito la sua storia nella cultura dell’occidente. Ci sono stati alcuni momenti di tensione soprattutto quelli di Galileo e di Darwin, quindi secolo XVII e XIX. L’occasione immediata era il contrasto tra affermazioni scientifiche e quella che sembrava l’affermazione delle Scritture. 
16/03/2006 Hai cacciato i mercanti e hai liberato le mie mani (20060316)  Se dovessimo cercare attorno a noi, nel mondo, nella storia, qualche avvenimento o situazione nelle quali si possa incontrare Dio, si possa vedere qualche cosa del mistero di Dio, probabilmente anche noi, “come i Giudei o i Greci cercheremmo i miracoli o la sapienza”. 
06/04/2006 Veramente quest’uomo era Figlio di Dio (20060406)  Paradossalmente la Celebrazione del Sacramento della Penitenza che facciamo questa sera vuole essere glorificazione di Dio attraverso quel materiale povero e rovinato che è il nostro peccato. Non evidentemente il peccato in sé, che è fatto di ribellione e di menzogne e di cattiverie e di incapacità di relazione di amore con il prossimo, quindi fatto di elementi negativi che certamente non danno gloria a Dio; ma la confessione del peccato sì 
06/04/2006 Veramente quest’uomo era Figlio di Dio (20060406)  Paradossalmente la Celebrazione del Sacramento della Penitenza che facciamo questa sera vuole essere glorificazione di Dio attraverso quel materiale povero e rovinato che è il nostro peccato. Non evidentemente il peccato in sé, che è fatto di ribellione e di menzogne e di cattiverie e di incapacità di relazione di amore con il prossimo, quindi fatto di elementi negativi che certamente non danno gloria a Dio; ma la confessione del peccato sì 
06/04/2006 Veramente quest’uomo era Figlio di Dio (20060406)  Paradossalmente la Celebrazione del Sacramento della Penitenza che facciamo questa sera vuole essere glorificazione di Dio attraverso quel materiale povero e rovinato che è il nostro peccato. Non evidentemente il peccato in sé, che è fatto di ribellione e di menzogne e di cattiverie e di incapacità di relazione di amore con il prossimo, quindi fatto di elementi negativi che certamente non danno gloria a Dio; ma la confessione del peccato sì 
06/04/2006 Veramente quest’uomo era Figlio di Dio (20060406)  Paradossalmente la Celebrazione del Sacramento della Penitenza che facciamo questa sera vuole essere glorificazione di Dio attraverso quel materiale povero e rovinato che è il nostro peccato. Non evidentemente il peccato in sé, che è fatto di ribellione e di menzogne e di cattiverie e di incapacità di relazione di amore con il prossimo, quindi fatto di elementi negativi che certamente non danno gloria a Dio; ma la confessione del peccato sì 
27/04/2006 Rendete ragione della speranza che è in voi (20060427)  Riprendiamo il cammino di meditazione della prima lettera di Pietro, è quella Lettera che ci accompagna anche nella preparazione del Convegno ecclesiale nazionale di Verona che soprattutto vuole ricondurci alla rigenerazione della speranza, a rinnovare dentro al nostro cuore la speranza che nasce dalla parola di Dio, dalla rivelazione del suo amore per noi. 
20/05/2006 Una generazione narra all’altra (20060520)  La “comunione è anzitutto una comunione di fede e di amore che sta dentro al nostro cuore”. È anche una comunione che si esprime in tutta quella rete di esperienze che si potrebbe chiamare la “sinodalità”, tutte le forme sinodali, dal sinodo ufficiale che è l’incontro di tutti i preti con il vescovo e con rappresentanti ecc., a tutte le forme di incontri parrocchiali, vicariali, diocesani, di preti, di preti con laici, di laici tra di loro, con i religiosi… Tutte queste realtà fanno parte di una “dimensione sinodale”. 
20/05/2006 Una generazione narra all’altra (20060520)  La “comunione è anzitutto una comunione di fede e di amore che sta dentro al nostro cuore”. È anche una comunione che si esprime in tutta quella rete di esperienze che si potrebbe chiamare la “sinodalità”, tutte le forme sinodali, dal sinodo ufficiale che è l’incontro di tutti i preti con il vescovo e con rappresentanti ecc., a tutte le forme di incontri parrocchiali, vicariali, diocesani, di preti, di preti con laici, di laici tra di loro, con i religiosi… Tutte queste realtà fanno parte di una “dimensione sinodale”. 
20/05/2006 Una generazione narra all’altra (20060520)  La “comunione è anzitutto una comunione di fede e di amore che sta dentro al nostro cuore”. È anche una comunione che si esprime in tutta quella rete di esperienze che si potrebbe chiamare la “sinodalità”, tutte le forme sinodali, dal sinodo ufficiale che è l’incontro di tutti i preti con il vescovo e con rappresentanti ecc., a tutte le forme di incontri parrocchiali, vicariali, diocesani, di preti, di preti con laici, di laici tra di loro, con i religiosi… Tutte queste realtà fanno parte di una “dimensione sinodale”. 
20/05/2006 Una generazione narra all’altra (20060520)  La “comunione è anzitutto una comunione di fede e di amore che sta dentro al nostro cuore”. È anche una comunione che si esprime in tutta quella rete di esperienze che si potrebbe chiamare la “sinodalità”, tutte le forme sinodali, dal sinodo ufficiale che è l’incontro di tutti i preti con il vescovo e con rappresentanti ecc., a tutte le forme di incontri parrocchiali, vicariali, diocesani, di preti, di preti con laici, di laici tra di loro, con i religiosi… Tutte queste realtà fanno parte di una “dimensione sinodale”. 
08/06/2006 La vita e il ministero del Presbitero (20060608)  Quello che cercherò di dire non è una relazione globale sullo stato della nostra Diocesi ma alcune riflessioni sulla vita del prete; e il motivo è duplice. 
18/06/2006 L’obbedienza alla Parola di Dio è capace di produrre la guarigione (200606181)  Luciano Monari, L’obbedienza alla Parola di Dio è capace di produrre la guarigione (200606181) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 18 giugno 2006 Responsabili: Joan Maria Vernet (prefatore) Id: Monari:200606181 Questo è il primo episodio, che riguarda il Giordano, ed è significativo, chiaramente vuole dire: non è l’acqua del Giordano che è magica ma è l’obbedienza alla parola del Signore che è efficace. 
18/06/2006 L’obbedienza alla Parola di Dio è capace di produrre la guarigione (200606181)  Luciano Monari, L’obbedienza alla Parola di Dio è capace di produrre la guarigione (200606181) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 18 giugno 2006 Responsabili: Joan Maria Vernet (prefatore) Id: Monari:200606181 Questo è il primo episodio, che riguarda il Giordano, ed è significativo, chiaramente vuole dire: non è l’acqua del Giordano che è magica ma è l’obbedienza alla parola del Signore che è efficace. 
18/06/2006 L’obbedienza alla Parola di Dio è capace di produrre la guarigione (200606181)  Luciano Monari, L’obbedienza alla Parola di Dio è capace di produrre la guarigione (200606181) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 18 giugno 2006 Responsabili: Joan Maria Vernet (prefatore) Id: Monari:200606181 Questo è il primo episodio, che riguarda il Giordano, ed è significativo, chiaramente vuole dire: non è l’acqua del Giordano che è magica ma è l’obbedienza alla parola del Signore che è efficace. 
18/06/2006 L’obbedienza alla Parola di Dio è capace di produrre la guarigione (200606181)  Luciano Monari, L’obbedienza alla Parola di Dio è capace di produrre la guarigione (200606181) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 18 giugno 2006 Responsabili: Joan Maria Vernet (prefatore) Id: Monari:200606181 Questo è il primo episodio, che riguarda il Giordano, ed è significativo, chiaramente vuole dire: non è l’acqua del Giordano che è magica ma è l’obbedienza alla parola del Signore che è efficace. 
24/09/2006 Debitori del Vangelo (20060924)  Due cose che volevo dire le ha già ricordate don Alberto Cozzi nella sua relazione quindi non le ripeto: sulla “complicità con gli adulti e con le famiglie nel cammino di catechesi” e sulla “ministerialità del catechista”. 
05/10/2006 Il dopo Concilio Vaticano II (20061005)  Quando parecchi mesi fa ho accettato di fare questa conversazione per l’Università della Terza Età pensavo a una conversazione amicale, senza pretese, quasi per dire sottovoce quello che mi sembra di capire del cammino che la Chiesa ha tentato e tenta di fare in questi anni del “dopo Concilio”. 
12/10/2006 Donaci, o Dio, la sapienza del cuore (20061012)  E vuole dire che la parola di Dio scende dentro di noi nel profondo del nostro cuore e distingue, discerne, separa, quello che è buono da quello che è cattivo, quello che è autentico da quello che è falso o ipocrita, quello che ci avvicina al Signore da quello che ci allontana da Lui, quello che è opera di giustizia da quello invece che è egoismo mascherato. 
24/10/2006 Anniversario della parrocchia (20061024)  Però se non siete dei “22 fondatori” non sentitevi diminuiti, perché quello che è stato fatto è solo l’inizio del cammino, e la “costruzione” richiede l’impegno di tutti. Se si vuole costruire una comunità cristiana è necessario che tutti coloro che ne fanno parte – con consapevolezza, con gioia, con determinazione, con perseveranza – si impegnino a costruirla, altrimenti non viene fuori. 
26/10/2006 Relazione sul Convegno Ecclesiale di Verona (20061026)  … provo a dire le dimensioni che mi sembrano più significative, poi evidentemente siccome è una scelta e può essere completata con altre prospettive. 
05/11/2006 Un’esperienza di solidarietà (20061105)  La nostra intenzione era quella di soccorrere gli alluvionati – spiega il vescovo – così non andammo con la Sovrintendenza ai beni artistici ma fummo dirottati nelle case dei fiorentini. Con il badile a liberare le abitazioni dal fango che aveva avvolto tutto. 
05/11/2006 Un’esperienza di solidarietà (20061105)  La nostra intenzione era quella di soccorrere gli alluvionati – spiega il vescovo – così non andammo con la Sovrintendenza ai beni artistici ma fummo dirottati nelle case dei fiorentini. Con il badile a liberare le abitazioni dal fango che aveva avvolto tutto. 
05/11/2006 Un’esperienza di solidarietà (20061105)  La nostra intenzione era quella di soccorrere gli alluvionati – spiega il vescovo – così non andammo con la Sovrintendenza ai beni artistici ma fummo dirottati nelle case dei fiorentini. Con il badile a liberare le abitazioni dal fango che aveva avvolto tutto. 
05/11/2006 Un’esperienza di solidarietà (20061105)  La nostra intenzione era quella di soccorrere gli alluvionati – spiega il vescovo – così non andammo con la Sovrintendenza ai beni artistici ma fummo dirottati nelle case dei fiorentini. Con il badile a liberare le abitazioni dal fango che aveva avvolto tutto. 
06/11/2006 Considerazioni (20061106)  Perché, che la risurrezione di Gesù sia al centro della fede cristiana, questo è fuori discussione, lo ripetiamo chissà quante volte. Ma riuscire a legare l’evento della risurrezione di Gesù con una trasformazione della nostra vita, del nostro modo di essere e di desiderare e di operare, questo effettivamente è il problema iniziale. 
18/11/2006 L’importanza del Consiglio Pastorale nella vita della Diocesi (20061118)  Il Consiglio Pastorale Diocesano (CPD) attiene a quegli organismi di comunione e di partecipazione che il Concilio Vaticano II ha richiesto di erigere, di fare vivere; quindi siamo “figli del Concilio” da questo punto di vista. Per alcuni aspetti è una realtà relativamente nuova nella storia della nostra Chiesa, e questo lo si vede anche da un fatto che provo ad esprimere. 
18/11/2006 L’importanza del Consiglio Pastorale nella vita della Diocesi (20061118)  Il Consiglio Pastorale Diocesano (CPD) attiene a quegli organismi di comunione e di partecipazione che il Concilio Vaticano II ha richiesto di erigere, di fare vivere; quindi siamo “figli del Concilio” da questo punto di vista. Per alcuni aspetti è una realtà relativamente nuova nella storia della nostra Chiesa, e questo lo si vede anche da un fatto che provo ad esprimere. 
18/11/2006 L’importanza del Consiglio Pastorale nella vita della Diocesi (20061118)  Il Consiglio Pastorale Diocesano (CPD) attiene a quegli organismi di comunione e di partecipazione che il Concilio Vaticano II ha richiesto di erigere, di fare vivere; quindi siamo “figli del Concilio” da questo punto di vista. Per alcuni aspetti è una realtà relativamente nuova nella storia della nostra Chiesa, e questo lo si vede anche da un fatto che provo ad esprimere. 
18/11/2006 L’importanza del Consiglio Pastorale nella vita della Diocesi (20061118)  Il Consiglio Pastorale Diocesano (CPD) attiene a quegli organismi di comunione e di partecipazione che il Concilio Vaticano II ha richiesto di erigere, di fare vivere; quindi siamo “figli del Concilio” da questo punto di vista. Per alcuni aspetti è una realtà relativamente nuova nella storia della nostra Chiesa, e questo lo si vede anche da un fatto che provo ad esprimere. 
08/12/2006 Saluto alla Comunità delle Figlie di San’Anna (200612081)  Luciano Monari, Saluto alla Comunità delle Figlie di San’Anna (200612081) Data Copyright: 08 dicembre 2006 Data pubblicazione: 08 dicembre 2006 Id: Monari:200612081 Oggi, solennità dell’Immacolata Concezione di Maria, mentre celebriamo la Piena di Grazia, nella quale Dio ha posto la sua totale compiacenza, con profonda gratitudine al Signore, ci uniamo a tutti i membri della nostra Famiglia religiosa, ricordando i 140 anni di Fondazione dell’Istituto. 
08/02/2007 L’atteggiamento cristiano di fronte la vita (20070208)  Dico alcune cose sull’atteggiamento cristiano di fronte la vita, non tutti i problemi anche perché tutte le risposte non le ho, le stiamo cercando, le cerchiamo insieme; alcune cose sono chiare altre sono più confuse, quindi abbiamo bisogno di rifletterci sopra, però il richiamo alle cose fondamentali credo che possa servire a tutti. 
08/02/2007 L’atteggiamento cristiano di fronte la vita (20070208)  Dico alcune cose sull’atteggiamento cristiano di fronte la vita, non tutti i problemi anche perché tutte le risposte non le ho, le stiamo cercando, le cerchiamo insieme; alcune cose sono chiare altre sono più confuse, quindi abbiamo bisogno di rifletterci sopra, però il richiamo alle cose fondamentali credo che possa servire a tutti. 
08/02/2007 L’atteggiamento cristiano di fronte la vita (20070208)  Dico alcune cose sull’atteggiamento cristiano di fronte la vita, non tutti i problemi anche perché tutte le risposte non le ho, le stiamo cercando, le cerchiamo insieme; alcune cose sono chiare altre sono più confuse, quindi abbiamo bisogno di rifletterci sopra, però il richiamo alle cose fondamentali credo che possa servire a tutti. 
08/02/2007 L’atteggiamento cristiano di fronte la vita (20070208)  Dico alcune cose sull’atteggiamento cristiano di fronte la vita, non tutti i problemi anche perché tutte le risposte non le ho, le stiamo cercando, le cerchiamo insieme; alcune cose sono chiare altre sono più confuse, quindi abbiamo bisogno di rifletterci sopra, però il richiamo alle cose fondamentali credo che possa servire a tutti. 
18/04/2007 Tecnologia avanzata e dignità del malato (20070418)  M’interessa questa strofa famosa del “Canto notturno di un pastore errante dell’asia”, per un motivo semplice. Perché ci ricorda che la cura di cui noi abbiamo bisogno incomincia con il momento stesso della nascita, e si dovrebbe dire anche prima, e termina con la morte e non prima. 
26/04/2007 Io sono il Buon Pastore (20070426)  Il Signore risorto continua a vivere nella Chiesa, a parlare e a chiamare la sua Chiesa al discepolato, alla sequela fedele di Lui; e noi tentiamo di rispondere con la nostra debolezza ma con il desiderio che abbiamo nel cuore di appartenere al Signore con tutto noi stessi. 
01/05/2007 Il prete chi è? (200705011)  Luciano Monari, Il prete chi è? (200705011). Risponde un esperto Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 01 maggio 2007 Id: Monari:200705011 Ed è un sacerdote per due motivi: Anzitutto, perché attraverso di lui Dio ha donato agli uomini ogni cosa, in particolare la sua amicizia e il perdono dei peccati. In secondo luogo perché lui, uomo, è entrato nella vita di Dio e ha aperto anche per noi la medesima strada. 
12/05/2007 Impresa: Ruolo dei Professionisti e bene comune (20070512)  Voglio dire, quando parliamo di “bene comune” ci riferiamo ad una nozione dinamica che si sviluppa e si modifica con il cambiare e il rinnovarsi delle situazioni, ma che mantiene sempre il riferimento essenziale all’unità e alla globalità della persona umana. 
17/05/2007 Avrete forza dallo Spirito Santo (20070517)  Quindi il contesto lo potete immaginare, è il capitolo della risurrezione, dove viene narrata la rivelazione alle donne, e poi le apparizioni di Gesù: prima a Pietro, poi ai due discepoli che stanno andando verso Emmaus, e infine agli Undici Apostoli e con altri Apostoli che si trovano nel Cenacolo. 
26/05/2007 Come io vi ho amato (20070526)  Chi ama diventa fragile, può facilmente essere offeso, umiliato, tradito; in qualche modo si consegna alla libertà degli altri e si prepara a soffrire. Se rinuncio ad amare e mi faccio una pelle di ippopotamo, sono più sicuro; gli altri faranno fatica a ferirmi, non riusciranno a raggiungere il mio cuore, sarò invulnerabile. 
31/05/2007 La Parola di Dio e la società post-secolare (200705312)  Luciano Monari, La Parola di Dio e la società post-secolare (200705312). C’è ancora posto per la Bibbia? La Parola di Dio e le parole dell’uomo Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 31 maggio 2007 Id: Monari:200705312 La Scrittura è strumento nel quale la vita dell’uomo tocca l’amore e viene trasformata in amore perché attraverso la Parola e nella Parola l’esistenza concreta dell’uomo si apre alla relazione personale e profonda con Dio. La Parola è il medium; e il contenuto è Dio. 
07/06/2007 Giornata sacerdotale del Sacro Cuore (200706151)  L’obiettivo primario: la comunione tra i sacerdoti. Perché il prete non è un single, che vive il suo ministero in solitudine. È parte di un corpo che – come gli apostoli – agisce collegialmente, in una logica di corresponsabilità e comunione. 
14/06/2007 Giornata di Santificazione Sacerdotale (20070614)  Se Gesù Cristo è grande, essere prete è bello perché significa operare in persona Christi, donare alla gente le sue parole, permettere loro di sperimentare la sua azione di guarigione, di toccare la sua carne e fare così esperienza di salvezza. 
01/11/2007 L’amore che vince ogni egoismo (200711011)  Luciano Monari, L’amore che vince ogni egoismo (200711011) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 01 novembre 2007 Id: Monari:200711011 Fa impressione leggere in san Paolo che qualsiasi carisma o ministero o dono divino è senza valore se non è interiormente animato dalla Carità. Conoscere con profondità i misteri divini, annunciare la Parola con tanta convinzione da convertire gli ascoltatori, sacrificare eroicamente se stessi, sono certamente cose grandi. 
01/11/2007 L’amore che vince ogni egoismo (200711011)  Luciano Monari, L’amore che vince ogni egoismo (200711011) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 01 novembre 2007 Id: Monari:200711011 Fa impressione leggere in san Paolo che qualsiasi carisma o ministero o dono divino è senza valore se non è interiormente animato dalla Carità. Conoscere con profondità i misteri divini, annunciare la Parola con tanta convinzione da convertire gli ascoltatori, sacrificare eroicamente se stessi, sono certamente cose grandi. 
01/11/2007 L’amore che vince ogni egoismo (200711011)  Luciano Monari, L’amore che vince ogni egoismo (200711011) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 01 novembre 2007 Id: Monari:200711011 Fa impressione leggere in san Paolo che qualsiasi carisma o ministero o dono divino è senza valore se non è interiormente animato dalla Carità. Conoscere con profondità i misteri divini, annunciare la Parola con tanta convinzione da convertire gli ascoltatori, sacrificare eroicamente se stessi, sono certamente cose grandi. 
01/11/2007 L’amore che vince ogni egoismo (200711011)  Luciano Monari, L’amore che vince ogni egoismo (200711011) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 01 novembre 2007 Id: Monari:200711011 Fa impressione leggere in san Paolo che qualsiasi carisma o ministero o dono divino è senza valore se non è interiormente animato dalla Carità. Conoscere con profondità i misteri divini, annunciare la Parola con tanta convinzione da convertire gli ascoltatori, sacrificare eroicamente se stessi, sono certamente cose grandi. 
02/09/2008 Parola di Dio e vita della Chiesa (20080902)  È un anno ormai che sono a Brescia come vescovo e, ritrovandomi oggi con voi, il primo atteggiamento non può essere che quello del rendimento di grazie 
03/03/2009 L’influsso dello Spirito nell’essere e nell’agire di Paolo (20090303)  Tutto parte per Paolo dall’incontro con Cristo risorto sulla via di Damasco. Quell’esperienza – dice lui – è stata come il primo giorno della creazione, il passaggio dalle tenebre alla luce, dal caos a un mondo armonico e ordinato. 
03/03/2009 L’influsso dello Spirito nell’essere e nell’agire di Paolo (20090303)  Tutto parte per Paolo dall’incontro con Cristo risorto sulla via di Damasco. Quell’esperienza – dice lui – è stata come il primo giorno della creazione, il passaggio dalle tenebre alla luce, dal caos a un mondo armonico e ordinato. 
03/03/2009 L’influsso dello Spirito nell’essere e nell’agire di Paolo (20090303)  Tutto parte per Paolo dall’incontro con Cristo risorto sulla via di Damasco. Quell’esperienza – dice lui – è stata come il primo giorno della creazione, il passaggio dalle tenebre alla luce, dal caos a un mondo armonico e ordinato. 
03/03/2009 L’influsso dello Spirito nell’essere e nell’agire di Paolo (20090303)  Tutto parte per Paolo dall’incontro con Cristo risorto sulla via di Damasco. Quell’esperienza – dice lui – è stata come il primo giorno della creazione, il passaggio dalle tenebre alla luce, dal caos a un mondo armonico e ordinato. 
05/03/2009 Secondo incontro di Quaresima (200903051)  Luciano Monari, Secondo incontro di Quaresima (200903051) Data Copyright: 2009 Data pubblicazione: 05 marzo 2009 Id: Monari:200903051 Sono tante e diverse le vocazioni della Chiesa; sono complementari, tanti che nessuno può dire agli altri “io non ho bisogno di voi, della vostra vocazione, e del vostro servizio”, perché nessuno di noi è tutto, nessuno è il Corpo di Cristo. D’altra parte nessuno deve dire “non c’è bisogno di me”, perché ciascuno di noi è qualcuno nel Corpo di Cristo. Ciascuno di noi ha un nome, una storia, un volto, una vocazione, un compito. 
12/03/2009 Terzo incontro di Quaresima (20090312)  Gesù è stato concepito dallo Spirito Santo, dice il Vangelo di Luca (cfr. Lc 1,35), è stato riempito di Spirito Santo al momento del battesimo, dicono tutti e tre i Vangeli sinottici. 
19/03/2009 Quarto incontro di Quaresima (20090319)  Colossi è una città dell’Asia minore a 150 Km all’interno rispetto alla città di Efeso, c’è una comunità cristiana, fondata da un discepolo di Paolo, Epafro. A Paolo sono arrivate notizie… 
02/04/2009 Quinto e ultimo incontro di Quaresima (20090402)  Le due lettere a Timoteo e la lettera a Tito sono chiamate lettere pastorali, le uniche che Paolo rivolge a dei suoi discepoli continuatori della sua missione e del suo apostolato. Le altre lettere sono generalmente rivolte a delle comunità cristiane. 
02/09/2009 Convegno del Clero (20090902)  Mi sento “quattordicenne” quindi sono contento di vivere questo momento insieme con voi; un saluto e un ringraziamento per la vostra presenza perché mi fa bene vedervi. Vorrei incontrarvi e guardare ciascuno di voi in faccia, purtroppo non conosco ancora tutti i preti bresciani ma ci arriverò, me lo sono proposto e questo ed è un impegno fondamentale. 
13/09/2009 Assemblea diocesana dei catechisti (20090913)  Dobbiamo tornare indietro di secoli, di millenni, fino ai tempi oscuri della storia delle origini. Una sera di aprile una moltitudine immensa di gente sta fuggendo dalla servitù in Egitto: uomini, donne, bambini, con le loro masserizie, con le poche cose che hanno, con gli animali che appartengono a loro… stanno fuggendo dopo che il faraone li ha allontanati al termine di quell’episodio tremendo della decima piaga d’Egitto. 
18/11/2009 Intervento all’assemblea curati dell’oratorio (20091118)  A me sembra che l’oratorio sia una funzione della comunità cristiana. La comunità cristiana ha il dovere di educare i suoi membri, di accompagnarli e sollecitarli e sorreggerli nel cammino verso la responsabilità. Questo lo compie con la Parola di Dio, i sacramenti, con la vita comune ecc. L’oratorio è un’invenzione della comunità cristiana che crea un luogo fisico e umano perché lì si possa crescere in modo maturo, umano e cristiano insieme. E qui l’animazione mi lascia un po’ perplesso. 
18/11/2009 Intervento all’assemblea curati dell’oratorio (20091118)  A me sembra che l’oratorio sia una funzione della comunità cristiana. La comunità cristiana ha il dovere di educare i suoi membri, di accompagnarli e sollecitarli e sorreggerli nel cammino verso la responsabilità. Questo lo compie con la Parola di Dio, i sacramenti, con la vita comune ecc. L’oratorio è un’invenzione della comunità cristiana che crea un luogo fisico e umano perché lì si possa crescere in modo maturo, umano e cristiano insieme. E qui l’animazione mi lascia un po’ perplesso. 
18/11/2009 Intervento all’assemblea curati dell’oratorio (20091118)  A me sembra che l’oratorio sia una funzione della comunità cristiana. La comunità cristiana ha il dovere di educare i suoi membri, di accompagnarli e sollecitarli e sorreggerli nel cammino verso la responsabilità. Questo lo compie con la Parola di Dio, i sacramenti, con la vita comune ecc. L’oratorio è un’invenzione della comunità cristiana che crea un luogo fisico e umano perché lì si possa crescere in modo maturo, umano e cristiano insieme. E qui l’animazione mi lascia un po’ perplesso. 
18/11/2009 Intervento all’assemblea curati dell’oratorio (20091118)  A me sembra che l’oratorio sia una funzione della comunità cristiana. La comunità cristiana ha il dovere di educare i suoi membri, di accompagnarli e sollecitarli e sorreggerli nel cammino verso la responsabilità. Questo lo compie con la Parola di Dio, i sacramenti, con la vita comune ecc. L’oratorio è un’invenzione della comunità cristiana che crea un luogo fisico e umano perché lì si possa crescere in modo maturo, umano e cristiano insieme. E qui l’animazione mi lascia un po’ perplesso. 
25/02/2010 Secondo Incontro (20100225)  Nasce un bambino maschio in una famiglia ebrea; che cosa bisogna fare? La legge di Mosè da indicazioni precise. 
04/03/2010 Terzo Incontro (20100304)  Sono due piccoli quadri che preparano immediatamente il racconto della morte di Gesù in croce che viene nei versetti immediatamente successivi. Proprio questa collocazione dice che sono due quadri importanti: siamo davanti al cuore della rivelazione di Gesù. 
11/03/2010 Quarto Incontro (20100311)  Di per sé l’episodio è semplicissimo. Una ragazza incinta va a trovare una sua parente anziana anch’essa incinta, per condividere la gioia e anche la trepidazione e il timore e la riconoscenza a Dio per il dono della maternità, ma anche le preoccupazioni evidentemente per il futuro che sono sempre presenti. 
18/03/2010 Cittadinanza: in una città chiamata Nazaret (20100318)  C’è immensamente caro questo brano del Vangelo e chiediamo al Signore che ci aiuti a capirlo con la testa e con il cuore, ci aiuti in qualche modo a viverlo come Chiesa, come strumento della presenza di Dio in mezzo agli uomini. 
01/04/2010 Se un immigrato entra nel nostro sistema lavorativo (201004011)  Luciano Monari, Se un immigrato entra nel nostro sistema lavorativo (201004011) Data Copyright: 01 aprile 2010 Data pubblicazione: 01 aprile 2010 Id: Monari:201004011 Robert Wright ha proposto un’interessante interpretazione del progresso umano sulla base della teoria matematica dei giochi. Dicono i matematici che ci sono due tipi di giochi: quelli “a somma zero” e quelli “a somma non-zero”. 
24/09/2010 Verso la civiltà dell’amore (20100924)  Porto volentieri il saluto della Chiesa bresciana a questo Colloquio Internazionale di Studio. Grazie anzitutto, naturalmente, all’Istituto Paolo VI che in tutti questi anni ha tenuto e tiene viva la memoria del Papa al quale Brescia si sente legata profondamente. E grazie per la scelta che è stata fatta per questo specifico incontro: “Verso la civiltà dell’amore.” L’argomento è non solo bello, ma necessario e urgente. 
24/09/2010 Verso la civiltà dell’amore (20100924)  Porto volentieri il saluto della Chiesa bresciana a questo Colloquio Internazionale di Studio. Grazie anzitutto, naturalmente, all’Istituto Paolo VI che in tutti questi anni ha tenuto e tiene viva la memoria del Papa al quale Brescia si sente legata profondamente. E grazie per la scelta che è stata fatta per questo specifico incontro: “Verso la civiltà dell’amore.” L’argomento è non solo bello, ma necessario e urgente. 
24/09/2010 Verso la civiltà dell’amore (20100924)  Porto volentieri il saluto della Chiesa bresciana a questo Colloquio Internazionale di Studio. Grazie anzitutto, naturalmente, all’Istituto Paolo VI che in tutti questi anni ha tenuto e tiene viva la memoria del Papa al quale Brescia si sente legata profondamente. E grazie per la scelta che è stata fatta per questo specifico incontro: “Verso la civiltà dell’amore.” L’argomento è non solo bello, ma necessario e urgente. 
24/09/2010 Verso la civiltà dell’amore (20100924)  Porto volentieri il saluto della Chiesa bresciana a questo Colloquio Internazionale di Studio. Grazie anzitutto, naturalmente, all’Istituto Paolo VI che in tutti questi anni ha tenuto e tiene viva la memoria del Papa al quale Brescia si sente legata profondamente. E grazie per la scelta che è stata fatta per questo specifico incontro: “Verso la civiltà dell’amore.” L’argomento è non solo bello, ma necessario e urgente. 
01/11/2010 Schede per l’approfondimento della Costituzione Conciliare “Lumen Gentium” (201011011)  Luciano Monari, Schede per l’approfondimento della Costituzione Conciliare “Lumen Gentium” (201011011). Introduzione del Vescovo per la presentazione delle Scheda per le parrocchie Data Copyright: 2010 Data pubblicazione: 01 novembre 2010 Id: Monari:201011011 Abbiamo pensato di offrire alle parrocchie – a tutti i sacerdoti e ai laici, soprattutto quelli impegnati nella pastorale – alcune schede che sollecitino e orientino una lettura attenta della Costituzione Conciliare ‘Lumen Gentium’. 
01/11/2010 Schede per l’approfondimento della Costituzione Conciliare “Lumen Gentium” (201011011)  Luciano Monari, Schede per l’approfondimento della Costituzione Conciliare “Lumen Gentium” (201011011). Introduzione del Vescovo per la presentazione delle Scheda per le parrocchie Data Copyright: 2010 Data pubblicazione: 01 novembre 2010 Id: Monari:201011011 Abbiamo pensato di offrire alle parrocchie – a tutti i sacerdoti e ai laici, soprattutto quelli impegnati nella pastorale – alcune schede che sollecitino e orientino una lettura attenta della Costituzione Conciliare ‘Lumen Gentium’. 
01/11/2010 Schede per l’approfondimento della Costituzione Conciliare “Lumen Gentium” (201011011)  Luciano Monari, Schede per l’approfondimento della Costituzione Conciliare “Lumen Gentium” (201011011). Introduzione del Vescovo per la presentazione delle Scheda per le parrocchie Data Copyright: 2010 Data pubblicazione: 01 novembre 2010 Id: Monari:201011011 Abbiamo pensato di offrire alle parrocchie – a tutti i sacerdoti e ai laici, soprattutto quelli impegnati nella pastorale – alcune schede che sollecitino e orientino una lettura attenta della Costituzione Conciliare ‘Lumen Gentium’. 
01/11/2010 Schede per l’approfondimento della Costituzione Conciliare “Lumen Gentium” (201011011)  Luciano Monari, Schede per l’approfondimento della Costituzione Conciliare “Lumen Gentium” (201011011). Introduzione del Vescovo per la presentazione delle Scheda per le parrocchie Data Copyright: 2010 Data pubblicazione: 01 novembre 2010 Id: Monari:201011011 Abbiamo pensato di offrire alle parrocchie – a tutti i sacerdoti e ai laici, soprattutto quelli impegnati nella pastorale – alcune schede che sollecitino e orientino una lettura attenta della Costituzione Conciliare ‘Lumen Gentium’. 
22/12/2010 Commento al “Magnificat” (20101222)  È un canto di lode il Magnificat, un inno rivolto alla grandezza e alla misericordia di Dio verso Maria, verso il popolo di Israele, verso tutti i popoli della terra, verso di noi, quindi. 
20/01/2011 Celebrazione ecumenica della parola di Dio (20110120)  Esaù poteva ben nutrirne nei confronti di Giacobbe e Giacobbe doveva aver paura di incontrare il fratello. In fondo lui, Giacobbe, si era appropriato con l’inganno della benedizione paterna che spettava al fratello. Poteva essere uno scontro, duro come sanno esserlo gli scontri tra fratelli. E invece Esaù corre incontro a Giacobbe, lo abbraccia, se lo stringe al petto, lo bacia e mescola le sue lacrime con quelle di lui.Esaù poteva ben nutrirne nei confronti di Giacobbe e Giacobbe doveva aver paura di incontrare il fratello. In fondo lui, Giacobbe, si era appropriato con l’inganno della benedizione paterna che spettava al fratello. Poteva essere uno scontro, duro come sanno esserlo gli scontri tra fratelli. E invece Esaù corre incontro a Giacobbe, lo abbraccia, se lo stringe al petto, lo bacia e mescola le sue lacrime con quelle di lui. 
23/08/2011 Parola di Dio e liturgia (20110823)  «Parola di Dio e liturgia: prospettive educative di un rapporto originario.» Il titolo della mia relazione suppone un rapporto originario tra la Parola di Dio e la Liturgia e chiede di evidenziare quali effetti educativi produce questo rapporto nell’esistenza del cristiano. 
03/02/2012 L’urgenza della Concordia (20120203)  Ringrazio di cuore il signor sindaco Paroli, la presidente Bordonali e tutti voi per l’invito a parlare in questa sede in occasione della festa dei nostri patroni Faustino e Giovita. Vorrei vivere questo momento con tutta umiltà insieme con voi che amministrate la città per un mandato ricevuto dai cittadini. 
03/02/2012 L’urgenza della Concordia (20120203)  Ringrazio di cuore il signor sindaco Paroli, la presidente Bordonali e tutti voi per l’invito a parlare in questa sede in occasione della festa dei nostri patroni Faustino e Giovita. Vorrei vivere questo momento con tutta umiltà insieme con voi che amministrate la città per un mandato ricevuto dai cittadini. 
03/02/2012 L’urgenza della Concordia (20120203)  Ringrazio di cuore il signor sindaco Paroli, la presidente Bordonali e tutti voi per l’invito a parlare in questa sede in occasione della festa dei nostri patroni Faustino e Giovita. Vorrei vivere questo momento con tutta umiltà insieme con voi che amministrate la città per un mandato ricevuto dai cittadini. 
03/02/2012 L’urgenza della Concordia (20120203)  Ringrazio di cuore il signor sindaco Paroli, la presidente Bordonali e tutti voi per l’invito a parlare in questa sede in occasione della festa dei nostri patroni Faustino e Giovita. Vorrei vivere questo momento con tutta umiltà insieme con voi che amministrate la città per un mandato ricevuto dai cittadini. 
13/02/2012 La Centralità della parola di Dio nella vita della Chiesa  Lunedì 13 febbraio 2012 si è aperto l’anno di iniziative promosse dalla Chiesa bolognese e dalla “Piccola Famiglia dell’Annunziata”, in occasione del centenario della nascita don Giuseppe Dossetti. Mons. Luciano Monari, vescovo di Brescia, è intervenuto nella biblioteca dell’Archiginnasio sul tema: «La Centralità della parola di Dio nella vita della Chiesa» 
16/04/2012 Il bene di ciascuno e il bene di tutti (20120416)  Naturalmente debbo rispondere ai ringraziamenti e lo faccio con gioia grande perché tornare a San Quirino vuol dire “sognare che il tempo non sia mica passato”, che siamo giovani come una volta. Che il Signore vi benedica e benedica il cammino di questa comunità con Fernando e tutta la Chiesa reggiana, alla quale sono evidentemente debitore di un debito che non è pagabile. 
04/09/2012 Intervento del vescovo Luciano Monari alla Camera del lavoro  Luciano Monari, Intervento del vescovo Luciano Monari alla Camera del lavoro Data Copyright: 2012 Data pubblicazione: 04/09/2012 Id: Monari:20120904 Intervento del vescovo Luciano Monari alla Camera del lavoro in occasione del 120° di Fondazione della CGIL di Brescia 
10/09/2012 Il volto del presbiterio bresciano a 50 anni dal Vaticano II. 1  Luciano Monari, Il volto del presbiterio bresciano a 50 anni dal Vaticano II. 1. Prima meditazione Data Copyright: 2012 Data pubblicazione: 10/09/2012 9:30 Id: Monari:201209101 Lo “statuto” dell’esistenza cristiana nel mondo è espresso nel modo più chiaro e sintetico dal vangelo di Giovanni dove si legge: “essi [cioè i discepoli di Gesù] sono nel mondo… essi non sono del mondo.” (Gv 17,11.18) Il vangelo offre anche la spiegazione di questa condizione paradossale: “(Voi) – dice Gesù ai discepoli – non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo.” (Gv 16,19) 
11/09/2012 Il volto del presbiterio bresciano a 50 anni dal Vaticano II. 2  Luciano Monari, Il volto del presbiterio bresciano a 50 anni dal Vaticano II. 2. 2 meditazione Data Copyright: 2012 Data pubblicazione: 11/09/2012 9:30 Id: Monari:20120911 Viene allora spontanea la domanda: come si deve immaginare l’esperienza spirituale di un prete? Come tutti i cristiani, un prete è chiamato alla santità attraverso la trasformazione della sua vita in amore effettivo verso Dio e, insieme con Dio, in amore efficace verso il mondo. Ebbene, come può un prete unire il distacco dal mondo che nasce dalla scelta di seguire Gesù con l’attenzione al mondo, necessaria per il servizio da rendere? È un elemento della spiritualità presbiterale che vorrei cercare di chiarire. 
12/02/2013 La virtù civica della responsabilità (20130212)  Intervento del Vescovo Monari in occasione della festività dei Santi Faustino e Giovita, patroni della città e della diocesi di Brescia. Parlare di responsabilità ha senso solo se si presuppone la libertà della persona. Se il libero arbitrio viene negato, svanisce in radice la possibilità stessa di parlare di responsabilità. La cosa è lapalissiana, ma ciononostante sembra spesso trascurata. 
02/04/2013 Ogni vita è vocazione. (20130402)  Partiamo proprio dall’origine: “Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». E Dio creò l’uomo a sua immagine 
24/10/1998 Intervento al Consiglio Pastorale Diocesano (199810241)  Luciano Monari, Intervento al Consiglio Pastorale Diocesano (199810241) Data Copyright: 1998 Data pubblicazione: 24 ottobre 1998 Id: Monari:199810241 Sintesi del documento pubblicato dal periodico “Famiglie parrocchiali dell’Unità Pastorale dell’Alta Val Tidone n. 3/98. 
01/01/2002 La forma cristiana (20020209)  Ci siamo interrogati e vogliamo interrogarci in questi mesi e nell’anno pastorale che verrà su quella che chiamavamo la “forma cristiana”, la forma della coscienza cristiana matura. Chiaramente le risposte possono venire da tante prospettive e punti di vista. 
01/01/1998 In cammino per la missione (19980904)  È la Samaria (cioè il luogo dell’infedeltà); dal punto di vista giudaico la Samaria rappresenta l’infedeltà. Gesù dice: «Voi adorate quello che non conoscete» (Gv 4,22a); è un’espressione che viene dall’Antico Testamento, dove, per esempio nel Libro del Deuteronomio, Dio ordina ad Israele di «non seguire gli dei che non conoscono» (Dt 11,28). 
06/06/1998 Consiglio Pastorale diocesano (199806061)  Luciano Monari, Consiglio Pastorale diocesano (199806061) Data Copyright: 1998 Data pubblicazione: 06 giugno 1998 Id: Monari:199806061 Parto dall’affermazione del Concilio Vaticano II, che è diventata usuale ed è ripetuta tante volte, sul decreto sull’Attività missionaria che dice: «La Chiesa peregrinante per sua natura è missionaria, in quanto essa trae origine dalla missione del Figlio e dalla missione dello Spirito Santo, secondo il disegno di Dio Padre». 
06/09/1998 In cammino per la missione (1998090611)  Luciano Monari, In cammino per la missione (1998090611) Data Copyright: 06 settembre 1998 Data pubblicazione: 06 settembre 1998 Id: Monari:1998090611 Ringrazio innanzitutto tutti voi che avete partecipato a questi tre giorni delle Pianazze, perché la partecipazione comune ci ha permesso di fare un’esperienza bella di Chiesa, di riconoscere che nella nostra Chiesa di Piacenza-Bobbio il Signore lavora, che c’è una realtà di fede e di comunione che si esprime. 
01/01/2000 Consiglio Pastorale Diocesano (20000219)   
01/01/2001 Prima Assemblea operativa (20011117)  Quello che viene chiesto al Consiglio Pastorale Diocesano (C.P.D.) è essenzialmente un’unica cosa: la Programmazione diocesana annuale, cioè che il C.P.D. arrivi a definire alcune linee e orientamenti pastorali che valgano per tutta la Diocesi. Sapete bene che la Programmazione più particolare e precisa tocca alle Unità Pastorali (U.P.), cioè ciascuna U.P. con i Consigli Pastorali delle diverse parrocchie messe insieme, o come vorranno organizzarsi, dovrà fare un Programma Pastorale per l’U.P. 
01/01/2002 Considerazioni Conclusive (200206081)  Il problema fondamentale è riuscire a sviluppare tutta la ricchezza di energia che è insita nella Parola, ed è capace di formare il cristiano e la comunità cristiana. La Parola ci è data dal Signore, contiene l’energia e la forma della vita cristiana e della vita delle comunità cristiane; bisogna che questa energia la liberiamo in modo che produca il massimo di frutto nella nostra Chiesa. 
01/01/2002 Consiglio Pastorale Diocesano (20020608)  Il punto finale del cammino è che voi «siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio» (Ef 3,19b). Vuole dire: Dio non tiene gelosamente per sé la sua ricchezza di vita, ma al contrario desidera riversarla sul cosmo intero, attraverso l’esperienza di tutti i credenti che sono in qualche modo la coscienza e la libertà che esiste dentro al cosmo, e proprio per questo sono in grado di ricevere la vita di Dio. 
01/01/2002 Più grande è la carità (200211161)  Purtroppo non sono in grado di rispondere con precisione alla richiesta di don Giovanni Vincini, che voleva un chiarimento terminologico ponendo la “Diaconia” invece che l’“Agape” accanto alla Parola e alla Liturgia. Non so come si possa fare in concreto, che cosa si possa dire, se vada bene quel termine… bisognerebbe pensarci. 
01/01/2003 Consiglio Pastorale Diocesano (20031115)  Il vero problema, dice Gesù, non è se Dio è fedele agli uomini, ma se gli uomini sono fedeli a Dio; non è se Dio ascolta gli uomini, ma se gli uomini sono disponibili a Dio. 
01/01/2003 Introduzione al tema del prossimo anno pastorale (20030215)  Evidentemente c’è un problema previo, ed è quello che è stato ricordato da due interventi in precedenza, cioè se valga la pena fare un Programma diverso rispetto alla diffusione o l’incentivazione delle Unità Pastorali. 
07/06/2003 Assemblea del Consiglio Pastorale Diocesano (200306071)  Luciano Monari, Assemblea del Consiglio Pastorale Diocesano (200306071) Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 07 giugno 2003 Id: Monari:200306071 Ed è per questo che il libro degli Atti degli Apostoli ci mette davanti l’immagine della prima comunità cristiana che nella stanza al piano superiore (cfr. At 1,13a) – che chiamiamo il “cenacolo” –, sono in attesa del dono dello Spirito, si preparano a diventare testimoni, a proclamare l’amore del Signore. 
07/06/2003 Considerazioni conclusive (200306072)  Luciano Monari, Considerazioni conclusive (200306072) Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 07 giugno 2003 Id: Monari:200306072 Chiaramente è compito di Pierpaolo Triani, segretario del C.P.D., di raccogliere tutto quello che è venuto fuori che è tantissimo; anch’io aspetto con gioia le “appendici della Bozza”, perché credo che dobbiamo arrivare lì, ad avere delle indicazioni ultime per il cammino da fare insieme, sia per quello che può essere fatto a livello diocesano sia per quello che può essere fatto da altre parti. 
15/11/2003 Considerazioni conclusive (Monari 200311151)  Luciano Monari, Considerazioni conclusive (Monari 200311151) Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 15 novembre 2003 Id: Monari:200311151 Certamente non faccio conclusioni ma, in fondo, aperture, perché quanto devo dire riguarda il cammino di riflessione sulla Pastorale Giovanile. 
01/01/2004 Consiglio Pastorale Diocesano (20040110)  Questo chiaramente comporta l’emergere di alcune figure nuove, che sono la figura del Moderatore dell’U.P., che è quello che dà l’unità, fa da punto di riferimento, da perno; e non perché sia il migliore degli altri… e tutte queste cose, ma perché c’è bisogno di una unità. La struttura della Chiesa, da questo punto di vista, ha sempre avuto un aspetto monarchico: c’è un segno di unità, e c’è il vescovo nella Chiesa locale, e c’è nell’U.P. il moderatore. 
26/11/2005 Rinnovo dei Consigli Pastorali (20051126)  I Consigli Pastorali, quali che siano, diocesano o di unità pastorale, hanno come compito fondamentale la programmazione pastorale. Debbono fare i programmi pastorali, verificare che siano attuati e rigenerali secondo le necessità, e naturalmente tutto quello che serve per fare la programmazione pastorale. 
01/01/1997 Consiglio Pastorale Diocesano (19971025)  Una premessa riguarda l’importanza del tema che è al primo punto nel nostro programma pastorale e che dobbiamo mettere al centro dell’interesse e dell’impegno di ciascuno di noi e delle nostre comunità cristiane; perché è così importante? 
16/12/2006 Considerazione conclusive del Vescovo (20061216)  In modo che non sia una specie di pezzettino isolato da parte, ma dentro al modo di vivere la malattia e la cura della malattia ci sia l’intelligenza, la libertà, il cuore, la propria storia, – è stato ricordato il metodo narrativo –, ciascuno ci va con il suo passato, ci va con le relazioni che vive. 
04/11/2004 Considerazioni conclusive (200411041)  Luciano Monari, Considerazioni conclusive (200411041). Servitori della missione in una comunità responsabile Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 04 novembre 2004 Id: Monari:200411041 Cioè credo che il discorso di Papa Giovanni sia molto vero: è vero che la “salute spirituale” di una comunità cristiana si esprime anche (ma non solo, s’intende) nelle sue vocazioni, e quando le vocazioni non ci sono vuole dire che la comunità non funziona bene. 
04/11/2004 Servitori della missione in una comunità responsabile (20041104)  Questo perché il senso della missione non è solo fare passare un’idea, perché in questo caso basterebbe un singolo che ne sia convinto e l’annunci in un modo efficace. Ma perché il tema della missione è di inserire nella comunità cristiana, dentro al corpo di Cristo, al popolo santo di Dio, dentro le situazioni umane, le esperienze umane. 
01/01/2000 Consulta Pastorale Sanitaria (20000114)  A dirigere l’Ufficio della Pastorale Sanitaria, don Sandro Civardi che ringraziamo per il suo servizio in questi anni, è subentrato don Carlo Brugnoli. Con lui abbiamo fatto un incontro dei cappellani ospedalieri e sono venute fuori due cose importanti che vi comunico e che possiamo riprendere in questo nostro incontro. 
01/01/1991 Il Verbo fatto carne: cristologia giovannea (199101012)  Luciano Monari, Il Verbo fatto carne: cristologia giovannea (199101012) Data Copyright: 1991 Data pubblicazione: 1/1/1991 Id: Monari:199101012 Ci poniamo innanzitutto una semplicissima domanda: chi è Gesù? Cercheremo di far emergere la risposta progressivamente partendo anzitutto dal fatto che Giovanni ci insegna a vedere Gesù come uomo. Il Vangelo di S. Giovanni, riferendosi a Gesù, usa varie volte il termine “uomo”, a volte senza dargli un peso particolare e tuttavia non si tratta di testi inutili perché presentano Gesù semplicemente come un uomo in mezzo agli altri, inserito nell’anonimato umano. Non è quindi vero quello che qualcuno ha scritto, che Giovanni disumanizzerebbe Gesù, togliendogli quella dimensione profondamente umana, propria dei Vangeli sinottici. 
01/01/1995 Il giorno del Signore (19951118)  Anzitutto desidero sottolineare che i Ministri straordinari della Comunione sono una delle espressioni più belle della pastorale nella diocesi di Piacenza-Bobbio; sono convinto che, se voi fate bene il vostro dovere, date un aiuto enorme per tutta la comunità cristiana. 
01/01/1995 Una Chiesa che vive la comunione è soggetto attivo di una efficace evangelizzazione (199509091)  Luciano Monari, Una Chiesa che vive la comunione è soggetto attivo di una efficace evangelizzazione (199509091). Seconda relazione Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 09 settembre 1995 Serie: Convegno di Pianazze 1995 Id: Monari:199509091 Il punto di partenza delle mie riflessioni è semplicemente il tema della nuova evangelizzazione, alla quale in questi anni si comincia a fare riferimento abbastanza spesso. Questo naturalmente non vuole dire un nuovo Vangelo. Di vangeli ce n’è uno solo e non ce n’è da inventare alcun altro. San Paolo su questo era decisissimo. «Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anatema!» (Gal 1, 8). Significa che il Vangelo che è stato annunciato è un Vangelo che vale una volta per sempre e non è certamente da cambiare. E in senso stretto non dovrebbe nemmeno parlare di attualizzazione del Vangelo. Si può dire, ma è in senso lato, perché in realtà non è il Vangelo che deve essere attualizzato: è la nostra vita attuale che ha bisogno di essere evangelizzata; è l’incontro tra il Vangelo e la nostra vita che è nuovo rispetto a quello che era cento anni fa, ma perché il materiale concreto, di cui è fatta la nostra vita, è nuovo. Allora il Vangelo che incontra questo materiale nuovo, queste situazioni nuove, produce dei comportamenti e delle esigenze nuove; ma non è tanto il Vangelo che deve diventare presente, è il nostro presente che deve diventare Gesù Cristo, che deve diventare Vangelo. 
16/03/1996 La persona nel disegno di Dio (199603161)  Luciano Monari, La persona nel disegno di Dio (199603161). IV Convegno sui problemi educativi Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 16 marzo 1996 Id: Monari:199603161 Questo Salmo 8, che mi è stato dato come tema della relazione che debbo esporre, si capisce che è un inno alla grandezza di Dio. Un “inno” vuol dire: si parla di Dio creatore e Signore dell’universo attraverso il tipo di conoscenza che si esprime nella meraviglia e nello stupore. C’è una conoscenza che si esprime semplicemente nel possedere la realtà delle cose attraverso l’intelligenza, ma delle volte la capacità di afferrare la realtà delle cose supera l’intelligenza dell’uomo; allora deve subentrare la meraviglia e lo stupore, che è l’unico modo per aprire l’esistenza e la conoscenza del proprio cuore alle realtà che lo trascende. 
01/01/1997 Convegno per gli operatori pastorali (19970905)  …L’atteggiamento spirituale che ci accompagna in questi giorni è il seguente: abbiamo davanti un programma pastorale della Diocesi che deve servire da punto di riferimento per tutti i progetti pastorali che all’interno della nostra Chiesa sono fatti e realizzati; perché l’ideale, il punto di arrivo, è che ogni Unità pastorale arrivi a darsi un piccolo progetto di servizio pastorale. 
01/01/1997 Diventare cristiani oggi (19970301)  L’iniziazione cristiana in parrocchia: vecchi problemi, nuove strade. Quello che dico forse si lega con una delle domande che prima era stata fatta da don Giuseppe Tosca. Più o meno, se ho capito bene, era così: come fa ad iniziare all’esperienza cristiana qualcuno che lui non ha fatto per primo un cammino di iniziazione? È bene partire da questa specie di provocazione per vedere quale itinerario e che cosa è necessario perché il credente, il catechista, il mistagogo, qualcuno possa introdurre pian piano una persona ad una esperienza matura di fede. Partirei da un primo elemento molto semplice: il primo testimone ed iniziatore dell’esperienza cristiana è Gesù Cristo. Così lo presenta il Vangelo di S. Giovanni: è il mandato dal Padre per rendere testimonianza. Perché Gesù Cristo è in grado di rendere testimonianza? 
01/01/1999 Convegno Ministri straordinari della Comunione (19991120)  Manca poco più di un mese all’inizio del Giubileo e il cammino della Chiesa incomincia ad orientarsi verso le celebrazioni di quest’anno che per noi è un particolare anno di grazia del Signore. La celebrazione del Giubileo ha al suo centro, come contenuto fondamentale, la memoria dell’Incarnazione: la memoria della venuta del Figlio di Dio in mezzo a noi, come uno di noi. 
01/01/2000 La Carità di Cristo ci sospinge (20001014)  Siamo tutti delle creature povere e deboli, perché abbiamo una vita per molti aspetti limitata nella sua durata e possibilità, e per questo diventa inevitabile e istintivo per noi il preoccuparci della nostra vita; proprio perché è una vita fragile, e forze minime potrebbero portarcela via, siamo portati a difenderla; e c’è una specie di istinto di autodifesa che noi ci portiamo dietro e che appartiene non solo all’uomo ma a tutta la natura; tutte le creature viventi tendono ciascuna ha proteggere e difendere la propria esistenza. 
01/01/2001 Quale pena? (20010310)  I pubblici poteri che, in adempimento di una disposizione di legge, privano della libertà personale un essere umano ponendo quasi tra parentesi un periodo più o meno lungo della sua esistenza, devono sapere di non essere signori del tempo del detenuto. Allo stesso modo, chi si trova nella detenzione non deve vivere come se il tempo del carcere gli fosse irrimediabilmente sottratto: anche il tempo trascorso in carcere è tempo di Dio è come tale va vissuto; è tempo che va offerto a Dio come occasione di verità, di umiltà, di espiazione e anche di fede. 
13/10/2001 In comunione per essere degni dei poveri (200110131)  Luciano Monari, In comunione per essere degni dei poveri (200110131) Data Copyright: 2001 Data pubblicazione: 13 ottobre 2001 Id: Monari:200110131 Questo è un brano che abbiamo commentato più volte, quindi in qualche modo è presupposta l’esegesi, l’interpretazione, che abbiamo percorso tante volte. L’ho ripreso perché rimane per il cristiano il modello irraggiungibile e irrinunciabile della Carità, che diventa amore attivo ed efficace. Il testo sottolinea due elementi fondamentali della carità. 
01/01/2003 Considerazioni conclusive(20030907)  Questo fa sì che il Programma Pastorale non sia semplicemente uno scritto, ma sia in realtà una serie di relazioni, di rapporti, di comunicazioni, di conoscenze, di impegni insieme. 
01/01/2003 Ufficio divino (20030905)  A questa domanda inquietante cerca di rispondere il brano di Vangelo che segue, innanzitutto narrando la parabola del “fariseo e del pubblicano” (cfr. Lc 18,9-14), e mostrando come davanti a Dio la condizione di partenza dell’uomo viene capovolta. 
01/01/2004 Celebrazione delle Lodi (200409051)  È Domenica, è festa della risurrezione, allora la lettura breve ci mette davanti questo piccolo brano di Ezechiele, dove “il Signore promette al suo popolo di aprire i sepolcri, di risuscitare dalle tombe”. 
01/01/2004 La grande preghiera eucaristica (20041023)  La riflessione è su quello che costituisce il centro della Celebrazione eucaristica, ciò che noi chiamiamo “La grande preghiera eucaristica”, che nella Messa va dal Prefazio fino alla Dossologia. 
16/02/2005 Religioni e guerre (20050216)  Il prof. Filoramo è partito dicendo che avrebbe fatto la parte del cattivo, e a me quindi toccherebbe la parte del buono. Ma siccome il pensiero bisogna che sia oscillante, parto da una osservazione. 
17/11/2006 Testimoni di speranza (200611171)  Luciano Monari, Testimoni di speranza (200611171). Dal Convegno di Verona alla vita delle comunità cristiane Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 17 novembre 2006 Id: Monari:200611171 Una delle vostre domande è sola da prendere così come è stata detta: il “discorso della trasformazione che è avvenuta in questi decenni e il riuscire a capire che siamo di fronte a delle cose diverse ma che il Signore ci sta parlando in questa società”, è più che vero e bello. 
28/04/2012 Convegno Diocesano delle Caritas Parrocchiali (20120428)  Ma non è una fine! Una parola di questo genere è una parola che inizia: andate, predicate, insegnate, battezzate, è tutto in riferimento al futuro, vuol dire che l’avventura di Gesù non è terminata. 
01/01/1991 L’ora di Gesù: il mistero della Gloria (1991010131)  Luciano Monari, L’ora di Gesù: il mistero della Gloria (1991010131) Data Copyright: 1991 Data pubblicazione: 01 gennaio 1991 Id: Monari:1991010131 Abbiamo iniziato le nostre riflessioni sul Vangelo di S. Giovanni notando l’importanza particolare che ha in questo Vangelo la dimensione interpretativa. In realtà il discorso vale per tutti i Vangeli, perché anche i Sinottici non presentano semplicemente una cronaca della vita di Gesù, ma una interpretazione. 
01/01/1991 L’ora di Gesù: il mistero della Gloria (1991010131)  Luciano Monari, L’ora di Gesù: il mistero della Gloria (1991010131) Data Copyright: 1991 Data pubblicazione: 01 gennaio 1991 Id: Monari:1991010131 Abbiamo iniziato le nostre riflessioni sul Vangelo di S. Giovanni notando l’importanza particolare che ha in questo Vangelo la dimensione interpretativa. In realtà il discorso vale per tutti i Vangeli, perché anche i Sinottici non presentano semplicemente una cronaca della vita di Gesù, ma una interpretazione. 
01/01/1991 L’ora di Gesù: il mistero della Gloria (1991010131)  Luciano Monari, L’ora di Gesù: il mistero della Gloria (1991010131) Data Copyright: 1991 Data pubblicazione: 01 gennaio 1991 Id: Monari:1991010131 Abbiamo iniziato le nostre riflessioni sul Vangelo di S. Giovanni notando l’importanza particolare che ha in questo Vangelo la dimensione interpretativa. In realtà il discorso vale per tutti i Vangeli, perché anche i Sinottici non presentano semplicemente una cronaca della vita di Gesù, ma una interpretazione. 
01/01/1991 L’ora di Gesù: il mistero della Gloria (1991010131)  Luciano Monari, L’ora di Gesù: il mistero della Gloria (1991010131) Data Copyright: 1991 Data pubblicazione: 01 gennaio 1991 Id: Monari:1991010131 Abbiamo iniziato le nostre riflessioni sul Vangelo di S. Giovanni notando l’importanza particolare che ha in questo Vangelo la dimensione interpretativa. In realtà il discorso vale per tutti i Vangeli, perché anche i Sinottici non presentano semplicemente una cronaca della vita di Gesù, ma una interpretazione. 
01/01/1995 Il ruolo dei laici nella prima Chiesa (19950521)  Convegno Diocesano Giovani e Ragazzi Azione Cattolica Il punto di partenza, cioè ciò che sta all’inizio e l’opera di Gesù Cristo. La Chiesa nasce da Lui. Non è un’associazione di persone che cercano risposte ad alcuni problemi umani, né un associarsi per trovare il modo migliore di rispondere a bisogni religiosi. La religione cristiana pretende di essere una cosa diversa: pretende di essere l’opera di Dio che viene in cerca dell’uomo e che offre all’uomo una salvezza. L’iniziativa è sua e quindi bisogna dire che l’impostazione del gioco è sua, che dipende da Lui la partita che noi siamo chiamati a vivere e che è Lui che fissa in qualche modo le regole di questa medesima partita. 
01/01/1995 Liturgia delle Ore (19950927)  C’è una differenza nella quantità delle persone a cui si rivolge la misericordia dell’uomo e per cui si rivolge la misericordia di Dio. Dice il Siracide: «La misericordia dell’uomo si rivolge al prossimo», cioè a chi gli è vicino. Invece la misericordia del Signore riguarda ogni essere vivente senza riserve e senza limitazione. 
01/01/1995 Ufficio divino delle Ore (19950925)  Ma la Carità rimane un debito: cerchiamo di compierlo e una volta che l’abbiamo compiuto ci rimane ancora come debito. È un debito infinito non pagabile mai del tutto: «perché chi ama il suo prossimo, il suo simile, ha adempiuto la legge». E uno può chiedersi: ma perché devo avere un vero e proprio debito nei confronti degli altri? Che cosa hanno fatto gli altri per esigere da me il mio amore come un debito non pagabile? 
27/09/1995 Linee pastorali per l’anno 1995-96 (199509271)  Luciano Monari, Linee pastorali per l’anno 1995-96 (199509271). 27 settembre 1995 Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 27 settembre 1995 Serie: Tre giorni del clero 5 Id: Monari:199509271 Alla Chiesa santa di Dio che è pellegrina in Piacenza-Bobbio in particolare ai presbiteri e a tutti gli operatori pastorali: «Ringraziamo sempre Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere, continuamente memori davanti a Dio e Padre nostro del vostro impegno nella fede, della vostra operosità nella carità e della vostra costante speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, Noi ben sappiamo, fratelli amati da Dio, che siete stati eletti da Lui» (1 Ts 1, 2-4). 
27/09/1995 Linee pastorali per l’anno 1995-96 (199509271)  Luciano Monari, Linee pastorali per l’anno 1995-96 (199509271). 27 settembre 1995 Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 27 settembre 1995 Serie: Tre giorni del clero 5 Id: Monari:199509271 Alla Chiesa santa di Dio che è pellegrina in Piacenza-Bobbio in particolare ai presbiteri e a tutti gli operatori pastorali: «Ringraziamo sempre Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere, continuamente memori davanti a Dio e Padre nostro del vostro impegno nella fede, della vostra operosità nella carità e della vostra costante speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, Noi ben sappiamo, fratelli amati da Dio, che siete stati eletti da Lui» (1 Ts 1, 2-4). 
27/09/1995 Linee pastorali per l’anno 1995-96 (199509271)  Luciano Monari, Linee pastorali per l’anno 1995-96 (199509271). 27 settembre 1995 Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 27 settembre 1995 Serie: Tre giorni del clero 5 Id: Monari:199509271 Alla Chiesa santa di Dio che è pellegrina in Piacenza-Bobbio in particolare ai presbiteri e a tutti gli operatori pastorali: «Ringraziamo sempre Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere, continuamente memori davanti a Dio e Padre nostro del vostro impegno nella fede, della vostra operosità nella carità e della vostra costante speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, Noi ben sappiamo, fratelli amati da Dio, che siete stati eletti da Lui» (1 Ts 1, 2-4). 
27/09/1995 Linee pastorali per l’anno 1995-96 (199509271)  Luciano Monari, Linee pastorali per l’anno 1995-96 (199509271). 27 settembre 1995 Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 27 settembre 1995 Serie: Tre giorni del clero 5 Id: Monari:199509271 Alla Chiesa santa di Dio che è pellegrina in Piacenza-Bobbio in particolare ai presbiteri e a tutti gli operatori pastorali: «Ringraziamo sempre Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere, continuamente memori davanti a Dio e Padre nostro del vostro impegno nella fede, della vostra operosità nella carità e della vostra costante speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, Noi ben sappiamo, fratelli amati da Dio, che siete stati eletti da Lui» (1 Ts 1, 2-4). 
01/01/2001 Comunicare il Vangelo nel mondo della salute (20011021)  Ci sono delle situazioni di persone, e voi le conoscete molto meglio di me, che dal punto di vista della malattia vivono situazioni al limite dentro ad un polmone di acciaio ma riescono a produrre della capacità di amore sorprendenti e straordinarie. E uno può dire: in un corpo così che cosa ci può venire fuori? 
11/09/2007 La religione e l’etica (20070911)  Generalmente la religiosità biblica, la religione biblica, è definita come la “religione etica”. E “religione etica”, vuole dire: ci sono sistemi etici che stanno in piedi senza un riferimento religioso esplicito e necessario. Il confucianismo va fondamentalmente nella linea di un sistema etico. Ci sono anche sistemi rituali religiosi che di per sé non richiedono un comportamento conforme dal punto di vista etico. 
11/09/2007 La religione e l’etica (20070911)  Generalmente la religiosità biblica, la religione biblica, è definita come la “religione etica”. E “religione etica”, vuole dire: ci sono sistemi etici che stanno in piedi senza un riferimento religioso esplicito e necessario. Il confucianismo va fondamentalmente nella linea di un sistema etico. Ci sono anche sistemi rituali religiosi che di per sé non richiedono un comportamento conforme dal punto di vista etico. 
11/09/2007 La religione e l’etica (20070911)  Generalmente la religiosità biblica, la religione biblica, è definita come la “religione etica”. E “religione etica”, vuole dire: ci sono sistemi etici che stanno in piedi senza un riferimento religioso esplicito e necessario. Il confucianismo va fondamentalmente nella linea di un sistema etico. Ci sono anche sistemi rituali religiosi che di per sé non richiedono un comportamento conforme dal punto di vista etico. 
11/09/2007 La religione e l’etica (20070911)  Generalmente la religiosità biblica, la religione biblica, è definita come la “religione etica”. E “religione etica”, vuole dire: ci sono sistemi etici che stanno in piedi senza un riferimento religioso esplicito e necessario. Il confucianismo va fondamentalmente nella linea di un sistema etico. Ci sono anche sistemi rituali religiosi che di per sé non richiedono un comportamento conforme dal punto di vista etico. 
09/09/2006 Vogliamo vedere Gesù (20060909)  E possiamo lasciarci condurre anzitutto dalla curiosità, dall’interesse. Come quei due discepoli di Giovanni Battista che troviamo all’inizio del quarto Vangelo. Hanno visto passare Gesù e hanno sentito che il loro maestro lo ha indicato come «l’agnello di Dio» 
01/01/1995 Io faccio nuove tutte le cose (199509081)  Luciano Monari, Io faccio nuove tutte le cose (199509081). Prima relazione Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 08 settembre 1995 Serie: Convegno di Pianazze 1995 Id: Monari:199509081 Il documento preparatorio del Convegno di Palermo porta come testo orientativo alcune pagine del libro dell’Apocalisse. Bisogna ritornare su questo libro la cui scelta può apparire piuttosto strana e parziale perché il termine “apocalittico” implica normalmente qualche cosa che è nemico della storia del mondo: è la fine del mondo, è la fine della storia. Allora il problema diventa: è davvero così per il cristianesimo? Il cristianesimo è davvero una dottrina apocalittica? In realtà, come vedremo, le cose stanno in modo diverso. 
01/01/2000 Missione: da evento a stile di vita (20000901)  Solo una riflessione breve sulla “gioia”, che è uno dei temi di questo straordinario racconto di san Luca, perché dice che questi due discepoli, che il giorno di Pasqua vanno da Gerusalemme ad Èmmaus, incontrando quel misterioso viandante: «Si fermarono, con il volto triste» (Lc 24,17). 
01/01/2000 Missione: da evento a stile di vita (20000902)  Un saluto affettuoso a ciascuno di voi per essere venuti a questo Convegno tradizionale delle Pianazze, che è un momento prezioso di comunione, nel quale la nostra Chiesa all’inizio del nuovo anno pastorale si ferma un attimo a riflettere, cerca di mettersi davanti al Signore per capire che cosa si aspetta da noi, e così prende coscienza della sua vocazione e di quel dinamismo di comunione che la vuole animare. 
01/09/2000 Vespri (200009011)  Luciano Monari, Vespri (200009011) Data Copyright: 2000 Data pubblicazione: 01 settembre 2000 Id: Monari:200009011 È giusto che il nostro Convegno pastorale inizi con la preghiera, perché per vivere bene questo momento bisogna che riusciamo a metterci alla presenza del Signore in un atteggiamento di ascolto, in modo che quello che diremo e confronteremo nel dialogo con gli altri non venga semplicemente da interessi o da preoccupazioni o da visioni personali, ma nasca da un cammino di obbedienza al Signore, perlomeno un tentativo di ascoltare e di comprendere che cosa il Signore ci sta dicendo. 
01/01/2001 Considerazioni conclusive (20011013)  Avevo pensato anch’io di partire, com’è partito Don Romano Zanni, dalla questione della centralità della Liturgia, di fare venire fuori di lì tutto il resto; siccome lo ha fatto Lui non lo dico, quindi firmo tutte le cose che ha ricordato. 
01/01/2001 Costruire comunione per comunicare il Vangelo in un mondo che cambia (20010902)  Domanda Come vorresti essere accettato da questa Chiesa e che cosa ti senti di offrire per costruire la comunione finalizzata all’evangelizzazione della nostra società segnata dal cambiamento. 
01/01/2004 Celebrazione dei Vespri (200409044)   
01/01/2004 Considerazioni conclusive (20040905)  Il vescovo avrebbe bisogno di una giornata di riposo per raccogliere insieme tutto quello che è venuto fuori; quindi ci vorrebbe un po’ di silenzio prima di arrivare a parlare, ma siccome le regole sono quelle che sono bisogna parlare subito. 
01/01/2004 Considerazioni finali (200409043)  Si chiedeva per la questione dei movimenti e le associazioni e simili. Confermo quello che diceva prima don Paolo Camminati. Aggiungo semplicemente alcune cose che mi stanno a cuore. Nella Chiesa c’è sempre stato, e per fortuna c’è, un cammino di esperienza suscitato dal Signore e dallo Spirito come pare a Lui, che va fuori da tutti i progetti e i programmi. 
01/01/2004 La spiritualità da intraprendere (20040904)  La domanda su che tipo di spiritualità vogliamo intraprendere, effettivamente questa è una delle domande chiave. Perché è importante riuscire a stare fedeli a quella struttura di fondo che nella comunità cristiana ci è offerta: che è Parola di Dio, Sacramenti, Comunità, e legare la spiritualità al quotidiano che sia animato e trasformato dall’incontro con il Signore nella comunità cristiana. 
01/01/2004 Perché mi cercavate? (200409031)  “Cantico di Mosè” vuole dire che questo corrisponde al Libro dell’Esodo al cap. 15, che è il cantico che i redenti intonano dopo il passaggio del mare, quando sono passati attraverso la morte e hanno raggiunto la libertà, è il compimento dell’Esodo, della uscita dalla schiavitù. 
01/01/2004 Perché mi cercavate? (200409041)  Su quella base ho provato a scrivere questa Lettera che credo sia abbastanza comprensibile e quindi non dovrebbe avere bisogno di grandi spiegazioni, ma che può avere bisogno invece di una sottolineatura per quello che riguarda l’intento e quello che ci sta dietro; e provo spiegare questo. 
03/09/2004 Perché mi cercavate? (200409032)  Commento del Vescovo al termine della relazione del prof. Diego Mesa e del successivo dibattito. 
01/07/2005 Una generazione narra all’altra (200507011)  Luciano Monari, Una generazione narra all’altra (200507011). Iniziare alla fede: il compito della comunità cristiana Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 01 luglio 2005 Id: Monari:200507011 Il cammino dell’Iniziazione Cristiana (IC) occupa da qualche anno un posto di rilievo nelle riflessioni pastorali della Chiesa italiana. È diffusa la convinzione che lo schema normalmente seguito per la preparazione ai Sacramenti della Cresima e dell’Eucaristia non è efficace; parlare di crisi del dopo-Cresima è addirittura un luogo comune. 
01/07/2005 Una generazione narra all’altra (200507011)  Luciano Monari, Una generazione narra all’altra (200507011). Iniziare alla fede: il compito della comunità cristiana Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 01 luglio 2005 Id: Monari:200507011 Il cammino dell’Iniziazione Cristiana (IC) occupa da qualche anno un posto di rilievo nelle riflessioni pastorali della Chiesa italiana. È diffusa la convinzione che lo schema normalmente seguito per la preparazione ai Sacramenti della Cresima e dell’Eucaristia non è efficace; parlare di crisi del dopo-Cresima è addirittura un luogo comune. 
01/07/2005 Una generazione narra all’altra (200507011)  Luciano Monari, Una generazione narra all’altra (200507011). Iniziare alla fede: il compito della comunità cristiana Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 01 luglio 2005 Id: Monari:200507011 Il cammino dell’Iniziazione Cristiana (IC) occupa da qualche anno un posto di rilievo nelle riflessioni pastorali della Chiesa italiana. È diffusa la convinzione che lo schema normalmente seguito per la preparazione ai Sacramenti della Cresima e dell’Eucaristia non è efficace; parlare di crisi del dopo-Cresima è addirittura un luogo comune. 
01/07/2005 Una generazione narra all’altra (200507011)  Luciano Monari, Una generazione narra all’altra (200507011). Iniziare alla fede: il compito della comunità cristiana Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 01 luglio 2005 Id: Monari:200507011 Il cammino dell’Iniziazione Cristiana (IC) occupa da qualche anno un posto di rilievo nelle riflessioni pastorali della Chiesa italiana. È diffusa la convinzione che lo schema normalmente seguito per la preparazione ai Sacramenti della Cresima e dell’Eucaristia non è efficace; parlare di crisi del dopo-Cresima è addirittura un luogo comune. 
04/09/2005 Considerazioni conclusive (200509041)  Luciano Monari, Considerazioni conclusive (200509041) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 04 settembre 2005 Id: Monari:200509041 Quando ci sono dei giovani che dicono che l’esperienza del “triduo Pasquale” è bella e arricchente, ebbene questo è un segno bello perché vuole dire molte cose dietro: cioè non è solo il discorso del triduo Pasquale, ma vuole dire che dietro ci sono tutta una serie di esperienze di dimensioni che sono proprio il cuore della fede cristiana. 
01/08/2006 Debitori del Vangelo (20060801)  L’annuncio del Vangelo non è una scelta che scaturisca libera dalla volontà dell’Apostolo; è invece il pagamento di un debito, l’assolvimento di un compito che gli è stato affidato con autorità e al quale non può sottrarsi. 
01/09/2006 Dio pose l’uomo nel giardino di Eden (20060901)  E non si potrebbe dire in un modo ancora chiaro che tra la terra e l’uomo c’è anche una dimensione di discontinuità. L’uomo è Natura, ma non è solo Natura: Dio introduce con l’uomo, creando l’uomo, un elemento nuovo fatto di terra, ma anche di coscienza e di libertà e di responsabilità. 
01/09/2006 Dio pose l’uomo nel giardino di Eden (20060901)  E non si potrebbe dire in un modo ancora chiaro che tra la terra e l’uomo c’è anche una dimensione di discontinuità. L’uomo è Natura, ma non è solo Natura: Dio introduce con l’uomo, creando l’uomo, un elemento nuovo fatto di terra, ma anche di coscienza e di libertà e di responsabilità. 
01/09/2006 Dio pose l’uomo nel giardino di Eden (20060901)  E non si potrebbe dire in un modo ancora chiaro che tra la terra e l’uomo c’è anche una dimensione di discontinuità. L’uomo è Natura, ma non è solo Natura: Dio introduce con l’uomo, creando l’uomo, un elemento nuovo fatto di terra, ma anche di coscienza e di libertà e di responsabilità. 
01/09/2006 Dio pose l’uomo nel giardino di Eden (20060901)  E non si potrebbe dire in un modo ancora chiaro che tra la terra e l’uomo c’è anche una dimensione di discontinuità. L’uomo è Natura, ma non è solo Natura: Dio introduce con l’uomo, creando l’uomo, un elemento nuovo fatto di terra, ma anche di coscienza e di libertà e di responsabilità. 
02/09/2006 Debitori del Vangelo (200609021)  Luciano Monari, Debitori del Vangelo (200609021). Presentazione della Lettera (Documento) Pastorale Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 02 settembre 2006 Id: Monari:200609021 Nel 2007 ricorrono quarant’anni della presenza ufficiale della nostra diocesi in Brasile (la questione poi dei 40/42/43 anni è problema degli storici e adesso non mi interessa); però per noi è una occasione molto preziosa e importante. 
03/09/2006 Considerazioni conclusive al Convegno (200609031)  Luciano Monari, Considerazioni conclusive al Convegno (200609031) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 03 settembre 2006 Id: Monari:200609031 Ci sono nel nostro cammino di riflessione sul “problema della trasmissione della fede” alcune cose che sono sufficientemente mature e condivise per dire: queste sono scelte della pastorale diocesana; punto e basta. Ci sono invece problemi e temi che non sono, o non mi sembrano, ancora sufficientemente maturati e condivisi, e allora il problema è: su questi temi continuiamo a riflettere, a sperimentare, a confrontarci, per vedere se pian piano arriviamo a delle decisioni anche in questo campo. 
08/09/2007 La radice battesimale della testimonianza cristiana (20070908)  Luciano Monari, La radice battesimale della testimonianza cristiana (20070908). La radice battesimale della testimonianza cristiana Data Copyright: 08 settembre 2007 Data pubblicazione: 08 settembre 2007 Id: Monari:20070908 Allora vuole dire alla fine che, sì, io qualche cosa dico e lo dirò molto volentieri perché mi piace, ma il cammino sarà da fare con il futuro vescovo, con il nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio, che il Signore attraverso il ministero di qualcuno ci manderà. Quindi prendetele come consegna ma in senso molto ampio, cioè non ci sono regole, non ci sono evidentemente dei punti rigidi per il futuro. 
07/06/2012 Processione del Corpus Domini (20120607)  Condivisione, solidarietà, dono, reciprocità: sono queste le parole che ci tornano sempre di nuovo in mente in questi giorni difficili ed esigenti. Altro, è difficile dire; altrove, non sembra possibile trovare sentieri che permettano di uscire dalla crisi e che ci diano motivi di speranza. 
01/01/2002 Corso di aggiornamento per Docenti di religione cattolica (20020516)  Siamo all’incontro conclusivo, quindi è molto piacevole. Quest’anno abbiamo fatto un grosso lavoro e volevamo presentarlo a tutti gli altri insegnanti di religione e al Vescovo che abbiamo la fortuna e il piacere di averlo qui in mezzo a noi. 
01/01/1999 Se tu conoscessi il dono di Dio (19990112)  Il cammino dell’Avvento che ci ha fatto desiderare la venuta del Signore. Il Natale ci ha ricordato l’iniziativa di Dio che ci è venuto a cercare. Il centro della nostra esperienza sarà il tempo di Quaresima e di Pasqua: dobbiamo viverlo come un cammino di conversione che deve cambiare l’orientamento della vita, nei comportamenti quotidiani. 
01/01/2002 Dal ministero al mistero, e dal mistero al ministero (20021022)  Della preghiera fa parte anche la lettura del testo biblico. Lo leggo ma poi tocca a voi riprenderlo, e di leggerlo anche più volte. Perché la lettura non è solo la preparazione alla preghiera, la lettura è una parte dell’esperienza di preghiera, è già un atteggiamento di ascolto e quindi è già una esperienza di comunione con il Signore. 
01/01/1996 Le nuove occasioni di dialogo tra fede e cultura (19960418)  È un saluto che vuole esprimere la riconoscenza all’Università Cattolica, al prof. Garelli e al prof. Lanzetti, per questo appuntamento, perché tutto quanto riguarda la cultura per me è prezioso. L’inserimento della fede dentro alla vita del nostro mondo ci coinvolge profondamente, fa parte della nostra missione e della nostra vocazione l’attenzione alla realtà che ci circonda. Il prof. Garelli e il prof. Lanzetti, se ci aiutano a leggere meglio la situazione nella quale noi viviamo, e a vedere quali sono i punti di forza e di debolezza della nostra presenza come comunità cristiana, ci stanno facendo un servizio grande, del quale a loro noi siamo grati. 
01/01/2002 Una misteriosa ma reale affinità tra l’arte e la religione (20021005)  Ogni uomo è chiamato a essere l’artista della sua vita. Così ci insegnava un nostro professore di dogmatica. L’esistenza dell’uomo è fatta di materiali concreti, visibili: il corpo, le azioni, i rapporti sociali. Tocca all’uomo immettere in questa realtà materiale un’anima, un pensiero, un progetto: proprio quello che normalmente fa un artista. 
01/01/2002 Una misteriosa ma reale affinità tra l’arte e la religione (20021005)  Ogni uomo è chiamato a essere l’artista della sua vita. Così ci insegnava un nostro professore di dogmatica. L’esistenza dell’uomo è fatta di materiali concreti, visibili: il corpo, le azioni, i rapporti sociali. Tocca all’uomo immettere in questa realtà materiale un’anima, un pensiero, un progetto: proprio quello che normalmente fa un artista. 
01/01/2002 Una misteriosa ma reale affinità tra l’arte e la religione (20021005)  Ogni uomo è chiamato a essere l’artista della sua vita. Così ci insegnava un nostro professore di dogmatica. L’esistenza dell’uomo è fatta di materiali concreti, visibili: il corpo, le azioni, i rapporti sociali. Tocca all’uomo immettere in questa realtà materiale un’anima, un pensiero, un progetto: proprio quello che normalmente fa un artista. 
01/01/2002 Una misteriosa ma reale affinità tra l’arte e la religione (20021005)  Ogni uomo è chiamato a essere l’artista della sua vita. Così ci insegnava un nostro professore di dogmatica. L’esistenza dell’uomo è fatta di materiali concreti, visibili: il corpo, le azioni, i rapporti sociali. Tocca all’uomo immettere in questa realtà materiale un’anima, un pensiero, un progetto: proprio quello che normalmente fa un artista. 
13/05/2009 Quello che non è conforme all’uomo non dura (20090513)  È vero che la fede è più grande della cultura, di qualsiasi cultura, di qualunque realizzazione, perché le realizzazioni che facciamo noi sono inevitabilmente segnate dal nostro limite e dalla nostra insufficienza; però la cultura è l’unico modo attraverso cui il rapporto con Dio diventa incarnato. E siccome il cristianesimo è una religione di incarnazione, questa dimensione qui diventa fondamentale. 
13/05/2009 Quello che non è conforme all’uomo non dura (20090513)  È vero che la fede è più grande della cultura, di qualsiasi cultura, di qualunque realizzazione, perché le realizzazioni che facciamo noi sono inevitabilmente segnate dal nostro limite e dalla nostra insufficienza; però la cultura è l’unico modo attraverso cui il rapporto con Dio diventa incarnato. E siccome il cristianesimo è una religione di incarnazione, questa dimensione qui diventa fondamentale. 
13/05/2009 Quello che non è conforme all’uomo non dura (20090513)  È vero che la fede è più grande della cultura, di qualsiasi cultura, di qualunque realizzazione, perché le realizzazioni che facciamo noi sono inevitabilmente segnate dal nostro limite e dalla nostra insufficienza; però la cultura è l’unico modo attraverso cui il rapporto con Dio diventa incarnato. E siccome il cristianesimo è una religione di incarnazione, questa dimensione qui diventa fondamentale. 
