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        <title>Regola di san Benedetto</title>
        <description>Lettura quotidiana della Regola di san Benedetto</description>
        <lastBuildDate>Wed, 10 Mar 2010 23:0:25 +0200</lastBuildDate>
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        <copyright>Copyright 2009 Certosa Cultura</copyright>
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        <managingEditor>l.zanoni@cistercensi.info</managingEditor> 
        <webMaster>l.zanoni@cistercensi.info</webMaster>
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        <title>Dell’elezione dell’abate</title>
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        <title>64. Dell’elezione dell’abate</title>
        <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 23:0:25 +0200</pubDate>
        <description><![CDATA[<p align=justify>Nell'elezione dell'abate si segua il criterio di costituire in tale ufficio colui che sia stato scelto da tutta la comunità concordemente secondo il timor di Dio, o anche solo da una parte di essa, sia pure piccola, ma con più savio consiglio. <sup>[2]</sup> Chi poi dev'essere costituito abate sia scelto in base alla dignità della vita e alla scienza delle cose spirituali, anche se fosse l'ultimo nell'ordine della comunità.</p> <p align=justify><sup>[3]</sup> Se invece i monaci anche tutti d'accordo eleggessero &nbsp;non sia mai &nbsp;una persona che consentisse ai loro vizi, <sup>[4]</sup> e tali vizi venissero per qualunque via a sicura conoscenza del vescovo alla cui diocesi quel luogo appartiene, o degli abati o dei cristiani vicini, <sup>[5]</sup> essi impediscano che prevalga il concorde volere dei cattivi e stabiliscano un degno amministratore alla casa di Dio: <sup>[6]</sup> sapendo che ne riceveranno copiosa mercede, se lo faranno con rettitudine d'intenzione e per zelo dell'onore di Dio, mentre al contrario commetterebbero una colpa se non se ne curassero.</p> <p align=justify><sup>[7]</sup> Chi poi è stato costituito abate, pensi sempre qual peso s'è addossato e a chi dovrà render conto della sua gestione. <sup>[8]</sup> Sappia che è suo dovere più il giovare che il comandare. <sup>[9]</sup> Bisogna dunque ch'egli sia versato nella conoscenza, della legge divina, perché abbia la perizia e la materia per trarre insegnamenti nuovi e antichi; sia casto, sobrio, indulgente <sup>[10]</sup> e sempre <i>faccia prevalere la misericordia sulla giustizia</i>, per meritare anche lui lo stesso. <sup>[11]</sup> Odii i vizi, ami i fratelli.</p> <p align=justify><sup>[12]</sup> Anche nel punire agisca con prudenza, e sia attento a non eccedere, perché non avvenga che mentre vuol troppo raschiare la ruggine, si rompa il vaso: <sup>[13]</sup> consideri sempre con diffidenza la sua fragilità e ricordi che la canna percossa non bisogna spezzarla. <sup>[14]</sup> Con ciò non intendiamo dire che permetta il fomentarsi dei vizi, ma che deve stroncarli con prudenza e carità, secondo che gli parrà più conveniente per ciascuno, come già dicemmo; <sup>[15]</sup> e si sforzi d'essere amato piuttosto che temuto.</p> <p align=justify><sup>[16]</sup> Non sia turbolento ed agitato, non sia petulante ed ostinato, non geloso e troppo sospettoso, perché non avrebbe mai pace; <sup>[7]</sup> negli stessi suoi comandi sia previdente ed assennato, e tanto se la cosa ch'egli impone è d'indole spirituale, quanto se riguarda gli affari temporali, egli proceda con discernimento e moderazione, <sup>[18]</sup> tenendo presente la discrezione del santo patriarca Giacobbe che diceva: <i>Se i miei greggi li farò stancare troppo a camminare, mi morranno tutti in un solo giorno</i>.</p> <p align=justify><sup>[19]</sup> Seguendo dunque questi ed altri ammaestramenti della discrezione, la quale è madre delle virtù, regoli tutto in modo che i forti abbiano di che esser bramosi e i deboli d'altra parte non si sgomentino.</p> <p align=justify><sup>[20]</sup> E soprattutto serbi intatta in ogni punto la presente Regola, <sup>[21]</sup> perché, dopo aver bene amministrato, possa udire dal Signore ciò che udì il buon servo che aveva dispensato il frumento ai suoi compagni nel tempo opportuno. <sup>[22]</sup> <i>In verità vi dico </i>(egli afferma)<i>, gli diede potere sopra tutti i suoi beni</i>.</p> <p align=right>(RB 64)</p>]]></description>
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