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Chiaravalle di Castagnola

 

Storia

Fonti documentarie che attestino la fondazione di quest’abbazia sono inesistenti e così le poche notizie riferibili alla sua origine sono ricavabili soltanto da studi condotti su documenti locali. La studiosa Albino Savini riporta la più antica di queste fonti, costituita da un codice cartaceo, Rerum notabilium monasterii S. Mariae de Castagnola, il quale attribuisce all’iniziativa della regina Teodolinda la fondazione di un monastero benedettino in una località posta nella bassa valle dell’Esino, a circa tre chilometri dal mare Adriatico, detta “di Castagnola” per la presenza di querce così chiamate; la data di fondazione, considerando l’attendibilità della fonte, sarebbe circa tra il 612-626, in quanto nel codice si fa riferimento al tempo di papa Gregorio I. Tale notizia è accennata anche da Bedini.

Nel 1103 la contessa Matilde di Canossa si adoperò per il restauro o la ricostruzione in forme più ampie della chiesa del monastero esistente e del 1125 è un’iscrizione che attesta l’esistenza certa di una chiesa, probabilmente ampliata in quell’anno.

I Benedettini nel frattempo dovevano essersi rilasciati nell’osservanza, in quanto che il 14 gennaio 1147 vi subentrarono i Cistercensi, anche se molti autori riportano altresì la data del 1146. La filiazione genericamente accettata è quella di Lucedio (così lo Janauschek), ma non vi è alcun documento a comprovano in maniera certa e l’Albino Savini ritiene più verosimile l’ipotesi che la vede figlia di Chiaravalle Milanese, così come sostenuto anche dalla Fraccaro. È stata poi messa in causa un’ altra data di fondazione, il 1172, dovuta al ritrovamento di una lapide nella parete sinistra all’interno della facciata principale, recante l’iscrizione «Fondatum est hoc monasterìum MCLXXII», e molti autori vollero vedere in essa la testimonianza sicura dell’origine del monastero; ma è quasi certo che tale data si riferisca piuttosto all’inizio della costruzione del definitivo convento, essendo stati alloggiati i Cistercensi fino a quell’anno in costruzioni provvisorie in legno, com’era loro consuetudine.

La successiva storia del monastero non è documentata, in quanto gli archivi sono andati dispersi. È certo che ebbe un rapido sviluppo, grazie soprattutto a donazioni di terre e gli estesi possedimenti dell’abbazia furono anche motivo di controversie con il comune di Jesi, deciso ad estendere la sua giurisdizione su tutta la bassa valle dell’Esino, fino al mare, e successivamente tali scontri videro protagonisti i comuni di Jesi e Ancona.

Nel 1256 divenne madre del monastero di San Benedetto in Monte Favale, nella provincia di Pesaro e 1257 di quello di San Severo a Ravenna.

L’abbazia cadde sotto Commenda nel 1408 e il primo ad amministrarne i beni fu il cardinale Antonio Calvi. Nel 1499 i Cistercensi abbandonarono il monastero, poiché nel 1480 una Bolla di Innocenzo VIII aveva decretato l’abbazia nullium con la conseguenza di rendere ancora più gravosi gli effetti della Commenda. Al posto dei monaci bianchi si insediarono i Francescani, che vi rimasero fino al 1564, l’anno in cui papa Pio IV richiamò i Cistercensi, i quali però, essendo in scarso numero, dovettero dare in enfiteusi molte terre del nucleo monastico, favorendo così la nascita di un borgo attorno all’abbazia, a cui l’assetto urbanistico vero e proprio fu dato dal cardinale commendatario Corsi.

Nel 1771 i Cistercensi tornarono in completo pieno possesso dei beni dell’abbazia e iniziò così un nuovo periodo di benessere, dovuto anche all’installazione di una fabbrica per la lavorazione del tabacco. La soppressione arrivò nel 1798, ma i monaci tornarono dopo il periodo napoleonico e rimasero, anche se in forma di comunità molto piccola, fino al 1985. Oggi la chiesa è parrocchia.

Bibliografia

G. VITI, I Cistercensi nelle Marche, in Aspetti e problemi del monachesimo nelle Marche, Atti del Convegno di Studi (Fabriano, monastero di S. Silvestro abate 4-7 giugno 1981), Fabriano 1982, vol. I, pp. 128-130.

ALBINO SAVINI R. M., L’abbaziale di S. Maria in Castagnola. Prima espressione del Gotico regionale, Chiaravalle, 1984.

CAPPELLETTI S., Dalla abbazia alla manifattura. Le origini di Chiaravalle, Chiaravalle, 1978.

TALLONE A., Cartario dell’abbazia di Casanova, in “Piemonte vivo”, IX, 1975, pp. 21-29.

Foto

Nartece della chiesa Facciata della chiesa Facciata della chiesa Facciata della chiesa Facciata della chiesa
Facciata della chiesa Facciata della chiesa Scorcio della chiesa Scorcio della chiesa Abside della chiesa
Portale della chiesa Navata centrale della chiesa Navata centrale della chiesa Navata centrale della chiesa Navata laterale sinistra della chiesa
Navata laterale destra della chiesa Navata centrale della chiesa Navata centrale della chiesa Scorcio della chiesa Scorcio della chiesa
Scorcio della chiesa Scorcio della chiesa Transetto della chiesa Scorcio del transetto della chiesa Cappella della chiesa
Monofora della chiesa Esterno della chiesa Transetto esterno della chiesa Scorcio del chiostro Scorcio del chiostro
Scorcio del chiostro Scorcio del chiostro Esterni   
Chiaravalle di Castagnola
Nome completo: S. Maria di Chiaravalle della Castagnola 
Nome originario: S.M. de Castaneola 
Nomi alternativi: Castagnola 
 
Ordine originale: Cistercensi 
Ordine attuale: Parrocchia 
Congregazione attuale:  
Filiazione di: Lucedio
Linea di: Ferté, la
N. di fondazione: (Janauschek): 226 
Stato Giuridico: Abbazia 
Figlie
  1. Severo di Cotignola, San (19/04/1257-1455)
 
Date
Fondata nel: 1147 
Cistercense nel: 14/01/1147 
Chiusa nel: 1796 
Riaperta nel:  
Richiusa nel:  
Indirizzo
Abbazia di Chiaravalle in Castagnola

60033  Chiaravalle (AN)
Italia
Regione: Marche 
Nazione: Italia 
Diocesi antica: Senogalliensi
Diocesi attuale: Senigallia
Coordinate:
43.6004085719832, 13.32667999000462
Google Maps wikimapia
Latitudine: 43° 36' 1''
Longitudine: 13° 19' 36''
Contatti
Telefono: +39 (071) 94350 
Fax  
e-mail
Indirizzo Web Web
Wiki    
Stato dell’edificio: Intatto con comunità
Stile dell’edificio: Cistercense primitivo, Barocco - Rococò
Visita: Possibile
Attività
Lavori:
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