13/05/2009 Quello che non è conforme all’uomo non dura (20090513)  È vero che la fede è più grande della cultura, di qualsiasi cultura, di qualunque realizzazione, perché le realizzazioni che facciamo noi sono inevitabilmente segnate dal nostro limite e dalla nostra insufficienza; però la cultura è l’unico modo attraverso cui il rapporto con Dio diventa incarnato. E siccome il cristianesimo è una religione di incarnazione, questa dimensione qui diventa fondamentale. 
21/12/2004 Scambio di auguri natalizi del Vescovo con i collaboratori di Curia (20041221)  (…) chiaramente il grazie lo dico anch’io con tutto il cuore a ciascuno di voi e alle vostre famiglie e alle persone che vi sono care: auguri di buon Natale con tutto quello che questo significa. 
01/03/2004 Partendo dal Documento (20040301)  Il documento “Il Diaconato: evoluzioni e prospettive” licenziato dalla Commissione Teologica Internazionale (CTI) il 30 settembre 2002 costituisce un’ottima sintesi dei problemi e delle acquisizioni che nella teologia e nella pastorale si sono andate cumulando dopo l’istituzione del Diaconato permanente da parte del Concilio Vaticano II. 
17/08/2010 Saluto ai Diaconi (20100817)  Sono contento di vedere i miei diaconi, miei per modo di dire, diaconi voglio salutarvi con tutto il cuore e tutta la riconoscenza. Il cammino che la Chiesa bresciana è chiamata a fare è un cammino anche di obbedienza alle indicazioni del Concilio, e passa anche attraverso di voi, a quello che voi siete e a quello che potete esprimere ed operare dentro la comunità cristiana, dentro alla Diocesi. 
01/01/1996 La spiritualità del presbitero (199606131)  Quello chi ci aspetta nei prossimi mesi e anni ormai lo sapete, cioè le linee fondamentali ci sono. Poi dobbiamo decidere insieme il come vivere la Visita pastorale, la Missione al popolo e l’Annuncio del Vangelo a tutte le categorie di persone e in particolare ai giovani. Non perché i giovani siano più importanti degli altri, ma perché sono quelli con cui è più difficile riuscire a comunicare il Vangelo e quindi coi quali dobbiamo stare particolarmente attenti. Queste sono le cose elementari e credo che ci coinvolgono tutti. Dopo dovremo vedere e decidere insieme il come fare le tappe, le invenzioni in positivo, di attività, e di servizi pastorali. 
01/01/1996 Maria, Vergine in ascolto: modello per la nostra Chiesa (199604241)  Dopo la relazione del Vescovo, vedasi file m19960424, ha fatto seguito il dibattito con l’intervento degli uditori e risposta del relatore. 
01/01/2002 3ª Catechesi (2002061831)  Il mio discorso non è il togliere la scelta dell’uomo e la sua libertà, ma è il togliere l’autosufficienza dell’uomo; cioè l’uomo non può giustificare o salvare se stesso, perché non riesce a fare abbastanza opere buone per arrivare a giustificare se stesso. 
01/01/2003 Dibattito (2003061811)  Il discorso per le Chiese ortodosse è diverso per le esperienze protestanti. Noi attribuiamo alle Chiese ortodosse il titolo di Chiesa, ma non l’attribuiamo alle comunità protestanti. L’attribuiamo alle Chiese ortodosse perché non c’è dubbio che hanno tutto quello che è necessario per essere Chiesa in senso pieno; hanno la fede che è la nostra stessa fede. 
19/06/2003 La Lettera di Paolo ai Romani (200306191)  Luciano Monari, La Lettera di Paolo ai Romani (200306191). Seconda Catechesi Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 19 giugno 2003 Id: Monari:200306191 Nel Vangelo c’è chiaramente una specie di itinerario. La missione di Gesù è fondamentalmente per Israele. È vero che Gesù ha incontrato anche dei pagani, ha predicato a dei pagani, però ha sentito il suo compito come quello del “raccogliere le pecore disperse di Israele”. 
18/02/2005 Incontro del vescovo Monari con i giovani (200502182)  Luciano Monari, Incontro del vescovo Monari con i giovani (200502182) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 18 febbraio 2005 Id: Monari:200502182 Dovete ascoltarvi dentro: la capacità di ciascuno di crescere e maturare viene dal vostro interno. L’uomo è costruito come un essere che deve andare oltre se stesso. E questo lo fa con conoscenza: io entro in rapporto con i dati della realtà e arrivo a capirli e giudicarli e questo vuol dire che io sono uscito da me stesso. 
18/01/2006 Incontro con i Cappellani e volontari ospedalieri (200601181)  Luciano Monari, Incontro con i Cappellani e volontari ospedalieri (200601181) Data Copyright: 18 gennaio 2006 Data pubblicazione: 18 gennaio 2006 Id: Monari:200601181 Se è vero che tra i tanti valori che permettono alla persona umana di crescere ci sono anche importantissimi i “valori passivi”. I “valori passivi” vuole dire: i valori che si riferiscono alle cose che subiamo, e quindi riuscire a vivere questa dimensione del “ricevere” – e anche della “costrizione del ricevere” – in modo libero e personale, è un elemento fondamentale della crescita. 
31/05/2007 Dall’assemblea: Domande a mons. Monari (200705311)  Luciano Monari, Dall’assemblea: Domande a mons. Monari (200705311). C’è ancora posto per la Bibbia? La Parola di Dio e le parole dell’uomo Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 31 maggio 2007 Id: Monari:200705311 Mi pare però vero anche quello che scrive Gisbert Greshake in “Essere preti in questo tempo”, il quale parla della Chiesa come di una realtà “ibrida”, in quanto mette insieme, da una parte, un nucleo limitato di persone per le quali la fede è una scelta personale e consapevole… 
31/05/2007 Dall’assemblea: Domande a mons. Monari (200705311)  Luciano Monari, Dall’assemblea: Domande a mons. Monari (200705311). C’è ancora posto per la Bibbia? La Parola di Dio e le parole dell’uomo Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 31 maggio 2007 Id: Monari:200705311 Mi pare però vero anche quello che scrive Gisbert Greshake in “Essere preti in questo tempo”, il quale parla della Chiesa come di una realtà “ibrida”, in quanto mette insieme, da una parte, un nucleo limitato di persone per le quali la fede è una scelta personale e consapevole… 
31/05/2007 Dall’assemblea: Domande a mons. Monari (200705311)  Luciano Monari, Dall’assemblea: Domande a mons. Monari (200705311). C’è ancora posto per la Bibbia? La Parola di Dio e le parole dell’uomo Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 31 maggio 2007 Id: Monari:200705311 Mi pare però vero anche quello che scrive Gisbert Greshake in “Essere preti in questo tempo”, il quale parla della Chiesa come di una realtà “ibrida”, in quanto mette insieme, da una parte, un nucleo limitato di persone per le quali la fede è una scelta personale e consapevole… 
31/05/2007 Dall’assemblea: Domande a mons. Monari (200705311)  Luciano Monari, Dall’assemblea: Domande a mons. Monari (200705311). C’è ancora posto per la Bibbia? La Parola di Dio e le parole dell’uomo Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 31 maggio 2007 Id: Monari:200705311 Mi pare però vero anche quello che scrive Gisbert Greshake in “Essere preti in questo tempo”, il quale parla della Chiesa come di una realtà “ibrida”, in quanto mette insieme, da una parte, un nucleo limitato di persone per le quali la fede è una scelta personale e consapevole… 
05/01/2011 Cattolici senza scisma (20110105)  Monari versus Piccioli? No. Ma questa volta il vescovo di Brescia ha preso carta e penna. Prima l’antefatto. Cogliendo lo spunto dal decennale della prima edizione dello Scisma sommerso di Pietro Prini e da alcuni titoli ad esso legati… 
14/09/2006 Atti della Cancelleria (20061201)  Fonte Bollettino Ufficiale di Curia n. 3 Settembre Dicembre 2006. 
19/01/2005 Dibattito (200501191)  Non c’è dubbio che le elezioni sono anche un “gioco a somma zero”, perché se uno vince il 52% l’altro rimane solo il 48% e questo evidentemente è “gioco a somma zero”. Però questo è solo un aspetto di quel “gioco delle elezioni”, perché in realtà a livello più profondo c’è quello che le elezioni vogliono realizzare: che è la guida democratica di una società. Il risultato è tanto migliore quanto più tutti quelli che ne fanno parte riescono a svolgere la loro funzione. 
19/01/2005 Dottrina Sociale della Chiesa: perché? (20050119)  Ebbene, è a questo livello che si colloca una Dottrina Sociale della Chiesa. È semplicemente uno strumento per valutare tutte quelle relazioni sociali e politiche e economiche che costituiscono il tessuto della vita umana, per poterle valutare alla luce della dignità della persona umana, per poterle correggere e criticare. 
18/05/2007 L’imprenditore cristiano (20070518)  Vorrebbe essere un segno della paternità nei vostri confronti. Il riconoscimento che avete un servizio importante da svolgere e un servizio nello stesso tempo difficile, perché riuscire a coniugare la fede con una responsabilità imprenditoriale è un problema complesso e difficile per il quale vi sono grato. 
18/05/2007 L’imprenditore cristiano (20070518)  Vorrebbe essere un segno della paternità nei vostri confronti. Il riconoscimento che avete un servizio importante da svolgere e un servizio nello stesso tempo difficile, perché riuscire a coniugare la fede con una responsabilità imprenditoriale è un problema complesso e difficile per il quale vi sono grato. 
18/05/2007 L’imprenditore cristiano (20070518)  Vorrebbe essere un segno della paternità nei vostri confronti. Il riconoscimento che avete un servizio importante da svolgere e un servizio nello stesso tempo difficile, perché riuscire a coniugare la fede con una responsabilità imprenditoriale è un problema complesso e difficile per il quale vi sono grato. 
18/05/2007 L’imprenditore cristiano (20070518)  Vorrebbe essere un segno della paternità nei vostri confronti. Il riconoscimento che avete un servizio importante da svolgere e un servizio nello stesso tempo difficile, perché riuscire a coniugare la fede con una responsabilità imprenditoriale è un problema complesso e difficile per il quale vi sono grato. 
03/10/2008 Il bonus bresciano (20081003)  Il bonus che l’amministrazione comunale di Brescia intende dare per i bambini neonati fa discutere; e vorrei capire il perché 
06/01/2012 Messa delle Genti (20120106)  Luciano Monari, Messa delle Genti (20120106) Data Copyright: 2012 Data pubblicazione: 06 gennaio 2012 Id: Monari:20120106 Gerusalemme è il centro del mondo – dice il profeta Isaia - vede questa città che è edificata sopra ad un piccolo colle, e la vede innalzarsi al disopra di tutti i regni della terra in modo da diventare il punto di riferimento di tutti i popoli, e vede – il profeta – un pellegrinaggio universale che partendo da ogni angolo della terra si rivolge alla città di Gerusalemme 
01/01/1981 Il messaggio biblico sulla Carità (19810103)  Credo in Cristo mia vita. Le virtù teologali nella vita del laico – A cura di Ernesto Cappellini – Editrice A.V.E. 1981 – Capitolo III. «[34]Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri» (Gv 13, 34). È utile, a volte, per risolvere un “labirinto”, partire dal punto di arrivo e fare il percorso a ritroso; si trova così facilmente il punto di partenza più promettente e si evitano deviazioni che rallenterebbero il cammino. Così tentiamo di fare noi. Per cogliere il messaggio biblico sulla carità partiamo dalla fine, da quello che certamente è una “vetta” della dottrina del Nuovo Testamento e da qui cercheremo di tornare indietro per scoprirne gli antecedenti e la lunga preparazione. 
01/01/1990 La donna nei Vangeli e negli scritti Neotestamentari (19900518)  Occorre distinguere la condizione femminile nei primi secoli della storia di Israele da quella del Giudaismo che di fatto dà alla donna un ruolo meno importante, di emarginazione. 
01/01/1997 L’essenza del cristianesimo  Nelle due conversazioni, che volevo fare con voi, in questi giorni di preparazione alla festa dell’Assunta, pensavo di riflettere sull’essenza del cristianesimo (una volta si diceva così): su quali siano gli elementi essenziali che caratterizzano l’esperienza di fede cristiana. Perché ho preso questo tema? Perché il problema diventa più urgente e significativo da quando siamo a contatto diretto con tutta una serie di esperienze religiose diverse. 
01/01/1997 L’essenza del cristianesimo  Nelle due conversazioni, che volevo fare con voi, in questi giorni di preparazione alla festa dell’Assunta, pensavo di riflettere sull’essenza del cristianesimo (una volta si diceva così): su quali siano gli elementi essenziali che caratterizzano l’esperienza di fede cristiana. Perché ho preso questo tema? Perché il problema diventa più urgente e significativo da quando siamo a contatto diretto con tutta una serie di esperienze religiose diverse. 
01/01/1997 L’essenza del cristianesimo  Nelle due conversazioni, che volevo fare con voi, in questi giorni di preparazione alla festa dell’Assunta, pensavo di riflettere sull’essenza del cristianesimo (una volta si diceva così): su quali siano gli elementi essenziali che caratterizzano l’esperienza di fede cristiana. Perché ho preso questo tema? Perché il problema diventa più urgente e significativo da quando siamo a contatto diretto con tutta una serie di esperienze religiose diverse. 
01/01/1997 L’essenza del cristianesimo  Nelle due conversazioni, che volevo fare con voi, in questi giorni di preparazione alla festa dell’Assunta, pensavo di riflettere sull’essenza del cristianesimo (una volta si diceva così): su quali siano gli elementi essenziali che caratterizzano l’esperienza di fede cristiana. Perché ho preso questo tema? Perché il problema diventa più urgente e significativo da quando siamo a contatto diretto con tutta una serie di esperienze religiose diverse. 
01/01/1997 L’identità cristiana (19970813)  …Con i suoi gesti ma soprattutto, e forse questo è l’aspetto negativo, con la sua persona, quindi sono importanti le parole che Gesù ha detto soprattutto in quel momento; ma che centra è la persona stessa di Gesù Cristo. Questo si lega personalmente a lui. 
01/01/1997 L’identità cristiana (19970813)  …Con i suoi gesti ma soprattutto, e forse questo è l’aspetto negativo, con la sua persona, quindi sono importanti le parole che Gesù ha detto soprattutto in quel momento; ma che centra è la persona stessa di Gesù Cristo. Questo si lega personalmente a lui. 
01/01/1997 L’identità cristiana (19970813)  …Con i suoi gesti ma soprattutto, e forse questo è l’aspetto negativo, con la sua persona, quindi sono importanti le parole che Gesù ha detto soprattutto in quel momento; ma che centra è la persona stessa di Gesù Cristo. Questo si lega personalmente a lui. 
01/01/1997 L’identità cristiana (19970813)  …Con i suoi gesti ma soprattutto, e forse questo è l’aspetto negativo, con la sua persona, quindi sono importanti le parole che Gesù ha detto soprattutto in quel momento; ma che centra è la persona stessa di Gesù Cristo. Questo si lega personalmente a lui. 
01/01/2000 Il Vangelo di Marco (200001015)  Luciano Monari, Il Vangelo di Marco (200001015). Introduzione Data Copyright: 01 gennaio 2000 Data pubblicazione: 01 gennaio 2000 Id: Monari:200001015 Il Vangelo di Marco è il più arcaico e apparentemente il più “povero” oltre che il più breve. Trascurato per secoli dall’esegesi e nell’attenzione della Chiesa, bisognò aspettare la metà del secolo scorso perché la narrazione di Marco venisse apprezzata; e all’inizio questa valorizzazione venne non per meriti teologici o pastorali, ma storici. 
01/01/2001 Introduzione alla lettura del Vangelo secondo Matteo (20011016)  Comincio dalla conclusione del vangelo, perché naturalmente in un’opera narrativa il come va a finire la storia è un elemento decisivo. Tutto il racconto precedente tende, è orientato verso l’ultima pagina del romanzo, del racconto e questo vale anche per il vangelo. 
01/01/2002 Il Vangelo di Marco (20021107)  Tento di dare una traccia di lettura del Vangelo secondo Marco, il che vuole dire: l’utilità delle cose che provo dire stasera la dovreste verificare prendendo il Vangelo di Marco e leggendolo dalla prima pagina all’ultima, come un libro unico che ha una sua trama, quindi un inizio e un compimento che è preparato progressivamente ma mano che si procede nel racconto. 
01/10/2004 Anche voi siate misericordiosi (Monari 200410012)  Luciano Monari, Anche voi siate misericordiosi (Monari 200410012) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 01 ottobre 2004 Id: Monari:200410012 Vuol dire che di fronte al nostro peccato Dio non resta indifferente; risponde anzitutto con l’ira che esprime il suo giudizio negativo. Ma non si ferma all’ira, anzi da questa ira si ritrae presto per lasciare posto al perdono, alla riconciliazione, alla possibilità di ripresa, insomma alla misericordia. 
31/08/1996 S. Messa nelle esequie di don Dante Grossetti (1996083101)  Luciano Monari, S. Messa nelle esequie di don Dante Grossetti (1996083101) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 31 agosto 1996 Id: Monari:1996083101 Celebriamo questa liturgia di saluto per don Dante, 83 anni, 59 anni di sacerdozio, ha fatto 3 anni di insegnamento in seminario, poi per 2 anni curato ad Agazzano, 30 anni parroco a Viserano, 12 anni parroco a Tuna, poi parroco ancora a Sala Mandelli, fino a 8 anni fa quando ha rinunciato per motivi di salute. Questo è il curriculum del suo passato. Ma don Dante, come noi adesso lo pensiamo? 
01/01/2001 Esequie di padre Gherardo Gubertini (20010828)  Così, a ottantotto anni, dopo una lunga vita di servizio, il Signore ha richiamato a se il suo servo padre Gherardo. Mancherà a molti: anzitutto ai bambini della Casa del Fanciullo, per i quali era papà, nonno, maestro, amico e protettore; ma ne sentiranno la mancanza anche molti adulti, i tanti volontari della Casa che in lui riscoprivano facilmente i motivi del loro servizio e da lui ricevevano serenità, fiducia e carica. 
25/08/2001 Esequie di don Piero Zanrei (200108251)  Luciano Monari, Esequie di don Piero Zanrei (200108251) Data Copyright: 25 agosto 2001 Data pubblicazione: 25 agosto 2001 Responsabili: Angelo Busi (prefatore) Id: Monari:200108251 Il nostro cuore è turbato, come lo è sempre davanti al mistero della morte, ma in modo particolare davanti alla morte di una persona giovane e per un incidente tragico. Siamo turbati perché riscopriamo sempre di nuovo – lo sappiamo lo abbiamo sempre saputo – la fragilità e la piccolezza della nostra vita, perché basta un attimo a schiantarla e a cancellarla. 
01/01/1986 Il progetto di vita cristiana vissuto nel mondo (198610313)  Ci siamo interrogati prima sul potere operante di Gesù e delle sue parole e abbiamo anche tentato di dire che questo potere nasce dalla trasparenza di Gesù all’amore di Dio, per cui l’amore del Padre si esprime nelle sue parole. Ma si esprime nelle sue parole perché si esprime anzitutto nella sua vita; perché l’amore umano concreto, con cui Gesù accoglie gli uomini e, in particolare i peccatori e i bisognosi e gli indemoniati, cioè, alla fine, l’uomo schiavo, questo amore con cui accoglie le persone non è altro che la presenza in mezzo alla storia dell’amore stesso di Dio. 
01/01/1986 Il progetto di vita cristiana vissuto nel mondo (198611012)  Il fondamento che il cristiano deve avere per il mondo, abbiamo detto, non è altro che una partecipazione all’interesse che Dio ha per il mondo. Lo ha creato, lo ha approvato, lo ha quindi riconosciuto degno di esistere per la sua parola. Lo ha amato con tutto il segno della rivelazione in Gesù Cristo fino al dono della sua vita. E non c’è dubbio, per noi si tratta di collocarci in questa corrente di amore e di attenzione e di premura che parte da Dio. 
01/01/1986 Il progetto di vita cristiana vissuto nel mondo (1986110134)  Sarebbe ora il momento di esaminare i diversi campi di vita, di esperienza e delle attività umane. Abbiamo fatto prima il discorso generale bisognerebbe applicarlo alle singole esperienze, per vedere il significato che tutte queste attività dell’uomo hanno per la vocazione cristiana e per vedere che cosa il Vangelo. ci può insegnare su queste esperienze. Il Concilio nella Gaudium et Spes fa l’analisi di grandi settori della vita umana: incomincia con la famiglia, poi la cultura, poi la vita economico sociale, poi la politica, poi il problema della pace e la ricerca della pace tra i popoli. 
01/01/1986 Il progetto di vita cristiana vissuto nel mondo (1986110225)  Nel discorso di ieri sera era rimasta fuori un ultima riflessione, breve, ma che mi sembra importante, ed era la riflessione sulla “memoria”. Voglio dire che il senso della vita cristiana è fondato sulla “memoria”, sul ricordo vivo, attuale di quello che il Signore ha fatto per noi. Non l’inventiamo noi il cristianesimo. Non tocca a noi la prima battuta nella partita della vita cristiana, ma questa tocca a Gesù Cristo, e per noi si tratta di accogliere prima di tutto nel “ricordo”, nel rendimento di grazie, nella fede, quello che il Signore ha fatto per noi. E questo vale per il matrimonio. 
01/01/1990 Meditazioni su Matteo (19900811)  L’intercessione di santa Chiara ci porti a una capacità grande di consacrazione, ci faccia amare il Signore con tutto il cuore e offrire a lui il dono della nostra vita, in modo che il Signore la accolga e si serva anche di questa per il compimento del suo progetto di amore e di salvezza. 
01/08/1990 Meditazioni su Matteo (16, 13-20, 34)  In questi Esercizi cercheremo di meditare su una sezione del Vangelo secondo Matteo, dal cap. 16,13 al 20,34: la professione di fede di Pietro, la Trasfigurazione, il discorso ecclesiastico del cap. 18, le indicazioni del Signore sulla vita cristiana, sul modo in cui il cristiano è chiamato a vivere la sessualità, la ricchezza, il possesso, il potere, cioè le grandi dimensioni fondamentali della vita cristiana. 
01/01/1991 2ª Meditazione (1991083112)  Luciano Monari, 2ª Meditazione (1991083112). Prima Meditazione Data Copyright: 1991 Data pubblicazione: 31/8/1991 Serie: Mi sforzo di correre per conquistarlo 4 Id: Monari:1991083112 Abbiamo visto l’affermazione del Prologo del Vangelo di San Giovanni secondo cui il Verbo fatto carne è pieno di grazia e di verità. Di per sé il significato sarebbe che il Verbo è pieno di quel dono che è la rivelazione di Dio. Il Dio della Bibbia è fondamentalmente un Dio che si rivela: si è rivelato in alcune opere di salvezza (come la liberazione dall’Egitto); si è rivelato in una serie di parole (come gli oracoli profetici); ma il culmine della rivelazione è una persona. 
01/01/1991 5ª Meditazione (199109024)  La lettera agli Efesini fa da conclusione al nostro cammino degli esercizi. Perché questo brano? Quattro aspetti. Primo aspetto. Anzitutto perché è un inno, e inno vuol dire che è teologia, cioè è riflessione sul progetto di salvezza di Dio, ma è teologia sotto forma di preghiera. Non è la teologia della scuola, ma è la teologia della preghiera e del rapporto personale con il Signore. 
01/01/1991 Omelia (19910831)  Tutto il dramma di questa parabola si gioca sul significato del donare, ricevere, restituire o possedere. Partiamo dalla seconda scena: ci sono persone che hanno una certa ricchezza in talenti (5 talenti, 2 talenti, 1 talento solo) e possiamo intenderli quello che vogliamo; il Vangelo non dice né che questi siano semplicemente i doni dello Spirito Santo, né che siano le doti naturali… niente. Sono certamente un patrimonio. 
01/01/1991 Omelia (19910901)  Agli Israeliti che stanno per entrare nella terra promessa Mosé richiama le legge e gli insegnamenti del Signore. Vuole dire che la terra promessa non è una terra qualsiasi e che in essa non si può abitare in qualunque modo; la terra promessa è un dono di Dio e se uno vuole abitare in quella terra deve viverci secondo la logica di Dio, secondo la Parola di Dio. Allora riceverà la terra in dono e allora la presenza su quella terra diventerà una benedizione continua. 
30/08/1991 Mi sforzo di correre per conquistarlo  «Mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch’io sono stato conquistato da Gesù Cristo» (Fil 3, 12) 
01/01/1993 Maria, madre e icona del discepolo (1993090112)  Con quest’ultima meditazione degli esercizi, ritorniamo all’inizio del vangelo di Luca per affidare a Maria Santissima il cammino che abbiamo fatto. Così, l’ultima meditazione riguarda proprio lei, Maria, che il vangelo di Luca presenta con una ricchezza particolare, e che ci viene proposta come la creatura perfettamente redenta, quella in cui la grazia di Cristo ha operato la santificazione. Maria è infatti perfettamente santificata e, proprio per questo, diventa modello della vita della Chiesa e della vita spirituale di ciascuno di noi. 
01/01/1994 Seconda meditazione (1994010121)  Luciano Monari, Seconda meditazione (1994010121). Seconda meditazione Data Copyright: 1994 Data pubblicazione: 01 gennaio 1994 Serie: Perché la nostra gioia sia perfetta 2 Id: Monari:1994010121 Rimane da vedere in che senso questo comandamento che è nuovo in Cristo sia nuovo anche in ‘voi’, nei credenti. 
01/01/1995 Nati da Dio per la fede (1995010116)  Anche qui siamo al centro del pensiero di Giovanni, il quale riassume cose che abbiamo già ascoltato per tutta la lettera: il legame tra fede e amore, il fondamento dell’amore nella fede, la nascita nuova dell’uomo che avviene nel momento in cui si crede «che Gesù è il Cristo»: una nascita nuova venuta da Dio. «E chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato»: nel momento in cui ami il Padre, ami anche il Figlio; nel momento in cui ami il Signore, ami anche colui per il quale il Signore ha dato la sua vita, e colui che il Signore ha rigenerato nella vita. Il distaccare queste due dimensioni è radicalmente impossibile: amare Dio vuol dire amare tutto quello che Dio ama, condividere la sua stessa forza di amore, l’ampiezza di amore che ha Dio stesso. 
01/01/1997 Quarta meditazione (199712294)  Continuiamo la nostra riflessione con il cap. 2 della Lettera ai Filippesi. Ci siamo chiesti perché la vita di Gesù di Nazareth non abbia come traguardo la morte, ma la risurrezione; ci siamo dati la risposta che era una vita di un certo tipo, perché ha seguito certi parametri, certe dimensioni fondamentali di esistenza, che abbiamo trovato nella narrazione delle tentazioni e che hanno guidato la Sua vita fino al cammino della passione e morte. 
27/12/1997 Un futuro colmo di Speranza   
06/02/1998 Guidati dallo Spirito Santo   
01/01/2003 Quarta Meditazione (200311114)  Giovanni Battista invece ha sempre predicato una venuta del Messia dove questi due elementi erano strettamente collegati tra di loro; sarebbe venuto esattamente per «bruciare nel fuoco la pula», “per abbattere l’albero”. 
31/10/2003 Grazia e salvezza nel Vangelo secondo Luca   
01/01/2004 Quinta Meditazione (200404215)  È il brano che conclude l’attività di Gesù in Galilea, quindi è in qualche modo la sintesi, il bilancio, la conclusione: con la professione di fede, e con già qui l’annuncio del tradimento, con l’esperienza sofferente dei discepoli che in gran parte abbandonano il Signore; rimangono i Dodici, e anche in mezzo ai Dodici non tutti sono nell’atteggiamento corretto. 
12/11/2004 Nona meditazione (200411129)  In questa ultima meditazione intendo fare un lavoro semplicissimo, una “lettura di corsa” degli ultimi capitoli della seconda Lettera ai Corinzi, fermandomi semplicemente su qualche punto particolarmente prezioso da sottolineare, ma proprio una specie di lettura. 
15/11/2004 La grazia nel vangelo di Luca   
06/09/2005 Terza Meditazione (200509063)  Siamo partiti con l’annuncio del Vangelo di Paolo, di cui “Paolo non si vergogna perché è una potenza salvifica che viene da Dio”, che ha qualità dell’azione di Dio, e produce salvezza in tutti coloro che l’accolgono come grazia, come dono sovraeminente di Dio. 
30/10/2005 Testimoni di Gesù risorto speranza del mondo   
29/02/2012 Vangelo secondo Marco. 1  Mons. Luciano Monari, Vangelo secondo Marco. 1 Data Copyright: 2012 Data pubblicazione: 29/02/2012 Serie: Vangelo secondo Marco 1 Id: Monari:201202291 Quello che faremo è molto semplice: tenteremo di leggere il Vangelo di Marco come un’unica opera narrativa dove i 16 capitoli sono collegati gli uni con gli altri, quindi una lettura corsiva, senza fermarsi su una esegesi particolare dei singoli versetti. 
01/01/1982 Beati gli invitati alla cena del Signore (198209015)  Prendiamo il racconto delle Beatitudini in Matteo come traccia di questa meditazione: può servire anche come conclusione di tutto quello che abbiamo detto sulla Eucaristia; perché, se scopo, effetto dell’Eucaristia è quello di trasformare la vita dell’uomo in vita cristiana, quindi dare una forma cristiana all’esistenza, il racconto, il proclama delle Beatitudini diventa per noi uno specchio, nel quale possiamo misurarci. 
01/01/1982 L’Eucaristia: 1 (198209011)  Il tema che cercheremo di svolgere in questi tre giorni di esercizi spirituali è quello dell’Eucaristia; e vi spiego il motivo per cui ho scelto questo tema. Il Concilio dice che l’Eucaristia, la liturgia dell’Eucaristia in particolare, è il culmine della vita della Chiesa e si può dire che tutta l’esistenza della Chiesa fa riferimento qui, anzi si può dire che l’Eucaristia dà la forma alla vita cristiana. E mi spiego meglio… 
01/01/1982 L’Eucaristia: 1 (198209011)  Il tema che cercheremo di svolgere in questi tre giorni di esercizi spirituali è quello dell’Eucaristia; e vi spiego il motivo per cui ho scelto questo tema. Il Concilio dice che l’Eucaristia, la liturgia dell’Eucaristia in particolare, è il culmine della vita della Chiesa e si può dire che tutta l’esistenza della Chiesa fa riferimento qui, anzi si può dire che l’Eucaristia dà la forma alla vita cristiana. E mi spiego meglio… 
01/01/1982 L’Eucaristia: 1 (198209011)  Il tema che cercheremo di svolgere in questi tre giorni di esercizi spirituali è quello dell’Eucaristia; e vi spiego il motivo per cui ho scelto questo tema. Il Concilio dice che l’Eucaristia, la liturgia dell’Eucaristia in particolare, è il culmine della vita della Chiesa e si può dire che tutta l’esistenza della Chiesa fa riferimento qui, anzi si può dire che l’Eucaristia dà la forma alla vita cristiana. E mi spiego meglio… 
01/01/1982 L’Eucaristia: 1 (198209011)  Il tema che cercheremo di svolgere in questi tre giorni di esercizi spirituali è quello dell’Eucaristia; e vi spiego il motivo per cui ho scelto questo tema. Il Concilio dice che l’Eucaristia, la liturgia dell’Eucaristia in particolare, è il culmine della vita della Chiesa e si può dire che tutta l’esistenza della Chiesa fa riferimento qui, anzi si può dire che l’Eucaristia dà la forma alla vita cristiana. E mi spiego meglio… 
01/01/1982 L’Eucaristia: 2 (198209012)  Nella prima meditazione abbiamo fermato la nostra attenzione all’istituzione dell’Eucaristia: e abbiamo risposto dicendo che Gesù ha celebrato l’Eucaristia durante una cena pasquale, ma trasformando il significato della cena pasquale. Mentre per gli Ebrei la Pasqua era la commemorazione della liberazione dall’Egitto. Gesù dà il contenuto della Pasqua, della sua Pasqua: la sua Passione: «Questo è il mio corpo donato per voi; questo è il mio sangue versato per voi». 
01/01/1982 L’Eucaristia: 2 (198209012)  Nella prima meditazione abbiamo fermato la nostra attenzione all’istituzione dell’Eucaristia: e abbiamo risposto dicendo che Gesù ha celebrato l’Eucaristia durante una cena pasquale, ma trasformando il significato della cena pasquale. Mentre per gli Ebrei la Pasqua era la commemorazione della liberazione dall’Egitto. Gesù dà il contenuto della Pasqua, della sua Pasqua: la sua Passione: «Questo è il mio corpo donato per voi; questo è il mio sangue versato per voi». 
01/01/1982 L’Eucaristia: 2 (198209012)  Nella prima meditazione abbiamo fermato la nostra attenzione all’istituzione dell’Eucaristia: e abbiamo risposto dicendo che Gesù ha celebrato l’Eucaristia durante una cena pasquale, ma trasformando il significato della cena pasquale. Mentre per gli Ebrei la Pasqua era la commemorazione della liberazione dall’Egitto. Gesù dà il contenuto della Pasqua, della sua Pasqua: la sua Passione: «Questo è il mio corpo donato per voi; questo è il mio sangue versato per voi». 
01/01/1982 L’Eucaristia: 2 (198209012)  Nella prima meditazione abbiamo fermato la nostra attenzione all’istituzione dell’Eucaristia: e abbiamo risposto dicendo che Gesù ha celebrato l’Eucaristia durante una cena pasquale, ma trasformando il significato della cena pasquale. Mentre per gli Ebrei la Pasqua era la commemorazione della liberazione dall’Egitto. Gesù dà il contenuto della Pasqua, della sua Pasqua: la sua Passione: «Questo è il mio corpo donato per voi; questo è il mio sangue versato per voi». 
01/01/1982 L’Eucaristia: 3 (198209013)  Nelle due meditazioni che abbiamo fatto ieri, abbiamo tentato di riflettere sul racconto dell’istituzione dell’Eucaristia: sia al mattino che al pomeriggio abbiamo commentato quel testo lì, in Matteo, Marco, Luca e nella prima Lettera ai Corinzi cap. 11. Se vi ricordate, dicevamo che l’istituzione dell’Eucaristia non è raccontata, invece, nel Vangelo di S. Giovanni: al posto della istituzione dell’Eucaristia, nel Vangelo di S. Giovanni, c’è la lavanda dei piedi e c’è quel brano che abbiamo commentato ieri pomeriggio e cioè il comandamento nuovo: «Amatevi gli uni gli altri, siccome io vi ho amato perché anche voi vi amiate gli uni gli altri». Ma, oltre a questo nel Vangelo di S. Giovanni, che comprende la moltiplicazione dei pani, il cammino di Gesù sulle acque (ma questo non ci interessa direttamente) e poi un lungo discorso che Gesù fa nella sinagoga di Cafarnao a proposito i della fede e dell’Eucaristia. 
01/01/1982 L’Eucaristia: 3 (198209013)  Nelle due meditazioni che abbiamo fatto ieri, abbiamo tentato di riflettere sul racconto dell’istituzione dell’Eucaristia: sia al mattino che al pomeriggio abbiamo commentato quel testo lì, in Matteo, Marco, Luca e nella prima Lettera ai Corinzi cap. 11. Se vi ricordate, dicevamo che l’istituzione dell’Eucaristia non è raccontata, invece, nel Vangelo di S. Giovanni: al posto della istituzione dell’Eucaristia, nel Vangelo di S. Giovanni, c’è la lavanda dei piedi e c’è quel brano che abbiamo commentato ieri pomeriggio e cioè il comandamento nuovo: «Amatevi gli uni gli altri, siccome io vi ho amato perché anche voi vi amiate gli uni gli altri». Ma, oltre a questo nel Vangelo di S. Giovanni, che comprende la moltiplicazione dei pani, il cammino di Gesù sulle acque (ma questo non ci interessa direttamente) e poi un lungo discorso che Gesù fa nella sinagoga di Cafarnao a proposito i della fede e dell’Eucaristia. 
01/01/1982 L’Eucaristia: 3 (198209013)  Nelle due meditazioni che abbiamo fatto ieri, abbiamo tentato di riflettere sul racconto dell’istituzione dell’Eucaristia: sia al mattino che al pomeriggio abbiamo commentato quel testo lì, in Matteo, Marco, Luca e nella prima Lettera ai Corinzi cap. 11. Se vi ricordate, dicevamo che l’istituzione dell’Eucaristia non è raccontata, invece, nel Vangelo di S. Giovanni: al posto della istituzione dell’Eucaristia, nel Vangelo di S. Giovanni, c’è la lavanda dei piedi e c’è quel brano che abbiamo commentato ieri pomeriggio e cioè il comandamento nuovo: «Amatevi gli uni gli altri, siccome io vi ho amato perché anche voi vi amiate gli uni gli altri». Ma, oltre a questo nel Vangelo di S. Giovanni, che comprende la moltiplicazione dei pani, il cammino di Gesù sulle acque (ma questo non ci interessa direttamente) e poi un lungo discorso che Gesù fa nella sinagoga di Cafarnao a proposito i della fede e dell’Eucaristia. 
01/01/1982 L’Eucaristia: 3 (198209013)  Nelle due meditazioni che abbiamo fatto ieri, abbiamo tentato di riflettere sul racconto dell’istituzione dell’Eucaristia: sia al mattino che al pomeriggio abbiamo commentato quel testo lì, in Matteo, Marco, Luca e nella prima Lettera ai Corinzi cap. 11. Se vi ricordate, dicevamo che l’istituzione dell’Eucaristia non è raccontata, invece, nel Vangelo di S. Giovanni: al posto della istituzione dell’Eucaristia, nel Vangelo di S. Giovanni, c’è la lavanda dei piedi e c’è quel brano che abbiamo commentato ieri pomeriggio e cioè il comandamento nuovo: «Amatevi gli uni gli altri, siccome io vi ho amato perché anche voi vi amiate gli uni gli altri». Ma, oltre a questo nel Vangelo di S. Giovanni, che comprende la moltiplicazione dei pani, il cammino di Gesù sulle acque (ma questo non ci interessa direttamente) e poi un lungo discorso che Gesù fa nella sinagoga di Cafarnao a proposito i della fede e dell’Eucaristia. 
01/01/1982 L’Eucaristia: 4 (198209014)  Continuiamo la nostra riflessione sull’Eucaristia facendoci una domanda, che è la domanda limite dell’uomo d’oggi e che ci siamo già posti e a cui abbiamo tentato anche di rispondere: semplicemente allarghiamo le risposte. La domanda è: «A che cosa serve?». 
01/01/1982 L’Eucaristia: 4 (198209014)  Continuiamo la nostra riflessione sull’Eucaristia facendoci una domanda, che è la domanda limite dell’uomo d’oggi e che ci siamo già posti e a cui abbiamo tentato anche di rispondere: semplicemente allarghiamo le risposte. La domanda è: «A che cosa serve?». 
01/01/1982 L’Eucaristia: 4 (198209014)  Continuiamo la nostra riflessione sull’Eucaristia facendoci una domanda, che è la domanda limite dell’uomo d’oggi e che ci siamo già posti e a cui abbiamo tentato anche di rispondere: semplicemente allarghiamo le risposte. La domanda è: «A che cosa serve?». 
01/01/1982 L’Eucaristia: 4 (198209014)  Continuiamo la nostra riflessione sull’Eucaristia facendoci una domanda, che è la domanda limite dell’uomo d’oggi e che ci siamo già posti e a cui abbiamo tentato anche di rispondere: semplicemente allarghiamo le risposte. La domanda è: «A che cosa serve?». 
01/01/1984 2ª Omelia (198411021)  Il vangelo di oggi sembra una pagina di galateo che insegna come ci si deve comportare quando si è invitati a pranzo. Ma evidentemente il vangelo non si ferma qui. Il galateo serve a fare bella figura davanti agli altri, mentre il vangelo serve a fare bella figura davanti a Dio, e solo davanti a Dio. 
01/01/1984 5ª Meditazione (198411032)  Cristo è Dio che si fa uomo non per condannare ma per liberare gli uomini dal peccato. Non esiste peccato senza libertà personale. La redenzione è quindi affermazione dell’esistenza della libertà e della responsabilità personale. 
01/01/1987 Con Maria, Madre del Redentore (198711011)  È bello concludere il nostro corso di esercizi con la festa di tutti i Santi, perché è un pochino anche la nostra festa. I Santi che celebriamo sono tutti quelli che ci hanno preceduto nella testimonianza della fede e, se noi siamo cristiani, lo dobbiamo anche a loro. È come se da Cristo fino alla nostra vita ci sia stato un lungo fiume di fede, di amore e di santità; e questa corrente di amore è arrivata fino a noi e fa di noi dei cristiani. 
01/01/1987 Con Maria, Madre del Redentore (198710311)  Nell’insegnamento del Vangelo di oggi Gesù ha ripreso un testo del libro dei Proverbi che diceva: “Non darti arie davanti al re e non metterti al posto dei grandi, perché è meglio sentirsi dire: Sali quassù, piuttosto che essere umiliato davanti a un superiore”. 
01/01/1989 2ª meditazione (198908072)  E partiamo, come viene quasi spontaneo, dalla conclusione della Bibbia, dal cap. 21 dell’Apocalisse che introduce l’ultima grande immagine della storia del mondo, quella in cui il cammino dell’uomo entra nell’eternità di Dio; «Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi, e il mare non c’era più. Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente che usciva dal trono; ecco la dimora di Dio con gli uomini. Egli abiterà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il Dio con loro e tergerà ogni lacrima dai loro occhi. Non ci sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate. E colui che sedeva sul trono disse: “Io faccio nuove tutte le cose; e soggiunse: scrivi, perché queste parole sono certe e veraci”». (Ap 21,1-5). 
01/01/1989 4ª meditazione (198908084)  Siamo partiti cercando di comprendere gli elementi fondamentali del progetto di Dio su di noi, sull’uomo. Abbiamo incominciato anche a vedere le realtà che si oppongono a questo progetto di Dio: e ci sono due realtà diverse che – l’una e l’altra – hanno bisogno di essere vinte, perché il progetto di Dio si compia. Siccome questo progetto è la nostra vita, e Dio vuole che noi partecipiamo alla sua ricchezza di gioia e di amore, a questo progetto si oppone, da una parte, il limite, la morte che corrisponde alla debolezza e alla fragilità della nostra condizione umana, dall’altra – in modo ancor più radicale – si oppone il peccato. Il peccato non è solo limite; è di più: è ribellione, rifiuto, è l’opposizione libera della creatura umana a Dio e al suo progetto. 
01/01/1983 1ª Omelia (198311011)  La prima lettura è la conclusione di un lungo ragionamento che Paolo ha fatto per cercare di comprendere la coerenza di Dio nella storia della salvezza, perché apparentemente le cose non sono così chiare. Ripensateci. Dunque, in mezzo agli uomini peccatori Dio chiama un popolo, il popolo d’Israele; chiama Abramo, Isacco, Giacobbe e tutti quelli che sono venuti dopo e lo elegge come suo popolo; fa un’alleanza con questo popolo e quindi li predilige rispetto agli altri. 
01/01/1983 2ª Meditazione (198311012)  Avere il senso del peccato è fondamentale per il cristiano. È fondamentale perché è la condizione per una conversione autentica. Voglio dire, se uno è convinto di essere in una situazione sbagliata e di esserci per colpa sua, allora può cambiare, c’è la possibilità che riconosca il suo errore, che cambi il suo atteggiamento e che diventi una persona diversa. Ma se uno pensa di essere nel giusto o se uno pensa di essere in errore ma non per colpa sua, perché, per esempio, è fatto male come struttura psicologica interiore, ecc. Allora evidentemente non cambierà mai. È una situazione nella quale rimane fermo e stabile finché campa. 
02/11/1983 2ª Omelia (1983110221)  I Profeti sono delle persone che sanno vedere lontano, mentre noi sappiamo guardare solo a un palmo dal naso. I Profeti sanno vedere quello che succederà domani, tra un anno, tra 100, sanno vedere quello che sarà il traguardo della vita, del mondo e della storia. Giovanni è un profeta che vede il termine di tutta la storia umana e che lo descrive in quella visione che noi abbiamo ascoltato. 
02/11/1983 3ª Meditazione (198311023)  Luciano Monari, 3ª Meditazione (198311023) Data Copyright: 1983 Data pubblicazione: 02/11/1983 Serie: La riconciliazione e la conversione nella bibbia 5 Id: Monari:198311023 La risposta di Dio al peccato dell’uomo, all’ingiustizia e all’infedeltà dell’uomo. Una prima risposta che il nostro Salmo ci mette davanti, è quella che ci dà fastidio, perché dice: “Ecco, tu sei adirato perché noi abbiamo peccato”, e più avanti: “Signore, non adirarti troppo”. E questo tema dell’ira di Dio lo conoscete molto bene perché c’è in tutto l’Antico Testamento e perché lo richiama Cristo. L’ira di Dio si esprime nella punizione. Adamo viene cacciato dal paradiso terrestre. Caino viene cacciato dalla sua terra. La generazione del diluvio sopporta il castigo. E tutte queste cose sono realtà che a noi creano molta difficoltà e, tuttavia, l’ira di Dio nella Bibbia c’è e non la possiamo cancellare. 
01/01/1984 1ª Meditazione (198411011)  Luciano Monari, 1ª Meditazione (198411011) Data Copyright: 1984 Data pubblicazione: 1/11/1984 Serie: Con Cristo 2 Id: Monari:198411011 Queste parole così sorprendenti sono la lettera di un filosofo contemporaneo molto famoso che è Wittgenstein. È filosofo importante, perché ha rivoluzionato il modo di fare filosofia (dicono) ma che pare non considerasse la filosofia come la cosa più importante della sua vita. Dice, e in questo è tipicamente cristiano come modo di impostare il ragionamento, “avevo un compito. Il mio compito era di volgere la mia vita al bene e di diventare una stella”. Vuol dire: intendere la propria vita come una missione, come una chiamata. Questo è un modo tipicamente cristiano di impostare la propria esistenza. 
31/10/1992 Cammina davanti a me  Luciano Monari, Cammina davanti a me. Omelia Data Copyright: 1992 Data pubblicazione: 31 ottobre 1992 Serie: Esercizi spirituali 1992 Id: Monari:199210310 
30/10/1993 1ª Omelia (199310300)  Luciano Monari, 1ª Omelia (199310300) Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 30 ottobre 1993 Serie: Esercizi spirituali 1993 Id: Monari:199310300 È anzitutto una regola di buon senso per evitare delle figuracce. Dice il Vangelo secondo Luca: se quando sei invitato a pranzo non vuoi fare una brutta figura, non vuoi rischiare di fare una brutta figura, non andarti a mettere al primo posto, perché di solito gli invitati importanti arrivano per ultimi, si fanno un tantino desiderare e va a finire che quando poi arriva quello che è il più importante ti toccherà cedere il posto e andare in fondo. 
01/11/1996 Il terzo millennio (199611010)  Luciano Monari, Il terzo millennio (199611010). Gesù Cristo, unico salvatore ieri, oggi e per sempre Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 01 novembre 1996 Serie: Il terzo millennio 1 Id: Monari:199611010 
01/01/1983 4ª Meditazione (1983110231)  Luciano Monari, 4ª Meditazione (1983110231) Data Copyright: 1983 Data pubblicazione: 02 novembre 1983 Serie: La riconciliazione e la conversione nella bibbia 6 Id: Monari:1983110231 Continuiamo la meditazione di questa mattina sulla riconciliazione, aggiungendo due parole sul perdono di Dio, dove la cosa più difficile è rendersi conto del significato di questa parola, perché la parola “perdono” subisce molte contraffazioni o molte diminuzioni, quando la adoperiamo riferita ai nostri comportamenti. 
03/11/1983 1ª Meditazione (Monari 198311033)  Vogliamo iniziare questo cammino di riflessione e di preghiera con il dono della Sapienza del Signore, con il dono dello Spirito Santo, perché per comprendere le cose del Signore è importante l’intelligenza, è importante la buona volontà, è essenziale l’attenzione, ma evidentemente è importante più di tutto lo Spirito del Signore. 
03/11/1983 5ª Meditazione (Monari 198311032)  Ci rimane come ultima meditazione da fare una parola sul tema della Conversione. Conversione che vuol dire ritorno, vuol dire ritornare a Dio, cambiare direzione della propria esistenza, cambiare il modo di pensare, di valutare le cose, la propria scala di valori e che in fondo, come dicevamo ieri, è l’effetto del perdono di Dio. 
01/01/1984 1ª Omelia (198411011)  «Il Signore togliesse il velo che ci nasconde il futuro». Del futuro noi non sappiamo niente. Possiamo tentare di fare delle previsioni, ma rimangono previsioni approssimative. Il Vangelo ci apre come una finestra sul futuro e su quello che sarà il futuro definitivo della storia del mondo e della nostra vita. È come se, con questo vangelo, noi potessimo misurarci già fin da adesso col giudizio di Dio, con l’ultima parola di Dio sulla storia. 
01/01/1984 2ª Meditazione (198411013)  Questo è Sant’Agostino nelle sue Confessioni al libro 27°. Credo che possa essere il riassunto di quello che abbiamo tentato di dire nel primo incontro di questa mattina. Dicevamo: tentiamo di fare un cammino di riscoperta del Signore e del suo progetto, rientrando in noi stessi. 
01/01/1984 3ª Meditazione (198411022)  Le linee fondamentali del progetto di vita di Gesù abbiamo tentato di contemplarle ieri nella parabola del Buon Samaritano, poi in quei comportamenti, che il vangelo ci presenta, di Gesù: i suoi miracoli, gli esorcismi in modo particolare. 
01/01/1984 3ª Omelia (198411031)  Effettivamente questa parola è rivolta ai sacerdoti. È un insegnamento su quello che i sacerdoti non debbono essere e su quello che invece debbono cercare di fare. Ma forse indirettamente questo riguarda un po’ tutti, se è vero che i cristiani sono un popolo sacerdotale, se è vero quindi che tutti noi, anche tutti voi con la vostra vita dovete offrire il sacrificio vero e santo e gradito a Dio, che è il sacrificio dell’amore e del servizio; allora queste parole valgono per tutti. 
01/01/1984 4ª Meditazione (198411023)  Nel nostro cammino sul progetto di Gesù, avevamo accennato questa mattina, alla centralità del mistero della Croce, perché nella Croce quel cammino di solidarietà e di amore che Gesù ha vissuto in tutta la sua esistenza, viene portato alla perfezione. L’amore viene sigillato nel dono totale di se stesso, e la solidarietà con gli uomini arriva fino a gustare il limite della condizione umana nella sua realtà più esplicita, cioè la sofferenza, l’umiliazione e la morte. 
01/01/1985 1ª Meditazione (198511012)  Esercizi vuol dire evidentemente una attività che richiede un po’ di sforzo e di costanza e che è però necessaria per sviluppare una certa capacità. Se uno vuole diventare un matematico, deve fare molti esercizi di matematica, e se uno vuole diventare un atleta, deve fare molti esercizi fisici. E vero, l’uomo può anche lasciarsi vivere, cioè vivere così come capita, così come viene, scegliere la linea di minore resistenza, e quindi fare momento per momento quello che gli costa meno: se ha voglia di leggere, legge, se ha voglia di passeggiare, passeggia. E questo è anche un modo di vivere, il lasciarsi vivere. 
01/01/1985 Omelia 1 (198511011)  Celebrare la Festa di Tutti i SANTI, vuol dire ricordare tutte quelle pietre vive con le quali è stato costruito il grande edificio della Chiesa; ricordare quelle testimonianze di persone alle quali, poi alla fine, siamo debitori della nostra fede in Gesù Cristo. Voglio dire che io credo in Gesù Cristo, e se anche voi credete in Gesù Cristo, lo dobbiamo a molte persone che ci hanno preceduto, che hanno testimoniato la fede e che l’hanno trasmessa come una lunga catena di fedeltà al Signore. 
01/01/1985 2ª Meditazione (198511013)  Stiamo tentando di comprendere un po’, per quello che ci è possibile, il mistero della Chiesa, e se ricordate, per comprenderlo, abbiamo fatto un lungo itinerario questa mattina. Siamo partiti dalla fine della storia, dal compimento della storia umana nel progetto di Dio, il progetto di Dio che abbiamo trovato nell’Apocalisse è quello, non di uomini singoli, salvati separatamente, ma è quello della comunione: della comunione degli uomini con Dio e della comunione degli uomini tra di loro. 
01/01/1985 Omelia 2 (198511021)  Per l’uomo vivere e sperare sono in fondo la stessa cosa. Uno riesce a camminare nella sua vita fino a che ha davanti a sé una speranza piccola o grande, a breve o a lunga scadenza, ma bisogna che una speranza ci sia. 
01/01/1985 3ª Meditazione (198511022)  Riprendiamo la riflessione. Oggi cercherò di essere più puntuale, di non tenerla troppo lunga. Il discorso che abbiamo tentato di fare ieri, riguardava il mistero della Chiesa. Era come dire: va bene! la Chiesa è una realtà che io, in qualche modo, vedo, conosco e sperimento. Ma che cosa c’è dentro all’involucro della Chiesa? 
01/01/1985 4ª Meditazione (198511023)  Se avete assistito a un battesimo vi ricordate che subito dopo il conferimento del battesimo: «Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e nello Spirito Santo», si fa una unzione. In realtà le unzioni sono due nel battesimo: una all’inizio del rito, che è Funzione con l’olio dei catecumeni, e quella unzione vuol dire fondamentalmente la preparazione del battezzando alla lotta. È l’unzione che facevano gli atleti nell’antichità prima di combattere, prima di lottare. Poi c’è una seconda unzione che, invece, è fatta dopo il battesimo ed è fatta con il crisma, non con l’olio dei catecumeni. 
03/11/1985 Omelia 3 (198511031)  La Chiesa è il popolo di Dio e ogni popolo ha una sua tradizione, una sua storia, una sua identità, ha anche una sua legge. Un popolo è governato secondo una legge e ha una sua costituzione, che è la legge fondamentale, quella che dà il quadro di riferimento di tutti i comportamenti di quella società, di quel popolo. Beh, quella che abbiamo ascoltato è la costituzione fondamentale del popolo di Dio che è la Chiesa: la legge che sta ai centro di tutto e che deve illuminare ogni comportamento e ogni precetto particolare. 
03/11/1985 5ª Meditazione (198511032)  Proviamo allora a concludere il nostro cammino nel giorno del Signore. Di per sé oggi più che parlare, bisognerebbe lodare: è un giorno di lode. Dovrebbe essere giorno ai festa, di rendimento di grazie, di stupore, di gioia di vivere, di essere amati e salvati dal Signore. E allora speriamo che anche la meditazione diventi lode del Signore, per quello che è possibile. 
03/11/1985 Veglia penitenziale (198511033)  Possiamo chiedere a questo brano di Vangelo che ci aiuti a capire che cosa significa confessarci. La scena, che il Vangelo presenta, è molto semplice. Ci sono alcuni personaggi che sono: Gesù, una donna adultera ed una folla di scribi e di farisei. E si forma una specie di scena di questo genere: una donna in mezzo, ed intorno, in cerchio, gli scribi e farisei che sono accusatori. E Gesù dove sta? Sta nel cerchio intorno per accusare? 
01/01/1987 Con Maria, Madre del Redentore (198710303)  Questo è l’inizio di una delle più belle preghiere mariane, l’Akàtistos. È una preghiera orientale che probabilmente risale a Romano il Melodo forse, e che ha una tradizione lunghissima nella Chiesa orientale, ma che può anche essere accolta nella nostra preghiera. Questa è solo la prima parte; sono 21 parti che ripetono tutte la stessa struttura. 
01/01/1987 Con Maria, Madre del Redentore (198710313)  Ho un po’ di vergogna a fare un’altra meditazione perché, dopo i cinquanta minuti di stamattina, poi la predica che non finiva più, poi la celebrazione penitenziale, adesso c’è un’altra meditazione. Questa mattina leggevano negli Atti degli Apostoli, che è attraverso molte tribolazioni che bisogna passare per arrivare al Regno dei cieli. Allora mettete anche questa meditazione, come una tribolazione da sopportare, sul conto del Regno dei cieli. 
01/01/1987 Con Maria, Madre del Redentore (198711013)  È una straordinaria concentrazione della legge quella che Gesù ha presentato nel Vangelo che abbiamo ascoltato. La legge dell’Antico Testamento contiene libri e libri, precetti e precetti; i Rabbini avevano contato 613 comandamenti nella legge nell’Antico Testamento. Tutti questi comandamenti vengono riassunti da Gesù in due comandamenti, che sono poi uno solo: l’amore di Dio e l’amore del prossimo. Dicevo, sono uno solo perché nella concezione di Gesù l’amore di Dio e l’amore del prossimo sono indissolubili. 
01/01/1987 Omelia (19871030)  Luciano Monari, Omelia (19871030). Con Maria, Madre del Redentore Data Copyright: 1987 Data pubblicazione: 30 ottobre 1987 Serie: Con Maria, Madre del Redentore 1 Id: Monari:19871030 Si parla di uno dei capi dei Farisei, poi si parla della gente, poi c’è un idropico e infine ci sono i Dottori della legge e i Farisei. Tutte queste persone hanno qualche cosa a che fare con Gesù, e naturalmente in loro possiamo rispecchiare anche noi stessi e la nostra vita. Sul Capo dei Farisei, niente da dire; è semplicemente quello che ha invitato Gesù a cena e quindi con la su generosità offre l’opportunità di tutto quello che segue, del miracolo e della discussione con gli Scribi e con i Farisei. 
30/10/1987 Con Maria, Madre del Redentore (198710301)  Luciano Monari, Con Maria, Madre del Redentore (198710301). 1ª Meditazione Data Copyright: 1987 Data pubblicazione: 30 ottobre 1987 Serie: Con Maria, Madre del Redentore 2 Id: Monari:198710301 È il Signore che sta cercando il suo popolo; è stato in qualche modo tradito da Israele, e quel rapporto di alleanza e di matrimonio che il Signore aveva voluto costruire coi suo popolo, si può dire, ha fatto fallimento. Alla fine del capitolo primo del libro di Osea, il Signore fa dare a un figlio di Osea questo strano nome: “Chiamalo ‘non-mio-popolo’ perché voi non siete mio-popolo e io non esisto per voi”. 
31/10/1987 Con Maria, Madre del Redentore (198710312)  Luciano Monari, Con Maria, Madre del Redentore (198710312). 3ª Meditazione Data Copyright: 1987 Data pubblicazione: 31/10/1987 Serie: Con Maria, Madre del Redentore 5 Id: Monari:198710312 Lo scopo delle meditazioni che facciamo in questo corso di esercizi è meditare il posto che Maria, per il progetto di Dio, ha nella storia della salvezza e quindi nella nostra vita. Cercare quindi in questo modo, di rinnovare la presenza di Maria nella vita spirituale che noi stiamo vivendo, nel nostro cammino di fede in modo da rinnovarlo in modo corretto, secondo la parola di Dio e la tradizione lunga e ricca di fede della Chiesa. Questo vuole dire ritrovare in Maria un modello e una madre. 
31/10/1987 Con Maria, Madre del Redentore (198710312)  Luciano Monari, Con Maria, Madre del Redentore (198710312). 3ª Meditazione Data Copyright: 1987 Data pubblicazione: 31/10/1987 Serie: Con Maria, Madre del Redentore 5 Id: Monari:198710312 Lo scopo delle meditazioni che facciamo in questo corso di esercizi è meditare il posto che Maria, per il progetto di Dio, ha nella storia della salvezza e quindi nella nostra vita. Cercare quindi in questo modo, di rinnovare la presenza di Maria nella vita spirituale che noi stiamo vivendo, nel nostro cammino di fede in modo da rinnovarlo in modo corretto, secondo la parola di Dio e la tradizione lunga e ricca di fede della Chiesa. Questo vuole dire ritrovare in Maria un modello e una madre. 
01/01/1988 1ª Omelia (19881030)  Luciano Monari, 1ª Omelia (19881030) Data Copyright: 1988 Data pubblicazione: 30 ottobre 1988 Serie: I novissimi 1 Id: Monari:19881030 Il significato della domanda che lo scriba fa a Gesù è comprensibile se la collocate nel contesto della esistenza di Israele. Lo scriba è naturalmente uno studioso della Legge dell’Antico Testamento, che ha speso tutta la sua vita per capire quali la volontà di Dio. 
01/01/1988 2ª Omelia (198810311)  Gesù, nel Vangelo che abbiamo ascoltato, fa il confronto fra due tipi di rapporti che si possono stabilire tra le persone: il primo è il rapporto dello scambio, quello che domina nel commercio, dove io do qualche cosa e cerco in cambio qualche cosa di equivalente; il secondo è, invece, il gesto gratuito in cui io do qualche cosa senza la speranza o la pretesa di ricevere qualche cosa in cambio. Il primo è, naturalmente, quel tipo di rapporto che domina in tutta la vita economica, nella vita politica. A dire la verità, ce ne sarebbe anche un terzo, di cui il Vangelo non parla, che è quello di imbrogliare gli altri, cioè di prendere dì più senza dare niente. Ma questo il Vangelo non lo prende in considerazione, e non lo prendiamo in considerazione neanche noi. 
01/01/1988 I limiti della morte e del peccato (198810312)  La domanda è sempre quella che abbiamo posto all’inizio: “Che cosa possiamo sperare?”. Per potere rispondere correttamente dobbiamo fare i conti in concreto con quella realtà che è la morte. Ogni progetto umano che voglia essere serio deve tenerne conto se non vuole divenire solo una illusione. La persona umana concreta, che siamo noi, è una persona in cammino verso la morte. Anzi, la morte è l’unica cosa sicura che noi sappiamo del nostro futuro. Siamo certi del passato, ma del futuro l’unica cosa certa è che, prima o poi, in un modo o nell’altro, moriremo; che le persone alle quali vogliamo bene ci lasceranno, o che noi lasceremmo loro. Di questo, dicevo, se vogliamo essere onesti e lucidi, bisogna che ci rendiamo conto cercando di superare quel tentativo di rimozione della morte che dicono essere una delle caratteristiche della nostra cultura. 
01/01/1988 Il progetto di Dio (198810313)  Siamo partiti cercando di renderci conto del progetto di Dio sull’uomo e sul mondo, un progetto che contiene in se essenzialmente la vita: Dio vuole (questo è il suo progetto) comunicare la sua vita, la sua gioia, il suo amore. Il mondo è in cammino verso questa meta; questa è la sua speranza. Poi ieri abbiamo tentato di riflettere sugli ostacoli che sembrano frapporsi al cammino per impedirne la realizzazione; questi ostacoli sono l’esperienza del limite (fino a quel punto estremo per l’uomo che si chiama morte) e l’esperienza del peccato, cioè la chiusura dell’uomo su se stesso che lo pone in un atteggiamento di ribellione e di rifiuto radicale dell’amore di Dio e dell’amore del prossimo; anche questo è un ostacolo, anzi ancora più grave, più decisivo che non quello della morte. 
01/01/1988 La nostra speranza (198810303)  Credo che sia uno dei brani più belli per illuminare e rafforzare la nostra speranza. Incomincia con questa prima immagine: “Vidi un nuovo cielo e una nuova terra” e vuol dire che questo mondo non è destinato all’annientamento ma alla trasformazione; non si deve, non si dovrebbe parlare di “fine del mondo” ma di “fine di un mondo”, per lasciare spazio a un mondo nuovo portato alla perfezione. 
01/01/1988 Liturgia penitenziale (198811013)  Quando devo spiegare che cosa è la confessione ai ragazzini, dico di solito che è una invenzione del Signore per trasformare i rifiuti della nostra vita spirituale, perché il problema dei rifiuti sta diventando un problema sempre più grosso della nostra civiltà. Sembra che i rifiuti ci sommergano e dobbiamo evidentemente trovare un modo, un posto per collocarli. La cosa migliore, dicono quelli che se ne intendono, è avere degli impianti di trasformazione che pigliano i rifiuti e li fanno diventare fertilizzanti. Quindi, li prendono come realtà negative, realtà che sono contro la vita, che ammorbano l’aria, e li fanno diventare delle realtà positive che rendono più fecondo il terreno. 
01/01/1988 Paradiso e Inferno (198811014)  Facciamo allora l’ultima tappa del nostro cammino nel meditare sui Novissimi, questa strana parola di cui avevamo parlato il primo giorno e che vuole dire le ultime realtà, le ultime esperienze della storia dell’umanità e della vita di ciascuno di noi. Era una parola che si usava nel catechismo quando ero piccolino io, allora si insegnavano i quattro novissimi: Morte, Giudizio, Inferno e Paradiso. Di solito oggi si usa una parola nuova ‘escatologia’: parola anche questa complicata ma che vuole dire esattamente la stessa cosa: gli “escata” in greco sono le ultime cose e la escatologia è la dottrina che riguarda le ultime cose della vita. 
01/01/1988 Solennità di Tutti i Santi (198811011)  Dice uno dei vegliardi dell’Apocalisse: “Quelli che sono vestiti di bianco chi sono e da dove vengono?”. Sono vestiti di bianco, portano delle palme nelle mani, e vuole dire che sono dei vincitori: hanno vinto la battaglia della vita. Vivere è come fare un cammino, bene, questi sono arrivati al traguardo. Vivere è combattere una lotta, questi hanno vinto nella loro lotta. Vivere è attraversare una prova, questi l’hanno superata, sono i vincitori della vita: sono quelli che al traguardo della vita hanno riportato il premio. 
30/10/1988 Presentazione (198810301)  Luciano Monari, Presentazione (198810301) Data Copyright: 1988 Data pubblicazione: 30 ottobre 1988 Serie: I novissimi 2 Id: Monari:198810301 L’idea di fondo è che l’uomo non vive mai solo di quello che è o di quello che possiede, ma vive sempre anche di quello che desidera e attende e spera e riceve. L’uomo è un essere storico, e “essere storico” vuol dire: un essere per il quale esistere significa diventare; noi non siamo semplicemente delle persone già compiute e realizzate, ma lo diventiamo ogni giorno con il nostro impegno di coscienza, con il nostro impegno di lavoro. Un sasso è sasso e rimane sasso per sempre; un bambino deve diventare uomo e lo diventa giorno per giorno con tutte le sue scelte: con le scelte positive, con tutti i suoi successi e anche con gli insuccessi. 
01/11/1988 Giudizio e Purgatorio (198811012)  Diciamo nel Credo che Gesù Cristo “verrà a giudicare i vivi e i morti”, e questo e un elemento importante della fede cristiana. Nella seconda lettera ai Corinzi, al cap. 5 vers. 10, c’è un versetto famosissimo che dice: [10] Tutti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, ciascuno per ricevere la ricompensa delle opere compiute finché era nel corpo, sia in bene che in male. 
01/01/1989 10ª meditazione (1989081110)  Completiamo questa giornata penitenziale con la riflessione sulla misericordia del Signore. 
01/01/1989 11ª meditazione (1989081211)  E abbiamo fatto attenzione alle immagini che la parola di Dio ci presenta, perché l’insegnamento avviene proprio attraverso delle immagini; ora, le immagini del Paradiso che ci vengono date, sono tutte immagini sociali: non c’è l’idea di una persona sola che trova per conto suo la felicità. C’è invece l’idea di un insieme di persone che nel dialogo e nel loro rapporto trovano il compimento della loro vita. Per esempio, l’immagine classica che il Signore ha usato tante volte, il banchetto, dove non solo si mangia, ma si mangia insieme. Mangiare, per l’uomo, non è solo mettere dentro calorie per vivere, ma è un modo di comunicare con gli altri. Si mangia insieme in famiglia, ci si trova insieme alla stessa tavola; il banchetto è una comunione autentica tra le persone. 
01/01/1989 12ª meditazione (1989081212)  Con la parola Novissimi infatti si intendono le ultime realtà della vita dell’uomo che vanno però considerate alla luce del rapporto personale con Dio: per cui, il Paradiso è essenzialmente comunione piena con Dio e coi fratelli, il Purgatorio è la purificazione che l’incontro col Signore comporta nella nostra vita di debolezza, di fragilità e di peccato; l’Inferno è un esito possibile della vita umana, nel rifiuto della comunione con Dio come rovina dell’esistenza dell’uomo che viene così ad essere non realizzata, non compiuta. 
01/01/1989 1ª meditazione (198908071)  Chiediamo al Signore che ci apra l’intelligenza, ma soprattutto che ci apra il cuore a capire quello che ci vuole insegnare in questi giorni. La domanda fondamentale di questi Esercizi suona così: Che cosa nella vita noi possiamo sperare? È una delle domande fondamentali dell’uomo. Ce ne sono altre, per esempio cosa possiamo sapere: una domanda sulla scienza, sulla conoscenza dell’uomo, sulla capacità di orientarsi; oppure cosa dobbiamo fare: una domanda sulla morale, sul comportamento etico, su quello che è giusto e su quello che è sbagliato. Ma è importante soprattutto questa domanda: Che cosa sperare? Qual è il contenuto della nostra speranza? 
01/01/1989 3ª meditazione (198908083)  Quando, nella vita di tutti i giorni, noi cerchiamo di fare non soltanto il nostro interesse o il nostro capriccio, ma la volontà di Dio, allora trasformiamo il mondo e lo rendiamo più simile al progetto di Dio. E questo vale per tutto, per ogni attività umana, da quelle che sembrano più materiali a quelle che sono più spirituali. Prendiamo, per es. quelli che si mettono a costruire una casa: un muratore, un geometra, un architetto, ecc. Progettano una trasformazione del mondo: usano diversi materiali: la terra, il legno, i metalli e li trasformano in una casa. Ora, una casa è un luogo di sicurezza, di intimità, nel quale la famiglia si ritrova; è un luogo di dialogo, un luogo di identità umana. Allora, il mondo, attraverso il lavoro di queste persone, è stato trasformato in sicurezza, in amore, in dialogo. Una casa fatta bene è un inno alla vita, è un aiuto a vivere. 
01/01/1989 5ª meditazione (198908095)  Siamo partiti con il tentativo di aver chiaro il progetto di Dio: è un progetto che si basa sulla somiglianza con lui e che ha come punto di arrivo la comunione piena con lui, quella di cui parla Ap 21. Poi, abbiamo richiamato gli ostacoli che rendono difficile il cammino dell’uomo, che rendono problematica la comunione con Dio: il grande limite della morte, e il peccato. Questi limiti però sono in radice stati vinti da Dio stesso, in Gesù. Gesù Cristo rappresenta per noi il compimento della speranza e il superamento sia della morte sia del peccato. 
01/01/1989 6ª meditazione (198908096)  Abbiamo meditato sulla risurrezione di Gesù: sul fatto che Gesù ha assunto il limite della condizione umana portando sopra di sé il peccato dell’uomo, ma ha fatto questo nella piena obbedienza al Padre e in una scelta profonda di amore. Per questo la risurrezione è l’approvazione del Padre nei suoi confronti, è il segno che l’amore è più forte della morte e che l’amore ha in Cristo la capacità di affrontare e di vincere il nostro egoismo e il nostro peccato. 
01/01/1989 8ª meditazione (198908108)  Abbiamo detto che anche se siamo pentiti, convertiti, rimangono in noi delle sedimentazioni, dei residui: infatti nessuno di noi si possiede del tutto, è trasparente del tutto a se stesso e ciascuno di noi si rende conto di doversi conquistare ogni giorno, di dover crescere, purificarsi, diventare più trasparente. Per togliere tutti i residui che sono in noi, ci vorrebbe un amore così intenso che bruciasse ogni cosa. S. Teresa di Gesù Bambino, nelle sue opere, fa l’ipotesi di una peccatrice a cui il Signore dà un amore così grande di conversione, che di questo amore muore. Questo morire per amore – dice S. Teresa di Gesù Bambino – è già una purificazione piena; non c’è più bisogno di Purgatorio, perché l’amore ha compiuto questo miracolo di purificazione. 
01/01/1989 9ª meditazione (198908119)  Il nuovo rito della penitenza dice che la preparazione al Sacramento della Penitenza deve essere fatto nella preghiera e nell’ascolto della Parola del Signore. Allora, la celebrazione che vogliamo fare questa mattina è una celebrazione della Parola che serve anche come preparazione al Sacramento della Penitenza. 
10/08/1989 7ª meditazione (198908107)  Dicevamo che il giudizio va inteso come evento personale, quindi come incontro personale con Dio, e si realizza concretamente nell’incontro con Gesù: il Padre ha messo nelle sue mani ogni giudizio. Inoltre, secondo il Nuovo Testamento, Gesù è la misura dell’uomo ed è la misura della storia umana. In Mt 25, 31-46 ci viene presentato come un affresco anticipato del giudizio finale: il Figlio dell’uomo siede sul trono e tutti gli uomini sono raccolti davanti a lui. 
30/10/1993 Liturgia Penitenziale (199310304)  Luciano Monari, Liturgia Penitenziale (199310304). Liturgia Penitenziale Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 30 ottobre 1993 Serie: Vivere in comunione 4 Id: Monari:199310304 Il significato di questa celebrazione è contenuto nella prima lettura che abbiamo ascoltato del profeta Osea. Parla del Signore che si sente tradito e abbandonato dal suo popolo, dalla sua sposa e che reagisce al tradimento. Prima fa provare alla sua sposa l’amarezza della solitudine, quindi toglie il sostegno della sua presenza e toglie il sostegno dei suoi doni e poi fa quello che abbiamo ascoltato. Perciò: «Ecco, l’attirerò a me, la condurrò nel deserto e là parlerò sopra il suo cuore». 
01/01/1996 Prove esterne e tentazioni interne non impediscono la piena immersione nell’evangelizzazione (199606282)  Nel discorso che abbiamo riconosciuto come un testamento pastorale di S. Paolo, la prima parte è un richiamo al passato, all’esperienza che hanno fatto gli anziani e tutti i credenti di Efeso durante il periodo del ministero di Paolo in Asia. 
01/01/1996 Il discorso di Paolo a Mileto (19960624)  “Il testamento pastorale di Paolo”. Con questo titolo il padre Dupont aveva pubblicato alcuni anni fa un suo ampio commento ad At 20,17-38. Con precisione benedettina aveva esaminato come sotto una grande lente d’ingrandimento tutte le parole, le immagini, le espressioni. Quando la prima volta lessi questo commento ne rimasi affascinato e da allora il discorso di Paolo a Mileto mi è diventato familiare e amico. Veniva spontaneo offrire qualcosa della ricchezza di questo discorso ai miei preti nel corso di esercizi tenuto a Pianazze nel giugno 1996. Dove, infatti, cercare le motivazioni del nostro ministero se non nella Parola di Dio? e quale modello di apostolo migliore di Paolo? 
24/08/2009 Il Vangelo secondo Marco (200908240)  Luciano Monari, Il Vangelo secondo Marco (200908240) Data Copyright: 24 agosto 2009 Data pubblicazione: 24 agosto 2009 Serie: Il Vangelo secondo Marco 1 Id: Monari:200908240 Il saluto ebraico per il benvenuto è benedetto colui che viene, preso dal Salmo 118, che dice: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Vi benediciamo dalla casa del Signore» (Sal 118,26) 
01/11/1985 Nella Chiesa (198511010)  Luciano Monari, Nella Chiesa (198511010) Data Copyright: 1985 Data pubblicazione: 01/11/1985 Serie: Esercizi spirituali per giovani e adulti 1985 Id: Monari:198511010 Chi ha partecipato a questo corso di Esercizi Spirituali, porta con sé sentimenti di compiacenza, di gratitudine e di rammarico. Compiacenza per aver potuto trascorrere giornate spirituali in unità di preghiera, di studio, di ascolto della Parola di Dio. Gratitudine verso colui che ha proposto gli Esercizi con parole che riflettevano saggezza spirituale, cultura, esperienza e carità; come pure verso tutti i partecipanti, che hanno contribuito con la loro consapevole e responsabile presenza alla riflessione comune. Infine Rammarico, perché giorni così fecondi siano finiti, dal momento che quando ciascuno riprende il suo lavoro pressante e difficile, con grande difficoltà potrà immergersi, in modo così profondo, in riflessioni spirituali. In tutto però domina un sentimento di gioia per il tema svolto dal Predicatore, che, riferendosi alla seconda parte della Lettera Pastorale del nostro Arcivescovo, ci ha fatto ulteriormente riflettere sulla Chiesa. Ciascuno, però, alla ripresa delle normali attività, sente il bisogno di portare con se il più possibile delle cose essenziali meditate durante gli Esercizi Spirituali. Di qui la necessità di fissarle nel ricordo, rafforzandole con un proposito: quello di non interrompere, ma continuare la riflessione incominciata. È con questo proposito che abbiamo affrontato la fatica di fermare con lo scritto le parole che, con tanta facilità, fluivano da Don Luciano, nella ricerca ostinata di trasmettere in modo chiaro e convincente quanto lo Spirito gli suggeriva. Maria, la Madre della Chiesa, Colei che ha creduto alla Parola, e perciò l’ha accolta meditandola nel suo cuore, ci assista e ci benedica. 
01/01/1986 1ª Meditazione (198610311)  Luciano Monari, 1ª Meditazione (198610311). 1ª Meditazione Data Copyright: 1986 Data pubblicazione: 31 ottobre 1986 Serie: Per la vita del mondo 2 Id: Monari:198610311 Ecco, gli esercizi sono semplicemente questo: io tento di indicare Gesù Cristo, ma siete voi che dovete personalmente, ciascuno con la sua vita, con la sua storia, coi suoi pensieri, con i suoi desideri, con le sue speranze, andare dal Signore e parlare con Lui. Non basta che uno ascolti le meditazioni e dica che sono belle; questo conta poco negli esercizi. Quello che conta è che voi incontriate effettivamente il Signore, e che lo incontriate in una esperienza personale. 
31/10/1986 Per la vita del mondo (198610310)  Luciano Monari, Per la vita del mondo (198610310). Il progetto di vita cristiana vissuto nel mondo Data Copyright: 1986 Data pubblicazione: 31 ottobre 1986 Serie: Per la vita del mondo 1 Id: Monari:198610310 Continua attraverso queste pagine la conversazione che Don Luciano Monari annualmente tiene con quanti, seguendo la voce, dello Spirito, si raccolgono in preghiera e meditazione a Bocca di Magra. Le conversazioni, colte mediante un registratore, sono trascritte senza tagli o revisioni. Certo, lo scritto non dà tutta la misura di un discorso parlato nel quale, la figura dell’oratore, l’espressione del viso, la inflessione della voce, la sottolineatura dei concetti entrano in gioco a comunicare da anima ad anima, irrepetibile in altro modo. Non per nulla Cristo ha voluto che «i Suoi» predicassero, così da attuare la pienezza di un rapporto umano nella trasmissione del Vangelo. Tuttavia, sia pure prive della carica del discorso parlato, queste pagine varranno a comunicare un modo vivo di sentire Cristo e di rispondere alle attese dell’amore divino. Sono un seme prezioso, buttato nel campo delle nostre comunità parrocchiali, da cui è lecito attendersi molto frutto. Quel Dio, che solo compie meraviglie e attraverso umili strumenti sa fare cose grandi, potrà anche servirsi di queste pagine per stimolare qualcuno, che forse si è seduto ai bordi della strada, a balzare in piedi e a correre con cuore libero e ardente verso Cristo. Ci prenda per mano Maria, Colei che sempre indica il cammino, la via, cioè Cristo. 
30/10/1987 Con Maria, Madre del Redentore (198710300)  Luciano Monari, Con Maria, Madre del Redentore (198710300). Omelia Data Copyright: 1987 Data pubblicazione: 30 ottobre 1987 Serie: Con Maria, Madre del Redentore 1 Id: Monari:198710300 Come ormai è consuetudine, ai primi di novembre, si svolge un corso di Esercizi Spirituali a Bocca di Magra (SP), aperto alle parrocchie del Centro Storico e guidato da Don Luciano Monari. Il tema trattato nell’ultimo corso era d’obbligo. Eravamo nell’Anno Mariano, avevamo tra le mani una enciclica su Maria, quindi la nostra riflessione doveva necessariamente cogliere ciò che era essenziale nella “Redemptoris Mater”. Come al solito abbiamo raccolto dalla viva voce del predicatore quanto ha guidato la nostra meditazione. L’invito che Giovanni Paolo Il ha fatto ai Modenesi di “NON DIMENTICARE”, pensiamo si estenda anche a questo straordinario dono che Dio ci ha dato di vivere a Bocca di Magra. Questo scritto vuole appunto portare questa grazia a quanti non erano presenti. Maria, come ci ha augurato il Papa, “continui a proteggerci precedendoci nel cammino della fede, della speranza e della perfetta unione con Gesù”. 
30/10/1988 I novissimi (198810300)  Luciano Monari, I novissimi (198810300). Morte – Giudizio – Inferno – Paradiso Data Copyright: 1988 Data pubblicazione: 30 ottobre 1988 Serie: I novissimi 1 Id: Monari:198810300 L’uomo, oggi, cerca di eludere la questione della sua sorte futura. Dei “NOVISSIMI” pochi parlano e poco. Spesso il Magistero della Chiesa, fedele interprete della parola del Signore, ci ricorda le solenni verità escatologiche che ci riguardano. Il cap. VII della “Lumen Gentium” riassume chiaramente ed energicamente la dottrina escatologica della Chiesa, illustrando il disegno divino di misericordia, di bontà e di amore della nostra salvezza. “Oggi, diceva Paolo VI°, mentre da un lato la secolarizzazione ci fa perdere la coscienza del tremendo rischio circa la nostra sorte futura…, l’avere presente gli insegnamenti conciliari sui punti cardinali della vita, sui traguardi escatologici della nostra esistenza quali la Parola di Dio nella Bibbia e il magistero della Chiesa nelle sue autentiche interpretazioni ci assicurano essere realtà, è sommamente provvido e doveroso e infonde direzione e vigore al nostro passo, pellegrino nel tempo, mentre il cuore sospira la conclusione escatologica del Nuovo Testamento: “Vieni, Signore Gesù!”. Pensando di offrire a tutti “un’occasione favorevole” per la nostra vita spirituale, abbiamo desiderato, voluto e intensamente seguito queste riflessioni che Don Luciano Monari ci ha dettato con quella sapienza che converte i cuori perché viene da Dio. Pensiamo di fare un servizio utile (sicuramente atteso da chi ha partecipato agli Esercizi Spirituali) mettere a disposizione di tutti queste meditazioni. Anche questo è un modo di crescere in quella “comunione” alla quale fortemente ci richiama il nostro Sinodo Diocesano. Invochiamo, nella preghiera, l’abbondanza di frutti spirituali che non mancheranno se il nostro cuore si renderà disponibile ad accogliere la PAROLA. 
01/01/1989 1ª Meditazione (198909081)  Luciano Monari, 1ª Meditazione (198909081). Prima Meditazione Data Copyright: 1989 Data pubblicazione: 8/9/1989 Serie: La Casa sulla Roccia 3 Id: Monari:198909081 Sapete che il tema di questi esercizi sarà il discorso della montagna, cioè i capp. 5-6-7 del vangelo di Matteo, che costituiscono il primo dei grandi discorsi di questo Vangelo. Il primo Vangelo è caratterizzato proprio da questo; l’Evangelista ha raccolto i detti di Gesù in alcuni, grandi discorsi: anzitutto il discorso della montagna (capp. dal 5 al 7), poi il discorso di missione (nel cap. 10) con tutte le indicazioni di Gesù che riguardano i missionari; il cap. 13 con il discorso in parabole; poi il 18 che contiene l’etica ecclesiale, il tipo di rapporti che si debbono costruire all’interno della comunità cristiana e finalmente i capp. 24 e 25 che sono il discorso escatologico, l’annuncio delle ultime cose. 
07/08/1989 Novissimi (198908070)  Luciano Monari, Novissimi (198908070). I meditazione Data Copyright: 1989 Data pubblicazione: 07 agosto 1989 Serie: Novissimi 1 Id: Monari:198908070 Chiediamo al Signore che ci apra l’intelligenza, ma soprattutto che ci apra il cuore a capire quello che ci vuole insegnare in questi giorni. La domanda fondamentale di questi Esercizi suona così: Che cosa nella vita noi possiamo sperare? È una delle domande fondamentali dell’uomo. Ce ne sono altre, per esempio cosa possiamo sapere: una domanda sulla scienza, sulla conoscenza dell’uomo, sulla capacità di orientarsi; oppure cosa dobbiamo fare: una domanda sulla morale, sul comportamento etico, su quello che è giusto e su quello che è sbagliato. Ma è importante soprattutto questa domanda: Che cosa sperare? Qual è il contenuto della nostra speranza? 
