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Agata al Bisagno, Sant’

 

Storia

La chiesa ed il convento di S. Agata li troviamo citati in atti notarili fin dal 1191 come chiesa di S. Agata “de capite pontis Bisannis”. Il convento si affacciava sulla antica via medievale per il levante genovese proprio in capo al ponte, con annesso ospizio per viandanti e pellegrini com’era in quello delle altre monache cistercensi di S. Benedetto di Fassolo, posto, però, sulla strada di ponente. Al complesso conventuale si accede ancora oggi attraverso un archivolto che si affaccia sull’antico tracciato della via medievale e si trovava, per chi si recava verso levante lasciando Genova, proprio al termine dell’antico ponte di S. Agata, che in questo punto attraversava il torrente Bisagno scavalcandolo con ben 28 arcate (scrive il Giustiniani) e sviluppandosi per una lunghezza di millecinquanta palmi genovesi (circa 280 metri).

La chiesa con l’annesso convento, fu gestita nei primi secoli da monache cistercensi e nel 1251 ne fu Abbadessa Adelasia Spinola. La grande piena del Bisagno del 30 settembre 1452 rovinò sia il convento che il ponte.Tuttavia le monache cistercensi lo abitarono almeno fino al 1514 quando il Pontefice Leone X le fece trasferire nell’altro monastero delle Cistercensi di N.S. Delle Grazie, posto entro le mura della città. Ad esse subentrarono le Canonichesse Lateranensi e quindi nel 1531 gli Agostiniani della Congregazione di N.S. della Consolazione di Genova che vi rimasero sino alla caduta della Repubblica aristocratica di Genova avvenuta nel 1797, allorché dovettero abbandonare il convento a seguito della rivoluzione “democratica” del 1798. Il complesso fu quindi acquistato da privati, la famiglia Pedemonte, che, tuttavia, nel 1827 lo rivendette alle Maestre Pie della Divina Provvidenza, divenute poi di S. Agata, che tutt’oggi lo abitano e vi svolgono attività educativa gestendo una scuola dell’infanzia e una scuola primaria.

La Chiesa ed il convento oggi si presentano in forme seicentesche in quanto furono più volte ricostruiti; tuttavia sul lato sud della chiesa è visibile un interessante portale gotico che forse, per la sua ubicazione, dava accesso al transetto o forse era l’ingresso principale della Chiesa che, in tal caso, avrebbe dovuto essere orientata da nord a sud ma, data l’epoca di fondazione, ciò appare alquanto improbabile. Attualmente sono in corso lavori sul sito dell’antico ospedale che si trovava nell’area retrostante l’attuale abside della chiesa.

Architettura

Il ponte di S. Agata, citato già in documenti del XII secolo, rappresentava un importante collegamento tra la città ed i territori del Genovesato di levante. Il ponte partiva dal Borgo degli Incrociati e raggiungeva la chiesa di Sant’Agata, che da questa prese poi il nome. Il ponte venne distrutto da una piena storica del Torrente Bisagno il 30 settembre 1452 e venne ricostruito nel 1535. Lo sviluppo urbano che ha caratterizzato la città in epoca moderna, lo ha gradatamente sepolto; delle 28 arcate ne restano visibili due, parzialmente interrate, nel giardino del convento all’estremità di levante, proprio in prossimità dell’archivolto di ingresso; molte delle altre sono state o in parte distrutte o interrate e coperte dalla viabilità o dagli edifici costruiti in questa zona sul finire dell’ottocento e agli inizi del novecento. Lo sviluppo urbano, rubando spazio al letto del torrente, ha ridotto l’antico ponte a sole sei arcate. Come tale è giunto fino al 1970 quando la disastrosa alluvione con la memorabile piena del Bisagno del 7 ottobre lo distrusse in parte, lasciando erette solo tre arcate nell’alveo del torrente.

Arte

All’interno della chiesa, nella nicchia sovrastante l’altare maggiore, si può ammirare una pregevole statua in marmo della santa titolare, opera eseguita fra il 1680 ed il 1690 da Filippo Parodi (Genova 1630-1702).

Bibliografia

Italia Benedettina, II, Liguria Monastica, Cesena 1979, pp. 106-107, sch. 7.

Giulio Miscosi, I quartieri di Genova antica, Tolozzi Editore, Genova 1966, pp.177-180.

C. Praga, Genova fuori le mura F.lli Frilli Editori, Genova 2006.

La scultura a Genova e in Liguria. Vol. II, Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, 1988.

Note sugli Agostiniani vedi: Provincia Ligure-Lombarda, Cenni Storici di Padre Raffaele Bracco, integrazioni di P.Vittorio Sartirana.

Foto

 
Agata al Bisagno, Sant’
Nome completo:  
Nome originario: S. Agata “de capite pontis Bisannis” 
Nomi alternativi:  
   
Ordine originale: Cistercensi 
Ordine attuale:  
Congregazione attuale:  
Filiazione di:  
Linea di:  
N. di fondazione: (Janauschek):  
Stato Giuridico:  
Figlie
 
Date
Fondata nel: 11?? 
Cistercense nel: 11?? 
Chiusa nel: 1514 
Riaperta nel:  
Richiusa nel:  
Indirizzo

16100  Genova (GE)
Italia
Regione: Liguria 
Nazione: Italia 
Diocesi antica:
Diocesi attuale:
Coordinate:
44.40802187231651, 8.954599424575783
Google Maps wikimapia
Latitudine: 44° 24' 28''
Longitudine: 8° 57' 16''
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