08/09/1989 La Casa sulla Roccia  La “Casa sulla roccia” è il titolo dato alle cinque meditazioni dettate da don Luciano Monari al corso di Esercizi spirituali che nel settembre 1989 – come è ormai consuetudine – si è svolto per alcune parrocchie reggiane al “Centro di spiritualità” di Marola (Reggio Emilia). Il tema è il “discorso della montagna” dei capitoli 5°, 6°, 7° del Vangelo di Matteo. Fonte “La Casa sulla Roccia” testo edito dalla Edizioni San Lorenzo nel mese di Dicembre 1996. 
09/09/1989 3ª Meditazione (198909093)  Luciano Monari, 3ª Meditazione (198909093). La giustizia del Regno Data Copyright: 1989 Data pubblicazione: 9/9/1989 Serie: La Casa sulla Roccia 6 Id: Monari:198909093 Siamo partiti nelle nostre meditazioni cercando di comprendere la proclamazione del regno di Dio che Gesù viene a portare. Abbiamo detto: il regno di Dio è l’azione di salvezza che Dio liberamente e gratuitamente compie nei confronti dell’uomo, un’azione di salvezza che si può riassumere in Gesù Cristo. Si potrebbe tranquillamente affermare che il regno di Dio è Gesù Cristo, che la presenza di Gesù in mezzo agli uomini realizza l’inizio del regno di Dio. A questa azione di salvezza di Dio deve corrispondere una vita rinnovata, quella vita che in linguaggio evangelico si chiama conversione. Il contenuto concreto di questa conversione è dato dal discorso della montagna. Abbiamo detto, perciò, che il discorso della montagna bisogna leggerlo come l’effetto del regno di Dio nella nostra vita; è la risposta che siamo chiamati a dare al regno di Dio interpretato come dono della sua grazia. All’inizio del discorso della montagna, le beatitudini esprimono i valori di fondo, l’atteggiamento spirituale di fondo che deve accompagnarci in tutta la riflessione. 
02/11/1990 Gesù edifica la sua Chiesa  A. Ballestrero & Luciano Monari, Gesù edifica la sua Chiesa Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 02/11/1990 Serie: Esercizi spirituali 1990 Id: Monari:19901102 Il Signore vuole fare un processo con il suo popolo, così dice la prima lettura del libro di Michea. In questo processo Dio non è solo il giudice, ma è la parte lesa. Dio è alleato di Israele. Dio e Israele sono legati da un rapporto di alleanza, c’è quindi un impegno reciproco e il Signore cita il suo socio, Israele, in tribunale perché qualcosa nell’alleanza non ha funzionato. 
27/08/1993 Meditazioni sul Vangelo di Luca  Luciano Monari, Meditazioni sul Vangelo di Luca. Vi annunzio una grande gioia (Lc 2,10) Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 01 gennaio 1994 Serie: Esercizi spirituali 1993 Id: Monari:199308270 Esercizi spirituali alle suore clarisse cappuccine di Correggio 
30/08/1993 Prima Meditazione (199308301)  Luciano Monari, Prima Meditazione (199308301). Meditazioni sul Vangelo di Luca Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 30 agosto 1993 Serie: Meditazioni sul Vangelo di Luca 14 Id: Monari:199308301 Siamo anche noi in viaggio verso Gerusalemme con il Signore e ci lasciamo istruire da lui che ci fa da maestro dandoci le indicazioni fondamentali per la nostra vita cristiana. Tra queste c’è un’istruzione sul volto di Dio, su chi è Dio e su come opera nei nostri confronti: si trova nel capitolo forse più famoso di s. Luca, che è il 15°: alcune parabole con un’introduzione. 
31/12/1993 Perché la nostra gioia sia perfetta (199312310)  Luciano Monari, Perché la nostra gioia sia perfetta (199312310). Esercizi spirituali di fine anno per giovani, educatori e catechisti Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 31 dicembre 1993 Serie: Esercizi spirituali 1993 Id: Monari:199312310 La comunità a cui san Giovanni scrive sta vivendo un momento di crisi, di lacerazioni interne, di difficoltà di rapporto con l’ambiente e i credenti hanno bisogno di rendersi conto del valore di quello che stanno sperimentando; devono essere convinti che vale la pena di continuare nel loro cammino anche se questo è un cammino di difficoltà e di opposizione; vale la pena, per Gesù Cristo, giocare tutta la propria esistenza. 
31/12/1993 Seconda meditazione (199312312)  Luciano Monari, Seconda meditazione (199312312). Perché la nostra gioia sia perfetta Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 31 dicembre 1993 Serie: Perché la nostra gioia sia perfetta 2 Id: Monari:199312312 La lettera di san Giovanni è costruita attraverso la presentazione di una serie di criteri di verifica della comunione con Dio. La vita di fede, la vita religiosa è una vita di comunione con Dio, san Giovanni allora dà dei criteri per verificare se la comunione è autentica o semplicemente apparente; uno non si illuda di essere in comunione con Dio, semplicemente perché è tranquillo psicologicamente dentro di sé, perché anche se è una cosa molto bella, sicuramente non si identifica con la comunione con Dio. 
01/05/1994 Testamento di Madre Giovanna (199405010)  Luciano Monari, Testamento di Madre Giovanna (199405010). Fondatrice delle suore missionarie Francescane del Verbo Incarnato Data Copyright: 1994 Data pubblicazione: 01 maggio 1994 Serie: Esercizi spirituali 1994 Responsabili: Luciano Giovanetti Id: Monari:199405010 
21/07/1994 Il discepolato per i giovani oggi (199407240)  Luciano Monari, Il discepolato per i giovani oggi (199407240). Maestro dove abiti? Venite e vedrete Data Copyright: 1994 Data pubblicazione: 21 luglio 1994 Serie: Esercizi spirituali 1994 Id: Monari:199407240 Il presente sussidio è la trascrizione delle meditazioni dettate da don Luciano Monari al corso di esercizi spirituali svoltisi a Pietravolta nel luglio 1994. Organizzato dall’Azione Cattolica giovani il corso è stato un’occasione di alto valore spirituale ed ecclesiale. 
01/01/1995 Commento alla Prima Lettera di Giovanni (19950101)  Luciano Monari, Commento alla Prima Lettera di Giovanni (19950101) Data Copyright: 01 gennaio 1995 Data pubblicazione: 01 gennaio 1995 Serie: La vita si è fatta visibile 1 Id: Monari:19950101 
23/06/1997 Esercizi spirituali al clero (199706230)  Luciano Monari, Esercizi spirituali al clero (199706230) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 23 giugno 1997 Serie: Esercizi spirituali al clero 1 Id: Monari:199706230 In questo corso di Esercizi spirituali mi propongo di meditare insieme con voi sugli Atti degli Apostoli, per una serie di motivi. Anzitutto perché ormai cominciamo a prepararci alla Missione diocesana, e non c’è un testo che può farci entrare nell’ottica missionaria come gli Atti degli Apostoli; ma poi anche perché, indipendentemente dalla Missione diocesana, gli Atti ci possono aiutare a riscoprire il senso vivo e gioioso della nostra fede, della nostra appartenenza alla Chiesa e del nostro essere Presbiterio. 
25/08/1997 Esercizi spirituali per le religiose (199708250)  Luciano Monari, Esercizi spirituali per le religiose (199708250) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 25 agosto 1997 Serie: Esercizi spirituali per le religiose 1 Id: Monari:199708250 Ricordate che gli Atti degli Apostoli sono la seconda opera di S. Luca: dopo avere scritto il Vangelo ha sentito la necessità di continuare l’opera, la sua narrazione, scrivendo gli Atti degli Apostoli. Nel prologo del nostro Libro cerca di collegare strettamente quello che ha detto prima, il Vangelo, la vita di Gesù; e quello che sta per raccontare adesso, la vita della prima comunità cristiana. 
01/05/1998 Avrete forza dallo Spirito Santo e mi sarete testimoni (199805010)  Luciano Monari, Avrete forza dallo Spirito Santo e mi sarete testimoni (199805010) Data Copyright: 01 maggio 1998 Data pubblicazione: 01 maggio 1998 Serie: Avrete forza dallo Spirito Santo e mi sarete testimoni 1 Id: Monari:199805010 
22/06/1998 Lettera ai Romani (199806220)  Luciano Monari, Lettera ai Romani (199806220). Lettera ai Romani Data Copyright: 1998 Data pubblicazione: 22 giugno 1998 Serie: Esercizi spirituali al clero 1998 Id: Monari:199806220 Lo scopo degli Esercizi è sempre quello che S. Ignazio poneva all’inizio del suo libro, del mettere ordine nella nostra vita. Gli esercizi spirituali ci servono per richiamare lo scopo, la meta del nostro cammino; a partire da questa consapevolezza ci servono per verificare il cammino che stiamo facendo, per vedere se siamo nella direzione giusta e se c’è, qualche cosa che ha bisogno invece di essere corretto e riorientato. 
24/08/1998 Missione diocesana (199808240)  Luciano Monari, Missione diocesana (199808240) Data Copyright: 1998 Data pubblicazione: 24 agosto 1998 Serie: Missione 1 Id: Monari:199808240 Siccome ormai dobbiamo cominciare a prepararci per la Missione ho pensato di prendere come tema conduttore delle nostre meditazioni proprio questo. La Chiesa è, secondo il Concilio Vaticano II, strutturalmente missionaria e significa che la Missione non è semplicemente una delle tante cose che deve fare, ma è la logica costante in cui deve vivere tutta la sua esistenza nella storia; e la Missione che tenteremo di fare dovrebbe renderci consapevole di questo. 
21/06/1999 Seconda Lettera ai Corinzi (199906210)  Luciano Monari, Seconda Lettera ai Corinzi (199906210) Data Copyright: 21 giugno 1999 Data pubblicazione: 21 giugno 1999 Serie: Seconda Lettera ai Corinzi 1 Id: Monari:199906210 
23/08/1999 Il progetto di Dio sull’umanità e sulla comunità dei credenti. 1 (199908230)  Luciano Monari, Il progetto di Dio sull’umanità e sulla comunità dei credenti. 1 (199908230). I Meditazione Data Copyright: 1999 Data pubblicazione: 23 agosto 1999 Serie: Il progetto di Dio sull’umanità Id: Monari:199908230 Luciano Monari, Il progetto di Dio sull’umanità e sulla comunità dei credenti. 1 (199908230). I Meditazione Data Copyright: 1999 Data pubblicazione: 23 agosto 1999 Serie: Il progetto di Dio sull’umanità Id: Monari:199908230 
23/08/1999 Il progetto di Dio sull’umanità e sulla comunità dei credenti. 1 (199908230)  Luciano Monari, Il progetto di Dio sull’umanità e sulla comunità dei credenti. 1 (199908230). I Meditazione Data Copyright: 1999 Data pubblicazione: 23 agosto 1999 Serie: Il progetto di Dio sull’umanità Id: Monari:199908230 Luciano Monari, Il progetto di Dio sull’umanità e sulla comunità dei credenti. 1 (199908230). I Meditazione Data Copyright: 1999 Data pubblicazione: 23 agosto 1999 Serie: Il progetto di Dio sull’umanità Id: Monari:199908230 
23/08/1999 Il progetto di Dio sull’umanità e sulla comunità dei credenti. 1 (199908230)  Luciano Monari, Il progetto di Dio sull’umanità e sulla comunità dei credenti. 1 (199908230). I Meditazione Data Copyright: 1999 Data pubblicazione: 23 agosto 1999 Serie: Il progetto di Dio sull’umanità Id: Monari:199908230 Luciano Monari, Il progetto di Dio sull’umanità e sulla comunità dei credenti. 1 (199908230). I Meditazione Data Copyright: 1999 Data pubblicazione: 23 agosto 1999 Serie: Il progetto di Dio sull’umanità Id: Monari:199908230 
23/08/1999 Il progetto di Dio sull’umanità e sulla comunità dei credenti. 1 (199908230)  Luciano Monari, Il progetto di Dio sull’umanità e sulla comunità dei credenti. 1 (199908230). I Meditazione Data Copyright: 1999 Data pubblicazione: 23 agosto 1999 Serie: Il progetto di Dio sull’umanità Id: Monari:199908230 Luciano Monari, Il progetto di Dio sull’umanità e sulla comunità dei credenti. 1 (199908230). I Meditazione Data Copyright: 1999 Data pubblicazione: 23 agosto 1999 Serie: Il progetto di Dio sull’umanità Id: Monari:199908230 
30/10/1999 Non mi vergogno del Vangelo (199910300)  Luciano Monari, Non mi vergogno del Vangelo (199910300). Omelia Data Copyright: 1999 Data pubblicazione: 30 ottobre 1999 Serie: Non mi vergogno del Vangelo Id: Monari:199910300 
28/12/1999 Il Vangelo di Marco (199912280)  Luciano Monari, Il Vangelo di Marco (199912280). I Meditazione Data Copyright: 1999 Data pubblicazione: 28 dicembre 1999 Serie: Il Vangelo di Marco Id: Monari:199912280 
28/08/2000 Gesù Cristo, attraverso gli Inni delle lettere di Paolo (200008280)  Luciano Monari, Gesù Cristo, attraverso gli Inni delle lettere di Paolo (200008280). I Meditazione Data Copyright: 2000 Data pubblicazione: 28 agosto 2000 Serie: Gesù Cristo, attraverso gli Inni delle lettere di Paolo Id: Monari:200008280 
03/11/2000 Unicità e universalità di Gesù Cristo. 1 (200011030)  Luciano Monari, Unicità e universalità di Gesù Cristo. 1 (200011030). I Meditazione Data Copyright: 2000 Data pubblicazione: 03 novembre 2000 Serie: Unicità e universalità di Gesù Cristo 1 Id: Monari:200011030 
11/06/2001 Il Libro del profeta Osea (200106110)  Luciano Monari, Il Libro del profeta Osea (200106110). 1ª Meditazione Data Copyright: 2001 Data pubblicazione: 11 giugno 2001 Serie: Il Libro del profeta Osea 1 Id: Monari:200106110 
19/08/2001 Lo sguardo fisso su Gesù l’inviato del Padre (200108190)  Luciano Monari, Lo sguardo fisso su Gesù l’inviato del Padre (200108190) Data Copyright: 19 agosto 2001 Data pubblicazione: 19 agosto 2001 Serie: Lo sguardo fisso su Gesù l’inviato del Padre 1 Id: Monari:200108190 
19/08/2001 Lo sguardo fisso su Gesù l’inviato del Padre (200108190)  Luciano Monari, Lo sguardo fisso su Gesù l’inviato del Padre (200108190) Data Copyright: 19 agosto 2001 Data pubblicazione: 19 agosto 2001 Serie: Lo sguardo fisso su Gesù l’inviato del Padre 1 Id: Monari:200108190 
19/08/2001 Lo sguardo fisso su Gesù l’inviato del Padre (200108190)  Luciano Monari, Lo sguardo fisso su Gesù l’inviato del Padre (200108190) Data Copyright: 19 agosto 2001 Data pubblicazione: 19 agosto 2001 Serie: Lo sguardo fisso su Gesù l’inviato del Padre 1 Id: Monari:200108190 
19/08/2001 Lo sguardo fisso su Gesù l’inviato del Padre (200108190)  Luciano Monari, Lo sguardo fisso su Gesù l’inviato del Padre (200108190) Data Copyright: 19 agosto 2001 Data pubblicazione: 19 agosto 2001 Serie: Lo sguardo fisso su Gesù l’inviato del Padre 1 Id: Monari:200108190 
02/11/2001 Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia (200111020)  Luciano Monari, Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia (200111020). Celebrazione eucaristica Data Copyright: 2001 Data pubblicazione: 02 novembre 2001 Serie: Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia 1 Id: Monari:200111020 
27/12/2001 Il Vangelo di Matteo (200112270)  Luciano Monari, Il Vangelo di Matteo (200112270). 1ª Meditazione Data Copyright: 2001 Data pubblicazione: 27 dicembre 2001 Serie: Il Vangelo di Matteo 1 Id: Monari:200112270 Iniziamo nel nome del Signore questa piccola esperienza di esercizi spirituali. Si chiamano “esercizi” perché sono attività, prova e impegno personale. Quindi la mia funzione è di darvi del materiale, ma evidentemente gli esercizi li dovete fare voi; siete voi che dovete tentare in questi giorni di riprendere in mano la vostra vita e di chiedervi: in quale direzione si muove la nostra vita? Quali sono gli obiettivi che ci proponiamo e desideriamo raggiungere nella nostra esistenza? Attraverso quali cammini ci stiamo muovendo? 
18/08/2002 Il discepolato (Pianazze) (200208180)  Luciano Monari, Il discepolato (200208180). Introduzione Data Copyright: 2002 Data pubblicazione: 18 agosto 2002 Serie: Il discepolato 1 Id: Monari:200208180 
25/08/2002 Il discepolato (200208250)  Luciano Monari, Il discepolato (200208250). Introduzione Data Copyright: 2002 Data pubblicazione: 25 agosto 2002 Serie: Il discepolato 1 Id: Monari:200208250 
19/04/2004 Il Dono nel Vangelo di San Giovanni (200404190)  Luciano Monari, Il Dono nel Vangelo di San Giovanni (200404190). Prima Meditazione Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 19 aprile 2004 Serie: Il Dono nel Vangelo di San Giovanni 1 Id: Monari:200404190 
22/08/2004 I concetti biblici fondamentali per interpretare la vita cristiana (200408220)  Luciano Monari, I concetti biblici fondamentali per interpretare la vita cristiana (200408220). Introduzione Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 22 agosto 2004 Serie: I concetti biblici fondamentali per interpretare la vita cristiana 1 Id: Monari:200408220 Ci sono alcune parole, caratteristiche della rivelazione biblica, che sono entrate ormai nel vocabolario normale delle nostre giornate, ma sono preziose perché ci aiutano a leggere la nostra vita come esperienza di relazione con Dio. Cioè è come un’avventura, una storia, e chiaramente questo vale per tutti gli uomini, ma non si svolge semplicemente dentro alla trama dei rapporti mondani, ma nei rapporti mondani davanti a Dio, nel rapporto di comunione con Lui. 
30/10/2004 L’uomo nel disegno di Dio (200410300)  Luciano Monari, L’uomo nel disegno di Dio (200410300) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 30 ottobre 2004 Serie: L’uomo nel disegno di Dio 1 Id: Monari:200410300 Esercizi promossi dalla Parrocchia Metropolitana di Modena da don Rino Annovi. Con la partecipazione della Parrocchia di S. Giuseppe del Tempio Monumentale di Modena, di cui don Gimmi elabora la stampa dei fascicoli delle meditazioni. Silvano Gatti di Modena ha raccolto le meditazioni in documenti informatici. Esercizi rivolti alle famiglie (con i rispettivi bambini che vengono ospitati a parte nel corso delle meditazioni). Sono presenti mediamente circa 300 adulti, alcuni restano tutti e tre i giorni, altri meno. 
30/10/2004 L’uomo nel disegno di Dio (200410300)  Luciano Monari, L’uomo nel disegno di Dio (200410300) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 30 ottobre 2004 Serie: L’uomo nel disegno di Dio 1 Id: Monari:200410300 Esercizi promossi dalla Parrocchia Metropolitana di Modena da don Rino Annovi. Con la partecipazione della Parrocchia di S. Giuseppe del Tempio Monumentale di Modena, di cui don Gimmi elabora la stampa dei fascicoli delle meditazioni. Silvano Gatti di Modena ha raccolto le meditazioni in documenti informatici. Esercizi rivolti alle famiglie (con i rispettivi bambini che vengono ospitati a parte nel corso delle meditazioni). Sono presenti mediamente circa 300 adulti, alcuni restano tutti e tre i giorni, altri meno. 
30/10/2004 L’uomo nel disegno di Dio (200410300)  Luciano Monari, L’uomo nel disegno di Dio (200410300) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 30 ottobre 2004 Serie: L’uomo nel disegno di Dio 1 Id: Monari:200410300 Esercizi promossi dalla Parrocchia Metropolitana di Modena da don Rino Annovi. Con la partecipazione della Parrocchia di S. Giuseppe del Tempio Monumentale di Modena, di cui don Gimmi elabora la stampa dei fascicoli delle meditazioni. Silvano Gatti di Modena ha raccolto le meditazioni in documenti informatici. Esercizi rivolti alle famiglie (con i rispettivi bambini che vengono ospitati a parte nel corso delle meditazioni). Sono presenti mediamente circa 300 adulti, alcuni restano tutti e tre i giorni, altri meno. 
30/10/2004 L’uomo nel disegno di Dio (200410300)  Luciano Monari, L’uomo nel disegno di Dio (200410300) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 30 ottobre 2004 Serie: L’uomo nel disegno di Dio 1 Id: Monari:200410300 Esercizi promossi dalla Parrocchia Metropolitana di Modena da don Rino Annovi. Con la partecipazione della Parrocchia di S. Giuseppe del Tempio Monumentale di Modena, di cui don Gimmi elabora la stampa dei fascicoli delle meditazioni. Silvano Gatti di Modena ha raccolto le meditazioni in documenti informatici. Esercizi rivolti alle famiglie (con i rispettivi bambini che vengono ospitati a parte nel corso delle meditazioni). Sono presenti mediamente circa 300 adulti, alcuni restano tutti e tre i giorni, altri meno. 
15/11/2004 La grazia nel vangelo di Luca (200411150)  Luciano Monari, La grazia nel vangelo di Luca (200411150). Introduzione. Prima Meditazione Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 15 novembre 2004 Serie: La grazia nel vangelo di Luca 1 Id: Monari:200411150 
28/08/2005 Contemplare il volto del Signore (200508280)  Luciano Monari, Contemplare il volto del Signore (200508280). Meditazione introduttiva agli Esercizi Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 28 agosto 2005 Serie: Contemplare il volto del Signore 1 Id: Monari:200508280 
05/09/2005 Il senso della vita cristiana e la missione dei preti (200509050)  Luciano Monari, Il senso della vita cristiana e la missione dei preti (200509050) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 05 settembre 2005 Serie: Il senso della vita cristiana e la missione dei preti 1 Id: Monari:200509050 
20/08/2006 Il discepolo del Signore nel Vangelo di Giovanni (200608200)  Luciano Monari, Il discepolo del Signore nel Vangelo di Giovanni (200608200). Introduzione Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 20 agosto 2006 Serie: Il discepolo del Signore nel Vangelo di Giovanni 1 Id: Monari:200608200 
03/11/2006 Abbiamo visto la sua Gloria (200611030)  Luciano Monari, Abbiamo visto la sua Gloria (200611030) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 03 novembre 2006 Serie: Abbiamo visto la sua Gloria 1 Id: Monari:200611030 
20/11/2006 La Seconda Lettera ai Corinzi (200611200)  Luciano Monari, La Seconda Lettera ai Corinzi (200611200). Prima Meditazione Data Copyright: 20 novembre 2006 Data pubblicazione: 20 novembre 2006 Serie: La Seconda Lettera ai Corinzi 1 Id: Monari:200611200 Esercizi spirituali per sacerdoti della Diocesi di Orvieto-Todi 
27/08/2007 La Preghiera Sacerdotale di Gesù (200708270)  Luciano Monari, La Preghiera Sacerdotale di Gesù (200708270). Vangelo di Giovanni cap. 17 Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 27 agosto 2007 Serie: La Preghiera Sacerdotale di Gesù 1 Id: Monari:200708270 
02/11/2007 Il discorso di addio (200711020)  Luciano Monari, Il discorso di addio (200711020). Giovanni 17: La preghiera di Gesù Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 02 novembre 2007 Serie: Il discorso di addio 1 Id: Monari:200711020 
17/08/2008 Noi fungiamo da ambasciatori di Cristo (200808170)  Luciano Monari, Noi fungiamo da ambasciatori di Cristo (200808170). Lectio divina con la 2ª Lettera ai Corinzi Data Copyright: 2008 Data pubblicazione: 17 agosto 2008 Serie: Noi fungiamo da ambasciatori di Cristo 1 Id: Monari:200808170 Benvenuti, un saluto a ciascuno di voi, sono contento di passare questa settimana con voi nell’ascolto della parola del Signore. 
22/08/2010 Il libro di Giobbe (201008230)  Luciano Monari, Il libro di Giobbe (201008230). 1a Meditazione Data Copyright: 2010 Data pubblicazione: 22 agosto 2010 Serie: Il libro di Giobbe Id: Monari:201008230 Così comincia il nostro libro. Vengono presentati gli attori, i protagonisti a cominciare naturalmente da Giobbe, un uomo di nome Giobbe. Chi è costui? Ci aspetteremmo almeno il nome del padre, Giobbe di… 
01/01/1982 Beati gli invitati alla cena del Signore (198209010)  Luciano Monari, Beati gli invitati alla cena del Signore (198209010) Data Copyright: 1982 Data pubblicazione: 1/9/1982 Serie: Esercizi spirituali per giovani e adulti 1982 Id: Monari:198209010 Il tema che cercheremo di svolgere in questi tre giorni di esercizi spirituali è quello dell’Eucaristia; e vi spiego il motivo per cui ho scelto questo tema. Il Concilio dice che l’Eucaristia, la liturgia dell’Eucaristia in particolare, è il culmine della vita della Chiesa e si può dire che tutta l’esistenza della Chiesa fa riferimento qui, anzi si può dire che l’Eucaristia dà la forma alla vita cristiana. E mi spiego meglio… 
01/11/1983 La riconciliazione e la conversione nella Bibbia (198311010)  Il dovere e la gioia della Riconciliazione accompagnano il cristiano in ogni momento della sua corsa nel tempo. A breve distanza dal Convegno di Loreto che richiamava l’attenzione su «Riconciliazione cristiana e comunità degli uomini», noi, Parroci del Centro Storico, riteniamo opportuno che le nostre comunità abbiano a continuare la loro riflessione su un tema così fondamentale per la loro fedeltà al Signore. Per questo mettiamo a disposizione di tutti le MEDITAZIONI che Don Luciano Monari, docente di Sacra Scrittura, ha dettato ai partecipanti del Corso di Esercizi Spirituali e Bocca di Magra, nell’autunno del 1983. I vostri Parroci 
01/11/1984 Con Cristo (Monari 198411010)  Queste pagine raccolgono le meditazioni e le omelie che Don LUCIANO MONARI, docente di Sacra Scrittura e Padre Spirituale del Seminario di Reggio Emilia, ha dettato a Bocca di Magra ai giovani e adulti di alcune parrocchie del Centro Storico di Modena nei giorni 1, 2 e 3 novembre 1984. L’argomento trattato: "CON CRISTO", è il commento biblico alla prima parte della Lettera Pastorale dell’Arcivescovo mons. Santo Bartolomeo Quadri, dato come strumento di lavoro e riflessione per la Diocesi. Le MEDITAZIONI, ricopiate e dattiloscritte dalle registrazioni della viva voce dell’oratore, contengono quelle imperfezioni stilistiche e quelle ripetizioni che la viva esposizione orale ammette e quasi richiede per rendere più immediato l’argomento. Vanno quindi lette con lo stesso animo e la stessa disponibilità di chi ascolta; sono quindi più da ascoltare che da leggere. II patrimonio di Parola di Dio, di dottrina e di ascetica, racchiuso in queste meditazioni e omelie, è più che sufficiente a darci di che meditare per l’attuazione del "Piano di vita" che Dio ha su di noi. Voglia la Vergine Santa benedire questa fatica, perché diventi strumento per una nuova primavera nelle nostre Comunità parrocchiali. Modena: Quaresima 1985 I Parroci 
01/01/1986 Omelia (19861031)  Luciano Monari, Omelia (19861031). Omelia Data Copyright: 1986 Data pubblicazione: 31 ottobre 1986 Serie: Per la vita del mondo 1 Id: Monari:19861031 È bello che il Signore ci abbia accolto in questi esercizi con il saluto di S. Paolo alla Chiesa di Filippi, quando dice: “Paolo e Timoteo, Servi di Cristo, a tutti i santi in Cristo Gesù, che sono a Filippi”. Tiriamo via la parola, ”Filippi”, e ci mettiamo la nostra vita, la vostra: a tutti voi che siete santi in Cristo Gesù. 
01/01/1986 Omelia (19861101)  Luciano Monari, Omelia (19861101). Omelia Data Copyright: 1986 Data pubblicazione: 01 novembre 1986 Serie: Per la vita del mondo 4 Id: Monari:19861101 E credo che un brano di Vangelo come quello che abbiamo ascoltato ci possa proprio fare ripetere la professione di fede di Pietro. “Tu, o Signore, hai parole di vita eterna”, perché le beatitudini sono parole che affascinano. Sono come parole stregate, che da un certo punto di vista sono uno choc, un pugno nello stomaco, ma dall’altro punto di vista sono parole di fronte alle quali dobbiamo riconoscere che sono vere. 
02/11/1986 Omelia (19861102)  Luciano Monari, Omelia (19861102). Omelia Data Copyright: 1986 Data pubblicazione: 02 novembre 1986 Serie: Per la vita del mondo 7 Id: Monari:19861102 Il monte è quello su cui è costruita Gerusalemme. Ed è una fortuna che sia il Signore a preparare questo banchetto. Se fosse un re della terra, inviterebbe solo i nobili e se fosse un ricco, inviterebbe solo gli amici ricchi. E invece, siccome è il Signore, invita tutti i popoli: invita i ricchi e i poveri, i sapienti e quelli che sono persone semplici che non hanno studiato molto; invita tutti. 
01/01/1989 1ª Omelia (198911031)  Cerchiamo di comprendere un tantino questo atteggiamento di Gesù di fronte alla legge grande e santa del sabato; una legge che per Israele ha una importanza decisiva, ha un valore addirittura cosmico perché affonda le sue radici nella Creazione stessa: il settimo giorno Dio si è riposato. 
01/01/1989 2ª Meditazione (198909082)  Luciano Monari, 2ª Meditazione (198909082). Seconda Meditazione Data Copyright: 1989 Data pubblicazione: 8/9/1989 Serie: La Casa sulla Roccia 4 Id: Monari:198909082 C’è un terzo modo di leggere le Beatitudini ed è quello che vede nelle beatitudini l’identikit del discepolo del regno, il suo programma di vita. Le beatitudini sono, nel vangelo di Matteo, interpretate così, come un programma, qualche cosa che il cristiano deve tentare di realizzare nella sua vita. Chiaramente, siccome modello del cristiano è anzitutto Gesù Cristo, le beatitudini sono 1’identikit di Gesù. I poveri in spirito sono prima di tutto Gesù; gli afflitti e i miti e quelli che hanno fame e sete della giustizia, cioè della volontà di Dio, sono prima di tutto Gesù. Si possono leggere le beatitudini come il disegno, il ritratto di Gesù e come il ritratto ideale del discepolo che dobbiamo tentare di realizzare quotidianamente. 
01/01/1989 2ª Omelia (1989110412)  “Io sono il buon pastore” è una affermazione che distingue naturalmente Gesù dai pastori falsi, da quelli per esempio che sono rappresentati dalla figura del mercenario. A questi pastori aveva fatto riferimento in particolare il profeta Ezechiele con un oracolo in cui Dio stesso interveniva a lamentarsi dei pastori di Israele (per pastori di Israele venivano intesi i Re prima di tutto, poi i sacerdoti e i profeti) ai quali Dio aveva affidato la cura del suo gregge, la cura del suo popolo, ma che invece, dice il profeta Ezechiele, anziché pascolare il gregge hanno pascolato se stessi. 
01/01/1989 Il Regno dei Cieli è vicino (198911032)  Come sempre bisogna che facciamo una introduzione come esortazione agli esercizi, e allora parto da una mezza paginetta che ho trovato in un giornale poco tempo fa: una diagnosi sulla condizione nostra sul nostro modo di vivere. Dice: sta succedendo qualcosa di strano alla nostra capacità di attenzione; molti di noi non guardano più la televisione, noi la sfioriamo soltanto, passando da un canale all’altro ogni volta che raggiungiamo la soglia della noia. Nessuno fa solo una cosa alla volta; è nata una nuova cultura che nasce dal presupposto che la nostra capacità di attenzione sia pari a quella di una pulce. Abbiamo preso l’abitudine di farci vendere quattro prodotti diversi nei tre minuti di uno spot pubblicitario. 
01/01/1989 La nuova Legge (198911034)  Con le “beatitudini” abbiamo colto la carta costituzionale del Regno di Dio; e questa carta costituzionale si esprime naturalmente in una serie di esigenze concrete che il Discorso della Montagna mette davanti ai nostri occhi e vorrebbe mettere davanti al nostro cuore. 
01/01/1989 La preghiera cristiana (198911042)  Avevamo tralasciato ieri nella meditazione quella inserzione che Matteo ha fatto dentro al discorso della preghiera richiamando il Padre Nostro. E allora, prima di andare avanti, bisogna che due paroline le spendiamo per questa preghiera che abbiamo già commentato altre volte, che però è così importante per noi perché non è solo una preghiera, ma è la regola della preghiera cristiana. E siccome la preghiera esprime l’identità di una persona, dentro al Padre Nostro c’è il senso del Cristianesimo. 
01/01/1989 Le Beatitudini (198911035)  Proviamo con l’aiuto del Signore con l’aiuto del Signore a commentare questo brano che è un po’ refrattario al commento perché ha bisogno soprattutto di essere interiorizzato; però, siccome serve (serve per coglierne un pochino tutte le dimensioni e le ricchezze) Beh, tentiamo con un pochino anche di paura, incominciando dalla scena in cui colloca questo discorso e che ha un suo significato. 
01/01/1989 Omelia (19890908)  Luciano Monari, Omelia (19890908). Omelia Data Copyright: 1989 Data pubblicazione: 8/9/1989 Serie: La Casa sulla Roccia 2 Id: Monari:19890908 «Libro della generazione di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo». Con questo primo versetto del suo vangelo Matteo ci suggerisce l’ottica secondo cui dobbiamo e possiamo interpretare la figura del Signore, l’ottica delle promesse di Dio compiute: «figlio di Davide» vuole dire figlio di colui al quale Dio aveva promesso un discendente che si sarebbe seduto sul suo trono; e «figlio di Abramo», vuole dire figlio di colui al quale Dio aveva promesso una discendenza e una benedizione per tutte le famiglie della terra. 
01/01/1989 Omelia (19890909)  Luciano Monari, Omelia (19890909). Omelia Data Copyright: 1989 Data pubblicazione: 9/9/1989 Serie: La Casa sulla Roccia 5 Id: Monari:19890909 Cerchiamo di comprendere il significato dell’atteggiamento di Gesù nei confronti della santa legge del sabato. 
01/01/1989 Omelia (19890910)  Luciano Monari, Omelia (19890910) Data Copyright: 1989 Data pubblicazione: 10/9/1989 Serie: La Casa sulla Roccia 8 Id: Monari:19890910 Mi piacerebbe poter conoscere, come dice il Libro della Sapienza, il volere di Dio, il suo pensiero, perché questo vorrebbe dire che riesco a orientare correttamente la mia vita, che so dare il giusto valore alle cose; riuscirei anche a capire il perché di tante sofferenze che mi rimangono enigmatiche, riuscirei ad avere una speranza che non delude, che non è pura illusione. Ma come si fa a conoscere il volere di Dio? Perché, dice ancora il Libro della Sapienza 
01/01/1989 Vita cristiana (198911041)  Abbiamo preso come versetto guida quello che dice «(…) Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel Regno dei Cieli…». E spiegavamo: Gesù prende come termine di confronto la giustizia degli scribi e dei farisei, non perché sia una giustizia scarsa, ma proprio perché è una giustizia abbondante e proprio per questo diventa il termine di confronto più utile e più provocante perché ci costringe, non a misurarci con delle cose da poco, ma con delle esigenze grandi. 
08/09/1989 Introduzione (198909080)  Luciano Monari, Introduzione (198909080) Data Copyright: 1989 Data pubblicazione: 8/9/1989 Serie: La Casa sulla Roccia 1 Id: Monari:198909080 Parto da questa diagnosi della nostra condizione perché credo che ci aiuti a capire quanto gli esercizi spirituali siano difficili e necessari. Difficili perché vanno contro la tendenza che ormai è istintiva, spontanea, della nostra attenzione. Ma necessari perché ci permettono di riscoprire dimensioni essenziali della vita. Fare gli esercizi vuole dire fermarsi; vuole dire fare una cosa sola, non due o tre alla volta; vuole dire approfondire i pensieri, non moltiplicarli, passando da uno all’altro, ma prenderne alcuni e sondarli in profondità, gustandoli e assimilandoli. Se è vera la diagnosi che ho letto prima, questo vuol dire andare contro la tendenza della nostra cultura, del nostro modo di pensare, di immaginare. La illustrazione più bella degli esercizi è forse quella che leggiamo nel vangelo di Luca alla fine del cap. 10 
10/09/1989 4ª Meditazione (198909104)  Luciano Monari, 4ª Meditazione (198909104). Una vita religiosa autentica Data Copyright: 1989 Data pubblicazione: 10/09/1989 Serie: La Casa sulla Roccia 7 Id: Monari:198909104 Abbiamo tentato di cogliere il significato di questa espressione programmatica del discorso della montagna in quelle che vengono chiamate le “antitesi” del cap. 5 di Matteo, che abbiamo interpretato come il compimento della legge mosaica portato da Cristo e legato con la proclamazione e quindi l’ingresso del regno di Dio, della salvezza di Dio nella nostra vita. Ma il discorso non è ancora completo; il cap. 5 ha fatto soprattutto il confronto tra la giustizia del regno e la giustizia dello scriba, cioè di colui che è attento alla lettera della legge con una devozione infinita e ammirevole, ma che si ferma esattamente a quanto la legge richiede. L’inizio del cap. 6 introduce un altro atteggiamento fondamentale del discepolo che potremmo mettere in rapporto con la religiosità farisaica. Come ricordavamo stamattina, la religiosità farisaica non è certamente una religiosità da poco, ma è una religiosità che, nell’ottica di Gesù, ha alcune mancanze che debbono essere corrette. 
10/09/1989 5ª Meditazione (198909105)  Luciano Monari, 5ª Meditazione (198909105). Quinta Meditazione Data Copyright: 1989 Data pubblicazione: 10/09/1989 Serie: La Casa sulla Roccia 9 Id: Monari:198909105 “Sono passati ormai 18 secoli da quando Gesù Cristo camminava sulla Terra. Ma non si tratta di un fatto come gli altri, i quali una volta passati, si dileguano nella storia e, a lungo andare, cadono nell’oblio. Invece la sua presenza in Terra non diventerà mai un evento del passato, tanto meno qualcosa di sempre più passato, «qualora si trovi ancora la fede sulla terra» (Lc 18, 8); infatti, se questa manca, la vita terrena di Cristo diventa un fatto remotissimo. Ma fin quando esiste un credente, bisogna che egli, per essere divenuto tale, sia stato e, come credente, sia contemporaneo della sua presenza come i primi contemporanei; questa contemporaneità è la condizione della fede o più esattamente essa è la definizione della fede. 
05/11/1989 Veglia Penitenziale (198911051)  Non facciamo in questa celebrazione l’esame di coscienza, che pure è importante quando ci si prepara al Sacramento della penitenza; non lo facciamo perché lo abbiamo già fatto nelle meditazioni passate. Abbiamo meditato le “beatitudini”, il cap. 5 di Matteo e lì di materiale per l’esame di coscienza ce n’è fin troppo. Invece, vale la pena che recuperiamo il senso e la gioia del perdono di Dio, perché ci vuole anche questa per celebrate il Sacramento della penitenza. Non basta che ci guardiamo allo specchio per dire c’è qualcosa di sporco da pulire. Dobbiamo guardare al Signore e dire c’è qualcosa di bello da ricevere in dono; c’è un amore, c’è un perdono, una grazia che il Signore ci vuole fare e alla quale possiamo e dobbiamo aprire il nostro cuore. 
01/01/1990 10ª meditazione (1990080111)  Luciano Monari, 10ª meditazione (1990080111). Meditazioni su Matteo 16,13-20,34 Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 1/8/1990 Serie: Meditazioni su Matteo 11 Id: Monari:1990080111 Terminato il discorso ecclesiastico, Gesù si mette in viaggio verso Gerusalemme, e mentre cammina con i suoi, li istruisce su alcune dimensioni fondamentali della vita del discepolo, di colui cioè che riconosce la presenza del regno nella propria vita. In particolare, nel cap. 19, Gesù dà alcuni insegnamenti che riguardano la sessualità e l’uso delle ricchezze. Sono dimensioni fondamentali della vita dell’uomo, e dobbiamo sapere come devono essere interpretate e vissute nella logica del regno di Dio. Vediamo perciò i temi del matrimonio e della povertà. 
01/01/1990 11ª meditazione (1990080112)  Luciano Monari, 11ª meditazione (1990080112). Meditazioni su Matteo 16,13-20,34 Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 1/8/1990 Serie: Meditazioni su Matteo 12 Id: Monari:1990080112 Abbiamo visto cosa chiede al discepolo il regno di Dio, e il modo in cui egli deve vivere la sessualità: abbiamo parlato così del matrimonio e della verginità. Il secondo tema del cap. 19 di Matteo, riguarda il possesso. Ma subito prima troviamo un piccolo passo che parla dei bambini: «Allora gli furono portati dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse; ma i discepoli li sgridavano. Gesù però disse loro: “Lasciate che i bambini vengano a me, perché di questi è il regno dei cieli”. E dopo aver imposto loro le mani, se ne partì» (Mt 19, 13-15). Perché il regno dei cieli appartenga ai bambini e a quelli che sono come loro, lo abbiamo già ricordato: poiché il regno di Dio è essenzialmente dono, ci vuole capacità di accoglienza, capacità di lasciarsi amare, perdonare e salvare. Il bambino, da questo punto di vista, è la creatura più accogliente, perché ha bisogno di tutti e di tutto: il bambino diventa così un modello della vita spirituale. 
01/01/1990 12ª meditazione (1990080113)  Luciano Monari, 12ª meditazione (1990080113). Meditazioni su Matteo 16,13-20,34 Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 1/8/1990 Serie: Meditazioni su Matteo 13 Id: Monari:1990080113 Il giovane ricco, legato alle sue ricchezze, non è riuscito a cogliere il dono del discepolato che il Signore gli voleva fare: è un racconto che fa riflettere sul pericolo delle ricchezze: pericolo a cui i discepoli pare si siano in certo modo sottratti, perché hanno abbandonato tutto per seguire Gesù. Pietro lo ricorda. 
01/01/1990 1ª meditazione (1990080102)  Luciano Monari, 1ª meditazione (1990080102). Meditazioni su Matteo 16,13-20,34 Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 1/8/1990 Serie: Meditazioni su Matteo 2 Id: Monari:1990080102 Prima di leggere la sezione che ci siamo proposti, dal capitolo 16 di Mt in poi, meditiamo anzitutto sulla conclusione di questo Vangelo, il brano del cap. 28,16-20 che sono la chiave di lettura di tutto il Vangelo. Se uno vuole capire cos’è un Vangelo dovrebbe partire di qui e solo dopo, leggere quello che sta prima; solo così ci si rende conto che il Vangelo non è un libro che parla della storia di un uomo del passato, ma è come un appuntamento che un Signore vivo dà oggi agli uomini; per cui leggere il Vangelo, per noi, vuol dire andare ad un appuntamento, a un incontro; fare gli Esercizi è esattamente lo stesso: il Signore ci ha dato appuntamento qui, per incontrarci e noi gli andiamo incontro. 
01/01/1990 1ª Omelia (199011022)  Il Signore vuole fare un processo con il suo popolo, così dice la prima lettura del libro di Michea. In questo processo Dio non è solo il giudice, ma è la parte lesa. Dio è alleato di Israele. Dio e Israele sono legati da un rapporto di alleanza, c’è quindi un impegno reciproco e il Signore cita il suo socio, Israele, in tribunale perché qualcosa nell’alleanza non ha funzionato. E bisogna vedere di chi è la colpa, perché le cose sono andate male; se è colpa di Dio che non ha fatto la sua parte e non è stato fedele, che non ha portato nell’alleanza quello che si era impegnato a portare, o se invece la colpa è di Israele e del popolo e dell’uomo che non ha risposto con fedeltà. “Allora ascoltate, o monti, il processo del Signore e porgete l’orecchio, fondamenta della terra”. Stanno lì come testimoni, sono i giurati che debbono ascoltare le requisitorie e gli avvocati e dovranno dare il giudizio. E il Signore fa il suo discorso. 
01/01/1990 2ª meditazione (1990080103)  Luciano Monari, 2ª meditazione (1990080103). Meditazioni su Matteo 16,13-20,34 Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 1/8/1990 Serie: Meditazioni su Matteo 3 Id: Monari:1990080103 Che Gesù fosse Giovanni Battista era l’opinione di Erode; egli lo aveva fatto decapitare e, di fronte alla figura di Gesù, ha come paura che Giovanni Battista non sia morto davvero, o che abbia la possibilità di ritornare in vita. Poi ci sono altre opinioni, anche molto belle: alcuni pensano che Gesù sia Elia; secondo l’Antico Testamento, Elia non era morto, era stato rapito in cielo con un carro di fuoco, e nella religiosità popolare degli Ebrei, c’era la speranza che Elia sarebbe ritornato; anzi il profeta Malachia aveva detto: «Verrà un giorno Elia a preparare il giorno del Signore, la venuta di Dio stesso» (cfr. Mal 3,23). Elia, il grande profeta del passato, ritornerà a preparare la venuta del Signore. Altri pensano che Gesù sia Geremia: era uno dei profeti tra i più popolari, soprattutto a motivo delle sofferenze, e Israele tendeva a rispecchiarsi nella storia di Geremia. 
01/01/1990 2ª Meditazione (199011023)  Siamo così arrivati a un punto centrale del Vangelo: la professione di fede in Gesù come Cristo e Figlio di Dio; siccome Gesù è il Cristo, è colui nel quale si compiono tutte le promesse dei profeti, le attese di Israele. Siccome è il Figlio di Dio, Gesù è colui nel quale Dio si manifesta e si fa vicino agli uomini. 
01/01/1990 2ª Omelia (199011020)  Così incomincia la lettura di Isaia che ci presenta una serie di immagini di speranza. Vuole dire: viene annunciato un intervento di Dio che libera l’uomo da tutte quelle esperienze di limite, di sofferenza che accompagnano la sua vita, per cui, dice: “In quel giorno il Signore strapperà il velo che copriva la faccia di tutti i popoli…”. Questo velo rappresenta l’ignoranza. 
01/01/1990 3ª meditazione (1990080104)  Luciano Monari, 3ª meditazione (1990080103). Meditazioni su Matteo 16,13-20,34 Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 1/8/1990 Serie: Meditazioni su Matteo 4 Id: Monari:1990080104 Con la professione di fede di Pietro, siamo a un punto centrale del ministero di Gesù; Gesù viene riconosciuto come il Cristo, il Messia, colui nel quale si compiono tutte le promesse dei profeti, tutte le speranze e le attese di Israele, e viene riconosciuto come il Figlio di Dio: in lui cioè, Dio si manifesta e si fa vicino agli uomini. Gesù, dunque, è Cristo e Figlio di Dio. 
01/01/1990 3ª Meditazione (1990110321)  La seconda volta che Gesù parla della Chiesa è nel cap. 18 del Vangelo secondo Matteo all’interno di quel discorso che generalmente gli esegeti chiamano “Ecclesiastico”. Con il termine “discorso ecclesiastico” intendete una raccolta di parole di Gesù che Matteo ha fatto intorno a questo argomento: la comunità cristiana e il tipo di rapporti, il tipo di valori che debbono essere realizzati al suo interno. 
01/01/1990 3ª Omelia (199011032)  Naturalmente la parabola del Vangelo non vuole essere l’insegnamento del galateo, come ci si deve presentare a un banchetto di nozze, per evitare di fare brutte figure, ma vuole essere un insegnamento sul modo corretto di stare davanti a Dio. 
01/01/1990 4ª meditazione (1990080105)  Luciano Monari, 4ª meditazione (1990080105). Meditazioni su Matteo 16,13-20,34 Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 1/8/1990 Serie: Meditazioni su Matteo 5 Id: Monari:1990080105 Questa riflessione sulla Trasfigurazione la collochiamo ora nel contesto del Vangelo di Matteo. Nella meditazione precedente, le parole del Signore ci hanno aperto il discorso della croce: «Gesù doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto… e se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua»; la reazione di Pietro ci ha fatto capire che il discorso della croce è duro, inevitabile, ma sempre difficile da accettare, perché c’è il rischio, quando si incontra la croce, di abbandonare il discepolato; proprio per questo, abbiamo bisogno di una conferma, di un irrobustimento spirituale; c’è bisogno, si direbbe, di un ritiro spirituale. 
01/01/1990 4ª Meditazione (199011033)  Stiamo cercando di cogliere gli aspetti fondamentali che debbono dominare nella vita di una comunità cristiana e il Vangelo secondo Matteo ci propone anzitutto la preghiera in comune, la fraternità. 
01/01/1990 4ª Omelia (1990110331)  Le tre letture dell’Eucaristia di oggi hanno un chiaro riferimento, prima di tutto, al ministero dei preti, perché c’è una critica violenta sia nel libro di Malachia, sia nel Vangelo, così come c’è, invece, una immagine stupenda del ministero apostolico nella lettera di Paolo ai Tessalonicesi. Sono tre letture che obbligano noi preti a meditare. E non ce la possiamo neanche cavare dicendo: Ma Malachia se la prendeva coi preti dell’Antico Testamento. Che è anche vero, ma siccome la Parola di Dio è una parola sempre attuale, non riguarda gli uomini del passato, ma noi. 
01/01/1990 5ª meditazione (1990080106)  Luciano Monari, 5ª meditazione (1990080106). Meditazioni su Matteo 16,13-20,34 Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 1/8/1990 Serie: Meditazioni su Matteo 6 Id: Monari:1990080106 Dopo aver posto la base del nostro cammino nell’atto di fede in Gesù come Cristo e Figlio di Dio, con l’accettazione del cammino del discepolato che condivide la sorte di Gesù, quindi anche la passione e la croce, ci fermiamo a meditare il cap. 18 di Matteo che contiene il cosiddetto discorso ecclesiastico. Con Pietro, Gesù ha parlato della sua Chiesa, ha espresso la volontà di costruire una comunità. Essa deve avere delle caratteristiche che la distinguono dalla società civile. Quali sono queste caratteristiche? come deve vivere una comunità cristiana? o una comunità religiosa? 
01/01/1990 5ª Meditazione (199011042)  Nel cap. 19 secondo Matteo, mentre si sta avvicinando a Gerusalemme, Gesù da al suoi discepoli, quindi alla comunità cristiana, alcune istruzioni fondamentali sulla vita del fedele, del credente. E alcune di queste istruzioni, riguardano il tema della sessualità e del matrimonio, altre il tema della proprietà e della ricchezza. Proviamo a vedere che cosa ne dice il Signore: il modo in cui il cristiano è chiamato a introdurre anche queste esperienze profondamente legate alla terra, come l’esperienza della ricchezza e l’esperienza della sessualità. 
01/01/1990 6ª meditazione (1990080107)  Luciano Monari, 6ª meditazione (1990080107). Meditazioni su Matteo 16,13-20,34 Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 1/8/1990 Serie: Meditazioni su Matteo 7 Id: Monari:1990080107 Questa parabola si trova anche nel Vangelo di Luca, ma in un contesto un po’ diverso da quello di Matteo. Se c’è un piccolo nella comunità cristiana, che non ha una fede molto robusta, o corre il rischio di perdere la comunione, uno che sta un po’ sulla soglia della comunità, possiamo forse lasciarlo allontanare, e non aver nessun riguardo per lui? Dice il Signore: «Guardatevi dal disprezzare anche uno solo di questi piccoli», non potete trascurarli perché sono piccoli o contano poco; infatti hanno degli angeli custodi che stanno sempre davanti a Dio; sono quindi, diremmo noi, dei “raccomandati di ferro”, hanno degli avvocati preziosi e importanti che li difendono presso Dio; sono piccoli, ma hanno grandi amicizie; guai perciò a disprezzarli o a non tenerne conto. 
01/01/1990 7ª meditazione (1990080108)  Luciano Monari, 7ª meditazione (1990080108). Meditazioni su Matteo 16,13-20,34 Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 1/8/1990 Serie: Meditazioni su Matteo 8 Id: Monari:1990080108 Il Signore presenta le esigenze fondamentali della giustizia del regno: se uno vuol entrare nel regno di Dio, e quindi sintonizzarsi con la volontà di Dio come re, deve assumere alcuni comportamenti fondamentali, decisivi per il riconoscimento di un’esigenza cristiana. 
01/01/1990 8ª meditazione (1990080109)  Luciano Monari, 8ª meditazione (1990080109). Meditazioni su Matteo 16,13-20,34 Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 1/8/1990 Serie: Meditazioni su Matteo 9 Id: Monari:1990080109 Nel cap. 6 di Matteo, Gesù istruisce sul modo corretto di vivere la vita religiosa mediante l’elemosina, la preghiera e il digiuno; troviamo poi una serie di indicazioni che collocano la vita cristiana nella scelta di fondo: quale deve essere l’atteggiamento del cuore e l’atto di fede fondamentale in Dio, che stanno alla base di tutti i comportamenti concreti richiesti all’uomo. 
01/01/1990 9ª meditazione (1990080110)  Luciano Monari, 9ª meditazione (1990080110). Meditazioni su Matteo 16,13-20,34 Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 1/8/1990 Serie: Meditazioni su Matteo 10 Id: Monari:1990080110 Nel cap. 18 secondo Matteo, dopo l’invito a una preghiera concorde e al riconoscimento che il Signore abita in mezzo alla comunità cristiana dove sono due o tre riuniti nel suo nome, c’è un’ultima parte che riguarda il perdono delle offese, molto importante perché si riferisce a uno degli elementi caratteristici della comunità cristiana: il perdono fraterno dovrebbe infatti essere una logica tipica, propria nella comunità cristiana stessa. 
01/01/1990 Festa della Trasfigurazione (1990080114)  Luciano Monari, Festa della Trasfigurazione (1990080114). Meditazioni su Matteo 16,13-20,34 Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 6/8/1990 Serie: Meditazioni su Matteo 14 Id: Monari:1990080114 Il Vangelo della festa di oggi ci aiuta a prolungare la meditazione di questa mattina, perché anche in questo brano si parla di una esperienza di Gesù che alcuni discepoli hanno potuto provare: Gesù li prende in disparte e li conduce con lui su un alto monte. È il senso degli Esercizi: abbandonare le nostre occupazioni quotidiane per potere stare un po’ con il Signore e per poterlo vedere realmente, sapendo riconoscere in Gesù la gloria stessa di Dio. Gesù è uomo, è perfettamente uomo, ha un volto umano, usa parole umane, possiamo incontrarlo attraverso la sua parola; ma bisogna poter intravedere in Gesù la gloria stessa di Dio. Gesù porta sul suo volto la gloria del Padre: se uno è capace di vedere con attenzione, è capace di vedere sul volto di Gesù l’amore, la santità, la bellezza di Dio Padre. Per questo, dice il Vangelo: «Fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce». 
01/01/1990 Meditazioni su Matteo (19900810)  La festa di san Lorenzo ci dia un coraggio grande nella professione della fede, ci porti a riconoscere la nostra vita come un dono ricevuto dal Signore e come vocazione a essere dono nei confronti degli altri: che quello che noi abbiamo, impariamo a viverlo non come un possesso di cui siamo gelosi, ma come una opportunità di servizio e di generosità nei confronti dei fratelli. 
01/01/1990 Introduzione (1990080101)  Luciano Monari, Introduzione (1990080101). Introduzione Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 1/8/1990 Serie: Meditazioni su Matteo 1 Id: Monari:1990080101 In questi Esercizi cercheremo di meditare su una sezione del Vangelo secondo Matteo, dal cap. 16, 13 al 20, 34: la professione di fede di Pietro, la Trasfigurazione, il discorso ecclesiastico del cap. 18, le indicazioni del Signore sulla vita cristiana, sul modo in cui il cristiano è chiamato a vivere la sessualità, la ricchezza, il possesso, il potere, cioè le grandi dimensioni fondamentali della vita cristiana. Mediteremo perciò una serie di testi evangelici: si potrebbe dare come tema unitario: la costituzione della comunità cristiana. Il Signore vuole costruire la sua Chiesa: la sua edificazione richiede certi atteggiamenti di fondo, cambiamenti di mentalità, di azione, di modo di vivere. Vedremo perciò quali sono le esigenze fondamentali perché nasca e cresca una comunità cristiana secondo la volontà del Signore. 
01/01/1990 Istruzione sulla Messa (1990080118)  Luciano Monari, Istruzione sulla Messa (1990080118). Meditazioni su Matteo 16,13-20,34 Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 1/8/1990 Serie: Meditazioni su Matteo 18 Id: Monari:1990080118 Questa riflessione vuole essere un aiuto a vivere bene, meglio che possiamo, la domenica. La domenica è un giorno di libertà, in cui ricordiamo che siamo figli di Dio, quindi non degli schiavi, ma persone libere: ed è il motivo per cui la domenica non si lavora. Lo schiavo lavora ogni giorno della settimana; anche noi lavoriamo, ma alla domenica facciamo festa. La domenica dovrebbe essere fatta di canti, di danze, di lode del Signore, di gioia, di preghiera e di gusto dello stare insieme, perché ci mette insieme il Signore: siamo una famiglia che il Signore ha raccolto, nella sua bontà e nel suo amore. 
01/01/1990 L’amore come «forma» dell’Antico Testamento (19900301)  Svolgere esaurientemente un tema come quello presentato nel titolo significherebbe rileggere tutta la teologia dell’Antico Testamento. Non pretendiamo tanto; ci basterà accennare a un possibile cammino di lettura che sia attento alla rivelazione dell’amore di Dio e all’esigenza dell’amore del prossimo. Ambiremmo solo mostrare che si tratta di una chiave di lettura feconda, capace di far emergere le linee di pensiero più importanti. 
01/01/1990 L’amore come «forma» dell’Antico Testamento (19900301)  Svolgere esaurientemente un tema come quello presentato nel titolo significherebbe rileggere tutta la teologia dell’Antico Testamento. Non pretendiamo tanto; ci basterà accennare a un possibile cammino di lettura che sia attento alla rivelazione dell’amore di Dio e all’esigenza dell’amore del prossimo. Ambiremmo solo mostrare che si tratta di una chiave di lettura feconda, capace di far emergere le linee di pensiero più importanti. 
01/01/1990 L’amore come «forma» dell’Antico Testamento (19900301)  Svolgere esaurientemente un tema come quello presentato nel titolo significherebbe rileggere tutta la teologia dell’Antico Testamento. Non pretendiamo tanto; ci basterà accennare a un possibile cammino di lettura che sia attento alla rivelazione dell’amore di Dio e all’esigenza dell’amore del prossimo. Ambiremmo solo mostrare che si tratta di una chiave di lettura feconda, capace di far emergere le linee di pensiero più importanti. 
01/01/1990 L’amore come «forma» dell’Antico Testamento (19900301)  Svolgere esaurientemente un tema come quello presentato nel titolo significherebbe rileggere tutta la teologia dell’Antico Testamento. Non pretendiamo tanto; ci basterà accennare a un possibile cammino di lettura che sia attento alla rivelazione dell’amore di Dio e all’esigenza dell’amore del prossimo. Ambiremmo solo mostrare che si tratta di una chiave di lettura feconda, capace di far emergere le linee di pensiero più importanti. 
01/01/1990 Liturgia penitenziale (199009016)  Come sapete, la Prima lettera di Giovanni è l’esposizione di una serie di criteri, che permettono di verificare la propria comunione con Dio, cioè la correttezza del cammino che noi stiamo vivendo e che tendono verso un unico criterio di fondo che è “la fede che opera nella carità”. Sono utili per fare un esame di coscienza. 
01/01/1990 Meditazioni su Matteo (19900807)  Abbiamo cominciato il nostro corso di Esercizi ascoltando la parola di consolazione e di sicurezza che ci viene dal Signore, quella che chiude il Vangelo di Matteo: «Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (28, 20). Questa presenza del Signore ci è necessaria perché il cammino della vita non è facile; incontriamo molti ostacoli, difficoltà e tentazioni, oltre che i nostri limiti, e le nostre povertà spirituali. Abbiamo bisogno della sicurezza che il Signore ci accompagna e ci tiene per mano, che non siamo soli nel combattimento difficile della nostra vita, quando dobbiamo combattere non contro creature di carne e di sangue, ma contro potenze che sono più forti di noi. Abbiamo perciò questa garanzia: la presenza quotidiana del Signore nella nostra vita. 
01/01/1990 Meditazioni su Matteo (19900808)  È un brano di Vangelo strano e inatteso, perché, in tutto il Vangelo non succede mai che una persona si rivolga a Gesù per chiedere qualcosa: il perdono o una guarigione, e venga rifiutata. Invece, qui, l’atteggiamento di Gesù nei confronti di questa donna pare proprio di rifiuto. 
01/01/1990 Meditazioni su Matteo (19900809)  «Io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato»: dovrebbe essere consolante sapere che il Signore non si lega al dito le nostre infedeltà, ma che è capace di perdonare davvero, con un perdono divino, che cancella del tutto il nostro passato, lo getta alle sue spalle per non vederlo più. Ancora più consolante è che questo è solo un aspetto del perdono di Dio. Perdono del Signore è sì, quando egli non ricorda più i nostri peccati, ma anche qualcosa di più grande: il Signore costruisce con noi un vero rapporto di alleanza. 
01/01/1990 Meditazioni su Matteo (19900812)  Il Signore ci raccoglie insieme per fare di noi il suo popolo, la sua comunità. Con gioia rispondiamo all’invito del Signore, pronti ad ascoltare la sua parola e a partecipare al dono del suo corpo e del suo sangue. E perché l’Eucaristia ci trasformi davvero in un unico corpo con unico cuore e un’anima sola, riconosciamo davanti al Signore i nostri egoismi che ci allontanano gli uni dagli altri, e chiediamo al Signore di liberarcene con la forza del suo perdono e del suo Spirito. 
01/01/1990 Santa Messa (19900914)  Luciano Monari, Santa Messa (19900914). Omelia Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 14/9/1990 Serie: Gesù edifica la sua comunità 1 Id: Monari:19900914 Dice il Libro dei Numeri che il popolo non sopportò il viaggio e mormorò contro Dio e contro Mosè. Credo sia una situazione significativa perché questo è un popolo che è stato liberato. Era in una condizione di servitù in Egitto e il Signore lo ha liberato con braccio forte, con una mano potente. Ha spaccato in due il mare perché il popolo uscisse. Uno potrebbe pensare che una volta usciti dall’Egitto sia tutto fatto. Invece no! Una volta che sono usciti dall’Egitto incomincia tutto, incomincia il cammino attraverso il deserto, che non è agevole e facile. 
01/01/1990 Seconda Meditazione (199009153)  Il progetto che avevamo davanti e che il Vangelo ci vuole aiutare a comprendere è quella edificazione della Chiesa che costituisce un progetto di Gesù. Gesù vuole edificare la sua comunità e il punto di partenza lo abbiamo visto questa mattina: va edificata sulla professione di fede, sulla professione di fede di Pietro «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Tu sei roccia, e su questa roccia io edificherò la mia Chiesa». 
14/09/1990 Introduzione (199009141)  Luciano Monari, Introduzione (199009141). Io sono con voi tutti i giorni Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 14/09/1990 Serie: Gesù edifica la sua comunità 1 Id: Monari:199009141 Gesù non è un uomo del passato, da risuscitare con la memoria, ma un vivente da incontrare con la fede. Il Signore oggi parla così alla sua comunità, alla sua Chiesa ed oggi opera queste cose in mezzo agli uomini. Questo è il presupposto del Vangelo e anche il presupposto dei nostri Esercizi. È possibile fare gli Esercizi proprio perché è vero quello che Matteo ha scritto: «Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo». 
02/11/1990 1ª Meditazione (1990110201)  Luciano Monari, 1ª Meditazione (1990110201). La nostra professione di fede in Gesù Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 02/11/1990 Serie: Gesù edifica la sua Chiesa 2 Id: Monari:1990110201 In concreto cercheremo di meditare su alcuni capitoli del Vangelo secondo Matteo, cominciando dal cap. 16, 13, fino al cap. 18 e 19, perché, in questa sezione del Vangelo secondo Matteo, viene presentata l’intenzione di Gesù di costruire una comunità intorno a Lui, una comunità che è caratterizzata dalla fede in Lui e che vive, al suo interno, dei rapporti particolari di ricchezza, di fraternità e di comunione. 
02/11/1990 Gesù edifica la sua Chiesa. 1ª Omelia  A. Ballestrero & Luciano Monari, Gesù edifica la sua Chiesa. 1ª Omelia Data Copyright: 1990 Data pubblicazione: 02/11/1990 Serie: Esercizi spirituali 1990 Id: Monari:19901102 Il Signore vuole fare un processo con il suo popolo, così dice la prima lettura del libro di Michea. In questo processo Dio non è solo il giudice, ma è la parte lesa. Dio è alleato di Israele. Dio e Israele sono legati da un rapporto di alleanza, c’è quindi un impegno reciproco e il Signore cita il suo socio, Israele, in tribunale perché qualcosa nell’alleanza non ha funzionato. 
01/01/1990 Prima Meditazione (199009151)  Dicono gli esperti che il Vangelo di Matteo conosce al suo centro una specie di scarto nella direzione del cammino. C’è una prima tappa del Vangelo in cui Gesù predica e si manifesta alle folle; quella parte per esempio che contiene il grande discorso della montagna dove Gesù proclama le esigenze del Regno e le proclama davanti al mondo intero: «Beati i poveri di spirito, beati i miti …». Poi, questa proclamazione è accompagnata con dei segni che mostrano che il Regno è davvero presente lì, in mezzo agli uomini perché Gesù, per esempio, guarisce degli ammalati o calma il mare in tempesta, risuscita una bambina morta. Di fronte a questa manifestazione gli uomini sono costretti dalla presenza di Gesù, in qualche modo, a prendere posizione (capitoli 12 e 13 del Vangelo secondo Matteo) e molte volte rispondono in modo tanto negativo, che Gesù paragona la sua generazione a dei bambini musoni che non sono mai disposti a giocare al gioco che proponete loro: se voi proponete di fare il gioco del matrimonio, loro dicono che preferiscono fare quello del funerale e viceversa (cfr. Mt 11, 16-17). 
01/01/1990 Santa Messa (19900915)  È certamente un brano sorprendente che abbiamo ascoltato nella Lettera agli Ebrei. Sorprendente perché ci fa entrare con chiarezza dentro al mistero dell’umanità di Gesù. Lo presenta come colui che nei giorni della sua vita terrena offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a colui che poteva liberarlo da morte. Gesù ha condiviso davvero in tutto la povertà, la debolezza della condizione umana. L’uomo per definizione è una creatura debole, una creatura che deve misurare il proprio limite scontrandosi, inevitabilmente, con la morte. Questo limite lo ha sperimentato anche Gesù con tutto quello che la morte può portare con sé di paura e di angoscia, con tutto quello che la fiducia nel Padre può portare con sé di preghiera e di supplica. 
01/01/1990 Terza Meditazione (199009154)  Ma se il Regno è davvero di Dio, la sua logica sarà, chiaramente, diversa. E allora è bene capire quale sia la grandezza vera, cosa è che conti, cosa sia prezioso in esso. Gesù risponde facendo prima un’azione simbolica, e poi dando la risposta vera e propria. L’azione simbolica è di prendere un bambino e metterlo in mezzo. 
16/09/1990 Santa Messa (19900916)  Vorrei cambiare la parabola. Mettiamoci nella seconda scena. Quando il servo esce dalla reggia, trova un servo come lui che gli deve cento denari, e, afferratolo, lo soffoca dicendogli di pagare quel che deve. Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendogli: «Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito» (Mt 18, 29b). Allora quel servo condonò al suo compagno il debito dei cento denari. Naturalmente un gesto così è un gesto sorprendente, perché non succede molto spesso nel mondo che sia cancellato radicalmente un debito. Gli altri che sono lì intorno e che vedono, ma che non hanno visto quello che è successo nella reggia, dove c’erano solo il re e il servo, vedono semplicemente due servi: uno che deve all’altro cento denari e l’altro che cancella al primo il debito. 
01/01/1991 1ª Meditazione (199108311)  Con questa invocazione allo Spirito Santo proviamo a iniziare il nostro cammino di esercizi spirituali che ha il suo centro nella esperienza spirituale di San Paolo e naturalmente nel suo messaggio, nella sua predicazione, perché in lui l’esperienza personale e l’annuncio del Vangelo non sono certamente staccati tra loro ma uniti indissolubilmente. 
01/01/1991 1ª Meditazione (199111012)  Sono questi esercizi spirituali un cammino che facciamo per crescere nella conoscenza e nell’esperienza delle cose del Signore. E perché quel cammino che il Signore ha iniziato nella nostra vita possa portarlo a compimento, lo affidiamo a Lui e ci affidiamo gli uni agli altri nella grazia del Signore. Cioè S. Paolo prega per i cristiani di Filippi. e sente di essere responsabile nei loro confronti, e credo che questa responsabilità ce l’abbiamo tutti, gli uni nei confronti degli altri. Il Signore ha creato dei legami tra noi, che sono legami di conoscenza, di simpatia, di amicizia, ma che, in ogni modo sono legami di fede. 
01/01/1991 2ª Meditazione (199111013)  È una preghiera che riprende l’inizio della lettera ai Romani, quello che ci interessa come schema e guida di questa seconda meditazione. In particolare ci interessano i vers. 16 e 17 del cap. 1, che costituiscono il programma di tutta la lettera ai Romani, di questo grande testamento che contiene il succo di tutta la predicazione di Paolo. 
01/01/1991 3ª Meditazione (199109013)  Abbiamo ricordato nella meditazione di ieri che la conversione è il momento decisivo della vita di Paolo ed è anche quell’esperienza germinale dalla quale poi scaturisce tutta la sua maturazione di fede e di apostolato. 
01/01/1991 3ª Meditazione (199111022)  La preghiera è presa dalla seconda, parte del cap. 7 della lettera ai Romani e ci introduce nel nostro tema. Ieri sera abbiamo tentato di meditare, come potevamo, sulla giustificazione come dono; la possibilità per l’uomo di essere giusto davanti a Dio viene essenzialmente dal dono della grazia di Dio, e l’uomo deve collocarsi di fronte a questo dono con l’atteggiamento del pubblicano che si presenta, davanti al Signore e dice: «O Dio, abbi pietà di me che sono pescatore». 
01/01/1991 4ª Meditazione (199109014)  Abbiamo ricordato il significato che la proclamazione del “vangelo” di Paolo pone al centro della sua predicazione. Abbiamo detto che il Vangelo è una forza di salvezza che opera nella profondità dell’uomo la trasformazione da una condizione di peccato ad una condizione di giustizia. Si tratta di perdono, ma in senso profondo non semplicemente il condono delle colpe, delle trasgressioni (il peccato, abbiamo detto, non sta prima di tutto nelle trasgressioni ma in un atteggiamento profondo del cuore), ma nel cambiamento di quel centro del cuore umano che è in sé malato, spiritualmente malato. 
01/01/1991 4ª Meditazione (199111023)  Abbiamo detto: Dio giustifica l’uomo gratuitamente per la sua misericordia. E “giustificazione” vuol dire non che Dio scusa l’uomo (Dio non scusa nessuno), ma che Dio perdona, che è tutt’altra cosa. E “perdonare”, dicevamo, significa ricreare il cuore dell’uomo, in modo che questo cuore umano diventi capace di accogliere la presenza di Dio dentro di se. 
01/01/1991 5ª Meditazione (199111035)  E con la grazia del Signore proviamo a concludere il nostro cammino di riflessione sul tema dell’esistenza cristiana, cosi come scaturisce dall’annuncio del Vangelo di Paolo, dalla sua esperienza e dall’annuncio del Vangelo. Abbiamo ricordato ieri sera alcuni ostacoli che si oppongono al cammino della fede, abbiamo detto: la fede è un itinerario, è una vita che deve crescere, e in questo crescere la fede deve superare ostacoli come l’egocentrismo, lo scoraggiamento ecc.; ne abbiamo numerati alcuni. Ne abbiamo tralasciato uno, che ora brevemente richiamo. 
01/01/1991 Omelia (19910902)  Abbiamo iniziato il nostro cammino degli esercizi con il Vangelo che Paolo vuole annunciare agli uomini come grazia di Dio, e lo terminiamo ancora come una proclamazione del Vangelo, perché il brando di Luca, che abbiamo ascoltato, è esattamente questo: una proclamazione programmatica del Vangelo di Dio. 
01/01/1991 Omelia (19911103)  Le letture di oggi possono essere come un piccolo patrimonio, un piccolo tesoro che il Signore ci dona al termine degli esercizi, perché il Vangelo che riguarda il comandamento fondamentale della legge è una guida essenziale per la nostra vita. La prima lettura, dal libro del Deuteronomio, è probabilmente il brano più famoso di tutto l’Antico Testamento. 
01/01/1991 Penitenziale (199111033)  Luciano Monari, Penitenziale (199111033). Omelia Data Copyright: 1991 Data pubblicazione: 3/11/1991 Serie: Afferrato da Cristo 10 Id: Monari:199111033 Proviamo a fare il cammino indicatoci dalla Parola del Signore che abbiamo ascoltato. E il cammino incomincerà, come avete sentito, con una citazione in tribunale: è il Signore che ci convoca e sporge querela contro di noi. «Ascoltate dunque ciò che dice il Signore: Su, fa’ lite con i monti, i colli ascoltino la tua voce! Ascoltate, o monti, il processo del Signore e porgete l’orecchio, o perenni fondamenta della terra, perché il Signore è in lite con il suo popolo, intenta causa con Israele». 
30/08/1991 Introduzione (199108301)  Luciano Monari, Introduzione (199108301). Introduzione Data Copyright: 1991 Data pubblicazione: 30 agosto 1991 Serie: Mi sforzo di correre per conquistarlo 1 Id: Monari:199108301 Il brano fa parte dell’inizio della Lettera ai Romani e dovrebbe servirci da introduzione a questi esercizi. San Paolo prima di tutto ringrazia Dio per quello che i romani sono: per la loro fede, per la loro obbedienza al Vangelo e alla Parola di Dio. Questo è già un atteggiamento positivo perché invece di cominciare notando i difetti, incomincia notando le cose belle che ci sono, e di queste cose belle ringrazia il Signore. Nell’ottica di San Paolo dove c’è una briciola di fede vuole dire che c’è l’opera di Dio, vuole dire che Dio sta compiendo, operando qualche cosa di grande, e di fronte a questo bisogna partire con lo stupore, con il ringraziamento: dove Dio opera è giusto che l’uomo rimanga come a bocca aperta nel vedere l’opera del Signore. 
01/11/1991 Solennità di Tutti i Santi (19911101)  Luciano Monari, Solennità di Tutti i Santi (19911101) Data Copyright: 1991 Data pubblicazione: 01 novembre 1991 Serie: Afferrato da Cristo 1 Id: Monari:19911101 Celebriamo la festa di tutti i Santi e uno potrebbe anche chiedersi perché abbiamo bisogno dei santi. Non ci basta Dio? Abbiamo bisogno di qualcuno che faccia di intermediario perché Dio è troppo lontano; abbiamo bisogno di qualcuno che sia visibile perché Dio, infinitamente grande, non riusciamo a vederlo, a percepirlo, e allora abbiamo bisogno di qualcuno che stia a metà via tra noi e Dio. Vuole dire questo il culto dei santi? O alle volte, anche un pochino peggio; alle volte abbiamo come l’impressione di non fidarci abbastanza della misericordia di Dio e di avere, perciò, bisogno di una misericordia umana, di una misericordia che riusciamo a comprendere e a gestire più facilmente. È evidente, il culto dei santi non può essere niente di tutto questo. 
02/11/1991 Commemorazione dei Defunti (19911102)  Luciano Monari, Commemorazione dei Defunti (19911102). Afferrato da Cristo Data Copyright: 1991 Data pubblicazione: 02 novembre 1991 Serie: Afferrato da Cristo 5 Id: Monari:19911102 «Le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti», cosa dicono gli Ebrei in esilio esprimendo così la loro disperazione interiore. Venuta meno la speranza, sembra che sia venuto meno il senso stesso della vita, perché per l’uomo vivere e sperare vanno necessariamente insieme e, per quelli che vivono in una condizione di disagio invincibile, come quella degli Israeliti in Babilonia, sembra che la vita non possa più riservare niente che valga la pena, niente che dia un poco di gioia e di consolazione, un poco di fiducia. 
01/01/1992 1ª Meditazione (199210312)  Un pellegrinaggio, un cammino che ci vuole condurre ad una comunione più intensa e più autentica con il Signore e che, come tutti i cammini, deve partire da lì dove noi siamo, dalla nostra condizione attuale. Questo cammino lo faremo lasciandoci guidare da alcuni salmi. I salmi sono: preghiere che la Chiesa usa regolarmente, sono preghiere che Gesù ha usato nella sua vita, sono un nutrimento solido per la nostra fede e per la nostra speranza. 
01/01/1992 2ª Meditazione (199210313)  Continuiamo il cammino meditando il Salmo 50 (49). Siamo partiti rinnovando il desiderio dell’incontro con il Signore e questo incontro lo viviamo con il Signore nella gioia, però anche come incontro che ci purifica, che ci conforta. 
01/01/1992 2ª Omelia (199211011)  Luciano Monari, 2ª Omelia (199211011). 2ª Omelia Data Copyright: 1992 Data pubblicazione: 1/11/1992 Serie: Cammina davanti a me 4 Id: Monari:199211011 Fa un po’ invidia e dà un po’ di vergogna quello che Paolo scrive nella lettera ai Filippesi. Fa invidia per la libertà con cui Paolo si pone davanti alle cose; una libertà che per noi è molto lontana e che si esprime, per esempio, nel fatto che Paolo al successo personale non c’è attaccato. 
01/01/1992 3ª Meditazione (199211012)  Il Salmo 42-43 ci è servito perché sentissimo un tantino quel bisogno di Dio, quella sete di Dio che sta al centro della vita dell’uomo. Poi, guidati dal desiderio del Signore, lo abbiamo incontrato, e lo abbiamo incontrato con quei Salmi 50-51 che ci hanno fatto riconoscere il nostro peccato, ma ci hanno anche aperta al perdono di Dio. E la proclamazione fondamentale era questa: l’incontro con il Signore è un incontro di perdono, nel quale la nostra vita viene rinnovata, rigenerata, creata veramente come vita nuova attraverso il dono dello Spirito del Signore, attraverso quello spirito generoso e costante che è suo e di cui noi abbiamo bisogno. 
01/01/1992 4ª Meditazione (199211013)  Abbiamo meditato alcuni salmi di rendimento di grazie e di lode. Sono Salmi che ci aiutano a trasformare in preghiera, quindi in esperienza di fede, tutto quello che di bello, di buono, di positivo c’è nella nostra vita. il problema è che nella nostra vita ci sono anche delle cose non belle, non molto positive: c’è l’esperienza della sofferenza e dell’angoscia, dell’avvilimento e della depressione e bisogna tentare di trasformare anche questo materiale in fede e in dialogo con il Signore. A questo ci aiuta l’altra grande categoria di salmi: i Salmi di supplica. 
01/01/1992 5ª Meditazione (199211022)  In questa ultima meditazione volevo richiamare alcuni atteggiamenti fondamentali della vita spirituale, così come sono presentati nei salmi. Abbiamo già percorso un piccolo itinerario, partendo dal desiderio di Dio, dal riconoscimento del nostro peccato e quindi l’esperienza del perdono; della lode e la supplica. Quindi un percorso spirituale di questo genere. Ecco, adesso ci rimane da richiamare degli atteggiamenti del cuore, in modo di stare davanti al Signore e di camminare sotto il suo sguardo. 
01/01/1992 Commemorazione dei Fedeli Defunti (199211023)  I profeti ci hanno insegnato a sperare nella salvezza. Abbiamo richiamato nel salmo responsoriale che «chi spera nel Signore non resta deluso». E la prima lettura ci aiuta ad entrare in questa prospettiva, perché ci presenta in significato della venuta di Dio: «Ecco il nostro Dio; in lui abbiamo sperato perché ci salvasse; questi è il Signore in cui abbiamo sperato; rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza». Ma che cosa vuole dire questa venuta del Signore? Che effetto ha nella storia del mondo e della nostra vita? 
01/01/1992 Penitenziale (199210311)  La prima lettura che abbiamo ascoltato è l’inizio del libro di Isaia. Un inizio dove il Signore si lamenta contro il suo popolo. C’è un rapporto di alleanza tra Dio e questo popolo, c’è stato un impegno di amore da parte del Signore, eppure la risposta che il Signore ha ottenuto da Israele è stata una risposta infedele di ribellione. 
01/01/1992 Solennità di Tutti i Santi (199211021)  Ci hanno insegnato che il nostro universo ha 17-18 miliardi di anni, che la terra ne ha cinque, e che sulla terra le prime tracce di vita sono comparse 3 miliardi o 3 miliardi e mezzo di anni fa. Poi, finalmente, circa un milione di anni fa sarebbe venuto l’homo sapiens (supponendo che noi siamo un tantino saggi), cioè l’uomo che è capace di pensare e di riflettere. E viene da dire: Adesso, dove andiamo? Verso che futuro siamo incamminati? Prima si sono formati. gli elementi chimici, poi sono diventati dei complessi più grandi, è nata la vita, poi è nato il pensiero, e adesso? Che cosa ce ne facciamo di questo pensiero? E che cosa ce ne facciamo di quella libertà che il pensiero ci rende capaci di esercitare? Insomma, c’è ancora un futuro, c’è ancora qualche cosa da imparare, ed un traguardo da raggiungere! O ci dobbiamo fermare n? 
01/01/1993 Commento alla Lettera di Paolo agli Efesini (199308272)  Dice s. Paolo che lo Spirito ci ha segnati, sigillati, proprio perché siamo amati da Dio, apparteniamo a lui, siamo preziosi ai suoi occhi; e lo Spirito Santo è il fondamento, l’origine della dignità profonda di ogni cristiano. A motivo dello Spirito Santo siamo figli di Dio, a motivo dello Spirito Santo siamo eredi della vita eterna, a motivo dello Spirito Santo partecipiamo pienamente della vita di Cristo e siamo una cosa sola con Lui, siamo membra del suo corpo; quindi lo Spirito Santo fonda la grandezza e la dignità della vita dell’uomo: l’uomo è prezioso non solo per le sue doti di intelligenza, di volontà ecc., ma soprattutto perché è amato da Dio e quindi “sigillato” con il dono dello Spirito Santo. 
27/08/1993 Omelia (19930827)  Luciano Monari, Omelia (19930827). Meditazioni sul Vangelo di Luca Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 27 agosto 1993 Serie: Meditazioni sul Vangelo di Luca 2 Id: Monari:19930827 S. Paolo scrive ai cristiani di Corinto a proposito delle divisioni che si sono verificate nella comunità. Dice il brano immediatamente precedente al nostro che a Corinto alcuni dicono: “Noi siamo di Paolo” o “Noi siamo di Pietro” o “Noi siamo di Apollo”. Paolo, Pietro e Apollo sono predicatori cristiani. Paolo è il fondatore; Pietro è il capo della Chiesa; Apollo era un predicatore proveniente da Alessandria e che, sembra, avesse una capacità di parlare straordinariamente grande. Così nella comunità di Corinto i cristiani si sono in qualche modo divisi, ciascuno secondo il predicatore al quale erano particolarmente affezionati. 
27/08/1993 Seconda Meditazione (199308274)  Luciano Monari, Seconda Meditazione (199308274) Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 27 agosto 1993 Serie: Meditazioni sul Vangelo di Luca 4 Id: Monari:199308274 Meditiamo Luca 3, 21 – 4, 12. Sono tre sezioni che costituiscono una specie ili trilogia iniziale: il battesimo di Gesù, la genealogia di Gesù e il racconto delle tentazioni nel deserto. Questi tre episodi fanno come da introduzione al ministero pubblico del Signore e danno un punto di riferimento fondamentale. 
28/08/1993 Omelia (19930828)  Luciano Monari, Omelia (19930828). Meditazioni sul Vangelo di Luca Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 28 agosto 1993 Serie: Meditazioni sul Vangelo di Luca 7 Id: Monari:19930828 Nella prima lettura, s. Paolo continua la sua riflessione sulla vita della comunità di Corinto e sulle lacerazioni che in quella comunità erano presenti, e fa un discorso molto semplice: una delle cose che lacerano una comunità è il fatto che qualcuno si sente più saggio, più sapiente, più forte, più in gamba degli altri; in qualche modo fa una specie di divisione: io e quelli che stanno dalla mia parte siamo in una condizione di maggiore perfezione, di maggiore ricchezza, di maggiore sapienza; gli altri, invece, sono in una condizione inferiore. 
30/08/1993 Commento a Is 49, 1c-2 (1993083021)  Luciano Monari, Commento a Is 49, 1c-2 (1993083021). Meditazioni sul Vangelo di Luca Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 30 agosto 1993 Serie: Meditazioni sul Vangelo di Luca 12 Id: Monari:1993083021 Dice: «Il Signore dal seno materno mi ha chiamato, fino dal grembo di mia madre ha pronunziato il mio nome». Mi ha chiamato e ha pronunziato il mio nome vuole dire: per questa persona (in realtà il discorso vale per tutti), per questa persona esistere vuole dire essere chiamato, e camminare alla presenza di qualcun altro dal quale si è ricevuta la propria vita. C’è all’inizio la volontà di Dio che chiama, e se io esisto è proprio e solo per rispondere a questa parola; la mia esistenza cioè non ha nessun senso se non in rapporto a Dio, se non come risposta a qualcuno che mi ha chiamato e chiamandomi ha pronunziato il mio nome. Il nome esprime l’identità della persona: il mio “io”, il mio essere personale lo ha deciso il Signore, è lui che mi ha plasmato, che mi ha dato un significato e un valore. Il mio nome dunque viene da Dio fin dal grembo di mia madre, la vocazione che ho ricevuto da Dio non è venuta tardi, anzi sta all’inizio; non c’è un istante della mia vita in cui io non sia stato sotto la chiamata di Dio, in cui il Signore non abbia pronunciato il mio nome e, quindi, non mi abbia dato un’identità e una forma. 
30/08/1993 Omelia (19930830)  Luciano Monari, Omelia (19930830). Meditazioni sul Vangelo di Luca Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 30 agosto 1993 Serie: Meditazioni sul Vangelo di Luca 13 Id: Monari:19930830 La prima lettura ci pone all’inizio del libro di Geremia, quando il profeta viene scelto dal Signore; mandato a proclamare la sua parola, egli oppone al Signore la sua incapacità: sono giovane, non so parlare, non ho autorità; così il Signore gli dona l’autorità e la forza di fare il profeta: «cingiti i fianchi, alzati e dì loro tutto ciò che io ti ordinerò» (Ger 1, 7). Il profeta infatti è un messaggero che riceve la parola di Dio e deve andare a portarla agli ascoltatori, al popolo. 
31/08/1993 Omelia (19930831)  Luciano Monari, Omelia (19930831). Meditazioni sul Vangelo di Luca Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 31 agosto 1993 Serie: Meditazioni sul Vangelo di Luca 18 Id: Monari:19930831 Dice s. Paolo che i «segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio», e noi siamo in una condizione di tensione, perché da una parte abbiamo il desiderio e il bisogno di conoscere i segreti di Dio, perché Dio solo è verità piena e luminosa, senza ombre, e Dio solo è l’amore autentico e pieno, senza mescolanze di egoismi; dall’altra parte, dobbiamo riconoscere che tutto quello che siamo è insufficiente: è insufficiente la nostra intelligenza, lo è la nostra intuizione, la nostra fantasia; Dio rimane al di là della possibilità dell’uomo. 
30/10/1993 Omelia (19931030)  Luciano Monari, Omelia (19931030). Vivere in comunione Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 30 ottobre 1993 Serie: Vivere in comunione 1 Id: Monari:19931030 È anzitutto una regola di buon senso per evitare delle figuracce. Dice il Vangelo secondo Luca: se quando sei invitato a pranzo non vuoi fare una brutta figura, non vuoi rischiare di fare una brutta figura, non andarti a mettere al primo posto, perché di solito gli invitati importanti arrivano per ultimi, si fanno un tantino desiderare e va a finire che quando poi arriva quello che è il più importante ti toccherà cedere il posto e andare in fondo. Quindi questione di primi posti, questioni di precedenze che almeno in certi momenti della storia dell’umanità hanno avuto una importanza grande: il sapere chi doveva essere primo, chi secondo e chi terzo, chi terzo in mezzo quelle cose lì, di questo genere, se metterli in fila secondo il grado e naturalmente dietro ci sta qualche cosa di più, non solo la questione della bella figura ma la questione del valore che nei rapporti sociali ha l’umiltà. 
30/10/1993 Prima meditazione (199310301)  Luciano Monari, Prima meditazione (199310301). Vivere in comunione Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 30 ottobre 1993 Serie: Vivere in comunione 2 Id: Monari:199310301 Così scrive San Giovanni al cap. 5,13 della sua prima lettera, spiegando lo scopo per cui ha prodotto questa testimonianza. Dice: “perché sappiate che possedete la vita eterna” e quindi la prima lettera di San Giovanni è una lettera che vuole confermare nella fede, che vuole dare sicurezza e consolazione. 
30/10/1993 Seconda meditazione (199310302)  Luciano Monari, Seconda meditazione (199310302). Vivere in comunione Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 30 ottobre 1993 Serie: Vivere in comunione 3 Id: Monari:199310302 San Giovanni ci dà testimonianza della sua esperienza, dice perché possiamo essere in comunione con lui, tenendo presente che la sua comunione è con il Padre e il Figlio suo Gesù Cristo. Nasce però facilmente il problema: è davvero comunione con Dio quella che tentiamo di vivere o è semplicemente una illusione, una proiezione dei nostri desideri, proprio perché siamo delle creature limitate abbiamo bisogno di quella ricchezza di vita che è Dio e il desiderio produce l’immagine della comunione con Dio. È tutto qui o è comunione autentica? 
31/10/1993 Omelia (19931031)  Luciano Monari, Omelia (19931031). Vivere in comunione Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 31 ottobre 1993 Serie: Vivere in comunione 5 Id: Monari:19931031 È un po’ imbarazzante commentare il Vangelo di oggi, che è un discorso di Gesù contro gli Scribi e i Farisei, e se c’è una applicazione, questa è proprio per i preti quindi è per noi prima di tutto che queste cose vengono dette, e perché il tipo di servizio che i preti compiono nella comunità cristiana sia un autentico servizio religioso non contraffatto. E vero però che se il discorso riguarda prima di tutto noi è un insegnamento, in ogni modo, sulla religione autentica, quindi mantiene un significato per tutto il popolo di Dio, e in qualche modo ci siete dentro anche voi. 
31/10/1993 Quarta meditazione (199310314)  Luciano Monari, Quarta meditazione (199310314). Vivere in comunione Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 31 ottobre 1993 Serie: Vivere in comunione 7 Id: Monari:199310314 Sono figli in quanto discepoli, ma sono padri in quanto sono testimoni. Quindi il rapporto è un rapporto complesso non è univoco. L’Apostolo è sopra come colui che insegna, ma si mette anche sotto come colui che impara ad imparare dalle persone alle quali si rivolge. E a costoro dice «Avete conosciuto colui che è fin dal principio». 
31/10/1993 Terza meditazione (199310313)  Luciano Monari, Terza meditazione (199310313). Vivere in comunione Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 31 ottobre 1993 Serie: Vivere in comunione 6 Id: Monari:199310313 S. Giovanni ci ha offerto due criteri fondamentali per la comunione, per il riconoscimento, la verifica della comunione con Dio. Il primo, dicevamo, è un criterio negativo, che è rompere con il peccato, il secondo è un criterio positivo, cioè l’osservanza dei comandamenti, e su questo criterio prolunga il discorso con una affermazione che è interessante. 
01/11/1993 Quinta meditazione (199311015)  Luciano Monari, Quinta meditazione (199311015). Vivere in comunione Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 01 novembre 1993 Serie: Vivere in comunione 9 Id: Monari:199311015 La prima lettera di San Giovanni, come abbiamo detto, vuole presentare una serie di criteri di verifica della vita religiosa, della vita di fede. E questo per darci la sicurezza che il cammino che stiamo percorrendo è un cammino corretto, buono, che ha un contenuto autentico di vita e una speranza grande di gioia. E abbiamo anche detto che San Giovanni ragiona seguendo un filo a spirale. Nelle meditazioni che abbiamo fatto fino a ieri, abbiamo percorso quello che sarebbe il primo ciclo della riflessione di San Giovanni, dove ci ha offerto alcuni criteri fondamentali che abbiamo commentato. 
01/11/1993 Solennità di Tutti Santi (19931101)  Luciano Monari, Solennità di Tutti Santi (19931101). Vivere in comunione Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 01 novembre 1993 Serie: Vivere in comunione 8 Id: Monari:19931101 Dio seduto sul trono per esercitare la sovranità definitiva sul mondo e sulla storia, poi l’Agnello, cioè Cristo immolato ma vivo e vittorioso, poi una moltitudine immensa che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua; e questa moltitudine immensa sta davanti al trono di Dio, non prostrata, ma in piedi; quindi, nell’atteggiamento di dignità e dell’onore. Sono avvolti in vesti candide, quindi segno della vittoria, della gioia; portano palme nelle mani, hanno combattuto e vinto. Questa è l’immagine dell’Apocalisse e l’immagine della festa di oggi, la Festa di tutti i Santi. E naturalmente viene la domanda: 
31/12/1993 Omelia (19931231)  Luciano Monari, Omelia (19931231). Perché la nostra gioia sia perfetta Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 31 dicembre 1993 Serie: Perché la nostra gioia sia perfetta 3 Id: Monari:19931231 L’ultimo versetto del prologo del Vangelo di Giovanni proclama la rivelazione di Dio attraverso Gesù Cristo come unico mediatore, perché dice: “Dio nessuno l’ha mai visto”. Naturalmente viene in mente quel brano del libro dell’Esodo dove Mosè chiede a Dio di mostrargli il suo volto; ha consapevolezza Mosè di quel bisogno profondo che sta nell’uomo di conoscere Dio e di entrare in rapporto con Lui. La risposta di Dio: “«Ecco un luogo vicino a me. Tu starai sopra la rupe: quando passerà la mia Gloria, io ti porrò nella cavità della rupe e ti coprirò con la mano finché‚ sarò passato. Poi toglierò la mano e vedrai le mie spalle, ma il mio volto non lo si può vedere»“ [1] , perché l’uomo non può vedere Dio e vivere. Mosè quindi deve accontentarsi di avere una traccia della presenza di Dio, di vedere Dio di spalle; questo vuole dire certamente il segno della sua presenza, perché Dio è lì accanto a lui, ma senza potere entrare nel mistero profondo della sua persona. [1] Es. 33, 21-23. 
31/12/1993 Prima meditazione (199312311)  Luciano Monari, Prima meditazione (199312311). Perché la nostra gioia sia perfetta Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 31 dicembre 1993 Serie: Perché la nostra gioia sia perfetta 1 Id: Monari:199312311 «Questo vi ho scritto perché sappiate che possedete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio». Vi ho scritto perché sappiate che possedete la vita eterna; questa è la sicurezza che Giovanni vuole dare ai suoi ascoltatori. [1] 1 Gv 5, 13. 
01/01/1993 Commento a Rm 8, 35.37 (19930901)  Con una serie di sette parole, s. Paolo presenta quelle esperienze ché possono rendere pesante la vita dell’uomo e potrebbero ripiegarla su se stessa, allontanandola dall’amore verso il Signore e dall’amore verso gli altri. Sono: la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada; ma, evidentemente, queste parole sono solo esempi, che si potrebbero moltiplicare, in riferimento alle esperienze diverse. 
01/01/1993 Omelia (199309010)  Continuando la riflessione sull’unità della comunità dei Corinzi, Paolo dice a questi cristiani: «sinora non ho potuto parlare a voi come a uomini spirituali, ma come ad esseri carnali, come a neonati in Cristo. Vi ho dato da bere latte, non un nutrimento solido, perché non ne eravate capaci». 
01/01/1993 Un cammino di evangelizzazione con il Risorto (1993090111)  Dopo l’annuncio della resurrezione, s. Luca ha un brano famoso, che si trova solo nel suo vangelo, e che è particolarmente affascinante. È l’incontro di Gesù con i due discepoli di Emmaus. 
27/08/1993 Commento a Rm 15, 1-3 (199308275)  Luciano Monari, Commento a Rm 15, 1-3 (199308275). Vi annunzio una grande gioia (Lc 2,10) Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 27 agosto 1993 Serie: Meditazioni sul Vangelo di Luca 5 Id: Monari:199308275 Luciano Monari, Commento a Rm 15, 1-3 (199308275). Vi annunzio una grande gioia (Lc 2,10) Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 01 agosto 1994 Serie: Meditazioni sul Vangelo di Luca 5 Id: Monari:199308275 C’è qui un problema che si poneva nella comunità cristiana. C’erano alcuni che Paolo chiama ‘forti e altri che chiama ‘deboli’. I forti sono quelli che hanno una visione matura e ricca della fede e quindi hanno imparato a mettere al centro le cose essenziali e a dare invece poca o nessuna importanza alle cose che potremmo chiamare esterne: ai cibi da mangiare o ai cibi da non mangiare, alle carni, alle verdure ecc. I deboli, invece, sono persone che hanno una fede autentica, però ancora non completa, non matura, quindi considerano, per esempio, proibito al cristiano mangiare certi tipi di carni in certi momenti. 
27/08/1993 Prima Meditazione (199308273)  Luciano Monari, Prima Meditazione (199308273) Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 27 agosto 1993 Serie: Meditazioni sul Vangelo di Luca 3 Id: Monari:199308273 Ci farà da guida in questo corso di Esercizi il Vangelo secondo Luca che sarà il Vangelo del prossimo anno liturgico (a. C). Come meditazione di introduzione, è utile fermarsi proprio su quella parola che noi sentiamo così spesso e che è per un cristiano ricca di significato e di riferimenti, cioè la parola “vangelo”. È significativo, credo, che la Chiesa, dovendo designare quei libretti che hanno scritto Matteo, Marco, Luca e Giovanni, non li ha chiamati “Vita di Gesù” o nemmeno “Ricordi degli apostoli”, “Ricordi di Giovanni”, o “Quello che Giovanni ricorda della vita di Gesù”; ma li ha chiamati “vangeli”: vangelo secondo Matteo, vangelo secondo Marco, vangelo secondo Giovanni e vangelo secondo Luca. 
28/08/1993 Commento a Rm 12, 1-2 (1993082821)  Luciano Monari, Commento a Rm 12, 1-2 (1993082821). Meditazioni sul Vangelo di Luca Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 28 agosto 1993 Serie: Meditazioni sul Vangelo di Luca 6 Id: Monari:1993082821 L’inizio del cap. 12° della Lettera ai Romani è stato scelto come lettura breve del comune delle sante perché contiene in sintesi il significato della vocazione cristiana alla santità. Questo brano si trova all’inizio della seconda parte della lettera ai Romani; nella prima c’è una lunga trattazione che ha come tema l’opera di redenzione che Dio ha compiuto in Gesù Cristo. S. Paolo poi insiste sul fatto che la condizione dell’uomo in sé è una condizione di miseria e come di condanna a una morte morale e che da questa condanna spirituale alla morte, l’uomo è liberato per il dono gratuito di Dio, per la misericordia di Dio che è donata in Gesù Cristo. 
28/08/1993 Prima Meditazione (199308281)  Luciano Monari, Prima Meditazione (199308281). Meditazioni sul Vangelo di Luca Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 28 agosto 1993 Serie: Meditazioni sul Vangelo di Luca 8 Id: Monari:199308281 Una prima osservazione: anche il vangelo di Matteo e il vangelo di Marco conoscono una visita di Gesù nella sinagoga di Nazareth e una predicazione a Nazareth; ma in Matteo e in Marco questa avviene molto più avanti nel ministero di Gesù: Gesù ritorna a Cafarnao, predica e fa miracoli, poi va nella sua città, a Nazareth. Luca ha spostato volontariamente questo episodio (si capisce infatti che Gesù ha già fatto dei miracoli a Cafarnao). 
28/08/1993 Seconda Meditazione (199308282)  Luciano Monari, Seconda Meditazione (199308282). Meditazioni sul Vangelo di Luca Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 28 agosto 1993 Serie: Meditazioni sul Vangelo di Luca 9 Id: Monari:199308282 Abbiamo meditato questa mattina la proclamazione di Gesù a Nazareth dell’anno di grazia del Signore: è l’anno della liberazione per i prigionieri e di libertà per gli oppressi: questa proclamazione domina tutta la prima parte del vangelo di s. Luca, il ministero di Gesù in Galilea. Ora meditiamo un testo famoso, tipicamente lucano (infatti non si trova negli altri evangelisti): il brano della peccatrice perdonata: Lc 7, 36-50. 
29/08/1993 Commento a 2 Ts 2, 13-14 (199308293)  Luciano Monari, Commento a 2 Ts 2, 13-14 (199308293) Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 29 agosto 1993 Serie: Meditazioni sul Vangelo di Luca 11 Id: Monari:199308293 Si rivolge a “voi” e chiama voi “fratelli amati dal Signore”; ci sono cioè due dimensioni fondamentali che definiscono la vostra vita: una è la dimensione verticale, quella dell’essere amati dal Signore, l’altra è quella orizzontale, di essere fratelli, uniti gli uni con gli altri da un vincolo di fraternità che nasce dall’amore che il Signore ha per voi. Poi aggiunge: “Voi siete scelti da Dio” e “chiamati da Dio”: Dio vi ha scelti e vi ha chiamati. “Scelti” vuol dire che Dio vi ha voluto bene con un amore unico, ha guardato ciascuno di voi con un amore di predilezione, come se ciascuno di voi fosse unico davanti a lui, quindi con la globalità e la pienezza del suo amore. 
29/08/1993 Prima Meditazione (199308291)  Luciano Monari, Prima Meditazione (199308291). Meditazioni sul Vangelo di Luca Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 29 agosto 1993 Serie: Meditazioni sul Vangelo di Luca 10 Id: Monari:199308291 La parte centrale del vangelo di s. Luca è di solito intitolata, dagli esegeti, “Il viaggio di Gesù verso Gerusalemme”. Infatti, in una decina di capitoli Luca presenta Gesù in viaggio, verso una meta e uno scopo preciso, Gerusalemme, che è il traguardo della vita di Gesù: non semplicemente l’ultima tappa, ma lo scopo di tutta la sua vita; in tutte le sue azioni e le sue scelte, Gesù pare si senta attirato proprio verso Gerusalemme. 
30/08/1993 Commento a Atti degli Apostoli 13, 23-25 (199308309)  Luciano Monari, Commento a Atti degli Apostoli 13, 23-25 (199308309). Meditazioni sul Vangelo di Luca Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 30 agosto 1993 Serie: Meditazioni sul Vangelo di Luca 16 Id: Monari:199308309 Sta prima di Giovanni perché è detto: “Dalla discendenza di Davide, secondo la promessa, Dio trasse per Israele un salvatore, Gesù”; le radici della vita di Gesù sono antiche, risalgono a Davide e alle promesse che Dio aveva fatto a Davide attraverso il profeta Natan: aveva promesso una discendenza che sarebbe durata per sempre e questa discendenza si compie in Gesù Cristo: Gesù Cristo era dunque già presente nell’esperienza di Davide. 
30/08/1993 Seconda Meditazione (199308302)  Luciano Monari, Seconda Meditazione (199308302). Meditazioni sul Vangelo di Luca Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 30 agosto 1993 Serie: Meditazioni sul Vangelo di Luca 15 Id: Monari:199308302 Dice Gesù in questa cena: “Io non mangerò più, io non berrò più questa Pasqua, questo frutto della vite, fino a che tutto si compia nel regno di Dio” (cfr. Lc 22, 18). Gesù è arrivato cioè al punto terminale e culminante, alla realizzazione piena della sua vita, ed effettivamente, capire l’istituzione dell’Eucaristia e capire, il senso della vita del Signore è la stessa cosa, poiché sono strettamente legate fra loro. Cerchiamo allora di avvicinarci a questa comprensione. Con questo brano ci troviamo alla vigilia della morte di Gesù e nel contesto di una celebrazione pasquale. 
31/08/1993 Commento a 1 Ts 5, 4-5 (1993083113)  Luciano Monari, Commento a 1 Ts 5, 4-5 (1993083113). Meditazioni sul Vangelo di Luca Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 31 agosto 1993 Serie: Meditazioni sul Vangelo di Luca 17 Id: Monari:1993083113 Il termine della storia del mondo è presentato da s. Paolo, seguendo una tradizione dell’Antico Testamento, come un grande giorno, il giorno del Signore. San Paolo intende questa espressione in senso proprio: nella vita eterna sarà sciolta ogni tenebra, ogni oscurità, perché il volto di Dio si manifesterà in tutto il suo splendore, in tutta la sua gloria e, insieme, con il volto di Dio sarà rivelata la verità dell’uomo, il senso della sua vita; verranno recuperate le sofferenze, i dolori, le lacrime degli uomini; verranno premiati tutti quei gesti che hanno sostenuto il mondo attraverso la carità e la generosità. Per questo sarà un giorno luminoso e pieno. 
31/08/1993 Commento a Rm 3, 23-25a (1993083122)  Luciano Monari, Commento a Rm 3, 23-25a (1993083122). Meditazioni sul Vangelo di Luca Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 31 agosto 1993 Serie: Meditazioni sul Vangelo di Luca 22 Id: Monari:1993083122 S. Paolo guarda al mondo pagano e lo riconosce lontano da Dio, a motivo dell’idolatria che è la sorgente di tutta una serie di deformazioni, anche nei comportamenti morali, per cui i pagani sono immersi nella profondità del peccato. S. Paolo esamina poi il mondo giudaico e anche questo trova immerso nel peccato, perché se pure osserva le legge, però non riesce a osservarla pienamente. I Giudei, quindi, che hanno corretti giudizi religiosi, cadono però essi stessi sotto il loro proprio giudizio. 
31/08/1993 Prima Meditazione (199308311)  Luciano Monari, Prima Meditazione (199308311). Meditazioni sul Vangelo di Luca Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 31 agosto 1993 Serie: Meditazioni sul Vangelo di Luca 19 Id: Monari:199308311 Al centro del vangelo di Luca c’è quel lungo viaggio che va verso Gerusalemme e verso gli avvenimenti che lì si compiranno. Questo ci dice che per Luca, come d’altra parte per tutti i Vangeli, la passione e morte di Gesù non sono un incidente casuale: sono, invece il punto di arrivo, il traguardo di un itinerario voluto, conosciuto e accettato, orientato. Si potrebbe dire che Gesù è nato proprio per questo, per fare questo catramino e per assumere il peso e la realtà della morte. 
31/08/1993 Seconda Meditazione (199308312)  Luciano Monari, Seconda Meditazione (199308312). Meditazioni sul Vangelo di Luca Data Copyright: 1993 Data pubblicazione: 31 agosto 1993 Serie: Meditazioni sul Vangelo di Luca 21 Id: Monari:199308312 Del racconto della passione mediteremo alcuni elementi, cercando di ritrovare la nostra fisionomia nei personaggi che incontrano Gesù e vengono come svelati a se stessi, vengono manifestati in quegli atteggiamenti di orgoglio o di superbia o di presunzione che stanno nel loro cuore, come nel nostro cuore. Tutto questo lo facciamo, evidentemente, con nessuna intenzione di avvilire noi stessi, ma, piuttosto con la speranza di poter affidare al Signore, al suo perdono e alla sua grazia quella purificazione del nostro cuore della quale abbiamo tutti bisogno. 
01/01/1994 1ª Meditazione (199401011)  Luciano Monari, 1ª Meditazione (199401011). Gli Atti degli Apostoli nel contesto dell’opera Lucana Data Copyright: 1994 Data pubblicazione: 01 gennaio 1994 Serie: Atti degli Apostoli 1 Id: Monari:199401011 Il primo problema che ci poniamo riguarda il significato globale degli Atti degli Apostoli. È un problema che viene da una constatazione molto semplice. Nel Nuovo Testamento ci sono quattro Vangeli, però uno di essi, quello di S. Luca, non termina con il racconto dell’Ascensione, ma’ continua con la narrazione dell’esperienza della prima comunità cristiana. Infatti nell’ottica di Luca gli Atti degli Apostoli sono la continuazione della sua prima opera; per questo non possono essere considerati come un testo autonomo, ma devono essere strettamente collegati con il terzo vangelo, e ciò lo si capisce dal prologo 
01/01/1994 1ª meditazione (199410302)  Il tema, come qualcuno sa già, è la lettura della Lettera agli Efesini, e vuol dire che in questi giorni io prenderò alcuni temi di questa lettera e cercherò di spiegarli, ma il lavoro bello dovete farlo voi, e vuol dire che voi prendete il testo della lettera agli Efesini e lo provate a leggere e rileggere, tenendo presente quello che abbiamo detto tante volte e cioè, che dalla Parola di Dio dobbiamo cercare l’illuminazione, perché è una parola che istruisce, ma non solo: la Parola di Dio rafforza, consola, vuole convertire, ci chiede qualche cosa e nel momento stesso in cui ce lo chiede, ce lo dona. 
01/01/1994 2ª meditazione (199410303)  Questa pagina mi interessa per quell’affermazione. «Dio non ha smesso di compiere la sua opera fino a quando non abbia sollevato quest’uomo e non l’abbia fatto sedere alla propria destra». È cosi lontano Dio dalla gelosia e dall’invidia o dal timore e dalla difesa nei confronti dell’uomo, che, anzi, tutto il progetto di Dio tende a glorificare l’uomo, a farlo sedere alla sua destra. 
01/01/1994 4ª meditazione (199410313)  Che la Chiesa sia una e debba essere una l’abbiamo ripetuto in tutte le salse perché corrisponde al progetto di Dio che vuole l’umanità condotta alla comunione attraverso la forza dell’amore: e la Chiesa deve essere un germe di questa comunione. Ma nello stesso tempo l’unità viene, l’abbiamo ricordato, non dalla eliminazione delle diversità, ma dalla valorizzazione delle caratteristiche personali. Allora, dice San Paolo, a ciascuno di noi è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. A ciascuno il Signore ha fatto il suo dono personale, la ricchezza delle sue qualità e delle sue grazie. Anzi, dice San Paolo, Cristo è disceso dal cielo sulla terra poi è salito dalla terra al cielo e questo è un duplice movimento, il movimento dell’Incarnazione (si è fatto uomo) e della Pasqua (è salito al cielo). 
01/01/1994 5ª meditazione (199411012)  Allora, terminiamo un pochino il nostro cammino di riflessione sulla Lettera agli Efesini con questo testo che è certamente quello più problematico, perché questo discorso delle mogli sottomesse ai mariti, poi degli schiavi e dei padroni è evidentemente un discorso che non ci va giù tanto bene, e che vuole capito, meditato e misurato. Tentiamo dunque di vedere che cosa può significare qui il testo della Lettera agli Efesini. 
01/01/1994 Celebrazione Eucaristica (19940101)  Luciano Monari, Celebrazione Eucaristica (19940101). Perché la nostra gioia sia perfetta Data Copyright: 1994 Data pubblicazione: 01 gennaio 1994 Serie: Perché la nostra gioia sia perfetta 4 Id: Monari:19940101 Secondo il libro della Genesi c’è una benedizione di Dio sull’uomo all’inizio della creazione. Dio ha dato l’esistenza all’uomo, ma non solo; lo ha benedetto cioè lo ha guardato con benevolenza e gli ha comunicato una forte ricchezza di vita. Lo ha guardato con benevolenza, perché la benedizione si lega fortemente a questo. 
01/01/1994 Essere discepoli oggi (199407243)  Le due meditazioni che abbiamo fatto volevano presentare: la prima il mistero di Dio in Gesù Cristo, cioè il progetto che Dio ha sull’uomo e quindi in concreto l’orizzonte dentro al quale si muove la nostra vita; e la seconda la Chiesa cioè il luogo concreto dove questo progetto di Dio incomincia a realizzarsi. 
01/01/1994 Festa S. Apollinare (19940723)  Luciano Monari, Festa S. Apollinare (19940723). Il discepolato per i giovani oggi Data Copyright: 1994 Data pubblicazione: 23 luglio 1994 Serie: Il discepolato per i giovani oggi 5 Id: Monari:19940723 Dicevamo del progetto, del sogno di Dio sull’umanità e di come questo sogno di Dio si realizzi nella comunione, nell’unità: Dio vuole che gli uomini siano una cosa sola ‘attraverso una condivisione di giustizia e d’amore. Questo era il puntò di partenza. Se ci pensate si capisce che uno degli strumenti fondamentali per realizzare l’unità degli uomini sarebbe quello che noi chiamiamo “politica”. La politica fatta bene dovrebbe servire proprio a questo. 
01/01/1994 Gli incontri con Gesù nei vangeli (19941109)  Proviamo a raccogliere dai Vangeli alcune informazioni su che cosa succede quando Gesù incontra l’uomo, le persone. La prima osservazione, molto semplice, ma altrettanto significativa, la prendo da un teologo svedese, Pedersen, che dice “quando uno guarda le persone che Gesù incontra nel Vangelo rimane stupito dalla qualità di queste persone, perché sono praticamente tutte malfatte. O sono fatte male dal punto di vista fisico perché sono ammalate, o sono fatte male dal punto di vista spirituale perché sono peccatori o indemoniati. Gesù non incontra mai l’uomo integro, perfetto, ben proporzionato”. 
01/01/1994 III Meditazione (199401013)  Luciano Monari, III Meditazione (199401013). Il Concilio di Gerusalemme Data Copyright: 1994 Data pubblicazione: 1/1/1994 Serie: Atti degli Apostoli 3 Id: Monari:199401013 Al capitolo 15° degli Atti degli Apostoli è presentato il Concilio di Gerusalemme che dà come il via alla grande evangelizzazione paolina, senza più ostacoli. È vero che Paolo ha già predicato in precedenza, ma la dimensione più piena e completa dell’evangelizzazione del mondo pagano viene proprio resa possibile dal Concilio di Gerusalemme. 
01/01/1994 Il Corpo di Cristo (1994050605)  Quella espressione: Così ci rivedremo di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà l’avevamo già incontrata, nel Vangelo secondo Giovanni quando, sempre nel discorso dell’Ultima Cena, il Signore annuncia la sofferenza del distacco e poi la gioia del ricongiungimento; il Signore l’aveva collegata a quella immagine della donna che partorisce ed è afflitta quando giunge la sua ora, ma quando ha dato alla luce il bambino non si ricorda più dell’afflizione, per la gioia che è venuto al mondo un uomo (cfr. Gv 16, 21-23). 
01/01/1994 Il giovane, discepolo per le strade del mondo (1994072434)  Ora consideriamo dei brani tratti dalla Lettera di S. Paolo agli Efesini, che riguardano la vocazione cristiana, ma nell’aspetto della sua varietà. Questa mattina (IV meditazione) abbiamo ricordato la vocazione cristiana che coinvolge tutti. I testi che vogliono leggere adesso riguardano invece le funzioni diverse che ci sono all’interno di una comunità. 
01/01/1994 Il Sacrificio di Cristo (1994050607)  Io mi immolerò interamente per le vostre anime. “Come vento che si abbatte gagliardo riempiendo tutta la casa”, all’ultimo respiro, voglio chiamare lo Spirito Santo perché vi invada tutte del Suo Amore e della Sua potenza e vi rinnovi la vita. 
01/01/1994 Introduzione (19940721)  Il presente sussidio è la trascrizione delle meditazioni dettate da don Luciano Monari al corso di esercizi spirituali svoltisi a Pietravolta nel luglio 1994. Organizzato dall’Azione Cattolica giovani il corso è stato un’occasione di alto valore spirituale ed ecclesiale. 
01/01/1994 La Comunità cristiana (1994050609)  Non vi impongo nulla; vi chiedo solo, per amore e in carità di continuare intrepide a gettare la vostra rete a destra, cioè dalla parte della Chiesa santa e infallibile, cingendovi sempre della vostra divisa, e gettandovi nel mare della miseria umana onde soccorrere, curare, illuminare, animare, salvare. Vi invoco perciò la forza interiore ed esteriore, non solo di parlare, ma di faticare, resistere, e vincere santamente, vivendo in voi Cristo. 
01/01/1994 La Misericordia (1994050606)  Sapete che la preghiera cristiana ha fondamentalmente due dimensioni. Certo, se ne possono esprimere tantissime, ma fondamentalmente ci sono due dimensioni complementari: il rendimento di grazie e la supplica. Siccome siamo debitori a Dio di ogni cosa, debitori della vita e di tutto quello che ha arricchito la vita, è necessario rendere grazie. Se uno non rende grazie, vuole dire che considera quello che è e quello che ha come sua proprietà, non come un dono del Signore. Rendere grazie vuole dire riferire ogni cosa a Dio, accoglierla dalle sue mani. Per questo la liturgia ci insegna a lodare il Signore al mattino: le Lodi. 
01/01/1994 La Missione (1994050610)  Vi invoco perciò la forza interiore ed esteriore, non solo di parlare, ma di faticare, resistere, e vincere santamente, vivendo in voi Cristo. Per questo, ad aiuto infallibile vi prego di fare vostre, con la S. Messa, le insuperabili devozioni della Via Crucis, del Rosario, dell’Angelus e delle Litanie Lauretane. Riceverete sempre un segreto fiotto di Cielo, consolatore, riparatore, costruttore, animatore, pacificatore! Quel che poi vi chiedo a mani giunte è che vi amiate sinceramente, fraternamente, serenamente, facendovi «fratello» tutto il Cielo, il firmamento e il cosmo. Io vivrò così in voi e per voi dal mio Cielo di pace e di luce! Fervorosi angeli di missione, amate Dio col Cuore di Cristo, lodatelo con le labbra di Cristo, glorificatelo con le vostre opere, non sciupate il disegno di Dio su di voi. Curate a grappoli le anime, che Dio vi affida, con gioia, discrezione, sincerità, generosità e buon esempio, in servizio permanente della santa Chiesa e con coraggio di perseveranza. 
01/01/1994 La samaritana (19941021)  Il brano che abbiamo letto è la prefazione, l’ingresso di Gesù nella regione della Samaria, e l’importanza del brano dipende anche dal fatto che la Samaria diventerà, agli inizi del cristianesimo, una delle grandi regioni di annuncio del Vangelo, e questo brano è in qualche modo la promessa del futuro: Gesù va in Samaria e annuncia il Vangelo e lì ottiene successo, perché questa donna incomincia a credere e con lei, per la sua testimonianza, ci saranno altri che crederanno. 
01/01/1994 La Verità (1994050604)  Abbiamo meditato nella terza meditazione l’insistenza sul tema dell’unità: unità come il grande progetto che Dio ha sul cosmo, sul mondo, sull’umanità; unità come l’effetto dell’azione della Redenzione di Cristo e quindi unità come imperativo della vita cristiana, come imperativo della vostra esistenza religiosa. Dovete camminare verso la perfezione dell’unità; verso un’unità tale che attraverso di essa traspaia l’Unità trinitaria, tanto chiaramente che il mondo possa riconoscere la vostra origine, non dalla volontà umana, ma dal progetto stesso del Signore. 
01/01/1994 La Vita (1994050102)  “Nata per l’irradiazione della vita, vi lascio la gioia, che è il mistero del Verbo Incarnato in mezzo a noi, e che la fede ci dona la possibilità di possederLo e unirsi a Lui”. 
01/01/1994 L’esperienza della comunità oggi (199407242)  Questo mistero di Dio che è la ricapitolazione di tutte le cose in Cristo, che è la trasformazione dell’universo e degli uomini secondo la logica rivelata dall’amore di Cristo, questo mistero si dilata nella storia dell’uomo. Si dilata vuol dire che nel progetto di Dio è già realizzata in Gesù Cristo; Gesù Cristo è quel pezzo di mondo nel quale il mistero di Dio si è completamente e perfettamente compiuto. Con la sua morte, Gesù ha portato a perfezionare l’amore per Dio e l’amore per gli uomini, non c’è niente altro che quello. In quello il mondo ha già raggiunto il suo traguardo, la sua meta, ma naturalmente quello che è compiuto in Gesù Cristo deve dilatarsi, deve raggiungere tutta l’umanità, trasformare quindi, attraverso l’umanità, il cosmo stesso. 
01/01/1994 L’esperienza della comunità oggi (199407242)  Questo mistero di Dio che è la ricapitolazione di tutte le cose in Cristo, che è la trasformazione dell’universo e degli uomini secondo la logica rivelata dall’amore di Cristo, questo mistero si dilata nella storia dell’uomo. Si dilata vuol dire che nel progetto di Dio è già realizzata in Gesù Cristo; Gesù Cristo è quel pezzo di mondo nel quale il mistero di Dio si è completamente e perfettamente compiuto. Con la sua morte, Gesù ha portato a perfezionare l’amore per Dio e l’amore per gli uomini, non c’è niente altro che quello. In quello il mondo ha già raggiunto il suo traguardo, la sua meta, ma naturalmente quello che è compiuto in Gesù Cristo deve dilatarsi, deve raggiungere tutta l’umanità, trasformare quindi, attraverso l’umanità, il cosmo stesso. 
01/01/1994 L’esperienza della comunità oggi (199407242)  Questo mistero di Dio che è la ricapitolazione di tutte le cose in Cristo, che è la trasformazione dell’universo e degli uomini secondo la logica rivelata dall’amore di Cristo, questo mistero si dilata nella storia dell’uomo. Si dilata vuol dire che nel progetto di Dio è già realizzata in Gesù Cristo; Gesù Cristo è quel pezzo di mondo nel quale il mistero di Dio si è completamente e perfettamente compiuto. Con la sua morte, Gesù ha portato a perfezionare l’amore per Dio e l’amore per gli uomini, non c’è niente altro che quello. In quello il mondo ha già raggiunto il suo traguardo, la sua meta, ma naturalmente quello che è compiuto in Gesù Cristo deve dilatarsi, deve raggiungere tutta l’umanità, trasformare quindi, attraverso l’umanità, il cosmo stesso. 
01/01/1994 L’esperienza della comunità oggi (199407242)  Questo mistero di Dio che è la ricapitolazione di tutte le cose in Cristo, che è la trasformazione dell’universo e degli uomini secondo la logica rivelata dall’amore di Cristo, questo mistero si dilata nella storia dell’uomo. Si dilata vuol dire che nel progetto di Dio è già realizzata in Gesù Cristo; Gesù Cristo è quel pezzo di mondo nel quale il mistero di Dio si è completamente e perfettamente compiuto. Con la sua morte, Gesù ha portato a perfezionare l’amore per Dio e l’amore per gli uomini, non c’è niente altro che quello. In quello il mondo ha già raggiunto il suo traguardo, la sua meta, ma naturalmente quello che è compiuto in Gesù Cristo deve dilatarsi, deve raggiungere tutta l’umanità, trasformare quindi, attraverso l’umanità, il cosmo stesso. 
01/01/1994 L’Eucaristia (199405011)  Dinanzi a Gesù Sacramentato, nel sorriso della Vergine Santa, in spirito di fede, di amore e di umiltà, nella Religione Cattolica e Apostolica, rapita dal S. Vangelo, mi rivolgo a voi tutte, Figlie dilettissime in Cristo Signore, per ripetervi con lui. “è bene per voi che io me vada!”; perché la pienezza dell’Amore scenda su di voi tutte a rafforzare la vostra vocazione regale di Spose di Sangue! 
01/01/1994 L’Eucaristia (199405011)  Dinanzi a Gesù Sacramentato, nel sorriso della Vergine Santa, in spirito di fede, di amore e di umiltà, nella Religione Cattolica e Apostolica, rapita dal S. Vangelo, mi rivolgo a voi tutte, Figlie dilettissime in Cristo Signore, per ripetervi con lui. “è bene per voi che io me vada!”; perché la pienezza dell’Amore scenda su di voi tutte a rafforzare la vostra vocazione regale di Spose di Sangue! 
01/01/1994 L’Eucaristia (199405011)  Dinanzi a Gesù Sacramentato, nel sorriso della Vergine Santa, in spirito di fede, di amore e di umiltà, nella Religione Cattolica e Apostolica, rapita dal S. Vangelo, mi rivolgo a voi tutte, Figlie dilettissime in Cristo Signore, per ripetervi con lui. “è bene per voi che io me vada!”; perché la pienezza dell’Amore scenda su di voi tutte a rafforzare la vostra vocazione regale di Spose di Sangue! 
01/01/1994 L’Eucaristia (199405011)  Dinanzi a Gesù Sacramentato, nel sorriso della Vergine Santa, in spirito di fede, di amore e di umiltà, nella Religione Cattolica e Apostolica, rapita dal S. Vangelo, mi rivolgo a voi tutte, Figlie dilettissime in Cristo Signore, per ripetervi con lui. “è bene per voi che io me vada!”; perché la pienezza dell’Amore scenda su di voi tutte a rafforzare la vostra vocazione regale di Spose di Sangue! 
01/01/1994 Liturgia penitenziale (199411015)  È certamente un po’ strana e non facilissima la prima lettura, però è ricca e preziosa. È una grande preghiera penitenziale di Israele al tempo dell’esilio quando il Tempio di Gerusalemme, che è il luogo della presenza di Dio, è distrutto. Il popolo è disperso e sembra essere venuta a meno ogni speranza. In questa situazione il popolo riconosce che, se le cose sono andate così, la colpa non è di Dio, ma la colpa è del popolo che però si rivolge al Signore e chiede al Signore di convertirsi, di voltarsi verso il popolo, di usare misericordia e di ricostruire Gerusalemme nel suo splendore e nella sua bellezza. 
01/01/1994 L’Unità (1994050103)  “Io in loro e tu in Me!”. perciò non muoio, inizio una nuova Vita per essere perfetta nell’unità, con voi, affinché il mondo conosca che Lui ci ha volute e mandate! Come Dio ha amato me, così supplico che ami voi, e siate un giorno tutte con me, perché contempliate l’eredità d’amore riserbataci dal Suo Cuore. “Ut unum sint!” siano anch’esse in noi, e tutte siano una sola cosa! 
01/01/1994 L’Unità (1994050103)  “Io in loro e tu in Me!”. perciò non muoio, inizio una nuova Vita per essere perfetta nell’unità, con voi, affinché il mondo conosca che Lui ci ha volute e mandate! Come Dio ha amato me, così supplico che ami voi, e siate un giorno tutte con me, perché contempliate l’eredità d’amore riserbataci dal Suo Cuore. “Ut unum sint!” siano anch’esse in noi, e tutte siano una sola cosa! 
01/01/1994 L’Unità (1994050103)  “Io in loro e tu in Me!”. perciò non muoio, inizio una nuova Vita per essere perfetta nell’unità, con voi, affinché il mondo conosca che Lui ci ha volute e mandate! Come Dio ha amato me, così supplico che ami voi, e siate un giorno tutte con me, perché contempliate l’eredità d’amore riserbataci dal Suo Cuore. “Ut unum sint!” siano anch’esse in noi, e tutte siano una sola cosa! 
01/01/1994 L’Unità (1994050103)  “Io in loro e tu in Me!”. perciò non muoio, inizio una nuova Vita per essere perfetta nell’unità, con voi, affinché il mondo conosca che Lui ci ha volute e mandate! Come Dio ha amato me, così supplico che ami voi, e siate un giorno tutte con me, perché contempliate l’eredità d’amore riserbataci dal Suo Cuore. “Ut unum sint!” siano anch’esse in noi, e tutte siano una sola cosa! 
01/01/1994 Maria (1994050608)  Consacrate alla Madonna di Loreto, vi pongo tutte sotto la Sua ala materna, sicura della Sua onnipotenza per grazia, perché vi abitui ai voli dello Spirito. A S. Giuseppe, il custode di Gesù, affido la guida, la difesa e la protezione di ciascuna di voi. Affamata ed assetata dello Spirito di S. Francesco, grido al serafico Padre di coprirvi del suo mantello e di stringervi in “unità” col suo bianco umile cordiglio, gomena celestiale contro ogni tempesta. 
01/01/1994 Omelia (19940724)  Luciano Monari, Omelia (19940724). Omelia Data Copyright: 1994 Data pubblicazione: 24 luglio 1994 Serie: Il discepolato per i giovani oggi 6 Id: Monari:19940724 Abbiamo riflettuto in questi giorni sul discepolato cristiano; che cosa vuole dire imparare a conoscere Gesù e che cosa vuole dire cercare di seguirlo, cercare di farlo diventare il centro di riferimento della nostra vita. Si potrebbe dire che il significato dei nostri esercizi sta in questa prima scena del Vangelo che abbiamo ascoltato, dove c’è Gesù che sale su una montagna, si mette a sedere e c’è una grande folla che va verso di Lui. 
01/01/1994 Omelia (199410301)  Abbiamo appena ascoltato il Vangelo, un Vangelo che semplifica tantissimo la vita cristiana; non che la rende facile, ma che toglie tutta una serie di complicazioni. La vita cristiana si riassume in un unico grande atteggiamento di amore, che è amore verso Dio e amore verso il prossimo. 
01/01/1994 Omelia (199410311)  Ci sono secondo il Vangelo di oggi due stili di vita tra i quali siamo chiamati a scegliere. Uno è lo stile dello scambio. Scambio vuole dire: io ti do una cosa e ricevo in cambio qualche cosa di valore equivalente; vi invito a cena, poi voi mi invitate a cena e così ci siamo scambiati un favore. Dopo di che il rapporto è chiuso, uno a uno, siamo pari, né ti devo niente, né tu devi niente. Naturalmente questo stile di scambio è presente in tantissime esperienze della nostra vita: nel lavoro, nei rapporti commerciali, nel comperare e nel vendere e tutte queste cose. Ma mica è sbagliato, per amore del cielo. 
01/01/1994 Omelia (199411011)  Abbiamo iniziato il nostro cammino di esercizi spirituali con quel testo di Paolo della Lettera agli Efesini dove dice che Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi ed immacolati, al suo cospetto nella carità. Siamo quindi andati a cercare le radici della vita cristiana, nell’amore eterno di Dio e nel progetto di Dio che riguarda la nostra santificazione. Concludiamo il corso degli esercizi con la solennità di Tutti i Santi, quindi ricordando quelli che hanno raggiunto il traguardo della loro vita. C’è all’inizio l’elezione, al traguardo la santità; e in mezzo? 
01/01/1994 Paolo, apostolo e testimone (199401014)  Che la figura di Paolo abbia un’importanza centrale negli Atti degli Apostoli non c’è bisogno di dimostrarlo, la sua vocazione o conversione è menzionata tre volte dettagliatamente, nei capitoli 9,22 e 26. I capitoli degli Atti dal 13 in poi sono dominati dal ministero apostolico di Paolo che, dal punto di vista narrativo, ne è praticamente il protagonista. 
01/01/1994 Seconda meditazione (199401022)  Con il capitolo secondo si conclude il primo ciclo di riflessioni di san Giovanni in cui aveva posto quel principio fondamentale secondo il quale Dio è luce, poi ha ricavato le conseguenze notando quali cambiamenti intervengono nella vita di una persona quando questa luce giunge effettivamente e viene accolta. 
02/01/1994 Celebrazione Eucaristica (19940102)  Luciano Monari, Celebrazione Eucaristica (19940102). Perché la nostra gioia sia perfetta Data Copyright: 1994 Data pubblicazione: 02 gennaio 1994 Serie: Perché la nostra gioia sia perfetta 3 Id: Monari:19940102 C’è sempre una distanza grande tra quello che noi siamo e quello che riusciamo a sapere di noi stessi, e ancora di più con quello che riusciamo a esprimere di noi stessi. Non ci conosciamo mai fino in fondo e quindi la nostra vita non è trasparente, nemmeno a noi. Nel manifestarci agli altri c’è sempre qualcosa che sfugge dalla comunicazione; non riusciamo mai ad essere presenti del tutto nei nostri gesti e nelle nostre parole. San Giovanni dice che per Dio la cosa è diversa. Dio è perfettamente trasparente a se stesso, si conosce perfettamente e si esprime perfettamente: «In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio». Quindi immagine perfetta di Dio, in cui Dio esprime e dice se stesso. 
02/01/1994 Prima meditazione (199401021)  Luciano Monari, Prima meditazione (199401021). Perché la nostra gioia sia perfetta Data Copyright: 1994 Data pubblicazione: 02 gennaio 1994 Serie: Perché la nostra gioia sia perfetta 5 Id: Monari:199401021 Quando la luce di Dio arriva a toccare il cuore dell’uomo, egli si riconosce peccatore. Riconoscendosi peccatore l’uomo inizia un cammino di conversione per cui prende come regola della sua vita e dei Suoi comportamenti la volontà di Dio, i Suoi comandamenti, la sua parola, e quindi il progetto che Dio ha sull’uomo, e che si esprime nel comandamento dell’amore, viene fatto proprio dal credente. 
01/05/1994 Presentazione (19940501)  Con il passare del tempo non viene meno in me il ricordo di Madre Giovanna. Cominciando dal primo incontro avvenuto a metà luglio del 1981, ripercorro i vari momenti vissuti con lei, con gioia e commozione. Ciò che mi colpiva era la luminosità dello sguardo ed il fervore delle parole. In particolare rimane impresso nella mente e nel cuore la dolcezza e la forza con cui ripeteva la parola “amore”. 
30/10/1994 Ricapitolare tutto in Cristo (199410300)  Luciano Monari, Ricapitolare tutto in Cristo (199410300). Meditazioni sulla Lettera agli Efesini Data Copyright: 1994 Data pubblicazione: 30 ottobre 1994 Serie: Esercizi spirituali 1994 Id: Monari:199410300 Esercizi Spirituali ai giovani e agli adulti 
31/10/1994 3ª meditazione (199410312)  Luciano Monari, 3ª meditazione (199410312). Meditazioni sulla Lettera agli Efesini Data Copyright: 1994 Data pubblicazione: 31/10/1994 Serie: Ricapitolare tutto in Cristo 5 Id: Monari:199410312 Facciamo il punto sul nostro cammino e sulla nostra riflessione. Siamo partiti con una preghiera di benedizione e di lode a Dio, suscitata dallo stupore per le grandi opere che Dio ha compiuto per noi, o se volete, lo stupore per l’interesse che Dio ha per la nostra vita: la nostra vita per quanto piccola, fragile e debole è preziosa agli occhi del Signore. Questo lo abbiamo sottolineato ricordando le grandi opere di Dio, come la elezione: ci ha scelti prima della creazione del mondo; la filiazione adottiva: ci ha predestinati ad essere suoi figli adottivi in Gesù Cristo; la redenzione mediante il sangue di Cristo; quindi la liberazione dal peccato e dalla morte. 
01/01/1995 1ª Meditazione (199511032)  Beh, questo testo dovrebbe aiutarci a entrare dentro agli esercizi. Che cosa facciamo in questi giorni, che cosa cerchiamo di comprendere, di meditare? Dice l’Apocalisse – rivelazione di Gesù Cristo – questo è il contenuto del libro ed è il contenuto dei nostri esercizi. Quello che Gesù Cristo ha rivelato; anzi quella rivelazione che è lui stesso, la sua persona. Lui è la rivelazione di Dio e in lui ci vengono rivelate alcune verità fondamentali – dice il libro dell’Apocalisse – sulle cose che devono presto accadere, sul senso del futuro, sul senso della storia. 
01/01/1995 2ª Meditazione (199511033)  Nei capitoli 4 e 5 abbiamo visto questa mattina la visione inaugurale dell’Apocalisse e quella che costituisce il fondamento di tutto il resto del libro, perché il veggente, Giovanni, è stato portato in cielo per assistere alla liturgia celeste; e la liturgia celeste contiene in se, in germe, tutto il significato della storia. In quella sovranità di Dio che sta al centro del mondo e della storia, nella consegna del potere divino all’Agnello che sta ritto sul trono con la onnipotenza di Dio e, con la pienezza dello Spirito, con la capacità dell’Agnello di svelare i segreti del disegno di Dio sulla storia e quindi il senso della storia, in tutto questo ci sta il nucleo fondamentale della rivelazione. 
01/01/1995 3ª Meditazione (199511042)  I protagonisti chi sono? Abbiamo visto che viene fuori ad un certo punto un drago, un serpente, che è il drago antico, il satana s’intende. Poi questo serpente, questo drago si ferma sulla spiaggia del mare, e dal mare viene fuori una bestia e il drago dà il suo potere alla bestia. Poi dalla terra viene fuori una seconda bestia, la quale sostiene il potere della prima, diventa la propagandista della prima, costringe la terra ad ammirare e ad adorare la prima bestia. 
01/01/1995 4ª Meditazione (199511043)  Quella vittoria di Michele sul drago che era stata annunciata nel capitolo 12 porta frutto, e il frutto è l’intervento finale di Dio che ha come sempre due risvolti: un aspetto di giudizio in cui viene eliminato tutto ciò che è ingiusto, idolatra e negativo dal punto di vista di Dio e dal punto di vista dell’uomo (e nei capitoli dal 15 al 19 viene annunciato esattamente questo giudizio: la eliminazione di Babilonia la grande), e il secondo aspetto, che è naturalmente quello conclusivo, è l’aspetto invece di salvezza. 
01/01/1995 5ª Meditazione (199511053)  Il libro dell’Apocalisse, la rivelazione di Dio, di Gesù Cristo, termina con la descrizione della Gerusalemme futura, che è il compimento della storia umana secondo il progetto Dio. Quello che Dio vuole, quello che Dio compirà è descritto naturalmente con immagini che non sono una cronaca anticipata della fine ma sono immagini che tentano di introdurre dentro a questo mistero che rimane nel cuore di Dio, nella libertà e volontà di Dio. 
01/01/1995 Alla fonte della fede (1995010117)  “E chi è che vince il mondo se non chi crede che Gesù è il Figlio di Dio?” (5, 5). Quindi, la fede in Gesù Figlio di Dio è il fondamento di quel “Dio è amore” che troviamo in 4, 8.16; e allora, nella fede che Gesù è il Figlio di Dio c’è la sicurezza dell’amore di Dio per noi, e quindi c’è la vittoria contro il mondo. 
01/01/1995 Amore fraterno (1995010113)  Occorre far attenzione alla struttura, perché uno immaginerebbe la frase scritta in modo diverso, per es. così: «(…) se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarlo»: la corrispondenza sarebbe molto giusta. Tuttavia Giovanni ha una prospettiva inversa, discendente: l’amore è dono di Dio verso di noi e deve diventare dono di noi verso gli altri; nasce da Dio, Dio è l’unica origine, da noi deve dilatarsi agli altri. Il che è la struttura fondamentale della vita cristiana: bisogna che voi vi comportiate con gli altri come Dio si comporta con voi. 
01/01/1995 Dio è amore (1995010111)  A questo punto, Giovanni sta come riassumendo quello che ha detto nei capitoli precedenti. I criteri della comunione con Dio li ha enumerati a uno a uno: rompere con il peccato, osservare i comandamenti, e in particolare quello della carità, guardarsi dal mondo, guardarsi dagli anticristi (cioè la vera professione di fede): anzi, li ha descritti a due riprese, nel corso dei primi quattro capitoli. Ora arriva in certo modo alla sintesi, e, certamente, anche all’approfondimento di quanto ha detto prima. 
01/01/1995 Dio è luce (1995010120)  «Dio è luce»: noi non l’abbiamo inventata, bensì ascoltata da Gesù, non solo dalle parole, ma dalla vita di Gesù, È una di quelle definizioni di Dio che si trovano nel Vangelo e nella 1 Gv; nel Vangelo troviamo: «Dio è Spirito» (Gv 4, 24); nella 1 lettera c’è «Dio è luce» (1 Gv 1, 5) e più avanti: «Dio è amore» (1 Gv 4, 8.16). E come abbiamo già detto: in tutti questi casi, Giovanni non vuol dire quello che Dio è in sé, ma vuole dire quello che Dio è per noi: Dio è la nostra luce, Dio ha illuminato la nostra vita. 
01/01/1995 Guardarsi dagli anticristi (1995010104)  Luciano Monari, Guardarsi dagli anticristi (1995010104). La vita si è fatta visibile Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 01 gennaio 1995 Serie: La vita si è fatta visibile 4 Id: Monari:1995010104 L’ultimo dei quattro criteri che s. Giovanni riprende nella sua lettera è: guardarsi dagli anticristi; il che, in positivo, è la vera professione di fede, la ortodossia. 
01/01/1995 Guardarsi dagli anticristi e dal mondo (1995010110)  Luciano Monari, Guardarsi dagli anticristi e dal mondo (1995010110). Commento alla I Lettera di Giovanni Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 01 gennaio 1995 Serie: La vita si è fatta visibile 10 Id: Monari:1995010110 Arriviamo così all’ultimo criterio: guardarsi dagli anticristi e guardarsi dal mondo, che abbiamo già visto in 1 Gv 2, 18-28, qui viene ripreso. Gli anticristi sono concretamente i falsi profeti, e guardarsi dai falsi profeti vuol dire rimanere nella fede della Chiesa, quindi ascoltare la testimonianza della Chiesa. 
01/01/1995 Guardarsi dal mondo (1995010103)  La comunione con Dio, dice Giovanni, sta anche nel guardarsi dal mondo. Occorre scegliere tra l’amore di Dio e l’amore del mondo, e in questa scelta si verifica la comunione, la realtà del rapporto che l’uomo ha con Dio. Ma, prima di dire questo, Giovanni pone una specie di esortazione ai credenti, per renderli soprattutto consapevoli della ricchezza di vita che possiedono, per fare capire loro che sono nella luce e che vanno incontro alla vittoria, anzi, la vittoria appartiene a loro, Giovanni pone una esortazione di consolazione, che dice: non abbiate paura, la ricchezza di vita vi è stata data, avete la possibilità di camminare e avete già la caparra della vostra vittoria. 
01/01/1995 Il problema di Giobbe (1995020104)  Giobbe esprime nei suoi lamenti il desiderio di morire, poi il desiderio di essere lasciato in pace da Dio (che Dio non gli stia sempre addosso), poi, soprattutto, che il suo caso venga discusso. In fondo il desiderio culmine di Giobbe è poter incontrare Dio, per poter vedere chiaro in quello che sta succedendo, per poter avere una spiegazione, se c’è, perché gli sia riconosciuto che ha ragione, se Giobbe questa ragione ce l’ha. 
01/01/1995 La cosa sola necessaria (1995010118)  La prima Lettera di Giovanni è stata chiamata “un potente sforzo di concentrazione sull’essenziale”. Ci si chiede e ci si è chiesto in questi anni: cos’è la vita cristiana? Qual è il centro della esperienza di fede di colui che crede in Gesù Cristo? E il motivo si trova nel fatto che apparentemente la vita cristiana può sembrare complessa: ci sono numerose verità di fede che dobbiamo credere, ci sono numerosi comandamenti da mettere in pratica, molte tradizioni ed esperienze del passato da cercare di capire e di vivere, e soprattutto, questo complesso di cose sembra molto intricato. 
01/01/1995 La cosa sola necessaria (1995010119)  Fa un po’ difficoltà la struttura della sintassi di questo inizio della 1 Gv; ma ci aiuta a sentire lo stupore di Giovanni, il quale ha testimoniato un avvenimento impensabile, ha visto qualcosa di in finitamente grande e consolante, vuole comunicare qualcosa di infinitamente più grande di lui. Allora il primo atteggiamento da ricuperare è lo stupore – lo stupore davanti a quello che è accaduto e che Giovanni ha udito, visto, contemplato, toccato con le sue mani. 
01/01/1995 La perfezione dell’amore (1995010115)  Quell’amore, dunque, che parte da Dio e che, attraverso Gesù, arriva a noi e ci trasforma attraverso l’amore fraterno, raggiunge la sua perfezione nel momento in cui si dilata ad amare senza limiti, ad amare con quella stessa ricchezza che abbiamo ricevuto dall’amore di Dio; in questo caso, dice Giovanni: «noi abbiamo fiducia nel giorno del giudizio, perché come è lui, così siamo anche noi in questo mondo». In altri termini, il cristiano che ama, somiglia a Cristo. Nella sua vita Gesù non ha fatto che amare: «dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine» (Gv 13, 1); in questo si riassume tutto il comportamento di Gesù, tutte le sue scelte, tutte le sue parole e tutti i suoi gesti. 
01/01/1995 La perfezione dell’amore (1995010115)  Quell’amore, dunque, che parte da Dio e che, attraverso Gesù, arriva a noi e ci trasforma attraverso l’amore fraterno, raggiunge la sua perfezione nel momento in cui si dilata ad amare senza limiti, ad amare con quella stessa ricchezza che abbiamo ricevuto dall’amore di Dio; in questo caso, dice Giovanni: «noi abbiamo fiducia nel giorno del giudizio, perché come è lui, così siamo anche noi in questo mondo». In altri termini, il cristiano che ama, somiglia a Cristo. Nella sua vita Gesù non ha fatto che amare: «dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine» (Gv 13, 1); in questo si riassume tutto il comportamento di Gesù, tutte le sue scelte, tutte le sue parole e tutti i suoi gesti. 
01/01/1995 La perfezione dell’amore (1995010115)  Quell’amore, dunque, che parte da Dio e che, attraverso Gesù, arriva a noi e ci trasforma attraverso l’amore fraterno, raggiunge la sua perfezione nel momento in cui si dilata ad amare senza limiti, ad amare con quella stessa ricchezza che abbiamo ricevuto dall’amore di Dio; in questo caso, dice Giovanni: «noi abbiamo fiducia nel giorno del giudizio, perché come è lui, così siamo anche noi in questo mondo». In altri termini, il cristiano che ama, somiglia a Cristo. Nella sua vita Gesù non ha fatto che amare: «dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine» (Gv 13, 1); in questo si riassume tutto il comportamento di Gesù, tutte le sue scelte, tutte le sue parole e tutti i suoi gesti. 
01/01/1995 La perfezione dell’amore (1995010115)  Quell’amore, dunque, che parte da Dio e che, attraverso Gesù, arriva a noi e ci trasforma attraverso l’amore fraterno, raggiunge la sua perfezione nel momento in cui si dilata ad amare senza limiti, ad amare con quella stessa ricchezza che abbiamo ricevuto dall’amore di Dio; in questo caso, dice Giovanni: «noi abbiamo fiducia nel giorno del giudizio, perché come è lui, così siamo anche noi in questo mondo». In altri termini, il cristiano che ama, somiglia a Cristo. Nella sua vita Gesù non ha fatto che amare: «dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine» (Gv 13, 1); in questo si riassume tutto il comportamento di Gesù, tutte le sue scelte, tutte le sue parole e tutti i suoi gesti. 
01/01/1995 La Preghiera per i peccatori e riassunto dell’epistola (1995010122)  Luciano Monari, La Preghiera per i peccatori e riassunto dell’epistola (1995010122). Commento alla Prima Lettera di Giovanni Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 01 gennaio 1995 Serie: La vita si è fatta visibile 22 Id: Monari:1995010122 Dell’ultimo brano della 1Gv, facciamo solo una parafrasi, perché i temi qui contenuti sono già stati trattati nei capitoli precedenti. 
01/01/1995 La prospettiva del futuro (1995010105)  A questo punto diventa importante, decisiva, nella 1 Gv la prospettiva del futuro. «Quando apparirà», «alla sua venuta»: è il criterio che ci rimane da capire della vita cristiana. In altri termini, il tempo in cui viviamo è il tempo della assenza di Gesù; Gesù è vissuto alcuni anni sulla terra, ed è stata la sua avventura umana, e c’è un momento in cui questa presenza è come velata, nascosta: è il momento in cui noi siamo adesso. E tuttavia è promesso un futuro per la vita cristiana. 
01/01/1995 L’amore del Figlio (1995010112)  L’affermazione: «Dio è amore» viene dalla esperienza di tutta la storia della salvezza e, in particolare, dall’esperienza tipicamente cristiana: «Quello che abbiamo visto e udito, lo annunciamo anche a voi» (1 Gv 1,3). Per capire l’esperienza cristiana, bisogna partire dall’esperienza personale di Gesù. In Gesù, Giovanni ha scoperto un rapporto unico e intimo con il Padre, un rapporto che si esprime nello scambio di amore: «Il Padre ama il Figlio e gli ha dato tutto nelle mani» (Gv 3,35). 
01/01/1995 L’amore del Figlio (1995010112)  L’affermazione: «Dio è amore» viene dalla esperienza di tutta la storia della salvezza e, in particolare, dall’esperienza tipicamente cristiana: «Quello che abbiamo visto e udito, lo annunciamo anche a voi» (1 Gv 1,3). Per capire l’esperienza cristiana, bisogna partire dall’esperienza personale di Gesù. In Gesù, Giovanni ha scoperto un rapporto unico e intimo con il Padre, un rapporto che si esprime nello scambio di amore: «Il Padre ama il Figlio e gli ha dato tutto nelle mani» (Gv 3,35). 
01/01/1995 L’amore del Figlio (1995010112)  L’affermazione: «Dio è amore» viene dalla esperienza di tutta la storia della salvezza e, in particolare, dall’esperienza tipicamente cristiana: «Quello che abbiamo visto e udito, lo annunciamo anche a voi» (1 Gv 1,3). Per capire l’esperienza cristiana, bisogna partire dall’esperienza personale di Gesù. In Gesù, Giovanni ha scoperto un rapporto unico e intimo con il Padre, un rapporto che si esprime nello scambio di amore: «Il Padre ama il Figlio e gli ha dato tutto nelle mani» (Gv 3,35). 
01/01/1995 L’amore del Figlio (1995010112)  L’affermazione: «Dio è amore» viene dalla esperienza di tutta la storia della salvezza e, in particolare, dall’esperienza tipicamente cristiana: «Quello che abbiamo visto e udito, lo annunciamo anche a voi» (1 Gv 1,3). Per capire l’esperienza cristiana, bisogna partire dall’esperienza personale di Gesù. In Gesù, Giovanni ha scoperto un rapporto unico e intimo con il Padre, un rapporto che si esprime nello scambio di amore: «Il Padre ama il Figlio e gli ha dato tutto nelle mani» (Gv 3,35). 
01/01/1995 Liturgia Penitenziale (199511054)  Il Libro dell’Apocalisse inizia praticamente con sette lettere scritte ad altrettante chiese dell’Asia minore, si comincia dalla chiesa di Efeso, che era la capitale di provincia di Asia, poi si fa una specie di piccolo viaggio missionario andando verso il nord, a Smirne e a Pergamo, per poi andare verso l’interno e sud, a Tiatira, a Sardi, a Filadelfia e a Laodicea; e a queste chiese vengono rivolte alcune parole che sono: a volte di apprezzamento, cioè di riconoscimento di quello che di bello, di buono, di santo viene vissuto nelle comunità cristiane; e a volte invece di rimprovero, per cui queste comunità vengono messe di fronte alle esigenze della parola di Dio, alle esigenze di Gesù Cristo come loro Signore e vengono invitate a convertirsi. 
01/01/1995 Lo Spirito Santo (1995010114)  Quali sono le opere che vengono dallo Spirito? Giovanni ne annuncia tre. La prima è la visione di fede e la testimonianza di Cristo proprio nei discepoli: cioè «noi stessi abbiamo veduto e at testiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo (4, 14). Qui, se si fa l’analisi, c’è qualcosa che crea meraviglia: infatti, si testimonia quello che si vede. 
01/01/1995 Meditazione su l’Apocalisse (19950708)  Cercheremo di meditare sull’Apocalisse di Giovanni. Il lavoro importante degli esercizi consiste nella lettura dell’Apocalisse, almeno di alcuni testi fondamentali. Le parole che io dico dovrebbero servire per riuscire a cogliere meglio il significato fondamentale del libro e per evidenziare alcune cose che, altrimenti, potrebbero passare inosservate; la meditazione però fatela sul libro dell’Apocalisse. 
01/01/1995 Meditazione su l’Apocalisse (19950708)  Cercheremo di meditare sull’Apocalisse di Giovanni. Il lavoro importante degli esercizi consiste nella lettura dell’Apocalisse, almeno di alcuni testi fondamentali. Le parole che io dico dovrebbero servire per riuscire a cogliere meglio il significato fondamentale del libro e per evidenziare alcune cose che, altrimenti, potrebbero passare inosservate; la meditazione però fatela sul libro dell’Apocalisse. 
01/01/1995 Meditazione su l’Apocalisse (19950708)  Cercheremo di meditare sull’Apocalisse di Giovanni. Il lavoro importante degli esercizi consiste nella lettura dell’Apocalisse, almeno di alcuni testi fondamentali. Le parole che io dico dovrebbero servire per riuscire a cogliere meglio il significato fondamentale del libro e per evidenziare alcune cose che, altrimenti, potrebbero passare inosservate; la meditazione però fatela sul libro dell’Apocalisse. 
01/01/1995 Meditazione su l’Apocalisse (19950708)  Cercheremo di meditare sull’Apocalisse di Giovanni. Il lavoro importante degli esercizi consiste nella lettura dell’Apocalisse, almeno di alcuni testi fondamentali. Le parole che io dico dovrebbero servire per riuscire a cogliere meglio il significato fondamentale del libro e per evidenziare alcune cose che, altrimenti, potrebbero passare inosservate; la meditazione però fatela sul libro dell’Apocalisse. 
01/01/1995 Nati dalla verità (1995010109)  Luciano Monari, Nati dalla verità (1995010109). La vita si è fatta visibile Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 01 gennaio 1995 Serie: La vita si è fatta visibile 9 Id: Monari:1995010109 Se c’è quella carità di cui già abbiamo parlato, dice Giovanni, sappiamo di essere «dalla verità»; sappiamo che origine delle nostre azioni non è il capriccio o l’egoismo, e nemmeno la paura o la seduzione del mondo, ma origine delle nostre azioni diventa la verità, quindi la parola di Cristo. 
01/01/1995 Omelia (199511041)  È un insegnamento di buon senso che Gesù ha preso dal Libro dei Proverbi. Si potrebbe dire: «Come fare bella figura in un banchetto» e Gesù insegna che, se vuoi fare bella figura, la cosa più saggia, più intelligente, è quella di non cercare i posti di onore, ma di mettersi all’ultimo posto, perché, in questo caso, sarai invitato a salire più in alto. Dicevo, questa è una regola di buon senso, una regola sapienziale, di quelle che insegnano come vivere bene, come andare in società ricevendo riconoscimenti e apprezzamenti. 
01/01/1995 Omelia (199511051)  Il Vangelo che abbiamo ascoltato finisce proprio sul più bello perché c’è un buon proposito, il proposito di Zaccheo, che dice: «Do la metà dei miei beni ai poveri e se ho frodato qualcuno restituisco quattro volte tanto». 
01/01/1995 Osservare i comandamenti, soprattutto quello della carità (1995010102)  Abbiamo meditato il primo criterio che Giovanni ci propone per verificare la comunione con Dio, per verificare l’autenticità della nostra esperienza religiosa; ci siamo sentiti dire che il primo criterio è il riconoscimento del nostro peccato. È il primo, ma è ancora un criterio negativo; è un primo passo, è la prima reazione dell’uomo di fronte alla diversità di Dio, alla sua santità. 
01/01/1995 Passare dalla morte alla vita (1995010108)  Luciano Monari, Passare dalla morte alla vita (1995010108). La vita si è fatta visibile Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 01 gennaio 1995 Serie: La vita si è fatta visibile 8 Id: Monari:1995010108 Viene qui ripetuta l’espressione udita all’inizio della lettera: «questo è il messaggio che avete udito fin dal principio», ma mentre all’inizio della lettera si diceva che il messaggio è: «Dio è luce e in lui non ci sono tenebre» (1 Gv 1, 5), qui dice che il messaggio è che «ci amiamo gli uni gli altri» (3, 11). Naturalmente, per Giovanni, queste due cose si richiamano una con l’altra. «Dio è luce» vuol dire che la rivelazione di Dio ha liberato il mondo, un mondo disorientato, che vive nelle tenebre, che quindi non sa dove deve andare; la rivelazione di Dio è stata come una grande luce che ha permesso agli uomini di aprire gli occhi, di capire il senso del mondo, della storia, della vita e delle proprie azioni. 
01/01/1995 Premessa (1995010100)  Questo testo, ricavato direttamente dalle registrazioni di un corso di Esercizi spirituali (16 meditazioni) tenuti in un monastero reggiano, conserva un palese andamento discorsivo in cui la semplicità del «parlato» di don Luciano invita però con forza all’ascolto e alla «ruminazione» della parola di Dio. 
01/01/1995 Rompere con il peccato (199501001)  Luciano Monari, Rompere con il peccato (1995010101). La vita si è fatta visibile Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 01 gennaio 1995 Serie: La vita si è fatta visibile 1 Id: Monari:1995010101 Il primo criterio è il riconoscimento del proprio peccato: certamente non è il criterio più importante, ultimo, definitivo, ma è il primo: bisogna partire da qui. II che è strano, ma significativo: l’incontro con Dio, in Gesù Cristo, per prima cosa ci fa prendere coscienza del nostro peccato, affinché scopriamo, riconosciamo almeno un tantino la santità di Dio e il suo amore, ci accorgiamo di quanto noi siamo diversi, lontani da questa santità, ci accorgiamo del nostro peccato e del nostro egoismo. 
01/01/1995 Rompere con il peccato (1995010107)  Giovanni ha esposto nei primi due capitoli della sua lettera i criteri essenziali della comunione con Dio, e andando avanti, li riprenderà: ripeterà che criteri fondamentali della comunione con Dio sono il distaccarsi dal peccato, osservare i comandamenti di Dio, in particolare il comandamento della carità, guardarsi dal mondo e guardarsi dagli anticristi, per una capacità di professione di fede autentica. 
01/01/1995 Rompere con il peccato (1995010121)  Il primo criterio è il riconoscimento del proprio peccato: certamente non è il criterio più importante, ultimo, definitivo, ma è il primo: bisogna partire da qui. Il che è strano, ma significativo: l’incontro con Dio, in Gesù Cristo, per prima cosa ci fa prendere coscienza del nostro peccato, affinché scopriamo, riconosciamo almeno un tantino la santità di Dio e il suo amore, ci accorgiamo di quanto noi siamo diversi, lontani da questa santità, ci accorgiamo del nostro peccato e del nostro egoismo. 
01/01/1995 Vivere da figli di Dio (1995010106)  È qui l’inizio della seconda parte della lettera, e come la prima, inizia con l’invito allo stupore. Prima ci siamo stupiti della vita che si è fatta visibile, ora ci stupiamo degli effetti prodotti da questa vita che si è fatta visibile. L’effetto fondamentale è che noi siamo chiamati e siamo figli, figli di Dio. «Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio»; naturalmente, per «Padre» si intende prima di tutto il Padre di Gesù Cristo; ma qui è il meraviglioso: che il Padre di Gesù Cristo è diventato il nostro Padre, il nostro Padre celeste. 
01/01/1996 3ª Meditazione (199611033)  Ci diceva allora la lettera agli Ebrei che «Gesù Cristo è lo stesso ieri oggi e nei secoli». Nelle prime meditazioni abbiamo tentato di richiamare qualche lineamento del Gesù Cristo di ieri cioè la forza della sua parola che guarisce, la sua presenza come presenza liberante per gli uomini, il suo amore umano come traduzione in termini storici dell’amore eterno e infinito di Dio e la serietà di questo amore che lo conduce fino a donare la sua vita in un atto che, ricordavamo, è nello stesso tempo obbedienza radicale a Dio, fiducia in Dio anche nella morte e amore verso i fratelli senza riserve: «Avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine». 
01/01/1996 Quarta Meditazione (199609043)  Quando l’uomo accoglie l’amore di Dio nella gratuità, attraverso l’atto di fede, Dio gli comunica il suo stesso Spirito, cioè la sua stessa forza di amore, in modo che diventi una creatura nuova, non semplicemente generata dalla carne, ma dal Suo amore. 
01/01/1996 4ª Meditazione (199611034)  Terminava allora il Vangelo secondo Matteo con quella promessa: «Ecco, io sotto con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». Bisognerebbe chiedersi in che modo o come vuole intesa questa presenza di Gesù con noi, in quali esperienze lo possiamo incontrare, fare nostro. Naturalmente le risposte sarebbero tantissime e qualche cosa cercheremo dì vedere questa sera, qualche cosa anche domattina. 
01/01/1996 Quinta Meditazione (199609042)  Genere letterario è “raccomandazione ai figli che partono”, quindi vi dico semplicemente alcune cose che spero vi servano per continuare, per tenere in mente qualche cosa di quello che abbiamo vissuto in questi giorni. 
01/01/1996 5ª Meditazione (199611035)  Concludiamo allora il cammino legato a quel versetto della lettera agli Ebrei che abbiamo posto come tema: «Cristo è lo stesso ieri, oggi e nei secoli». Abbiamo richiamato il Gesù della storia, nella sua forza misericordiosa nell’aiuto e nell’amore con cui Gesù ha accolto gli uomini, l’abbiamo ritrovato nel presente della nostra esistenza, ed era il discorso di ieri. 
01/01/1996 Celebrazione Eucaristica (19960625)  C’è dunque una porta così stretta che è difficile da trovare. Normalmente si vede la porta grande attraverso la quale si entra nella città che tutti conoscono e per la quale è facile entrare; ma c’è una porta stretta, c’è un sentiero angusto che solo pochi riescono a trovare. 
01/01/1996 Celebrazione Eucaristica (199609021)  Quando san Paolo andò a predicare a Corinto proveniva dall’esperienza di Atene dove le cose non gli erano andate benissimo: aveva predicato con impegno, aveva ottenuto qualche conversione, ma aveva suscitato un po’ di scherno tra gli ateniesi annunciando la Risurrezione perché questo era un concetto che filosoficamente non poteva reggere e che quindi non veniva accolto volentieri. 
01/01/1996 Celebrazione Eucaristica (199609031)  Vorrei considerare il brano del Vangelo come l’azione attraverso cui Gesù Cristo trae dal cuore dell’uomo la sua identità vera di Figlio di Dio. L’indemoniato è come l’immagine dell’uomo incapace di manifestare la sua identità di “essere” creato a immagine e somiglianza di Dio. È una identità molte volte bloccata, compressa e la libertà dell’uomo è una esperienza da conseguire con fatica. Il Vangelo narra esattamente questo. 
01/01/1996 Commemorazione di tutti i fedeli defunti (199611038)  Giobbe era un uomo onesto che aveva fatto solo del bene, integro addirittura, quindi non gli mancava niente per una realizzazione umana anche dal punto di vista etico e invece la vita gli aveva portato via tutto. Gli aveva portato via i beni materiali, poi gli aveva portato via i figli, poi gli aveva portato via la salute, poi gli aveva portato via qualunque tipo di conforto da parte degli amici. E Giobbe moriva abbandonato da tutti senza nemmeno che si riconoscesse la sua onestà, la sua giustizia, perché colpito così dalla malattia e dalla sfortuna e dalla disgrazia appariva agli occhi di tutti un maledetto da Dio, uno che Dio aveva colpito a causa di misteriosi ignoti peccati che doveva avere; doveva aver fatto qualche cosa di grave se Dio lo colpiva in questa maniera. 
01/01/1996 Decidere il viaggio ora buttando avanti il cuore (199606283)  È bella questa immagine con cui Paolo si presenta come «avvinto dallo Spirito», legato e imprigionato dallo Spirito. Ricordate che Paolo in alcuni testi si presenta come prigioniero di Cristo: riconosce e proclama di non appartenere più a se stesso, ma al Signore, come suo servo, in qualche modo come suo schiavo. 
01/01/1996 Il compito di pascere la Chiesa di Dio (199606286)  S. Paolo passa la mano, cioè consegna ai Presbiteri di Efeso il compito che lui ha esercitato per tutta la sua vita. Secondo Paolo è l’ultima volta che può vedere gli anziani di Efeso e quindi è davvero un distacco definitivo, le sue parole sono un ultimo addio. 
01/01/1996 Il futuro della comunità è nelle mani di Dio e della sua Parola (199606287)  Vengono date le indicazioni essenziali per il futuro, per la situazione che Paolo prevede si realizzerà nella comunità di Efeso e per la quale gli anziani devono essere preparati; debbono vigilare perché il loro servizio al gregge del Signore, alla Chiesa di Dio, sia efficace. A questo punto il discorso in pratica è terminato. 
01/01/1996 Liturgia penitenziale (199609034)  Siamo tutti d’accordo sul fatto che nel mondo le cose non vanno bene: ci sono tante realtà storte, ingiuste, false; ci sono situazioni di oppressione, di incomprensione e di umiliazione delle persone. Su questo non abbiamo dubbi. Lo strano è che siamo portati a darne la colpa agli altri, che avranno sì la loro parte di responsabilità, ma in qualche modo ce ne esoneriamo noi. 
01/01/1996 Nel testamento bisogna anche parlare dei soldi (199606288)  Dunque sembrava che il discorso fosse completato da quel versetto che abbiamo commentato alla settima meditazione: «vi affido al Signore e alla parola della sua grazia». Invece c’è una piccola appendice che deve stare molto a cuore a Paolo: è il richiamo al disinteresse e alla carità. 
01/01/1996 Omelia (19960626)  Il secondo Libro dei Re dice che è ritrovato nel tempio un libro, che poi è definito il Libro dell’Alleanza. Gli storici affermano che dovrebbe essere il Libro del Deuteronomio o per lo meno la parte centrale del Libro della Bibbia. Quello che è interessante, è il tipo di esperienza che il Libro dei Re racconta. 
01/01/1996 Omelia (199611031)  Il profeta Malachia ha un monito e un’ammonizione dura rivolta ai sacerdoti e il Vangelo di Matteo parla della deformazione della vita religiosa che si manifesta nella esperienza degli scribi e dei farisei, dove gli scribi erano gli insegnanti autorizzati della legge e i farisei erano quelli che si assumevano impegni religiosi particolari. Quindi, di per se, la prima lettura e il Vangelo dovrebbero riguardare me e i preti soprattutto, sono parole abbastanza dure rivolte a noi. 
01/01/1996 Prima Meditazione (199609022)  Cominciamo il nostro cammino degli esercizi spirituali dall’inizio: al mattino, quando riapro gli occhi, ricomincio a vivere nel mondo dei colori, delle forme e delle persone e allora debbo capire se questo mondo nel quale vivo mi vuole bene, mi vuole male o è indifferente nei miei confronti. 
01/01/1996 Risorse e responsabilità nel dire tutto di Dio (199606284)  S. Paolo considera il distacco dagli anziani di Efeso come definitivo. È l’ultima volta che li vede, è quindi l’ultimo saluto a questa comunità che Paolo ha amato e per la quale ha lavorato tantissimo. Ricorda allora il significato della sua attività: «è passato in mezzo a loro annunziando il regno di Dio». 
01/01/1996 Seconda Meditazione (199609023)  Che cosa vuole dire questo ritornello eterna è la sua misericordia? Misericordia è la traduzione in italiano di una parola ebraica «intraducibile»: hesed. Hesed vuol dire amore leale. Si riferisce certamente al gesto, alla scelta di amare, di fare vivere, ma vuole indicare la fedeltà, la lealtà di questo amore che una volta donato viene custodito con perseveranza. È caratteristico di Dio lo hesed, quello che noi chiamiamo misericordia. Il nostro testo dice che è eterna. 
01/01/1996 Solennità di Tutti i Santi (199611037)  Anche se è buona regola e giustificata nell’omelia porre al centro il Vangelo, e oggi la pagina delle Beatitudini è quanto mai nota e suggestiva, tuttavia io ho scelto la prima lettura, il brano dell’Apocalisse, per introdurre la riflessione che poi ciascuno potrà fare anche sul Vangelo. 
01/01/1996 Terza Meditazione (199609032)  Vediamo innanzitutto a che punto siamo nel nostro cammino. Ci eravamo proposti di riscoprire le strutture fondamentali dell’esistenza cristiana e, nelle prime due riflessioni, abbiamo meditato sull’amore di Dio per noi: abbiamo detto che esistere significa essere chiamati alla vita dalla Parola di Dio che esprime il suo amore, la sua volontà di fare vivere; abbiamo riscoperto – nell’esperienza storica di Israele – i segni della presenza storica di Dio che si presenta come “Io-Sono” e che opera un incontro di comunione, di amore, di matrimonio, di fedeltà con il suo popolo. 
01/01/1996 Umile servo del Signore non leader della comunità (199606281)  Innanzitutto un saluto affettuoso a tutti con l’augurio che l’esperienza degli esercizi spirituali sia una ricrescita nell’unità. A questi esercizi attribuisco una grande importanza perché il Presbiterio è un’unità in cui l’azione di ogni prete deve saldarsi con l’azione degli altri. 
01/01/1996 Via Crucis (199611036)  La riflessione che conclude la Via Crucis ci serve anche di preparazione al Sacramento della Penitenza e ci serve per alcuni motivi che sono: Primo: il fatto che se prendiamo la Via Crucis non come la commemorazione di qualche cosa che riguardava altre persone, Gesù di Nazaret, la gente del suo tempo, ma se la prendiamo come uno specchio nel quale rileggere la nostra vita e la nostra esperienza, ci permette di non banalizzare il male. 
24/06/1996 Natività di S. Giovanni Battista (199606241)  Luciano Monari, Natività di S. Giovanni Battista (199606241) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 24 giugno 1996 Serie: Il discorso di Paolo a Mileto 1 Id: Monari:199606241 C’è un progetto del Signore, che è il senso di tutta la sua rivelazione e che è data nella conclusione della prima lettura, quando si dice del servo di Jahwé: «Io ti renderò luce delle nazioni perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra» (Is 49, 6b). C’è stato un itinerario per arrivare a questa ampiezza di prospettiva e l’itinerario è la scelta di Israele come popolo del Signore in alleanza con Lui. Questa scelta aveva come prospettiva la dilatazione universale: Israele è stato scelto perché attraverso di lui la salvezza possa arrivare a tutti gli uomini. 
26/06/1996 Previsione di un futuro ambiguo ma già fin da ora salvato (199606289)  Luciano Monari, Previsione di un futuro ambiguo ma già fin da ora salvato (199606289) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 26 giugno 1996 Serie: Il discorso di Paolo a Mileto 9 Id: Monari:199606289 Eravamo al momento in cui Paolo esorta gli anziani di Efeso a rendersi consapevoli della loro responsabilità pastorale, perché hanno a che fare con la Chiesa di Dio che è stata acquistata con il sangue del Signore, e perché sono stati collocati al loro posto dallo Spirito Santo. 
27/06/1996 Il sacramento della Penitenza come risposta alla convocazione di Dio (Monari 199606285)  Luciano Monari, Il sacramento della Penitenza come risposta alla convocazione di Dio (Monari 199606285) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 27 giugno 1996 Serie: Il discorso di Paolo a Mileto 10 Id: Monari:199606285 Le meditazioni che abbiamo condiviso insieme, riflettendo sul cap. 20 degli Atti degli Apostoli con le esortazioni di Paolo agli anziani, servono molto come verifica sulla nostra vita e sul nostro servizio. 
28/06/1996 Celebrazione Eucaristica (19960628)  Luciano Monari, Celebrazione Eucaristica (19960628) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 28/06/1996 Serie: Il discorso di Paolo a Mileto 13 Id: Monari:19960628 Era stata pronunciata la grande promessa di David, che su quel trono non sarebbe mai venuto meno la sua discendenza (cfr. 2 Sam 7, 16); promessa che per Israele doveva essere motivo di sicurezza e di una speranza sempre rinnovata. Viene invece il momento in cui Gerusalemme è assediata… 
01/09/1996 Corso di Esercizi spirituali per giovani (199609010)  Luciano Monari, Corso di Esercizi spirituali per giovani (199609010) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 01 settembre 1996 Serie: Corso di Esercizi spirituali per giovani 1 Id: Monari:199609010 
01/09/1996 Introduzione (199609011)  Luciano Monari, Introduzione (199609011) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 01 settembre 1996 Serie: Corso di Esercizi spirituali per giovani 1 Id: Monari:199609011 Io spero che da questi esercizi spirituali vengano fuori delle persone per le quali la scelta di Gesù Cristo è ormai una scelta di vita su cui non c’è bisogno di ritornare, ormai è una scelta fatta. Il problema poi è quello di viverla, con le fatiche, le sofferenze, le cadute – che dobbiamo mettere in conto – ma la scelta è ormai fatta una volta per tutte. 
04/09/1996 Celebrazione Eucaristica (199609041)  A Corinto era capitato che i cristiani si erano legati ad alcuni missionari o predicatori, tra cui Paolo, Apollo, Pietro e si erano formate delle specie di piccole sette all’interno della stessa comunità, lacerando in questo modo l’unità sua, della Chiesa, e lacerando – dice s. Paolo – l’unità del corpo di Cristo, perché la Chiesa è il corpo di Cristo. Lacerazioni nel tessuto della Chiesa significano fratture all’interno di quello che non potrebbe essere se non una cosa sola: l’unico corpo del Signore. 
01/11/1996 Meditazione su L’Apocalisse (199611011)  Cercheremo di meditare sull’Apocalisse di Giovanni. Il lavoro importante degli esercizi consiste nella lettura dell’Apocalisse, almeno di alcuni testi fondamentali. Le parole che io dico dovrebbero servire per riuscire a cogliere meglio il significato fondamentale del libro e per evidenziare alcune cose che, altrimenti, potrebbero passare inosservate; la meditazione però fatela sul libro dell’Apocalisse. 
01/11/1996 Meditazione su L’Apocalisse (199611011)  Cercheremo di meditare sull’Apocalisse di Giovanni. Il lavoro importante degli esercizi consiste nella lettura dell’Apocalisse, almeno di alcuni testi fondamentali. Le parole che io dico dovrebbero servire per riuscire a cogliere meglio il significato fondamentale del libro e per evidenziare alcune cose che, altrimenti, potrebbero passare inosservate; la meditazione però fatela sul libro dell’Apocalisse. 
01/11/1996 Meditazione su L’Apocalisse (199611011)  Cercheremo di meditare sull’Apocalisse di Giovanni. Il lavoro importante degli esercizi consiste nella lettura dell’Apocalisse, almeno di alcuni testi fondamentali. Le parole che io dico dovrebbero servire per riuscire a cogliere meglio il significato fondamentale del libro e per evidenziare alcune cose che, altrimenti, potrebbero passare inosservate; la meditazione però fatela sul libro dell’Apocalisse. 
01/11/1996 Meditazione su L’Apocalisse (199611011)  Cercheremo di meditare sull’Apocalisse di Giovanni. Il lavoro importante degli esercizi consiste nella lettura dell’Apocalisse, almeno di alcuni testi fondamentali. Le parole che io dico dovrebbero servire per riuscire a cogliere meglio il significato fondamentale del libro e per evidenziare alcune cose che, altrimenti, potrebbero passare inosservate; la meditazione però fatela sul libro dell’Apocalisse. 
03/11/1996 2ª Meditazione (199611032)  Ci siamo interrogati prima sul potere operante di Gesù e delle sue parole e abbiamo anche tentato di dire che questo potere nasce dalla trasparenza di Gesù all’amore di Dio, per cui l’amore del Padre si esprime nelle sue parole. Ma si esprime nelle sue parole perché si esprime anzitutto nella sua vita; perché l’amore umano concreto, con cui Gesù accoglie gli uomini e, in particolare i peccatori e i bisognosi e gli indemoniati, cioè, alla fine, l’uomo schiavo, questo amore con cui accoglie le persone non è altro che la presenza in mezzo alla storia dell’amore stesso di Dio. 
01/01/1997 II meditazione (199706232)  Cerchiamo di dare uno schema di lettura degli Atti degli Apostoli. Se ne potrebbero offrire diversi. Anche la Bibbia di Gerusalemme dà uno schema di lettura molto semplice che riprende il cap. 1,8 che abbiamo ricordato nella prima meditazione: «Gerusalemme, la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra». Viene illustrata una dilatazione del Vangelo sempre più grande fino a giungere a Roma. 
01/01/1997 II meditazione (199708252)  Fondamentalmente abbiamo visto la prima comunità cristiana nell’attesa del dono dello Spirito; ha ricevuto dal Signore il compito della testimonianza che deve arrivare «fino agli estremi confini della terra» (At 1,8), per potere compiere questa missione ha bisogno del dono dello Spirito Santo 
01/01/1997 III meditazione (199706243)  Gesù prima di iniziare il suo ministero e la sua attività pubblica, aveva passato quaranta giorni nel deserto, così come Israele, prima di entrare nella terra promessa, aveva passato quarant’anni nel deserto. 
01/01/1997 III meditazione (199708263)  Abbiamo già ricordato nella seconda meditazione il primo significato della Pentecoste; l’abbiamo tentata di comprendere come compimento della Pasqua, Gesù nella Pasqua dona la sua vita. Nella Pentecoste il dono della vita del Signore è comunicato, trasmesso, come sorgente di una vita nuova. Questo è il primo grande significato da tenere presente. 
01/01/1997 IV meditazione (199706244)  Di questo famosissimo racconto provo dire solo alcuni punti, dimensioni fondamentali (che poi interessano per tutto il resto della nostra riflessione sugli Atti degli Apostoli) della narrazione di Pentecoste. 
01/01/1997 IV meditazione (199708264)  Riprendiamo il discorso di Pietro nel giorno di Pentecoste. Tentiamo di vedere quali sono alcuni dei temi più importanti a cui fa riferimento l’Apostolo e la predicazione cristiana in genere. 
01/01/1997 Quinta meditazione (199712305)  Sequela nel senso che il Signore ha percorso un cammino, che è stato il suo cammino verso la Risurrezione, e lo ha percorso non solo per sé, ma anche per noi; ci ha in qualche modo aperto la strada, è il “capo cordata” di un itinerario che siamo chiamati a percorrere dietro di lui. 
01/01/1997 Celebrazione Eucaristica (199712308)  Luciano Monari, Celebrazione Eucaristica (199712308) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 30/12/1997 Serie: Un futuro colmo di Speranza 8 Id: Monari:199712308 Potremo prendere le parole di san Giovanni come eredità di questi esercizi. In questa forma solenne, che è praticamente unica nel Nuovo Testamento, Giovanni dice: «Scrivo a voi, figlioli, perché vi sono stati rimessi i peccati in virtù del nome del Signore. Scrivo a voi, padri, perché avete conosciuto colui che è fin dal principio. Scrivo a voi, giovani, perché avete vinto il maligno». 
01/01/1997 Celebrazione penitenziale (1997062510)  Luciano Monari, Celebrazione penitenziale (1997062510) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 25/6/1997 Serie: Esercizi spirituali al clero 10 Id: Monari:1997062510 La prima lettura ci aiuta a comprendere questo itinerario come una risposta alla chiamata del Signore e quindi un confronto con Lui, con il nostro Signore. La seconda lettura ci può permettere di sostenere un esame di coscienza approfondito sul nostro cammino di fedeltà o infedeltà al Signore. 
01/01/1997 E stava loro sottomesso (19971228)  La domenica dopo Natale è la domenica della Santa Famiglia; essa ci aiuta a capire due cose: da una parte il valore e l’importanza della famiglia e dall’altra il limite che l’esperienza della famiglia ha in sé. Per quanto riguarda l’importanza non c’è bisogno di grandi discorsi. Il Figlio di Dio facendosi uomo è entrato in una famiglia e questo vuol dire che quella famiglia era il luogo migliore in cui poteva svilupparsi come realtà umana, come esistenza umana, secondo la volontà di Dio. 
01/01/1997 I meditazione (199706231)  In questo corso di Esercizi spirituali mi propongo di meditare insieme con voi sugli Atti degli Apostoli, per una serie di motivi. Anzitutto perché ormai cominciamo a prepararci alla Missione diocesana, e non c’è un testo che può farci entrare nell’ottica missionaria come gli Atti degli Apostoli; ma poi anche perché, indipendentemente dalla Missione diocesana, gli Atti ci possono aiutare a riscoprire il senso vivo e gioioso della nostra fede, della nostra appartenenza alla Chiesa e del nostro essere Presbiterio. 
01/01/1997 I meditazione (199708251)  Ricordate che gli Atti degli Apostoli sono la seconda opera di S. Luca: dopo avere scritto il Vangelo ha sentito la necessità di continuare l’opera, la sua narrazione, scrivendo gli Atti degli Apostoli. Nel prologo del nostro Libro cerca di collegare strettamente quello che ha detto prima, il Vangelo, la vita di Gesù; e quello che sta per raccontare adesso, la vita della prima comunità cristiana. 
01/01/1997 La novità dell’amore (19971229)  San Giovanni ci dice che il comandamento dell’amore fraterno è un comandamento nuovo. Nuovo non nel senso che sia un comandamento recente, scritto da poco tempo, ma nel senso che è il comandamento della fine dei tempi, è il comandamento caratteristico di una umanità giunta al compimento del suo cammino verso Dio e che quindi ha incominciato ad assumere la rivelazione ultima e definitiva di Dio come legge della sua vita. 
01/01/1997 La novità dell’amore (19971229)  San Giovanni ci dice che il comandamento dell’amore fraterno è un comandamento nuovo. Nuovo non nel senso che sia un comandamento recente, scritto da poco tempo, ma nel senso che è il comandamento della fine dei tempi, è il comandamento caratteristico di una umanità giunta al compimento del suo cammino verso Dio e che quindi ha incominciato ad assumere la rivelazione ultima e definitiva di Dio come legge della sua vita. 
01/01/1997 La novità dell’amore (19971229)  San Giovanni ci dice che il comandamento dell’amore fraterno è un comandamento nuovo. Nuovo non nel senso che sia un comandamento recente, scritto da poco tempo, ma nel senso che è il comandamento della fine dei tempi, è il comandamento caratteristico di una umanità giunta al compimento del suo cammino verso Dio e che quindi ha incominciato ad assumere la rivelazione ultima e definitiva di Dio come legge della sua vita. 
01/01/1997 La novità dell’amore (19971229)  San Giovanni ci dice che il comandamento dell’amore fraterno è un comandamento nuovo. Nuovo non nel senso che sia un comandamento recente, scritto da poco tempo, ma nel senso che è il comandamento della fine dei tempi, è il comandamento caratteristico di una umanità giunta al compimento del suo cammino verso Dio e che quindi ha incominciato ad assumere la rivelazione ultima e definitiva di Dio come legge della sua vita. 
01/01/1997 Liturgia Penitenziale (199712306)   
01/01/1997 Prima meditazione (199712271)  Proviamo a cominciare il nostro cammino con l’aiuto del Signore; all’inizio può essere un po’ strano e un po’ duro, ma speriamo di poter arrivare a delle realtà più gradevoli. Volevo cominciare con l’inizio del libro di Qoèlet. 
01/01/1997 Seconda meditazione (199712282)  È apparsa piuttosto deludente quella indagine che Qoèlet ha fatto sulla condizione umana, su tutto quello che arricchisce la vita dell’uomo e che alla fine viene valutato da lui stesso come vuoto, come niente, come un soffio. 
01/01/1997 Terza meditazione (199712303)  Abbiamo collocato la Risurrezione di Gesù Cristo al centro della nostra riflessione perché abbiamo detto che questo avvenimento conclude e porta a compimento la storia della salvezza: il nostro mondo, il mondo dell’uomo è entrato nel mondo di Dio. La nostra condizione umana è stata liberata da quella dimensione di limite e di morte che si portava costantemente dentro, per entrare nella pienezza della vita e della benedizione di Dio. 
01/01/1997 V meditazione (199706255)  Se si cerca il protagonista degli Atti degli Apostoli bisogna riscoprirlo nella parola di Dio. All’inizio i personaggi che dominano la scena, gli Apostoli, sono presentati (lo abbiamo visto nella terza meditazione) essenzialmente come dei testimoni. Alla fine del Libro è il compimento della Parola che occupa tutta la scena. 
01/01/1997 V meditazione (199708275)  Un lettore degli Atti degli Apostoli può rimanere a prima vista stupito per il modo in cui questo Libro termina. L’ultima scena presenta Paolo a Roma, è in custodia vigilata e parla del Vangelo ricevendo alcune persone nella sua casa da cui non può muoversi. 
01/01/1997 VI meditazione (199706266)  Sapete bene che negli Atti degli Apostoli S. Luca ha raccolto un numero notevole di discorsi missionari, di annunci del Vangelo: è uno dei generi letterari più frequenti in questo testo lucano. Volevo allora soffermarmi, cogliendo l’occasione del discorso di Pietro nel giorno di Pentecoste, per comprendere quali sono stati i temi fondamentali che la predicazione cristiana deve affrontare. Faccio un elenco che è abbastanza semplice, ma può dare qualche suggerimento o stimolo. 
01/01/1997 VI meditazione (199708276)  All’annuncio del Vangelo, al kerigma, che abbiamo sentito proclamato da Pietro il giorno di Pentecoste, risponde l’esistenza cristiana con una struttura molto semplice che il testo degli Atti mette in evidenza. 
01/01/1997 VII meditazione (199706267)  S. Luca racconta come, in conseguenza dell’annuncio fatto da Pietro nel giorno di Pentecoste, circa tremila persone furono aggregate, in quel giorno, al gruppo dei discepoli. 
01/01/1997 VII meditazione (199708287)  Abbiamo ricordato che gli Atti degli Apostoli sono l’avventura della diffusione della Parola di Dio che, partendo da Gerusalemme, raggiunge la capitale del mondo e quindi idealmente «gli estremi confini della terra» (At 1,8b), che è il mondo pagano. Gli Atti degli Apostoli, quindi, si possono leggere in questa prospettiva d’allargamento, di crescita e di maturazione della comunità cristiana. 
01/01/1997 VIII meditazione (199706278)  Presento la figura di Paolo così come appare negli Atti degli Apostoli; non lo possiamo lasciare da parte perché è troppo importante. Sapete che la vocazione di Paolo è riportata tre volte negli Atti degli Apostoli e che tutta la seconda parte di questo Libro, dal cap. 13 alla conclusione, è dominata dal ministero paolino. Gli Atti degli Apostoli terminano con l’annuncio del vangelo che Paolo fa a Roma. 
01/01/1997 VIII meditazione (199708288)  Come conclusione ai nostri Esercizi richiamo solo alcune cose che mi sembrano elementari, però altrettanto importanti sulla struttura dell’esistenza cristiana. Voglio dire questo: quando abbiamo iniziato gli Esercizi ricordavamo, che attraverso la lettura del Nuovo Testamento e in concreto degli Atti degli Apostoli, si voleva tentare di capire che cosa sia essenziale e caratteristico dell’esistenza cristiana. 
25/06/1997 Celebrazione Eucaristica (199706259)  Luciano Monari, Celebrazione Eucaristica (199706259) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 25/06/1997 Serie: Esercizi spirituali al clero 9 Id: Monari:199706259 Nella prima lettura, sono ricordate due promesse che il Signore ha fatto ad Abramo e che creano in Abramo un qualche problema di comprensione di fede. La prima è una promessa di una discendenza e la seconda di una terra. 
27/12/1997 Introduzione (1997122701)  Luciano Monari, Introduzione (1997122701) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 27 dicembre 1997 Serie: Un futuro colmo di Speranza 1 Id: Monari:1997122701 Dovremmo arrivare a capire un po’ meglio dove stiamo andando, e scegliere dove vogliamo andare, cercando di capire sia la situazione, sia gli obiettivi, sia le mete che vogliamo dare alla nostra vita. Tutto questo davanti al Signore, alla luce della Sua Parola. Quindi saranno tre giorni in cui cercheremo di confrontarci con Lui o, se volete, di lasciarci conoscere da Lui. 
28/12/1997 Vorrei sapere se… (199712281)  Luciano Monari, Vorrei sapere se… (199712281) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 28 dicembre 1997 Serie: Un futuro colmo di Speranza 4 Id: Monari:199712281 Il cammino che iniziamo è comune, anche se ognuno ha la sua testa, le sue esperienze, il suo cuore; quindi ognuno fa un cammino del tutto personale, però vale la pena che lo si metta in qualche modo insieme e ci dia il senso di un legame anche fraterno che ci unisce. 
29/12/1997 Vorrei sapere se… (199712291)  Luciano Monari, Vorrei sapere se… (199712291) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 29 dicembre 1997 Serie: Un futuro colmo di Speranza 7 Id: Monari:199712291 Rahner diceva che voler dare noi il significato alla morte, ad un peccato mortale non voglia pretendere di immaginare la morte, di cosa ci sarà al di là della morte o cose del genere; questi sono esercizi di immaginazione che si possono fare tranquillamente senza timore. 
01/01/1998 1ª Meditazione (199811011)  È una preghiera di Ramher e mi serve per introdurci dentro al nostro cammino di questo corso di esercizi che, come sapete, è l’ultimo di un ciclo triennale in preparazione al Giubileo del Duemila. 
01/01/1998 II Meditazione (199805012)  Nel Nuovo Testamento ci sono due testi che pongono l’inizio della Chiesa in rapporto con l’effusione dello Spirito Santo. Il primo è il testo famoso degli Atti degli Apostoli nel cap. 2: la narrazione della Pentecoste. Il secondo è quello che si trova nel cap. 20 di Giovanni (che alcuni esegeti chiamano la Pentecoste giovannea), dove nel giorno di Pasqua il Signore appare ai suoi discepoli e comunica lo Spirito. 
01/01/1998 II Meditazione (199806222)  Nella prima meditazione abbiamo cercato di vedere le circostanze nelle quali Paolo ha scritto la sua Lettera ai Romani, per collocarla in un tempo e di fronte a dei destinatari precisi. 
01/01/1998 II Meditazione (199808242)  Nel nostro cammino siamo partiti con la conclusione del Vangelo secondo Matteo, l’abbiamo fatto per un motivo preciso perché è la cerniera che collega il ministero di Gesù con tutto il tempo della Chiesa. Il ministero di Gesù culmina proprio con la sua glorificazione, con il dono che il Padre fa a Gesù del mondo e dell’umanità; è diventato Signore, «gli è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra» (Mt 28, 18). Proprio questa consegna del mondo al Cristo risorto, dà alla storia del mondo un significato e una direzione nuova, perché introduce il dinamismo del discepolato, cioè del riconoscimento della sovranità di Gesù, per cui tutta la storia diventerà questo: «fare discepole le nazioni, battezzandole… e insegnando ad osservare la parola del Signore» (Mt 28, 19. 20a). Nella prima meditazione ricordavamo che la presenza di Gesù è garantita come fondamento e possibilità della missione; se la Chiesa può compiere questa missione il motivo è che «Cristo è con lei tutti i giorni fino alla fine del mondo» (e se il Signore vorrà su questo ci ritorneremo). 
01/01/1998 2ª Meditazione (199811012)  Abbiamo visto che uno dei nomi più caratteristici che cercano di esprimere il mistero di Dio nella sua trascendenza e nel suo rapporto con l’uomo, con il popolo di Israele in particolare, è il titolo di Padre. Questo già nell’Antico Testamento. Anche se è possibile capire pienamente che cosa significhi la paternità di Dio solo quando questa paternità ha di fronte a se una corrispondente filiazione. 
01/01/1998 3ª Meditazione (199802083)  Abbiamo tentato ieri di rivedere quei due testi degli Atti degli Apostoli e il Vangelo di Giovanni dove si parla della effusione dello Spirito, della comunicazione dello Spirito all’inizio della vita della Chiesa: per dire che essenzialmente la Chiesa nasce da lì, non dalla decisione di alcuni uomini di mettersi insieme, per seguire insieme un qualche scopo, magari uno scopo religioso, ma piuttosto dal dono dello Spirito Santo che scaturisce dalla Pasqua del Signore. 
01/01/1998 III Meditazione (199805023)  Ricordate che nell’apparizione pasquale ai discepoli, com’è raccontata nel Vangelo secondo Giovanni, Gesù soffia su di loro e dice: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi. Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi». 
01/01/1998 III Meditazione (199806233)  Questo Paolo lo dimostra con una lunga descrizione: nel cap. 1, dove fa il ritratto del mondo pagano; poi nel cap. 2 e l’inizio del cap. 3, dove fa invece il ritratto del mondo giudaico; per concludere nel cap. 3, 9 che abbiamo ricordato anche nella seconda meditazione: «Abbiamo infatti dimostrato precedentemente che Giudei e Greci, tutti, sono sotto il dominio del peccato». 
01/01/1998 III Meditazione (199808253)  Nella seconda meditazione avevamo tentato di leggere i cap. 4,5, 6 e 7 del Vangelo secondo Matteo che descrivono l’inizio del ministero di Gesù come annuncio del «regno di Dio» o, dicevamo, della «sovranità di Dio»; una sovranità che entra nella storia e l’uomo può e deve incominciare a sperimentare. 
01/01/1998 3ª Meditazione (199811013)  Ci siamo proposti nel nostro cammino di chiarire quella immagine di Dio che ci viene dalla rivelazione, da quello che Dio stesso ha manifestato di se nella esperienza di Israele e nell’esperienza di Gesù di Nazaret. Per questo, ieri, abbiamo ripercorso l’inizio di questo cammino partendo dalla rivelazione del nome di Dio, di quel nome misterioso, Jahvè, che esprime la vicinanza e l’impegno salvifico di Dio nei confronti del suo popolo. 
01/01/1998 4ª Meditazione (199802084)  Nei discorsi di Gesù nell’ultima cena si parla abbastanza spesso dello Spirito Santo chiamandolo con un termine nuovo e caratteristico: è il termine Paraclito. La nostra Bibbia, generalmente, lo traduce con la parola Consolatore, lo Spirito Consolatore. Anche se, in realtà, il termine Paraclito è un termine del linguaggio giuridico, e si riferisce al difensore, a colui che in tribunale prende la parte di un accusato, difende il suo atteggiamento, ne dimostra la verità, l’autenticità. 
01/01/1998 IV Meditazione (199805024)  Nella terza meditazione abbiamo riflettuto sulla novità che il dono dello Spirito opera nella vita del credente, che si esprime essenzialmente come liberazione dal peccato; non significa liberazione da tutti i peccati, ma che il dono dello Spirito dà la possibilità all’uomo di sottrarsi dalla schiavitù del peccato, che si esprime nella realtà della lacerazione interiore, cioè nella incapacità radicale di poter fare il bene. Questa è una dimensione personale, bisognerebbe continuare la discussione leggendo tutto il cap. 8 della Lettera ai Romani, molto bello anche se non è semplicissimo come di solito è S. Paolo. 
01/01/1998 IV Meditazione (199806234)  Nella terza meditazione veniva sottolineato che: «tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio» (Rm 3, 23a), affermazione che Paolo ha sviluppato nei capitoli precedenti in due sezioni. Siccome dal punto di vista religioso l’unica distinzione rilevante nell’umanità è quella che esiste tra Israele e i pagani, tra il popolo che ha ricevuto la rivelazione di Dio e chi invece non la conosce, allora si tratta di vedere come queste due frazioni dell’umanità si collochino davanti a Dio; bisogna cogliere come, sia i pagani che i Giudei, siano nella condizione del peccato, di peccatori. 
01/01/1998 IV Meditazione (199808254)  Oltre al mandato missionario, che abbiamo ascoltato nella conclusione del Vangelo di Matteo, c’è un testo parallelo (per modo di dire ma simile) nella conclusione del Vangelo secondo Marco, al cap. 16,15 ss. Sapete che probabilmente in origine il Vangelo di Marco terminava al cap. 16,8, poi qualcuno ha aggiunto la conclusione che di fatto è canonica, quindi entra dentro all’ispirazione biblica; dove sono ricordate, molto in breve, le apparizioni di Gesù risorto, e per seconda cosa il mandato missionario. 
01/01/1998 4ª Meditazione (199811014)  Abbiamo tentato di riflettere sulla paternità di Dio, a partire dalla rivelazione dell’Antico Testamento, poi, soprattutto, dalla esperienza filiale di Gesù di Nazaret. In Gesù di Nazaret, la esperienza di essere Figlio di Dio, è nella sua condizione di pienezza, di perfezione e quindi, in lui, possiamo rispecchiare la nostra vocazione e possiamo riconoscere il mistero dell’amore paterno di Dio. Lo abbiamo cercato di vedere nella vita e nell’esperienza di Gesù, e in particolare, questa mattina, nell’atteggiamento di Gesù verso i peccatori, verso i pubblicani, perché quell’atteggiamento lo abbiamo riconosciuto come la traduzione in comportamenti umani dell’amore paterno, eterno di Dio. 
01/01/1998 5ª Meditazione (199802085)  Punto di partenza è quello che ricordavamo ieri, cioè il distacco fra Gesù e i suoi: Gesù annuncia che deve lasciare i suoi e che per ora i suoi non possono seguirlo. Quando Pietro cercherà di affermare il contrario e dirà: «Signore, perché non posso seguirti ora? darò la mia vita per te». Gesù gli risponde con molta chiarezza «Darai la tua vita per me? In verità ti dico: non canterà il gallo prima che tu non m’abbia rinnegato per tre volte». 
01/01/1998 5ª Meditazione (199811015)  Generalmente, la nostra esperienza religiosa, è una mescolanza di paura, di interesse e di amore. Non c’è da meravigliarsi di questo, sarebbe come meravigliarsi per il fatto che non siamo santi. È vero che siamo chiamati alla santità, però è anche vero che la santità è un cammino lungo, che probabilmente non termineremo neanche in questa vita, avremo bisogno di qualche purificazione anche di là. 
01/01/1998 IX Meditazione (199806269)  Della Lettera ai Romani abbiamo scelto di meditare quello fondamentale, il cap. 8, ma in questo modo si è tralasciato i cap. 9, 10 e 11, che sarebbero stati pure importantissimi ma un po’ troppo complicati e ci voleva più preparazione di quella che sono riuscito a fare per riuscire a presentarli in modo decente. Dicevo sono fondamentali perché mostrano come nella storia della salvezza, anche attraverso le vicissitudini diverse del popolo d’Israele, alla fine chi trionfa è la fedeltà e la misericordia di Dio. Quindi il discorso è un po’ incompleto senza quei capitoli, però almeno le cose essenziali sono venute fuori. I capitoli dal 12 al 15 sono la parte etica e quelli sono molto più semplici da affrontare e si possono leggere più semplicemente. 
01/01/1998 Celebrazione del Sacramento della Riconciliazione (19980826)  Oggi è la giornata penitenziale e al centro ci sta la celebrazione del Sacramento della Riconciliazione, quindi lo facciamo come indica il nuovo rito, incominciando dall’ascolto della parola del Signore. Il motivo è molto semplice: partire dall’ascolto della parola del Signore ci fa comprendere che il Sacramento della Penitenza non è prima di tutto un nostro cammino verso Dio, ma è una chiamata del Signore rivolto a noi. 
01/01/1998 Celebrazione Eucaristica (19980501)  L’esperienza di Damasco è fondamentale per capire tutto quello che Paolo ha vissuto e predicato del Vangelo di Gesù Cristo. Perché una conversione di questo genere ha fatto comprendere a Paolo che il dono della giustizia, che Dio fa all’uomo, è gratuito e sta prima di ogni suo merito e diritto. Il Signore ha chiamato Paolo, non nel momento in cui se lo meritava, anche se poteva avere qualche tesoro di opere buone da fare valere di fronte a Dio per avere il diritto ad una chiamata all’apostolato; ma il Signore ha chiamato Paolo nel momento in cui, in buona fede, fa il persecutore, quindi è l’avversario e sta perseguitando la Chiesa del Signore. 
01/01/1998 Celebrazione Eucaristica (19980502)  Nel discorso che Gesù fa nella sinagoga di Cafàrnao ci sono due rivelazioni che hanno creato sconcerto negli ascoltatori: 1) è la rivelazione che Gesù ha fatto: «sono io, il pane vivo disceso dal cielo» (Gv 6,51a); e la gente incominciava a chiedersi: come fa a dire che è disceso dal cielo? 2) è quella che abbiamo ascoltato insieme nella Celebrazione penitenziale: «Chi mangia la mia carne e chi beve il mio sangue ha la vita eterna» (Gv 6,54a); ancora la gente incominciava a chiedersi: come può costui darci la sua carne da mangiare? 
01/01/1998 Celebrazione Eucaristica (199805031)  Partiamo dalla conclusione, dalla scena che sta alla fine della lettura dell’Apocalisse, scena di consolazione, di gioia e di grande speranza: «Non avranno più fame, né avranno più sete, né li colpirà il sole, né arsura di sorta, perché l’Agnello che sta in mezzo al trono sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita. E Dio tergerà ogni lacrima dai loro occhi». 
01/01/1998 Celebrazione eucaristica (19980623)  La prima lettura è la riflessione che il deuteronomista fa sulla fine del regno del Nord di Israele. La domanda è: come mai questo regno – che viene dalla elezione di Dio e che ha nonostante tutto nei confronti di Dio un rapporto, un impegno, un legame di alleanza – sia ingloriosamente finito dopo tre anni di assedio con la distruzione di Samaria e la deportazione degli abitanti? E l’autore spiega tutto questo con l’infedeltà di Israele all’alleanza. 
01/01/1998 Celebrazione eucaristica (19980624)  Il Vangelo vuole dire che c’è qualche cosa di nuovo nella storia d’Israele, un intervento effettivo ed efficace del Signore. È l’intervento per il quale Zaccaria aveva chiesto un segno, e il segno che gli è stato dato è stata la sua mutezza, l’incapacità di dire una parola, come a dover riconoscere che c’era il mistero dell’intervento di Dio nella sua esperienza. Ora questo segno si compie nel nodo della bocca che si scioglie, in modo che Zaccaria possa benedire Dio, e lo benedice nel momento in cui al bambino, circonciso l’ottavo giorno, viene consegnato il nome nuovo, Giovanni. 
01/01/1998 Celebrazione eucaristica (19980625)  Può sembrare facile costruire la propria casa sul greto di quei guadi, torrentelli che sono secchi per quasi tutto l’anno e che offrono, a chi vuole costruire, tutti i materiali che sono lì a portata di mano senza bisogno di fare la fatica del trasporto per andarli a cercare in altro luogo su cui edificare. 
01/01/1998 Celebrazione eucaristica (19980626)  Undici anni dopo la prima deportazione, nel 586 a.C., una nuova invasione dell’esercito di Babilonia ha portato questa volta alla distruzione completa di Gerusalemme, del tempio, della reggia e di tutte le case. 
01/01/1998 I Meditazione (199805011)  Il tema di questi esercizi «Avrete forza dallo Spirito Santo e mi sarete testimoni», si riferisce al Programma pastorale di quest’anno. Il Papa ci ha chiesto di prepararci alla celebrazione del giubileo per l’anno duemila, attraverso una riscoperta della vita cristiana nella contemplazione della Trinità. 
01/01/1998 Indicazioni dopo la verifica conclusiva (19980503)  Dopo tutti i vostri interventi, provo la gioia, perché al termine di un cammino di Esercizi è bello ascoltare tante persone esprimere in questo modo quello che hanno vissuto. Come avete detto: è il segno del clima che si è formato. Di questo dobbiamo ringraziare il Signore ma anche voi, perché alla fine il clima lo avete creato voi con il modo di stare insieme e di accogliere la Parola del Signore. 
01/01/1998 Liturgia penitenziale (199802081)  Luciano Monari, Liturgia penitenziale (199802081). Liturgia penitenziale Data Copyright: 1998 Data pubblicazione: 08 febbraio 1998 Serie: Guidati dallo Spirito Santo 10 Id: Monari:199802081 La prima lettura è una confessione dei peccati degli Israeliti nella condizione dell’esilio, e, credo, ci possa aiutare a collocare la nostra celebrazione del sacramento della Penitenza nel contesto giusto. Che è un contesto comunitario, ecclesiale; è la Chiesa che ha ricevuto da Gesù Cristo il compito di continuare la sua missione: «Come il Padre ha mandato me anch’io mando voi». 
01/01/1998 Omelia (19980207)  La prima moltiplicazione dei pani nel Vangelo secondo Marco. Termina questo brano, come abbiamo sentito, con l’immagine di Gesù che si mette a insegnare molte cose alla folla dei discepoli. Anche se il Vangelo di Marco in questo caso, come molte altre volte, non dice che cosa poi in concreto Gesù insegnasse. «Si mise a insegnare molte cose», e dopo viene la moltiplicazione dei pani. 
01/01/1998 Omelia (19980208)  Il brano del Vangelo inizia con la scena di Gesù, circondato dalla folla, mentre annuncia la Parola di Dio. E in questa prima scena Gesù è solo, solo con tutta la gente intorno, solo ad annunciare. Al termine ci sono alcune persone che seguono Gesù. «Lasciarono tutto e lo seguirono». 
01/01/1998 Omelia (19981031)  È una regola di buon senso, per non fare brutta figura. Dice il Signore: Non andare a metterti ai primi posti quando sei invitato a nozze, ma agli ultimi, in modo da essere invitato a risalire la scala. E quindi avere riconoscimento e lode e onore da parte di tutti. 
01/01/1998 V Meditazione (199805035)  Potremmo riassumere tutte le cose che abbiamo dette in questi giorni in due affermazioni molto semplici: Gesù è presente ovunque nel nostro mondo e nella storia degli uomini, nella forza dello Spirito. Ricordate che, secondo il Vangelo di Luca, Gesù è stato costruito in Spirito Santo. Ma questo discorso vale per tutta la presenza di Cristo nella storia del mondo e della Chiesa. Cristo è presente nella sua Parola, ed è Parola di Dio ispirata. 
01/01/1998 V Meditazione (199806245)  Ricordiamo come finora Paolo aveva presentato la rivelazione della giustizia di Dio: è la giustizia salvifica che opera la giustificazione del peccatore e quindi pone nell’esperienza dell’uomo una sorgente di vita nuova. Adesso, dal cap. 5 in poi, Paolo continua ma sposta un po’ l’attenzione; invece di parlare di giustizia di Dio, d’ora in poi parlerà dell’amore di Dio che è stato riversato dentro ai nostri cuori, tentando in questo modo di descrivere la situazione nuova in cui l’uomo viene a trovarsi a motivo della giustificazione. Dunque, da peccatori che eravamo, Dio gratuitamente e liberamente ci ha resi giusti davanti a Lui. 
01/01/1998 V Meditazione (199808265)  Il cap. 4 del Vangelo secondo Giovanni presenta la figura della donna di Samaria che Gesù incontra al pozzo di Giacobbe vicino Sicàr. Ed è un capitolo significativo perché, come molte delle figure del Vangelo secondo Giovanni, la figura della Samaritana ha una dimensione simbolica; è naturalmente una persona concreta, ma Giovanni introduce il dialogo tra Gesù e lei proprio perché questa figura concreta ha i tratti caratteristici di un’esperienza continua nella vita della Chiesa, ed è l’esperienza del testimone missionario. 
01/01/1998 VI Meditazione (199806246)  Dal cap. 5 in poi san Paolo può arrivare a descrivere la condizione del credente ormai giustificato da Dio, che nella fede ha accolto il dono della giustificazione e quindi vive una condizione radicalmente nuova. 
01/01/1998 VI Meditazione (199808276)  Nel cap. 20 del vangelo di Giovanni troviamo un terzo testo di “missione” del Signore risorto. Il primo l’avevamo visto in Matteo, siamo partiti con la sua conclusione (cfr. Mt 28,16-20). Il secondo testo di missione era quello di Marco, dove sono proclamati «i segni che debbono accompagnare coloro che credono» (cfr. Mc 16,15-20). C’è un terzo testo di missione che è caratteristico nel vangelo secondo Giovanni. “Caratteristico” nel senso che è un po’ diverso dagli altri e si riallaccia a tutta la teologia di questo quarto vangelo. 
01/01/1998 VII Meditazione (199806257)  Nella sesta meditazione abbiamo ricordato che il cap. 8 della Lettera ai Romani è come il quadro di un’esistenza cristiana nella sua nuova identità, come esistenza animata e guidata dallo Spirito. C’era stato ricordato che a motivo dell’inserimento in Cristo non c’è più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù. 
01/01/1998 VII Meditazione (199808277)  Nella sesta meditazione abbiamo ricordato, ma già altre volte, che la missione fa parte dell’essere della Chiesa, prima ancora che della sua attività, del suo agire. Questo discorso mi stava molto a cuore per cogliere la profondità della dimensione missionaria nell’esperienza ecclesiale, quindi credo non ci sia un modo più ricco, di cogliere questo fatto, che il tentare di riconoscere il modello della missionarietà ecclesiale in Maria. 
01/01/1998 VIII Meditazione (199806258)  San Paolo descrive la novità dell’esistenza cristiana che è determinata dal dono dello Spirito e ci ha detto che il cristiano non è più guidato dai suoi istinti carnali ma dalla forza dell’amore di Dio, per questo può chiamarsi ed è veramente figlio di Dio. 
01/01/1998 VIII Meditazione (199808288)  Vorrei terminare il nostro cammino di riflessione sulla missione, come dimensione permanente ed essenziale della vita della Chiesa, con un richiamo a san Paolo, all’opera di evangelizzazione che ha compiuto in tutta il bacino del Mediterraneo, portando il vangelo di Cristo. Sarebbe complicato ripercorrete tutte le lettere di Paolo, allora richiamo solo qualcosa della Lettera ai Romani che rappresenta la sintesi della predicazione paolina. 
06/02/1998 1ª Meditazione (1998020801)  Luciano Monari, 1ª Meditazione (1998020801) Data Copyright: 06 febbraio 1998 Data pubblicazione: 06 febbraio 1998 Serie: Guidati dallo Spirito Santo 4 Id: Monari:1998020801 Ci sono due testi del Nuovo Testamento che parlano della comunicazione dello Spirito Santo all’inizio della Chiesa e sono: il famoso racconto della Pentecoste nel cap. 2 degli Atti, i versetti dall’1 all’11, e il racconto della Pasqua nel Vangelo secondo Giovanni, quando il giorno di Pasqua Gesù appare ai suoi discepoli che sono nel Cenacolo e soffia sopra di loro lo Spirito Santo. 
06/02/1998 2ª Meditazione (199802082)  Abbiamo tentato di vedere, questa mattina, il racconto del cap. 2 dei Galati: la nascita della Chiesa nella esperienza della Pentecoste come il suo battesimo e, quindi, come la congregazione del nuovo popolo di Dio davanti al suo Signore, attraverso quella unità e comunione che lo Spirito è capace di realizzare, di compiere. 
06/02/1998 Omelia (199802061)  Luciano Monari, Omelia (199802061) Data Copyright: 1998 Data pubblicazione: 06 febbraio 1998 Serie: Guidati dallo Spirito Santo 2 Id: Monari:199802061 Quello che il Vangelo ci suggerisce è la profondità, la misteriosità del cuore umano e delle contraddizioni che dentro il cuore umano, molte volte si muovono. Perché i personaggi che entrano sulla scena in questo episodio della morte del martire Giovanni Battista, c’entrano con tutta la loro ambiguità. 
06/02/1998 S. Rosario (199802062)  Luciano Monari, S. Rosario (199802062) Data Copyright: 1998 Data pubblicazione: 06 febbraio 1998 Serie: Guidati dallo Spirito Santo 1 Id: Monari:199802062 Abbiamo ripercorso il cammino delle sofferenze del Signore. A che cosa serve? Perché contempliamo la via della sofferenza di Cristo? Credo che debba servire per riuscire a vivere, con un’ottica di fede, quella dimensione di sofferenza che c’è nella nostra vita. Il rischio di fronte alle sofferenze è che, siccome facciamo fatica a dare a loro un significato, un valore, diventino una specie di blocco che ci impedisce di vivere, che ci impedisce di sperare e che ci rende poi essenzialmente egocentrici, o forse anche cinici. La sofferenza può operare questo nella nostra vita. 
01/05/1998 Celebrazione penitenziale (1998050101)  Luciano Monari, Celebrazione penitenziale (1998050101). Celebrazione penitenziale Data Copyright: 01 maggio 1998 Data pubblicazione: 01 maggio 1998 Serie: Avrete forza dallo Spirito Santo e mi sarete testimoni 2 Id: Monari:1998050101 Uno dei temi su cui S. Paolo insiste di più nella sua predicazione cristiana è la libertà. Secondo lui, l’amore con cui Dio ci ha redento in Gesù Cristo, è il fondamento e la sorgente di una profonda libertà dell’uomo; libertà che non è più schiava della legge e può invece lasciarsi guidare dallo Spirito che Dio ha messo dentro al cuore dell’uomo e così nella libertà interiore compiere con gioia la volontà di Dio. 
22/06/1998 1ª Meditazione (Monari 199806221)  Luciano Monari, 1ª Meditazione (Monari 199806221) Data Copyright: 1998 Data pubblicazione: 22 giugno 1998 Serie: Lettera ai Romani 1 Id: Monari:199806221 Lo scopo degli Esercizi è sempre quello che S. Ignazio poneva all’inizio del suo libro, del mettere ordine nella nostra vita. Gli esercizi spirituali ci servono per richiamare lo scopo, la meta del nostro cammino; a partire da questa consapevolezza ci servono per verificare il cammino che stiamo facendo, per vedere se siamo nella direzione giusta e se c’è, qualche cosa che ha bisogno invece di essere corretto e riorientato. 
24/08/1998 1ª Meditazione (Monari 199808241)  Luciano Monari, 1ª Meditazione (Monari 199808241) Data Copyright: 1998 Data pubblicazione: 24 agosto 1998 Serie: Missione 1 Id: Monari:199808241 Siccome ormai dobbiamo cominciare a prepararci per la Missione ho pensato di prendere come tema conduttore delle nostre meditazioni proprio questo. La Chiesa è, secondo il Concilio Vaticano II, strutturalmente missionaria e significa che la Missione non è semplicemente una delle tante cose che deve fare, ma è la logica costante in cui deve vivere tutta la sua esistenza nella storia; e la Missione che tenteremo di fare dovrebbe renderci consapevole di questo. 
20/09/1998 Celebrazione eucaristica (1998092001)  Luciano Monari, Celebrazione eucaristica (1998092001) Data Copyright: 1998 Data pubblicazione: 20 settembre 1998 Id: Monari:1998092001 Ci sentiamo convocati dal Signore, dalla sua Parola per essere edificati come tempio vivo del Signore. È la parola di Dio che vuole fare di noi «un cuore solo e un’anima sola» (At 4,32a). è la partecipazione al sacramento dell’eucaristia che ci fa essere il corpo vero del Signore. Allora accogliamo l’invito del Signore in questo suo giorno della risurrezione per essere edificati come tempio vivo; perché questa nostra comunità di Castelsangiovanni possa crescere sempre nell’unità della fede e della carità che vengono dal Signore. 
30/10/1998 Omelia (19981030)  Luciano Monari, Omelia (19981030) Data Copyright: 1998 Data pubblicazione: 30 ottobre 1998 Serie: Nell’amore del Padre 1 Id: Monari:19981030 Potrebbe venire da chiedere perché il Signore abbia voluto guarire questo idropico: il contesto non glielo chiedeva mica, era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per mangiare; per di più c’era della gente che stava ad osservare, quindi pronta a criticare se ce ne fosse stato motivo, e quella persona ammalata che sta davanti a lui non gli chiede niente. 
31/10/1998 Liturgia penitenziale (199810311)  Luciano Monari, Liturgia penitenziale (199810311) Data Copyright: 1998 Data pubblicazione: 31 ottobre 1998 Serie: Nell’amore del Padre 7 Id: Monari:199810311 Usava, nel tempio di Gerusalemme, una celebrazione che viene chiamata la Liturgia della Porta. Veniva fatta alle porte di ingresso del tempio ed era una specie di esame di coscienza, perché coloro che entravano nel tempio proclamassero la loro innocenza e giustizia davanti a Dio. Il tempio è una sfera di santità, e di vita, e di gioia; entrare nel tempio vuol dire entrare nella pienezza di vita che viene da Dio. 
01/11/1998 Omelia (1998110101)  Luciano Monari, Omelia (1998110101) Data Copyright: 1998 Data pubblicazione: 01 novembre 1998 Serie: Nell’amore del Padre 9 Id: Monari:1998110101 È significativo che il nostro piccolo corso di esercizi termini nella festa di Tutti i Santi, perché è quella festa che richiama la nostra vocazione. La santità è vocazione di ogni cristiano, di ogni battezzato, così diceva il Concilio. 
23/11/1998 La Missione diocesana (199811231)  Luciano Monari, La Missione diocesana (199811231) Data Copyright: 1998 Data pubblicazione: 23 novembre 1998 Id: Monari:199811231 Con l’Avvento inizierà per la nostra Chiesa anche il cammino della Missione Diocesana che durerà, a Dio piacendo, fino alla Pentecoste dell’anno giubilare 2000. Questo cammino deve coinvolgere tutti ma, in particolare, i consacrati che hanno fatto dono al Signore di tutta la loro vita. Per questo ho pensato di scrivere questa Lettera a voi che, con la vostra consacrazione, siete uno dei doni più preziosi che il Signore ha fatto alla nostra Chiesa. Mi riferisco certo alle innumerevoli attività di servizio che fate ma, ancor prima, al fatto che voi vivete in mezzo al mondo una consacrazione a Dio definitiva, pubblica, totale. Abbiamo bisogno proprio di questa testimonianza: di qualcuno che faccia vedere quanto Dio è rilevante nella vita dell’uomo, che mostri con la sua testimonianza la gioia di appartenere al Signore. 
01/01/1999 1ª Meditazione (199911011)  Ci ritroviamo dopo un anno, come spero, con lo stesso entusiasmo, lo stesso desiderio. C’è qualche cosa che ci potrebbe avvilire perché ci ritroviamo sempre allo stesso punto, al punto di partenza; però, siccome la fiducia non sta in noi stessi e in quello che noi siamo riusciti a fare ma nel Signore e nella ricchezza del suo amore, credo che la fiducia, l’entusiasmo e la voglia di camminare, possa rimanere e possa rinnovarsi: quindi benvenuti e buon cammino di esercizi. 
01/01/1999 II Meditazione (199906212)  Nella prima meditazione abbiamo cercato di collocarci nell’atteggiamento corretto dell’ascolto per fare gli esercizi, perché c’è una Parola del Signore che ci raggiunge attraverso la lettera di Paolo; occorre l’atteggiamento della benedizione e del rendimento di grazie al Signore, per tutto quanto ha operato di conforto e di consolazione nella vita dei credenti, attraverso la partecipazione al mistero di Cristo e la consolazione che ci si trasmette gli uni gli altri come testimonianza dell’esperienza della vicinanza del Signore. 
01/01/1999 II Meditazione (199908232)  Siamo partiti dall’annuncio fondamentale che il Vangelo pone all’inizio del ministero di Gesù: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino» (Mc 1,15). Ma dobbiamo cercare di collocare questo messaggio in un contesto, perché “il tempo è compiuto” vuole dire: che qual cosa è diventato maturo, ma evidentemente ciò che diventa maturo ha tutto un lungo cammino di preparazione e di crescita. Così quando si dice che “il regno di Dio è vicino” si suppone che in precedenza questo Regno non fosse vicino, ma che si avvicini adesso nella parola e nelle opere di Gesù. 
01/01/1999 2ª Meditazione (199911012)  Diventare discepoli vuol dire: riconoscersi, attraverso Gesù e in Gesù, figli del Padre, figli di Dio e riconoscersi, quindi, fratelli; riconoscere che c’è un legame più forte ancora di quello di sangue che si stabilisce in virtù della fede. 
01/01/1999 II Meditazione (199912282)  Al centro della predicazione di Gesù abbiamo ascoltato le parole che Marco ha raccolto nel versetto: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo» (Mc 1,15). Al centro ci sta questo regno di Dio – sovranità di Dio, esercitata concretamente nella storia degli uomini. 
01/01/1999 III Meditazione (199906223)  Ricordate il punto in cui siamo arrivati nella nostra meditazione sulla seconda Lettera ai Corinzi, avevamo un problema preciso e in fondo apparentemente secondario: il problema di un cambiamento di progetto nel ministero di Paolo. Cercavamo di comprendere il modo in cui Paolo espone e spiega il suo comportamento, perché il rischio, la critica, viene fuori dalla possibilità che il comportamento di Paolo sia determinato da leggerezza. 
01/01/1999 III Meditazione (199908243)  Nella seconda meditazione parlavamo di una strategia del Signore per la realizzazione della sua volontà, del suo progetto di salvezza nei confronti del mondo e della famiglia umana. Dicevamo: il progetto di Dio è di pluralità raccolta nella comunione e nell’unità. E di fronte alla disgregazione che il peccato – con quell’atteggiamento di sfiducia in Dio e nei fratelli – ha creato, Dio ha un progetto di recupero, di rigenerazione, di trasformazione. Il quale progetto si comincia a delineare nella vocazione di Abramo. 
01/01/1999 3ª Meditazione (199911013)  Abbiamo iniziato la nostra riflessione ponendoci una domanda: quale sia il fondamento della missione; perché la Chiesa debba essere e debba vivere con perseveranza, con costanza questa dimensione missionaria. Abbiamo trovato la risposta nei comandi del Signore risorto, ma più ancora nella missione stessa di Gesù. Oggi vorrei, nelle meditazioni che abbiamo, riprendere alcuni modelli, alcune immagini della realizzazione della missione. Una la prendiamo da Gesù, una la prendiamo da Maria e una da un discepolo, in modo da arricchire un po’ l’immagine della missione che può uscire dal Nuovo Testamento. 
01/01/1999 III Meditazione (199912293)  Al termine della lettura, che è stata fatta nella seconda meditazione, avevamo incontrato per la prima volta un’opposizione radicale nei confronti di Gesù e del suo ministero; era già uscita un po’ prima di fronte all’atteggiamento che lui teneva verso i peccatori e diventa radicale dopo la rivelazione dell’atteggiamento di Gesù nei confronti della legge: «I farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire» (Mc 3,6). 
01/01/1999 IV Meditazione (199906224)  La prima questione riguardava il progetto di viaggio di Paolo e il cambiamento di questo programma; le motivazioni che hanno spinto Paolo al cambiamento, cercando di cogliere, dentro al suo al comportamento, la coerenza che sta dentro al disegno di Dio, di cui Paolo è testimone e predicatore. 
01/01/1999 IV Meditazione (199908244)  Nella terza meditazione abbiamo letto l’inizio del cap. 15 del Libro della Genesi, il primo testo della Bibbia dove è usato il verbo “credere”, attribuito ad Abramo nel momento in cui il Signore gli pone davanti una promessa paradossale e impossibile nella condizione concreta che Abramo sta vivendo. 
01/01/1999 4ª Meditazione (199911014)  Avevamo cominciato questa mattina con un’immagine della missione; l’abbiamo presa dal Vangelo secondo Giovanni nel dialogo tra Gesù e i samaritani. È una prima immagine, fondamentale per tante cose. Ne volevo prendere altre due dai Vangeli: una che definisce la logica missionaria di Maria, un po’ strana per certi aspetti, ma che adesso vediamo al cap. 1 di Luca: 
01/01/1999 IV Meditazione (199912294)  Una fede che nasce da una decisione personale è quel brano, del Vangelo di Marco che va dal cap. 6,6b al cap. 8,29, che culmina con la prima fondamentale professione di fede di Pietro, che rispondendo a Gesù dice: «Tu sei il Cristo». Questa professione di fede costituisce un picco nella narrazione di Marco, un punto elevato raggiunto dopo otto capitoli, quindi praticamente a metà del Vangelo. 
01/01/1999 5ª Meditazione (199911015)  Siamo al termine del nostro cammino dopo aver cercato di comprendere la motivazione, il fondamento della missione e averne colto alcune realizzazioni tipo, alcune immagini nel comportamento di Gesù, nella visitazione di Maria, nella testimonianza di un apostolo. 
01/01/1999 IX Meditazione (199906259)  Nella nostra meditazione, sulla seconda Lettera ai Corinzi, siamo giunti al cap. 5,11. Il tema è sempre del ministero apostolico. Paolo raccoglie quelli che secondo lui sono le motivazioni di fondo, gli stimoli e le spinte ad un esercizio corretto di questo ministero. Questi stimoli sono fondamentalmente due: 1) il timore del Signore; 2) l’amore di Cristo. 
01/01/1999 IX Meditazione (199908279)  Il cammino che abbiamo tentato di fare riguardava il progetto di Dio, il disegno di Dio sulla nostra vita, non solo individualmente ma come popolo, come famiglia umana che Dio vuole condurre alla benedizione e alla vita. Abbiamo tentato di ripercorrere questo itinerario in alcune delle sue tappe a cominciare da Abramo, poi l’esperienza d’Israele nell’Esodo, poi la promessa dei profeti di una rinnovazione dell’alleanza con una trasformazione profonda del cuore umano. 
01/01/1999 Celebrazione Eucaristica (19990621)  Le promesse che il Signore fa ad Abramo sono certamente grandi: “di diventare un grande popolo, di possedere una terra che sarà di Dio e poi soprattutto la grande benedizione che attraverso Abramo raggiungerà tutte le famiglie della terra” (cfr. Gen 12,1-3). Questa promessa è così grande che si compie solo alla fine dei tempi, nella Gerusalemme celeste, «la città dalle solide fondamenta, di cui l’architetto e costruttore è Dio solo». 
01/01/1999 Celebrazione Eucaristica (19990622)  Abramo è partito da Ur dei Caldei, in quel di Carran, a motivo della promessa del Signore, e cammina guidato e illuminato da questa promessa (cfr. Gen 12,1-9). Abramo deve anche imparare cosa questo significa: quale tipo di itinerario, di cammino, quindi quale tipo di vita nasca dalla promessa di Dio e dal vivere in riferimento a questa promessa. 
01/01/1999 Celebrazione Eucaristica (19990623)  Continua il cammino della promessa del Signore ad Abramo in uno dei momenti più significativi, perché il racconto procede così: «Fu rivolta ad Abram in visione questa parola del Signore: Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande» (Gen 15, 1). Dunque, il Signore si manifesta ad Abramo e lo pone di fronte a sé stesso come il suo interlocutore (come ricordavamo nella quinta meditazione). Questo rapporto di alleanza è per l’uomo motivo: di sicurezza, «non temere Abram»; e di speranza, «Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande». L’incontro con Dio ha sempre queste dimensioni: ci fa consapevoli della nostra identità, e ci pone dentro ad un cammino di sicurezza e di speranza. 
01/01/1999 Celebrazione Eucaristica (19990624)  Paolo ad Antiochia di Pisidia ha fatto un discorso di evangelizzazione rivolto alla comunità giudaica, che è un modello di presentazione del Vangelo. Ed è significativo il modo in cui Paolo tratteggia la storia d’Israele, perché parla certamente di Davide: «Dio suscitò per Israele come re Davide». 
01/01/1999 Celebrazione Eucaristica (19990625)  Ieri l’altro abbiamo ascoltato la narrazione dell’alleanza del Signore con Abramo secondo la tradizione “iahvista” ed “elohista”. Oggi c’è la stessa realtà, un’alleanza del Signore con Abramo, nella tradizione probabilmente “sacerdotale”: «Abramo ha novantanove anni e il Signore gli si manifesta». 
01/01/1999 Celebrazione Eucaristica (199912290)  Il primo è del sottomettersi alla legge del Signore come scelta di fondo che definisce l’esperienza di Maria, di Giuseppe e di quel Bambino. È nato un bambino e secondo la legge di Mosè appartiene essenzialmente a Dio; viene da Dio come un dono e deve essere riconosciuto come tale. 
01/01/1999 Celebrazione Eucaristica (199912300)  Mi piacerebbe essere come Giovanni in questa scrittura rivolta a tutti i cristiani e credenti della comunità. «Siete forti, e la parola di Dio abita in voi»; s’intende “siete forti” perché è la Parola che abita in voi. 
01/01/1999 I Meditazione (199906211)  Anzitutto, benvenuti al nostro appuntamento annuale di esercizi spirituali. Prendetelo come un momento di riposo, come dice il Salmo: un momento in cui «il Signore ci conduce in pascoli erbosi e ad acque di riposo» (Sal 23,2), ad acque dove si può stare tranquilli e sereni, circondati dalla bontà e dalla misericordia del Signore. 
01/01/1999 I Meditazione (199908231)  Iniziamo nel nome del Signore questo cammino di esercizi spirituali, dal quale vogliamo lasciarci accompagnare e guidare dalla Parola del Signore, che diventi un cammino di conversione, che significa di ritorno al Signore, di riscoperta del progetto che Dio ha sopra l’umanità e la nostra stessa vita; in particolare quel progetto che ha sulla comunità cristiana, come strumento di cui il Signore si serve per realizzare la sua volontà di salvezza per tutti gli uomini. 
01/01/1999 I Meditazione (199912281)  Vi faccio gli auguri per questo cammino di tre giorni di esercizi spirituali, perché il Signore vi accompagni e vi consoli, che sia presente nei vostri cuori e vi aiuti a vivere questo piccolo itinerario di cammino in un modo gioioso, di rinnovamento e di trasformazione. 
01/01/1999 Incontro delle Religiose (19990827)  Colgo molto volentieri le ipotesi che alla fine sono venute fuori, sia la questione di collaborazione tra Istituti religiosi per riuscire ad offrire un servizio insieme di risposta alle esigenze soprattutto a quelle di povertà diffusa che ci sono, sia a quello che è stato detto a proposito della Missione, sia la proposta per l’adorazione mensile vocazionale, credo che siano tutte realtà che ci possono ottimamente mettere in piedi. 
01/01/1999 Liturgia Penitenziale (199911019)  L’onnipotenza di Dio si manifesta soprattutto qui, nella capacità che Dio ha di vincere il nostro egoismo e il nostro peccato. Di ridonarci un cuore nuovo, di ricostruire, anche con i residui dei nostri egoismi, un progetto di salvezza, di bene, di comunione con tutti i nostri fratelli. 
01/01/1999 Omelia (19991030)  Si potrebbe risolvere facilmente, il problema del Vangelo, immaginando un banchetto dove tutti i posti sono già assegnati, dove ciascuno ha il suo e non ci sono quindi né retrocessioni, né avanzamenti. Quello che normalmente succede nei banchetti importanti: ci sono i cartellini; quindi un posto per il prefetto, uno per il sindaco, uno per il questore e ciascuno ha la sua collocazione precisa, non ci si sbaglia e non c’è il rischio che avvengano quelle cose sgradevoli a cui il Vangelo fa riferimento, cioè di uno che viene spostato e portato all’ultimo posto. 
01/01/1999 Omelia (199910316)  Il profeta Malachia ha una parola dura, un monito rivolto ai sacerdoti; il Vangelo ha a sua volta una parola altrettanto dura rivolta agli scribi e ai farisei, cioè agli interpreti della legge e alle persone che hanno fatto della vita religiosa una scelta di fondo della loro esistenza. Quindi, sia Malachia che il Vangelo, si rivolgono non ai lontani, ai pagani, o agli infedeli, ma si rivolgono proprio alle persone religiose, quindi a me e a voi. 
01/01/1999 V Meditazione (199906235)  All’inizio del cap. 3 della seconda Lettera ai Corinzi avevamo letto un modo significativo e bello di presentare la comunità cristiana. è una comunità plasmata da Cristo, perché l’ha fatta come una lettera leggibile da tutti gli uomini, quindi come una testimonianza del suo amore e della sua volontà. 
01/01/1999 V Meditazione (199908255)  Osea è uno dei profeti più significativi dell’A.T., soprattutto perché ha manifestato un’intelligenza dell’alleanza straordinaria; comprendendo l’alleanza del Signore con il suo popolo alla luce della sua esperienza matrimoniale. Per cui secondo Osea l’alleanza è un matrimonio, è un impegno di fedeltà, è un vincolo di amore che Dio ha voluto stabilire con Israele. 
01/01/1999 V Meditazione (199912305)  Con la professione di fede di Pietro il Vangelo di Marco raggiunge un primo culmine, una prima fondamentale corretta risposta alla domanda che ci ha accompagnato in tutto il cammino: che cosa sta succedendo? e «Chi è costui, al quale anche i venti e il mare obbediscono?» (Mc 4,41). Pietro riconosce in Gesù il Cristo, e abbiamo detto: riconosce in Gesù il compimento delle promesse e delle attese di tutto il cammino storico d’Israele, come itinerario di salvezza inaugurato e diretto dalla promessa della Parola di Dio. 
01/01/1999 VI Meditazione (199906236)  Che cosa stiamo facendo? Stiamo cercando di cogliere la grandezza, il valore, la nobiltà e il primato del ministero apostolico. Paolo l’insegna facendo il confronto con il ministero mosaico, non per dire che vale poco, anzi che vale tanto, e proprio per questo si capisce quanto più preziosa sia ancora il ministero apostolico. 
01/01/1999 VI Meditazione (199908256)  Nelle ultime due meditazioni abbiamo posto al centro della nostra riflessione il tema dell’alleanza del Signore, quell’impegno di alleanza che il Signore si è assunto con Abramo e con il popolo di Israele. E di questo legame i profeti sono stati fondamentalmente i custodi. Il brano che abbiamo meditato, nella quinta meditazione del cap. 2, di Osea nasce da questa prospettiva: il profeta vuole custodire la fedeltà d’Israele all’alleanza. Allora smaschera tutte le infedeltà che si sono insinuate nell’esperienza religiosa del popolo. 
01/01/1999 VI Meditazione (199912306)  «Gesù entra a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato attorno ogni cosa, essendo ormai l’ora tarda, uscì con i Dodici diretto a Betània» (Mc 11, 11). Ed è una specie di presa di possesso del tempio da parte di Gesù; “entra e osserva”, come per rendersi conto della situazione in cui si trova. Il giorno dopo esercita quella sovranità sul tempio, che questo atto aveva in qualche modo anticipato, perché va a Gerusalemme e caccia i venditori del tempio riferendo a loro quelle parole (Mc 11, 17) del profeta Isaia e Geremia: «La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti?» (Is 56, 7); «Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri!» (Ger 7, 11). Evidentemente con questo Gesù pretende di avere un’autorità sul tempio, di potere determinare il significato di quella “casa” e il valore della presenza di quelli che la abitano. 
01/01/1999 VII Meditazione (199906247)  Paolo riprende tante affermazioni che abbiamo già visto e che esprimono il modo in cui lui intende, vive e sperimenta il suo ministero: questo ministero, la diaconia, è un dono e una missione che gli vengono dalla misericordia di Dio, senza meriti da parte dell’uomo. 
01/01/1999 VII Meditazione (199908267)  La Lettera agli Efesini inizia con l’inno (che conosciamo bene perché lo preghiamo tutti i lunedì a Messa e in molte altre occasioni nelle feste) nel quale viene raccolto il significato fondamentale della vita cristiana come realizzazione del progetto di Dio, di quello che la Lettera agli Efesini chiama “il mistero”. 
01/01/1999 VIII Meditazione (199906248)  Stiamo cercando di entrare nell’esperienza apostolica di Paolo, il modo in cui ha cercato di comprendere e di vivere la sua missione, quindi la vocazione che gli era stata data. Nella settima meditazione avevamo letto il cap. 4 quel richiamo essenziale all’esperienza della sua vocazione, e credo sia questo che Paolo faccia riferimento quando dice: «E Dio che disse: Rifulga la luce dalle tenebre, rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo» (2 Cor 4,6). 
01/01/1999 VIII Meditazione (199908268)  Nel cammino di questi esercizi ci siamo chiesti se ci sia e quale sia il progetto di Dio sull’uomo e sull’umanità, e in concreto sulla porzione di umanità della Chiesa nella quale la vocazione dell’umanità intera è anticipata. La Chiesa è sacramento dell’unità rigenerata e unificata che Dio pensa da sempre. 
23/06/1999 Liturgia penitenziale (199906231)  Luciano Monari, Liturgia penitenziale (199906231) Data Copyright: 1999 Data pubblicazione: 23 giugno 1999 Serie: Seconda Lettera ai Corinzi 10 Id: Monari:199906231 Il cammino che la parola del Signore ci fa fare inizia in un modo duro, come una specie di pugno nello stomaco, perché l’indirizzo d’Isaia è questo: «Udite la parola del Signore, voi capi di Sòdoma; ascoltate la dottrina del nostro Dio, popolo di Gomorra!» (Is 1,10). Credo non sia gradevole per nessuno sentirsi apostrofare in questo modo, soprattutto per il popolo eletto e per le loro guide. 
28/12/1999 Celebrazione Eucaristica (1999122801)  Luciano Monari, Celebrazione Eucaristica (1999122801) Data Copyright: 28 dicembre 1999 Data pubblicazione: 28 dicembre 1999 Serie: Il Vangelo di Marco 3 Id: Monari:1999122801 La liturgia non ci trasmette un’immagine molto romantica del Natale, ma ci ricorda certamente quel «segno: il bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia» (Lc 2,12), come segno di tenerezza e di bellezza. Ci mette davanti anche tutta una serie di segni che anticipano in qualche modo il destino di quel Bambino, come destino di fatica, di sofferenza, di rifiuto e di morte. 
01/01/2000 II Meditazione (200008282)  Il primo tema che viene ricordato e che per noi, è fondamentale, è l’elezione: “ci ha scelti”, ci ha eletti. Tema fondamentale della rivelazione biblica che vediamo nella elezione d’Israele che Dio ha considerato unico in mezzo all’assemblea dei popoli. 
01/01/2000 II Meditazione (200011032)  Abbiamo iniziato la meditazione su questo testo, grande, della Lettera agli Efesini con il desiderio di comprendere un tantino meglio il mistero di Cristo e quindi il mistero della nostra vocazione in lui e ci sembrava che il modo migliore per entrare in questa realtà fosse esattamente quello della preghiera, non una riflessione in sé, ma l’entrare nel dinamismo di un dialogo con il Signore che si esprime con un dialogo di riconoscenza e di risposta, nella logica della benedizione. 
01/01/2000 III Meditazione (200008293)  Abbiamo visto la proclamazione delle grandi opere di Dio in prospettiva Trinitaria. Dunque, una prima strofa che fa riferimento all’opera del Padre (e che abbiamo tentato di vedere nella seconda meditazione), come opera di elezione e predestinazione alla filiazione adottiva. 
01/01/2000 III Meditazione (200011043)  Abbiamo messo al centro il primo versetto come programma di tutto l’Inno, si tratta di benedire Dio perché ci ha benedetto, di rendere lode a Dio perché ha compiuto meraviglie nei nostri confronti, e quali siano queste benedizioni e meraviglie e opere di Dio verso di noi viene esposto in tutto l’arco dell’inno. 
01/01/2000 IV Meditazione (200008294)  Stiamo meditando la terza strofa dell’Inno della Lettera agli Efesini che pone al centro l’opera di Gesù Cristo – del Figlio – nel quale stanno tutte le compiacenze del Padre; è l’amato, il diletto del Padre e nel quale il disegno di Dio si compie. 
01/01/2000 IV Meditazione (200011044)  Significa che Cristo è posto da Dio come capo dell’universo e ciò significa che quella dimensione e di obbedienza che è caratteristica della vita terrena, umana di Gesù è il compimento e la pienezza di realizzazione del mondo, dell’esistenza umana e quindi del cosmo che in una prospettiva biblica è strettamente legato con la persona umana. Di questa ricapitolazione in Cristo fa parte anche il mistero o il compimento della Chiesa. 
01/01/2000 IX Meditazione (200009019)  L’Inno è inserito in un’esortazione, a una parenési paolina, all’unione fraterna e all’unanimità di cuore. Questa parenési paolina è un appello accorato, che vuole avere come suo fondamento e base l’evento compiutosi in Cristo. 
01/01/2000 I Meditazione (200011051)  Nella vita dell’uomo ci stanno gli esercizi fisici per essere in forma, ma è necessario che ci siano anche gli esercizi del cuore, dello spirito, perché il nostro rapporto con Dio e con gli altri mantenga la pienezza del suo significato, della sua gioia, della sua perfezione. 
01/01/2000 Omelia (2000110301)  Luciano Monari, Omelia (2000110301) Data Copyright: 2000 Data pubblicazione: 03 novembre 2000 Serie: Unicità e universalità di Gesù Cristo 2 Id: Monari:2000110301 Io credo che se uno vuole saper che cosa sia effettivamente la Chiesa potrebbe prendere in modo molto semplice le lettere di Paolo e vedere l’immagine di comunità che ne viene fuori, perché il piccolo brano che abbiamo ascoltato della lettera ai Filippesi ne dà un’immagine stupenda. 
01/01/2000 Omelia (200011040)  Abbiamo ascoltato nella lettera agli Efesini che l’esistenza cristiana è a lode e gloria della grazia di Dio. E vuol dire che quello che noi siamo e sperimentiamo deve tramutarsi in proclamazione e testimonianza, davanti al mondo intero, della generosità, dell’amore, dell’ampiezza della grazia di Dio. 
01/01/2000 Omelia (200011050)  Partiamo dal secondo comandamento quello che dice: «Amerai il prossimo tuo come te stesso» e proprio la sua formulazione ha una forza grande. Quel «come te stesso» è un’affermazione che ci blocca e ci impedisce di allontanarci da quanto il comandamento ci prescrive perché, siccome io vivo e accetto di vivere tutti i santi giorni, vuol dire che in un qualche modo ho preso posizione a favore della mia vita. 
01/01/2000 V Meditazione (200008305)  Continuiamo la riflessione sull’Inno della Lettera agli Efesini. Abbiamo ripercorso le prime due strofe che presentano l’elezione e la predestinazione, che ha la sua origine nel Padre e il compimento (di predestinazione ed elezione) nell’opera di redenzione del Figlio. 
01/01/2000 V Meditazione (200011055)  Se le cose stanno in questo modo, se «Dio ci ha scelti prima della creazione del mondo» e con tutto quello che segue, che tipo di esistenza è la nostra? Che tipo di esperienza siamo chiamati a vivere? Quali sono le conseguenze per il nostro modo di pensare noi stessi, di pensare la nostra vita e di viverla in risposta al Signore? 
01/01/2000 VI Meditazione (200008306)  La Lettera è indirizzata ai cristiani di Colosse, Chiesa non fondata da Paolo ma da Epafra, però a Paolo debbono essere arrivate delle notizie per cui risponde con questa Lettera, che all’inizio presenta questi aspetti, come è solito fare. 
01/01/2000 VII Meditazione (200008317)  Spieghiamo (per quello che è possibile) il mistero della rivelazione del Signore. Questo Inno della Lettera ai Colossesi, secondo la maggior parte degli autori, ha uno sfondo culturale che si rifà esattamente alla Sapienza (a quei testi dell’A.T. che parlano della Sapienza), come realtà attraverso cui Dio ha creato l’universo e quindi ha lasciato come una sua impronta nelle cose. Questo è lo sfondo fondamentale per riuscire a comprendere qualche cosa del mistero di Cristo, così come l’Inno lo presenta. 
01/01/2000 VIII Meditazione (200008318)  Rimaneva l’ultimo versetto di questo Inno che, come abbiamo notato, mette insieme la dimensione della creazione e quella della redenzione. In particolare, la conclusione riguarda la “riconciliazione” e il “rappacificamento”: «per mezzo di lui sono state riconciliate tutte le cose». Anzi il testo di per sé dice: «Cristo è colui per il quale tutte le cose sono state riconciliate». 
28/08/2000 1ª Meditazione (200008281)  Luciano Monari, 1ª Meditazione (200008281) Data Copyright: 2000 Data pubblicazione: 28 agosto 2000 Serie: Gesù Cristo, attraverso gli Inni delle lettere di Paolo 1 Id: Monari:200008281 Benvenuti a questo cammino di preghiera degli esercizi spirituali che tentiamo con la grazia del Signore di fare insieme. In questo corso di esercizi non parlerò molto del prete e nemmeno della pastorale; vorrei invece cercare di parlare molto di Gesù Cristo. 
05/11/2000 Liturgia penitenziale (2000110551)  Luciano Monari, Liturgia penitenziale (2000110551) Data Copyright: 2000 Data pubblicazione: 05 novembre 2000 Serie: Unicità e universalità di Gesù Cristo 9 Id: Monari:2000110551 Che cosa sia “l’uomo vecchio” lo abbiamo ricordato: è la condizione umana in quanto condizionata e dominata da quella potenza che abbiamo chiamato peccato e che si esprime nella aggressività nei confronti degli altri o nell’avidità infinita, senza limiti, viceversa l’uomo nuovo è quello che ha i lineamenti di Gesù Cristo, quindi di una sottomissione fiduciosa alla volontà di Dio e di un amore gratuito nei confronti degli altri. 
05/11/2001 Via Crucis (200111056)   
01/01/2001 1ª Meditazione (200108201)  Noi ci mettiamo nella prospettiva dell’ascolto e della contemplazione e, dicevamo nella prima meditazione introduttiva, da una parte con il desiderio di comprendere qualche cosa del mistero di Dio, che ci è tradotto in gesti umani attraverso la vita concreta di Gesù di Nazaret; dall’altra con il desiderio di comprendere il destino e la vocazione dell’uomo, che cosa significa l’esistenza che ci è posta davanti e che dobbiamo orientare verso un traguardo? Dove tendere? 
01/01/2001 1ª Meditazione (200111021)  Dice Eliot, Thomas Stearns: «Sembra sia accaduto qualcosa che non è mai accaduto prima, sebbene non si sappia quando, né perché, né come, né dove. Dicono che gli uomini hanno abbandonato Dio non per altri dei ma per nessun dio. 
01/01/2001 1ª Meditazione (200112271)  Iniziamo nel nome del Signore questa piccola esperienza di esercizi spirituali. Si chiamano “esercizi” perché sono attività, prova e impegno personale. Quindi la mia funzione è di darvi del materiale, ma evidentemente gli esercizi li dovete fare voi; siete voi che dovete tentare in questi giorni di riprendere in mano la vostra vita e di chiedervi: in quale direzione si muove la nostra vita? 
01/01/2001 II Meditazione (200106112)  Abbiamo iniziato il nostro cammino, di ascolto del profeta Osea, dall’inizio del cap. 4, dalla convocazione in giudizio che il Signore compie nei confronti degli abitanti della terra, e che vogliamo sentire come rivolta anche a noi, accettando che la nostra vita sia messa in gioco dal giudizio della sua Parola. 
01/01/2001 2ª Meditazione (200108202)  Noi ci mettiamo nella prospettiva dell’ascolto e della contemplazione e, dicevamo nella prima meditazione introduttiva, da una parte con il desiderio di comprendere qualche cosa del mistero di Dio, che ci è tradotto in gesti umani attraverso la vita concreta di Gesù di Nazaret; dall’altra con il desiderio di comprendere il destino e la vocazione dell’uomo, che cosa significa l’esistenza che ci è posta davanti e che dobbiamo orientare verso un traguardo? Dove tendere? 
01/01/2001 2ª Meditazione (200111022)  Ci sono dei momenti, degli spazi, degli avvenimenti in cui Dio si è rivelato con una particolare intensità: le grandi opere di salvezza. Il cammino della fede cristiana è di rapporto con Dio, di comunione con Lui, attraverso la mediazione di questi avvenimenti, attraverso la manifestazione di Dio, che Dio liberamente ci ha voluto dare e che in queste parole e avvenimenti particolari viene contenuta. 
01/01/2001 2ª Meditazione (200112272)  Abbiamo ascoltato il comando del Signore risorto che dice ai discepoli: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni». In realtà (come implicitamente dicevamo nella prima meditazione) «ammaestrate» non è la traduzione letterale; ma è: «fate discepole», cioè trasformate in discepolato l’esperienza dell’uomo. 
01/01/2001 III Meditazione (200106123)  Nel cammino, che stiamo tentando di percorrere, ci siamo sentiti convocare dal Signore in giudizio e abbiamo ascoltato un’accusa durissima che il Signore ha fatto nei nostri confronti. Un’accusa che, come sempre, ha come scopo non l’annientamento o l’avvilimento dell’ascoltatore, ma in qualche modo il suo risveglio. 
01/01/2001 3ª Meditazione (200108213)  Credo che il primo punto su cui possiamo fermarci è proprio quello a cui fa riferimento il Documento, cioè il racconto del “battesimo di Gesù”, lo prendiamo dal Vangelo secondo Matteo alla fine del cap. 3°. Matteo, dopo avere raccontato la predicazione di Giovanni Battista (come anche Marco e Luca), riferisce anzitutto il racconto del “battesimo” e poi immediatamente le “tentazioni di Gesù”. 
01/01/2001 3ª Meditazione (200111033)  Riprendiamo allora il nostro cammino con un versetto della 2 Cor. Cap. 1,19-20. Paolo scrive ai cristiani di Corinto: “Il Figlio di Dio, Gesù Cristo che abbiamo predicato tra voi io, Silvano e Timoteo non fu sì e no, ma in Lui c’è stato il sì, e in realtà tutte le promesse di Dio in Lui sono diventate si, per cui, sempre attraverso Lui sale a Dio il nostro amen per la Sua gloria”. 
01/01/2001 3ª Meditazione (200112283)  Sono cinque grandi discorsi che costituiscono come delle tappe nel cammino della narrazione, “discorsi” non nel senso che Gesù le ha pronunciati così, ma che Matteo ha raccolto diverse parole di Gesù che hanno il medesimo tema, e ne ha costituito dei blocchi grandi di insegnamento e di annuncio. I cinque discorsi del Vangelo secondo Matteo sono questi. 
01/01/2001 IV Meditazione (200106124)  I cap. dal 4 all’11 del Libro di Osea costituiscono la sezione centrale. Abbiamo visto che questa sezione parte con un’accusa precisa rivolta prima ai sacerdoti, poi ai capi e poi a tutto il popolo. A questa accusa segue l’annuncio del giudizio di Dio, che dovrebbe essere di distruzione, ma di fronte al quale il Signore si ritira, si allontana, perché Israele percepisca il bisogno di Dio. 
01/01/2001 4ª Meditazione (200108214)  Diceva Sant’Agostino, commentando il racconto delle tentazioni: “Gesù ha preso da noi la sua tentazione e ha dato a noi la sua vittoria”. Ha preso sopra di sé la tentazione caratteristica del cammino dell’uomo sulla terra e vincendo ha trasmesso all’uomo, la possibilità di affrontare vittoriosamente lo stesso tipo di prove. 
01/01/2001 4ª Meditazione (200111034)  Abbiamo parlato molto in questi giorni dell’evento che Dio ha operato in Gesù Cristo, della salvezza che ci ha donato in Lui, ed è bello che Paolo esprima questa salvezza in queste quattro parole: sapienza, giustizia (da peccatori dio ci ha resi giusti), santificazione (ci ha fatti santi) e redenzione (ci ha fatti liberi). 
01/01/2001 4ª Meditazione (200112284)  Ci fermiamo a riflettere un momento sulla giustizia, di cui abbiamo parlato nella terza meditazione, che veniva posta come una delle condizioni essenziali per l’accoglimento del Regno di Dio: «6Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati». 
01/01/2001 5ª Meditazione (200108225)  Ci siamo lasciati con la quarta meditazione ricordando che al centro della predicazione e della vita di Gesù c’è stato il rapporto con quello che il Vangelo chiama il “Regno”; però dicevamo di stare attenti a non intendere questa “parola” come se facesse riferimento ad una istituzione o semplicemente ad avvenimenti anonimi. 
01/01/2001 5ª Meditazione (200111045)  Siamo partiti, nel nostro itinerario dal testo della prima lettera di S. Giovanni: «Ciò che era fin da principio, ciò che abbiamo udito… perché la nostra gioia sia perfetta». Perché i Vescovi lo hanno collocato come chiave di interpretazione di tutto il documento e il cammino che S. Giovanni propone, che parte dall’incarnazione, si esprime nell’esperienza concreta dell’umanità di Gesù «che abbiamo udito, veduto, toccato, contemplato», che diventa poi testimonianza, ha come punto di arrivo l’esperienza della comunione. 
01/01/2001 5ª Meditazione (200112295)  Devo innanzitutto fare due premesse. La prima è una precisazione sul discorso che ho fatto nella terza meditazione sulla “non violenza”, da non prenderlo come se fosse un limite al suo valore. 
01/01/2001 6ª Meditazione (200108226)  Dunque, ritorniamo al nostro discorso del Regno come centro della predicazione della vita di Gesù, ne abbiamo colto l’elemento forse più caratteristico nell’atteggiamento che Gesù ha tenuto nei confronti dei peccatori. 
01/01/2001 6ª Meditazione (200112296)  Prendete il cap. 18 di Matteo e poi tentiamo una piccola conclusione. Ci sono ancora due temi che sono ripresi per definire l’esperienza della vita comunitaria. 
01/01/2001 7ª Meditazione (200108237)  Luciano Monari, 7ª Meditazione (200108237) Data Copyright: 2001 Data pubblicazione: 23/8/2001 Serie: Lo sguardo fisso su Gesù l’inviato del Padre 8 Id: Monari:200108237 Però, la vita di Gesù ha un suo culmine e una sua perfezione nel mistero pasquale, nella sua morte e risurrezione. Quindi, non c’è dubbio che la contemplazione di Gesù deve diventare innanzitutto una contemplazione della sua croce e passione. 
01/01/2001 8ª Meditazione (200108238)  L’intima relazione con il Padre fa sì che Gesù sappia amare i suoi «sino alla fine» (Gv 13,1). E non solo i suoi: tutti gli evangelisti ci raccontano i gesti di amore, le parole che egli rivolge a tutti coloro che gli sono accanto e a tutti coloro che incontra, fino alla morte. 
01/01/2001 9ª Meditazione (200108249)  Di fatto, evidentemente la risurrezione è il principio a partire dal quale è possibile comprendere tutto il significato della vita di Gesù; è possibile capire il significato della sua morte, il senso del suo ministero e il significato dell’Incarnazione. 
01/01/2001 Celebrazione eucaristica (20011102)  La vita non è stata giusta con Giobbe, non gli ha dato tutto ciò che egli meritava. Era una persona integra, giusta, onesta avrebbe quindi avuto diritto, nella sua esistenza, al riconoscimento e alla felicità, invece gli sono cadute addosso una disgrazia dopo l’altra. 
01/01/2001 Celebrazione eucaristica (20011104)  Partiamo da una frase bellissima della prima lettura dove si dice a Dio così: “Tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato, se Tu avessi odiato qualcosa non l’avresti neppure creata” ed è come un eco di quel racconto della Creazione che dice che quando Dio ha creato il mondo era proprio contento di averlo fatto e di fronte a tutte le Sue opere aveva detto che era cosa bella e buona. 
01/01/2001 Celebrazione Eucaristica (20011229)  La presentazione al tempio vuole indicarci un Bambino che nasce dai genitori ma non appartiene a loro, appartiene a Dio e ad un compito che gli viene da Dio. I genitori danno ai figli il codice genetico, la sicurezza, il necessario per crescere, l’educazione, gli insegnamenti fondamentali che li introducono nell’esistenza. 
01/01/2001 I Meditazione (200106111)  Sono contento di fare insieme con voi questo cammino di preghiera e di riflessione sulla Parola di Dio e in particolare sul Libro di Osea. Innanzitutto ci mettiamo in un atteggiamento di ascolto con la preghiera di Salomone per ottenere la Sapienza, quella del cap. 9° del Libro della Sapienza. 
01/01/2001 Introduzione (20010819)  Qualche settimana fa è stato pubblicato il Documento, che deve accompagnare gli orientamenti pastorali della vita della Chiesa italiana nei prossimi dieci anni, con il titolo: “Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia”. 
01/01/2001 V Meditazione (200106135)  I primi tre capitoli di Osea sono quelli nei quali viene testimoniata la sua esperienza matrimoniale ed è annunciato il significato del messaggio compreso in questa esperienza. 
01/01/2001 VI Meditazione (200106136)  Siamo all’inizio del nostro cap. 2, 4. Dicevamo, nella quinta meditazione che, dopo la narrazione dell’esperienza matrimoniale di Osea, c’è nel cap. 2 l’interpretazione di questa esperienza nel “rapporto tra il Signore e Israele”. In realtà, come vedrete, la questione è un po’ più complessa: perché è vero che nel brano che leggeremo si parla di Dio e di Israele come “sua sposa infedele”, però è altrettanto vero che si continua a parlare di Osea e di Gomer sua moglie. 
01/01/2001 VII Meditazione (200106147)  È un po’ il cammino di Osea cercare di vedere come, quello che sembra impossibile, possa diventare realizzato. Nella VI meditazione abbiamo accompagnato la strategia di riconquista da parte del Signore della sua sposa, da parte di Osea della sua sposa, e ne abbiamo visto alcune fasi. 
01/01/2001 VIII Meditazione (200106148)  Andiamo verso il traguardo del nostro itinerario con Osea, anche se parlare di “traguardo” forse non è il modo migliore. Lo facciamo con due piccoli brani, che percorriamo un po’ di corsa, e sono il cap. 3 e 14. 
03/11/2001 Celebrazione eucaristica (20011103)  Luciano Monari, Celebrazione eucaristica (20011103) Data Copyright: 03 novembre 2001 Data pubblicazione: 03 novembre 2001 Serie: Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia 4 Id: Monari:20011103 Il presupposto della narrazione, che Luca chiama parabola, è l’invito a nozze, c’è qualcuno che ha invitato degli altri e evidentemente in questo caso, la definizione sul posto che spetta loro dipende dalla determinazione del padrone di casa e allora, dice Gesù, la cosa più saggia è mettersi all’ultimo posto, perché così il padrone in qualche modo ti renderà giustizia. 
04/11/2001 Liturgia penitenziale (200111042)  Luciano Monari, Liturgia penitenziale (200111042) Data Copyright: 2001 Data pubblicazione: 04 novembre 2001 Serie: Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia 10 Id: Monari:200111042 La Penitenza, la Riconciliazione è un Sacramento, e Sacramento vuol dire che è un’azione di Dio attraverso Gesù, l’essenziale quindi in questo Sacramento non è tanto quello che facciamo noi, anche se abbiamo una cosa fondamentale da fare, ma quello che Dio opera, Lui solo è in grado di operare il perdono dei peccati, di cancellare il male che sta dentro di noi e soprattutto di rigenerare il nostro cuore e il nostro spirito in modo che da un cuore di pietra insensibile e incapace di amare diventi un cuore di carne capace di compassione e quindi di amore, che da uno spirito di infedeltà e di incostanza possa diventare uno spirito di fedeltà e di generosità. 
04/11/2001 Via Crucis (200111041)  Luciano Monari, Via Crucis (200111041) Data Copyright: 2001 Data pubblicazione: 04 novembre 2001 Serie: Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia 9 Id: Monari:200111041 Quando Giovanni vede il trono di Dio e sopra il trono, ritto in piedi, l’Agnello come sgozzato, il fatto che l’Agnello sia sul trono dice che ha acquistato un potere regale, il fatto che sia in piedi vuol dire che è vivente, e sgozzato che porta su di sé i segni della passione. 
01/01/2002 Quarta Meditazione (200208204)  Nella terza e quarta meditazione abbiamo ricordato i due testi, uno dei sinottici e l’altro del Vangelo di Giovanni, che parlano dei primi discepoli di Gesù. 
01/01/2002 Quarta Meditazione (200208274)  L’essenziale nella vita del discepolo è seguire Gesù. Di questo seguire Gesù abbiamo però già visto la difficoltà, la fatica. 
01/01/2002 Quinta Meditazione (200208205)  Prendiamo adesso un secondo momento decisivo che sta al centro del Vangelo e che è il momento della professione di fede, cioè del riconoscimento da parte dei discepoli della identità di Gesù, di quello che Gesù è dentro al disegno di Dio e quindi è anche per la loro vita. 
01/01/2002 Quinta Meditazione (200208285)  Una delle esperienze più caratteristiche del discepolo nel suo incontro con Gesù è di essere conosciuto da Gesù, e quindi di percepire che la sua vita è pensata, cercata e amata da lui. 
01/01/2002 Sesta Meditazione (200208216)  I capitoli dall’8 al 10 secondo Marco raccontano il viaggio di Gesù verso Gerusalemme, e vuole dire implicitamente il viaggio verso la Passione. E come ricordavamo nella quinta meditazione questo viaggio diventa per i discepoli una esperienza di iniziazione, di noviziato, di introduzione, dentro al mistero di Gesù e della sua missione, in particolare dentro a quell’itinerario di croce che Gesù sta percorrendo e che i discepoli a loro volta debbono essere capaci di percorrere. 
01/01/2002 Sesta Meditazione (200208296)  Per questo (secondo Marco) ha raccolto quel collegio dei Dodici, e non c’è dubbio che sia una realtà storica importante per capire l’intenzione di Gesù. Raccogliere un gruppo di Dodici significa evidentemente volere raccogliere il popolo di Dio. Dodici sono le tribù di Israele, anche se concretamente si sono perse nel corso della storia idealmente Israele è sempre composto dalle dodici tribù. 
01/01/2002 Settima Meditazione (200208217)  Abbiamo ripercorso nella sesta meditazione i capitoli dall’8 al 10 del Vangelo secondo Marco, e avevamo terminato con quelle parole di Gesù ai suoi discepoli che sono un invito a scegliere il posto del servitore, anzi dello schiavo, quindi di colui che si pone di fronte a tutti gli altri in un atteggiamento di sottomissione. 
01/01/2002 Settima Meditazione (200208297)  Riprendiamo la lettura del cap. 10 del Vangelo secondo Matteo per recuperare per quanto ci è possibile le dimensioni fondamentali della missione. 
01/01/2002 Ottava Meditazione (200208228)  Ci rimane da riflettere ancora su un tema chiaramente fondamentale per comprendere il discepolato, ed è il tema della missione. Lo proviamo ad affrontare innanzitutto leggendo quel brano del Vangelo, secondo Marco, dove viene narrata l’istituzione dei Dodici. 
01/01/2002 Ottava Meditazione (20020830)  Terminiamo il nostro cammino con la lectio brevis (come normalmente si fa), che prendo dal testo molto bello della “Visitazione”, perché ci può introdurre nella visione di Maria nella prospettiva del discepolato, e credo sia preziosa e consolante. 
01/01/2002 Nona Meditazione (200208229)  Allora, accanto al tema della gratuità, che abbiamo ricordato nell’ottava Meditazione, viene chiaramente il tema della “povertà”. Certamente sarebbe superficiale volere prendere le indicazioni di Gesù alla lettera, il non prendere per esempio “bisacce da viaggio” o simili. 
01/01/2002 Celebrazione Eucaristica (20020818)  C’è in questa lettura sentire come vada intesa l’elezione di Dio, che è una delle esperienze fondamentali nella vita della fede. Israele è il popolo eletto. “Eletto” vuol dire: scelto in mezzo agli altri, amato con un amore unico, indiviso. 
01/01/2002 Celebrazione Eucaristica (200212273)  Luciano Monari, Celebrazione Eucaristica (200212273) Data Copyright: 2002 Data pubblicazione: 27 dicembre 2002 Serie: Il cuore di Gesù 3 Id: Monari:200212273 Il Prologo della prima lettera di San Giovanni termina con quelle belle parole: «[4]Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta» (1 Gv 1,4). “La nostra” vuol dire: la gioia di Giovanni che scrive e la gioia dei cristiani a cui lui scrive; insieme, gli uni e gli altri, partecipano di una pienezza di vita che si manifesta nella gioia: “la nostra gioia sia completa, sia perfetta”. 
01/01/2002 Celebrazione Eucaristica (200212280)  È l’interrogativo che torna sempre davanti alle esperienze di desolazione o di angoscia o di ingiustizia che nel mondo c’erano e continuano ad esserci. Viene da dire: allora, dov’è la “luce di Dio”? Com’è possibile pensare che questo sia o entri nella luce, entri nella rivelazione di Dio? 
01/01/2002 Celebrazione Eucaristica (200212290)  Di per sé il brano di Vangelo che abbiamo ascoltato è il racconto abbastanza semplice di un episodio che entra normalmente nella vita privata di una famiglia: è nato un bambino e si porta al tempio per il rito della Presentazione, e vuole significare che quel bambino è appartenente a Dio. 
01/01/2002 Introduzione (20020825)  Una delle domande di sfide, che accompagnano inevitabilmente la vita dell’uomo, riguarda il futuro: che cosa possiamo sperare? A che cosa può dividersi la nostra attesa o desiderio? 
01/01/2002 Prima Meditazione (200208261)  Don Giovanni Moioli nel suo volume “Il Discepolo” (ed. Glossa) inizia dando questa definizione: “Il discepolo è colui per il quale l’assoluto dell’uomo è il Regno”, e rimanda a due testi evangelici per fondare questa affermazione. 
01/01/2002 Prima meditazione (200212271)  Il cammino che tentiamo di fare in questi tre giorni si riferisce all’esperienza del discepolato, cioè dell’andare dietro al Signore come suoi discepoli, e interpretare la nostra vita alla luce di questo rapporto personale con Lui. 
01/01/2002 Seconda Meditazione (200208192)  Siamo partiti nel nostro cammino dall’affermazione di Moioli che ci diceva, “essere il discepolo colui per il quale l’assoluto dell’uomo è il Regno”. E nella meditazione iniziale introduttiva abbiamo cercato di comprendere che cosa sia questo “Regno” in modo da collocarci correttamente. 
01/01/2002 Seconda Meditazione (200208262)  Nella prima meditazione dicevamo che per il discepolo l’assoluto è il Regno di Dio. La domanda successiva e inevitabile è: dove in concreto il Regno di Dio si fa presente nella storia? Dove lo incontra nella vita dell’uomo? Dove gli manifesta le sue esigenze? 
01/01/2002 Terza Meditazione (200208223)  Abbiamo letto il racconto della vocazione dei primi discepoli secondo Marco, che sarebbe molto simile al testo di Matteo e abbastanza simile anche a quello di Luca. Alle cose che abbiamo ricordato nella seconda meditazione volevo aggiungerne un’ultima che è anche implicita in quello che abbiamo detto, ma vale la pena chiarire ed esplicitare. 
01/01/2002 Terza Meditazione (200208273)  Per il discepolo l’assoluto è il Regno di Dio ma questo Regno si manifesta in concreto nella persona di Gesù, e tutto si gioca perciò nel rapporto personale con Lui, e in particolare nell’obbedienza al suo comando: «Venite dietro di me». 
01/01/2002 Terza Meditazione (200212293)  Ricordate il “cieco di Betsaida”, quello che Gesù ha guarito a tappe. La prima volta aveva messo della saliva sui suoi occhi, poi gli aveva imposto le mani chiedendo: «Vedi qualcosa?». E il cieco guarito aveva detto di poter vedere gli uomini, «come degli alberi che camminano». Quindi aveva ottenuto di vedere, ma non ancora con chiarezza di distinguere esattamente le cose. 
18/08/2002 Introduzione (200208181)  Luciano Monari, Introduzione (200208181) Data Copyright: 2002 Data pubblicazione: 18 agosto 2002 Serie: Il discepolato 1 Id: Monari:200208181 Tenteremo in questi esercizi spirituali di riflettere sulla figura del discepolo secondo il Nuovo Testamento, perché è una di quelle figure nella quale si riconosce la nostra vocazione di cristiani, la vocazione battesimale e tutto quello che scaturisce dalla vocazione battesimale, quindi evidentemente anche la vocazione religiosa che ne è una espressione particolare. 
27/12/2002 Il cuore di Gesù (200212270)  Luciano Monari, Il cuore di Gesù (200212270). Premessa introduttiva Data Copyright: 2002 Data pubblicazione: 27 dicembre 2002 Serie: Il cuore di Gesù 1 Id: Monari:200212270 
01/01/2002 Premessa introduttiva (20021227)  Questo brano mi piace, perché vorrebbe dire quello che dobbiamo fare con gli esercizi: vorremmo “affilare l’ascia”, fermarci un attimo in quel ritmo della nostra vita, per capire meglio quello che stiamo facendo, per avere le idee più chiare del dove stiamo andando, per verificare gli strumenti che usiamo, e se sono validi e fino a che punto, cioè in modo che la vita che abbiamo davanti diventi il più efficace possibile, il più vera e autentica possibile. 
01/01/2002 Seconda meditazione (200212272)  Nella prima meditazione abbiamo meditato il racconto della vocazione dei discepoli, che è nel cap. 1 del Vangelo di Marco. Se però volete trovare una professione di fede dei discepoli in Gesù dovete arrivare al cap. 8, dove c’è la famosa professione di fede di Pietro. 
27/12/2002 Premessa introduttiva (2002122701)  Luciano Monari, Premessa introduttiva (2002122701) Data Copyright: 2002 Data pubblicazione: 27 dicembre 2002 Serie: Il cuore di Gesù 1 Id: Monari:2002122701 Perché l’uomo ha questa caratteristica: non solo vive ma sa di vivere, e decide come vuole vivere, decide quali obiettivi gli stanno a cuore e quali strade vuole percorrere per raggiungere quegli obiettivi. 
01/01/2003 Quarta Meditazione (200311024)  Il senso di queste parole si lega con quello che ricordavamo stamattina. Abbiamo parlato dell’eccesso dell’amore di Dio quindi della dimensione dell’amore umano che deve rispondere a Dio con un eccesso corrispondente e le esigenze che Gesù pone davanti alle folle e ai discepoli vanno, evidentemente, in questa direzione. 
01/01/2003 Quarta Meditazione (200312304)  “Decisione dell’amore” che sta nel prendere posizione a favore della vita degli altri. S’intende anche della nostra vita, c’è anche l’amore di se stessi che è fondamentale, se non diventa egocentrismo o narcisismo che sono forme deformate dell’amore di sé. 
01/01/2003 Quinta Meditazione (200311125)  Come è stato detto, ho pensato di non fare una Celebrazione comunitaria della Penitenza, che in tutti i modi sarebbe stata una Celebrazione della Parola, perché il tempo delle confessioni lo lasciamo disteso e lungo senza problemi. 
01/01/2003 Sesta Meditazione (200311126)  Abbiamo ricordato nella seconda meditazione che la “dinamica del dono” vuole per natura sua essere una dinamica che si prolunga e si dilata. Il Dono vuole suscitare una risposta di generosità e di riconoscenza che a volte viene rivolta al donatore e a volte viene rivolta ad altri destinatari. In tutti i modi il Dono vorrebbe essere un motore di relazioni, di rapporti rinnovati. 
01/01/2003 Settima Meditazione (200311137)  Concludiamo la riflessione che abbiamo fatto nella sesta meditazione sulla centralità dell’amore, sulla realtà della grazia di Dio che si trasforma nell’attività dell’uomo in atteggiamento di accoglienza, di perdono, di gratuità e di amore verso i fratelli, anzi verso i nemici. 
01/01/2003 Ottava Meditazione (200311138)  Il testo dice chiaramente che Gesù rifiuta di farsi usare come autorità che compone litigi a proposito di eredità di denaro, di cose della vita terrena. Evidentemente il compito della sua missione si colloca in un’altra prospettiva… 
01/01/2003 Nona Meditazione (200311149)  Vediamo brevemente il cammino che abbiamo percorso in questi giorni di esercizi spirituali. Ci interessava la dimensione del dono, della gratuità, della generosità, nella esistenza cristiana; ci interessava perché lo riconosciamo facilmente come un tema centrale 
01/01/2003 Celebrazione Eucaristica (200311010)  “Le Beatitudini” è chiaramente uno dei grandi brani del Vangelo, nei quali si esprime con chiarezza la logica del Regno di Dio e quindi il significato del ministero di Gesù. 
01/01/2003 Celebrazione Eucaristica (200311020)  Giobbe sta lottando con la prospettiva della morte che sta davanti a lui, e lo fa perché ha l’impressione che la vita non sia stata onesta. Lui, Giobbe, si è comportato con integrità, con giustizia, ha fatto solo del bene, dunque si meritava che la vita lo benedicesse, che lo custodisse, che gli desse consolazione e gioia. 
01/01/2003 Celebrazione Eucaristica (200311110)  Di fronte a Dio non è possibile accampare nessuna pretesa: siamo semplicemente dei servi inutili, o ordinari, o dei poveri servi, come volete, in tutti i modi delle persone che per la loro realtà profonda stanno davanti a Dio nell’atteggiamento di chi deve obbedire e quando ha obbedito ha semplicemente fatto il suo dovere. 
01/01/2003 Celebrazione Eucaristica (200311120)  I lebbrosi sono dieci, dieci i guariti, uno solo è definito “salvato”. Vale la pena comprendere questa differenza: essere guariti è una esperienza, essere salvati è un’altra cosa. Dov’è il passaggio? Prima di tutto si intende nel fatto che questo decimo samaritano ritorna a ringraziare Gesù. 
01/01/2003 Celebrazione Eucaristica (200311130)  «Quando verrà il regno di Dio?», chiedono a Gesù i farisei, e ci si aspetta una risposta del tipo: “il regno di Dio verrà quando succederanno queste tre o quattro o cinque cose…” ci sono quindi dei segni che dovrebbero annunciare la realizzazione di questa speranza di Israele. 
01/01/2003 Celebrazione Eucaristica (200311140)  Ci sarà un giorno in cui il Figlio dell’uomo si rivelerà e sarà davanti a questa rivelazione che verrà svelato il mistero di ogni cuore, il senso della nostra vita e il senso della storia umana. Siccome questo Figlio dell’uomo che si rivelerà si è già manifestato nella nostra vita, vale la pena che l’attenzione a Lui incominci a plasmare i nostri pensieri, sentimenti e decisioni. 
01/01/2003 Celebrazione Eucaristica (200312290)  Il che vuole dire che non abbiamo scuse, non possiamo dire: “Non so, non capisco, non vedo, non riesco a trovare, non posso decidere…”. Secondo san Giovanni nella nostra vita c’è abbastanza luce da potere orientarci, da potere compiere delle scelte precise che danno alla nostra vita la direzione giusta; ma quale? come? 
01/01/2003 Celebrazione Eucaristica (200312300)  Mi piacerebbe essere come la profetessa Anna, che arriva a 84 anni però ha ancora la gioia di lodare il Signore e ha la voglia di «parlare del Bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme» (cfr. Lc 2,36-38). Potere parlare del Signore e dire alla realtà dell’uomo che ha bisogno di libertà e di riconciliazione e di pace, che questi doni sono a nostra disposizione, Dio li ha offerti in Gesù Cristo; potere dire questo è una grazia grande. 
01/01/2003 Concelebrazione Eucaristica (200301200)  Che ci siano preti milanesi in visita alla Chiesa di Piacenza è per noi una gioia e un onore grande; perché Piacenza ha dei debiti grossi verso la Chiesa di Milano dal punto di vista storico, a cominciare da San Savino. Il sentire questo come fondamento di una comunione è motivo di gioia e di speranza grande. 
01/01/2003 Prima Meditazione (200308251)  La riflessione che ci guiderà in questi giorni è legata innanzitutto al Vangelo secondo Luca, e il motivo è il Vangelo che ci prepariamo ad ascoltare per tutto il prossimo anno pastorale. In particolare all’interno del Vangelo secondo Luca volevo fermarmi sulla dinamica della grazia, cioè del dono gratuito. 
01/01/2003 Prima meditazione (200310311)  Benvenuti, ci ritroviamo all’appuntamento annuale, ci diamo l’arrivederci da un anno all’altro e con gioia ci mettiamo davanti al Signore con il desiderio di rivedere la nostra vita davanti a Lui che appunto è la via, la verità e la vita, quindi è capace di farci comprendere meglio il cammino che stiamo percorrendo, di orientarlo, quindi darci una meta e di sostenerci anche in tutto il cammino. 
01/01/2003 Prima Meditazione (200311101)  Provo a spiegare quanto vorrei tentare di proporre nelle nostre meditazioni. Il tema era quello della grazia, legato al Vangelo secondo Luca, ma lo vorrei collocare su questo contesto. 
01/01/2003 Seconda Meditazione (200308252)  Nella prima Meditazione avevamo iniziato la riflessione sulla figura di Maria e sulla dimensione del dono, così come appare nella sua esistenza. E questo l’avevamo riconosciuto anzitutto nell’espressione «piena di grazia», che nel racconto dell’Annunciazione sembra costituire lo stesso nome personale di Maria; come conseguenza ne veniva l’idea che Maria è la creatura umana plasmata e formata dallo sguardo di benevolenza di Dio. 
01/01/2003 Seconda meditazione (200311012)  È, secondo Luca, la scena iniziale del ministero di Gesù. Una scena che Luca colloca a Nazaret, nella sinagoga, nella quale descrive l’annuncio di Gesù e la reazione a questo annuncio da parte degli abitanti di Nazaret. 
01/01/2003 Seconda Meditazione (200311102)  Il discorso che abbiamo iniziato con la prima meditazione voleva cercare di contemplare nell’esperienza di Maria la dinamica del dono di Dio, della grazia di Dio nella sua forma più pura e quindi anche più comprensibile e affascinante. 
01/01/2003 Seconda meditazione (200312282)  Dobbiamo tentare di “affilare la scure”, per riuscire a vivere nel modo più efficace e più pieno e più bello possibile. Tentiamo di farlo nel dialogo con il Signore, riscoprendo quello che siamo, che possiamo fare e siamo chiamati a fare. 
01/01/2003 Terza meditazione (200311013)  Partiamo da questa domanda che Giovanni Battista fa porre a Gesù da due dei suoi discepoli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Sei il compimento delle promesse di salvezza o sei ancora un profeta che indica il futuro, che rivolge ancora l’attenzione degli ascoltatori verso l’opera che Dio compirà in seguito? 
01/01/2003 Terza Meditazione (200311113)  In questo episodio san Luca chiaramente prefigura tutto il corso e anche l’esisto del ministero di Gesù, in piccolo, in formato limitato, ma c’è tutto quello che Gesù annuncerà; e c’è anche la reazione di Israele alla sua predicazione. 
01/01/2003 Terza Meditazione (200312293)  Leggiamo il brano di Vangelo dell’Annunciazione e della Visitazione. Lo conosciamo benissimo e allora può diventare anche una memoria abbastanza profonda dentro la nostra vita, perché credo sia un racconto preziosissimo e fecondo. 
31/10/2003 L’essenziale della vita dell’uomo (Monari 2003103101)  Luciano Monari, L’essenziale della vita dell’uomo (Monari 2003103101). Omelia Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 31 ottobre 2003 Serie: Grazia e salvezza nel Vangelo secondo Luca 1 Id: Monari:2003103101 Gesù ha davanti a sé, dice il Vangelo di Luca, un idropico, un bisognoso e deve prendere posizione in modo attivo, cercando di fare quello che è possibile in questa situazione perché l’uomo che ha davanti viva: «È lecito o no curare di sabato? [4]Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò». 
31/10/2003 L’essenziale della vita dell’uomo (Monari 2003103101)  Luciano Monari, L’essenziale della vita dell’uomo (Monari 2003103101). Omelia Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 31 ottobre 2003 Serie: Grazia e salvezza nel Vangelo secondo Luca 1 Id: Monari:2003103101 Gesù ha davanti a sé, dice il Vangelo di Luca, un idropico, un bisognoso e deve prendere posizione in modo attivo, cercando di fare quello che è possibile in questa situazione perché l’uomo che ha davanti viva: «È lecito o no curare di sabato? [4]Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò». 
31/10/2003 L’essenziale della vita dell’uomo (Monari 2003103101)  Luciano Monari, L’essenziale della vita dell’uomo (Monari 2003103101). Omelia Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 31 ottobre 2003 Serie: Grazia e salvezza nel Vangelo secondo Luca 1 Id: Monari:2003103101 Gesù ha davanti a sé, dice il Vangelo di Luca, un idropico, un bisognoso e deve prendere posizione in modo attivo, cercando di fare quello che è possibile in questa situazione perché l’uomo che ha davanti viva: «È lecito o no curare di sabato? [4]Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò». 
31/10/2003 L’essenziale della vita dell’uomo (Monari 2003103101)  Luciano Monari, L’essenziale della vita dell’uomo (Monari 2003103101). Omelia Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 31 ottobre 2003 Serie: Grazia e salvezza nel Vangelo secondo Luca 1 Id: Monari:2003103101 Gesù ha davanti a sé, dice il Vangelo di Luca, un idropico, un bisognoso e deve prendere posizione in modo attivo, cercando di fare quello che è possibile in questa situazione perché l’uomo che ha davanti viva: «È lecito o no curare di sabato? [4]Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò». 
02/11/2003 Festa della Madonna della Piazza (Monari 2003110201)  Luciano Monari, Festa della Madonna della Piazza (Monari 2003110201) Data Copyright: 2003 Data pubblicazione: 02 novembre 2003 Serie: Grazia e salvezza nel Vangelo secondo Luca 6 Id: Monari:2003110201 La prima attenzione è non lasciarsi impressionare dalle prime parole del Vangelo, dove si parla delle potenze che sono nei cieli e che verranno sconvolte, del sole che si oscura e della luna che non dà più il suo splendore, non lasciarsi impressionare perché queste sono una facciata del foglio e neanche la più importante. 
01/01/2004 Quarta Meditazione (200404204)  Nel cap. 5,1-18 avevamo letto dell’atteggiamento di Gesù nei confronti della condizione concreta dell’uomo che è la malattia. E il dono di Gesù consiste nel rigenerare la voglia di guarire e nel donare questa guarigione perché l’uomo possa vivere. 
01/01/2004 Quarta Meditazione (200411014)  Per capire il significato della nostra vocazione come creature di Dio, accanto a quei racconti, quei messaggi di creazione che abbiamo letto nei capitoli 1 e 2 della Genesi, ci debbono essere anche altre dimensioni che la rivelazione biblica ci presenta. 
01/01/2004 Quinta Meditazione (200408255)  Rileggendo nella quarta Meditazione il cap. 19 del Libro dell’Esodo, abbiamo richiamato il legame tra l’alleanza del Signore con Israele e il comportamento etico che Israele è chiamato a tenere nella sua esistenza. Proprio perché diventa popolo del Signore, Israele deve accogliere la volontà del Signore dentro al suo statuto di vita, al suo orizzonte di scelte e di decisioni. 
01/01/2004 Quinta Meditazione (200411015)  Sapete che la veglia pasquale è la celebrazione più importante dell’anno liturgico, la celebrazione più importante della vita della chiesa. Il motivo è che in questa veglia la Chiesa fa memoria dell’opera definitiva di Dio: la resurrezione di Gesù che ha introdotto il nostro mondo, un mondo segnato inevitabilmente dal limite e dalla morte, nel mondo di Dio, nella eternità della comunione con il Padre. 
01/01/2004 Sesta Meditazione (200404216)  La Festa delle Capanne nella liturgia di Israele commemora (ricorda) il cammino di Israele nel deserto e la provvidenza con cui il Signore ha guidato questo cammino in mezzo alle difficoltà e ai rischi. 
01/01/2004 Sesta Meditazione (200408256)  Nella riflessione dei profeti il peccato di Israele appare, non solo come un episodio estemporaneo di trasgressione, ma come qualche cosa che si rivela profondamente inserito dentro al cuore dell’uomo. 
01/01/2004 Settima Meditazione (200404227)  Ricordate che la lettera agli Ebrei quando definisce il cammino, l’itinerario, di Gesù «da questo mondo al Padre», l’ingresso nel santuario celeste, lo descrive come un cammino progressivo di obbedienza. 
01/01/2004 Settima Meditazione (200408267)  Come un Dio che è capace di intervenire nella trama della storia umana, e in particolare di intervenire dove ci sono situazioni di oppressione o di alienazione; dove quella vita che viene dal suo dono originario di Creazione viene a trovarsi in pericolo. 
01/01/2004 Ottava Meditazione (200404228)  La prospettiva che abbiamo ritrovato (nella settima Meditazione) nel racconto della “lavanda dei piedi”, viene ripresa pari e pari nelle parole che Gesù dice dopo l’uscita di Giuda dal Cenacolo. 
01/01/2004 Ottava Meditazione (200408268)  Quindi la prima opera creatrice fa “risplendere la luce in mezzo alle tenebre”, quella “luce” che nel quarto giorno sarà articolata nei “grandi luminari”: nel luminare del giorno e della notte e poi delle stelle. E da allora incomincia l’alternanza di “tenebra” e di “luce”: «E fu sera e fu mattina: primo giorno». 
01/01/2004 Nona Meditazione (200404239)  Quando san Giovanni dice che “i discepoli sono nel Cenacolo a porte chiuse per paura dei Giudei”, vuole indicare fondamentalmente questa condizione: il mondo ha crocefisso il Signore, e di fronte al mondo i discepoli del Signore si trovano in questa situazione di estraneità e di paura. 
01/01/2004 Nona Meditazione (200408279)  Ormai diventa una tradizione terminare il cammino degli esercizi con il cap. 11 della Lettera agli Ebrei. E mi interessa questo capitolo per riprendere uno dei temi, che ci ha accompagnato nel cammino di questi giorni, che è il tema della “Fede”. 
01/01/2004 Decima Meditazione (2004042310)  Siamo partiti dal racconto delle “Nozze di Cana” (1ª Meditazione), dove il dono di Dio è espresso nella immagine di “un vino che è abbondante ed è buono”, migliore di quello che c’era in precedenza, di quello che gli uomini avevano potuto preparare. 
01/01/2004 Introduzione (20040822)  Ci sono alcune parole, caratteristiche della rivelazione biblica, che sono entrate ormai nel vocabolario normale delle nostre giornate, ma sono preziose perché ci aiutano a leggere la nostra vita come esperienza di relazione con Dio. Cioè è come un’avventura, una storia, e chiaramente questo vale per tutti gli uomini, ma non si svolge semplicemente dentro alla trama dei rapporti mondani, ma nei rapporti mondani davanti a Dio, nel rapporto di comunione con Lui. 
01/01/2004 La Parola che libera (Monari 200403011)  Luciano Monari, La Parola che libera (Monari 200403011) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 01 marzo 2004 Id: Monari:200403011 In questa riflessione, partendo dal vangelo di Marco, il vescovo ci guida alla comprensione della Parola che salva, e che libera l’uomo dalla schiavitù del proprio egoismo, conducendolo per le vie della storia alla sequela sicura e serena di Cristo Redentore dell’uomo. 
01/01/2004 Prima Meditazione (200404191)  Ringraziamo il Signore di questa settimana che ci dona di vivere insieme; sono contento di passarla con voi e prego il Signore perché vi riempia della gioia e della consolazione che vengono dalla presenza del suo Spirito. È il Signore risorto e vivente, quindi è quello che possiamo incontrare, ascoltare, vedere, contemplare e toccare con le nostre mani. 
01/01/2004 Prima Meditazione (200408231)  Il primo tema che vorrei affrontare è (come ricordavamo nella Introduzione) la Creazione, perché costituisce un po’ l’orizzonte entro il quale si muove tutta la rivelazione, la scelta di Israele, la salvezza, la promessa… 
01/01/2004 Prima Meditazione (200410301)  In una delle sue operette morali Leopardi racconta di un islandese, che aveva un desiderio nella vita: non offendere nessuno e non essere offeso da nessuno. 
01/01/2004 Seconda Meditazione (200404192)  L’uomo per vivere ha bisogno di molte cose – di mangiare, di bere, di dormire, di casa, di amici… –, proprio perché la sua vita è la vita di una creatura complessa ed elevata ha bisogno di tutta una serie di realtà di esperienze perché la sua via possa svilupparsi, quindi è fondamentalmente un bisognoso. 
01/01/2004 Seconda Meditazione (200408232)  Nel racconto della creazione, del cap. 1 della Genesi, un posto privilegiato spetta alla creazione dell’uomo. L’uomo è l’ultima delle creature del Signore, e viene introdotta con una deliberazione interiore di Dio, ed è l’unico caso nel racconto della creazione in cui questo avviene. 
01/01/2004 Seconda Meditazione (200410302)  “Il canto notturno del pastore errante per l’Asia” di Leopardi mi interessa per quella descrizione della condizione umana che ha molto di verità da un certo punto di vista. La vita è una condizione di fatica, di sofferenza; addirittura la nascita con il rischio di morte è accompagnata dal pianto, tanto che il genitore come prima sua attività esplica la consolazione. 
01/01/2004 Terza Meditazione (200404203)  Partiamo dalla scena: a Gerusalemme, piscina di Betzaetà presso la porta delle Pecore, e nel contesto di una festa. Che festa sia san Giovanni non lo dice, e quindi è meglio non cercare di indovinarlo, perché vuole dire che non è importante dal suo punto di vista, però è importante che sia una festa. Il contesto dovrebbe essere così, quindi anche gioioso, un richiamo «alle grandi opere di Dio», perché le “feste” sono sempre quelle: sono memoria di quello che Dio ha compiuto. 
01/01/2004 Terza Meditazione (200408243)  Dopo il tema della creazione vorrei provare a dire alcune cose su un tema più problematico della Elezione, della scelta. “Un po’ più problematico” perché il termine “elezione” vuole dire: scegliere uno di mezzo agli altri. 
01/01/2004 Terza Meditazione (200410313)  Abbiamo tentato ieri di cogliere il messaggio biblico sulla realtà del mondo e dell’uomo come creatura di Dio, riflettendo su quel capitolo primo del libro della Genesi e dintorni. C’è però un elemento che dobbiamo ancora ricordare. 
31/10/2004 Meditazione camminando nel bosco (Monari 200410314)  Luciano Monari, Meditazione camminando nel bosco (Monari 200410314) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 31 ottobre 2004 Serie: L’uomo nel disegno di Dio 6 Id: Monari:200410314 Se Gesù ha predicato, ha predicato per amore degli uomini; se ha guarito i malati, lo ha fatto per lo stesso motivo; se ha liberato gli indemoniati o perdonato i peccatori, tutti questi gesti sono espressione di una scelta di amore nei nostri confronti. 
01/11/2004 Via Crucis (200411012)  Luciano Monari, Via Crucis (200411012) Data Copyright: 01 novembre 2004 Data pubblicazione: 01 novembre 2004 Serie: L’uomo nel disegno di Dio 10 Id: Monari:200411012 I vangeli insistono nel presentare la Passione del Signore come una sua adesione libera alla volontà del Padre, non come una sofferenza che gli è stata imposta controvoglia, ma un cammino di cui aveva consapevolezza da sempre e che ha accettato, con sofferenza e con angoscia, ma liberamente. 
08/11/2004 Prima meditazione (200411081)  In questi giorni bisognerà leggere molte volte la seconda Lettera ai Corinzi, quindi è il primo compito. Perché, attraverso la lettura, il rapporto con Paolo può diventarci familiare, e attraverso il rapporto con Paolo c’è l’ascolto del Signore. 
08/11/2004 Seconda meditazione (200411082)  Dunque, Paolo ha sperimentato la vicinanza del Signore come consolazione in mezzo a tutte le sue tribolazioni. Ha potuto riconoscere che quelle “tribolazioni erano le sofferenze di Cristo in lui”, e proprio per questo ha avuto in Cristo la forza di portarne il peso senza lasciarsi avvilire e annientare. 
09/11/2004 Quarta Meditazione (200411094)  Credo si possa dire così: in gioco c’è la concezione della grazia di Dio nella esistenza umana, dell’importanza o della necessità della grazia di Dio. Che cosa si intende con “Alleanza della lettera”? 
09/11/2004 Terza Meditazione (200411093)  All’inizio del cap. 2 San Paolo continua il dialogo con la comunità di Corinto a partire da quel viaggio mancato, di cui parlavamo nella seconda meditazione. 
10/11/2004 Quinta Meditazione (200411105)  L’esistenza dell’uomo è un processo di crescita e di superamento di sé e di trasformazione che tende verso una meta che è il trascendimento, la trascendenza. L’uomo incomincia vedendo, ascoltando, trottando, pestando, quindi incomincia con l’esperienza dei sensi, ma non si ferma lì. 
10/11/2004 Sesta Meditazione (200411106)  Siamo così arrivati al cap. 4 della seconda Lettera ai Corinzi, sempre all’interno di quella apologia del ministero che Paolo deve fare per evitare le accuse di avversari che se la prendono con lui, ma prendendosela con lui mettono una ipoteca anche sul Vangelo che Paolo ha annunciato, e quindi sul cammino di fede che la comunità di Corinto ha percorso. 
11/11/2004 Settima Meditazione (200411117)  Quello che viene fuori è chiaramente che la vita cristiana, e s’intende la vita apostolica, la vita del prete, è presa in una tensione tra dimensioni diverse: quella terrena e quella del cielo, quella presente e quella futura, quella legata alle cose visibili e quella aperta alle cose invisibili. 
11/11/2004 Ottava Meditazione (200411118)  Abbiamo terminato la nostra settima meditazione con quelle affermazioni straordinarie di Paolo sulla conoscenza nuova e sull’esperienza di vita nuova che ci è donata in Cristo. 
15/11/2004 Prima Meditazione (2004111510)  Luciano Monari, Prima Meditazione (2004111510). Introduzione Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 15 novembre 2004 Serie: La grazia nel vangelo di Luca 1 Id: Monari:2004111510 Provo spiegare il significato del cammino che tenteremo di percorrere, che è “la grazia nel Vangelo di Luca”, veramente con alcune uscite dal vangelo di Luca ma fondamentalmente staremo in quella dimensione. 
15/11/2004 Prima Meditazione (200411151)  Luciano Monari, Prima Meditazione (200411151) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 15 novembre 2004 Serie: La grazia nel vangelo di Luca 2 Id: Monari:200411151 Volendo riflettere sul significato e la profondità del dono e della grazia il primo testo preziosissimo che ci viene incontro è il racconto dell’Annunciazione. È vero che lo conosciamo da un pezzo, ma forse proprio per questo la meditazione può aiutarci a interiorizzarlo e a rivederne la ricchezza e il significato per la nostra vita. 
16/11/2004 Omelia (200411160)  Perché abbiamo visto l’esperienza di quel “notabile ricco”, partito con delle straordinarie credenziali, che cercava la vita eterna avendo osservato i comandamenti di Dio fin dalla giovinezza; però non per questo è riuscito ad accogliere la “salvezza che gli passava accanto”. 
16/11/2004 Seconda Meditazione (200411162)  Continuiamo il nostro cammino. Il racconto dell’Annunciazione è in san Luca strettamente legato con quello della Visitazione; e anche questo piccolo episodio m’interessa, credo sia prezioso nella nostra riflessione sul dono di Dio, su quello che il dono di Dio significa e provoca nell’esistenza dell’uomo. 
17/11/2004 Quarta Meditazione (200411174)  Il mondo greco conosce benissimo la dimensione dell’amore erotico. La dimensione invece dell’amore agapico è una novità cristiana, una novità che sconvolge sia l’equilibrio culturale del mondo greco, sia quello del mondo ebraico. 
17/11/2004 Quinta Meditazione (200411175)  Mentre è evidentemente vero il contrario: proprio perché l’amore di Dio nei nostri confronti si manifesta con questa ricchezza grande, l’impegno di risposta che a noi viene chiesto diventa altrettanto serio e grande. 
17/11/2004 Concelebrazione Eucaristica (200411170)  Non è possibile comprendere il significato della storia umana dall’interno. Quello che sfugge evidentemente alla nostra possibilità di vedere è il futuro e quindi tutto quello che può dare un significato anche alla sofferenza e alla fatica del presente. 
17/11/2004 Liturgia Penitenziale (20041117)  Ma anche dal punto di vista teologico perché il discepolo è quello che sta dove è il Signore; non è possibile, per il discepolo, vivere senza il Signore. Allora che tipo di esperienza può essere immaginata se «dove vado io voi non potete venire?». 
17/11/2004 Terza Meditazione (200411173)  A Nazaret, nella sinagoga, l’annuncio del Regno di quello che Gesù sta per fare, e la reazione a questo annuncio, viene in qualche modo prefigurato il percorso del ministero di Gesù e anche il suo esito. 
18/11/2004 Sesta Meditazione (200411186)  Come preti siamo chiaramente beneficiari del dono del Signore: cioè di tutto quello che il Vangelo annuncia come grazia creativa e immeritata da parte di Dio. Ma nello stesso tempo di questa grazia siamo anche annunciatori: cioè la accogliamo con riconoscenza dal Signore e ci sentiamo debitori di questa grazia nei confronti degli altri, del mondo e della Chiesa. 
18/11/2004 Settima Meditazione (200411187)  Siamo a quella affermazione bella e consolante: «[17]Se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove». E si può tentare di esprimere questa novità che è evidentemente, come dicevamo, una novità escatologica. Non è semplicemente una novità cronologica, non si intende semplicemente dire che c’è qualche cosa che prima non c’era… 
18/11/2004 Concelebrazione Eucaristica (200411180)  Il “pianto” di Giovanni, perché nessuno è degno di aprire il Libro e di leggerlo, esprime la desolazione e l’avvilimento dell’uomo di fronte ai misteri insondabili della storia, della vita. Quella dell’uomo è un’esistenza segnata inevitabilmente dalla morte, da sofferenze e da angosce. 
19/11/2004 Ottava Meditazione (200411198)  Credo sia impossibile fare un cammino sul “dono” senza un richiamo a quello che è il culmine del dono del Signore, cioè il dono della sua vita, che ci è offerto nel segno del Sacramento del “pane e del vino”. 
19/11/2004 Concelebrazione Eucaristica (200411190)   
27/12/2004 Celebrazione Eucaristica (200412270)  Il Prologo della prima Lettera di san Giovanni è piuttosto intricato dal punto di vista letterario. Però è prezioso perché contiene la struttura dell’esperienza cristiana. Innanzitutto dice: L’esperienza cristiana nasce da un avvenimento incredibile del quale siamo diventati testimoni. 
27/12/2004 Prima Meditazione (200412271)  Questo vale sempre tutte e volte che si fanno gli esercizi spirituali; lo scopo è quello e vale la pena tenerlo presente. Perché sono “esercizi”, cioè sono lavoro che dovete fare voi. Quello che io faccio è solo darvi del materiale, ma il lavoro è personale, perché nessuno può prendere in mano la vostra vita al vostro posto, e nessuno vi può dire quello che dovete fare. 
27/12/2004 Ripresa della Prima Meditazione (2004122711)  Luciano Monari, Ripresa della Prima Meditazione (2004122711) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 27 dicembre 2004 Serie: Seguire la stella 2 Id: Monari:2004122711 Allora, sugli esercizi da fare: se c’è qualche domanda da fare con chiarimenti? Ormai ci avete lavorato sopra circa due ore su quello che abbiamo detto nella Prima Meditazione, quindi se sono venuti fuori degli interrogativi o dei dubbi, potreste anche partire voi, altrimenti vi do alcune indicazioni in più, ma… 
28/12/2004 Ripresa seconda Meditazione (200412282)  Allora (come nella ripresa della prima Meditazione), se nella riflessione della seconda Meditazione ci sono delle cose non chiare, che hanno bisogno di qualche spiegazione, lo dite… altrimenti rilanciamo. 
29/12/2004 Celebrazione Eucaristica (200412290)  Non c’è dubbio che la luce risplende anche nel mondo, ma nel mondo la luce è miscelata con le tenebre, con l’oscurità e con il buio: ci sono tante cose belle e luminose nella nostra esperienza, ma ci sono però anche tante cose oscure, incomprensibili che ci disorientano. 
29/12/2004 Terza Meditazione (200412293)  Riprendiamo il cammino con il terzo momento della nostra riflessione. Si potrebbe prendere l’Inno che abbiamo letto della Lettera agli Efesini, perché le cose fondamentali di quello che dirò sono contenute li dentro; però provo a fare un certo itinerario che spero sia prezioso e utile. 
28/08/2005 Meditazione introduttiva agli Esercizi (2005082801)  Luciano Monari, Meditazione introduttiva agli Esercizi (2005082801) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 28 agosto 2005 Serie: Contemplare il volto del Signore 1 Id: Monari:2005082801 Vuole dire che in quel cammino un po’ agitato della nostra vita prendiamo una settimana di riposo, di silenzio, di tranquillità, in cui l’unica cosa da fare è ascoltare il Signore; mettere a disposizione del Signore il nostro tempo, i nostri sentimenti, i desideri, tutto quello che sta dentro al nostro cuore… 
29/08/2005 Prima Meditazione (200508291)  La scena è molto semplice: Gesù sta con i suoi discepoli, e questo avviene sempre nel Vangelo di Marco, dovete immaginarli sempre insieme, tolto il momento della Passione, quando i discepoli abbandoneranno il Signore, ma in tutto il testo del Vangelo li dovete sempre immaginare insieme. 
29/08/2005 Seconda Meditazione (200508292)  La seconda domanda è (che si lega con quella della prima Meditazione): come Pietro può essere arrivato a riconoscere Gesù come il Cristo? Che cosa intendeva con questo? Che esperienza aveva fatto? 
30/08/2005 3ª Meditazione (200508303)  Luciano Monari, 3ª Meditazione (200508303). Gesù si confronta con la forza del male Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 30 agosto 2005 Serie: Contemplare il volto del Signore 4 Id: Monari:200508303 Cercavamo di vedere come il Vangelo di Marco presenta Gesù di Nazaret, almeno in alcune delle sue dimensioni e dei suoi lineamenti, per dare un contenuto il più ricco possibile a quella professione di fede di Pietro da cui siamo partiti: «Tu sei il Cristo». 
30/08/2005 Quarta Meditazione (200508304)  C’è un ultimo passo che dobbiamo accennare a proposito del potere di salvezza che Gesù esercita, e attraverso il quale l’amore e la misericordia di Dio raggiungono gli uomini. Ne abbiamo già viste dimensioni varie, dicevamo nel rapporto: 1) con la natura, 2) con le potenze del male, 3) con la malattia e la morte. 
31/08/2005 Quinta Meditazione (200508315)  Oggi la giornata la dedichiamo in particolare anche al Sacramento della Riconciliazione (chiaramente non solo oggi ma anche in futuro se ce ne è bisogno non c’è problemi), allora anticipo una meditazione, che doveva andare più avanti… 
31/08/2005 Sesta Meditazione (200508316)  Abbiamo iniziato il nostro cammino di esercizi con la professione di fede di Pietro, perché ci sembrava la premessa necessaria, o per lo meno utile, per fare un cammino – un cammino che partisse dal riconoscimento che Gesù è il Cristo e quindi ha per noi un significato unico, che il rapporto con Lui non è negoziabile, cambiabile, con altre cose, perché per noi diventa un riferimento essenziale… 
01/09/2005 Settima Meditazione (200509017)  Nel racconto della Trasfigurazione, su cui ci siamo fermati nella sesta Meditazione, avevamo ascoltato la testimonianza di Dio a favore di Gesù di Nazaret, quella testimonianza che si esprime nella rivelazione di Gesù come Figlio di Dio. 
01/09/2005 Ottava Meditazione (200509018)  È l’anno dell’Eucaristia, allora vale la pena che ci fermiamo in modo particolare sul brano dell’istituzione dell’Eucaristia, e non tanto o non solo sul brano, ma sul valore che questo ha per la nostra vita e sul legame con il cammino che abbiamo tentato di fare negli esercizi spirituali. 
02/09/2005 Nona Meditazione (200509029)  Il cammino che abbiamo percorso negli esercizi è stato molto semplicemente una contemplazione del volto del Signore, del cammino di Gesù e della sua Rivelazione, dei suoi incontri e dei suoi dialoghi, della sua Passione e della sua morte. 
05/09/2005 Prima Meditazione (200509051)  Benvenuti agli esercizi. Facciamo qualche giorno insieme e proviamo a compiere qualche esercizio che ci aiuti a recuperare il meglio possibile il senso della nostra esperienza cristiana e della nostra missione di preti. 
06/09/2005 Seconda Meditazione (200509062)  L’identità di Paolo è definita evidentemente dal suo rapporto con Gesù Cristo, così ci diceva il brano della Lettera ai Filippesi ascoltato ieri. Bisogna aggiungere che questa identità si esprime in una vocazione precisa. Paolo sulla via di Damasco è diventato essenzialmente Apostolo… 
07/09/2005 Quarta Meditazione (200509074)  Fa parte chiaramente degli esercizi spirituali anche la celebrazione del Sacramento della Penitenza; siccome viene fatta con una disponibilità di tempo e di preghiera particolare ha un valore unico. Allora volevo offrire qualche riflessione che serva anche come un pochino “esame di coscienza”. 
07/09/2005 Quinta Meditazione (200509075)  A parte l’intervallo dell’Inno alla Carità, avevamo riflettuto sulla condizione dell’uomo come condizione di debolezza e di fragilità, e per di più di lontananza da Dio di inimicizia nei confronti di Dio. Abbiamo ricordato che questa condizione è sanabile solo dall’intervento di Dio, dall’azione di Dio che l’uomo è chiamato a ricevere liberamente nella fede. 
08/09/2005 Sesta Meditazione (200509086)  Abbiamo già visto la prima parte di questo Inno: quella che fa riferimento alla “predestinazione”, e alla “Elezione del Padre”; e abbiamo anche sottolineato che tutta questa “opera di Salvezza” ha il suo perno in Gesù Cristo. 
08/09/2005 Settima Meditazione (200509087)  Paolo è prigioniero del Signore, prigioniero a motivo del suo ministero, prigioniero perché è in galera, ed esorta i cristiani di Efeso (della provincia di Asia) a un comportamento che sia coerente. 
09/09/2005 Ottava e ultima Meditazione (200509098)  Vorrei terminare il cammino che abbiamo fatto insieme in questi esercizi spirituali con una lettura corsiva della Lettera ai Filippesi – che vorrebbe essere in qualche modo il significato di quello che abbiamo tentato di vivere, e anche il significato della mia presenza con la predicazione… 
30/10/2005 Prima Meditazione (200510301)  Il tema viene dal titolo del Convegno Ecclesiale di Verona che si terrà l’anno prossimo; ogni dieci anni la chiesa italiana fa un convegno ecclesiale affrontando qualche nodo della sua esistenza, della sua presenza dentro alla vita italiana, nella società italiana. 
30/10/2005 Seconda Meditazione (200510302)  Questa mattina avevamo cominciato la lettura dell’inizio della prima Lettera di Pietro. Ci siamo fermati sull’indirizzo che ci serviva per collocarci di fronte a Gesù di cui Pietro è l’apostolo e per prendere coscienza di quello che siamo davanti a Dio: siamo “eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito, per obbedire a Gesù Cristo”. In questo legame con la Trinità c’è la dimensione essenziale della nostra identità di credenti. 
31/10/2005 Terza Meditazione (200510313)  Primo: nella vita terrena di Gesù, Dio ha incontrato gli uomini, ci è venuto incontro e gli uomini hanno potuto incontrare Dio: nelle parole, nei gesti, nella sofferenza, nella morte di Gesù. Risuscitando Gesù dai morti Dio ha controfirmato tutta la vita terrena di Gesù. E questa è la prima cosa. 
01/11/2005 Quarta Meditazione (200511014)  Vediamo allora, qualche cos’altro su quella azione che, dicevamo, Cristo risorto compie nella vita della Chiesa, nella storia degli uomini. Quali sono i segni? Dove la si trova quest’azione? Abbiamo detto: il Cristo risorto agisce con la sua Parola, la missione, la testimonianza degli Apostoli, con i Sacramenti, l’Eucaristia prima di tutto e gli altri Sacramenti intorno. 
01/11/2005 Quinta Meditazione (200511017)  Ci sarebbe stato da parlare anche, e lo abbiamo accennato, della dimensione dell’amore: è attraverso una vita trasformata in amore che Gesù ha percorso il suo cammino verso la vita, verso la Resurrezione. Allora il tema dell’amore diventa più che importante, significativo, e lo ricordavamo nella descrizione della prima comunità cristiana, l’amore fraterno fa si chela testimonianza resa alla Resurrezione sia una testimonianza efficace, forte, convincente. 
01/11/2005 Domande di approfondimento al termine degli Esercizi ( 200511018)  Luciano Monari, Domande di approfondimento al termine degli Esercizi ( 200511018) Data Copyright: 01 novembre 2005 Data pubblicazione: 01 novembre 2005 Serie: Testimoni di Gesù risorto speranza del mondo 11 Id: Monari:200511018 Esiste una legge biologica che è la difesa di se stesso, ha guidato tutta l’evoluzione della specie; questo è il peccato originale? Direi di no! La legge di difesa della propria vita è buona, è fondamentalmente positiva, deve rimanere anche nell’uomo. 
01/11/2005 Liturgia Penitenziale (200511011)  Luciano Monari, Liturgia Penitenziale (200511011) Data Copyright: 01 novembre 2005 Data pubblicazione: 01 novembre 2005 Serie: Testimoni di Gesù risorto speranza del mondo 9 Id: Monari:200511011 Per capire il testo di Isaia bisogna partire dal presupposto che tra il Signore e Israele c’è un patto stretto di alleanza, un patto nel quale il Signore è impegnato a proteggere il Suo popolo e Israele è impegnato ad ubbidire alla legge di Dio. 
01/11/2005 Via Crucis (200511015)  Il giorno di Pasqua Gesù appare ai suoi discepoli mentre sono chiusi nel cenacolo per paura dei Giudei e, dice il Vangelo, che apparendo ai discepoli mostrò le mani e il costato. L’immagine ha un significato grande per tanti motivi. Vuoi dire, evidentemente, che Lui è davvero il Crocefisso, è davvero quel Gesù che ha subito la passione e la morte; è lo stesso uomo. 
04/03/2006 Prima Meditazione (200603041)  Questa che abbiamo letto è la preghiera di Salomone per ottenere la sapienza; non siamo re e non dobbiamo giudicare come lui, però in qualche modo delle valutazioni e dei giudizi li dobbiamo dare nella nostra vita, e allora la preghiera di Salomone diventa preziosa. 
04/03/2006 Seconda Meditazione (200603042)  Riprendo il discorso di questa mattina cercando di arricchirlo e di completarlo, a partire da quel problema, a cui avevo accennato ma che non ho affrontato direttamente, e che nasce da espressioni come quella di san Paolo nella lettera ai Galati: «Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me». 
20/08/2006 Introduzione (200608201)  Luciano Monari, Introduzione (200608201) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 20 agosto 2006 Serie: Il discepolo del Signore nel Vangelo di Giovanni 1 Id: Monari:200608201 Nel Vangelo secondo Giovanni, le prime parole che Gesù dice sono una domanda rivolta a quei discepoli di Giovanni Battista che lo stanno seguendo. E, a quel punto della testimonianza del loro maestro, vanno dietro a Gesù. 
21/08/2006 Prima Meditazione (200608211)  In questi primi giorni la cosa fondamentale sarebbe proprio quella di guardare il Signore; quindi se potete in questi due giorni (oggi e domani) non guardate voi stesse: i problemi, i peccati, i progetti, i desideri… cioè tutte queste cose che abbiamo dentro. 
21/08/2006 Seconda Meditazione (200608212)  Le parole che Gesù rivolge ai suoi amici, ai suoi discepoli, nell’“Ultima cena”, sono preceduti dalla narrazione della “lavanda dei piedi”, che nel Vangelo di Giovanni ha una importanza grande, proprio perché introduce tutto il racconto della Passione e della Risurrezione del Signore, e in qualche modo aiuta a interpretarlo. 
22/08/2006 Quarta Meditazione (200608224)  E prima di morire Mosè consegna al popolo le istruzioni fondamentali per la vita nella Terra Promessa; quando saranno nella Terra Promessa dovranno vivere secondo un certo stile che è definito evidentemente dalla “legge dell’alleanza”. 
22/08/2006 Terza Meditazione (200608223)  Come sapete, il quarto Vangelo ha un lunghissimo racconto dell’“ultima cena”, dal cap. 13 fino al cap. 17, quindi cinque capitoli interi; non c’è un Vangelo che ne parli così tanto. Però non ha il racconto dell’istituzione dell’Eucaristia, questo è sempre stato un enigma per i commentatori, tanto più che il vangelo di Giovanni l’Eucaristia la conosce bene. 
23/08/2006 Quinta Meditazione (200608235)  Questo è il brano che riprende il tema che stiamo percorrendo in questi esercizi, cioè il tema del “passaggio di Gesù da questo mondo al Padre”, e il cammino del discepolo che segue Gesù e percorre anche lui la medesima strada. 
23/08/2006 Sesta Meditazione (200608236)  Una delle funzioni dei discorsi dell’“ultima cena” è chiaramente quella del dirigere la vita futura della comunità in modo che corrisponda alla vita, al ministero, all’azione e alla volontà del Signore. 
24/08/2006 Settima Meditazione (200608247)  La prima sezione del discorso di Gesù ai discepoli termina con il dono della Pace. Dopo avere promesso ancora una volta il Consolatore perché insegni e faccia ricordare tutte le parole di Gesù, Gesù aggiunge… 
24/08/2006 Ottava Meditazione (200608248)  Lo ricordavamo nella settima meditazione, nel Vangelo di Giovanni l’unione del discepolo con Cristo è la più intima che si possa immaginare e pensare. Non semplicemente sequela, ma una condivisione di vita, per cui nel discepolo è presente Cristo stesso e opera Cristo stesso, e soprattutto ama Cristo stesso. 
25/08/2006 Nona Meditazione (200608259)  È il terzo brano che riguarda la “promessa del Paraclito”, la promessa dello Spirito Santo, ed è evidentemente una promessa decisiva, perché (come dicevamo) in questi discorsi Gesù definisce quale sarà l’esistenza, il cammino, dei discepoli dopo la Pasqua. 
03/11/2006 Prima Meditazione (200611031)  Con questo desiderio che il Signore illumini la nostra vita, che il Signore “luce gentile” ci guidi, cominciamo gli esercizi spirituali; che servono, sapete bene, a fare ordine nella nostra anima, dentro di noi, nei nostri pensieri, desideri, sentimenti, affetti, obiettivi, nella convinzione che da questo ordine nell’anima viene anche l’ordine nei nostri comportamenti e può venire anche, lo speriamo, ordine nella società degli uomini, perché l’aspetto creativo nella storia è sempre la persona, la sua libertà, la sua coscienza e tutti quei comportamenti che scaturiscono dai desideri o delle paure che nascono nel cuore dell’uomo. 
03/11/2006 Seconda Meditazione (200611032)  Il Risorto rimane presente a tutti i tempi e a tutti luoghi; il Risorto non è altri che Gesù di Nazareth, quello di cui i Vangeli narrano la vita, il ministero, la passione, la morte, e proprio per questo diventa possibile anche oggi, a duemila anni di distanza, l’esperienza del discepolato. 
04/11/2006 Quarta Meditazione (200611044)  Questo vuol dire che il vostro compito è quello di edificare il corpo di Cristo in quel senso che ricordavamo questa mattina, cioè dare alla vostra vita, alla vita degli uomini, alla vita del mondo, la forma dell’amore fraterno, la forma della obbedienza a Dio, della fiducia in Dio: la forma, essenzialmente, di Gesù Cristo. 
04/11/2006 Terza Meditazione (200611043)  I discepoli non sono solo quelli di duemila anni fa che lo hanno incontrato sulle strade della Galilea: i discepoli siamo noi, siamo chiamati noi, ciascuno con la sua esperienza personale. 
05/11/2006 Quinta Meditazione (200611055)  La prima cosa interessante è questa: per comprendere il significato della storia bisogna uscirne fuori, perché l’uomo che ci vive dentro, ne vive evidentemente un frammento, può vedere qualche cosa, ma non può vedere il senso ultimo. 
05/11/2006 Liturgia Penitenziale (200611058)  Quindi, il Signore convoca il cielo e la terra che fanno da testimoni, poi convoca il popolo davanti a lui perché deve confrontarsi con il suo popolo. “Davanti a me riunite i miei fedeli che hanno sancito con me l’alleanza”, che hanno un impegno nei miei confronti. 
20/11/2006 Prima Meditazione (200611201)  Viviamo in questa settimana come un momento di sosta e di riposo, evidentemente non di ozio, ma di riposo sì, come guidati dal Signore: «Pastore buono, che ci conduce su pascoli erbosi ad acque di riposo». 
21/11/2006 Seconda Meditazione (200611212)  Paolo aveva fatto un progetto e lo aveva manifestato ai Corinti: il progetto di un viaggio attraverso Corinto alla Macedonia e poi ancora a Corinto. In realtà questo progetto è saltato, e Paolo non è passato da Corinto come aveva promesso. Da qui una critica verso di lui, e sono due gli elementi a cui lui fa riferimento. 
21/11/2006 Terza Meditazione (200611213)  Abbiamo ricordato che la seconda Lettera ai Corinzi è fondamentalmente una duplice apologia del ministero paolino. Paolo è attaccato da qualcuno – e per noi è abbastanza difficile riuscire a ricostruire la fisionomia precisa dei suoi avversari, comunque qualcuno che mette in dubbio la validità, la pienezza, del ministero apostolico paolino. 
22/11/2006 Quarta Meditazione (20061122)  Procedendo nel cap. 3 Paolo fa uno straordinario elogio della missione a cui è chiamato, si può dire che del suo ministero Paolo è fiero e lo presenta in tutta la sua bellezza, in tutto il suo splendore ai cristiani di Corinto in questi termini… 
22/11/2006 Quinta Meditazione (200611225)  Nella meditazione che abbiamo fatto quarta Meditazione abbiamo lasciato fuori l’ultimo versetto del capitolo terzo della seconda Lettera ai Corinzi sul quale mi interessa fermarmi un attimo, perché contiene una descrizione della vita cristiana come assimilazione progressiva a Dio attraverso Gesù Cristo. 
23/11/2006 Sesta Meditazione (200611226)  Abbiamo cercato di accostare la coscienza che Paolo ha del suo ministero e della grandezza di questo ministero. Paolo sa di essere stato chiamato, scelto ed eletto, per un Vangelo che non è roba sua, che non ha inventato o costruito con la sua intelligenza, che non ha ricevuto dagli uomini, ma ha ricevuto da Dio stesso e quindi è rivelazione dell’Amore di Dio. 
23/11/2006 Settima Meditazione (200611237)  Luciano Monari, Settima Meditazione (200611237) Data Copyright: 23 novembre 2006 Data pubblicazione: 23 novembre 2006 Serie: La Seconda Lettera ai Corinzi 10 Id: Monari:200611237 Insomma, Paolo è in qualche modo costretto dal Signore a compiere il suo ministero; come alla fine anche i profeti: Geremia ha vissuto una pressione del Signore di questo genere. 
24/11/2006 Ottava Meditazione (200611248)  Il “timore del Signore” si ricollega al versetto precedente, che abbiamo ricordato nella settima meditazione, quello del giudizio del Signore: «Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo». 
25/02/2007 La risurrezione di Gesù (200702251)  Luciano Monari, La risurrezione di Gesù (200702251) Data Copyright: 25 febbraio 2007 Data pubblicazione: 25 febbraio 2007 Id: Monari:200702251 Innanzitutto, la Risurrezione di Cristo è un avvenimento della storia. Non c’è dubbio, gli Apostoli sono stati testimoni del Signore risorto, ma nello stesso tempo, dice il Papa, “essa non è affatto un semplice ritorno alla nostra vita terrena”. 
10/03/2007 Prima Meditazione (200703101)  I testi a cui faccio riferimento in questa meditazione sono tre, che potete poi leggere per conto vostro con calma, e sono: Esodo cap. 6,2-8; Esodo cap. 14; Luca cap. 24,13-35. Questi insieme vogliono dire: Pasqua! Andiamo verso la Pasqua, Pasqua sta al cuore dell’esperienza di Israele, sta anche al cuore dell’esperienza cristiana, e vorrei riuscire ad articolare meglio il significato di questa espressione. 
10/03/2007 Seconda Meditazione (200703102)  Abbiamo visto il significato fondamentale dell’esperienza dell’Esodo per Israele e nella nostra vita di cristiani e ci ricordava il Papa che la cifra del mistero della risurrezione, di quell’esodo fondamentale che il Cristo vive, è l’amore e che soltanto nella logica dell’amore questo mistero della risurrezione può essere accostato e in qualche modo compreso. 
11/03/2007 Terza Meditazione (200703113)  È il racconto dell’ultima cena nel Vangelo secondo Luca, in una condizione della tradizione che sta tra gli altri sinottici e il lunghissimo discorso – che conoscete – del vangelo secondo Giovanni. Naturalmente non lo commento tutto perché non abbiamo tempo ma mi fermo sull’aspetto centrale, sulla cena che viene fatta. 
27/08/2007 Celebrazione Eucaristica (20070827)  Luciano Monari, Celebrazione Eucaristica (20070827) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 27 agosto 2007 Serie: La Preghiera Sacerdotale di Gesù 3 Id: Monari:20070827 Vuole dire: la comunità cristiana non è un’associazione religiosa di persone che decidono di mettersi insieme perché in questo modo si aiutano o compiono meglio i gesti religiosi che desiderano compiere. 
27/08/2007 Introduzione (2007082701)  Luciano Monari, Introduzione (2007082701) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 27 agosto 2007 Serie: La Preghiera Sacerdotale di Gesù 1 Id: Monari:2007082701 È un Salmo che ha una concezione della vita molto precisa, consapevole, non si fa certamente delle illusioni. C’è di giorno la freccia che vola, di notte la peste che vaga, a mezzogiorno il contagio che devasta, c’è il laccio del cacciatore che può bloccare la nostra vita, c’è la peste che può distruggerla. 
27/08/2007 Prima Meditazione (200708271)  Se ricordate, l’anno scorso avevamo meditato quei capitoli dal 13 al 16 del Vangelo secondo Giovanni che contengono i discorsi dell’“ultima cena”, ma nemmeno i discorsi dell’ultima cena, sono nel vangelo di Giovanni tutte le parole di Gesù rivolte ai suoi discepoli. 
28/08/2007 Celebrazione Eucaristica (20070828)  Luciano Monari, Celebrazione Eucaristica (20070828) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 28 agosto 2007 Serie: La Preghiera Sacerdotale di Gesù 4 Id: Monari:20070828 Vuole dire: quando è andato a Tessalonica ad annunciare il Vangelo, non aveva alle spalle la soddisfazione di successi ottenuti, ma aveva conosciuto a Filippi oltraggi, era stato messo in carcere, era stato flagellato, aveva subito umiliazioni e sofferenze. Questo avrebbe dovuto distoglierlo dall’annuncio del Vangelo. 
28/08/2007 Seconda Meditazione (200708282)  Il motivo di questa richiesta di Gesù – richiesta di glorificazione: «glorifica il Figlio tuo, perché il Figlio glorifichi te» – si comprende benissimo se ricordate che siamo di fronte alla croce; siamo di fronte al processo e alla condanna di Gesù, alla umiliazione della persecuzione e a quella morte umiliante che è la morte di croce. 
28/08/2007 Terza Meditazione (200708283)  Proviamo con la grazia del Signore ad entrare in questa preghiera solenne del Signore. Abbiamo ascoltato la richiesta di glorificazione rivolta al Padre, abbiamo ricordato il potere che è stato dato a Gesù come potere di dare la vita eterna. 
29/08/2007 Quarta Meditazione (200708294)  Nel Verbo di Dio fatto carne abbiamo la possibilità di un rapporto con Dio immediato, con quel paradosso che ricordavamo della mediazione che non sta a metà tra l’uomo e Dio ma unisce Dio all’uomo, e quindi colloca Dio esattamente nella dimensione della nostra esperienza umana. 
29/08/2007 Quinta Meditazione (200708295)  Dunque, l’azione di Gesù è stata un’azione efficace di custodia. Ha fatto quello che deve fare ogni pastore: il prendersi cura non semplicemente del gregge, ma di ciascuna pecora, una per una, ciascuna secondo le sue necessità e le sue esigenze. 
29/08/2007 Celebrazione Eucaristica (20070829)  Luciano Monari, Celebrazione Eucaristica (20070829) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 29 agosto 2007 Serie: La Preghiera Sacerdotale di Gesù 7 Id: Monari:20070829 Geremia e Giovanni Battista sono persone plasmate nella loro identità e nella loro missione dalla parola del Signore che hanno ricevuto come profeti. Il Profeta trasmette la parola di Dio ma non la trasmette semplicemente come qualcosa che passa attraverso di lui, la trasmette lasciandosi coinvolgere con tutta la sua vita, le sue speranze, le sue gioie e naturalmente le sue sofferenze. 
30/08/2007 Sesta Meditazione (200708306)  Gesù rivendica una regalità, è Re; e una regalità che si compie in questo mondo, è venuto in questo mondo proprio per diventare Re, per essere Re. E però il suo Regno non è di questo mondo, è in questo mondo ma non di questo mondo. 
30/08/2007 Settima Meditazione (200708307)  Avevamo tentato di riflettere sul significato di quella “consacrazione” o meglio “santificazione nella verità”, in quella Parola di Dio che è verità perché rivela la realtà delle cose, rivelando il suo amore per il mondo e per gli uomini. 
30/08/2007 Celebrazione Eucaristica (20070830)  Luciano Monari, Celebrazione Eucaristica (20070830) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 30 agosto 2007 Serie: La Preghiera Sacerdotale di Gesù 10 Id: Monari:20070830 Paolo non aveva potuto completare l’istruzione religiosa alla comunità di Tessalonica, e per questo avendo dovuto abbandonare la città si ritrovava con una incertezza, un dubbio, un timore, per il futuro di quella comunità. Era una comunità fragile, piccola, sottomessa a persecuzioni, c’era il rischio che i tessalonicesi abbandonassero il Vangelo. 
31/08/2007 Ottava Meditazione (200708318)  Attraverso l’ascolto della Parola, l’obbedienza a questa Parola, l’accettazione storica di Gesù, il rapporto personale con Gesù, si stabilisce una comunione che unisce i credenti tra di loro. 
31/08/2007 Celebrazione Eucaristica (20070831)  Gesù ha pregato perché noi siamo un cuore solo e un’anima sola, una cosa sola a motivo dell’amore che viene dal Padre e che Lui ci trasmette a motivo della Parola che viene da Dio, e che Lui è e ci rivela. 
02/11/2007 1ª Meditazione (200711021)  Ringrazio il Signore che ci dà la gioia di poterci ritrovare una volta all’anno a pregare insieme, ad ascoltare la sua parola, a lasciarci illuminare e dirigere; che il Signore vi benedica e benedica questi giorni di riflessione, di silenzio e di preghiera. 
02/11/2007 2ª Meditazione (200711022)  Tutta la vita di Gesù, lo abbiamo ricordato stamattina, è vita filiale, quindi viene dal Padre, e tutta la vita di Gesù, il desiderio, il cammino di Gesù, è orientato al Padre; e il cammino che Gesù sta incominciando, cioè quello della croce, è esattamente il suo passaggio da questo mondo al Padre. 
02/11/2007 Celebrazione Eucaristica (2007110211)  Luciano Monari, Celebrazione Eucaristica (2007110211) Data Copyright: 02 novembre 2007 Data pubblicazione: 02 novembre 2007 Serie: Il discorso di addio 2 Id: Monari:2007110211 Giobbe è costretto a misurarsi con il nemico supremo che per lui è la morte ed ha l’impressione chiara che la morte che gli viene incontro sia per lui ingiusta. Ingiusta perché la vita non ha risposto ai meriti che Giobbe aveva: si è comportato onestamente e rischia di morire abbandonato e disprezzato da tutti. 
03/11/2007 3ª Meditazione (200711033)  Adesso, nella preghiera entrano anche i discepoli come elemento fondamentale, perché l’avventura di Gesù è legata alla sua missione e quindi ai discepoli che ha raccolto intorno a sé. 
03/11/2007 4ª Meditazione (200711034)  Anzitutto quell’indirizzo: “Padre santo”. È significativo perché di per sé la santità è, nella tradizione biblica, il mistero stesso di Dio nella sua differenza dall’uomo, nella sua differenza dal mondo. Dio è santo perché è “altro” da noi, perché la sua sfera di vita è una sfera infinitamente trascendente rispetto a quella della nostra esperienza: è un Dio irraggiungibile, il Santo, il tre volte Santo. 
03/11/2007 Celebrazione Eucaristica (200711031)  Nella prima parte della Lettera ai Romani San Paolo ha esposto la sua teologia della grazia di Dio, di come la salvezza sia un dono generoso e gratuito che Dio fa all’uomo e per il quale è necessaria solo la disponibilità a lasciarsi salvare, a ricevere. 
04/11/2007 5ª Meditazione (200711045)  E un tema fondamentale è quello della missione che ai discepoli viene affidata e per la quale Gesù chiede la protezione del Padre, che il Padre li custodisca dal maligno perché i discepoli sono e debbono essere nel mondo e hanno, nel mondo, un compito, una missione. 
04/11/2007 Celebrazione Eucaristica (200711040)  In una riflessione di preghiera come in questi giorni vengono fuori nel nostro cuore dei desideri, forse i desideri diventano anche propositi, però conosciamo anche molto bene la nostra fragilità e quanti propositi della nostra vita sono finiti in niente. 
04/11/2007 Liturgia Penitenziale (200711049)  Quando San Giovanni scrive che Dio è luce e che in lui non ci sono tenebre, sta facendo un’affermazione che non riguarda Dio in sé, ma riguarda la rivelazione di Dio nella nostra vita. La si potrebbe parafrasare dicendo: quando Dio si è rivelato nella nostra vita, siamo stati illuminati, abbiamo potuto vedere la realtà con degli occhi nuovi e con una chiarezza che non possedevamo. 
17/08/2008 Introduzione agli Esercizi spirituali (2008081701)  Luciano Monari, Introduzione agli Esercizi spirituali (2008081701) Data Copyright: 2008 Data pubblicazione: 17 agosto 2008 Serie: Noi fungiamo da ambasciatori di Cristo 1 Id: Monari:2008081701 Benvenuti, un saluto a ciascuno di voi, sono contento di passare questa settimana con voi nell’ascolto della parola del Signore. 
18/08/2008 Celebrazione Eucaristica (200808181)  Per capire la prima lettura bisogna ricordare che Ezechiele si trova in Babilonia dopo la prima deportazione – quella del 597 a.C. – quindi ci sono israeliti che vivono esuli, ma in terra Santa la vita di Israele continua: c’è ancora un re, c’è il tempio, si continuano i sacrifici e le preghiere regolarmente. Per gli esuli il ripensare a Gerusalemme e al tempio è motivo di consolazione e di speranza. 
18/08/2008 Prima lectio divina (200808171)  Ricordate la preghiera di Salomone nel cap. 9 del Libro della Sapienza, e ci serve per iniziare il cammino di preghiera e di ascolto della parola di Dio. Ci serve perché ci ricorda che la comprensione della parola di Dio è questione naturalmente di attenzione, di intelligenza, di riflessione, di studio, ma è prima di tutto dono della Sapienza divina, dono dello Spirito del Signore. 
18/08/2008 Seconda Lectio divina (200808172)  Come dicevo la seconda lettera ai Corinzi è scritta per rispondere soprattutto ad alcune critiche o accuse che vengono espresse nei confronti di Paolo e del suo ministero. 
19/08/2008 Quarta Lectio divina (200808194)  Paolo ha cercato di distinguere con chiarezza il suo ministero dall’atteggiamo di quelli che lui dice: «mercanteggiano la parola di Dio»; si è presentato ai cristiani di Corinto come uno che opera, che parla con “sincerità e come mossi da Dio, sotto il suo sguardo» (2 Cor 2,17). 
19/08/2008 Celebrazione Eucaristica (200808197)  Tiro è l’immagine forse più significativa dell’autosufficienza umana. Una città difficilmente prendibile perché è costruita su un’isoletta a qualche centinaio di metri dalla terra; ricca perché con i traffici commerciali in tutto il Mediterraneo, ha potuto ammassare – dice il profeta Ezechiele – oro e argento nei suoi scrigni. 
19/08/2008 Terza Lectio divina (200808193)  Il cammino che tentiamo di fare sta dentro a questa ricerca del Signore che abbraccia tutto l’arco della giornata, dall’aurora fino alle veglie notturne, con la ricerca di Dio nel santuario, con la benedizione di Dio… 
20/08/2008 Quinta Lectio divina (200808209)  «[97]Quanto amo la tua legge, Signore; tutto il giorno la vado meditando. [98]Il tuo precetto mi fa più saggio dei miei nemici, perché sempre mi accompagna. [99]Sono più saggio di tutti i miei maestri, perché medito i tuoi insegnamenti. [1] Ho più senno degli anziani, perché osservo i tuoi precetti. [101]Tengo lontano i miei passi da ogni via di male, per custodire la tua parola. [102]Non mi allontano dai tuoi giudizi, perché sei tu ad istruirmi. [103]Quanto sono dolci al mio palato le tue parole: più del miele per la mia bocca. [104]Dai tuoi decreti ricevo intelligenza, per questo odio ogni via di menzogna» (Sal 119,97-104) 
20/08/2008 Sesta Lectio divina (200808206)  L’elogio del ministero apostolico che Paolo ha cercato di tessere alla fine del 2° e inizio del cap. 3° culmina in un versetto sintetico che descrive la esistenza cristiana nella sua ricchezza e dignità e profondità, e che evidentemente di riflesso esprime la ricchezza e la dignità del ministero apostolico: è un ministero inteso a produrre una esistenza nuova di questo genere 
20/08/2008 Celebrazione Eucaristica (200808208)  Vorrei chiedere al Signore in questa Eucarestia, nella memoria di san Bernardo, che metta nel mio e nei vostri cuori il desiderio grande di imparare l’amore autentico, quell’amore che si prende cura degli altri, che accoglie con fiducia e con gioia la vita dalle mani del Signore. 
21/08/2008 Settima Lectio divina (200808217)  Riprendiamo l’elogio del ministero apostolico, e anche nello stesso tempo la apologia che Paolo fa del suo ministero, della predicazione che ha compiuto a Corinto e dell’autenticità di questa predicazione 
21/08/2008 Ottava Lectio divina (200808218)  Per cui se la nostra esistenza nel tempo è una esperienza di persecuzione e di sofferenza e di tribolazione, come ci aveva ricordato san Paolo nella settima lectio con l’immagine del “pugile”, che viene messo al tappeto più volte, e quindi deve sperimentare la fatica di lottare, l’umiliazione del non riuscire, del non vincere, e nello stesso tempo però non si arrende mai, è capace di riprendere. Ebbene, se questa è la nostra situazione: “chi ce lo fa fare di continuare a combattere, di continuare ad alzarci per prendere altre botte e per prendere e per sperimentare altre tribolazioni?”. Ce lo fa fare, risponde Paolo, essenzialmente la fede: «Ho creduto, perciò ho parlato» (2 Cor 4,13). 
21/08/2008 Celebrazione Eucaristica (2008082113)  Secondo questo Vangelo ci sono due atteggiamenti che impediscono di accogliere il regno di Dio, il regno dei cieli nella nostra vita: il primo è semplicemente il rifiuto dell’invito del Signore e il secondo è la presunzione di accogliere questo invito senza che nulla cambi nella nostra vita, nel nostro modo concreto quotidiano di operare. 
22/08/2008 Nona Lectio divina (2008082215)  Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio. L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di Dio? 
22/08/2008 Celebrazione Eucaristica (200808221)  La lettura del profeta Ezechiele dice la condizione degli israeliti: queste ossa sono tutta la gente d’Israele, sono gli israeliti in esilio che vanno dicendo «le nostre ossa sono inaridite, la nostra speranza è svanita, noi siamo perduti». Di fronte a una realtà come la morte rimane difficile rispondere a quella parola che il Signore rivolge al profeta: «Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?», potrà la morte essere assorbita nella vita? 
24/08/2009 Celebrazione Eucaristica (20090824)  La mia funzione è quella di Filippo, di dire quindi a voi quelle parole che Filippo ha rivolto a Natanaèle: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazareth» 
24/08/2009 Prima Meditazione (200908241)  Il saluto ebraico per il benvenuto è benedetto colui che viene, preso dal Salmo 118, che dice: «Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Vi benediciamo dalla casa del Signore» (Sal 118,26) 
24/08/2009 Seconda Meditazione (200908242)  La prima parte del Vangelo secondo Marco culmina, come abbiamo detto, nella “professione di fede di Pietro”, e uno dei modi semplici ma fecondi di leggere questa prima parte è di sottolineare tutte le risposte che vengono date alla domanda fondamentale: “chi è Gesù?”. 
25/08/2009 Quarta Meditazione (200908254)  “Il tempo è compiuto”, vuole dire: quel disegno di Dio che si compie nella storia è arrivato ora a maturazione, a pienezza, e il segno di questo è il fatto che il Regno di Dio, la regalità e la sovranità di Dio, si fa vicina. 
25/08/2009 Celebrazione Eucaristica (200908251)  L’osservanza della Legge sulla decima può costare dal punto di vista dell’impegno, ma è rassicurante, è precisa: si tratta di pesare su una bilancia “la menta, l’anèto e il cumìno”, di dividere per dieci e offrire la decima parte… Il pasticcio invece viene quando mi viene chiesta la giustizia o la misericordia o la fedeltà, perché qui non sono mai sicuro di avere fatta tutta la giustizia o la misericordia o la fedeltà. 
25/08/2009 Terza Meditazione (200908253)  Di per sé ogni parola di Dio è un Vangelo perché, il fatto solo che Dio abbia una parola da rivolgere all’uomo e che intessa con l’uomo un rapporto di dialogo, è evidentemente per noi motivo di speranza, è un annuncio di salvezza. 
26/08/2009 Quinta Meditazione (200908265)  Nella persona di Gesù il Regno di Dio si è fatto vicino ed è quindi possibile per noi sperimentarne l’influsso, l’efficacia, la presenza, la forza. Il primo segno di questa presenza del Regno di Dio l’abbiamo visto nella chiamata dei discepoli: passa in mezzo agli uomini una forza capace di attirare oltre tutti i legami che legano gli uomini al loro contesto di vita, il lavoro, la parentela, l’associazione economica o qualunque altro tipo di legame. 
26/08/2009 Sesta Meditazione (200908266)  Stiamo cercando di vedere come la vicinanza del Regno di Dio si manifesta, come il passaggio di Gesù in mezzo agli uomini produce il contatto con il mistero originario di Dio e produce quindi una serie di trasformazioni, di cambiamenti, nella vita degli uomini. 
26/08/2009 Celebrazione Eucaristica (20090826)  Il presente è sempre tempo di grazia e quindi di conversione: bisogna essere attenti a cogliere quella parola che Dio ci rivolge, attraverso il Vangelo, attraverso le situazioni, e rispondere a questa Parola con una conversione sincera di tutta la nostra vita, un orientamento nuovo secondo quello che il Signore ci propone. 
27/08/2009 Settima Meditazione (200908277)  Ha avuto successo quella definizione del Vangelo di Marco data da uno studioso all’inizio del 1900, Martin Käler, quando disse che il Vangelo di Marco è il racconto della Passione con una lunga introduzione. 
27/08/2009 Ottava Meditazione (200908278)  Abbiamo ricordato l’importanza della prima parte del cap. 14° per comprendere la passione del Signore; è quella parte di preparazione nella quale Gesù appare libero e padrone dei suoi gesti e delle sue scelte, e in questa piena libertà e consapevolezza anticipa e profetizza e interpreta quello che sta per succedere, in modo che si possa cogliere – nella passione del Signore, nella sua sofferenza e nella sua morte – il compimento di un disegno di Dio, e si possa cogliere la manifestazione di una scelta di amore, di una scelta di dedizione. 
27/08/2009 Celebrazione Eucaristica (200908271)  A Tessalonica la parola del Vangelo che Paolo ha predicato è stata riconosciuta come Parola di Dio, è nata quindi una esperienza cristiana con delle radici autentiche, solide, è nata esattamente la fede. 
28/08/2009 Celebrazione Eucaristica (200908281)  “Dieci vergini, cinque stolte e cinque sagge”, alla pari. “Alla pari” vuol dire che la decisione tra la saggezza e la stoltezza è nelle nostre mani, dipende da noi. Fossero state nove stolte e solo una saggia, uno avrebbe detto: “ma ci vuole della fortuna per arrivare ad essere in quella unica su dieci”; e se fossero state nove sagge e una sola stolta sarebbe venuto da dire: “è troppo facile”. 
28/08/2009 Nona e ultima Meditazione (200908289)  Luciano Monari, Nona e ultima Meditazione (200908289) Data Copyright: 2009 Data pubblicazione: 28 agosto 2009 Serie: Il Vangelo secondo Marco 14 Id: Monari:200908289 È impossibile giudicare Gesù secondo un metro puramente oggettivo; in qualche modo si è costretti a prendere posizioni pro o contro, e per questo il processo che viene fatto a Gesù ha qualche cosa di paradossale. 
22/08/2010 Introduzione (201008220)  Grazia a don Dino, benvenuti e buon cammino di esercizi spirituali con il libro di Giobbe che tenteremo di leggere con il massimo di attenzione e di fedeltà. Gli esercizi li cominciamo domattina con l’invocazione allo Spirito Santo, però stasera volevo dare almeno alcune note molto semplici di introduzione alla lettura affinché domani possiamo partire tranquilli. 
23/08/2010 1ª Meditazione (201008231)  Così comincia il nostro libro. Vengono presentati gli attori, i protagonisti a cominciare naturalmente da Giobbe, un uomo di nome Giobbe. Chi è costui? Ci aspetteremmo almeno il nome del padre, Giobbe di… 
23/08/2010 2ª Meditazione (201008232)  Dopo i sette giorni di silenzio che cosa si poteva immaginare? Beh, una terza professione di fede di Giobbe. Ne aveva già fatte due e bellissime… 
23/08/2010 Celebrazione Eucaristica (20100823)  Luciano Monari, Celebrazione Eucaristica (20100823) Data Copyright: 23 agosto 2010 Data pubblicazione: 23 agosto 2010 Serie: Il libro di Giobbe 4 Id: Monari:20100823 Il mistero della Chiesa è già nell’indirizzo con cui Paolo si rivolge alle diverse comunità: Paolo, Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicesi che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo. 
24/08/2010 3ª Meditazione (201008243)  Con il capitolo terzo di Giobbe, inizia come abbiamo ricordato, la parte poetica che contiene una serie di discorsi di Giobbe intrecciati con quelli dei suoi tre amici, poi di Eliu, ed infine di Dio. L’intreccio tra Giobbe e di suoi amici è fatto in questo modo: parla Giobbe, dopo di lui Elifaz il primo degli amici; torna la parola a Giobbe e poi a Bildad il secondo degli amici; torna ancora la parola a Giobbe e poi a Zofar il terzo degli amici. Questo schema si ripete per tre volte. 
24/08/2010 4ª Meditazione (201008244)  Nei lamenti che Giobbe esprime, stranamente non parla della sua malattia o non ne parla molto; allarga il discorso alla condizione umana in quanto tale. Il problema sembra che non sia lui in quella condizione lì, ma l’uomo, l’uomo in genere, certamente in riferimento a quello che Giobbe sperimenta, ma anche con una attenzione allargata. 
24/08/2010 Celebrazione Eucaristica (201008240)  La comunità cristiana è una ombra della Gerusalemme celeste, naturalmente solo una ombra, c’è una distanza grande, non siamo ancora quella promessa sposa, sposa dell’Agnello che risplende pienamente della gloria di Dio e se qualche volta ce lo dimenticassimo, ce lo ricordano frequentemente mettendoci davanti tutti i nostri peccati, le nostre incoerenze, inconsistenze. 
25/08/2010 5ª Meditazione (201008255)  Ricordate che quando il libro della Genesi narra la morte di Abramo, dice che «Abramo spirò e morì in felice canizie, vecchio e sazio di giorni» (Gen 25,8) quindi una esistenza che è arrivata a pienezza, a maturazione, a compimento. 
25/08/2010 6ª Meditazione (201008256)  È un inno – nel cuore del libro di Giobbe – che di per sé sembrerebbe detto da Giobbe stesso perché il capitolo 27 è messo in bocca a lui (a parte la conclusione che non c’entra) e l’inizio non ha nessuna introduzione; ma tutti gli autori sono convinti che non va messo in bocca a Giobbe, va pensato semplicemente come un intermezzo meditativo. 
25/08/2010 Celebrazione Eucaristica (20100825)  L’annuncio della parusia può avere, sul vissuto concreto, due effetti contrapposti. Si può reagire all’annuncio della parusia dicendo: allora il tempo che viviamo è irrilevante, quello che importa è quel mondo futuro che ci viene incontro e nel quale la definitività di Dio si innesterà sulla nostra fragile vita; quindi la vita qui non ha nessuna rilevanza, devo tenere l’occhio aperto solo al futuro. 
26/08/2010 7ª Meditazione (201008267)  Riprendiamo allora il nostro cammino dopo la pausa di meditazione che ci ha offerto il capitolo 28 – l’inno straordinario alla Sapienza – con l’insegnamento finale che può essere, evidentemente, la sintesi degli esercizi spirituali… 
26/08/2010 8ª Meditazione (201008268)  Così comincia Dio la sua risposta a Giobbe, ed è interessante che, all’epoca della fioritura della critica letteraria – fini ottocento, primi novecento – ci siano stati numerosi autori che hanno considerato i discorsi di Dio, di Jahve delle aggiunte, quindi non c’erano secondo loro nel libro, o per lo meno non erano così. 
26/08/2010 Celebrazione Eucaristica (20100826)  Per fortuna c’è nella nostra vita una santità essenziale che non dipende da noi, che non è oggetto di conquista, è dono gratuito del Padre attraverso Gesù Cristo. 
27/08/2010 9ª Meditazione (201008279)  Dunque – la conversione di Giobbe del cap. 40°, quando Giobbe si mette la mano sulla bocca e smette di parlare –, questa conversione non è ancora sufficiente, forse non è ancora interiorizzata del tutto; ci vuole anche il tempo perché un atteggiamento spirituale nuovo diventi davvero nostro. 
27/08/2010 Celebrazione Eucaristica (20100827)  Abbiamo fatto il cammino degli esercizi spirituali seguendo un libro sapienziale e naturalmente ci spingeva il desiderio della Sapienza. Lo abbiamo detto, la Sapienza è l’arte di vivere, è quella capacità che progressivamente l’uomo deve assumere di orientare correttamente la vita, le decisioni e i comportamenti; non si tratta solo di sapere le cose, dice la Sapienza Io amo coloro che mi amano e quelli che mi cercano mi trovano, vuol dire che bisogna amare la Sapienza, bisogna che ci sia nel cuore dell’uomo un desiderio intenso e forte di vivere in pienezza la sua esistenza e quindi il desiderio di trovare le strade migliori per realizzare questo progetto, e naturalmente, la disponibilità a pagare il prezzo. 
29/02/2012 Vangelo secondo Marco. 2  Luciano Monari, Vangelo secondo Marco. 2. Seconda Meditazione Data Copyright: 2012 Data pubblicazione: 29/02/2012 Id: Monari:201202292 Incomincia così una seconda sezione dove al centro ci sta il rapporto tra Gesù e loro, i dodici, i discepoli; man mano che il Vangelo procede, diventano sempre più importanti e l’atteggiamento di Gesù si rivolge prima di tutto a loro: Gesù predica alle folle, non c’è dubbio, ma poco alla volta la sua attenzione viene concentrata su questo gruppo che deve formare perché possano diventare effettivamente apostoli, cioè possano essere mandati ad annunciare a loro volta il Vangelo. 
29/02/2012 Vangelo secondo Marco. 3  Luciano Monari, Vangelo secondo Marco. 3. Terza Meditazione Data Copyright: 2012 Data pubblicazione: 29/02/2012 Serie: Vangelo secondo Marco 3 Id: Monari:201202293 La virata è abbastanza evidente! Siamo arrivati ad una professione di fede corretta, che riassume tutta la prima parte del Vangelo e però di fronte a quello che Pietro proclama Gesù prende una direzione notevolmente diversa: perché primo dice il comando del silenzio e poi cominciò a insegnare loro che il Figlio dell’uomo doveva soffrire molto. 
29/02/2012 Vangelo secondo Marco. 4 (201202294)  Luciano Monari, Vangelo secondo Marco. 4 (201202294). 4ª Meditazione Data Copyright: 2012 Data pubblicazione: 29/02/2012 Serie: Vangelo secondo Marco 4 Id: Monari:201202294 Siamo arrivati quindi al racconto della Passione che costituisce chiaramente il culmine del Vangelo. È famosissima quella definizione del Vangelo di Marco che è stata data da M. Kaehler che diceva che “il Vangelo di Marco è fondamentalmente il racconto della Passione con una lunga introduzione”. Voleva dire che tutto il resto nel Vangelo è come orientato, indirizzato lì e che solo la Passione dice esattamente dove Marco ci vuole condurre. 
26/08/2012 Introduzione (20120826)  Davanti alle realtà ci sono i testimoni oculari: alcune persone di questi avvenimenti sono stati protagonisti, attori e testimoni. Siccome erano testimoni hanno potuto, e di fatto sono diventati, ministri della Parola, cioè hanno raccontato quello che hanno visto e udito. Sono diventati a loro volta strumenti di questa tradizione, anzi la tradizione per i fatti parte evidentemente da loro: la tradizione delle parole parte da Gesù, dalle parole che Gesù ha detto, ma la tradizione sui fatti, il racconto sui fatti parte da loro, da questi testimoni, sono loro che raccontano come le cose sono andate. 
27/08/2012 Celebrazione Eucaristica (20120827)  Gli scribi e i farisei sono persone religiosamente autorevoli: gli scribi perché sono interpreti autorizzati della Legge, e i farisei perché sono osservanti particolarmente impegnati della Legge. E va bene! È una autorevolezza che viene dalla loro esperienza religiosa. Ma qui viene il rischio!: il “rischio” nasce quando di questa autorevolezza rimane l’aspetto esterno e viene meno il cuore: l’origine viva. 
27/08/2012 Esercizi spirituali per sacerdoti (20120827)  Perché cominciamo con questo brano? Lo collochiamo dentro al Vangelo di Luca e portate pazienza, sono cose che sapete ma spero che rinfreschino. Tutti i Vangeli sinottici hanno il medesimo schema nella presentazione del ministero di Gesù: il ministero di Gesù comincia in Galilea, si sviluppa in Galilea, poi c’è il viaggio di Gesù verso Gerusalemme e gli avvenimenti a Gerusalemme. Questo vale per Matteo, per Marco e per Luca. 
27/08/2012 Prima Meditazione (201208271)  Perché cominciamo con questo brano? Lo collochiamo dentro al Vangelo di Luca e portate pazienza, sono cose che sapete ma spero che rinfreschino. Tutti i Vangeli sinottici hanno il medesimo schema nella presentazione del ministero di Gesù: il ministero di Gesù comincia in Galilea, si sviluppa in Galilea, poi c’è il viaggio di Gesù verso Gerusalemme e gli avvenimenti a Gerusalemme. Questo vale per Matteo, per Marco e per Luca. 
27/08/2012 Seconda Meditazione (201208272)  Questo è il discorso così detto del “piano” nel Vangelo di Luca, che corrisponde naturalmente al discorso molto più lungo al discorso “del monte” nel Vangelo di Matteo. Nella tradizione biblica la pianura è il luogo delle lotte e la montagna è il luogo della vicinanza con Dio, della rivelazione con Dio; la pianura è il luogo del combattimento e lo si potrebbe leggere in questa ottica il discorso di Luca, che comincia con quelle quattro beatitudini contrapposte ai quattro “guai”. 
28/08/2012 Celebrazione Eucaristica (20120828)  Paolo rende grazie per i cristiani di Tessalonica, perché il Signore li ha scelti. Poi il Signore li ha rinnovati con lo Spirito e con la fede nella verità. Ma, nel momento in cui ringrazia per tutto quello che Dio ha fatto, deve continuare a supplicare perché il Signore porti a compimento l’opera iniziata, perché confermi i cristiani di Tessalonica “in ogni opera e parola di bene”. 
28/08/2012 Quarta Meditazione (201208284)  Siamo passati, in questo modo, alla seconda grande sezione del vangelo secondo Luca. La prima andava dal capitolo 4 fino al capitolo 9,50) ed era la proclamazione dell’identità di Gesù come profeta che porta a compimento le promesse messianiche, quelle di Isaia cap. 61. 
28/08/2012 Terza Meditazione (201208283)  Il capitolo sette era cominciato con la guarigione del servo di un centurione e la risurrezione del figlio della vedova di Nain, quindi con due grandi miracoli che avevano spinto la folla, tutti, a glorificare Dio dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi, Dio ha visitato il suo popolo». 
29/08/2012 Memoria del martirio di san Giovanni Battista (20120829)  Gli accostamenti delle letture sono significativi ma anche problematici, e lo si capisce nella scelta di Geremia al capitolo primo dove il Signore dice al profeta: «Tu, stringi la veste ai fianchi, alzati e di’ loro tutto ciò che ti ordinerò; non spaventarti di fronte a loro, altrimenti sarò io a farti paura davanti a loro»; in questo è perfetto il ritratto di Giovanni il Battista: profeta, capace di trasmettere la Parola di Dio senza nessuna paura, capace di pagare anche il prezzo della verità con la persecuzione da parte di Erode e la prigionia. 
29/08/2012 Quinta Meditazione (201208295)  Ricordate che il Vangelo di Luca ha una particolare attenzione alla preghiera, e alla preghiera di Gesù. È vero, che non ha un capitolo di preghiera come il Vangelo di Giovanni (cf. cap. 17), però è il Vangelo che ricorda più frequentemente questo atteggiamento di Gesù nel corso del suo ministero. 
29/08/2012 Sesta meditazione (201208296)  Ci serve, questo capitolo, per comprendere almeno qualche cosa di quell’appellativo con cui inizia la nostra preghiera: Padre. Ed è meno facile da capire di quello che sembra a prima vista, soprattutto è meno facile da accettare. 
30/08/2012 Ottava meditazione (201208308)  Quindi: la tomba vuota, i due discepoli di Èmmaus, gli apostoli a Gerusalemme, un’apparizione che corrisponde a quelle del cap. 20 del vangelo secondo Giovanni. Dopo di che ci sono quattro versetti che sono il brevissimo epilogo del Vangelo con l’ascensione e il ritorno dei discepoli a Gerusalemme, nel Tempio. 
30/08/2012 Settima meditazione (201208307)  Il culmine è naturalmente il racconto della morte e della risurrezione che, nei Vangeli, non è un incidente casuale, ma è il punto di arrivo di un itinerario mirato, tende lì tutta l’attività e il ministero del Signore, s’intende nella narrazione dei nostri vangeli. 
31/08/2012 Celebrazione Eucaristica (20120831)  Nei particolari è una parabola abbastanza intricata, ma il messaggio fondamentale è chiaro: dieci ragazze, damigelle che debbono accompagnare la festa di nozze con le loro lampade, e si preparano quindi all’incontro con lo sposo; cinque però di loro sono sagge e cinque invece stolte. 
31/08/2012 Nona e ultima meditazione (201208319)  Il vangelo di Luca, come tutti i vangeli, termina con il comando di missione: i discepoli, cioè la comunità che Gesù ha raccolto e costituito deve testimoniare davanti al mondo intero; quindi deve attraversare il tempo – la storia – portando il Vangelo di Gesù, e deve quindi continuare la narrazione, la storia, il “romanzo”. 
24/08/2007 Sono un difensore degli oratori (20070824)  Molto spesso ci limitiamo a osservare come negli ultimi anni lo sport, inteso come “show-business”, abbia alterato, inquinato, degradato, impoverito i valori e le virtù dell’autodisciplina, della stima di sé e del duro lavoro, ottenuto con sforzi e sacrifici veri. 
01/01/2003 La famiglia soggetto della pastorale (20030301)  Il Sacramento del matrimonio costituisce il centro dell’azione formativa di questo anno pastorale. Dico alcune cose che mi sembrano particolarmente importanti. 
01/01/2003 Oggi devo fermarmi a casa tua (20031120)  Questa parola, che annuncia a Zaccheo di essere figlio di Dio, figlio amato e cercato, figlio stimato e voluto, non può essere pronunciata nell’anonimato della piazza; occorre una casa, un luogo intimo, carico di affetti, in cui questa parola affettuosa trovi un contesto adatto per essere compresa in tutto il suo valore. 
01/01/2004 Il Perdono cristiano (20041101)  Necessario e impossibile: così, in modo contraddittorio, appare il perdono a chi ci pensi anche solo un attimo. “Necessario”, perché senza perdono la società non può sopravvivere e prosperare. 
01/01/2001 La pastorale come esercizio della spiritualità di comunione (20011023)  Ho preso come testo di meditazione il Prologo della prima Lettera di San Giovanni; il motivo è che fa da filo conduttore del Documento dei vescovi per gli orientamenti pastorali del decennio; tutti i diversi capitoli ne riprendono un versetto, e nei numeri 3 e 4 c’è una spiegazione diffusa del testo di tutti gli elementi che lo costituiscono. 
01/01/2001 Relazione conclusiva (20011026)  La prima cosa che mi sta a cuore, e sulla quale ritorno, è la comunione della fraternità presbiterale; facessimo questo e nient’altro avremmo già realizzato una buona parte di quello che il Signore si aspetta da noi. Questo perché? Cosa vuole dire? 
26/01/2012 Umiliare Cristo: ci perde l’uomo (20120126)  Il vescovo Monari, partendo dalle polemiche sullo spettacolo di Romeo Castellucci “Sul concetto di volto nel figlio di Dio” in scena a Milano, pone una riflessione: “Il volto di Gesù oltraggiato, umiliato, irriso, è lo specchio terso in cui l’uomo vede e riconosce se stesso, senza maschere. Lui ha già perso quello che poteva per amore 
26/01/2012 Umiliare Cristo: ci perde l’uomo (20120126)  Il vescovo Monari, partendo dalle polemiche sullo spettacolo di Romeo Castellucci “Sul concetto di volto nel figlio di Dio” in scena a Milano, pone una riflessione: “Il volto di Gesù oltraggiato, umiliato, irriso, è lo specchio terso in cui l’uomo vede e riconosce se stesso, senza maschere. Lui ha già perso quello che poteva per amore 
26/01/2012 Umiliare Cristo: ci perde l’uomo (20120126)  Il vescovo Monari, partendo dalle polemiche sullo spettacolo di Romeo Castellucci “Sul concetto di volto nel figlio di Dio” in scena a Milano, pone una riflessione: “Il volto di Gesù oltraggiato, umiliato, irriso, è lo specchio terso in cui l’uomo vede e riconosce se stesso, senza maschere. Lui ha già perso quello che poteva per amore 
26/01/2012 Umiliare Cristo: ci perde l’uomo (20120126)  Il vescovo Monari, partendo dalle polemiche sullo spettacolo di Romeo Castellucci “Sul concetto di volto nel figlio di Dio” in scena a Milano, pone una riflessione: “Il volto di Gesù oltraggiato, umiliato, irriso, è lo specchio terso in cui l’uomo vede e riconosce se stesso, senza maschere. Lui ha già perso quello che poteva per amore 
20/05/2007 Avvenire ci libera dal riduzionismo (20070520)  In due recenti articoli sul Regno Luigi Accattoli racconta la sua esperienza di vaticanista di Repubblica e del Corriere della Sera. Sono articoli istruttivi perché dicono quanto i nostri grandi giornali siano incapaci di comprendere la logica della vita ecclesiale e, purtroppo, dicono anche la faziosità che dirige alcune scelte editoriali. 
08/12/1995 Invito per la Giornata del Seminario (199512082)  Luciano Monari, Invito per la Giornata del Seminario (199512082) Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 08 dicembre 1995 Id: Monari:199512082 Con serenità, ma anche con apprensione, indirizzo alla Chiesa di Piacenza-Bobbio l’invito a celebrare venerdì 8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione, la giornata del Seminario. 
01/01/1997 Preghiamo perché nella nostra Chiesa non vengano a mancare i sacerdoti (19971206)  Nella solennità dell’Immacolata Concezione di Maria SS si celebra ogni anno nella diocesi piacentina-bobbiese una giornata di preghiera, di sensibilizzazione e di carità a favore del Seminario, luogo di formazione dei giovani che intendono avviarsi al sacerdozio. 
01/01/2001 Giornata del Seminario (20011208)  La diminuzione delle vocazioni al ministero ordinato è una sfida per il futuro della nostra Chiesa; a questa sfida siamo chiamati a reagire con rinnovata disponibilità, giovane coraggio e lieta intraprendenza. 
03/02/2007 Amare e desiderare la vita (20070203)  …siamo tutti debitori dell’amore degli altri –, ebbene se tenete presente questo, allora si capisce che questa dimensione di amore deve attraversare tutti i rapporti che noi viviamo, tutti gli incontri che la vita ci fa sperimentare. 
01/01/2000 Giornata delle Vocazioni (20000514)  In occasione della Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha rivolto, come tradizione, un suo messaggio particolarmente significativo a tutta la Chiesa e che riprendo perché sia occasione di riflessione per tutti noi sul dono della divina chiamata, in particolare sulle vocazioni al ministero ordinato e alla vita consacrata. Il tema proposto quest’anno si pone in sintonia con lo svolgimento del Grande Giubileo: L’Eucaristia, sorgente di ogni vocazione e ministero nella Chiesa. 
22/04/2007 Fragilità e speranza del credente (20070422)  Provo proporre tre piccole riflessioni, sono valutazioni quindi non c’è niente di nuovo in particolare, sul tema “Fragilità e speranza”, come metterli insieme, e in quali modi una persona, un credente, può vivere con speranza la sua esperienza della fragilità. 
01/01/1996 Giornata diocesana della Carità (199612221)  Domenica 20 ottobre u.s., abbiamo celebrato nelle nostre comunità cristiane la Giornata Missionaria Mondiale. Per l’occasione il Santo Padre ha inviato il tradizionale messaggio, che si apriva con queste parole di Gesù, riferite nel libro degli Atti degli Apostoli: «Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra» (Atti 1,8). Sono convinto che tale forza animi anche la nostra Chiesa di Piacenza-Bobbio, la quale è chiamata continuamente a porre in atto segni visibili che attestino l’azione dell’amore di Dio nella vita del mondo e dell’uomo, in particolare per chi è povero e indifeso. 
01/01/1995 Giornata diocesana della Carità (19951217)  Due volte l’anno il sacerdote può indossare nella celebrazione dell’Eucaristia i paramenti di colore rosaceo: nelle terze domeniche d’Avvento e di Quaresima. Per la Chiesa sono i tempi di preparazione e di attesa, cioè i tempi della penitenza. Attendiamo il Natale, la venuta del Signore, quindi dobbiamo sentire il desiderio del Signore che viene come un senso di mancanza. Il senso del sentire la mancanza del Signore ci arricchisce e ci aiuta allargare il cuore e a dilatare il desiderio perché il Signore che viene possa essere accolto da un cuore disponibile. La celebrazione di oggi, come terza domenica di Avvento, è dominata dall’attesa, ma innanzitutto dalla grande gioia perché questa attesa avrà un compimento pieno nell’amore della bontà del Signore. 
01/01/1995 Giornata missionaria mondiale (19951022)  La Giornata Missionaria Mondiale ci apre alle attese di tutti, ci costringe a guardare lontano fino agli estremi confini della terra. 
01/01/2000 Giornata Missionaria Mondiale (20001021)  Abbiamo ascoltato di cinque donne: due, Rebecca e Rachele, appartengono alle madri d’Israele; una è straniera madianita ma è entrata nel popolo d’Israele attraverso il legame con Mosè; una è schiava ma da lei è sorto un popolo grande e numeroso; l’ultima è la donna di Samaria. Cinque donne che rappresentano cinque Continenti, cinque madri nelle quali però c’è un’unica sete di vita, che rappresenta la sete che sta nel cuore di tutti gli uomini: è sete di acqua e fame di cibo, ma è soprattutto sete di giustizia, di dignità, di rispetto e di speranza. 
01/01/2002 Noi lo annunciamo anche a voi (20021019)  Benvenuti a questa veglia missionaria. Diamo un saluto affettuoso a dom Augusto Alves da Rocha che è con noi, è il Vescovo di Floriano Aevas, ma è stato per molti anni vescovo di Picos, dove lavorano nostri missionari. 
01/01/1995 Messaggio per la Giornata mondiale di lotta contro l’AIDS (19951201)  La giornata di riflessione sul tema della lotta contro l’Aids, che si ripete da alcuni anni, trova i cristiani di Piacenza attenti e sensibili al problema. Da alcuni anni, infatti, opera nella nostra diocesi, alle porte della città, una casa di accoglienza per i malati di Aids, intitolata alla memoria del caro don Giuseppe Venturini. 
01/12/1996 Veglia di preghiera (199612012)  Luciano Monari, Veglia di preghiera (199612012) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 01 dicembre 1996 Serie: IX Giornata mondiale AIDS 1996 Id: Monari:199612012 La domanda è questa: è possibile mantenere la fede in un Dio potente e buono quando si fa l’esperienza del limite, della miseria, della malattia, della paura e della morte? Perché il termine della “fede” non è semplicemente l’esistenza della vita in generale ma di un Dio buono che vuole la mia vita in concreto e s’interessa di me e della mia esistenza 
01/01/1998 Giornata mondiale del malato (19980211)  La sofferenza rimane sempre un mistero e ogni esperienza di malattia è una prova nella quale la nostra fede deve rispondere con una energia e con un impegno particolarmente forte. Per questo la presenza dei malati nella comunità cristiana è una realtà delicata e preziosa. Delicata, perché hanno bisogno di sentire vicino a sé la comunità cristiana, del non sentirsi abbandonati. Preziosa, perché in quella fede che un malato è chiamato a sviluppare, attraverso la sua prova, la Chiesa viene arricchita e purificata. 
01/01/1999 Giornata mondiale della Gioventù (19990327)  Il brano che abbiamo ascoltato è la conclusione dei discorsi dell’ultima cena di Gesù ai suoi discepoli. Dopo questo brano c’è una lunga preghiera che comprende il cap. 17 e poi inizia il racconto della passione. Ed è un po’ paradossale, però bello, che questi discorsi che preparano la sofferenza di Gesù, la sua passione e la sua morte, terminano con questa affermazione: «io ho vinto il mondo!» (Gv 16,33). 
01/01/1999 L’invito del Vescovo ai giovani (19990320)  Come ogni anno il sabato precedente la domenica delle Palme si svolge a livello locale la Giornata Mondiale della Gioventù. Quest’anno la manifestazione è in programma nella nostra città nel pomeriggio di sabato prossimo 27 marzo. Ne sono invitati tutti i giovani cattolici piacentini che trascorreranno in Cattedrale qualche ora insieme al Vescovo nella preghiera, nell’ascolto della Parola e nella riflessione. 
01/01/1999 L’invito del Vescovo ai giovani (19990320)  Come ogni anno il sabato precedente la domenica delle Palme si svolge a livello locale la Giornata Mondiale della Gioventù. Quest’anno la manifestazione è in programma nella nostra città nel pomeriggio di sabato prossimo 27 marzo. Ne sono invitati tutti i giovani cattolici piacentini che trascorreranno in Cattedrale qualche ora insieme al Vescovo nella preghiera, nell’ascolto della Parola e nella riflessione. 
01/01/1999 L’invito del Vescovo ai giovani (19990320)  Come ogni anno il sabato precedente la domenica delle Palme si svolge a livello locale la Giornata Mondiale della Gioventù. Quest’anno la manifestazione è in programma nella nostra città nel pomeriggio di sabato prossimo 27 marzo. Ne sono invitati tutti i giovani cattolici piacentini che trascorreranno in Cattedrale qualche ora insieme al Vescovo nella preghiera, nell’ascolto della Parola e nella riflessione. 
01/01/1999 L’invito del Vescovo ai giovani (19990320)  Come ogni anno il sabato precedente la domenica delle Palme si svolge a livello locale la Giornata Mondiale della Gioventù. Quest’anno la manifestazione è in programma nella nostra città nel pomeriggio di sabato prossimo 27 marzo. Ne sono invitati tutti i giovani cattolici piacentini che trascorreranno in Cattedrale qualche ora insieme al Vescovo nella preghiera, nell’ascolto della Parola e nella riflessione. 
01/01/2000 Giornata mondiale della gioventù (200008141)  Piacenza è stata una tappa. Ora il cammino riprende. Riprende il cammino verso Roma per vivere con giovani di tutto il mondo un’esperienza di gioia e di comunione. Ma riprende soprattutto il cammino della vita per portare a maturazione desideri e progetti, sogni e attese. Perciò debbo salutarvi e farvi gli auguri come si fa per tutti quelli che partono: Bon voyage, Boa viagem, Have a good journey, Mi Ciensliwej Podruzj… 
07/04/2001 Celebrazione della Parola (20010407)  Luciano Monari, Celebrazione della Parola (20010407) Data Copyright: 2001 Data pubblicazione: 07/04/2001 Id: Monari:20010407 È notte e vogliamo sapere se questa notte è destinata a durare a lungo, per sempre. Per questo “gridiamo alla sentinella” – al profeta che ha l’occhio acuto e sa vedere più lontano di quanto possiamo percepire noi stessi: «Sentinella, quanto resta della notte? Sentinella, quanto resta della notte? La sentinella – il profeta – risponde: Viene il mattino». 
01/01/2002 Giornata Mondiale della Gioventù (20020724)  Prendiamo lo spunto per la nostra riflessione da uno dei libri più problematici della Bibbia, quello che va sotto il nome di Qoèlet. Ricco e saggio, Qoèlet, re di Israele in Gerusalemme, ha voluto fare l’esperimento della vita; ha voluto, cioè, verificare se vale la pena vivere… 
01/01/2002 Giornata Mondiale della Gioventù (20020725)  Mi metto a sfogliare un’enciclopedia. È un libro Affascinante che fa sintesi di tutto quello che gli uomini hanno pensato, cercato, scoperto, compiuto nella loro lunga storia sulla terra. E vengo a conoscere molte cose, ad esempio, di matematica, di chimica, fisica… 
22/08/2005 Il Papa è chiaro: il cammino di fede richiede fatica (20050822)  Per certi versi sì. Ma i contesti sono diversi. Forse meno rispetto a Toronto, ma a Roma il clima era caldo. Questa è una città del Nord, meno calda da un punto di vista dei rapporti interpersonali. 
24/08/2005 Intervista a Telelibertà dopo il ritorno dalla GMG di Colonia (20050824)  L’abbiamo vissuto innanzitutto come un giorno teso, perché è venuto dopo una settimana di abbastanza fatica, per i giovani anche di disagi, è quindi c’era dentro anche un desiderio molto immediato di arrivare a questo incontro che era evidentemente il clou della settimana. 
26/08/2005 Da Colonia uno spirito nuovo (20050826)  Una delle cose belle della Giornata Mondiale della Gioventù, perché ci permette come vescovi di fare nuove esperienze, di ascoltare, di cogliere aspetti lontani dalle nostre nazionalità ma che arricchiscono la nostra vita. 
03/04/2004 Vogliamo vedere Gesù (200404031)  Luciano Monari, Vogliamo vedere Gesù (200404031) Data Copyright: 03 aprile 2004 Data pubblicazione: 03 aprile 2004 Id: Monari:200404031 Abbiamo percorso un itinerario che è l’itinerario dell’uomo. Il cammino che l’uomo tenta di percorrere è guidato dalla sua capacità di capire con la sua ragione, è spinto dal suo cuore, è illuminato anche dai suoi sensi attraverso i quali riesce a entrare in rapporto con la realtà che lo circonda. 
13/08/2000 Giornata mondiale della gioventù (200008131)  Luciano Monari, Giornata mondiale della gioventù (200008131) Data Copyright: 2000 Data pubblicazione: 13 agosto 2000 Id: Monari:200008131 Il saluto lo do con tutto il cuore, poi ci rivediamo a Roma. L’augurio è che questa esperienza della Giornata Mondiale della Gioventù sia significativa e lasci un segno positivo dentro la vostra vita. 
01/01/1996 Maria SS. Madre di Dio (19960101)  Liturgicamente la festa del Natale si conclude oggi. È la solennità di Maria Santissima Madre di Dio. Comincia un anno nuovo e quindi è l’Eucarestia che inaugura una nuova porzione del cammino della nostra vita. Infine legato con il primo dell’anno c’è la celebrazione della “giornata mondiale per la pace”, con il messaggio che il Papa ogni anno ci dona. Dobbiamo mettere insieme tutte queste solennità. Pensavo quindi di fare normalmente l’omelia sui testi liturgici e poi, alla fine della Messa, prima della benedizione, provo dire alcune parole sul messaggio che il Papa ci ha donato su questa “giornata mondiale della pace”, con il titolo che conoscete: «Diamo ai bambini un futuro di pace». Così cerchiamo di mettere dentro tutte queste motivazioni e di farle diventare preghiera, lode e ringraziamento al Signore. 
01/01/2001 Solennità di Maria SS. Madre di Dio (20010101)  È ancora nel segno del Natale che iniziamo questo anno nuovo, che il Signore nella sua bontà ci dona. Nell’Incarnazione san Paolo ci ricorda che il tempo è giunto a compimento e a perfezione, perché nel momento in cui il Figlio di Dio è entrato nella storia, la storia è diventata capace di manifestare al suo interno – nell’umanità di Gesù – la presenza stessa di Dio (cfr. Gal 4,4-7). 
01/01/2001 Celebrazione eucaristica (20010202)  Il problema serio è sapere se vale la pena dare la vita per Gesù Cristo o se Gesù Cristo è solo un maestro che all’occasione potrebbe essere sostituito da qualcun altro: da un altro maestro o da una filosofia o da un’etica. 
02/02/2006 Festa della Presentazione del Signore al Tempio (20060202)  La tradizione orientale designa la festa di oggi come “festa dell’Incontro”: il Messia, portato dalla Madre, viene al tempio incontro al suo popolo in attesa. Simeone e Anna rappresentano, appunto, il popolo di Israele, anzi l’umanità intera, che è in attesa di salvezza e gioisce nell’incontrare il Salvatore. 
02/02/2007 Presentazione del Signore al Tempio (200702021)  Quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, Maria e Giuseppe vanno al tempio per offrire il loro figlio al Signore. In questo modo rispondono a un dono con un altro dono. Dio ha fatto loro il dono di un figlio; e così essi lo riconoscono e lo offrono a Dio perché quel figlio diventi non quello che loro – i genitori – potrebbero sognare, ma quello che Dio nella sua sapienza desidera. 
01/01/1998 Giornata nazionale dei migranti (19981115)  È sorprendente la preghiera con cui abbiamo risposto alla prima lettura: «Vieni, Signore, a giudicare il mondo». È sorprendente perché di solito, quando ci viene da pensare al giudizio di Dio, l’atteggiamento interiore dominante è di paura e di timore che venga questo giudizio di Dio, perché ci sentiamo peccatori e sottomessi ad una parola di condanna. 
01/01/1998 Preghiamo il Signore perché mandi operai nella sua messe (19981205)  In occasione della “Giornata per il Seminario”, del prossimo 8 dicembre, a sostegno delle vocazioni del sacerdozio, il “Nuovo Giornale” pubblica in prima pagina il seguente messaggio del nostro Vescovo. 
22/06/1996 Giornata per la carità del Papa (19960622)  Luciano Monari, Giornata per la carità del Papa (19960622) Titolo originale: 22 Giugno 1996 Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 22/06/1996 Serie: Giornata per la carità del Papa 1996 Id: Monari:19960622 Il 30 giugno è ormai tradizionalmente la giornata di raccolta delle offerte per la carità del Papa. È un’attività che ha radici antiche nella tradizione della Chiesa. Dalla seconda lettera ai Corinzi impariamo che già San Paolo aveva fatto una colletta nelle Chiese della Grecia a favore della Chiesa di Gerusalemme che si trovava in gravi difficoltà. Secondo l’Apostolo, non si trattava solo di un’elemosina, ma di un gesto di comunione col quale si manifestava la verità del legame di fede tra tutti i credenti. 
01/01/1997 Giornata per la carità del Papa (19970621)  Domenica 29 giugno è in programma l’annuale appuntamento con la giornata per la carità del Papa ossia un momento di impegno da parte di tutti i cattolici di buona volontà a favore della costante e continua opera di carità che il Papa compie in tutto il mondo. È senz’altro un’iniziativa di grande interesse ecclesiale ben sapendo quanta carità svolge nel mondo la sollecitudine i Giovanni Paolo II per quanti uomini e nazioni hanno bisogno. 
04/02/2006 Rispettare la Vita (200602041)  Luciano Monari, Rispettare la Vita (200602041) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 04 febbraio 2006 Id: Monari:200602041 Leggevo qualche giorno fa sul periodico “Settimana” la lettera di un prete che si lamentava perché gli “sembra che la Chiesa di oggi non sia sufficientemente profetica, non sia così capace di annunciare la parola di Dio, e la diversità della parola di Dio rispetto ai valori del mondo come sarebbe la sua vocazione”. E chiaramente è una osservazione che ci fa pensare. 
30/03/1996 Vieni e seguimi (199603301)  Luciano Monari, Vieni e seguimi (199603301). Incontro/dibattito con il Vescovo Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 30 marzo 1996 Serie: Giornata Mondiale della Gioventù 1996 Id: Monari:199603301 Il momento centrale dell’incontro è consistito nel dibattito con il Vescovo, introdotto da una serie di provocazioni tratte dal Vangelo e presentate, in modo originale, da alcuni giovani dell’Agesci, con riferimento ai problemi concreti della realtà che ci circonda. Alle domande dei giovani Mons. Monari ha dato, in modo chiaro e amichevole, una risposta, precisando di non voler dare responsi chiusi e definitivi, ma di «rilanciare il gioco», perché nelle sue parole i giovani potessero trarre nuovi spunti di riflessione. 
01/01/1999 Il concetto di Giubileo (19991201)  Estratto del contributo sul tema “Il concetto di Giubileo” del Vescovo mons. Luciano Monari al volume “2000. Piacenza e il Giubileo – Una città crocevia degli itinerari di pellegrinaggio medioevale”. A cura di Valeria Poli. Edito dalla Banca di Piacenza nel 1999. 
04/04/1999 Missione e Giubileo (199904041)  Luciano Monari, Missione e Giubileo (199904041) Data Copyright: 1999 Data pubblicazione: 04 aprile 1999 Id: Monari:199904041 Credo che la Missione Popolare, che desideriamo vivere in tutta la diocesi negli anni 1999 e 2000 si collochi bene in questo contesto. Vuole essere, questa Missione, un cammino alla riscoperta della fede vissuto anzitutto da coluro che normalmente frequentano le nostre Chiese (nel 1999), poi offerto anche a coloro che non frequentano più o che non hanno mai frequentato (nel 2000). 
21/11/1999 Designazione delle chiese giubilari in diocesi (199911212)  Luciano Monari, Designazione delle chiese giubilari in diocesi (199911212) Data Copyright: 1999 Data pubblicazione: 21 novembre 1999 Id: Monari:199911212 Per il prossimo anno del Grande Giubileo del Duemila le chiese giubilari, in cui sarà possibile ricevere il dono dell’indulgenza ogni giorno saranno: a Piacenza; Basilica Cattedrale, Basilica di S. Antonino, Basilica di S. Maria di Campagna; a Bobbio: Concattedrale, Basilica di S. Colombano; a Bedonia, Basilica di S. Marco. 
01/01/2000 Celebrazione Eucaristica (20001117)  L’Eucaristia che celebriamo qui in San Giovanni in Laterano, la Basilica che è la cattedra del Papa (del Vescovo di Roma) vuole esprimere la comunione della nostra Chiesa con quella di Roma. Noi siamo la piccola Chiesa di Piacenza-Bobbio di nemmeno 300 mila abitanti, però è in comunione con la Chiesa di Roma. 
01/01/2000 Commento al Magnificat (20000123)  Anzitutto è bello che il cammino di preparazione al Giubileo della vita consacrata incominci con il ringraziamento, perché nella visione cristiana della vita il ringraziamento sta esattamente all’origine; dove Dio agisce l’uomo deve imparare a lodare e a ringraziare. Siccome la nostra vita viene dal Signore, l’esistere stesso deve diventare un motivo di lode e di ringraziamento; tutte e due le cose insieme. Lode e ringraziamento non sono la stessa cosa, ma come atteggiamento sono in qualche modo parenti. La lode si rivolge a qualcuno o a qualcosa per quello che ha di bello e che non ci appartiene; noi lodiamo Dio per la sua grandezza. Il ringraziamento si riferisce a qualche cosa che ci è stato donato; noi ringraziamo Dio per tutto quello che di bello, di buono, di grande, di vero e di autentico ha messo dentro la nostra vita. 
01/01/2000 Giubileo degli Artisti (20000218)  Vi ringrazio per la vostra presenza, così come per l’incontro che abbiamo avuto la volta scorsa, per gli interventi che sono stati numerosi e schietti; che alla fine mi sono serviti per imparare a conoscere e a comprendere il mondo degli artisti piacentini. Rispondo con un po’ di timore, innanzitutto perché non riesco a rispondere a tutte le cose che sono venute fuori, e poi per alcune cose mi avventuro in un campo che non è della mia competenza, quindi se sbaglio perdonatemi e correggetemi. 
01/01/2000 Giubileo dei Sacerdoti (20000608)  Credo sia il punto di arrivo di una riflessione che attraversa tutto il Nuovo Testamento, dai Vangeli all’Apocalisse. Perché per il N.T. l’unità non ha un valore solo etico, come un’esortazione all’andare d’accordo, ma va al cuore della teologia cristiana e dell’antropologia ecclesiale, del modo in cui viene considerato il membro della Chiesa. 
01/01/2000 Giubileo del Mondo del Lavoro (20001217)  Vorrei che in questa Cattedrale vi sentiste a casa vostra; è la casa del popolo di Dio, la casa di tutti: ci sono dentro i preti ma non come padroni ma per servire, per donare alla gente l’Eucaristia e il Perdono del Signore. 
01/01/2000 Giubileo della vita consacrata (20000202)  Per il cristiano il Giubileo è memoria dell’Incarnazione, come dono supremo di Dio agli uomini, «perché Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo Figlio unigenito» (Gv 3,16a). Ha tanto amato gli uomini che non ha risparmiato il suo proprio Figlio. 
01/01/2000 Giubileo diocesano dei responsabili della Cosa Pubblica (20000701)  La chiesa di Piacenza-Bobbio, in comunione con tutte le altre sparse nel mondo, sta vivendo il Grande Giubileo del 2000. È nostra intenzione che tale avvenimento diventi anche l’occasione per incontrare tutti coloro che vivono ed operano sul nostro territorio, consapevoli della bellezza e dell’urgenza di ravvivare rapporti di collaborazione e di scambio. 
01/01/2000 Giubileo in Diocesi: un primo bilancio, e poi? (20001108)  Provo volentieri fare un bilancio del Giubileo in Diocesi, però partendo dalla consapevolezza che in realtà è impossibile farlo, perché l’evento autentico del Giubileo è la riconciliazione che Dio offre agli uomini in Gesù Cristo; quindi l’effetto del Giubileo è che tra noi e il Signore ci sia un rapporto di comunione e di pace e che tra noi e noi stessi ci sia una capacità di accettazione piena. 
01/01/2000 Il primato di Dio (20000121)  Nelle celebrazioni giubilare di questo anno di grazia non vogliamo dimenticare la realtà dei Consacrati per il Regno. In Diocesi costituiscono una presenza numericamente consistente e apostolicamente significativa. Nella festa della Presentazione del Signore al Tempio celebriamo dunque il Giubileo della vita consacrata. Vuole essere un grazie al Signore per questo grande dono all’umanità e alla nostra Chiesa particolare. «La Vita Consacrata, infatti, nella Chiesa, è testimonianza della presenza di Cristo vivo ieri, oggi e sempre». 
01/01/2000 Il significato del Giubileo nella vita di uno sportivo cristiano (20001115)  Sono molto contento di fare questa conversazione con voi, e di tentare di spiegare il significato che può avere il Giubileo nella vita di uno sportivo cristiano. 
01/01/2000 Il significato del Giubileo per gli Agricoltori (20000111)  Ringrazio con tutto il cuore dell’invito della Banca di Piacenza, perché per me è una bella opportunità; siccome del Giubileo si parla tanto e quello che fa notizia del Giubileo sono le difficoltà del traffico a Roma, ritrovare il significato del Giubileo nella nostra vita e quello che significa per la Chiesa piacentina e per i cristiani di questa comunità, credo sia per me un’opportunità preziosa che mi viene offerta. 
01/01/2000 Il significato del Giubileo per i Commercianti (20000201)  Provo spiegare innanzitutto cosa sia il Giubileo per l’esperienza cristiana, quindi quale significato possa avere per chi vive una professione nel settore del commercio. Chiaramente per la seconda parte pigliatela con beneficio d’inventario, perché parlando in qualche modo dall’esterno non sono un esperto; e qui mi piacerebbe molto ascoltare quello che voi vivete, le vostre esperienze, i problemi che il lavoro vi pone dal punto di vista della fede e di una coerenza cristiana. Il Vescovo però bisogna che parli a tutti e va a finire che parli un po’ di tutto, che per certi aspetti è anche rischioso. 
01/01/2000 Il significato del Giubileo per i Dipendenti del lavoro (20000307)  «Quando venne la pienezza dei tempi, Dio mandò il sui Figlio». Che cosa vuole dire? Voi pensate all’esistenza dell’uomo che è segnata in profondità dall’esperienza del limite. “Limite” vuole dire: che l’uomo è capace di pensare tante cose; il suo pensiero è aperto all’infinito, non c’è praticamente niente che per principio sia escluso dalla riflessione e dal pensiero dell’uomo. 
01/01/2000 Il significato del Giubileo per i Liberi professionisti (20000222)  Il motivo è abbastanza comprensibile: per un cristiano il Giubileo fa riferimento al fatto dell’Incarnazione. Il punto di partenza per misurare il tempo (gli anni) è il momento in cui, secondo la fede cristiana, Dio si è fatto uomo nella persona di Gesù di Nàzaret, e questo evidentemente è la festa del Natale, per cui il Giubileo ha con il Natale un rapporto strettissimo. Ed è per questo motivo che il cardinale Biffi di Bologna insiste sul fatto di stare attenti di non fare il Giubileo dimenticando il “festeggiato”, perché il festeggiato nel Giubileo è Gesù Cristo. 
01/01/2000 Lettera per il Giubileo delle famiglie (20000917)  l’appuntamento del prossimo 15 ottobre avrà un’importanza particolare nella vita della nostra Chiesa; celebreremo, infatti, insieme il Giubileo delle Famiglie e la chiusura della Missione Popolare. Stiamo vivendo davvero un anno di grazia nel quale riconosciamo i segni del passaggio del Signore in mezzo a noi. Vediamo con stupore molte persone che si accostano con desiderio grande alle celebrazioni giubilari e che vivono autentiche esperienze di conversione. 
01/01/2000 Pellegrini a Roma (20000227)  È vero che quello che conta non è il numero delle persone, però è vero che avere accanto a me delle persone che insieme a me pregano, cercano il Signore, questo conforta. Ciascuno di noi diventa un aiuto e uno stimolo agli altri. 
15/02/2000 Il significato del Giubileo per gli Artigiani (200002151)  Luciano Monari, Il significato del Giubileo per gli Artigiani (200002151) Data Copyright: 2000 Data pubblicazione: 15 febbraio 2000 Id: Monari:200002151 Questa sera in un certo senso dovrei giocare in casa, perché vengo da una famiglia di artigiani e dovrei essere in qualche modo nel mio ambiente: mio nonno aveva cominciato a fare i motori stando in linea a Modena alla fine dell’800, e mio padre ha fatto il meccanico per tutta la vita fino a quando è andato in pensione. Però non so se gioco proprio in casa, perché tra l’esperienza dell’artigiano di 40/50 anni fa (che ricordo abbastanza bene perché è della mia infanzia e giovinezza prima di andare in Seminario) e quella di oggi credo siano cambiate molte cose, però lo faccio volentieri, è un ambiente in cui mi sento a mio agio. 
26/02/2000 Pellegrini a Roma (200002262)  Luciano Monari, Pellegrini a Roma (200002262) Data Copyright: 2000 Data pubblicazione: 26 febbraio 2000 Id: Monari:200002262 L’itinerario penitenziale del nostro pellegrinaggio e di questa Celebrazione della penitenza sta lì: è la Chiesa di Piacenza-Bobbio che vuole chiedere al Signore la purificazione dei suoi peccati, per potersi presentare nella sua bellezza come la sposa che il Signore ha amato e purificato. In questo cammino penitenziale, che è tutta la Chiesa, ci sta evidentemente il cammino di ciascuno di noi, perché la Chiesa alla fine la facciamo noi con le nostre fedeltà e i nostri gesti di carità e di fraternità e purtroppo anche con i nostri egoismi ed orgogli. 
27/02/2000 Pellegrini a Roma (200002271)  Luciano Monari, Pellegrini a Roma (200002271) Data Copyright: 2000 Data pubblicazione: 27 febbraio 2000 Id: Monari:200002271 L’alleanza tra Dio e il popolo eletto, che è descritta da Osea come un matrimonio, è una delle realtà più importanti e delle più belle. Il Signore ha amato Israele quando era servo in Egitto e si è mosso a liberarlo; ha diviso il mare in due parti, perché Israele potesse uscire verso la libertà nella pienezza della vita e della gioia. Ha accompagnato questo popolo nel deserto; è stato in qualche modo il periodo del fidanzamento, il periodo in cui Israele poteva incominciare a conoscere la fedeltà e la premura di Dio. 
08/06/2000 Giubileo dei Sacerdoti: Assemblea (200006081)  Luciano Monari, Giubileo dei Sacerdoti: Assemblea (200006081) Data Copyright: 2000 Data pubblicazione: 08 giugno 2000 Id: Monari:200006081 Sono ormai cinque anni da quando il Signore mi ha posto a servire come Vescovo nella Chiesa piacentino-bobbiese. I motivi di ringraziamento sono tanti, la fede ricca di tradizione e di esperienza che ho trovato in questa Chiesa che amo rappresenta un Presbiterio numeroso e fedele dal quale mi sono sentito pienamente accolto, le occasioni che mi sono offerte per annunciare il Vangelo a tutti in ogni tempo e maniera sono doni del Signore per i quali posso solo essere riconoscente. 
18/11/2000 Udienza Giubilare (20001118)  Luciano Monari, Udienza Giubilare (20001118) Data Copyright: 2000 Data pubblicazione: 18 novembre 2000 Id: Monari:20001118 Noi tutti, pellegrini della Chiesa di Piacenza-Bobbio, ringraziamo il Signore che ha guidato i nostri passi fino qui alla Chiesa santa di Roma, che gli Apostoli Pietro e Paolo hanno resa bella con la testimonianza del loro Vangelo. 
24/11/2000 Giubileo per tutti i lavoratori (200011241)  Luciano Monari, Giubileo per tutti i lavoratori (200011241) Data Copyright: 2000 Data pubblicazione: 24 novembre 2000 Id: Monari:200011241 In questo anno giubilare ho colto con gioia la grande sensibilità e la buona partecipazione delle varie componenti del mondo del lavoro alle celebrazioni indette per loro a vari livelli, a Roma come a Piacenza. 
05/01/2001 Oggi a Piacenza termina il Giubileo (200101051)  Luciano Monari, Oggi a Piacenza termina il Giubileo (200101051) Data Copyright: 2001 Data pubblicazione: 05 gennaio 2001 Id: Monari:200101051 Non dovrebbe essere impossibile fare un bilancio delle manifestazioni religiose e culturali del Giubileo: celebrazioni, pellegrinaggi, mostre, concerti, Messe e Sacramenti. Anche un bilancio economico dovrebbe essere facile e certamente qualcuno lo stilerà. Ma il Giubileo evidentemente non è questo; e fare un bilancio corretto sembra impossibile: come verificare la partecipazione del cuore ai gesti religiosi? Come quantificare la ricaduta dei gesti religiosi sulla vita quotidiana? Eppure, proprio questo il Giubileo voleva ottenere. 
01/01/2002 Dal Nuovo Giornale ci attendiamo tanto (20020108)  Dopo quasi trentasei anni di lavoro, monsignor Ciatti lascia la direzione del Nuovo Giornale. A lui il più che doveroso ringraziamento e una sincera riconoscenza per il modo in cui ha svolto il suo servizio, con grande impegno professionale e un senso forte ecclesiale; da prete e da giornalista. 
08/04/2006 Una danza di speranza (20060408)  Gesù è la via, semplicemente perché tutta la sua vita è stata vissuta in obbedienza a Dio. Non è la via che Lui si è inventata, che Lui ha preferito e scelto. No, è l’obbedienza che il Padre gli ha dato da compiere. Gesù si è sottomesso a questa obbedienza e per questo la sua via umana è la via di Dio, la via. 
14/11/2010 Dichiarazione sul presidio degli immigrati a Brescia (20101114)  Esprimo un grazie riconoscente a padre Mario Toffari che, a nome mio e di tutta la diocesi, segue fin dall’inizio, con intelligenza e con cuore, la dolorosa vicenda della protesta di alcuni immigrati. 
06/10/2007 Immigrazione: come interroga la comunità cristiana (200710061)  Luciano Monari, Immigrazione: come interroga la comunità cristiana (200710061). L’identità del cristiano è come un popolo pellegrino Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 06 ottobre 2007 Id: Monari:200710061 Ricordati che l’esperienza dell’essere forestiero è innanzitutto una esperienza tua, che tu stesso hai sperimentato la incertezza, la provvisorietà, di una condizione di non possesso, di abitazione presso altro popolo, e che in questa situazione il Signore ti è stato vicino e ti ha condotto per mano verso la libertà, verso la pienezza, della tua esperienza di popolo 
01/09/2005 Testimoni di Cristo risorto (20050901)  Noi siamo convinti che l’annuncio del risorto è sorgente «di una speranza viva, per un’eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce» (1 Pt 1,4); ma dobbiamo convincere gli uomini di questa realtà. Ci riusciremo? E come? Questo è il nodo. 
01/04/2006 Giovani nella Chiesa, cose nuove e cose antiche (20060401)  Già dal titolo che i promotori di questa ricerca hanno voluto dare al loro lavoro si può capire che l’azione della Chiesa, forse proprio con il mondo giovanile, è di fronte alla sua più impegnativa ma affascinante sfida. 
03/09/1995 La vita e la fede, tutta “un’avventura” (199509031)  Luciano Monari, La vita e la fede, tutta “un’avventura” (199509031) Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 03 settembre 1995 Responsabili: Davide Maloberti Id: Monari:199509031 Articolo Intervista di don Davide Maloberti apparso sul supplemento del settimanale cattolico diocesano “Il Nuovo Giornale” dal titolo “Ecco la tua Chiesa” – Domenica 3 settembre 1995 
03/09/1995 La vita e la fede, tutta “un’avventura” (199509031)  Luciano Monari, La vita e la fede, tutta “un’avventura” (199509031) Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 03 settembre 1995 Responsabili: Davide Maloberti Id: Monari:199509031 Articolo Intervista di don Davide Maloberti apparso sul supplemento del settimanale cattolico diocesano “Il Nuovo Giornale” dal titolo “Ecco la tua Chiesa” – Domenica 3 settembre 1995 
03/09/1995 La vita e la fede, tutta “un’avventura” (199509031)  Luciano Monari, La vita e la fede, tutta “un’avventura” (199509031) Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 03 settembre 1995 Responsabili: Davide Maloberti Id: Monari:199509031 Articolo Intervista di don Davide Maloberti apparso sul supplemento del settimanale cattolico diocesano “Il Nuovo Giornale” dal titolo “Ecco la tua Chiesa” – Domenica 3 settembre 1995 
03/09/1995 La vita e la fede, tutta “un’avventura” (199509031)  Luciano Monari, La vita e la fede, tutta “un’avventura” (199509031) Data Copyright: 1995 Data pubblicazione: 03 settembre 1995 Responsabili: Davide Maloberti Id: Monari:199509031 Articolo Intervista di don Davide Maloberti apparso sul supplemento del settimanale cattolico diocesano “Il Nuovo Giornale” dal titolo “Ecco la tua Chiesa” – Domenica 3 settembre 1995 
01/01/1997 Rispettare persone e culture (19971024)  Prendendo spunto da questo viaggio – osserva mons. Monari – mi sento di dire che le comunità cristiane diventino vere comunità. A Montreal ci sono persone incaricate di quella che viene chiamata l’accoglienza. Quando si va in chiesa ci sono appositi incaricati. Ti salutano, ti chiedono come va, ecc. Ritengo però che quella veramente preziosa sia l’accoglienza a 360 gradi. 
01/01/1997 Società confusa, serve una nuova evangelizzazione (19970105)  Ha un senso fondamentale perché dovrebbe aiutare a riscoprire che l’Eucaristia è davvero il nucleo generatore della comunità cristiana, contiene il suo Dna. Se vogliamo che questa comunità diventi sempre più se stessa bisogna non solo che faccia l’Eucaristia, ma che tale esperienza sia cosi forte da plasmarla, cioè da darle le strutture spirituali fondamentali e in questo credo che ci sia ancora molto da lavorare. 
06/04/1997 Il segreto di tanto consenso? «Sono aperto a tutti» (199704061)  Luciano Monari, Il segreto di tanto consenso? «Sono aperto a tutti» (199704061) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 06 aprile 1997 Responsabili: Tiziana Pisati (intervistatore) & Tiziana Pisati Id: Monari:199704061 Il vescovo di Piacenza-Bobbio Luciano Monari sul podio del sondaggio di “Libertà” con 6.123 preferenze. Le sue doti di grande comunicatore. Soddisfatto e con una speranza: «Vorrei che fosse Gesù il vero destinatario di questi voti». 
01/01/1998 Aiutare il Brasile aiuta i piacentini (19980813)  Il vescovo monsignor Luciano Monari è rientrato, nel tardo pomeriggio di lunedì, dal Brasile dove per oltre tre settimane ha compiuto una visita pastorale ai preti diocesani che operano, come missionari, nel grande Paese americano. Tutto si è svolto secondo il programma. Monsignor Monari, al suo rientro, si è mostrato visibilmente soddisfatto; contenti anche gli altri membri della delegazione che hanno avuto modo di avvicinare un’altra realtà pastorale in un clima di grande amicizia. 
01/01/1998 Si può pregare anche per il Calcio ma con ironia (19980424)  Eccellenza, c’è qualche cosa di contrario alla dottrina cristiana o alla morale nel pregare per la salvezza non dell’anima ma per quella di una squadra di calcio? 
07/06/1998 Vescovo Luciano, lei non è mai stato al circo? (199806071)  Luciano Monari, Vescovo Luciano, lei non è mai stato al circo? (199806071) Data Copyright: 1998 Data pubblicazione: 07 giugno 1998 Responsabili: Marco Corradini Id: Monari:199806071 Eccome. Io avevo la fortuna di abitare in una piazza dove mettevano i tendoni i circhi, quando ero piccolo. E quindi avevo la possibilità di andarci frequentemente, e volentieri. Soprattutto mi piacevano i pagliacci: erano la parte più interessante. 
01/11/1998 Intervista al nostro Vescovo (1998110111)  Luciano Monari, Intervista al nostro Vescovo (1998110111) Data Copyright: 01 novembre 1998 Data pubblicazione: 01 novembre 1998 Id: Monari:1998110111 Ho trovato in tutta la zona di Bedonia un’ottima accoglienza, non solo nelle comunità parrocchiali ma anche in tutte le realtà sociali e culturali. È evidente che c’è un tessuto religioso solido, con radici antiche e profonde. Questo permette di lavorare con grandi speranze. 
01/01/2000 Al rientro dal viaggio in Canada (20001013)  Per la seconda volta quest’anno il vescovo monsignor Luciano Monari ha attraversato l’oceano per visitare i missionari piacentini impegnati nelle Americhe: in luglio è stato dai sacerdoti diocesani impegnati in Brasile; nei giorni scorsi è stato in Canada e negli Stati Uniti. 
01/01/2000 Rapporti più stretti col Brasile (20000803)  Mons. Monari parla della sua visita ai missionari che operano nel Paese sudamericano 
01/01/2000 Si può sconfiggere la paura (20001129)  All’inizio l’Aids era una malattia “fatale”; non c’erano cure che potessero fermarla e chi ne era colpito iniziava un cammino consapevole verso la morte; parallelamente chi veniva diagnosticato come siero-positivo cominciava a vivere una stagione di ansia: prima o poi l’Aids si sarebbe manifestato con tutto il suo corredo di sofferenze e con l’inevitabile esisto infausto. 
14/05/2005 Mons. Luciano Monari a Teleponte (200505141)  Luciano Monari, Mons. Luciano Monari a Teleponte (200505141) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 14 maggio 2005 Id: Monari:200505141 C’è invece una forte consapevolezza del valore e del significato che ha un Sacramento come questo e una speranza grande. Di solito quando impartisco il Sacramento della Cresima, il sentimento più forte che provo è quello della Speranza. 
24/04/2006 Un dono per la comunione della nostra Chiesa (20060424)  Fuori incontro abbiamo posto a mons. Monari due domande più dirette sull’evento che stiamo per vivere: Cosa significa per una Diocesi come la nostra, che lei ben conosce, ricevere un Vescovo Ausiliare? 
17/10/2006 Ci chiama l’amore al nostro tempo (200610171)  Luciano Monari, Ci chiama l’amore al nostro tempo (200610171) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 17 ottobre 2006 Responsabili: Marco Girardo Id: Monari:200610171 Il Convegno cade al centro dei decenni pastorali. È un tempo di riflessione che la Chiesa italiana si dà per verificare il suo cammino 
17/10/2006 Ci chiama l’amore al nostro tempo (200610171)  Luciano Monari, Ci chiama l’amore al nostro tempo (200610171) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 17 ottobre 2006 Responsabili: Marco Girardo Id: Monari:200610171 Il Convegno cade al centro dei decenni pastorali. È un tempo di riflessione che la Chiesa italiana si dà per verificare il suo cammino 
17/10/2006 Ci chiama l’amore al nostro tempo (200610171)  Luciano Monari, Ci chiama l’amore al nostro tempo (200610171) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 17 ottobre 2006 Responsabili: Marco Girardo Id: Monari:200610171 Il Convegno cade al centro dei decenni pastorali. È un tempo di riflessione che la Chiesa italiana si dà per verificare il suo cammino 
17/10/2006 Ci chiama l’amore al nostro tempo (200610171)  Luciano Monari, Ci chiama l’amore al nostro tempo (200610171) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 17 ottobre 2006 Responsabili: Marco Girardo Id: Monari:200610171 Il Convegno cade al centro dei decenni pastorali. È un tempo di riflessione che la Chiesa italiana si dà per verificare il suo cammino 
18/10/2006 Laici, veri responsabili della fede (20061018)  Il clima è bello e si sta scaldando, l’esperienza è molto positiva per alcune relazioni sentite a cui abbiamo reagito con passione 
20/10/2006 Dal Papa una grande lezione di vita (20061020)  Una bellissima giornata, affettuosa e ricca, il Santo Padre ha tenuto una relazione che, per i temi sviluppati, può sembrare una lettera Enciclica alla Chiesa italiana, poi c’è stata l’Eucaristia con la città di Verona e con tutto il Veneto nello stadio, un momento di grande commozione anche per lo stesso Papa, credo 
02/02/2007 Il Papa? Un uomo affabile e sereno (20070202)  Per essere Chiesa, la Chiesa di Piacenza-Bobbio occorre che sia cattolica, cioè universale, attraverso la comunione con tutti i vescovi. La garanzia di questa comunione è data dalla comunione con la Chiesa di Roma, che fa da centro. Attraverso la comunione con la Chiesa di Roma siamo in comunione con tutte le Chiese. Abbiamo garanzia di essere dentro la fede cattolica e dentro la communio cattolica. 
01/03/2007 Famiglia e vita (200703012)  Luciano Monari, Famiglia e vita (200703012). La gioia di vivere: medicina del cuore Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 01 marzo 2007 Id: Monari:200703012 Quello che tiene in piedi le famiglie è una specie di patto fra le persone e la vita; un individuo si sposa perché crede nella vita, mette al mondo un figlio perché crede nella vita ed è proprio in questo contesto che la vita ha il suo sostegno e la sua espressione più significativa e più bella, quella fondamentale. 
01/03/2007 Intervista straordinaria (200703017)  Luciano Monari, Intervista straordinaria (200703017) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 01 marzo 2007 Id: Monari:200703017 Legare la fede con i comportamenti quotidiani, ossia voler bene al Signore e a tutti, in tutti gli ambienti e occasioni, perché siamo in una società in cui si tende ad adattarsi all’ambiente in cui ci si trova, mettendo a rischio identità e coerenza 
29/03/2007 Non potevamo tacere. Lo esigeva la famiglia (200703292)  Effettivamente tutti i vescovi italiani hanno già parlato del problema, con dichiarazioni pubbliche o interventi diretti alle loro diocesi. Ma era giusto che anche il Consiglio permanente, il quale rappresenta tutti i vescovi italiani, attraverso i presidenti delle conferenze regionali, prendesse una posizione unica. 
27/07/2007 Intervista al nuovo Vescovo di Brescia: Luciano Monari (20070727)  Quello dei rapporti tra il Vescovo e la sua Chiesa è un tema molto importante. In modo particolare con i sacerdoti deve esserci quasi una sorta di identificazione. Il Vescovo e il suo presbiterio, infatti, devono essere una cosa sola, devono avere i medesimi desideri, gli stessi progetti. 
01/10/2007 L’Ospite (200710012)  Luciano Monari, L’Ospite (200710012). Ma Piacenza sa essere mamma? Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 01 ottobre 2007 Id: Monari:200710012 Non è facilissimo: perché penso che la diminuzione di capacità materna sia un problema che oggi riguarda tutti. Fuor di metafora, partiamo dal fatto che si mettono al mondo pochi figli: già questo ci dice che viviamo in una società preoccupata soprattutto di difendere quel che ha, più che di aprirsi a esperienze nuove. 
01/10/2007 L’Ospite (200710012)  Luciano Monari, L’Ospite (200710012). Ma Piacenza sa essere mamma? Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 01 ottobre 2007 Id: Monari:200710012 Non è facilissimo: perché penso che la diminuzione di capacità materna sia un problema che oggi riguarda tutti. Fuor di metafora, partiamo dal fatto che si mettono al mondo pochi figli: già questo ci dice che viviamo in una società preoccupata soprattutto di difendere quel che ha, più che di aprirsi a esperienze nuove. 
01/10/2007 L’Ospite (200710012)  Luciano Monari, L’Ospite (200710012). Ma Piacenza sa essere mamma? Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 01 ottobre 2007 Id: Monari:200710012 Non è facilissimo: perché penso che la diminuzione di capacità materna sia un problema che oggi riguarda tutti. Fuor di metafora, partiamo dal fatto che si mettono al mondo pochi figli: già questo ci dice che viviamo in una società preoccupata soprattutto di difendere quel che ha, più che di aprirsi a esperienze nuove. 
01/10/2007 L’Ospite (200710012)  Luciano Monari, L’Ospite (200710012). Ma Piacenza sa essere mamma? Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 01 ottobre 2007 Id: Monari:200710012 Non è facilissimo: perché penso che la diminuzione di capacità materna sia un problema che oggi riguarda tutti. Fuor di metafora, partiamo dal fatto che si mettono al mondo pochi figli: già questo ci dice che viviamo in una società preoccupata soprattutto di difendere quel che ha, più che di aprirsi a esperienze nuove. 
12/10/2007 Presentazione della pubblicazione sui 40 anni della missione in Brasile (20071012)  Però la Chiesa di Piacenza-Bobbio è una bella Chiesa, perché il Signore ci ha lavorato e ci lavora, e l’esperienza dei preti Fidei donum è un segno evidentissimo di questa azione della grazia del Signore in mezzo a noi. 
16/11/2007 Amare la Scrittura per amare e apprezzare la vita (200711161)  Luciano Monari, Amare la Scrittura per amare e apprezzare la vita (200711161) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 16 novembre 2007 Responsabili: Giuseppe Mensi (intervistatore) & Giuseppe Mensi Id: Monari:200711161 Bisognerebbe ripercorrere tutto il testo per vedere quali sono stati i cambiamenti. La revisione è stata fatta versetto per versetto, per cui non ci sono delle parti che sono state più cambiate di altre. Probabilmente quello che colpisce di più, perché in quel caso è stato fatto un lavoro più puntiglioso, è la revisione dei salmi. 
01/12/2007 Il cammino fecondo dell’Esodo (20071201)  Luciano Monari, Il cammino fecondo dell’Esodo (20071201). Intervista Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 01 dicembre 2007 Responsabili: Angelo Bertani (intervistatore) & Angelo Bertani Id: Monari:20071201 Da bambini abbiamo imparato le preghiere del mattino. Quando apri gli occhi per prima cosa rivolgi il pensiero a Dio che ti ha creato e ringrazia: “Ti adoro, mio Dio, ti amo con tutto il cuore, ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte”. Piccola cosa, questa preghiera, ma preziosa perché ridimensiona le paure e si affida a un amore più grande. Quando ringraziamo non siamo più soli nella fredda immensità dell’universo, abbiamo un po’ meno paura del futuro 
01/12/2007 Il cammino fecondo dell’Esodo (20071201)  Luciano Monari, Il cammino fecondo dell’Esodo (20071201). Intervista Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 01 dicembre 2007 Responsabili: Angelo Bertani (intervistatore) & Angelo Bertani Id: Monari:20071201 Da bambini abbiamo imparato le preghiere del mattino. Quando apri gli occhi per prima cosa rivolgi il pensiero a Dio che ti ha creato e ringrazia: “Ti adoro, mio Dio, ti amo con tutto il cuore, ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte”. Piccola cosa, questa preghiera, ma preziosa perché ridimensiona le paure e si affida a un amore più grande. Quando ringraziamo non siamo più soli nella fredda immensità dell’universo, abbiamo un po’ meno paura del futuro 
01/12/2007 Il cammino fecondo dell’Esodo (20071201)  Luciano Monari, Il cammino fecondo dell’Esodo (20071201). Intervista Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 01 dicembre 2007 Responsabili: Angelo Bertani (intervistatore) & Angelo Bertani Id: Monari:20071201 Da bambini abbiamo imparato le preghiere del mattino. Quando apri gli occhi per prima cosa rivolgi il pensiero a Dio che ti ha creato e ringrazia: “Ti adoro, mio Dio, ti amo con tutto il cuore, ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte”. Piccola cosa, questa preghiera, ma preziosa perché ridimensiona le paure e si affida a un amore più grande. Quando ringraziamo non siamo più soli nella fredda immensità dell’universo, abbiamo un po’ meno paura del futuro 
01/12/2007 Il cammino fecondo dell’Esodo (20071201)  Luciano Monari, Il cammino fecondo dell’Esodo (20071201). Intervista Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 01 dicembre 2007 Responsabili: Angelo Bertani (intervistatore) & Angelo Bertani Id: Monari:20071201 Da bambini abbiamo imparato le preghiere del mattino. Quando apri gli occhi per prima cosa rivolgi il pensiero a Dio che ti ha creato e ringrazia: “Ti adoro, mio Dio, ti amo con tutto il cuore, ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte”. Piccola cosa, questa preghiera, ma preziosa perché ridimensiona le paure e si affida a un amore più grande. Quando ringraziamo non siamo più soli nella fredda immensità dell’universo, abbiamo un po’ meno paura del futuro 
25/02/2008 Il Vescovo Monari intervistato su ReteBrescia sul problema della Famiglia (20080225)  Sì, credo che la famiglia è una istituzione che ha una funzione precisa nel cammino della crescita della società, e la funzione è quella della trasmissione della vita che evidentemente permette alla società di sopravvivere. Allora la famiglia è essenzialmente quello. 
01/10/2008 Mons. Monari: se la Parola è egemone (200810011)  Luciano Monari, Mons. Monari: se la Parola è egemone (200810011) Data Copyright: 2008 Data pubblicazione: 01 ottobre 2008 Responsabili: Annachiara Valle Id: Monari:200810011 La sua prima lettera pastorale per la Chiesa bresciana, di cui è vescovo da poco più di un anno, ha voluto dedicarla alla Parola di Dio. 
02/11/2008 La Chiesa ricomincia dalla Parola (20081102)  Luciano Monari, La Chiesa ricomincia dalla Parola (20081102) Data Copyright: 2008 Data pubblicazione: 02 novembre 2008 Responsabili: Massimo Tedeschi (curatore) Id: Monari:20081102 Monsignor Luciano Monari era uno dei quattro componenti della delegazione italiana al sinodo mondiale. Così racconta la sua esperienza 
21/11/2008 Sconfitta l’umanità dell’uomo (20081121)  Nel caso di Eluana Englaro, “è stata sconfitta l’umanità dell’uomo”, perché “abbiamo rinunciato a essere quello che dobbiamo diventare”. 
21/11/2008 Sconfitta l’umanità dell’uomo (20081121)  Nel caso di Eluana Englaro, “è stata sconfitta l’umanità dell’uomo”, perché “abbiamo rinunciato a essere quello che dobbiamo diventare”. 
21/11/2008 Sconfitta l’umanità dell’uomo (20081121)  Nel caso di Eluana Englaro, “è stata sconfitta l’umanità dell’uomo”, perché “abbiamo rinunciato a essere quello che dobbiamo diventare”. 
21/11/2008 Sconfitta l’umanità dell’uomo (20081121)  Nel caso di Eluana Englaro, “è stata sconfitta l’umanità dell’uomo”, perché “abbiamo rinunciato a essere quello che dobbiamo diventare”. 
02/01/2009 Intervista a Mons. Luciano Monari (20090102)  Il Vescovo ha tracciato un bilancio dell’anno appena concluso e, di conseguenza, dei suoi primi quattordici mesi a Brescia. Una realtà da cui si sente pienamente accolto e di cui riesce a leggere problemi e difficoltà. La Chiesa e la società bresciane sono chiamate a confrontarsi con le grandi sfide della modernità. 
06/11/2009 Legami Fraterni (20091106)  È la sfida che abbiamo davanti. Il discorso è abbastanza chiaro. L’incarnazione della fede è l’amore. I bresciani sono famosi per essere dei lavoratori accaniti. Il lavoro può essere vissuto nell’ottica puramente individuale dell’arricchimento personale o può essere vissuto come dedizione alla società. In questo secondo caso c’è coerenza tra la fede e il vissuto, se siamo innestati nell’amore di Dio e viviamo legami di amore fraterno 
08/11/2009 Brescia nel nome di Montini (20091108)  È una città fiera del “suo” Papa, anche se a Brescia Paolo VI, Giovanni Battista Montini, visse poco. Ma qui, nella “Leonessa d’Italia”, maturò la vocazione e qui la sua famiglia ha legato alla storia della città riflessioni e impegno. 
21/01/2010 Monari, la sfida dell’accoglienza (20100121)  Brescia non sarebbe la stessa senza immigrati e non vivrebbe altrettanto bene, una parte della nostra ricchezza la dobbiamo a loro. La reazione è fondamentalmente positiva; ci sono dei sentimenti individuali di rifiuto e non accoglienza ma finché ci saranno lavoro, sviluppo economico e relazioni sociali le difficoltà saranno superate facilmente. 
21/01/2010 Monari, la sfida dell’accoglienza (20100121)  Brescia non sarebbe la stessa senza immigrati e non vivrebbe altrettanto bene, una parte della nostra ricchezza la dobbiamo a loro. La reazione è fondamentalmente positiva; ci sono dei sentimenti individuali di rifiuto e non accoglienza ma finché ci saranno lavoro, sviluppo economico e relazioni sociali le difficoltà saranno superate facilmente. 
21/01/2010 Monari, la sfida dell’accoglienza (20100121)  Brescia non sarebbe la stessa senza immigrati e non vivrebbe altrettanto bene, una parte della nostra ricchezza la dobbiamo a loro. La reazione è fondamentalmente positiva; ci sono dei sentimenti individuali di rifiuto e non accoglienza ma finché ci saranno lavoro, sviluppo economico e relazioni sociali le difficoltà saranno superate facilmente. 
21/01/2010 Monari, la sfida dell’accoglienza (20100121)  Brescia non sarebbe la stessa senza immigrati e non vivrebbe altrettanto bene, una parte della nostra ricchezza la dobbiamo a loro. La reazione è fondamentalmente positiva; ci sono dei sentimenti individuali di rifiuto e non accoglienza ma finché ci saranno lavoro, sviluppo economico e relazioni sociali le difficoltà saranno superate facilmente. 
09/09/2011 Prosegue ad Ancona il Congresso eucaristico nazionale (20110909)  Prosegue ad Ancona il Congresso eucaristico nazionale 
18/01/2012 Brescia: questo è il tempo della responsabilità (20120118)  Luciano Monari, Brescia: questo è il tempo della responsabilità (20120118). La pratica religiosa è radicata ma la fede deve rinnovarsi Data Copyright: 2012 Data pubblicazione: 18 gennaio 2012 Responsabili: Massimo Tedeschi (Intervistatore) Id: Monari:20120118 In tempi di penuria di guide, di maestri di vita, di autorità morali, in tanti – non solo cattolici – guardano a lui. All’inquilino del primo piano di piazzetta Vescovado. Al biblista di scuola martiniana giunto a Brescia il 14 ottobre del 2007 e impostosi per la cultura vasta, l’intelligenza acuta, la misura e la nettezza delle prese di posizione su temi spinosi. Monsignor Luciano Monari, che compirà 70 anni il prossimo 28 marzo, non si sottrae a questo ruolo. Senza protagonismo. Senza rinunciare a uno sguardo paterno ma critico sulla “sua” Chiesa. E sulla terra che l’ha adottato, e che lui ha adottato, da quasi cinque anni. 
30/03/1996 Giovedì Santo, appuntamento con la Messa Crismale (19960330)  Luciano Monari, Giovedì Santo, appuntamento con la Messa Crismale (19960330) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 30 marzo 1996 Id: Monari:19960330 L’appuntamento tradizionale del Giovedì Santo è diventato sempre più importante per il presbiterio diocesano. Tutti i sacerdoti, insieme col vescovo, fanno memoria del sacerdozio di Cristo, rinnovando la coscienza della comunione sacramentale che li lega, ripartono con la forza dello Spirito per annunciare il Vangelo al mondo intero e per servire le comunità cristiane loro affidate. È un momento prezioso di edificazione della Chiesa locale di Piacenza-Bobbio. 
01/01/1998 Padre, ho peccato contro il cielo e contro di te (19980401)  Era stato il profeta Gioele che, nella liturgia delle Ceneri, aveva invitato il popolo di Dio ad indire un’assemblea per fare penitenza davanti a Dio e ottenere da Lui il perdono e la misericordia. Diceva il profeta che a questa assemblea devono partecipare tutti: i giovani, gli anziani, i bambini lattanti, lo sposo e la sposa e i sacerdoti; cioè tutto il popolo di Dio nelle sue espressioni deve coralmente chiedere il perdono di Dio (cfr. Gl 2,12-18). Così abbiamo cominciato il cammino quaresimale. 
01/01/1997 Dio ha tanto amato il mondo… (19970305)  Il cammino della Quaresima ha due momenti. Il primo è la conversione, il secondo è la contemplazione e la conoscenza del Signore. Naturalmente sono due momenti legati tra di loro perché la “conversione” vuol dire: ritornare verso il Signore; e “conoscere il Signore” vuol dire: trasformare la nostra vita. 
01/01/1997 Il nuovo tempio (19970226)  Questa sera siamo invitati ad accogliere il Signore che viene sempre con la forza del suo amore e con l’energia della sua Parola per purificare noi che siamo la sua Chiesa. La Parola di Dio effettivamente è forza di purificazione: mettendoci alla presenza del Signore ci libera dalla nostra solitudine e quindi spacca i nostri egocentrismi e le chiusure in noi stessi; poi ci rivela l’amore del Signore e ci obbliga a confrontarci con la ricchezza della sua generosità e misericordia; e poi ci dà una speranza che, nonostante i nostri limiti e miserie, rende possibile la comunione con Lui e con i fratelli. Accogliamo la venuta del Signore con gioia, anche se la purificazione ci chiede una conversione e un cambiamento del cuore, però ha una dimensione di salvezza. 
01/01/1997 Il Signore è bontà e misericordia (19970319)  Siamo convocati per rendere gloria a Dio con il riconoscimento del nostro peccato e con la proclamazione della sua verità (giustizia e amore) che vince i nostri egoismi e cattiverie. Preghiamo Dio nostro Padre, perché ci doni la grazia della conversione e della vita nuova in Cristo nostro Signore. 
01/01/1997 Questi è il Figlio mio prediletto ascoltatelo! (19970219)  Siamo invitati a salire il monte della Trasfigurazione per riuscire ad intravedere qualche cosa della bellezza e della gloria del Signore risorto; per avere il coraggio e la forza di percorrere il cammino quaresimale con decisione, anche nei momenti di tribolazione e di sofferenza quando il cammino conduce verso il calvario e la croce. È nell’imitazione del Signore che abbiamo iniziato una settimana fa la nostra esperienza ecclesiale di conversione e di preparazione alla Pasqua. La celebrazione di questa sera ci vuole invitare a continuare il cammino con grande decisione, tenendo davanti ai nostri occhi la gloria del Signore perché questa ci permetta di portare il peso e la fatica del cammino con gioia. 
01/01/1997 Se il chicco di grano non muore… (19970312)  Il vangelo di Giovanni ci introduce ad una comprensione originale del mistero della Pasqua, della croce del Signore. S. Paolo vede la croce come il momento del massimo abbassamento di Cristo (cfr. Col 1,24), al quale Dio risponde con l’innalzamento della risurrezione. S. Giovanni mescola i due piani, per cui già nella croce vede la gloria, la vittoria e l’innalzamento di Cristo, la sua risurrezione e ascensione al Padre (cfr. Gv 12,32). 
01/10/2004 I Francescani e l’Immacolata (Monari 200410011)  Luciano Monari, I Francescani e l’Immacolata (Monari 200410011). Dalla Donna della Genesi alla Donna dell’Apocalisse Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 01 ottobre 2004 Serie: La settimana francescana 19 Id: Monari:200410011 È insieme che uomo e donna possono esercitare quella sovranità – sovranità delegata, sovranità vicaria in nome di Dio, s’intende secondo la volontà di Dio – sul mondo. Quindi non una sovranità tirannica, per cui si può fare quello che si vuole del mondo, ci mancherebbe altro! 
01/10/2004 I Francescani e l’Immacolata (Monari 200410011)  Luciano Monari, I Francescani e l’Immacolata (Monari 200410011). Dalla Donna della Genesi alla Donna dell’Apocalisse Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 01 ottobre 2004 Serie: La settimana francescana 19 Id: Monari:200410011 È insieme che uomo e donna possono esercitare quella sovranità – sovranità delegata, sovranità vicaria in nome di Dio, s’intende secondo la volontà di Dio – sul mondo. Quindi non una sovranità tirannica, per cui si può fare quello che si vuole del mondo, ci mancherebbe altro! 
01/10/2004 I Francescani e l’Immacolata (Monari 200410011)  Luciano Monari, I Francescani e l’Immacolata (Monari 200410011). Dalla Donna della Genesi alla Donna dell’Apocalisse Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 01 ottobre 2004 Serie: La settimana francescana 19 Id: Monari:200410011 È insieme che uomo e donna possono esercitare quella sovranità – sovranità delegata, sovranità vicaria in nome di Dio, s’intende secondo la volontà di Dio – sul mondo. Quindi non una sovranità tirannica, per cui si può fare quello che si vuole del mondo, ci mancherebbe altro! 
01/10/2004 I Francescani e l’Immacolata (Monari 200410011)  Luciano Monari, I Francescani e l’Immacolata (Monari 200410011). Dalla Donna della Genesi alla Donna dell’Apocalisse Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 01 ottobre 2004 Serie: La settimana francescana 19 Id: Monari:200410011 È insieme che uomo e donna possono esercitare quella sovranità – sovranità delegata, sovranità vicaria in nome di Dio, s’intende secondo la volontà di Dio – sul mondo. Quindi non una sovranità tirannica, per cui si può fare quello che si vuole del mondo, ci mancherebbe altro! 
09/12/2005 Si tratta di riflessi anticlericali (Monari 20051209)  Luciano Monari, Si tratta di riflessi anticlericali (Monari 20051209) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 09 dicembre 2005 Responsabili: Davide Maloberti (curatore) Id: Monari:20051209 Non ci sono grosse tensioni all’interno dell’Episcopato italiano. A qualcuno questo dà fastidio perché vorrebbe che i vescovi fossero divisi tra loro, come se questo solo potesse essere un segno di libertà. A me sembra che l’accordo tra i vescovi sia un elemento positivo. 
01/01/2000 Imprenditori e dirigenti in dialogo tra loro e con il Vescovo (20000203)  Ho cercato di leggere con attenzione tutti gli interventi che sono stati fatti nell’incontro del 25 novembre scorso. Ora tocca a me cercare di rispondere, e lo faccio volentieri, anche se con qualche timore. Perché il mondo dell’imprenditoria è complesso; vi s’intrecciano dimensioni diverse, tanto che non credo sia facile orientarsi nemmeno per gli imprenditori. Allora, come avventurarmi in un campo di cui non ho esperienza personale? Non c’è il rischio di prendere degli abbagli? Di vedere quello che non c’è e di trascurare invece degli elementi decisivi per un’analisi corretta della realtà? 
23/04/2011 Monari scrive ai panificatori (20110423)  Luciano Monari, Monari scrive ai panificatori (20110423) Data Copyright: 23 aprile 2011 Data pubblicazione: 23 aprile 2011 Id: Monari:20110423 È proprio così importante avere sempre il pane appena cotto? Non si può, per un giorno, accettare di mangiare il pane del giorno prima per lasciare lo spazio di riposo a una famiglia? 
01/01/2000 Beati voi (200001016)  Luciano Monari, Beati voi (200001016) Data Copyright: 01 gennaio 2000 Data pubblicazione: 01 gennaio 2000 Id: Monari:200001016 Matteo ha collocato le Beatitudini proprio all’inizio dell’attività pubblica di Gesù. La successione è questa: a Cafarnao – una piccola stazione doganale dove il viavai della gente è notevole – Gesù inizia a proclamare che «Il Regno dei Cieli è vicino» (Mt 4,17) e, di conseguenza, a invitare la gente alla conversione; chiama poi i primi discepoli a seguirlo e inizia l’attività: «percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando il Vangelo del Regno e curando ogni sorta di malattie e infermità tra il popolo» (Mt 4,23). 
10/12/2006 L’Annunciazione a Maria (20061210)  Il luogo di Nazaret provo a presentarlo esattamente nella forma della Lectio in senso vero e proprio. La “lectio divina” è un modo di accostare brani della Bibbia facendoli diventare preghiera, dialogo con il Signore. 
10/12/2006 L’Annunciazione a Maria (20061210)  Il luogo di Nazaret provo a presentarlo esattamente nella forma della Lectio in senso vero e proprio. La “lectio divina” è un modo di accostare brani della Bibbia facendoli diventare preghiera, dialogo con il Signore. 
10/12/2006 L’Annunciazione a Maria (20061210)  Il luogo di Nazaret provo a presentarlo esattamente nella forma della Lectio in senso vero e proprio. La “lectio divina” è un modo di accostare brani della Bibbia facendoli diventare preghiera, dialogo con il Signore. 
10/12/2006 L’Annunciazione a Maria (20061210)  Il luogo di Nazaret provo a presentarlo esattamente nella forma della Lectio in senso vero e proprio. La “lectio divina” è un modo di accostare brani della Bibbia facendoli diventare preghiera, dialogo con il Signore. 
01/01/1996 Giornata di sostegno al settimanale diocesano (19960113)  Così mons. Vescovo richiama l’interesse dei sacerdoti e dei fedeli sulla presenza e il servizio del settimanale diocesano 
01/01/1996 Il Vangelo, potenza divina che salva (19960316)  Nella Lettera “Terzo millennio adveniente” il Papa esorta tutta la Chiesa a vivere gli anni che ci separano dal 2000 come un lungo cammino di preparazione al grande giubileo del secondo anno millenario. Naturalmente il numero 2000 non possiede di per sé nessun significato magico né c’interessa sognare qualche avvenimento straordinario che debba aver luogo in quell’anno. 
01/01/1996 Molto da dare, molto da imparare (19960822)  Fratelli carissimi, desidero rendervi partecipi dell’esperienza fatta nel recente viaggio in Brasile dove ho incontrato i missionari piacentini che lavorano all’annuncio del Vangelo in quella terra. È stato un viaggio ricco di esperienze gioiose del quale ringrazio il Signore. 
01/01/1998 Abbattere le barriere architettoniche: nelle chiese e negli edifici parrocchiali (19980912)  Lettera documento indirizzata dal Vescovo alla comunità diocesana. Abbattere le barriere architettoniche nelle chiese e negli edifici parrocchiali. Tale é l’invito che mons. Monari rivolge ai parroci e ai consigli pastorali parrocchiali per rendere accessibili tanti luoghi ai disabili, agli anziani e alle mamme con carrozzine. 
24/09/1998 Lettera in seguito al viaggio in Brasile (199809242)  Luciano Monari, Lettera in seguito al viaggio in Brasile (199809242) Data Copyright: 1998 Data pubblicazione: 24 settembre 1998 Id: Monari:199809242 Per la seconda volta il Signore mi ha concesso la gioia di visitare i nostri missionari diocesani. Dopo il viaggio del 1996, anche quest’anno, dal 15 luglio al 10 agosto, sono stato nelle diverse missioni del Brasile insieme con alcuni sacerdoti, seminaristi e laici legati al Centro Missionario. 
01/01/1999 Sul sostegno economico alla Chiesa (19991107)  “La Chiesa è ricca”, si sente spesso ripetere; e lo si dice, a volte, con un tono aspro di giudizio. Si sottintende: la Chiesa viene da Gesù Cristo. «Cristo: da ricco che era, si fece povero» (2 Cor 8,9), dunque la Chiesa deve fare anch’essa la scelta della povertà. Quando la Chiesa si fa ricca, sceglie una strada che contraddice la sua missione, si adatta al mondo, chiede al mondo una forza che la renda capace di imporsi nella società. Ma questo atteggiamento esprime una mancanza di fede perché cerca la propria forza là dove essa non è. 
26/09/1999 Sulle spese per il culto (199909262)  Luciano Monari, Sulle spese per il culto (199909262). Lettera del Vescovo ai Presbiteri e alle comunità cristiane Data Copyright: 1999 Data pubblicazione: 26 settembre 1999 Id: Monari:199909262 Come probabilmente sapete, all’inizio dell’estate si è svolto un concorso per la sistemazione della zona presbiterale della Cattedrale. A questo concorso hanno partecipato alcuni architetti proponendo soluzioni diverse tra le quali una giuria ha scelto un progetto che, a Dio piacendo, sarà portato a termine nei prossimi mesi. 
01/01/2000 Eutanasia: “Una stanza per la morte” (20000519)  “Il Vescovo mons. Monari interviene sul dibattito dell’eutanasia, alimentato dai ripetuti articoli sul “Corriere della Sera”, l’ultimo martedì 15 maggio 2000, di Indro Montanelli. In questa lettera al settimanale “il nuovo giornale”, il Vescovo fa chiarezza sul problema della vita umana. Per Montanelli, ognuno deve decidere liberamente del proprio futuro. Per la visione cristiana, la vita è qualcosa di più “grande” e non è affatto una questione privata del singolo”. 
01/01/2001 Lettera alla Diocesi (20011214)  Carissimi, durante l’Angelus del 18 novembre il Santo Padre ha invitato tutti i cristiani a unirsi nella preghiera e nel digiuno, venerdì 14 dicembre, perché “quanto più insormontabili sembrano le difficoltà e oscure le prospettive, tanto più insistente deve farsi la nostra preghiera per implorare da Dio il dono della comprensione reciproca, della concordia e della pace”. 
01/01/2001 L’invito del Vescovo ai sacerdoti (20010406)  Torna giovedì prossimo, 12 aprile, il tradizionale appuntamento con la messa Crismale del Giovedì Santo. Con queste parole il vescovo mons. Luciano Monari invita i sacerdoti della diocesi a partecipare. 
01/01/2001 L’invito del Vescovo ai sacerdoti (20010406)  Torna giovedì prossimo, 12 aprile, il tradizionale appuntamento con la messa Crismale del Giovedì Santo. Con queste parole il vescovo mons. Luciano Monari invita i sacerdoti della diocesi a partecipare. 
01/01/2001 L’invito del Vescovo ai sacerdoti (20010406)  Torna giovedì prossimo, 12 aprile, il tradizionale appuntamento con la messa Crismale del Giovedì Santo. Con queste parole il vescovo mons. Luciano Monari invita i sacerdoti della diocesi a partecipare. 
01/01/2001 L’invito del Vescovo ai sacerdoti (20010406)  Torna giovedì prossimo, 12 aprile, il tradizionale appuntamento con la messa Crismale del Giovedì Santo. Con queste parole il vescovo mons. Luciano Monari invita i sacerdoti della diocesi a partecipare. 
01/01/2002 Lettera del Vescovo (20020206)  All’interno di questo itinerario, assume particolare significato anche la tradizionale Colletta “Pro Terra Sancta” del Venerdì Santo, come espressione della nostra comunione con la Chiesa che si trova in Gerusalemme e nella Terra Santa. 
19/05/2002 Centenario del martirio di Sant’Antonino (200205191)  Luciano Monari, Centenario del martirio di Sant’Antonino (200205191) Data Copyright: 2002 Data pubblicazione: 19 maggio 2002 Id: Monari:200205191 Secondo la tradizione il nostro patrono sarebbe stato martirizzato il 4 luglio dell’anno 303 d.C. in territorio piacentino. Nell’imminente ricorrenza liturgica sarà dato quindi avvio in forma ufficiale alle celebrazioni commemorative dei 1700 anni del suo martirio, evento che si protrarrà per tutti i dodici mesi che condurranno alla festa patronale del 4 luglio del prossimo anno 2003. 
19/05/2002 Centenario del martirio di Sant’Antonino (200205191)  Luciano Monari, Centenario del martirio di Sant’Antonino (200205191) Data Copyright: 2002 Data pubblicazione: 19 maggio 2002 Id: Monari:200205191 Secondo la tradizione il nostro patrono sarebbe stato martirizzato il 4 luglio dell’anno 303 d.C. in territorio piacentino. Nell’imminente ricorrenza liturgica sarà dato quindi avvio in forma ufficiale alle celebrazioni commemorative dei 1700 anni del suo martirio, evento che si protrarrà per tutti i dodici mesi che condurranno alla festa patronale del 4 luglio del prossimo anno 2003. 
19/05/2002 Centenario del martirio di Sant’Antonino (200205191)  Luciano Monari, Centenario del martirio di Sant’Antonino (200205191) Data Copyright: 2002 Data pubblicazione: 19 maggio 2002 Id: Monari:200205191 Secondo la tradizione il nostro patrono sarebbe stato martirizzato il 4 luglio dell’anno 303 d.C. in territorio piacentino. Nell’imminente ricorrenza liturgica sarà dato quindi avvio in forma ufficiale alle celebrazioni commemorative dei 1700 anni del suo martirio, evento che si protrarrà per tutti i dodici mesi che condurranno alla festa patronale del 4 luglio del prossimo anno 2003. 
19/05/2002 Centenario del martirio di Sant’Antonino (200205191)  Luciano Monari, Centenario del martirio di Sant’Antonino (200205191) Data Copyright: 2002 Data pubblicazione: 19 maggio 2002 Id: Monari:200205191 Secondo la tradizione il nostro patrono sarebbe stato martirizzato il 4 luglio dell’anno 303 d.C. in territorio piacentino. Nell’imminente ricorrenza liturgica sarà dato quindi avvio in forma ufficiale alle celebrazioni commemorative dei 1700 anni del suo martirio, evento che si protrarrà per tutti i dodici mesi che condurranno alla festa patronale del 4 luglio del prossimo anno 2003. 
01/01/2004 Ai Reverendissimi Sacerdoti della Diocesi di Piacenza-Bobbio (20040325)  Carissimi, anche quest’anno avremo la preziosa opportunità e la gioia di trovarci il Giovedì Santo, 8 aprile alle ore 9,30 in Cattedrale, a celebrare insieme l’Eucaristia, nella quale «è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa». 
21/09/2004 Lettera a tutti i presbiteri (Monari 200409211)  Luciano Monari, Lettera a tutti i presbiteri (Monari 200409211) Data Copyright: 2004 Data pubblicazione: 21 settembre 2004 Id: Monari:200409211 Si sono moltiplicati, in questi ultimi anni, fenomeni di visioni, rivelazioni, apparizioni, illuminazioni, stigmate… tutti eventi che hanno un impatto emotivo forte su molte persone e che suscitano un’eco diffusa sui mezzi di comunicazione di massa. Non è certo facile dare un giudizio su ciascuno di questi fenomeni e distinguere con sicurezza quello che è autentico da quello che non lo è. 
15/12/2004 Il Vescovo desidera incontrare i nostri giovani (20041215)  Carissimo, il motivo di questa lettera è semplice: vorrei avere un contatto diretto con tutti i battezzati che risiedono nel territorio della nostra Diocesi per meglio conoscere le loro attese ed aspirazioni, i motivi per i quali sentono ancora forte il legame con la Chiesa o ritengono più opportuno prenderne le distanze. 
03/09/2005 Una “lettera” in preparazione alla Lettera Pastorale (20050903)  La “lettera” che avete tra le mani è semplicemente una preparazione alla Lettera Pastorale, che dovrebbe uscire, anche attraverso la collaborazione e il lavoro da fare in questo anno, in tutte le parrocchie e le unità pastorali e i consigli pastorali. 
07/12/2005 Una rete diocesana per promuovere la carità (20051207)  Dio viene incontro a noi mostrandoci il suo amore misericordioso donandoci il figlio Unigenito, Gesù. Proprio perché Dio ci ama di un amore cosi grande, anche noi dobbiamo ci vicendevolmente; soprattutto dobbiamo avere un’attenzione tutta particolare a quanti sono nel bisogno. 
14/02/2007 Caso Cirio: Tutelare le persone e il lavoro (20070214)  La comunità civile della Provincia di Piacenza sta vivendo la difficile situazione aziendale e occupazionale della Società Cirio a San Polo di Podenzano, con possibile riduzione dell’attività produttiva ed inevitabili conseguenze sulla occupazione di tanti lavoratori. 
30/11/2007 Lettera ai sacerdoti del presbiterio di Brescia (20071130)  Luciano Monari, Lettera ai sacerdoti del presbiterio di Brescia (20071130) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 30 novembre 2007 Id: Monari:20071130 Nutro profonda speranza che l’accusa si risolverà in una bolla di sapone; ho ascoltato tanti che hanno conosciuto don Marco, che sono vissuti insieme a lui per anni e il giudizio è concorde: non uno che abbia avanzato dubbi o riserve. Ma la ferita non si rimarginerà presto. 
17/12/2007 Cooperativa Sociale Bucaneve ONLUS (20071217)  Carissimi, con gioia grande saluto tutti voi, in occasione del ventesimo anniversario di fondazione della Cooperativa Bucaneve. Grazie anche al vostro contributo, nel tessuto sociale dei territori comunali di Bardi e di quelli limitrofi, è cresciuta la comprensione del valore incomparabile di ogni persona. 
20/02/2008 Lettera ai Giovani (20080220)  Carissimi, al momento del mio ingresso a Brescia mi avete chiesto di accompagnarvi nel cammino della vita cristiana. Da parte mia, vi avevo promesso di “esserci”: più precisamente avevo detto di essere disponibile a dirvi il senso e la bellezza della fede in Gesù Cristo, mentre mi aspetto che siate voi a dare a questa fede una “carne” concreta, che sia fatta del vostro vissuto. 
17/10/2008 La comunione tra le Chiese (20081017)  Pubblichiamo il testo integrale della lettera che il Vescovo mons. Luciano Monari ha scritto a tutta la Chiesa bresciana per condividere l’esperienza compiuta durante l’estate, incontrando i sacerdoti bresciani in missione, prima in Venezuela e poi in Germania e in Svizzera 
30/03/2009 Lettera di risposta alla comunità ortodossa romena di Brescia (20090330)  Ho ricevuto una lettera da parte degli Ortodossi romeni residenti a Brescia, una bella lettera che esprime riconoscenza sincera nei confronti dell’Italia che li ha accolti ma che dice anche coscienza e rivendicazione della propria dignità e del proprio valore. 
09/04/2009 Lettera alla Chiesa di L’Aquila (200904092)  Luciano Monari, Lettera alla Chiesa di L’Aquila (200904092) Data Copyright: 09 aprile 2009 Data pubblicazione: 09 aprile 2009 Id: Monari:200904092 Vogliamo dirvi tutto l’affetto con cui la nostra Chiesa partecipa alla vostra sofferenza. La sofferenza di tante famiglie colpite da lutti dolorosi, il disagio di quanti si trovano senza la propria casa, la insicurezza e il timore per il futuro ci fanno sentire doveroso ogni segno di vicinanza a voi. 
09/04/2009 Lettera alla Chiesa di L’Aquila (200904092)  Luciano Monari, Lettera alla Chiesa di L’Aquila (200904092) Data Copyright: 09 aprile 2009 Data pubblicazione: 09 aprile 2009 Id: Monari:200904092 Vogliamo dirvi tutto l’affetto con cui la nostra Chiesa partecipa alla vostra sofferenza. La sofferenza di tante famiglie colpite da lutti dolorosi, il disagio di quanti si trovano senza la propria casa, la insicurezza e il timore per il futuro ci fanno sentire doveroso ogni segno di vicinanza a voi. 
09/04/2009 Lettera alla Chiesa di L’Aquila (200904092)  Luciano Monari, Lettera alla Chiesa di L’Aquila (200904092) Data Copyright: 09 aprile 2009 Data pubblicazione: 09 aprile 2009 Id: Monari:200904092 Vogliamo dirvi tutto l’affetto con cui la nostra Chiesa partecipa alla vostra sofferenza. La sofferenza di tante famiglie colpite da lutti dolorosi, il disagio di quanti si trovano senza la propria casa, la insicurezza e il timore per il futuro ci fanno sentire doveroso ogni segno di vicinanza a voi. 
09/04/2009 Lettera alla Chiesa di L’Aquila (200904092)  Luciano Monari, Lettera alla Chiesa di L’Aquila (200904092) Data Copyright: 09 aprile 2009 Data pubblicazione: 09 aprile 2009 Id: Monari:200904092 Vogliamo dirvi tutto l’affetto con cui la nostra Chiesa partecipa alla vostra sofferenza. La sofferenza di tante famiglie colpite da lutti dolorosi, il disagio di quanti si trovano senza la propria casa, la insicurezza e il timore per il futuro ci fanno sentire doveroso ogni segno di vicinanza a voi. 
17/12/2009 Lettera del Vescovo agli sposi e alle famiglie per il Natale 2009 (20091217)  Il tempo e le festività natalizie sono un momento propizio per gustare la bellezza del clima familiare e riprendere speranza per i cammini più difficili, dolorosi. 
04/12/2010 Lettera agli sposi e alle famiglie per il Natale (20101204)  È una notte stellata a Betlemme e fanno a gara col cielo le tante luci lontane, quelle che tratteggiano i maestosi contorni di Gerusalemme, la città santa. Voci di festa si confondono con rumori di frenetici preparativi: molta gente affolla le strade e gli alberghi sono ormai colmi; tra pellegrinaggi e doveri del censimento si è fatto veramente il pienone. È uno spettacolo da non perdere, un momento magico… 
06/01/2011 Il vescovo Monari: solidarietà ai copti bresciani per la strage d'Egitto (20110106)  Riportiamo la lettera che il vescovo di Brescia Luciano Monari ha indirizzato al Reverendo Gabriele El Baramousi e a tutti i membri della Chiesa Copta in Brescia per il Natale, che – secondo la tradizione ortodossa – cadrà il 7 gennaio. 
29/01/2012 Lettera del Vescovo circa la consultazione sinodale da leggersi alle messe domenicali (20120129)  Come tutti i giochi, anche il “gioco” della consultazione riesce se viene giocato bene, secondo le sue regole, con attenzione e lealtà. In concreto, giocare bene la consultazione sinodale significa riflettere con onestà, davanti a Dio che scruta i cuori, sulla situazione della nostra Chiesa e su quanto il Signore ci sta chiedendo per il cammino dei prossimi anni. 
20/12/2012 Lettera del Vescovo agli sposi e alle famiglie (20121220)  La memoria viva della venuta del nostro Salvatore nel santo Natale, mi offre l’occasione, ancora una volta, di entrare nelle vostre case e sostare con voi in contemplazione dell’amore di Dio, espresso nella piccolezza e nella fragilità del bimbo di Nazareth. 
16/06/2010 Lettera al clero bresciano del Vescovo Luciano Monari dopo la sentenza di condanna in appello a don Marco Baresi (20100616)  Carissimi sacerdoti, il reato per cui un tribunale in prima istanza e poi in appello ha condannato don Marco, un prete del nostro presbiterio, è tra i più odiosi. 
01/01/1997 Il Beato Scalabrini (19971021)  Carissimi, l’imminente beatificazione di Giovanni Battista Scalabrini, vescovo di Piacenza dal 1876 al 1905, è per la nostra Chiesa motivo di fierezza e di gioia; ma dev’essere anche occasione per un impegno spirituale e pastorale rinnovato. Con il ministero di questo vescovo, infatti, il Signore ha arricchito la nostra Chiesa con abbondanti doni di grazia che debbono ancor oggi fruttificare attraverso una vita cristiana più coerente e un rinnovato impegno nell’annuncio del Vangelo. Per questo desidero proporvi alcuni motivi di meditazione che servano a vivere il momento della beatificazione in modo fruttuoso. 
01/01/1997 Le determinazioni operative del Vescovo (19971012)  Alle comunità della Media Val Nure il vescovo mons. Luciano Monari, in occasione dell’avvio dell’unità pastorale locale, ha inviato la seguente lettera-documento. 
01/01/2004 Perché mi cercavate? (20040903)  Narra il vangelo di Luca che ogni anno i genitori di Gesù, seguendo l’uso di tutti gli Israeliti religiosi, si recavano al tempio per la festa di Pasqua. Non si trattava solo di seguire una tradizione antica ma piuttosto di rinnovare, attraverso il pellegrinaggio, la memoria delle grandi opere con le quali Dio aveva fatto esistere il popolo di Israele e aveva stabilito con lui un legame di alleanza. 
18/02/2005 Il vescovo incontra i giovani dell’Unità pastorale di Alseno (200502181)  Luciano Monari, Il vescovo incontra i giovani dell’Unità pastorale di Alseno (200502181) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 18 febbraio 2005 Id: Monari:200502181 Carissimo, il motivo di questa lettera è semplice: vorrei avere un contatto diretto con tutti i battezzati che risiedono nel territorio della nostra Diocesi per meglio conoscere le loro attese ed aspirazioni, i motivi per i quali sentono ancora forte il legame con la Chiesa o ritengono più opportuno prenderne le distanze. 
18/02/2005 Il vescovo incontra i giovani dell’Unità pastorale di Alseno (200502181)  Luciano Monari, Il vescovo incontra i giovani dell’Unità pastorale di Alseno (200502181) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 18 febbraio 2005 Id: Monari:200502181 Carissimo, il motivo di questa lettera è semplice: vorrei avere un contatto diretto con tutti i battezzati che risiedono nel territorio della nostra Diocesi per meglio conoscere le loro attese ed aspirazioni, i motivi per i quali sentono ancora forte il legame con la Chiesa o ritengono più opportuno prenderne le distanze. 
18/02/2005 Il vescovo incontra i giovani dell’Unità pastorale di Alseno (200502181)  Luciano Monari, Il vescovo incontra i giovani dell’Unità pastorale di Alseno (200502181) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 18 febbraio 2005 Id: Monari:200502181 Carissimo, il motivo di questa lettera è semplice: vorrei avere un contatto diretto con tutti i battezzati che risiedono nel territorio della nostra Diocesi per meglio conoscere le loro attese ed aspirazioni, i motivi per i quali sentono ancora forte il legame con la Chiesa o ritengono più opportuno prenderne le distanze. 
18/02/2005 Il vescovo incontra i giovani dell’Unità pastorale di Alseno (200502181)  Luciano Monari, Il vescovo incontra i giovani dell’Unità pastorale di Alseno (200502181) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 18 febbraio 2005 Id: Monari:200502181 Carissimo, il motivo di questa lettera è semplice: vorrei avere un contatto diretto con tutti i battezzati che risiedono nel territorio della nostra Diocesi per meglio conoscere le loro attese ed aspirazioni, i motivi per i quali sentono ancora forte il legame con la Chiesa o ritengono più opportuno prenderne le distanze. 
15/12/2006 Il Vescovo scrive ai genitori (200612151)  Luciano Monari, Il Vescovo scrive ai genitori (200612151) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 15 dicembre 2006 Id: Monari:200612151 Sono i genitori che, dando la vita ai figli, hanno compiuto una scelta impegnativa di fede, di speranza e di amore. Di fede perché hanno proclamalo con il loro gesto di credere nel valore della vita, di quella vita che viene dall’azione creatrice di Dio. Hanno compiuto un atto di speranza rivolto a quel figlio che inizia il cammino della vita. 
21/04/2011 Lettera sul prossimo Sinodo sulle Unità Pastorali (201104212)  Luciano Monari, Lettera sul prossimo Sinodo sulle Unità Pastorali (201104212) Data Copyright: 2011 Data pubblicazione: 21 aprile 2011 Id: Monari:201104212 La nostra pastorale è fondata da secoli sulla parrocchia e sul parroco strettamente legati tra loro. La Chiesa locale (la diocesi) è articolata in parrocchie e ciascuna parrocchia è assegnata a un parroco che ne è pastore proprio e ne ha quindi piena responsabilità. 
05/04/2012 Per me il vivere è Cristo (201204051)  Spesso ci si lamenta della diminuzione del numero dei preti, ed è lamento comprensibile. Ma proprio la verità di questo lamento fa emergere ancora più chiaro il dono immenso rappresentato dai preti che ci sono. 
31/03/2006 La prima Lettera Enciclica di Papa Benedetto XVI (20060331)  Quindi una proclamazione fondamentale secondo cui l’amore è possibile all’uomo, e il desiderio che attraverso la prassi dell’amore entri nel mondo la luce di Dio; il che evidentemente vuole dire che dove c’è una esperienza di amore lì il riflesso di Dio diventa visibile (percepibile). 
01/07/2007 Sono in Te tutte le mie sorgenti (20070701)  È fondata sulla roccia di un monte santificato dalla presenza di Dio e quindi è Dio stesso che la rende salda. Quale forza potrebbe dunque minacciare quella città? Quale nemico distruggerla? È la «città di Dio»; basterebbe questo titolo per comprenderne tutto il valore e apprezzarne l’invincibilità: «di te si dicono cose stupende, città di Dio». 
08/09/2007 Sono in Te tutte le mie sorgenti (200709081)  Il nostro vescovo ci presenta la Lettera Pastorale, “Sono in Te tutte le mie sorgenti”. Potremmo dire che questa è la conclusione di una trilogia di Lettere pastorali intorno alla questione della “trasmissione della fede”, che ha come riferimento i Sacramenti dell’Iniziazione cristiana, ma è appunto iniziazione alla vita cristiana. 
04/07/2008 La parola di Dio nella vita della comunità cristiana (200807041)  Luciano Monari, La parola di Dio nella vita della comunità cristiana (200807041). Lettera pastorale per l’anno 2008-2009 Data Copyright: 2008 Data pubblicazione: 04 luglio 2008 Id: Monari:200807041 I motivi… possono essere tanti: stiamo vivendo l’anno paolino, che intende approfondire la conoscenza dell’apostolo Paolo e del suo messaggio; celebreremo in ottobre il Sinodo dei Vescovi, che affronterà il tema della Sacra Scrittura nella vita della Chiesa. 
04/07/2009 L’Eucaristia nella vita della comunità cristiana (20090704)  È domenica mattina. Il mondo sembra quieto; molti dormono ancora per ricuperare le ore della sera. E tuttavia quando un suono di campane si diffonde nell’aria, da molte case, come rispondendo a una chiamata, escono persone che si dirigono verso la chiesa. Sono vestite bene, come se andassero a un ricevimento; camminano svelte, come se qualcuno le stesse aspettando e non volessero far tardi. Perché? Perché non stanno tranquillamente a letto per godersi qualche ora di assoluto riposo? 
04/07/2009 L’Eucaristia nella vita della comunità cristiana (20090704)  È domenica mattina. Il mondo sembra quieto; molti dormono ancora per ricuperare le ore della sera. E tuttavia quando un suono di campane si diffonde nell’aria, da molte case, come rispondendo a una chiamata, escono persone che si dirigono verso la chiesa. Sono vestite bene, come se andassero a un ricevimento; camminano svelte, come se qualcuno le stesse aspettando e non volessero far tardi. Perché? Perché non stanno tranquillamente a letto per godersi qualche ora di assoluto riposo? 
04/07/2009 L’Eucaristia nella vita della comunità cristiana (20090704)  È domenica mattina. Il mondo sembra quieto; molti dormono ancora per ricuperare le ore della sera. E tuttavia quando un suono di campane si diffonde nell’aria, da molte case, come rispondendo a una chiamata, escono persone che si dirigono verso la chiesa. Sono vestite bene, come se andassero a un ricevimento; camminano svelte, come se qualcuno le stesse aspettando e non volessero far tardi. Perché? Perché non stanno tranquillamente a letto per godersi qualche ora di assoluto riposo? 
04/07/2009 L’Eucaristia nella vita della comunità cristiana (20090704)  È domenica mattina. Il mondo sembra quieto; molti dormono ancora per ricuperare le ore della sera. E tuttavia quando un suono di campane si diffonde nell’aria, da molte case, come rispondendo a una chiamata, escono persone che si dirigono verso la chiesa. Sono vestite bene, come se andassero a un ricevimento; camminano svelte, come se qualcuno le stesse aspettando e non volessero far tardi. Perché? Perché non stanno tranquillamente a letto per godersi qualche ora di assoluto riposo? 
01/01/1999 Giuseppe Berti (19991001)  Ersilio Fausto Fiorentini, Giuseppe Berti. Un laico al servizio della Chiesa Ha fatto molto bene Fausto Fiorentini a presentarci, in questo libro, la figura di Giuseppe Berti. Lo meritava Berti, che è uno dei protagonisti più rappresentativi del mondo cattolico negli anni della seconda guerra mondiale e in quelli successivi; lo desiderava la comunità cristiana, impegnata a custodire la memoria del suo passato per affrontare con maggiore sicurezza le inevitabili trasformazioni del presente. 
01/01/1991 I fondamenti biblici dell’Eucaristia (19911231)  Luciano Monari, I fondamenti biblici dell’Eucaristia (19911231) Data Copyright: 1991 Data pubblicazione: 31/12/1991 Id: Monari:19911231 Parte di un corso di catechesi agli adulti sul tema dell’Eucaristia tenuto durante l’anno pastorale 1991/92 nella parrocchia di Rivalta da più relatori. 
01/01/1991 I fondamenti biblici dell’Eucaristia (19911231)  Luciano Monari, I fondamenti biblici dell’Eucaristia (19911231) Data Copyright: 1991 Data pubblicazione: 31/12/1991 Id: Monari:19911231 Parte di un corso di catechesi agli adulti sul tema dell’Eucaristia tenuto durante l’anno pastorale 1991/92 nella parrocchia di Rivalta da più relatori. 
01/01/1991 I fondamenti biblici dell’Eucaristia (19911231)  Luciano Monari, I fondamenti biblici dell’Eucaristia (19911231) Data Copyright: 1991 Data pubblicazione: 31/12/1991 Id: Monari:19911231 Parte di un corso di catechesi agli adulti sul tema dell’Eucaristia tenuto durante l’anno pastorale 1991/92 nella parrocchia di Rivalta da più relatori. 
01/01/1991 I fondamenti biblici dell’Eucaristia (19911231)  Luciano Monari, I fondamenti biblici dell’Eucaristia (19911231) Data Copyright: 1991 Data pubblicazione: 31/12/1991 Id: Monari:19911231 Parte di un corso di catechesi agli adulti sul tema dell’Eucaristia tenuto durante l’anno pastorale 1991/92 nella parrocchia di Rivalta da più relatori. 
01/01/1995 Natale del CEIS  Ho accettato l’invito a partecipare a questa Eucarestia per celebrare insieme con voi la Speranza che ci viene dalla rivelazione e dall’amore di Dio, che ci permette, come diceva don Giorgio Bosini, di ripartire ogni giorno da capo, con la fiducia del Signore di potere camminare con il suo amore, che apre sempre una strada, un cammino per noi che in certi momenti è faticoso ma che è un cammino di vita. 
01/01/1996 Dice Gesù: «Io sono la via, la verità, e la vita» (19960505)  Le parole di Gesù sono particolarmente efficaci per contemplare il mistero di Dio. Dice infatti: «Io sono nel Padre e il Padre è in me», «Chi ha visto me ha visto il Padre» (Gv 14, 10.9). È l’effetto stupendo dell’incarnazione il Verbo di Dio, che è una cosa sola con Lui, si è fatto uomo: è diventato visibile, ascoltabile, toccabile. E ora, attraverso un’esperienza di comunicazione con Cristo, ogni uomo può entrare in comunicazione col Padre; la distanza infinita che ci separa da Dio è stata superata dal Verbo che si è fatto uno di noi. 
01/01/1996 Se uno entra attraverso di me, sarà salvo (19960428)  Una comunità nata dalla Pasqua Come nasce una comunità cristiana? Ce ne dà una descrizione essenziale la prima lettura: annuncio del Vangelo, conversione, Battesimo, adesione alla comunità. Anzitutto c’è l’annuncio del Vangelo, che Pietro proclama il giorno di Pentecoste: con la risurrezione Dio ha costituito Gesù di Nazaret Signore e Cristo. Questa proclamazione ottiene una risposta: «Che cosa dobbiamo fare, fratelli?» 
01/01/1996 Una Pasqua per vivere (19960415)  “Pasqua o Natale? qual è la festa più importante?”, mi hanno chiesto alcuni studenti dell’“Istituto Tramello”. In teoria la risposta è facile. Il mistero pasquale sta al centro della fede e si può tranquillamente dire che davvero “cristiano” è solo chi crede nella resurrezione di Cristo. Pure nell’immaginario comune il Natale ha un fascino impareggiabile: le luci e il presepe, l’albero e le musiche, i regali e i pranzi di famiglia… La Pasqua appare più povera o, forse, più difficile da capire, da “sentire”. Eppure… 
26/05/1996 I discepoli gioirono nel vedere il Signore (1996052601)  Luciano Monari, I discepoli gioirono nel vedere il Signore (1996052601) Data Copyright: 1996 Data pubblicazione: 26 maggio 1996 Id: Monari:1996052601 Il giorno stesso di Pasqua, secondo il vangelo di Giovanni, Gesù appare ai suoi discepoli e dona lo Spirito Santo Anzi, lo «soffia» su di loro con un gesto insolito, che sembra richiamare l’attività creatrice di Dio nel Libro della Genesi: Dio «soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente» 
01/01/1998 Dalla Risurrezione un giudizio definitivo (19980411)  Perché la risurrezione è così importante nella prospettiva della fede cristiana? Perché senza l’affermazione della risurrezione la nostra fede si rivelerebbe “vuota”? La domanda è tanto più provocatoria se ricordiamo che – a dar retta a storici ed esegeti – Israele è vissuto per secoli senza una fede nella risurrezione. Solo i testi più recenti dell’Antico Testamento (Daniele, Maccabei, Sapienza) hanno affermazioni chiare in merito. 
01/01/2001 Celebrazione Eucaristica (20011220)  Chiediamo a Maria SS. che ci accompagni in questi ultimi giorni di preparazione al Natale, che sintonizzi Lei stessa il nostro cuore e la nostra libertà sulla lunghezza d’onda della fede e della disponibilità alla venuta del Signore nella nostra vita, che è la lunghezza d’onda della vita personale di Maria SS. 
01/01/2001 Gli auguri di buona Pasqua (20010413)  Vorrei che l’augurio di buona Pasqua portasse con sé la speranza e il desiderio di una vita nuova. È nella Pasqua che è iniziata la Chiesa, ed è dalla Pasqua che la Chiesa può attingere sempre di nuovo l’energia per rinnovarsi e crescere. Non è possibile essere cristiani se non si crede alla resurrezione di Gesù; e non è possibile credere a questa resurrezione senza essere cristiani. 
01/01/2001 Il Cammino della Quaresima (20010223)  Abbiamo bisogno di penitenza? A questa domanda la Chiesa ripete sempre la stessa risposta: sì. La Chiesa è santa; ogni volta, nella professione di fede, ripetiamo: “Credo la Chiesa, una, santa, cattolica, apostolica”. La santità è una delle note essenziali che la Chiesa, per grazia di Dio, non può perdere. 
24/12/2001 Vivere questo Natale con la pace turbata (200112241)  Luciano Monari, Vivere questo Natale con la pace turbata (200112241). Dopo l’undici settembre Data Copyright: 2001 Data pubblicazione: 24 dicembre 2001 Id: Monari:200112241 L’undici settembre ha scosso molti torpori e risvegliato fantasmi nascosti. Non che non fossimo stati testimoni di stragi anche maggiori: i massacri in Cambogia, in Ruanda, in Congo… volessimo fare un elenco, ne verrebbe fuori un’immagine di violenza e di vergogna. 
01/01/2002 Dal sangue di un martire la vita della nostra Chiesa (20021104)  Sono trascorsi millesettecento anni da quando il giovane soldato Antonino, secondo la tradizione plurisecolare, ha offerto la sua vita per la fede in Gesù Cristo. La Chiesa piacentina-bobbiese intende ricordare questo evento, cosciente che proprio in quel sangue versato vanno ricercate le origini del cammino di fede che sta percorrendo da diciassette secoli. 
08/12/2002 Madonna della Bomba: lo specchio (200212081)  Luciano Monari, Madonna della Bomba: lo specchio (200212081). dove Piacenza si può riconoscere Data Copyright: 2002 Data pubblicazione: 08 dicembre 2002 Id: Monari:200212081 Uno degli spettacoli più belli da ammirare attorno a noi è l’ampia rete di solidarietà che l’uomo ha saputo costruire nel cuore del mondo. «Guai a chi è solo – diceva già il vecchio Qoèlet – se cade, non ha nessuno che lo rialzi». 
05/11/2006 Via Crucis (200611057)  Il cammino della via Crucis è il cammino del peccato; la meditazione che abbiamo fatto in queste quattordici stazioni ce l’hanno messo davanti il nostro peccato, con insistenza, e non è certamente uno spettacolo gradevole quello del nostro peccato e nemmeno possiamo saltarci fuori pensando che quello sia il peccato degli altri, perché non sarebbe leale. 
15/12/2007 Il Vescovo Luciano Monari benedice la “Casa” (20071215)  L’inaugurazione della nuova sede della Comunità “Luna Stellata” suscita in noi sentimenti di gratitudine e di speranza. Anche noi in qualche modo diventiamo cooperatori di Dio ogni volta che in spirito di servizio veniamo incontro alle necessità del prossimo e della comunità. 
15/02/2012 Festa dei Santi Faustino e Giovita (20120215)  Ma il problema diventa: serve a qualcosa lamentarsi? O accusare gli altri? Evidentemente no; servirebbe accusare se stessi, se riuscissimo a farlo con sincerità, ma non è facile. 
27/07/2012 Funerali del dott. Camadini (20120727)  Luciano Monari, Funerali del dott. Camadini (20120727) Data Copyright: 2012 Data pubblicazione: 27/07/2012 Id: Monari:20120727 C’è qualcosa di noi che rimanga oltre la morte? qualcosa delle nostre scelte, delle nostre realizzazioni che possa essere considerato eterno? La domanda ci sale dal cuore tutte le volte che muore una persona che conosciamo o amiamo o stimiamo. 
02/07/2005 È un servizio che svolgo per la Chiesa (200507021)  Luciano Monari, È un servizio che svolgo per la Chiesa (200507021) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 02 luglio 2005 Id: Monari:200507021 La presenza della Chiesa nel territorio è estremamente forte proprio perché il numero di parrocchie è grande ed arriva all’incontro con le persone concrete. Penso che il futuro della Chiesa si giochi sulla possibilità di creare delle comunità cristiane autentiche, comunità dove le persone vivono e sperimentano uno stile di vita che nasce dall’incontro con Gesù Cristo e con il Vangelo 
01/01/2000 Benedizione della Fontana (20000528)  L’acqua è segno di vita; di purificazione e di salvezza. L’uomo, che è separato da Dio, è paragonato al deserto, dove non c’è acqua e la vita muore: «O Dio, di Te ha sete l’anima mia, a Te anela il mio cuore come terra deserta, arida, senz’acqua» (Sal 63,2). Il Signore è visto come fonte di acqua viva. Il Popolo infedele ha rifiutato l’Acqua che dà vita per scavarsi cisterne screpolate che perdono acqua. 
01/01/1995 Con gioia e affetto grande saluto la Chiesa piacentino-bobbiese (19950623)  Con gioia e affetto grande saluto la Chiesa santa di Dio che vive in Piacenza e Bobbio, unita nell’armonia della fede e della carità attorno al suo presbiterio. Ho accettato volentieri – seppur con un po’ di trepidazione – la chiamata al servizio episcopale in mezzo a voi. 
01/01/1995 Inizio del ministero episcopale (19950903)  Eccomi dunque, fratelli carissimi della Chiesa di Piacenza-Bobbio in mezzo a voi per la mia prima omelia in questa stupenda cattedrale che testimonia la fede dei nostri Padri e che sollecita anche noi a una medesima fede. 
01/01/1995 Mons. Monari ringrazia il settimanale diocesano (19950628)  Ringrazio di cuore lei e tutti coloro che collaborano al “il Nuovo Giornale” per gli auguri e le preghiere con cui avete voluto accompagnare la mia elezione a vescovo della Chiesa di Piacenza-Bobbio. Il Signore vi benedica per il servizio prezioso che avete fatto e continuerete a fare alla Chiesa piacentina-bobbiese. Pregate perché il Signore mi doni di essere un pastore come lui vuole, con mitezza e forza spirituale; che la grazia del Signore supplisca alle mie debolezze e le faccia diventare motivo ancora maggiore di rivelazione della sua gloria. 
01/01/1995 Quasi una lettera… (19950715)  «Nell’esercizio del suo ufficio di pastore il Vescovo diocesano si mostri sollecito nei confronti di tutti i fedeli che sono affidati alla sua cura, di qualsiasi età, condizione o nazione, sia di coloro che abitano nel territorio sia di coloro che vi si trovano temporaneamente, rivolgendosi con animo apostolico anche verso coloro che per la loro situazione di vita non possono usufruire sufficientemente della pastorale ordinaria, come pure verso quelli che si sono allontanati dalla pratica religiosa». Così recita il Codice di Diritto Canonico (can. 383§1). 
27/12/2004 Parole di speranza per sostenere una vita cristiana vissuta nell’impegno e nella fedeltà (20041227)  Anni difficili e straordinari, dai quali la Chiesa reggiana è uscita con una fisionomia precisa, che durerà per molto tempo. 
31/12/2004 Cristiani senza vergogna (20041231)  La gioia, la fierezza umile di essere cristiani. Sono convinto che il Vangelo sia una forza che viene da Dio e che porta a pienezza l’esistenza dell’uomo. Vorrei che i cristiani piacentini lo sentissero così e, con tutta umiltà e rispetto, lo testimoniassero senza timori. Non si tratta di ritagliarci uno spazio nella società, ma di donare alla società quello che abbiamo di più prezioso, di offrirlo con rispetto agli altri. 
01/01/1986 “Padre nostro”: Il Padre ti invita a camminare con i fratelli (1986010102)  San Giovanni nella sua prima lettera scrive: «Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!» (1 Gv 3, 1). Vogliamo accogliere lo stupore incancellabile della filiazione adottiva. Non siamo figli di nessuno, ma siamo conosciuti, amati e cercati da Dio. La nostra vita si può muovere su uno sfondo di fiducia e di rendimento di grazie al Signore. Nello stesso tempo, però, se abbiamo un Padre, riconosciamo anche di avere una moltitudine di fratelli: coloro che vivono accanto a noi nella, famiglia o nel lavoro e che devono essere vicino a noi anche nella preghiera. È questo, infatti, il progetto di Dio. 
01/01/1986 “Padre”: il Padre ti fa suo figlio (1986010101)  Questa sera vogliamo cominciare insieme un itinerario di preghiera, lo vogliamo vivere insieme per imparare a portare nella preghiera gli uni i pesi degli altri, a sostenere gli uni il cammino degli altri sapendo che è il Signore a portare i pesi di tutti e a sostenere il cammino di tutti. Ci rivolgiamo allora al Signore, perché sia Lui che ci insegni a pregare. Che Egli ci insegni una preghiera che vada davvero a D e che non sia solo un ritornare su noi stessi; una preghiera che venga dal cuore, che non si limiti a essere un’abitudine, una parola stereotipa, ma diventi esperienza personale capace di cambiare la vita; una preghiera che non sia un rifugio per evitare le difficoltà dell’esistenza, ma piuttosto una forza per affrontarle con un orientamento di fede. Una preghiera, infine, che ci unisca gli uni agli altri, perché la comunione è la vita stessa di Dio ed è lo scopo di tutta l’esistenza cristiana. 
01/01/1986 Dacci oggi il nostro pane quotidiano (1986010106)  Rinnoviamo all’inizio di questa sera la domanda con la quale avevamo cominciato la scuola di preghiera: «Signore, insegnaci a pregare» (Lc 11,1). Ripetiamo questa richiesta al Signore perché ci interessa troppo; siamo convinti che la preghiera è una realtà seria, dalla quale dipende la pienezza della nostra vita, l’autenticità del nostro rapporto con Dio, il saperlo riconoscere come un centro personale di amore e di amicizia. Da essa dipende anche il nostro modo corretto di affrontare la vita e il rapporto con gli altri; la capacità di vedere la nostra vita come una vocazione e di considerare gli altri come doni del Signore per camminare insieme verso la realizzazione del suo progetto di vita. 
01/01/1986 Il Signore è con te (1986010110)  Ti saluto, o Vergine Maria, madre e serva. Vergine, per mezzo di colui che è nato da te Vergine; madre, per mezzo di colui che è stato avvolto tra le tue fasce e che hai nutrito con il tuo latte; serva, per mezzo di colui che ha assunto la forma di servo. Ti saluto, o Maria Madre di Dio, per mezzo della quale è entrata nel mondo la grazia ineffabile e della quale l’apostolo Paolo ad alta voce diceva: «È apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini» (Tt 2, 11). 
01/01/1986 Meditazioni sul “Padre nostro” e l’“Ave Maria”  Imparare a pregare pregando: è lo scopo della “Scuola di preghiera per giovani”, proposta mensilmente, dal 1986, dal Servizio Diocesano Vocazioni di Reggio Emilia-Guastalla, insieme con L’Azione Cattolica Giovani e l’AGESCI. Il fascicolo ripropone le meditazioni con le quali don Luciano Monari ha guidato il cammino spirituale di questi incontri di preghiera, commentando da prima la preghiera del Signore, il Padre nostro, e poi una preghiera della Chiesa, l’Ave Maria. 
01/01/1986 Meditazioni sul “Padre nostro” e l’“Ave Maria”  Imparare a pregare pregando: è lo scopo della “Scuola di preghiera per giovani”, proposta mensilmente, dal 1986, dal Servizio Diocesano Vocazioni di Reggio Emilia-Guastalla, insieme con L’Azione Cattolica Giovani e l’AGESCI. Il fascicolo ripropone le meditazioni con le quali don Luciano Monari ha guidato il cammino spirituale di questi incontri di preghiera, commentando da prima la preghiera del Signore, il Padre nostro, e poi una preghiera della Chiesa, l’Ave Maria. 
01/01/1986 Meditazioni sul “Padre nostro” e l’“Ave Maria”  Imparare a pregare pregando: è lo scopo della “Scuola di preghiera per giovani”, proposta mensilmente, dal 1986, dal Servizio Diocesano Vocazioni di Reggio Emilia-Guastalla, insieme con L’Azione Cattolica Giovani e l’AGESCI. Il fascicolo ripropone le meditazioni con le quali don Luciano Monari ha guidato il cammino spirituale di questi incontri di preghiera, commentando da prima la preghiera del Signore, il Padre nostro, e poi una preghiera della Chiesa, l’Ave Maria. 
01/01/1986 Meditazioni sul “Padre nostro” e l’“Ave Maria”  Imparare a pregare pregando: è lo scopo della “Scuola di preghiera per giovani”, proposta mensilmente, dal 1986, dal Servizio Diocesano Vocazioni di Reggio Emilia-Guastalla, insieme con L’Azione Cattolica Giovani e l’AGESCI. Il fascicolo ripropone le meditazioni con le quali don Luciano Monari ha guidato il cammino spirituale di questi incontri di preghiera, commentando da prima la preghiera del Signore, il Padre nostro, e poi una preghiera della Chiesa, l’Ave Maria. 
01/01/1986 Non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male (1986010108)  Siamo giunti all’ultima meditazione sul Padre nostro, la preghiera che Gesù ci ha insegnato e che deve essere la regola di ogni preghiera cristiana. Sappiamo per esperienza quanto il cammino della vita cristiana sia difficile e per esperienza dolorosa sappiamo anche quanto siamo fragili e, di conseguenza, quanto bisogno abbiamo di un’oasi in cui riposare e riprendere forza per la lotta. 
01/01/1986 Presentazione (1986010100)  Le meditazioni proposte in questo fascicolo sono state dettate nella Scuola di Preghiera per giovani, che si tiene a Reggio Emilia a partire dal 1986. Perché fare una Scuola di Preghiera per giovani nella Chiesa di S. Giorgio dedicata all’Adorazione quotidiana continua, alla fine degli anni ’80? Quando il Servizio Diocesano Vocazioni di Reggio Emilia-Guastalla, in collaborazione con l’Azione Cattolica Giovani e con l’AGESCI, la propose, non si intendeva fare solo un’altra esperienza nuova, di interiorità, anche se questa era una esigenza di qualcuno. Non voleva nemmeno essere uno dei soliti tentativi di avvicinare Dio con un nuovo metodo, per arrivare poi a chiedergli quello che volevamo noi. 
01/01/1986 Rimetti a noi i nostri debiti (1986010107)  Questa sera vogliamo imparare a pregare con queste parole che il Signore ci ha insegnato, riconoscendo i debiti immensi che abbiamo nei confronti di Dio e rallegrandoci per la misericordia infinita con cui il Signore ci accoglie; vogliamo anche trovare nel Signore la forza di accoglierci gli uni gli altri, superando antipatie, contrapposizioni, distanze. È ciò che chiediamo a Lui come frutto della preghiera di questa sera. 
01/01/1986 Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori (1986010112)  La prima parte dell’Ave Maria è fatta di parole bibliche: prima le parole dell’angelo, al momento dell’annunciazione, poi le parole di Elisabetta quando Maria va a incontrarla. All’angelo e a Elisabetta abbiamo come chiesto le parole giuste, che ci mettano nell’atteggiamento corretto nei confronti della Madre di Dio. Nella seconda parte dell’Ave Maria le parole sono proprio nostre, anche se hanno alle spalle una lunga tradizione; si può dire che è la Chiesa che ce le mette sulla bocca 
01/01/1986 Sia fatta la tua volontà (1986010105)  La preghiera diventa seria quando comincia a coinvolgere la nostra vita e la cambia. Fino a quando rimane un pensiero, una commozione, un desiderio o una nostalgia si può temere che la preghiera sia solo una pratica di autoconvincimento, che cioè parliamo a noi stessi invece che a Dio. Quando invece cambia realmente qualcosa in noi e nelle nostre azioni, allora vuole dire che un altro entra nella nostra vita, imprimendole una direzione nuova. 
01/01/1986 Sia santificato il tuo nome (1986010103)  Nel libro del profeta Ezechiele c’è questa promessa: «Vi prenderò dalle genti, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo» (Ez 36,24). Di questa promessa del Signore facciamo questa sera una piccola esperienza. Anche noi siamo stati presi dal Signore di mezzo a situazioni diverse e radunati insieme in questo luogo che è del Signore, ma che diventa anche la nostra casa, il luogo della nostra preghiera e della fraternità che il Signore mette nei nostri cuori. 
01/01/1986 Tu sei benedetta fra le donne (1986010111)  Racconta il Vangelo che quando Maria si reca a trovare Elisabetta, questa si stupisce di vedersi cercata e amata. Nelle parole di Elisabetta si riflette anche il nostro stupore davanti al mistero grande dell’Incarnazione. A che cosa dobbiamo che il nostro Signore venga a noi? 
01/01/1986 Venga il tuo regno (1986010104)  Incominciamo questa sera la preghiera con un momento di silenzio, che deve servire per rientrare in noi stessi, per raccogliere le immagini, i pensieri, le preoccupazioni. le paure e riportare il nostro cuore a un pochino di calma, di tranquillità e di riposo, per ritrovare dentro di noi uno spazio di riposo e di tranquillità e, in esso, ritrovare la presenza del Signore. 
28/10/2008 Riflessione al clero Ambrosiano (20081028)  È con un po’ di timore che parlo in questa assemblea del presbiterio milanese. Penso alla ricchezza di fede, di carità che è presente nella vostra chiesa; alla storia di santi che l’hanno impreziosita; penso alla grande tradizione del presbiterio ambrosiano, alle fatiche, alle tribolazioni che dovete sopportare quotidianamente, al debito che tutte le nostre chiese lombarde hanno verso san Carlo … 
01/01/1996 Messaggio natalizio (19961221)  Carissimi, anche quest’anno desidero entrare nelle vostre case attraverso questo messaggio natalizio, perché avrei piacere che vi giungesse il mio augurio più cordiale e sincero: il Signore riempia il vostro cuore di gioia e di pace! 
01/01/1997 Giornata diocesana a favore di “Avvenire” (19970607)  Domenica, 15 giugno, è in programma nella diocesi di Piacenza-Bobbio la giornata di sensibilizzazione a favore di Avvenire il quotidiano cattolico del nostro Paese. All’iniziativa sono particolarmente interessati i sacerdoti in cura d’anime nelle singole parrocchie. 
01/01/1997 Il Diaconato permanente (199701011)  Luciano Monari, Il Diaconato permanente (199701011) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 01 gennaio 1997 Id: Monari:199701011 L’attuale momento storico segnato da radicali e complessi mutamenti, pone per la nostra Chiesa diocesana problemi nuovi a cui insieme dobbiamo cercare di dare adeguate risposte. Allo scopo bisogna raccogliere e valorizzare al meglio tutte le risorse umane e spirituali disponibili, e fare di tutto per incrementarle. 
01/01/1997 Vi auguro con tutto il cuore i doni del Natale di Gesù (19971220)  La bellezza e la novità di questa parola “decisiva” di Dio, sono racchiuse nel volto di un bambino. Come bambino Dio è entrato nel mondo. Chi avrebbe mai pensato, fra i Giudei che adoravano la maestà li Dio e veneravano il suo sovrano potere su tutte le cose, che un Dio potesse diventare bambino, con l’integra realtà della condizione dei bambini? È la stupenda meraviglia che si è prodotta nel modo più umile. Il Figlio di Dio si è introdotto nella società umana non con la gloria del Signore ma con la debolezza di un bambino. Inoltre se questo bimbo è “adagiato in una mangiatoia”, è il segno che lo splendore divino ha voluto manifestarsi attraverso la povertà umana. 
13/04/1997 Giornata dell’Università Cattolica (199704131)  Luciano Monari, Giornata dell’Università Cattolica (199704131) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 13 aprile 1997 Id: Monari:199704131 “Investire in cultura. Nel progetto culturale della Chiesa italiana”. È questo il tema della prossima giornata per l’Università Cattolica. Esso esprime lo stretto legame esistente tra l’Università fondata da Agostino Gemelli e la Comunità ecclesiale italiana. 
13/04/1997 Giornata dell’Università Cattolica (199704131)  Luciano Monari, Giornata dell’Università Cattolica (199704131) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 13 aprile 1997 Id: Monari:199704131 “Investire in cultura. Nel progetto culturale della Chiesa italiana”. È questo il tema della prossima giornata per l’Università Cattolica. Esso esprime lo stretto legame esistente tra l’Università fondata da Agostino Gemelli e la Comunità ecclesiale italiana. 
13/04/1997 Giornata dell’Università Cattolica (199704131)  Luciano Monari, Giornata dell’Università Cattolica (199704131) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 13 aprile 1997 Id: Monari:199704131 “Investire in cultura. Nel progetto culturale della Chiesa italiana”. È questo il tema della prossima giornata per l’Università Cattolica. Esso esprime lo stretto legame esistente tra l’Università fondata da Agostino Gemelli e la Comunità ecclesiale italiana. 
13/04/1997 Giornata dell’Università Cattolica (199704131)  Luciano Monari, Giornata dell’Università Cattolica (199704131) Data Copyright: 1997 Data pubblicazione: 13 aprile 1997 Id: Monari:199704131 “Investire in cultura. Nel progetto culturale della Chiesa italiana”. È questo il tema della prossima giornata per l’Università Cattolica. Esso esprime lo stretto legame esistente tra l’Università fondata da Agostino Gemelli e la Comunità ecclesiale italiana. 
01/01/1999 Buon Natale significa: Dio ti doni il suo Amore (19991224)  Dio è uno solo; ma le immagini di Dio sono tante. Tante forse quante, sono le teste o i cuori degli uomini. Ciascuno, inevitabilmente, si fa un’immagine di Dio che dipende dalle sue idee, dalle sue esperienze, dalle testimonianze che gli paiono significative. E può sembrare che le immagini di Dio siano secondarie; che ciascuno se le possa costruire a piacere, purché non pretenda d’imporle agli altri. Eppure, attorno all’immagine di Dio si raccolgono i desideri, le speranze, i valori essenziali della persona. 
01/01/1999 L’Università Cattolica protagonista della cultura (19990417)  L’Università Cattolica compie 75 anni: in tutto questo tempo ha svolto un servizio prezioso per la formazione di uomini e donne impegnati nella costruzione della società italiana, che hanno portato il loro contributo sia a livello professionale che culturale. 
01/01/1999 L’Università Cattolica protagonista della cultura (19990417)  L’Università Cattolica compie 75 anni: in tutto questo tempo ha svolto un servizio prezioso per la formazione di uomini e donne impegnati nella costruzione della società italiana, che hanno portato il loro contributo sia a livello professionale che culturale. 
01/01/1999 L’Università Cattolica protagonista della cultura (19990417)  L’Università Cattolica compie 75 anni: in tutto questo tempo ha svolto un servizio prezioso per la formazione di uomini e donne impegnati nella costruzione della società italiana, che hanno portato il loro contributo sia a livello professionale che culturale. 
01/01/1999 L’Università Cattolica protagonista della cultura (19990417)  L’Università Cattolica compie 75 anni: in tutto questo tempo ha svolto un servizio prezioso per la formazione di uomini e donne impegnati nella costruzione della società italiana, che hanno portato il loro contributo sia a livello professionale che culturale. 
01/01/1999 Manifestazione per la pace (19990507)  Questo testo del profeta Isaia ha 2750 anni, quindi più antico di Socrate, di Talete e di tutta la filosofia; quasi a dire che il desiderio intenso di pace ha accompagnato tutta l’esistenza dell’uomo sulla terra, un desiderio così forte che le tante guerre della storia non sono riuscite a spegnerlo; ma nello stesso tempo un desiderio così difficile che i mille programmi e trattati di pace non sono riusciti a realizzarlo. 
01/01/2000 Il regalo di un Dio bambino (20001222)  Se Dio si fosse incarnato in un imperatore (come Augusto) potremmo immaginare Dio distante; io non sono imperatore e un Dio-imperatore mi rimarrebbe estraneo. Siccome Dio si è incarnato in un bambino, posso credere alla sua vicinanza. 
01/01/2000 La resurrezione di Cristo: evento unico e definitivo (20000422)  La Pasqua viene Celebrata la domenica dopo il primo plenilunio di primavera. Naturale, perciò, che venga associata col senso della novità, della nascita, del nuovo inizio. La primavera richiama proprio questo: la vita che si dilata dopo la contrazione arida dell’inverno. Possiamo vedere in questa prospettiva anche la festa cristiana di Pasqua? 
21/12/2001 Buon Natale Piacenza (200112212)  Luciano Monari, Buon Natale Piacenza (200112212) Data Copyright: 2001 Data pubblicazione: 21 dicembre 2001 Id: Monari:200112212 Ci sono parole che hanno il potere di non invecchiare, di risuonare tremendamente vere e attuali alla coscienza dell’uomo anche a distanza di tempo dal momento che sono state pronunciate o scritte per la prima volta. 
01/01/2002 Avvento, riscoprire il senso dell’attesa (20021129)  Viviamo l’Avvento in modo che l’attesa e il desiderio ci facciano dilatare il cuore e lo rendano più disponibile ad accogliere la grazia di Dio che ci viene donata. Il Figlio di Dio entrando nella nostra storia ha rinnovato la nostra condizione di uomini rendendoci capaci di riflettere, nella nostra povera umanità, la gloria di Dio come suoi figli. 
01/01/2002 Avvento, riscoprire il senso dell’attesa (20021129)  Viviamo l’Avvento in modo che l’attesa e il desiderio ci facciano dilatare il cuore e lo rendano più disponibile ad accogliere la grazia di Dio che ci viene donata. Il Figlio di Dio entrando nella nostra storia ha rinnovato la nostra condizione di uomini rendendoci capaci di riflettere, nella nostra povera umanità, la gloria di Dio come suoi figli. 
01/01/2002 Avvento, riscoprire il senso dell’attesa (20021129)  Viviamo l’Avvento in modo che l’attesa e il desiderio ci facciano dilatare il cuore e lo rendano più disponibile ad accogliere la grazia di Dio che ci viene donata. Il Figlio di Dio entrando nella nostra storia ha rinnovato la nostra condizione di uomini rendendoci capaci di riflettere, nella nostra povera umanità, la gloria di Dio come suoi figli. 
01/01/2002 Avvento, riscoprire il senso dell’attesa (20021129)  Viviamo l’Avvento in modo che l’attesa e il desiderio ci facciano dilatare il cuore e lo rendano più disponibile ad accogliere la grazia di Dio che ci viene donata. Il Figlio di Dio entrando nella nostra storia ha rinnovato la nostra condizione di uomini rendendoci capaci di riflettere, nella nostra povera umanità, la gloria di Dio come suoi figli. 
01/01/2002 Il vero scoop è riconoscere il segno dei tempi (20020210)  Facendo nostra la raccomandazione di Gesù «di saper distinguere i segni dei tempi» (Mt 16,3), ci sembra di scorgere, in mezzo a tante tenebre, indizi non pochi che fanno bene sperare sulle sorti della Chiesa e dell’umanità. 
01/01/2002 Messaggio del nostro Vescovo (20020313)  In virtù della risurrezione di Cristo, alla morte e stato tolto il suo pungiglione e il tempo ora è colmo di eternità. In particolare lo scrivo a coloro che si trovano sul calvario, inchiodati al legno delle loro sofferenze e che faticano a credere che possa tornare il giorno nella notte della loro vita. Non abbiate paura, il Signore non abbandona i suoi figli. La Pasqua è la conferma più eloquente. 
01/01/2002 Messaggio per l’inizio dell’anno scolastico (20020919)  Il verbo latino “studere” da cui deriva “studio”, richiama la nostra attenzione sull’interesse, sulla passione attiva, sulla preoccupazione: chi studia una cosa, lo fa perché è interessato, perché desidera occuparsene, perché desidera mettere attenzione a quell’oggetto. 
01/01/2002 Messaggio per l’inizio dell’anno scolastico (20020919)  Il verbo latino “studere” da cui deriva “studio”, richiama la nostra attenzione sull’interesse, sulla passione attiva, sulla preoccupazione: chi studia una cosa, lo fa perché è interessato, perché desidera occuparsene, perché desidera mettere attenzione a quell’oggetto. 
01/01/2002 Messaggio per l’inizio dell’anno scolastico (20020919)  Il verbo latino “studere” da cui deriva “studio”, richiama la nostra attenzione sull’interesse, sulla passione attiva, sulla preoccupazione: chi studia una cosa, lo fa perché è interessato, perché desidera occuparsene, perché desidera mettere attenzione a quell’oggetto. 
01/01/2002 Messaggio per l’inizio dell’anno scolastico (20020919)  Il verbo latino “studere” da cui deriva “studio”, richiama la nostra attenzione sull’interesse, sulla passione attiva, sulla preoccupazione: chi studia una cosa, lo fa perché è interessato, perché desidera occuparsene, perché desidera mettere attenzione a quell’oggetto. 
24/12/2002 Natale festa di pace un mondo più umano (200212241)  Luciano Monari, Natale festa di pace un mondo più umano (200212241) Data Copyright: 2002 Data pubblicazione: 24 dicembre 2002 Id: Monari:200212241 “Qui non è Natale”. Sono parole che ci giungono dalla Terra Santa e che hanno una loro dolorosa verità. Natale è giorno di nascita; come celebrarlo dove incombe la minaccia di morte? 
01/01/2003 Buona Pasqua Chiesa piacentina (20030418)  Si riesce a riconoscere un cristiano dal suo modo di vivere la famiglia? O il lavoro? O la responsabilità sociale? O dal modo di usare il denaro? O di costruire i rapporti con gli altri? Anziché essere una comunità alternativa più spesso siamo «conformati alla mentalità di questo mondo» 
01/01/2003 La scuola vi apra all’ascolto degli altri (20030910)  Cari ragazzi e giovani della Diocesi, in questi giorni si stanno riaprendo le porte delle vostre scuole. Per qualcuno è la prima volta, per altri si tratta di cambiare tipo di scuola, per tutti è l’inizio di un anno di vita, di impegno e, lo spero vivamente, di gioia. 
01/01/2003 La scuola vi apra all’ascolto degli altri (20030910)  Cari ragazzi e giovani della Diocesi, in questi giorni si stanno riaprendo le porte delle vostre scuole. Per qualcuno è la prima volta, per altri si tratta di cambiare tipo di scuola, per tutti è l’inizio di un anno di vita, di impegno e, lo spero vivamente, di gioia. 
01/01/2003 La scuola vi apra all’ascolto degli altri (20030910)  Cari ragazzi e giovani della Diocesi, in questi giorni si stanno riaprendo le porte delle vostre scuole. Per qualcuno è la prima volta, per altri si tratta di cambiare tipo di scuola, per tutti è l’inizio di un anno di vita, di impegno e, lo spero vivamente, di gioia. 
01/01/2003 La scuola vi apra all’ascolto degli altri (20030910)  Cari ragazzi e giovani della Diocesi, in questi giorni si stanno riaprendo le porte delle vostre scuole. Per qualcuno è la prima volta, per altri si tratta di cambiare tipo di scuola, per tutti è l’inizio di un anno di vita, di impegno e, lo spero vivamente, di gioia. 
01/01/2003 Messaggio del Vescovo sullo sport (20030226)  L’attenzione alla salute, all’essere in forma, al saper presentare il proprio corpo come gradevole, nella nostra società, hanno un’importanza grande e questo non è proibito dal punto di vista cristiano però la cosa fondamentale è che quel corpo che tu curi e rendi bello e sano e in forma non sia semplicemente un oggetto che tu rendi bello e gradevole davanti agli altri. 
01/01/2003 Natale, il regalo di Dio (20031218)  Non siamo così stupidi da pensare che la nascita di Gesù si ripeta ogni anno in modo magico il 25 di dicembre, non un giorno prima e non un giorno dopo; e quello che celebriamo non ha niente a che fare con la venuta di santa Lucia o il passaggio di babbo Natale o della Befana. 
28/02/2003 Tutte le guerre nascono dal cuore (20030228)  Mercoledì cinque marzo, giorno delle Ceneri, risuonerà ancora una volta per noi l’appello della Parola di Dio: «Ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti: Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore vostro Dio, perché egli è misericordioso e benigno, tardo all’ira e ricco di benevolenza e s’impietosisce riguardo alla sventura». 
01/01/2004 Buona Pasqua (20040409)  Gesù di Nazaret è stato giustiziato come un criminale. Come sempre, questo fatto può essere osservato da diverse angolature e interpretato in modi diversi; ma le uniche fonti attendibili in materia, i quattro Vangeli canonici della fede cristiana, non lasciano dubbi. 
01/01/2004 Date il meglio di voi stessi (20040922)  Vi auguro che l’anno di scuola che incominciate vi aiuti per quello. Imparate tante cose – sono le cose che gli uomini hanno imparato attraverso i secoli, ci hanno messo dei secoli per impararle – vi vengono date come un patrimonio di partenza. 
01/01/2004 Fu un dono prezioso per la Chiesa di Piacenza-Bobbio (20040210)  Ho appreso con profondo dolore la notizia della morte di sua Eminenza il Cardinale Opilio Rossi. Ricordo le sue squisite qualità umane e cristiane, che lo hanno reso una nobile figura di vescovo per molti, dono prezioso per la Chiesa piacentina e universale. 
01/01/2004 Il Venerdì Santo nelle parrocchie (20040402)  Carissimi, da sempre la Chiesa di Terra Santa, ed in particolare la Chiesa di Gerusalemme, occupa un posto di predilezione nella sollecitudine della Santa Sede e nella preoccupazione di tutto il mondo cristiano. Essa merita uno spazio privilegiato nel cuore d’ogni credente. 
21/03/2005 Registrazione del messaggio di Pasqua (20050321)  Sono molto contento di potere rinnovare anche quest’anno gli auguri di buona Pasqua a tutti i piacentini. E vorrei che fosse davvero per tutti i piacentini, per quelli che per esempio non hanno una fede religiosa e per i quali la Pasqua è soprattutto la festa della primavera, cioè la festa di una natura che rinasce dopo il sonno lungo e un pochino oscuro dell’inverno. 
27/03/2005 Buona Pasqua (200503271)  Luciano Monari, Buona Pasqua (200503271). Il messaggio d’auguri del vescovo Mons. Monari Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 27 marzo 2005 Id: Monari:200503271 La risurrezione di Gesù è l’unico avvenimento definitivo della storia. Tutti gli altri eventi, infatti, invecchiano e passano con il tempo; di loro rimangono, al massimo, la memoria e la traccia, sempre più tenue, degli effetti. 
27/03/2005 Noi, il mondo e la Risurrezione (200503272)  Luciano Monari, Noi, il mondo e la Risurrezione (200503272) Data Copyright: 2005 Data pubblicazione: 27 marzo 2005 Id: Monari:200503272 Ad Atene Paolo si trovò a discutere con alcuni filosofi stoici ed epicurei, con gente curiosa che ascoltava volentieri le novità, da qualunque parte venissero. Sentendolo parlare di Gesù e della Resurrezione alcuni pensarono stesse annunciando due nuove divinità tra le tante che venivano dall’oriente e vollero ascoltarlo. 
22/12/2005 Il Santo Natale, annuncio di gioia e di pace (20051222)  Quest’anno mi piacerebbe riuscire a fare un regalo speciale a tutti i miei amici, anzi a tutte le persone che incontro. Mi piacerebbe riuscire a regalare un pochino di gioia dove nel cuore c’è tristezza, e un pochino di serenità dove c’è un po’ depressione. Mi piacerebbe riuscire a dare speranza e gioia, la capacità di affrontare con fiducia il tempo e il futuro. 
24/12/2005 È Natale che cosa possiamo sperare? (20051224)  Sono sei mesi, dal 21 giugno, che le giornate si accorciano. Il sole era arrivato vicino a noi, fino al Tropico del Cancro; poi ha cominciato ad allontanarsi e, poco alla volta, la luce è calata, il calore è diminuito fino ad arrivare qui, nell’inverno. 
12/04/2006 Messaggio augurale di Pasqua a tutto il personale degli Uffici di Curia (20060412)  Sono contento che nella Curia si “vedono i capelli bianchi”, ma si vedono anche i giovani che stanno crescendo, vuole dire: c’è un quadro di tutto il cammino diocesano, quindi abbiamo anche una speranza generazionale. 
12/04/2006 Pasqua: Dio ha risuscitato Gesù di Nazaret (200604121)  Luciano Monari, Pasqua: Dio ha risuscitato Gesù di Nazaret (200604121) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 12 aprile 2006 Id: Monari:200604121 Pasqua vuole dire “una speranza robusta e ricca di gioia”; lo diceva san Pietro scrivendo una Lettera ai cristiani dell’Asia Minore: erano in una situazione di difficoltà di persecuzione e correvano il rischio di perdere la fiducia e la speranza. 
16/04/2006 L’uomo, Dio e la forza di amare (200604161)  Luciano Monari, L’uomo, Dio e la forza di amare (200604161) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 16 aprile 2006 Id: Monari:200604161 Siamo incontentabili. Parlo di noi cristiani, naturalmente: sembriamo incontentabili. L’età media della nostra generazione veleggia verso gli ottant’anni. Non è poco in confronto con i quaranta scarsi di qualche decennio fa. Per di più gli scienziati ci fanno intravedere la possibilità di raggiungere, in futuro, il doppio dell’età attuale: 160 anni; e, chissà, 240… Non ci basta; siamo incontentabili. 
16/04/2006 L’uomo, Dio e la forza di amare (200604161)  Luciano Monari, L’uomo, Dio e la forza di amare (200604161) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 16 aprile 2006 Id: Monari:200604161 Siamo incontentabili. Parlo di noi cristiani, naturalmente: sembriamo incontentabili. L’età media della nostra generazione veleggia verso gli ottant’anni. Non è poco in confronto con i quaranta scarsi di qualche decennio fa. Per di più gli scienziati ci fanno intravedere la possibilità di raggiungere, in futuro, il doppio dell’età attuale: 160 anni; e, chissà, 240… Non ci basta; siamo incontentabili. 
16/04/2006 L’uomo, Dio e la forza di amare (200604161)  Luciano Monari, L’uomo, Dio e la forza di amare (200604161) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 16 aprile 2006 Id: Monari:200604161 Siamo incontentabili. Parlo di noi cristiani, naturalmente: sembriamo incontentabili. L’età media della nostra generazione veleggia verso gli ottant’anni. Non è poco in confronto con i quaranta scarsi di qualche decennio fa. Per di più gli scienziati ci fanno intravedere la possibilità di raggiungere, in futuro, il doppio dell’età attuale: 160 anni; e, chissà, 240… Non ci basta; siamo incontentabili. 
16/04/2006 L’uomo, Dio e la forza di amare (200604161)  Luciano Monari, L’uomo, Dio e la forza di amare (200604161) Data Copyright: 2006 Data pubblicazione: 16 aprile 2006 Id: Monari:200604161 Siamo incontentabili. Parlo di noi cristiani, naturalmente: sembriamo incontentabili. L’età media della nostra generazione veleggia verso gli ottant’anni. Non è poco in confronto con i quaranta scarsi di qualche decennio fa. Per di più gli scienziati ci fanno intravedere la possibilità di raggiungere, in futuro, il doppio dell’età attuale: 160 anni; e, chissà, 240… Non ci basta; siamo incontentabili. 
15/12/2006 Appello del Vescovo (20061215)  Gesù di Nazaret ha mostrato l’amore misericordioso del Padre con uno stile di vita basato su rapporti significativi innanzitutto con il Padre ma anche con i fratelli, dicendo in tutti i modi che la vita dell’altro gli interessava. È giunto al punto di sacrificare se stesso per il bene di ogni uomo. 
21/12/2006 Il Natale è per avere la forza di vivere (20061221)  Mi è arrivato un biglietto di auguri natalizi: l’immagine è quella di un calzettone dal quale spuntano un tamburino, un orsacchiotto, un cavalluccio, una tromba, bastoncini di zucchero… Chi me lo manda, un Carcerato, scrive: “Avrei voluto scrivere gli auguri di Natale su un biglietto un po’ più adatto ma, mi crede?, ho girato quattro o cinque negozi e non ho trovato un Gesù bambino o un biglietto di contenuto religioso. 
22/12/2006 Natale, quando la parola diventa vita (20061222)  Leggo su un bollettino parrocchiale: “Se Natale è un Mistero – e cioè: non è una fiaba – Gesù nasce anche oggi”. È proprio così, ma mi piacerebbe capire come? E mi piacerebbe capire perché non si tratta solo di una bella metafora ma di una realtà. Gesù nasce in ogni persona che soffre o che ama e si fa vicino a chi è debole. È così? Ma perché? 
01/04/2007 Chi è forte non si scoraggia mai (200704011)  Luciano Monari, Chi è forte non si scoraggia mai (200704011) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 01 aprile 2007 Id: Monari:200704011 L’immagine completa della fortezza è proprio Gesù che «in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l’ignominia, e si è assiso alla destra di Dio». Strana fortezza! Si manifesta non conquistando un potere mondano o umiliando re ed eserciti avversari; ma sottoponendosi, per obbedienza e per amore, al supplizio della croce e cioè a una sofferenza atroce, a una umiliazione profonda. 
08/04/2007 Fare Pasqua per cambiare (200704081)  Luciano Monari, Fare Pasqua per cambiare (200704081) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 08 aprile 2007 Id: Monari:200704081 Nel discorso al Convegno di Verona il Papa ha offerto una stupenda riflessione sul significato della risurrezione di Gesù. L’ha definita “la più grande “mutazione” mai avvenuta, il “salto” decisivo verso una condizione di vita profondamente nuova, l’ingresso in un ordine decisamente diverso che riguarda anzitutto Gesù di Nazareth, ma con lui anche noi, tutta la famiglia umana”. 
08/04/2007 Il messaggio Pasquale del Vescovo (200704082)  Luciano Monari, Il messaggio Pasquale del Vescovo (200704082) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 08 aprile 2007 Id: Monari:200704082 È nota la storia di Crono (il tempo), figlio di Urano (il cielo) e di Gea (la terra) che divorava uno dopo l’altro i suoi figli appena nati. È l’immagine eloquente di come l’uomo percepisce il mistero del tempo che cancella tutti gli eventi, uno dopo l’altro: quello che ho vissuto non esiste più e quello che sto vivendo passa irrevocabilmente in un attimo per diventare tempo passato, morto. 
19/07/2007 Messaggio del Vescovo Monari (20070719)  Con gioia e riconoscenza ho accettato la nomina del Papa a vescovo della Chiesa bresciana. Ora prego il Signore che mi aiuti a vivere questa scelta come atto di amore. 
14/10/2007 Il nuovo vescovo Luciano parla degli Oratori (200710141)  Luciano Monari, Il nuovo vescovo Luciano parla degli Oratori (200710141) Data Copyright: 2007 Data pubblicazione: 14 ottobre 2007 Id: Monari:200710141 L’oratorio ha una ricchezza di esperienze che vale la pena di valorizzare. È vero che il centro dell’esperienza cristiana è l’eucaristia, è vero che la formazione si fa sulla Parola di Dio, però è vero anche che l’esperienza di aggregazione è indispensabile perché la parola di Dio e l’Eucaristia diventino vita concreta delle persone. 
23/02/2008 Tra Piazze e Campanili (20080223)  Buona giornata! Che il Signore vi accompagni e vi doni in abbondanza lo Spirito che abbiamo invocato, perché possiate essere quello che il Papa ricordava nella parte di messaggio che abbiamo ascoltato: capaci di comprendere il mondo in cui viviamo, capaci di avere un senso critico corretto, sano, che ci faccia distinguere e cogliere le cose buone che ci sono intorno a noi. 
15/07/2008 Per la giornata della scuola (20080715)  All’inizio di un nuovo anno scolastico è bello e significativo che ogni Comunità si ritrovi a pregare e riflettere sul tema della scuola. La scuola va vista e proposta come “evento positivo”, come momento propizio, opportuno e necessario per la crescita individuale e sociale-comunitaria. 
19/12/2008 È sempre Natale (20081219)  Il Natale di Gesù e avvenuto una volta per tutte a Betlemme, quando Erode era re della Giudea. Ma l’effetto del Natele dura sempre, supera le distanze di spazio e di tempo per essere attuale ovunque. 
24/12/2008 Lettera natalizia agli sposi della diocesi di Brescia (20081224)  A voi è stato dato un dono grande insieme ad una responsabilità piena di speranza: mostrare nella Chiesa e nel mondo l’amore di Dio che si fa piena comunione, fedeltà operosa e fecondità generosa. 
22/01/2009 Messaggio di Mons Luciano Monari, vescovo di Brescia per la nomina di Mons Francesco Beschi a vescovo di Bergamo (20090122)  È un momento bello e significativo per la vita della nostra Chiesa. Il Papa ha scelto un bresciano come vescovo per la chiesa sorella di Bergamo e di questa scelta noi